13 Maggio 2022 - Reggio Calabria - Le migrazioni costituiscono una delle sfide più complesse nel mondo contemporaneo, tanto da essere oggi ai primi posti nell’agenda internazionale. Si tratta di un fenomeno che cambia volto con estrema rapidità, coinvolgendo in qualche misura tutte le aree del mondo, anche perché i cosiddetti “flussi misti” sono ormai realtà quotidiana, impedendo la distinzione tra migrazioni economiche e migrazioni forzate. Sempre, comunque, parliamo di persone, non di numeri.
Su queste premesse è nata l’idea di proporre un seminario di studio, che si terrà a Reggio Calabria sabato 21 maggio, nell’Aula magna del Seminario Pio XI, a partire dalle ore 10,00.
Saranno ricordate due figure storiche: il vescovo Giovanni Battista Scalabrini, che venticinque anni fa è stato proclamato Beato e “Padre dei migranti” per la sua intensa attività a favore degli emigranti italiani di fine 1800 e inizi 1900. Poi, a vent’anni dalla morte, sarà riproposta la grande figura del sacerdote reggino Domenico Farias, che ha lasciato tracce indelebili con il suo magistero di scienza e di vita, contemplazione e azione, promozione umana e iniziazione cristiana, dedicando tanta passione alla formazione multiculturale. A presentare questi due personaggi storici saranno, rispettivamente, P. Gabriele Bentoglio, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, e Augusto Sabatini, del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
Scalabrini e Farias si possono contare tra i protagonisti della pastorale dell’accoglienza del secolo scorso. Le loro intuizioni, però, sono ancora attuali. E, allora, per tracciare gli orientamenti e l’azione pastorale della Chiesa italiana oggi, nel campo della mobilità umana, interverrà mons. Franco Agnesi, vicario generale e vescovo ausiliare di Milano, membro della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana.
Poi sarà la volta di Cristina Ciccone, presidente della Cooperativa sociale “Demetra”, che illustrerà come si sta svolgendo il progetto “Libero di essere me stesso”, quale traduzione concreta dell’impegno accanto ai migranti, oggi, di tante persone di buona volontà nella città metropolitana e nella diocesi reggina-bovese. Infine, sarà l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Fortunato Morrone, a concludere l’incontro.
Il ricordo del Beato Scalabrini e di don Domenico Farias mette a fuoco argomenti cruciali, come l’accoglienza, il riconoscimento della dignità umana e la difesa dei diritti inalienabili di ogni persona, il rispetto delle differenze culturali e religiose, l’impegno per il bene comune, spiega p. Bentoglio: "essi continuano a indicare la via da percorrere in un mondo che si proclama rispettoso dei diritti umani, ma che spesso si ferma alle parole. La Chiesa cattolica, insieme a un gran numero di donne e di uomini di buona volontà, può offrire un servizio specifico in questo contesto: poiché essa è per sua natura allo stesso tempo una e universale, esplicitandosi nelle varie Chiese particolari, porta in sé un modello di unità essenziale nel rispetto delle legittime diversità delle culture. Tale modello di unità nella diversità è precisamente ciò che la Chiesa può offrire alla società civile, di cui è parte integrante. Nella giusta collaborazione con le altre istituzioni religiose e civili, le comunità cristiane possono servire i popoli nella costruzione di un’unica famiglia umana".
Primo Piano
Vangelo Migrante: V domenica di Pasqua | Vangelo (Gv 13,31-35)
11 Maggio 2022 - Dicendoci che lui era il pastore e noi il suo gregge, tra le altre cose, Gesù ci metteva in guardia dai pericoli. La bellezza della vita cristiana alla sequela di Gesù è costantemente minacciata perché è la strada che porta a Dio.
Il Vangelo di questa domenica situa Gesù nel pieno di una minaccia umana: il tradimento di Giuda. “Quando Giuda fu uscito, Gesù disse: ora il figlio dell’uomo è stato glorificato”. Gesù fa capire che quello che per l’uomo è una minaccia, per Dio è gloria. Attenzione: gloria non vuol dire ‘fasto’ ma ‘peso specifico’, il valore di qualcuno! Giuda ha una missione: far vedere come Gesù reagisce al male dell’uomo. Quando il male arriva addosso a Gesù, lo fa risplendere nel suo vero volto: il volto della misericordia.
Questo mistero di gloria, Gesù lo traduce per i suoi discepoli nella consegna dell’unica strategia possibile per arrivare al Regno dei cieli e sopravvivere al male, inevitabile, che verrà addosso ai cristiani: “vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”
Non è un ordine, come non lo sono le 10 Parole, ma è il fondamento della vita con Dio che è sempre lo stesso, quello di tutta la Bibbia; ‘nuovo’ è quello che c’è nella creatura che lo riceve perché è stata redenta da Gesù e nel battesimo è diventata nuova Creatura.
“Amatevi gli uni gli altri” è il marchio di fabbrica di Gesù! Ma quando si parla di amore, soprattutto oggi, è come avere uno scrigno dove ognuno rischia di mettere dentro quello che gli pare: pulsione istintiva, attaccamento, possesso, appagamento … Anche nelle migliori intenzioni sempre più spesso non si sa ‘come’ farlo!
Gesù, assieme alla sostanza, introduce anche il parametro: “come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.
L’amore non è solo una ‘cosa’, ha anche un ‘come’. Occorre riferirsi a quel ‘come’. Il parametro indicato da Gesù non è un sentimento generico, astratto … ma una storia concreta che ci ha salvato, l’amore oggettivo che Lui ci ha usato: ci ha amato in un corpo che è salito sulla croce per noi e per noi è risorto.
E, quindi, possiamo amare perché abbiamo ricevuto quell’amore;
e, amando, non improvvisiamo se siamo memori di come Lui ama noi!
Se eravamo capaci di farlo da soli, Dio ce lo avrebbe lasciato fare …
Essere eco costante di come Lui ha amato vuol dire possedere il parametro rivelato dalla croce di Cristo che non è solo strumento di morte, ma innanzitutto ‘peso specifico’ del cristiano: “Da questo sapranno che siete miei discepoli!” (p. Gaetano Saracino)
Verso la GMMR: alcuni video a cadenza mensile della sezione Migranti e Rifugiati
12 Maggio 2022 - Città del Vaticano - "Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati" è il tema scelto da Papa Francesco per la 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR).
Per camminare insieme verso la GMMR, che si celebrerà domenica 25 settembre 2022, la Sezione Migranti e Rifugiati propone un percorso che inizia con il Messaggio del Santo Padre in cui viene sottolineato come un futuro migliore è possibile solo se realizzato insieme ai più vulnerabili
A cadenza mensile, verranno pubblicati sussidi multimediali, materiale informativo e video inediti del Santo Padre utili ad approfondire il tema della GMMR.
Nel primo video Papa Francesco approfondisce il sottotema “un futuro da costruire insieme” e ci coinvolge con una domanda diretta. Insieme al Santo Padre, anche la testimonianza di Sua Em.za il Cardinale Francesco Montenegro che racconta la sua esperienza di vita insieme ai migranti sull’isola di Lampedusa.
Museo dell’Emigrazione: il nonno del Papa “accoglie” i visitatori del Museo
12 Maggio 2022 - Genova - Una videoproiezione 3D del nonno materno di Papa Francesco accoglierà i visitatori del Museo nazionale dell' Emigrazione Italiana (Mei) inaugurato a Genova alla Commenda di San Giovanni di Prè. E' una delle curiosità della struttura realizzata in meno di 18 mesi di lavori grazie al contributo del ministero della Cultura e della Compagnia di San Paolo. La struttura si sviluppa su 2.800 metri quadrati su tre piani ed è suddivisa in 16 aree tematiche. Sono oltre 200 le storie di emigrazione raccolte all' interno del Mei, 1.300 le immagini d' archivio accessibili grazie a 70 postazioni multimediali e 25 proiettori laser. I visitatori possono interagire con spazi e oggetti vivendo esperienze virtuali a 360 gradi e consultare l' archivio del Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana, che ha già raccolto online i documenti di viaggio di oltre 5 milioni di emigrati italiani. Lungo il percorso della Commenda è possibile anche 'sedersi a cena' con dei migranti d' inizio '900. Francesco Sivori, marito di Maria Gogna, era il nonno materno del Papa. "Lo rappresentiamo in procinto di partire per l' Argentina, ci introduce al viaggio verso Buenos Aires - spiega il direttore del Museo del Mare di Genova Pierangelo Campodonico - che ripercorriamo tappa per tappa come la storia di ogni migrante, dal momento in cui la famiglia decide che si deve partire o prende atto che qualcuno vuole partire, al momento in cui è fortissimo il desiderio di avere un riscatto altrove, poi la destinazione. Gli italiani sono migrati in tutto il mondo e lo vedrete, una sala del Mei sarà dedicata alle destinazioni degli italiani". "E' il museo degli italiani nel mondo, abbiamo firmato più di 40 protocolli d' intesa con varie realtà internazionali, - rimarca il presidente del comitato di indirizzo del Mei Paolo Masini - giudico il Mei la più grande operazione di memoria popolare collettiva del Paese, un' opportunità di turismo delle radici dei discendenti degli italiani emigrati nel mondo". "La scelta su dove collocare il Museo nazionale dell' emigrazione Italiana (Mei) non poteva che ricadere su Genova per quello che ha rappresentato nella storia dell' emigrazione italiana", rimarca il ministro della Cultura Dario Franceschini. "Questo museo, Genova e i genovesi, lo dedicano a tutti quelli che sono qui a Genova ma provengono da altrove e poi anche a chi se n' è andato, anche io sono stato migrante, e non dimentico quella sensazione che si prova a partire e non sapere se si tornerà", interviene il sindaco Marco Bucci. "Se il museo nazionale dell' emigrazione italiana doveva avere una sede non poteva che essere a Genova. L' anima di Genova è fatta dalle tante persone che dalle banchine del porto sono partite per andare nel mondo a commerciare o a costruirsi una vita", ricorda il presidente della Regione Giovanni Toti. (Ansa)
Card. Montenegro: “a Lampedusa si impara a guardare l’altro libero da pregiudizi e privilegi”
12 Maggio 2022 -
Roma - “Tutto ciò che avveniva a Lampedusa con il continuo arrivo di migranti ha scosso non solo quella comunità parrocchiale e la diocesi agrigentina ma, mi sento di dire, il mondo intero”. Lo ha detto oggi il card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e membro del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del Messaggio di Papa Francesco per la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata domenica 25 settembre 2022 . “Cosa fare di fronte a migliaia di persone che ogni giorno arrivano con mezzi di fortuna? Cosa fare quando – come nel 2013 – diverse centinaia di loro affondarono a pochi metri dalla costa perdendo la vita?”, si è chiesto il cardinale Montenegro: “Quando ti trovi di fronte a questi fatti – ha detto – ti accorgi che solo il principio della fraternità ti può aiutare. Se riesci a guardare negli occhi quell’uomo, quella donna o quel bambino capisci che è uguale a te, che è tuo fratello. In quell’istante cadono tutte le distinzioni, le diatribe politiche, le logiche dei numeri o le normative di questo o di quel Paese. Quegli occhi ti dicono la dignità di quella persona prima e più della sua appartenenza a un Paese ‘X’ o a una religione ‘Y’. Costruire il futuro richiede questo sguardo sull’altro libero da ogni pregiudizio e da ogni privilegio”. Il Papa, ha ricordato il cardinale, “insiste molto sul fatto che questa prospettiva può rivelarsi una opportunità di crescita per tutti. La storia ci insegna che laddove il futuro lo si è costruito in una logica inclusiva, alla fine, ci hanno guadagnato tutti, non solo in termini di rispetto ma anche economicamente e culturalmente”. Anche il titolo della giornata “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati” invita “a passare dalla logica della semplice accoglienza a quella evangelica della fraternità universale in cui l’altro – e in particolare il povero – è il fratello col quale sono chiamato a camminare”: “Non ci sono alcuni che accolgono e altri che vengono accolti ma fratelli che dobbiamo amarci, imparando a fare della diversità culturale, religiosa o sociale una grande opportunità di crescita per tutti”.
(Foto Siciliani/SIR)
(Foto Siciliani/SIR)
P. Baggio: “un potenziale da riconoscere e valorizzare”
12 Maggio 2022 -
Roma - La presenza dei migranti e dei rifugiati è “indubbiamente un grande potenziale che va riconosciuto e valorizzato”. Lo ha ribadito padre Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale con la responsabilità della Sezione Migranti e rifugiati e dei progetti speciali, presentando oggi in Sala Stampa vaticana il Messaggio del Papa per la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata domenica 25 settembre 2022, sul tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. “In un mondo profondamente segnato dalla crisi pandemica e da emergenze umanitarie vecchie e nuove – ha detto padre Baggio - Papa Francesco ribadisce con vigore l’impegno comune a costruire un futuro che risponda sempre di più al progetto di Dio, un futuro di pace e prosperità, il Regno di Dio”. Un futuro da costruire “con” i migranti e i rifugiati – sottolinea il Santo Padre – così come con tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, con gli scartati e gli emarginati, “perché nessuno rimanga escluso”. Questa inclusione, ha precisato padre Baggio, “è conditio sine qua”. Inoltre “costruire con” significa anche “riconoscere e promuovere il contributo dei migranti e dei rifugiati a tale opera di costruzione, perché solo così si potrà edificare un mondo che assicuri le condizioni per lo sviluppo umano integrale di tutti e tutte”. Padre Baggio ha letto anche la preghiera che conclude il Messaggio del Papa, “dai toni squisitamente francescani”: “Signore, rendici portatori di speranza, perché dove c’è oscurità regni la tua luce, e dove c’è rassegnazione rinasca la fiducia nel futuro. Signore, rendici strumenti della tua giustizia, perché dove c’è esclusione fiorisca la fraternità, e dove c’è ingordigia prosperi la condivisione. Signore, rendici costruttori del tuo Regno insieme con i migranti e i rifugiati e con tutti gli abitanti delle periferie. Signore, fa’ che impariamo com’è bello vivere tutti da fratelli e sorelle. Amen”.
(Foto Siciliani-Gennari/SIR)
(Foto Siciliani-Gennari/SIR)
Migrantes Carpi: riportare il sorriso con il luna park
12 Maggio 2022 - Carpi - Dopo due anni di assenza, finalmente il Luna Park ritorna a Carpi in occasione della festa del Patrono. In questo momento di guerra, di angoscia e di fuga per tanti bambini e famiglie, non potrebbe esserci auspicio più bello di accoglienza e serenità di quello che si trova nel testo tratto dalla preghiera del Fierante, che ogni anno viene letta alla fine della messa con le famiglie dello Spettacolo Viaggiante. Finalmente sabato 14 maggio alle 11 si potrà ritornare a vivere questo momento sotto la volta dell' autoscontro per un giorno insolita cattedrale del Lunapark: durante la messa, presieduta dal vicario generale monsignor Gildo Manicardi, un di bambini riceverà la prima comunione e la cresima, al termine di un percorso catechistico quotidiano che per una settimana sarà accompagnato dalla Migrantes sotto la guida del diacono Stefano Croci. Un impegno che si rinnova da anni e vede coinvolte insieme le famiglie delle giostre, la Diocesi e diversi operatori pastorali della Migrantes, in collegamento con Monica e Flaviano Ravelli della diocesi di Adria - Rovigo, membri della Commissione pastorale per lo spettacolo viaggiante della Fondazione Migrantes.
Questo coordinamento è necessario per garantire un percorso organico di iniziazione cristiana a questi bambini che, per la natura itinerante del lavoro dei genitori, vivono il catechismo di tappa in tappa nei luoghi dove le giostre si stabiliscono, solo se le diocesi si sono attrezzate per questo servizio. La pastorale ai giostrai non prevede solo un coordinamento fra diocesi per il catechismo, ma anche la cura del percorso scolastico e la mediazione con le scuole per un inserimento adeguato alle loro esigenze: cambiare scuola di mese in mese, ogni volta ritrovare i compagni degli anni scorsi ha il suo lato emozionante ma anche un importante dispendio di risorse per un riambientamento continuo, e molti bambini faticano a stare al passo se non adeguatamente supportati. Il Luna Park è arrivato a Carpi in questi giorni e i bambini sono stati inseriti nelle scuole del territorio, dove concluderanno l' anno scolastico e saranno valutati facendo riferimento al Quaderno dei Saperi, ideato da Monica e Flaviano in un progetto scolastico di cui su questo giornale abbiamo avuto occasione di raccontare.
Sabato 7 maggio Migrantes ha incontrato le famiglie invitando i bambini a fare un percorso insieme. Domenica 8 maggio il vescovo mons. Erio Castellucci ha portato il suo saluto di benvenuto alle famiglie appena arrivate e ai bambini che riceveranno i sacramenti. Sono tante le parole di preoccupazione che Migrantes ha ascoltato e accolto in questi due anni di pandemia dalle famiglie che si sono trovate costrette alla stanzialità, preoccupate per il futuro e senza prospettiva.
Ecco perché la celebrazione eucaristica del 14 maggio è una tappa importante per esprimere la gioia di ricominciare: per le famiglie dello spettacolo viaggiante, per gli operatori e volontari di Migrantes e per tutti coloro che vorranno condividere questa esperienza partecipando numerosi e unendosi nella preghiera di ringraziamento. (Elena Zuffolini - *Migrantes Interdiocesana Modena-Nonantola e Carpi).
Museo dell’Emigrazione: felice collaborazione tra Migrantes e Mei
12 Maggio 2022 - Roma - Nelle 16 aree del Museo Nazionale dell'Emigrazione, che è stato inaugurato ieri a Genova, in particolare, ve n’è una dedicata alle mobilità interne al Paese – la migrazione interna ha avuto e ancora ha un forte impatto sulla realtà sociale ed economica in Italia - e una seconda che presenta le migrazioni degli ultimi vent’anni (area XV). Questi due “capitoli” finali hanno visto, in particolare, una felice collaborazione tra la Fondazione Migrantes e il MEI: «Questa felice collaborazione – sottolinea Delfina Licatra, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, ringraziando il Presidente della Fondazione MEI Paolo Masini e il direttore Pierangelo Campodonico – è nata e ci caratterizzerà a lungo per sottoscrivere con ancora più incisività quanto il tema della mobilità sia elemento strutturale del nostro Paese. Più che un museo questo luogo ci sia augura diventi una casa dove gli italiani possano ritrovarsi e riconoscersi nel loro passato e nel loro presente e imparino a conoscere questo tema a volte strumentalizzato diventando parte attiva, co-protagonisti di un allestimento che non è dato una volta e per sempre ma che nasce già con l’idea intrinseca di essere non finito, di essere itinerante e interattivo, implementante, mobile nella mobilità».
Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati
12 Maggio 2022 - Pubblichiamo di seguito il Messaggio di Papa Francesco per la 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 25 settembre 2022, sul tema: “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”.
Cari fratelli e sorelle!
Il senso ultimo del nostro “viaggio” in questo mondo è la ricerca della vera patria, il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo, che troverà la sua piena realizzazione quando Lui tornerà nella gloria. Il suo Regno non è ancora compiuto, ma è già presente in coloro che hanno accolto la salvezza. «Il Regno di Dio è in noi. Benché sia ancora escatologico, sia il futuro del mondo, dell’umanità, allo stesso tempo si trova in noi».[1]
La città futura è una «città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso» (Eb 11,10). Il suo progetto prevede un’intensa opera di costruzione nella quale tutti dobbiamo sentirci coinvolti in prima persona. Si tratta di un meticoloso lavoro di conversione personale e di trasformazione della realtà, per corrispondere sempre di più al piano divino. I drammi della storia ci ricordano quanto sia ancora lontano il raggiungimento della nostra meta, la Nuova Gerusalemme, «dimora di Dio con gli uomini» (Ap 21,3). Ma non per questo dobbiamo perderci d’animo. Alla luce di quanto abbiamo appreso nelle tribolazioni degli ultimi tempi, siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per l’edificazione di un futuro più rispondente al progetto di Dio, di un mondo dove tutti possano vivere in pace e dignità.
«Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2 Pt 3,13). La giustizia è uno degli elementi costitutivi del Regno di Dio. Nella ricerca quotidiana della sua volontà, essa va edificata con pazienza, sacrificio e determinazione, affinché tutti coloro che ne hanno fame e sete siano saziati (cfr Mt 5,6). La giustizia del Regno va compresa come la realizzazione dell’ordine divino, del suo armonioso disegno, dove, in Cristo morto e risorto, tutto il creato torna ad essere “cosa buona” e l’umanità “cosa molto buona” (cfr Gen 1,1-31). Ma perché regni questa meravigliosa armonia, bisogna accogliere la salvezza di Cristo, il suo Vangelo d’amore, perché siano eliminate le disuguaglianze e le discriminazioni del mondo presente.
Nessuno dev’essere escluso. Il suo progetto è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime della tratta. La costruzione del Regno di Dio è con loro, perché senza di loro non sarebbe il Regno che Dio vuole. L’inclusione delle persone più vulnerabili è condizione necessaria per ottenervi piena cittadinanza. Dice infatti il Signore: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25, 34-36).
Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. Mi piace cogliere questo approccio al fenomeno migratorio in una visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti (cfr Is 60,10-11).
Nella medesima profezia l’arrivo degli stranieri è presentato come fonte di arricchimento: «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli» (60,5). In effetti, la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità.
Gli abitanti della nuova Gerusalemme – profetizza ancora Isaia – mantengono sempre spalancate le porte della città, perché possano entrare i forestieri con i loro doni: «Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli» (60,11). La presenza di migranti e rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti. Grazie a loro abbiamo la possibilità di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità. Possiamo maturare in umanità e costruire insieme un “noi” più grande. Nella disponibilità reciproca si generano spazi di fecondo confronto tra visioni e tradizioni diverse, che aprono la mente a prospettive nuove. Scopriamo anche la ricchezza contenuta in religioni e spiritualità a noi sconosciute, e questo ci stimola ad approfondire le nostre proprie convinzioni.
Nella Gerusalemme delle genti il tempio del Signore è reso più bello dalle offerte che giungono da terre straniere: «Tutti i greggi di Kedàr si raduneranno da te, i montoni dei Nabatei saranno a tuo servizio, saliranno come offerta gradita sul mio altare; renderò splendido il tempio della mia gloria.» (60,7). In questa prospettiva, l’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti. La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio.
Cari fratelli e sorelle, e specialmente voi, giovani! Se vogliamo cooperare con il nostro Padre celeste nel costruire il futuro, facciamolo insieme con i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati. Costruiamolo oggi! Perché il futuro comincia oggi e comincia da ciascuno di noi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità di decisioni che è necessario prendere adesso, perché il progetto di Dio sul mondo possa realizzarsi e venga il suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace.
Preghiera
Signore, rendici portatori di speranza,
perché dove c’è oscurità regni la tua luce,
e dove c’è rassegnazione rinasca la fiducia nel futuro.
Signore, rendici strumenti della tua giustizia,
perché dove c’è esclusione fiorisca la fraternità,
e dove c’è ingordigia prosperi la condivisione.
Signore, rendici costruttori del tuo Regno
Insieme con i migranti e i rifugiati
e con tutti gli abitanti delle periferie.
Signore, fa’ che impariamo com’è bello
vivere tutti da fratelli e sorelle. Amen.
Roma, San Giovanni in Laterano, 9 maggio 2022
FRANCESCO
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[1] S. Giovanni Paolo II, Discorso nella visita alla Parrocchia romana dei SS. Francesco d’Assisi e Caterina da Siena
Srilankesi in Italia: “siamo nel cuore di Papa Francesco”
12 Maggio 2022 - Roma – Ieri papa Francesco ha voluto ricordare, al termine dell’Udienza Generale in piazza San Pietro, le violenze nello Sri Lanka e che sta vivendo anche una crisi economica aggravata dalla pandemia. Un appello, quello del Papa importante per mons. Neville Joe Perera, coordinatore Migrantes per le comunità cattoliche srinkalesi in Italia. “Lo scorso 25 aprile, nel nostro incontro a San Pietro con gli srilankesi in Italia, la nostra Conferenza Episcopale e alcuni vescovi italiani, il Papa – ha detto mons. Perera in una intervista alla Radio Vaticana - ha voluto parlare con noi, dei nostri problemi. Da quel momento sento che Francesco ha nel suo cuore il mio Paese, ama lo Sri Lanka. Attualmente la situazione sta peggiorando”. Papa Franfesco – ha aggiunto – ha “nel suo cuore noi srilankesi anche per quanto successo nel 2019, gli attentati di Pasqua che hanno causato la morte di 270 persone e il ferimento di cinquecento”. Gli srilankesi in Italia “sono molto preoccupati” per quanto sta avvenendo nel loro Paese: “temono che i loro parenti siano vittime di violenza. Chiedono che si combatta la corruzione, desiderano una nuova epoca. Questa è la situazione attuale dello Sri Lanka, la gente è stanca, vuole respirare un'aria nuova. Camminiamo insieme, con l'aiuto di vescovi, cardinali, monaci buddisti, monaci industi, musulmani. Insieme possiamo creare, immaginare e costruire un nuovo Sri Lanka”.
Migrantes-Transiti: benessere psichico degli italiani nel mondo in pandemia
12 Maggio 2022 - Roma - La salute mentale è un tema centrale che riverbera in tutti gli aspetti fondamentali dell’esistenza. Promuovere, per tutti e tutte, la possibilità di un benessere psichico significa incidere positivamente nella vita delle persone, nelle organizzazioni, nelle comunità e nelle nazioni.
Per tale motivo, vorremmo riprendere le parole del documento pubblicato dall’OMS nel 2014, intitolato “Social determinants of mental health”: «Un principio chiave è l’universalismo proporzionale. Concentrarsi solamente sulle persone più vulnerabili e svantaggiate non produrrà la diminuzione delle disuguaglianze di salute necessaria per ridurre la pendenza del gradiente sociale di salute. Perciò, è importante che le azioni e gli interventi per promuovere il benessere psichico siano universali ma anche modulati in maniera proporzionale rispetto al livello di svantaggio [...]. In tutti i Paesi del mondo è necessario che la salute mentale venga definita come prioritaria [...]. L’aumento della consapevolezza e delle conoscenze relative alla salute mentale dovrebbe coincidere inoltre con una maggior allocazione di risorse economiche, mediche, ed umane al fine di contrastare le malattie mentali e ridurre le disuguaglianze. È necessario un investimento adeguato nelle politiche volte al miglioramento del benessere psichico, a partire dalla conoscenza dei costi sia economici che sociali delle malattie mentali per la comunità e le nazioni».
A partire dalla nostra ricerca preliminare e in continuità con gli appelli dell’OMS, diviene importante pensare di costruire un osservatorio permanente sulla salute psicologica degli italiani all’estero che coniughi le tematiche generali di salute con i costrutti specifici della psicologia d’espatrio. Solo un dialogo costante e attento, senza facili riduzionismi, può aiutare le persone ad acquisire consapevolezza sulla psicologia come scienza e sul proprio stato psichico, superando i pregiudizi e le paure che si possono provare confrontandosi, da un lato, con il presunto mistero del funzionamento della mente umana e, dall’altro, con chi se ne occupa.
Un elemento cruciale, che è emerso più volte nelle risposte degli intervistati, è la grande difficoltà nel reperire un’informazione attendibile e affidabile al fine di avere un supporto ed un aiuto qualificato per il proprio benessere psichico.
L’importanza di questa tematica è fondamentale. Viviamo nella società dell'iper-informazione, ovvero dell’informazione ridondante, e dell’iper-connessione: questo rende più complessa e confusa una ricerca approfondita. La rete, con la propria interfaccia user-friendly, e lo smartphone, oggetto che alimenta la fantasia di avere il mondo in una mano, amplificano l’illusione di poter trovare in autonomia tutte le risposte.
Internet è un oracolo che consultiamo con la speranza di una via facile e immediata. Esso, però, ci restituisce con forza tutta la complessità e la conoscenza necessaria a decodificare i risultati che troviamo. Questo risulta ancora più difficile quando ci si trova in una situazione di bisogno e fragilità.
Creare momenti di consapevolezza, spazi e luoghi per ascoltare i bisogni in contesti più o meno formali e, successivamente, progettare azioni mirate ed efficaci di supporto, è un obiettivo comunitario urgente.
Il fine ultimo è che ciascuno possa trovare o ritrovare il proprio senso nel mondo, nella continuità delle proprie radici e verso la propria evoluzione, ovunque si trovi.
La psicoterapia, in questo senso, è uno strumento fondamentale per raggiungere quelli che, in ultimo, sono obiettivi di salute e benessere.
Di seguito, riportiamo alcuni stralci delle esperienze dei racconti legati all’esperienza di psicoterapia:
- “A causa della mole di lavoro immensa che ho dovuto sostenere nel lockdown, ero arrivata al limite dell’ esaurimento nervoso. La psicologa mi ha aiutato a mettere dei limiti a questo e impostare delle regole per evitare il burnout.” (F, Lussemburgo);
- “Ai tempi del liceo per problemi di ” (F, Cuba);
- “Avevo 18 anni, non ne sentivo il bisogno, i miei genitori mi hanno obbligato ed è stata ” (F, Emirati Arabi Uniti);
- “Colloqui di sostegno soprattutto relativi alla mia decisione di separarmi.” (F, Stati Uniti);
- “Dolorosa ma ha risolto i miei ” (F, Israele);
- “Dopo un evento personale traumatico i miei cari mi hanno consigliato di chiedere supporto psico Sono stata 9 mesi in psicoterapia e mi è servito moltissimo per affrontare il dolore e ricostruire il mio equilibrio, ma anche crescere personalmente.” (F, Regno Unito);
- “Dopo una relazione abusiva, ho fatto un percorso di terapia per ritrovare ” (F, Belgio);
- “Durante gli anni universitari ho fatto un percorso di psicoterapia per imparare a gestire l'ansia e lo stress da competizione.” (M, Svizzera);
- “È in corso da un anno. Mi dà tranquillità, mi allevia il senso di vuoto e mancanza di significato nelle cose. Mi conforta.” (M, Canada);
- “È via zoom col fuso italiano, e questo alle volte diventa un problema per farlo conciliare con gli orari giapponesi.” (F, Giappone);
- “Mi dà la forza e la carica per migliorare e sentirmi appieno con me stessa. Ci vuole tanta pazienza e voglia di ‘amarsi’” (F, Stati Uniti);
- “Era un periodo della mia vita dove mi sentivo persa. Ho finalmente deciso di cercare aiuto, e mi ha portato a scoprire molte cose di me di cui non avevo idea, tipo blocchi psicologici dovuti al mio passato. È stato un percorso di scoperta ed un lavoro su me stessa abbastanza faticoso, che è ancora in divenire.” (F, Stati Uniti);
- “Era uno spazio in cui poter esprimermi liberamente su ciò che provavo e che mi ha permesso di comprendere meglio il mio funzionamento e le mie difficoltà.” (F, Svizzera);
- “Erano anni che pensavo di volerlo fare ma non ho mai avuto soldi a sufficienza per pagarlo, l'ho fatto non appena ho potuto.” (F, Spagna);
- “Ero appena diventata mamma e avevo appena traslocato in Germania, mi sentivo impaurita e impotente.” (F, Germania);
- “Ero ragazzina e dovevo accettare la perdita di mia madre. Il mio psicoterapeuta mi aiutò a prenderne coscienza.” (F, Stati Uniti);
- “Esperienze positive e negative, alti e bassi, ho trovato aiuto ma spesso anche sensazione di perdere tempo, non arrivare mai al punto.” (F, Belgio);
- “Facevo un lavoro molto stancante emotivamente (call center) e la compagnia per cui lavoravo offriva la possibilità di essere seguiti da uno psicologo per un breve periodo di tempo. Feci tre sedute (il massimo) e poi dovetti smettere. Non me lo potevo permettere. Mi è piaciuto molto però, mi sentivo molto meglio dopo le sedute.” (F, Regno Unito);
- “Funzionale a ripristinare una situazione stabile dopo una serie di crisi di panico.” (M, Singapore). - (Anna Pisterzi - Presidente di Transiti Psicologia d'Espatrio Coop Soc.)
Adria: alla tre giorni del festival biblico si è parlato di accoglienza
11 Maggio 2022 - Adria - Tre giorni intensi quelli organizzati presso il Ridotto del Teatro comunale in occasione del Festival biblico di Adria. Il nucleo tematico di quest’anno era incentrato sull’Apocalisse, ed è stato declinato seguendo una traccia originale: “Visionari del presente”.
Si è iniziato venerdì 6 maggio con l’incontro: “Nuovi cieli, nuova terra. Reinventare la visione del mondo”, tema relazionato da mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, Presidente Cemi e Fondazione Migrantes e Valeria Verdolini, docente di Sociologia generale presso l’Università Bicocca di Milano. A fare gli onori di casa il sindaco di Adria Omar Barbierato , seguito dall’intervento del vescovo di Adria-Rovigo, mons. Pierantonio Pavanello, che ha rilevato come in questo momento storico si avverta la necessità di riflettere sui pericoli che incombono e sulla necessità d’impegnarsi per scongiurarli.
Unanime il tema argomentato dai relatori che hanno presentato un quadro completo dei problemi legati alle migrazioni, e a tutti gli interventi necessari per realizzare una vera accoglienza, che consideri le persone non solo esseri umani di pari dignità, ma anche portatori di culture e di valori che possono arricchire la nostra società.
Particolarmente approfondito è stato il tema della “cura” e della cittadinanza come paradigma di attenzione alle persone, ma anche come salvaguardia dell’ambiente, messo a rischio da politiche e comportamenti irresponsabili che mirano solo al profitto. Pandemia, guerre, migrazioni, cambiamenti climatici e nuove povertà, stanno cambiando il profilo del mondo così come l’abbiamo conosciuto sinora e impongono di riflettere su come reinventarlo secondo criteri di umanità, rispetto e condivisione.
Nella giornata di sabato Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, fondatori di “Linea d’ombra” e di Claudia Narsi, hanno relazionato sulle politiche europee e nazionali di accoglienza. L’incontro è stato coinvolgente per i relatori che hanno riferito con semplicità e passione la loro attività di accoglienza dei migranti dei Balcani.
Nel “carrettino verde” che Lorena e Gian Andrea portano con sé, non sono presenti solo medicinali, cibo, vestiario per curare le ferite e le sofferenze accumulate durante i durissimi e rischiosi viaggi attraverso territori spesso ostili, ma trovano posto soprattutto l’umanità e l’attenzione verso persone che, come ha detto Lorena, “ci fanno del bene, ci fanno rinascere, mentre cerchiamo di rendere per loro sopportabile l’insopportabile”. Claudia Narsi ha evidenziato, nel relazionare la propria esperienza, come sia importante anche l’impegno di chi supporta e sostiene questa azione, anche se non direttamente sul campo, creando una rete che spesso è formata da persone che, pur non conoscendosi, sono unite dalla medesima sollecitudine verso chi è nel bisogno più urgente di aiuto. A presenziare all’incontro anche Roberta Rocelli direttrice del Festival biblico regionale.
Profonda poi e inquietante la meditazione sul “l’Apocalisse: visione e speranza. “e tergerà ogni lacrima dai loro occhi” (Ap.21,4), tenuta domenica 8 maggio, da Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale per i diritti dei Popoli, con letture a cura di Nicolò Paganin. Inquietante perché Tognoni ha tracciato un quadro realistico delle tante guerre, sessanta attualmente, che insanguinano il pianeta, colpendo sempre le popolazioni più povere a vantaggio di pochi privilegiati, ricchi e potenti. Il relatore si è soffermato poi non solo sull’attuale guerra in Ucraina, ma anche sull’attività di indagine che il Tribunale dei Popoli sta svolgendo in Siria, dove il conflitto ha causato più esiliati che in Ucraina. Un’altra riflessione ha riguardato il Brasile, dove il regime di Bolsonaro, oltre ad aver generato un gran numero di morti per la pandemia non combattuta in modo adeguato, sta provocando danni irreparabili all’ambiente e alle popolazioni indigene.
Il concerto finale di domenica sera intitolato“E’ tutta un’altra musica! La rivoluzione visionaria dei Beatles”, ha visto sul palco del ridotto del teatro le musiche della Magical mystery band- Tribute band Beatles, arricchite da aneddoti e riflessioni di Enrico Merlin (musicologo)che, con maestria e potenza sonora, ha coinvolto il pubblico presentando i più grandi successi della band musicale che ha segnato una svolta nella storia della musica moderna. “Imagine” ha chiuso il festival biblico di Adria .
“Ringraziamo Monica Stefani, in rappresentanza della Fondazione per lo sviluppo del Polesine, il referente del Sindaco per la Biblioteca Comunale Antonio Giolo, la Fondazione Agnese Baggio, Ruben Bertocco del Forum dei Giovani e l’organizzazione del Festival Biblico per questa seconda edizione” – afferma l’Assessore Andrea Micheletti –
“Auspico –commenta il Sindaco Barbierato – che il Festival possa tornare in città anche il prossimo anno, per continuare a far riflettere e confrontare le persone sui temi che più impattano sulle nostre vite e sulle nostre coscienze, perché la cultura e i cambiamenti si costruiscono dal basso”.
Papa Francesco: non cedere a violenza e garantire libertà nello Sri Lanka
11 Maggio 2022 - Città del Vaticano - "Rivolgo pensiero speciale al popolo dello Sri Lanka e in particolare ai giovani che negli ultimi tempi hanno fatto sentire il loro grido di fronte alle sfide e ai problemi sociali ed economici del paese". Lo ha detto Papa Francesco parlando delle violenze in corso in Sri Lanka durante l'udienza generale in Vaticano di questa mattina: "Mi unisco - ha aggiunto - alle autorità religiose nell'esortare tutte le parti in causa a mantenere un atteggiamento pacifico senza cedere alla violenza". Il pontefice ha fatto quindi appello a tutti quelli che hanno responsabilità perché "ascoltino le aspirazioni della gente garantendo rispetto dei diritti umani e delle libertà civili"
Migrantes Messina: tre incontri per ricordare la figura di mons. Scalabrini
11 Maggio 2022 - Messina - In occasione dell’Anno Scalabriniano, a 25 anni dalla beatificazione del vescovo Giovanni Battista Scalabrini la diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, attraverso l'Ufficio Migrantes, dedicherà tre appuntamenti di preghiera e approfondimento alla figura del vescovo di Piacenza che il 9 novembre 1997, festa della dedicazione della Basilica Lateranense, veniva proclamato Beato, fissandone la memoria liturgica al primo giugno, data della sua morte.
L’Anno Scalabriniano, che si è aperto ufficialmente il 7 novembre 2021, si concluderà mercoledì 9 novembre 2022. Un tempo speciale, fortemente voluto dai tre Istituti della Famiglia scalabriniana, per far conoscere la figura del Beato vescovo Scalabrini che, come disse San Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione, “seppe tradurre la contemplazione di Dio e del suo mistero in una azione apostolica e missionaria, facendosi tutto a tutti per annunciare il Vangelo”.
La Comunità delle Suore Missionarie Scalabriniane di Messina, in collaborazione con l’Ufficio diocesano Migrantes e le Cappellanie cattoliche filippina e srilankese, ha messo in programma un percorso che si concluderà il prossimo 16 ottobre in cattedrale con una celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo mons. Giovanni Accolla.
Il primo appuntamento è previsto giovedì 19 maggio 2022, alle ore 18.30, presso la Chiesa SS. Annunziata dei Catalani (via Garibaldi, 111 – Messina). Un seminario dal titolo “La figura del Beato Scalabrini e le migrazioni che ci interpellano”. Dopo i saluti di mons. Accolla, riflessioni di sr. Angela Maria Guzzo della Comunità delle Suore Missionarie Scalabriniane di Messina; mons. Franco Maria Giuseppe Agnesi, Vescovo ausiliare di Milano e membro della Commissione CEI per le Migrazioni e p. Gabriele Ferdinando Bentoglio , direttore del Centro diocesano Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova. A moderare l’incontro sr. Stella Johnjoseph.
Un gruppo di 63 bambini orfani ucraini oggi in Italia.
11 Maggio 2022 - Roma - Un gruppo di 63 bambini orfani ucraini è stato evacuato ieri in Polonia e oggi arriverà in Italia. I bambini, dai quattro ai sedici anni, provengono da orfanotrofi di Mariupol e Kramatorsk, nell'Oblast di Doneck. I bimbi saranno accompagnati da altre 21 persone, tra cui i tutori dei minori ed alcuni educatori con i loro figli, per un totale di 84 ucraini. Il gruppo era stato evacuato nelle settimane scorse dai territori martoriati dalla guerra e temporaneamente ospitato nel distretto di Leopoli. Si tratta del più numeroso gruppo di orfani evacuato dall'Ucraina dall'inizio del conflitto. Gli orfani partiranno con un volo charter da Cracovia; l'arrivo è previsto alle ore 15:30 di oggi all'aeroporto di Trapani. In Sicilia saranno accolti in quattro strutture a Trapani, Modica, Catania e Alcamo.
L'operazione umanitaria è stata coordinata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla rete di associazioni Stop the war now. L'evacuazione è stata possibile grazie all’assistenza del Ministero degli Affari Esteri e della rete diplomatica italiana in Ucraina e Polonia che ha interloquito con i Ministeri ucraini per la messa in sicurezza dei bambini senza famiglia, che finora non avevano potuto lasciare il Donbass a causa della loro fragilità.
PNRR e riparto delle risorse per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura
11 Maggio 2022 - Roma - E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 10 maggio, il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che dispone il riparto delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per la missione 5 - Inclusione e coesione, componente M5C2 – Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore, ambito di intervento 2 Rigenerazione urbana e housing sociale investimento, investimento 2.2.a Piani urbani integrati - superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Con successivi provvedimenti, in accordo con le amministrazioni regionali e locali, il Ministero procederà alla definizione delle procedure per l'assegnazione delle risorse e si definiranno le modalità per la presentazione e approvazione delle progettazioni degli interventi.
Il decreto prevede inoltre che la Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione, in coordinamento con l’Unità di missione PNRR del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, monitorerà l'avanzamento degli interventi e infine si riserva la facoltà di rivedere il riparto delle risorse in caso di modifiche significative del contesto di riferimento e di ritardi nell'attuazione degli interventi programmati. (A. Pertici)
Regolarizzazione 2020: 100mila ancora in attesa
11 Maggio 2022 - Roma - Va avanti a rilento la regolarizzazione del lavoro strastraordinaria del 2020, misura che la campagna 'Ero straniero' ha proposto e fortemente sostenuto. Solo la metà delle domande è stata finalizzata. Delle oltre 207.000 richieste di emersione presentate dai datori di lavoro, sono 105.000 i permessi di soggiorno in via di rilascio da parte delle prefetture (il 50% circa del totale) «e ancora decine di migliaia le pratiche da finalizzare» sottolineano i promotori della campagna. «Da evidenziare inoltre – aggiungono – il numero piuttosto alto di rigetti che sta emergendo man mano che si procede con l’esame». Sui tempi inaccettabili dell’esame delle pratiche è intervenuta, tra l’altro, la condanna del Tar Lombardia, che ha ricordato con alcune sentenze quanto prevede la Costituzione rispetto ai tempi certi dei procedimenti amministrativi.
Nel dossier elaborato dalla campagna 'Ero straniero' e visibile sul sito, anche l’analisi dei risultati ottenuti nei mesi scorsi ai fini di velocizzare e portare a compimento la procedura, a partire dalla proroga fino a dicembre 2022 degli oltre 1.000 interinali impiegati presso prefetture e questure che, grazie a un emendamento alla legge di bilancio proposto da 'Ero straniero', potranno continuare a occuparsi della regolarizzazione e, si spera, portarla a compimento. Altro elemento su cui si sofferma la campagna è l’ultimo decreto flussi, che ha individuato 70.000 quote di ingresso per lavoratori e lavoratrici per il 2022 in diversi settori, a fronte delle poche migliaia previste negli anni scorsi. Nei click day tra fine gennaio e febbraio, le quote sono andate esaurite in poche ore e sono state oltre 220.000 le richieste arrivate da parte dei datori di lavoro, ben oltre i posti disponibili.
A conclusione dell’analisi dei dati e degli interventi più recenti in materia di immigrazione, i promotori della campagna «ribadiscono ancora una volta la necessità di creare finalmente dei canali di ingresso per lavoro razionali e realmente accessibili e superare il sistema illogico delle sanatorie, con l’introduzione di un meccanismo sempre accessibile per rientrare nell’economia legale». Incoraggiante in tal senso, sottolineano, l’approvazione il 3 maggio scorso in Senato, nell’ambito della discussione sulla Istituzione della Giornata nazionale in memoria degli immigrati vittime dell’odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, di un ordine del giorno che impegna il governo a valutare l’introduzione “di un meccanismo permanente di regolarizzazione su base individuale a fronte di un contratto di lavoro, al duplice fine di garantire la giusta tutela dei diritti fondamentali della persona e così favorire anche l’emersione di rapporti di lavoro irregolari”, riprendendo la proposta di legge di iniziativa popolare (proposta dalla campagna 'Ero straniero') il cui esame è fermo in Commissione affari costituzionali da marzo 2020.
Fondazione Moressa: nel 2021 dall’Italia 7,7 mld rimesse
10 Maggio 2022 - Roma - Ammontano a 7,7 miliardi di euro le rimesse inviate lo scorso anno dagli immigrati residenti in Italia a sostegno delle famiglie nei Paesi d'origine, un volume complessivo che si avvicina al picco massimo registrato nel 2011 (8 miliardi). Il dato emerge da uno studio della Fondazione Moressa di Mestre (Venezia) su dati della Banca d'Italia. Il dato del 2021 registra un aumento del 12,2% rispetto all'anno precedente e un +46,3% rispetto al 2016. Anche l'incidenza sul Pil torna a crescere, attestandosi allo 0,44%. Il primo Paese di destinazione è il Bangladesh, con 873 milioni (11,3% del totale), seguono Pakistan e Filippine. Calano invece i flussi verso l'Est Europa, in particolare Romania (-8,5%), Ucraina (-8%) e Moldavia (-7,3%). In questo caso è probabile che la riapertura delle frontiere abbia fatto ripartire i viaggi su strada degli immigrati, che spesso portano con sé regali o denaro per la famiglia. Durante il lockdown, invece, l'invio di denaro era rimasto l'unico strumento di sostegno. Confrontando la distribuzione delle rimesse nel 2021 con quella di dieci anni fa, emerge un profondo cambiamento: nel 2011 vi era una minore frammentazione, con il 70% delle rimesse concentrato verso soli sette Paesi, e un terzo solo verso uno solo. Nel 2021, invece, i primi sette Paesi raggiungono poco più del 50% delle rimesse, e nessuno supera il 12%. Mediamente, ciascuno dei 5,2 milioni di residenti stranieri ha inviato 125 euro al mese in patria. Tra le prime 20 comunità straniere in Italia, i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh, con 460 euro. Il Senegal è il secondo, con 370 euro. Generalmente, le comunità asiatiche sono mediamente molto attive: oltre al Bangladesh, anche India, Filippine e Pakistan inviano mediamente più di 200 euro al mese. Oltre un quinto delle rimesse parte dalla Lombardia (1,75 miliardi), segue il Lazio, con 1,13 miliardi, poi Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, tutte con più di 600 milioni di euro inviati nel 2021. A livello di singole Province, Roma supera di poco Milano, che assommano un quarto di tutte le rimesse italiane; seguono Napoli e Torino, rispettivamente con 364 e 268 milioni. (Ansa).
Ucraina: oltre 112mila i profughi che hanno raggiunto l’Italia
10 Maggio 2022 -
Roma - Sono 112.098 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 106.725 delle quali alla frontiera e 5.373 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Ministero degli Interni precisando che sul totale, 58.334 sono donne, 15.256 uomini e 38.508 minori. L’incremento, rispetto a ieri, è di 712 ingressi nel territorio nazionale. Milano, Roma, Napoli e Bologna continuano ad essere le principali città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia.
Italiani nel mondo: domani a Genova l’inaugurazione del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana
10 Maggio 2022 - Genova - Sarà il ministro della Cultura Dario Franceschini a inaugurare domani mattina alle 12,00 il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana a Genova.
All’inaugurazione anche il Sindaco di Genova, il Presidente della Regione Liguria e i Soci fondatori della Fondazione MEI. Nel pomeriggio nell’Area CISEI al primo piano del Museo, la tavola rotonda "Il MEI: progettazione e realizzazione di una memoria migrante".
Il nuovo complesso museale si sviluppa su 3 piani divisi in 16 aeree, per una realtà avvincente, interattiva e multimediale dove conoscere e ripercorrere le tantissime storie delle migrazioni italiane, dall’Unità d’Italia (e ancora prima) alla contemporaneità. Una realtà, quella del Museo – alla costituzione del quale ha contribuito anche la Fondazione Migrantes attraverso il Rapporto Italiani nel Mondo - che qualcuno ha già definito la nostra Ellis Island, per dar subito l'idea che di emigrazione si parla attraverso gli occhi di chi ne è stato protagonista.