Tag: Italiani nel mondo

Lucchesi nel mondo: oggi un convegno su “Oltre le mura”

26 Novembre 2021 - Lucca – "Oltre le Mura: tra passato e futuro le relazioni internazionali di una piccola capitale". Questo il tema del convegno promosso per oggi da “Lucchesi nel Mondo” con Fondazione Campus, Lands of Giacomo Puccini, Comune di Lucca, Fondazione Crl e Mondialcarta. Due le sessioni previste: la prima, dalle 9,30, alla Fondazione Campus. Le relazioni saranno incentrate sull'evoluzione delle comunità italiane all'estero e l'importanza del turismo delle radici, per il cui sviluppo sul territorio lucchese l'associazione si è spesa negli ultimi anni realizzando iniziative promozionali presso le comunità all'estero. La sessione pomeridiana si svolgerà alla sede dell'associazione (Castello di Porta San Pietro). Le relazioni saranno incentrate sull'importanza storica di Lucca come snodo viario con il conseguente sviluppo di commerci e industrie e come meta di visitatori illustri. Parteciperanno Ilaria del Bianco, Presidente Lucchesi nel Mondo, Enrica Lemmi, docente universitaria; Massimo Marsili, direttore di Lucca Promos e a lungo direttore della Fondazione Puccini di Lucca; Delfina Licata, curatrice per la Fondazione Migrantes del Rapporto Italiani nel mondo. Nel pomeriggio il professor Alessandro Bedini, il professor Luca Molà, la professoressa Ilaria Sabbatini; Bruno Micheletti direttore dell'Istituto Storico Lucchese.  

“Gli italiani all’estero e la pandemia”: domani un incontro alla Camera dei Deputati

24 Novembre 2021 - Roma - "Gli italiani all’estero e la pandemia”. È questo il tema di un incontro che si svolgerà domani alla Camera dei Deputati durante il quale sarà presentato uno studio dell’associazione "CHEuropa". Interverranno Attilio Di Battista, cofondatore dell’Associazione; Antonella Del Rosso, cofondatrice della stessa e ricercatrice presso il CERN; Delfina Licata della Fondazione Migrantes, Giulia Pastorella, autrice del volume “Exit Only” e Toni Ricciardi, storico delle Migrazioni dell’Università di Ginevra. A concludere il deputato, eletto all’estero, Massimo Ungaro.  

Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro: martedì una nuova trasmissione di radio mater

18 Novembre 2021 - Milano - Martedì 23 novembre 2021, andrà in onda la terza puntata de «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro». La trasmissione - in diretta su Radio Mater dalle ore 17.30 alle ore 18.30, l’ultimo martedì di ogni mese - presenta alcune Missioni Cattoliche Italiane, soprattutto europee. Esse, sono animate da circa 700 operatori (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore).  Lo spazio radiofonico di novembre, ospiterà il racconto della Comunità cattolica italiana che vive nella Svizzera romanda. Interverranno, padre Corrado Caroli della Missione Cattolica Italiana di Ginevra e Silvana Bassetti, responsabile della informazione del Vicariato cantonale. Pur mantenendo lo sguardo su tutta la Svizzera romanda, un tempo opportuno sarà riservato a Ginevra. La città, infatti, è sede di molteplici Istituzioni internazionali, poli che generano essi stessi mobilità da ogni latitudine.   Nella introduzione - di Massimo Pavanello, ideatore e conduttore della trasmissione - si farà cenno alla fresca presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2021 della Fondazione Migrantes; oltre all’incontro tra Papa Francesco e la Fondazione Migrantes, tenutosi in occasione del recente Convegno delle Missioni Cattoliche Italiane. Radio Mater (www.radiomater.org) si può ascoltare - in Italia - attraverso la radio o la televisione. In tutto il mondo, scaricando la app dedicata; oppure, all’indirizzo internet   https://www.radiomater.org/it/streaming.htm  

Vescovi Triveneto e la dimensione pastorale del fenomeno migratorio

17 Novembre 2021 -

Zelarino - Si sono incontrati ieri a Zelarino i vescovi della Conferenza Episcopale del Triveneto. I vescovi, nel pomeriggio,  hanno incontrato il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis e il responsabile della Commissione regionale Migrantes don Giuseppe Mirandola: è stata l’occasione per riflettere sulla più ampia dimensione “pastorale” del fenomeno migratorio che riguarda e tocca tanti aspetti della vita ecclesiale - dalla cura dei migranti italiani all’estero a quella delle comunità di immigrati presenti nelle comunità ecclesiali e nelle città di questo territorio fino al segmento doloroso dei “migranti forzati” - richiedendo così un’attenzione complessiva, come una nuova risorsa, e non limitata a sole questioni di ordine pubblico, carità e primo soccorso, si legge in una nota. Al termine è stata espressa "la forte preoccupazione per la situazione di sfruttamento e crisi umanitaria che coinvolge migliaia di migranti giunti e ammassati ai confini tra Bielorussia e Polonia e sulla rotta balcanica".

Le Missioni Cattoliche Italiane e la loro “ricchezza” in Europa

15 Novembre 2021 - Roma - Anche grazie ai «milioni di emigranti italiani e di altri Paesi che stanno rinnovando il volto delle città», l’Europa sta diventando «un bel mosaico». Papa Francesco ha ricevuto, giovedì scorso, in Vaticano, circa 200 tra sacerdoti, laici e operatori impegnati nella pastorale con gli italiani residenti in Europa e partecipanti al convegno delle Missioni Cattoliche Italiane, promosso dalla Fondazione Migrantes, sul tema “Gli italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma che si allungano ad abbracciare ciò che incontrano”. MCI che sono state la “casa” per tanti italiani «che erano lontano da casa”, come ha detto il direttore Migrantes, don Giovanni de Robertis. Le MCI possono essere, ha spiegato il presidente della Fondazione, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, «uno strumento, una ‘casa tra le case’ per un primo incontro, ma soprattutto un’esperienza e una comunità laicale che aiuta a intercettare, accompagnare e anche aiutare gli emigranti a non rompere quel filo sottile che li lega alla Chiesa ma a intraprendere un nuovo percorso di vita cristiana». Perego ha parlato di progetti «interlinguistici», «interculturali», ecumenici e interreligiosi, «liberi da stereotipi comuni e da contrapposizioni infruttuose». Comunità che «possano continuare a essere fonte di vita, di guarigione spirituale per le tante ferite di questo nostro continente», ha detto il Presidente della CEI, il card Gualtiero Bassetti evidenziando che «l’unica Italia a crescere non è sul nostro territorio nazionale ma è l’Italia che risiede all’estero». Ecco allora l’importanza di una presenza, come quella di sacerdoti di lingua italiana, a fianco dei nostri connazionali che oggi vivono all’estero  Una figura e un ruolo che va certamente ripensato: «una priorità e una necessità irrimandabile», dice don Luigi Usubelli, responsabile della MCI di Barcellona aggiungendo che il convegno vissuto a Roma «ha posto in luce la necessità dell'acquisizione di competenze interculturali da parte dei sacerdoti – in Italia e all'estero - in quanto la maggior parte di loro – causa la consistente mobilità contemporanea - entra inevitabilmente in contatto con cristiani di altre culture». Il sacerdote parte dalla base della Missione Cattolica Italiana, con la preoccupazione di andare e vedere e rendersi conto anche dell’evolversi delle situazioni, perché le persone cambiano e quindi «l’empatia con il popolo è cruciale, e bisogna, anche, andare a cercarli un po’ casa per casa e testimoniare l’attenzione della Chiesa per loro sia in senso umano sociale che spirituale e religioso», spiega don Pierluigi Vignola della MCI di Amburgo in Germania. Soprattutto per le comunità di vecchia generazione il sacerdote italiano, spiega don Gregorio Aiello della MCI di Genk, in Belgio, «stimola e incoraggia relazioni personali che sono alla base della vita comunitaria», un riferimento «prezioso per potersi esprimere potendo comunicare spontaneamente i sentimenti e le esperienze di gioia e dolore che accompagnano la vita». Naturalmente la Missione Cattolica di lingua italiana non è più quella di una volta: «non ci sono più i migranti con la valigia di cartone». Il sacerdote oggi è «un accompagnatore che si pone accanto e in cammino con la comunità dietro a Gesù in ascolto della sua parola», sottolinea don Pasquale Avena della MCI di Annecy, in Francia e il sacerdote, per sua natura, è «fautore di incontri», spiega don Valeriano Giacomelli, responsabile delle Missioni cattoliche Italiane in Romania: «l'incontro con i fratelli e le sorelle ha come prima finalità quella di instaurare relazioni costruttive, sane ma, come finalità ultima, quella di portarli o riportarli ‘all'incontro’ con Cristo e il suo messaggio di salvezza. Ritengo che tale pastorale ‘dell'incontro’ sia in modo particolare importante da incarnare nei confronti degli emigrati italiani che, per svariati motivi, si sono recati, per brevi o lunghi periodi, in altre nazioni dell'Europa o del mondo». La Chiesa è per sua natura missionaria e il sacerdote è chiamato a mettere in atto questa missione «vivendo in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli con il ruolo di sentinella per poter scrutare i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo», sottolinea don Antonio Serra,  delegato delle Missioni cattoliche Italiane in Gran Bretagna che ricorda l’istituzione delle Missioni Cattoliche Italiane caratterizzate da «un modo di vivere, di pregare e di parlare solidamente ancorati alle radici della propria Patria. In un contesto di smarrimento e di incertezza i sacerdoti hanno rappresentato un punto di riferimento spirituale, sociale e linguistico per gli emigrati italiani in terra straniera». Oggi le MCI hanno «allargato il loro ambito di azione e sono diventate di Lingua Italiana per accogliere coloro che pur non essendo Italiani erano emigrati prima in Italia e poi all’estero». Un uomo, il sacerdote accanto a queste comunità, che sa «spendersi» per i nostri connazionali portando “speranza e gioia» a queste comunità, ha detto fra Sergio Tellan delle MCI in Ungheria. Comunità che grazie alla loro radicata religiosità popolare hanno «comunicato la gioia del Vangelo, hanno reso visibile la bellezza di essere comunità aperte e accoglienti, hanno condiviso i percorsi delle comunità cristiane locali», ha detto loro papa Francesco. La storia della Chiesa locale e la ricchezza “rigenerante delle comunità migranti fanno sì che Dio parli ancora alla Chiesa e parli con linguaggi nuovi», ha sottolineato il responsabile della MCI di Berma, p. Antonio Grasso. La «nostra presenza – spiega don Carlo De Staio, delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera - costituisce dono e ricchezza nella cooperazione tra le Chiese; mette in circolo esperienze e vissuti, modalità di azione pastorale e prassi locali e globali. Ciò che ci caratterizza sempre più è la passione per il Vangelo e la dedizione alla Chiesa che non hanno i confini ristretti di una lingua, di un’etnia o di una popolazione; con il nostro servizio ci sentiamo e viviamo la cattolicità, ci sentiamo protagonisti della chiamata alla universalità». (Raffaele Iaria)

Mci Genk: la radio internazionale e le missioni cattoliche

12 Novembre 2021 - Roma - Si è concluso a Roma, questa mattina, il convegno sul tema "Gli italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma che si allungano ad abbracciare ciò che incontrano”, promosso dalla Fondazione Migrantes. E questa mattina la Radio Internazionale della Missione Cattolica Italiana di Genk, la "radio dal cuore Italiano" ha mandato in onda una serie di interviste ai partecipanti all'incontro che ha visto duecento persone da ogni parte d'Europa.

Rai Italia: oggi puntata dedicata al Rapporto Italiani nel Mondo

12 Novembre 2021 - Roma - La puntata di oggi di "Italia con Voi" su Rai Italia avrà un approfondimento sul Rapporto Italiani nel Mondo presentato nei giorni scorsi a Roma. Nella puntata interverranno don Antonio Serra, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche nel Regno Unito e Delfina Licata, curatrice del Rapporto. Tra gli ospiti della puntata anche il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali, tornato per ricordare le elezioni dei Comitati per gli Italiani all’Estero che si terranno il 3 dicembre mentre la rubrica Le Storie dal Mondo sarà dedicata agli Emirati Arabi Uniti: sarà un incontro con  Giulia Pantone, appassionata di calcio e manager della Juventus Academy Dubai. Poi, Negli Stati Uniti, a Los Angeles, Andrea Marchetti, che lavora in un centro di accoglienza per giovani senzatetto.    

Mattarella: italiani nel mondo “presenza di valore inestimabile”

9 Novembre 2021 -

Roma - “La portata umana, culturale e professionale” degli italiani nel mondo “è di valore inestimabile nell’ambito di quel soft-power che consente di collocare il nostro Paese tra quelli il cui modello di vita gode di maggior attrazione e considerazione”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione oggi a Roma del Rapporto Italiani nel mondo 2021. Mattarella ha ricordato la presenza degli italo-discendenti, stimata in circa 80 milioni, a cui si aggiungono “gli oltre sei milioni di cittadini italiani residenti all’estero”. “Le reti che animano e costituiscono questo valore di italicità – sottolinea il capo dello Stato – meritano riconoscimento e sostegno”.

Mons. Russo : “Chiesa italiana preoccupata per nuove emigrazioni giovanili, sia priorità”

9 Novembre 2021 -
ROMA - “La Chiesa in Italia ha in questo momento una priorità che è allo stesso tempo una preoccupazione pastorale: le nuove emigrazioni giovanili. Gli italiani emigrano oggi massicciamente e i giovani sono i protagonisti principali. Cosa siamo chiamati a fare per i tanti fedeli di lingua italiana che arrivano all’estero oggi spinti dalla necessità di trovare una realizzazione personale e lavorativa? Non basta la sola assistenza morale e spirituale. La Chiesa deve essere compagna di vita per ciascuno di loro, la parrocchia una casa”. Lo ha sottolineato oggi a Roma mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, aprendo la presentazione della XVI edizione del Rapporto italiani nel mondo 2021 curato dalla Fondazione Migrantes. “C’è un’altra Italia che non va dimenticata, della quale dobbiamo sentirci responsabili tutti, la Chiesa in Italia ma non solo – ha proseguito -. Mi riferisco agli italiani che sono all’estero da più tempo, magari in età avanzata e di quelle generazioni nate e/o cresciute all’estero ma che continuano ad avere legami profondi con il nostro Paese. Parlo delle comunità di lingua italiana più strutturate, da tempo ormai insediate in territori fuori dei confini italiani, ma che sentono forte la necessità di rinvigorire i legami rinnovando sentimenti di amicizia e affetto reciproci” . Ha perciò invitato a “lavorare per una Chiesa sinodale, preparata all’incontro, ma anche al transito del migrante perché solo una parte resta nel primo luogo raggiunto con il percorso di mobilità, molti altri continuano nella loro ‘ricerca della felicità’”. La presentazione del Rapporto “Italiani nel mondo” è quindi “occasione di incontro, dialogo e confronto anche con le istituzioni”. “Per noi è un impegno a essere pienamente in dialogo con le istituzioni, nazionali, europee e internazionali, per il benessere comune precedentemente richiamato”, ha precisato, richiamando la necessità del “riconoscimento del primato della persona sulle strutture. Un riconoscimento che si deve tradurre in agire istituzionale, in linguaggio inclusivo e non divisivo, in capacità di comunicare dando alle parole il peso che meritano”. “La persona al centro del pensiero e del nostro agire sempre – ha sottolineato -. Nonostante la pandemia, le emergenze inaspettate e le nuove sofferenze, viene sempre valorizzata la persona, in questo specifico caso, italiane e italiani in mobilità”.

Rapporto Italiani nel Mondo: lo Speciale 2021 dedicato alla mobilità italiana e Covid-19

9 Novembre 2021 - Roma - Il tema portante dell’edizione 2021 del RIM è l’emergenza sanitaria che attraversa tutte le sezioni. Il volume è costruito, inoltre, sul continuo rimando tra mobilità italiana interna e mobilità italiana all’estero. Dallo scoppio della pandemia tutta una serie di costanti hanno cambiato aspetto e nuovi elementi si sono palesati. È quanto i 75 autori dell’edizione 2021, presentata oggi a Roma, hanno messo in risalto nei 54 saggi che compongono il volume. Per la prima volta dal 2005 coloro che scrivono dall’estero sono più numerosi di quelli che lo hanno fatto dall’Italia. Una redazione, quindi, sempre più transnazionale, multidisciplinare e multisituata. Sono state coinvolte 16 diverse realtà accademiche dell’Italia (da Sud a Nord) e del mondo (Europa, Australia e America del Sud), oltre che molteplici altre realtà, istituti di ricerca, associazioni, strutture istituzionali, pubbliche e private, mondo sindacale e patronati. Un volume corale arricchito dall’analisi di 34 città del mondo – Algeri, Barcellona, Berlino, Bruxelles, Buenos Aires, Casablanca, Colonia, Dakar, Dublino, Ginevra, Johannesburg, Libreville, Londra, Madrid, Manchester, Mar del Plata, Marrakech, Melbourne, Monaco di Baviera, Montevideo, Montreal, Nairobi, New York, Osaka, Oslo, Parigi, Pechino, Perth, Rabat, San Paolo del Brasile, Sidney, Tokyo, Toronto, Vienna – e di come gli italiani residenti in queste città, ufficialmente o meno, hanno affrontato l’epidemia mondiale vivendo l’isolamento, il paradosso di dover essere immobili nella mobilità e l’avvento delle nuove forme di digitalizzazione e virtualità diffusa. Ne emerge un viaggio intorno al mondo ma, cosa più importante, dalla lettura si ha la possibilità di mettere a confronto gli interventi messi a punto da ciascuna realtà geografica a seguito dell’esplosione della pandemia e le reazioni che questi interventi hanno prodotto nella comunità degli italiani lì residenti. Ogni città analizzata presenta un caso a sé. Ogni saggio parte dal mettere insieme i dati e si arricchisce della raccolta di soggettività continuando a scrivere la storia di un paese, l’Italia, e di un popolo, gli italiani, in mobilità e sempre più in crescita fuori dei confini nazionali anche e nonostante la pandemia. Per gli italiani in mobilità il Covid-19 ha significato fare una verifica a tutto tondo: immersi nell’immobilità obbligata dovuta ai lockdown, riscoprirsi con la testa e la personalità stabilmente in movimento.