Primo Piano

Card. Bassetti: dare fierezza ai nostri emigrati

21 Maggio 2019 - Città del Vaticano - “Come italiani, dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo”. Lo ha sottolineato il Presidente della CEI, il card. Gualtiero Bassetti, introducendo i lavori della seconda giornata dell’Assemblea generale dei vescovi italiani in corso in vaticano fino a giovedì. Parando quindi di Europa il porporato ha detto che è vero che oggi l’Europa “è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una ‘decomposizione della famiglia comunitaria’, su cui soffiano populismi e sovranismi”. “Lasciatemi, però, dire – forse un po’ provocatoriamente – che il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia, nella nostra fatica a vivere la nazione come comunità politica”, ha aggiunto il presidente della CEI: “Oggi, noi italiani, cosa abbiamo ancora da offrire? Penso alle nostre virtù, prima fra tutte l’accoglienza; penso a una tradizione educativa straordinaria, a uno spirito di umanità che non ha eguali; penso alla densità storica, culturale e religiosa di cui siamo eredi”. “Attenzione, però: non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori!. Il nostro è un patrimonio che va rivitalizzato, anche per consentirci di portare più Italia in Europa”. (R.Iaria)

La vitalità di New York negli scatti di uno smartphone

21 Maggio 2019 - New York - “Vetrine, taxi suoni, colori e persone: per un intero anno ho camminato tra le strade affollate di New York per cercare di scoprire le innumerevoli sfaccettature di questo luogo unico al mondo”. Così Mirko Notarangelo parla del suo “The New York I Know”, visual project che ha da poco completato. Foggiano, art director e visual designer, nella Grande Mela dal 2017, Mirko Notarangelo  ha presentato “New York I Know” poche settimane fa in occasione di un evento al Consolato Italiano di New York. “Il lavoro – spiega l’artista – è composto da una selezione di foto scattate con un cellulare, parole e grafica. Le tavole finali sono raccolte in un Visual Book e riproposte in un Video in Motion Graphic” aggiunge il creativo. Notarangelo che intende ora allestire una mostra sia a New York che in Italia, ha approfondito i suoi studi presso l'International Center of Photography. Parla del suo ultimo lavoro come di una “missione” per “scoprire le molte sfaccettature di un luogo misterioso e affascinante che è molto diverso dal mondo in cui ho vissuto gran parte della mia vita”, ovvero la Puglia. “Nella mia esplorazione quotidiana della città, sono stato commosso e sopraffatto dalle scene che ho incontrato e mi sono sentito in dovere di documentarle. Attraverso queste immagini spero di mostrare la diversità, la vitalità e la complessità della città che ha conquistato il mio cuore nel corso di un anno”. (9 colonne)  

“… Nella stessa barca”: il 9 giugno la festa dei Popoli a Palermo

21 Maggio 2019 - Palermo - Girando per il centro storico di Palermo si rimane molto colpiti dalla presenza di uomini e donne che con i loro vestiti etnici ci fanno comprendere che la città diventa sempre più cosmopolita. Ciò è molto evidente anche nelle scuole primarie frequentate dai i figli dei “nuovi italiani”. I loro figli sono circa 25.000 e frequentano le nostre scuole insieme ai figli degli autoctoni. Il MIUR attesta al 9% la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana. E’ una presenza sempre più crescente a causa dello squilibrio tra i tanti Sud del mondo, dove vivono i due terzi dell’umanità che debbono vivere con meno di due dollari al giorno ed i Paesi industrializzati. L’impegno delle istituzioni e di molte associazioni non va nella direzione della costruzione di muri di gomma o di porti chiusi, ma piuttosto verso la costruzione di una cittadinanza plurale in linea con la storia della nostra isola che vanta monumenti, storia e cultura che nel tempo hanno stratificato l’esistenza e la vita di un popolo. Fenici, romani normanni, arabi, spagnoli, francesi, etc. ciascuno ha lasciato qualcosa nella vita della nostra città e della nostra isola. Guardare al futuro avendo presente il passato ci aiuta a vivere questo trapasso epocale e ad essere costruttori di un futuro dove popoli e culture sono sempre più interconnesse ed interdipendenti. E ciò avviene a livello planetario ed a livello locale. Costruire il locale con l’orizzonte del globale è impegno differenziato nella politica (quella cerca il bene comune), nell’educazione, nell’economia, nell’urbanistica etc. Il progetto della “Festa dei popoli” a Palermo, giunto alla terza edizione, vuole sottolineare questa prospettiva glocale (globale e locale) che si realizza nel medesimo territorio, coinvolgendo molte persone ed aggregazioni positive e propositive. Mentre altrove si realizzano muri e barriere di ogni tipo, a Palermo crediamo che sia possibile attraversare percorsi di convivenza, investendo su nuovi modelli di integrazione. Così, questo appuntamento – voluto dalla diocesi di Palermo, sostenuto da Comune, scuole, realtà di volontariato e associative e comunità di migranti - vuole essere anche un contributo perché la Capitale della cultura 2018 si colori ancora di più della bellezza e della ricchezza della diversità. Il programma della festa prevede per sabato 8 giugno un giro in una barca di canottaggio nella piaggia di Mondello (zona Charleston) mentre la festa si svolgerà al Foro Italico di Palermo il 9 giugno nella passeggiata a mare, sotto gli alberi e nei prati attorno. Tra le attività previste una mostra degli elaborati pittorici, grafici e scultorici degli alunni del liceo artistico “E. Catalano” che esprimono la loro solidarietà con la scuola di Quetafine in Guinea Bissau; alcuni giochi e poi degustazione di prodotti etnici a cura delle diverse comunità etniche presenti in città dal titolo “I sapori dei popoli”. Un’opportunità, questa, per conoscere altri popoli e culture attraverso la cucina, foto, tessuti. Nel pomeriggio attraverso il gioco della pallavolo e del cricket si intende contribuire a invertire la tendenza di considerare l’altro come un concorrente o qualcuno da dominare, ma piuttosto un compagno di viaggio. E poi ancora la ludoteca all’aperto ispirata a giochi che si fanno nei 5 continenti. L’animazione è assicurata da persone di culture diverse. Alle 17 concerto speciale con canti, danze, coreografie che daranno un ulteriore senso alla festa dei popoli.  Il programma completo su www.arcobalenodipopoli.it  (Sergio Natoli)

Siria: una mostra Avsi sui rifugiati a Milano

20 Maggio 2019 - Milano - Ritornare a scuola, ritornare al futuro. È questo che si legge negli occhi dei bambini siriani rifugiati in Libano e Giordania ritratti dai tre fotografi internazionali Andy Hall, Diego Ibarra Sánchez e Arie Kievit in mostra a Milano (Talent Garden di via Merano 16) dal 23 al 30 maggio 2019. Unica tappa in Italia, la mostra “Back to the future. Scatti di voglia di vita dei bambini siriani rifugiati” racconta i protagonisti del progetto promosso da AVSI, Terre des Hommes Italia, Terre des Hommes Netherlands e War Child Holland per riportare a scuola migliaia di bambini rifugiati siriani in Libano e Giordania. L’Unione Europea, attraverso il finanziamento del fondo fiduciario regionale Madad istituito per rispondere alla crisi siriana, ha permesso al consorzio di ong di intervenire perché il ritorno a scuola potesse coincidere con un ritorno al futuro di quella che viene chiamata la “generazione perduta”: bambini e ragazzi nati o cresciuti duranti gli otto anni di guerra in Siria e che avevano perso la possibilità di seguire un percorso scolastico ed educativo. La mostra rimarrà allestita nelle sale del campus Talent Garden fino al 30 maggio. La mostra sarà inaugurata giovedì 23 maggio (h 18.30) con un incontro a ingresso libero con interventi di Lucia Castelli (Senior Child Protection Advisor AVSI), Donatella Vergari, Presidente di Terre des Hommes Italia, Ilaria Masieri (Desk Libano e Palestina Terre des Hommes Italia) Adel Merheb (Communications Coordinator Terre des Hommes Italia in Libano) Nika Farnworth (Back to the future Program Manager).  

Card. Parolin: non lasciarsi andare all’indifferenza

20 Maggio 2019 - Roma – “Anche oggi gente di provenienza diversa è radunata davanti all’eucaristia. Occorre fare attenzione” a “non lasciarsi andare all’indifferenza, alla tentazione della non conoscenza, e soprattutto la tentazione di volerci rinchiudere nelle nostre sicurezze”, “non si ama se non si conosce il soggetto del nostro amore”. E’ quanto ha detto il Segretario di Stato della Santa Sede, il Card. Pietro Parolin, celebrando ieri la messa per la Festa dei popoli a San Giovanni in Laterano, promossa dalla Migrantes diocesi insieme alla Caritas e la collaborazione di diverse comunità e associazioni (Centro Astalli, Scalabriniani, etc) , giunta alla 28/ma edizione. Per il porporato “anche semplicemente ignorare il nostro vicino è il primo passo per spegnere la carità  che è in noi".  Le differenze tra le varie etnie, “se vissute nell’amore, rappresentano – ha detto il Card. Parolin -  una risorsa e una ricchezza insostituibile”. Slogan dell’iniziativa 2019 “Nella casa comune un’unica famiglia umana”. la celebrazione eucaristica è stata animata da 26 comunità etniche con canti, preghiere, letture in varie lingue.  “Incontrarsi” è la parola chiave della festa per Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano spiegando che il senso della festa è far comprendere che “è possibile una civile convivenza con gli uomini e le donne che vengono da tutto il mondo, è possibile vivere insieme nel quotidiano pacificamente”. (R.I.)  

Sea Watch: scesi a Lampedusa i migranti

20 Maggio 2019 - Roma - Le 47 persone soccorse e rimaste a bordo della nave Sea Watch 3 sono state trasferite su un’imbarcazione delle Guardia Costiera per essere portate a Lampedusa, dopo un giorno passato in mare per mancanza di autorizzazione ad attraccare. L'approdo è stato possibile come conseguenza di un sequestro probatorio della nave della Ong tedesca Sea Watch disposto dalla Procura di Agrigento ed eseguito dalla Guardia di Finanza, che ha agito in autonomia nonostante il ministro dell’Interno avesse più volte comunicato la sua opposizione. La Sea Watch 3 aveva sabato oltrepassato il limite delle acque territoriali italiane, infrangendo un divieto proveniente dal Ministero dell’Interno. Nel pomeriggio di sabato il capitano dell’imbarcazione aveva comunicato l’intenzione di entrare nelle acque territoriali dirigendosi verso il porto di Lampedusa, chiedendo la revoca del divieto di ingresso “per ragioni umanitarie che supererebbero le motivazioni della direttiva del ministero dell’Interno”. La svolta con l'approdo della Sea Watch arriva domenica sera nonostante il Ministro dell'interno si fosse opposto più volte durante tutta la giornata di domenica e avesse ribadito con forza il suo "no" alla concessione di un porto di approdo.

Per una nuova presenza missionaria: da lunedì l’Assemblea Generale della CEI

20 Maggio 2019 - Roma –Sarà Papa Francesco ad aprire – con un intervento pubblico alle 16:30 e, quindi, l’incontro a porte chiuse con i vescovi – oggi pomeriggio l’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, in programma fino al 23 maggio in Vaticano, presso l’Aula del Sinodo. Domani, alle ore 9:00, è prevista l’introduzione del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della CEI. Sono all’ordine del giorno anche l’approvazione delle Linee guida per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa, un aggiornamento circa l’incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo (Bari, 19-23 febbraio 2020) e una prima proposta di Orientamenti pastorali per il quinquennio 2020-2025. Il tema principale ruota attorno a “Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria”: i lavori di approfondimento nei gruppi vedranno anche la partecipazione di una quindicina di missionari. Tra questi alcuni impegnati con i nostri connazionali all’estero. Giovedì 23, alle ore 13,00, nell’atrio dell’Aula Paolo VI è prevista la conferenza stampa conclusiva, con l’intervento del Card. Bassetti.

Don Bianchi (Fisc): “legati ad una comunità ma con uno sguardo non localistico che guarda a Italia, Europa e mondo”

17 Maggio 2019 - Faenza -  “Abbiamo un imprinting che ci lega ad una comunità, ma abbiamo uno sguardo non localistico che guarda all’Italia, all’Europa e al mondo”. Lo ha affermato questa mattina don Adriano Bianchi, Presidente nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), all’apertura del convegno “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio” al via oggi a Faenza. Bianchi ha ricordato “l’attenzione dell’Europa e ai temi europei” che contraddistingue i settimanali cattolici italiani grazie alla sinergia con il Sir. Questo avviene “mantenendo il nostro radicamento” con “il racconto di storie e di comunità che diversamente non verrebbero narrate”. Rispetto alla riforma dell’editoria, il presidente della Fisc ha detto che “ci sentiamo un po’ traditi” visto dopo poco più di un anno dall’entrata in vigore si è alla vigilia di nuovi cambiamenti. Rispetto all’attività dei settimanali diocesani, “crediamo che – ha proseguito – questa presenza sia necessaria al bene del Paese. Un impegno che rilanciamo oggi da Faenza, ribadendo che guardiamo dai nostri territori all’Italia, all’Europa e al mondo europei”. All’apertura del convegno ha portano il suo saluto il Sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, che ha ricordato come “51 anni fa la città abbia ricevuto il Premio Europa dal Consiglio d’Europa”, diventando “la prima città italiana non capoluogo ad esserne insignita”. L’Unione europea, ha sottolineato, è una “casa comune” che necessita di “interventi di cambiamento” ma che “nonostante le pecche ci ha garantito 70 anni di pace tra gli Stati membri”. Anche il Presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, Giovanni Rossi, si è soffermato sulla “comune battaglia per la difesa e la qualificazione del fondo per il pluralismo”. “Si progettano tagli, si prospetta addirittura la chiusura nel momento in cui altri stati – Francia o Canada, per esempio – fanno scelte diametralmente opposte”. Chiudendo “realtà che sono radicate nei territori, si spegnerebbero voci che esprimono molte realtà” e “si metterebbe in discussione la comunicazione di prossimità, che può convogliare le istanze delle comunità”. “Continueremo nell’impegno – ha assicurato – perché non venga fatta una scelta del genere”.

Mons. Toso: “credenti chiamati a liberarli e umanizzarli ponendoli al servizio della crescita umana in pienezza”

17 Maggio 2019 -   Faenza -  “I mass media e i social, se abitati e vissuti in Cristo, nel suo Amore, sono resi partecipi della forza trasfiguratrice di Colui che è venuto sulla terra per far nuove tutte le cose”. Lo ha affermato questa mattina mons. Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, nel corso della messa che ha presieduto all’Istituto Emiliani di Fognano di Brisighella (Ra) per i partecipanti al convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) che si è aperto questa mattina a Faenza sul tema “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio”. Nell’omelia, il vescovo ha evidenziato che “se celebriamo l’Eucaristia è perché il nostro lavoro di comunicatori, di annunciatori, di persone che vivono i mass media e li usano ha come punto di riferimento centrale l’Eucaristia stessa”. “I credenti prolungano l’Incarnazione redentrice di Cristo nel creato e quindi anche nei mezzi di comunicazione. Ciò facendo, liberano, umanizzano i mass media, li pongono al servizio della crescita umana in pienezza, secondo la misura di Cristo”, ha osservato, aggiungendo che “ugualmente li mettono a servizio della crescita non solo della società ma del Regno di Dio, di quella convivialità umana che è sempre più somigliante alla comunione trinitaria”. “Gli operatori che partecipano all’Eucaristia – ha ammonito – sono sollecitati ad animarli con quell’Amore pieno di verità che è il dono più grande dato da Dio all’umanità”. A pochi giorni dal decennale della promulgazione dell’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI, mons. Toso ne ha richiamato alcuni brani sottolineando che “chi lavora nella Caritas ha come primo compito comunicare Gesù Cristo oltre che aiutare, fornire i vestiti”. “Caritas in Veritate”, ha proseguito il vescovo, dovrebbe essere il principio che guida l’impiego etico dei media. “Dall’Eucaristia attingiamo un amore pieno di verità. Solo così – ha concluso – potrà crescere una civiltà digitale commisurata alla dignità della persona e alla sua trascendenza”.  

Berlino – “Calcio in Festa. Una Domenica Italiana” il 16 giugno

17 Maggio 2019 - Berlino - Torna a Berlino, su iniziativa del Comites, “Calcio in Festa – Una Domenica Italiana”. Una giornata, il 16 giugno, una domenica all’insegna dello sport e del divertimento con la partecipazione della comunità italiana e quella tedesca: “Saremmo felici di accogliervi numerosi e festeggiare con voi l’arrivo dell’estate a Berlino”. Giunto alla terza edizione, “Calcio in Festa” si propone come l’appuntamento estivo della comunità italiana a Berlino, un’occasione – sottolinea il Comites – per ritrovarsi, una grande manifestazione popolare destinata a grandi e piccoli, a chi ama lo sport e a chi vuole gustare la migliore cucina italiana della città. Presso lo Sportanlage Westend, sarà organizzato un torneo di calcio a 7 per gli adulti e un campus per bambini con allenatori professionisti. Come gli scorsi anni, alcuni dei più rinomati ristoratori italiani di Berlino presenteranno le loro proposte di street food presso gli stand gastronomici, mentre l’intrattenimento musicale dal vivo accompagnerà le attività dell’intera giornata. Per i bimbi più piccoli e per quelli che non desiderano giocare a calcio, ci saranno attività ludiche, animazione e laboratori creativi.