Primo Piano

L’incontro dei cappellani delle comunità anglofone africane in Italia

20 Ottobre 2026 - Si è tenuto il 20 ottobre a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro dell’anno 2026 dei cappellani delle comunità anglofone africane: sono 37 in tutta Italia affidate a 30 cappellani. Erano presenti anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, e il vicedirettore, don Valerio Bersano. Il coordinatore nazionale, don Cyriacus Ugonna M. Elelleh ha condotto l'incontro e dato il benvenuto ai presenti. In particolare, li ha ringraziati "per aver accolto la missione che oggi portiamo avanti tra la nostra gente. Si tratta, senza dubbio, di un impegno gravoso e logorante, che tuttavia sa regalare grandi soddisfazioni. Come ogni altra realtà umana, comporta alti e bassi, momenti di gioia e di difficoltà, poiché lavoriamo con persone che, nella maggior parte dei casi, hanno conosciuto il dolore e la privazione, e che si trovano qui proprio perché sono fuggite dalla miseria. Molte di loro vivono in uno stato di disorientamento, il che le porta a reagire agli stimoli in modi talvolta del tutto inaspettati. Spetta a noi – un compito non sempre facile – placare le loro emozioni più turbolente attraverso il Vangelo e la catechesi". Don Cyriacus ha ricordato, inoltre, ai suoi confratelli che, in qualità di guide spirituali, sono chiamati "ad aiutare le persone a vivere la vita cristiana, ad accogliere la cultura e a conoscere la storia delle comunità che le ospitano, permettendo loro, al contempo, di esprimere la propria fede a partire dalla propria identità. Il primo passo, in questo senso, è conoscere noi stessi la cultura – lingua inclusa – e la storia che siamo chiamati a far scoprire e accogliere alla nostra gente". A proposito del ministero dei cosiddetti "cappellani etnici", nella XXXV edizione del "Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes", presentato il 19 ottobre a Roma, è presente, per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia (leggi tutto).

A Siracusa si parla di diritto d’asilo

20 Ottobre 2026 - Il 21 ottobre a Siracusa dalle ore 18, presso il salone della chiesa del Sacro cuore di Gesù, Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes) presenterà il Report "Il diritto d'asilo 2025" (in attesa della nuova, prossima, edizione). L'incontro è promosso da "Luoghi Comuni", con il sostegno di Fondazione "Con il Sud" e la collaborazione dell'Ufficio per la pastorale dei migranti dell'arcidiocesi di Siracusa. La sfida raccolta dal Report è quella di provare a fare dei tanti volti della mobilità il volto composito di un Paese.

La gratitudine della Fondazione Migrantes per il servizio di Claudio Debetto

20 Ottobre 2026 - Domenica 18 ottobre è entrato nella Vita il caro amico Claudio Debetto. La Fondazione Migrantes esprime la profonda gratitudine per il generoso servizio di Claudio verso gli ultimi, per la passione mostrata presso l’Ufficio diocesano Migrantes di Casale Monferrato nel corso degli anni, la passione per la verità e la giustizia attraverso numerosissime iniziative, piccole occasioni che però hanno saputo risvegliare la coscienza di tanti, vicini e lontani, come il gruppo “Mezz'ora per la pace”. Davvero si può riconoscere in Claudio l’operatore di pace, chiamato ora e per l’eternità come figlio di Dio, del Dio della Pace! Le esequie saranno celebrate martedì 20 ottobre alle 15 a Casale (AL), nella chiesa parrocchiale dell’Addolorata. [caption id="attachment_83446" align="aligncenter" width="1140"]Claudio Debetto (foto: "La Vita Casalese")[/caption]

La presentazione del XXXV Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes al Festival dell’Accoglienza di Torino

20 Ottobre 2026 - Il 21 ottobre a Torino, presso l'Auditorium Operti della Parrocchia Gesù Redentore, (piazza Giovanni XXIII, 26b), a partire dalle ore 9, il Festival dell'Accoglienza di Torino organizza la presentazione del XXXV Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes. Dopo i saluti di Maria Teresa Martinengo, segretaria dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte, i lavori saranno aperti da mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba e delegato per gli ambiti Caritas e Salute della Conferenza episcopale Piemonte e Valle d’Aosta. Presentano il Rapporto i curatori Simone Varisco (Fondazione Migrantes) e Manuela De Marco (Caritas Italiana). A seguire interviene Gabriel Seroussi, autore de La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza, sul tema "Come superare confini, frontiere, periferie?". Le conclusioni sono affidate a mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per la Pastorale Migranti della Conferenza episcopale Piemonte e Valle d’Aosta. Conduce Roberta Ricucci, Università di Torino.  

Meno confini e più partecipazione. Presentato a Roma il XXXV “Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes”

19 Ottobre 2026 - Cos’è un confine e cosa una frontiera? Sono sinonimi? Alla tensione semantica tra confini e frontiere è dedicata l’edizione 2026, la 35esima, del “Rapporto Immigrazione” di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, dal titolo "Confini e frontiere": 35 anni di testimonianza, analisi e proposte, guardando al presente per immaginare insieme un futuro condiviso. Il Rapporto Immigrazione 2026 (Tau editrice), curato da Manuela De Marco e Simone Varisco, con i disegni di Francesco Piobbichi, che raccoglie in 360 pagine il contributo di 32 autrici e autori, è stato presentato oggi a Roma, presso l’Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana. RICM 2026
Perché questo tema?
I due organismi della Chiesa italiana spiegano che «viviamo in una stagione storica nella quale si moltiplicano le linee di separazione e si restringono gli spazi dell’incontro. Aumentano i dispositivi di controllo, mentre si indebolisce la capacità di riconoscere l’altro».
L’immigrazione in Italia in breve
Al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti sono quasi 5,6 milioni (9,4% della popolazione). In un solo anno sono aumentati di circa 188 mila persone (+3,5%), contribuendo in maniera determinante a mitigare il calo demografico in corso in Italia. Le provenienze si diversificano: restano centrali Romania, Albania e Marocco, ma cresce il peso delle comunità asiatiche rispetto al passato. Rispetto ai principali Paesi europei, negli ultimi 10 anni in Italia la crescita dell’immigrazione è stata più lenta (+13% tra il 2013 e il 2023), rispetto a Germania (+51%), Spagna (+33%) e Francia (+18%).
Barriere fisiche e confini sociali
Il “Rapporto Immigrazione” 2026 denuncia i pericoli della moltiplicazione delle barriere fisiche, ma anche dei molti confini socio-economici, culturali ed esistenziali che creano divari nella società, che è urgente colmare:
  • inefficienza e opacità dei canali regolari di ingresso dai Paesi di origine;
  • mancanza di misure che garantiscano l’opportunità di ottenere o conservare un permesso soggiorno regolare in Italia, riconoscendo i percorsi positivi di integrazione in atto;
  • nel 2025 i 2,6 milioni di occupati stranieri hanno generato 196 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 9,7% del PIL italiano (più dell’incidenza sulla popolazione), e versato 12,6 miliardi di IRPEF, ma il reddito medio dei contribuenti stranieri è intorno ai 17.000 euro annui, contro i quasi 27.000 dei nati in Italia;
  • i lavoratori stranieri sono il 10,7% degli occupati in Italia, ma sono confinati nelle professioni non qualificate e a basso salario (29% contro 8% degli italiani), con pesanti divari retributivi e sovra-qualificazione rispetto ai titoli di studio conseguiti;
  • il 60% del bilancio delle famiglie straniere serve a coprire i bisogni essenziali; al risparmio è destinato solo il 13%; pesano anche le rimesse (17%);
  • persistono preoccupanti sacche di lavoro nero, sfruttamento lavorativo e gravi irregolarità contrattuali, a danno di lavorati e dell’intero sistema-Italia. Il lavoro su piattaforma si attesta sempre più come nuova frontiera dello sfruttamento;
  • nella scuola, persistono divari negli apprendimenti e un maggiore rischio di abbandono per gli studenti con background migratorio; il fenomeno dei NEET è più diffuso tra i giovani con background migratorio (30% contro 17%);
  • la frontiera accentua i problemi: nelle diocesi di frontiera, i problemi occupazionali riguardano il 61,5% degli stranieri (è il 44,7% nelle altre diocesi) e la grave esclusione abitativa il 34,5% (contro il 27,8% nelle altre diocesi).
Focus e contributi originali
Il “Rapporto Immigrazione” 2026 presenta indagini e ricerche, tra le quali:
  • un’indagine ha coinvolto i circa 400 uffici Caritas e Migrantes sul territorio sui fattori che determinano la propensione a restare in Italia dei cittadini immigrati (desiderio espresso dal 67,4% degli intervistati); a influire positivamente sono l’aver trovato nella società e nell’associazionismo civile ed ecclesiale supporto, vicinanza e amicizia;
  • un’indagine promossa da Caritas Italiana sull’opacità delle procedure di ingresso connesse al “Decreto flussi”, che possono nascondere indebitamento, dipendenza e irregolarità;
  • una ricerca promossa da Fondazione Migrantes sulle pratiche partecipative e di cittadinanza dei giovani di origine straniera;
  • un’indagine promossa da Fondazione Migrantes sulle comunità degli immigrati cattolici e, per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia.
Le priorità politiche alla luce del “Rapporto Immigrazione” 2026
Nel corso della presentazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, tenendo conto del fatto che questi 5,6 milioni di stranieri residenti oggi in Italia danno molto al Paese e ricevono poco, hanno indicato una serie di priorità politiche che emergono chiaramente dalle evidenze descritte nel Rapporto Immigrazione. Tra le urgenze individuate, l’istituzione di un permesso di soggiorno per “radicamento sociale” e un adeguato finanziamento del Fondo nazionale per le politiche migratorie (leggi il documento completo). Come spiegano nella prefazione al volume mons. Pierpaolo Felicolo (direttore generale della Fondazione Migrantes) e don Marco Pagniello (direttore di Caritas Italiana): «Il confine non è soltanto uno spazio di divisione fisica e valoriale, ma anche di opportunità di vita. È tempo ormai di affrontarne i limiti con decisione e volontà risolutiva: troppe sono ancora le barriere nell’accesso alla scuola e agli alloggi, nelle possibilità occupazionali e di mantenere la regolarità del soggiorno, fino a quelle della segregazione più esplicita. Cogliamo, dunque, l’occasione di questa pubblicazione per evidenziarli e restituirli alla comunità civile e cristiana con il consueto sguardo propositivo, che vuole essere un invito anche ai decisori politici perché assumano queste evidenze e agiscano».
I materiali utili
RICM 2026  

A Washington DC (e a Roma) la 13ma edizione del “Premio Eccellenza Italiana”. Tra i premiati anche a Delfina Licata

16 Ottobre 2026 -

Si premia l’Italia che funziona, quella del merito e del talento, della competenza e della passione. È la tredicesima edizione del "Premio Eccellenza Italiana" a Washington DC e gli applausi confermano la meraviglia rispetto alla Bellezza del Paese, la curiosità e l’emulazione rispetto allo stile di vita, la gratitudine e l’ammirazione rispetto alla generosità, l’apertura mentale, la disponibilità e diciamo pure la bravura dei nostri imprenditori e professionisti.

L’Italia che piace viene raccontata tutti gli anni a Washington DC, capitale del mondo, nel significativo National Press Club sede della stampa nazionale americana che si distingue per difesa di libertà di stampa, dialogo internazionale e approfondimenti costanti sulle tematiche mondiali.

Iniziativa della Fondazione E-novation che su idea del suo presidente Massimo Lucidi ogni anno chiama a raccolta tante realtà associative del Paese per creare un riconoscimento forte autorevole che parta dal basso e sappia sviluppare Networking e Netreputation. Tra i premiati, in una sessione romana del Premio, presso il Senato della Repubblica, anche Delfina Licata, responsabile dell'area Studi e Ricerche della Fondazione Migrantes. (fonte: Agenparl)

Il naufragio di Gibuti con 139 morti, un “paradosso migratorio” lungo la rotta del terrore (Popoli e Missione)

14 Ottobre 2026 - Il bilancio dei morti potrebbe crescere ancora ma già così è altamente drammatico, nonostante la stampa occidentale se ne sia occupata solo marginalmente. Almeno 139 persone, tra cui 15 bambini, sono morte la notte tra il 9 e il 10 ottobre scorso durante un naufragio al largo della costa di Gibuti, e altre 84 risultano disperse, come confermato dall’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, OIM. E la maggior parte dei migranti erano di origine etiope. L’incidente è avvenuto nel Golfo di Aden, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, rotta migratoria molto frequentata ma sconosciuta agli euroopei e altamente pericolosa per migliaia di migranti provenienti dal Corno d’Africa. L’imbarcazione era diretta da Gibuti nello Yemen, Paese di transito, in guerra (ricordiamo che le forze governative e i ribelli Houthi combattono in Yemen da anni) e dunque già di per sè insicuro tanto quanto il viaggio stesso. Una serie di elementi (migranti etiopi in fuga per via della povertà, della guerra imminente, della precarietà di vita, finiti su una imbarcazione di fortuna diretta proprio nello Yemen travagliato da un conflitto) che di per sè basterebbero a rendere la notizia del naufragio un titolo da prima pagina. (Ilaria De Bonis/Popoli e Missione)

Leggi tutto

Si riuniscono a Roma i cappellani delle comunità anglofone africane in Italia

14 Ottobre 2026 - L’incontro dell’anno 2026 dei cappellani delle comunità anglofone africane in Italia si terrà a Roma martedì 20 ottobre 2026, alle ore 10 presso la sede della Fondazione Migrantes (via Aurelia, 796). Lo ha annunciato il coordinatore nazionale, don Cyriacus Ugonna M. Elelleh. È prevista anche la presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, e del vicedirettore, don Valerio Bersano.

Economia e immigrazione. Secondo Fondazione Moressa un’Italia senza immigrati sarebbe più vecchia e più povera

14 Ottobre 2026 - Il contributo dei cittadini stranieri rappresenta una risorsa utile per il tessuto economico e demografico dell'Italia. Questo il quadro del Rapporto 2026 sull’economia dell’Immigrazione della Fondazione Leone Moressa, edito da Il Mulino, presentato il 13 ottobre al Cnel. Secondo il Rapporto, infatti, la forza lavoro di origine immigrata (2,6 milioni di occupati, pari al 10,7% del totale) genera un valore aggiunto di 197 miliardi di euro, pari al 9,7% della ricchezza nazionale. Il contributo supera la media in settori nevralgici come agricoltura (21,3%), edilizia (18,4%) e ristorazione (14,4%). Inoltre, gli oltre 5 milioni di contribuenti nati all'estero hanno dichiarato quasi 88 miliardi di redditi, versando 12,6 miliardi di Irpef. Il saldo tra entrate (gettito fiscale e contributivo) e uscite (spesa pubblica per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza) della popolazione straniera residente restituisce un saldo netto positivo di +1,0 miliardi di euro (45 miliardi di entrate contro 44 miliardi di spesa). Infine, l’imprenditoria migrante non conosce crisi. Sono quasi 796 mila gli imprenditori nati all’estero (10,8% del totale). Nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 21,3%, a fronte di un calo del -5,2% degli imprenditori nati in Italia. A trainare il settore sono le comunità cinese e romena. (fonte: Fondazione Moressa) MOressa

“Esistono vie legali d’ingresso?”. Mons. Felicolo interviene al Festival dell’Accoglienza di Torino

14 Ottobre 2026 - All’interno dell’ampio programma del Festival dell’Accoglienza di Torino 2026, giovedì 15 ottobre è in programma, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala "Suor Maresa Sabena" della Pastorale Migranti della diocesi di Torino (Via Cottolengo, 24 bis), il panel "Esistono vie legali d'ingresso?". Da anni il dibattito pubblico contrappone migrazione “regolare” e “irregolare”, invitando chi desidera arrivare in Europa a utilizzare i canali legali. Ma quanto sono realmente accessibili questi canali? Quali possibilità ha oggi una persona che vive in un altro continente di ottenere un visto per entrare in Italia senza affidarsi alle reti informali o ai trafficanti? Il Decreto Flussi rappresenta davvero uno strumento di programmazione dell’immigrazione? Intervengono mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale Fondazione Migrantes, Francesco Mason, Asgi e Campagna "Ero straniero", Irene Ponzo, Fieri e Università del Piemonte Orientale, e Lamine Sow, Cgil Piemonte – Immigrazione. Conduce Alberto Chiara, giornalista. Festival Accoglienza 2026

“Confini e frontiere”. A Roma, la presentazione nazionale del 35° Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes

12 Ottobre 2026 - Cos'è un confine e cosa una frontiera? Sono sinonimi? Alla tensione semantica tra confini e frontiere è dedicata l'edizione 2026, la XXXV, del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: 35 anni di testimonianza, analisi e proposte, guardando al presente per immaginare insieme un futuro condiviso. La presentazione nazionale del Rapporto (realizzato con Tau editrice) si terrà lunedì 19 ottobre 2026 a Roma, a partire dalle ore 10, presso l'Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana (Via Urbano VIII, 16).

Per gli operatori dei media che intendono essere presenti, È NECESSARIO accreditarsi presso la Sala stampa della Santa Sede, entro giovedì 15 ottobre 2026, seguendo le istruzioni della pagina linkata: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/accrediti/pubblico/accredito.html


Il programma
Saluti Prof. Vincenzo Buonomo, delegato pontificio e rettore magnifico della Pontificia Università Urbaniana. Apertura dei lavori S. E. mons. Benoni Ambăruş arcivescovo di Matera-Irsina, vescovo di Tricarico, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, presidente di Caritas Italiana. Relazioni
  • Simone M. Varisco (Fondazione Migrantes): “Confini e frontiere: presentazione dell’edizione 2026”.
  • Manuela De Marco (Caritas Italiana): “Principali dati dal Rapporto Immigrazione 2026”.
  • Padre Giovanni La Manna (direttore Caritas diocesana di Trieste): “Essere Chiesa in frontiera”.
Conclusioni Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. Modera Maris Milanese (TV2000).  

Con il contributo dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, sarà allestita una mostra dei disegni di Francesco Piobbichi, che costituiscono l’apparato iconografico del Rapporto. 

Al termine dell'incontro sarà offerto un rinfresco. 

 

Per gli operatori dei media che intendono essere presenti, È NECESSARIO accreditarsi presso la Sala stampa della Santa Sede, entro giovedì 15 ottobre 2026, seguendo le istruzioni della pagina linkata: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/accrediti/pubblico/accredito.html


RICM 2026

Al Festival dell’Accoglienza di Torino, l’incontro “Sul confine dei diritti. Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo”

12 Ottobre 2026 - All'interno dell'ampio programma del Festival dell'Accoglienza di Torino 2026, martedì 13 ottobre è in programma, presso Polo del 900, Sala Conferenze – Corso Valdocco 4/a – Torino, l'incontro "Sul confine dei diritti. Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo".
Intervengono Guido Savio e Eleonora Celoria, avvocati Asgi, Thomas Casadei, Università di Modena e Reggio Emilia, Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantes, e Ferruccio Pastore, Fieri. Introduzione e conclusioni a cura di Lorenzo Trucco, presidente ASGI. Conduce Alessia Cesana, giornalista Altreconomia.

“Squilibrata”, longeva e multiculturale: un’Italia in movimento. Una ricerca di Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo

9 Ottobre 2026 - L’Italia contemporanea vive tre grandi trasformazioni strettamente intrecciate: lo squilibrio demografico tra giovani e anziani; la crescente dimensione multiculturale della popolazione; la mobilità, interna e internazionale, che modifica territori, famiglie e relazioni. È questa, in sintesi, la fotografia del Paese proposta dal volume Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale, a cura di Fabio Introini, Delfina Licata e Cristina Pasqualini (ed. il Mulino), realizzato da Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo, in collaborazione con Istat. Il volume è stato presentato questa mattina a Roma. Stare nel mondo La pubblicazione, in uscita il 30 ottobre 2026, è il risultato di una ricerca che integra analisi statistiche e interviste biografiche (200 interviste: 100 giovani di 18-34 anni e i rispettivi nonni o nonne con cui i giovani hanno una relazione significativa). La prima parte ricostruisce quantitativamente il cambiamento demografico e sociale. La seconda dà voce a giovani e anziani, mettendo a confronto esperienze, bisogni, rappresentazioni dell’età e modi di vivere la fede. Dalle biografie dei nonni e dei loro nipoti è emerso un quadro che Cristina Pasqualini, professoressa associata di Sociologia all’Università Cattolica di Milano e co-curatrice del volume, ha riassunto così: «Giovani e anziani riconoscono più libertà e possibilità rispetto al passato, ma ci ricordano anche quanto contino la stabilità e le relazioni. Nessuna generazione è migliore delle altre: ciascuna va compresa nel proprio tempo, ascoltando ciò che ha guadagnato e le difficoltà che incontra».
Qualche spunto
  • Molte Italie demografiche. L’Italia non è semplicemente un Paese che invecchia: è un Paese nel quale il peso numerico delle generazioni si è rovesciato e nel quale immigrazione, genere e territorio producono molte “Italie demografiche” differenti, in cui le opportunità sono sempre più diseguali.
  • Il divario generazionale non è solo numerico. I giovani sono meno numerosi, più poveri, più precari e più dipendenti dalla famiglia; gli anziani sono più protetti economicamente, ma maggiormente esposti alla solitudine, alla fragilità fisica e al bisogno di assistenza. La Generazione Z non ha meno possibilità dei nonni: ne ha molte di più, ma fatica maggiormente a trasformarle in un progetto di vita stabile. La libertà è cresciuta; la prevedibilità del futuro è diminuita.
  • Un Paese in movimento, all’interno e verso l’esterno. La mobilità interna non è più soltanto la tradizionale migrazione degli italiani dal Sud verso il Nord. È un sistema complesso nel quale stranieri, italiani e nuovi italiani si spostano, si stabilizzano, invecchiano e ridisegnano la geografia sociale del Paese. L’Italia è, poi, contemporaneamente Paese di immigrazione, di emigrazione e di transito. La mobilità verso l’estero non segue più un unico modello: può essere fuga dei giovani, circolazione professionale, ritorno al Paese d’origine, riunificazione familiare o scelta residenziale nella pensione.
  • La fede cambia, non scompare. La fede non scompare: semplicemente, passando dagli anziani ai giovani, cambia forma. I nonni trasmettono meno attraverso regole e insegnamenti e più attraverso la testimonianza, la memoria, i gesti e la relazione affettiva.
Dati più interessanti
  1. In quarant’anni il rapporto è passato da 52 anziani ogni 100 giovani a circa 140 anziani ogni 100 giovani.
  2. Gli over 65 rappresentano il 24,3% della popolazione italiana.
  3. I giovani di 18-34 anni sono diminuiti del 22,9% rispetto al 2002.
  4. Il 67,4% dei giovani di 18-34 anni vive ancora con i genitori.
  5. La povertà assoluta riguarda il 14% dei minori, contro il 5,4% dei 65-74enni.
  6. È povero il 43,7% dei minori stranieri, contro il 9,7% dei minori italiani.
  7. Nelle zone rurali del Mezzogiorno la popolazione giovanile è diminuita di oltre il 32%.
  8. Gli utenti regolari di Internet sono passati dal 24,9% all’84,5% in vent’anni.
  9. I giovani che si riconoscono nella religione cattolica sono scesi dal 56% al 33,7%.
  10. Prega ogni giorno il 44,4% degli anziani, contro il 14,4% dei giovani.
Interessante, infine, l’identikit dei cittadini italiani con background migratorio (persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana o che appartengono a famiglie con una storia migratoria) e dei cosiddetti “expat”, i giovani italiani nati in Italia e poi emigrati, oppure giovani di origine italiana nati all’estero. Le due categorie non coincidono: i primi raccontano soprattutto l’integrazione e la doppia appartenenza; i secondi la mobilità internazionale e il mantenimento delle radici italiane. «La collaborazione di queste tre organizzazioni – ha detto nel suo intervento il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo – può e deve portare certamente ad analizzare la realtà, ma anche dare poi il proprio contributo nell’affrontare le criticità di oggi: le necessità che emergono nella vita delle persone, le forme di fragilità e le carenze di un sistema pubblico e privato a volte troppo distante da singoli e famiglie». Come evidenzia nelle sue conclusioni Anna Maria Tarantola, «solo con un cambiamento culturale profondo, che guidi le decisioni politiche e i comportamenti di istituzioni, aziende, comunità, si può realizzare un nuovo patto sociale tra generazioni ed etnie in grado di restituire equilibrio tra chi dà e chi riceve, tra chi lavora e chi ha lavorato, tra chi nasce e chi arriva in un contesto di turbolenta innovazione tecnologica».

Ad Asti, il Festival dei Popoli 2026 riflette anche su “donne e politica”

7 Ottobre 2026 - Dal 25 settembre al 17 ottobre Asti ospiterà l'edizione 2026 del Festival dei Popoli: uno spazio di riflessione sui temi della pace, delle migrazioni, della cittadinanza e della costruzione delle comunità, valorizzando il contributo delle donne. L'evento è promosso dall'Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Asti, con il contributo della Fondazione Migrantes, in collaborazione con numerosi enti e associazioni del terzo settore, le comunità internazionali dell'astigiano, l'associazione Generazioni Migranti e l'Ufficio pastorale migranti di Torino. Dibattiti, presentazioni di libri, momenti di convivialità e testimonianze animeranno la città. In particolare, venerdì 9 ottobre - ore 18, presso Hub Memoria Futura (piazza San Martino, 11) - è in programma "Donne in politica al servizio di una comunità plurale". Con Kiranjit Kaur (consigliera comunale di Novellara RE), Raisa Labaran (consigliera comunale di Brescia), Stefania Morra (vicesindaco di Asti) e Vittoria Briccarello (consigliera comunale di Asti). Modera il dibattito Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes).

Il programma completo del Festival.

Info: migrantes.asti@gmail.com

A Chiavari “continua” la Giornata mondiale del migranti e rifugiato

6 Ottobre 2026 - Domenica 11 ottobre dalle ore 10 alle 18 in piazza Nostra Signora dell’Orto a Chiavari, con il patrocinio del Comune, è in programma la Giornata mondiale del migranti e rifugiato. Saranno allestiti stand dai membri di alcune delle comunità presenti sul territorio e la giornata sarà animata con balli e canti tradizionali. Alle 16 è previsto uno spettacolo intitolato “Custodi della vita”, scritto e prodotto dalle persone che partecipano all'equipe "Migrantes" della diocesi. Il tema è la custodia del creato e della persona, con riferimento alla cura di ogni piccolo che incontriamo, ricordando gli 800 anni dalla morte di san Francesco e il tema indicato dal Papa per la  Giornata - “Anche uno solo di questi bambini". Sarà presente anche un operatore dei servizi Sai del territorio che farà conoscere il suo lavoro.  

Giornata della memoria e dell’accoglienza: “Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle?”

5 Ottobre 2026 - “Devi capire che nessuno mette i figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra” (Warsan Shire). Comincia con questa citazione un breve intervento di S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e presidente della Commissione permanente Cei sulle migrazioni e della Fondazione Migrantes, in occasione della Giornata della memoria e dell'accoglienza. La Giornata è stata istituita in ricordo della strage di Lampedusa, all’alba del 3 ottobre 2013, quando 368 persone persero la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. L'intervento raccoglie due citazioni emblematiche dalle omelie di papa Francesco (2013) e papa Leone (2026) a Lampedusa. «"Dov’è il tuo fratello?”. Chi è il responsabile di questo sangue? Nella letteratura spagnola c’è una commedia di Lope de Vega che narra come gli abitanti della città di Fuente Ovejuna uccidono il Governatore perché è un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l’esecuzione. E quando il giudice del re chiede: “Chi ha ucciso il Governatore?”, tutti rispondono: “Fuente Ovejuna, Signore”. Tutti e nessuno! Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: “Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?”. Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna» (Francesco a Lampedusa, 8 luglio 2013). «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise» (Leone XIV a Lampedusa, 4 luglio 2026).

Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes) in visita alle comunità dei cattolici italiani in Olanda

2 Ottobre 2026 - Il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons, Pierpaolo Felicolo, incontrerà una rappresentanza delle comunità dei cattolici italiani in Olanda (2-4 ottobre) in occasione della Festa della Missione cattolica italiana in Olanda (Mcio). In particolare, domenica 4 ottobre 2026, in cui ricorrono anche gli 800 anni dalla morte di s. Francesco di Assisi, l'appuntamento è a Warmond, con la Santa Messa delle ore 11.00, che sarà anche l'occasione per accompagnare i ragazzi e le ragazze delle comunità che riceveranno il Sacramento della Cresima. Al termine della celebrazione, i cresimati offriranno a tutti i presenti un brindisi e un momento di festa, con il nostro pranzo comunitario. A margine della festa, sabato 3 mons. Felicolo incontrerà p. Ward Biemans SJ, responsabile Migrantes nella diocesi di Harlem, andrà in visita a Den Haag (l'Aia) e incontrerà il Consiglio pastorale della Mcio.

«Anche uno solo di questi bambini». La Giornata del migrante e del rifugiato a Villalba (RM)

1 Ottobre 2026 - Domenica 27 settembre 2026, la Chiesa tutta ha celebrato la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Come ogni anno è stata una occasione per ricordare che siamo tutti pellegrini su questa terra e abbiamo il compito di sostenerci gli uni gli altri in questo cammino. Per noi cristiani, guardare i migranti e i rifugiati che incontriamo in modo ricorrente in tutti i nostri contesti vitali, significa prima di tutto guardare il volto di Cristo. Il tema che papa Leone XIV ha scelto per il suo messaggio di questa giornata, “anche uno solo di questi bambini” (Mt 18,10) porta la riflessione a questo sguardo da cristiano di fronte alla grande questione delle migrazioni. Un messaggio in effetti molto eloquente in questo senso. Ci riporta direttamente al riferimento a quanto indica il Signore nel Vangelo, fissando l’attenzione ai bambini coinvolti drammaticamente nelle vicende delle migrazioni, nella varietà di cause, di forme e di contesti. Anche nella nostra chiesa particolare di Tivoli e di Palestrina, l’ufficio pastorale ha promosso per questa celebrazione una triplice tavola: di riflessione, di preghiera e di convivialità. Tutto è iniziato, infatti, nel pomeriggio con una Tavola rotonda intorno al messaggio del Santo Padre con particolare approfondimento su: "La seconda generazione e i bambini migranti. Percorsi di integrazione socioculturali ed ecclesiali". Relatori esperti sul fenomeno migratorio e sull’educazione sono intervenuti per alimentare la condivisione di esperienze e testimonianza delle famiglie dei migranti di vari gruppi etnici che hanno partecipato numerosi. Da questa tavola è emersa la necessità di promuovere una cultura dell’incontro per costruire un’armonia nelle nostre comunità e la nostra società. L’importanza, poi, di promuovere l’apprendimento della lingua italiana per gli immigrati, e dell’impiego della figura di mediatori culturali, una necessità spesso trascurata o puramente ignorata. La seconda tavola è stata quella della preghiera liturgica della Santa Messa. Pregare e cantare nelle varie lingue dei presenti ha permesso di vivere quella realtà dell’unico popolo di Dio che siamo in Cristo. Questa gioia del banchetto eucaristico si è prolungata in una ricca e conviviale cena multietnica, le terza tavola. La celebrazione di questa Giornata mondiale del migrante e del rifugiato ci ha permesso ancora di più di sentire che davvero la presenza di così tanti migranti in mezzo a noi è certo una sfida ma anche una grande e preziosa risorsa. Possa ogni nostra comunità parrocchiale scoprire e valorizzare anche questa perla preziosa che ci offre il Signore. (Denis Kibangu Malonda)

(fonte: diocesitivoliepalestrina.it)

Comunicazione: “uno sguardo nuovo”. Leone XIV chiede di “prestare attenzione nell’era del clickbait”

29 Settembre 2026 - “Uno sguardo nuovo: prestare attenzione nell’era del clickbait”. Questo è il tema che papa Leone XIV ha scelto per la 61.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2027. In un comunicato, il Dicastero della Comunicazione spiega così la scelta del tema: "L'economia dell'attenzione, con la sua lotta per pochi istanti di interesse nel flusso rapido e interminabile di contenuti, sta trasformando non solo le nostre capacità cognitive ma anche la profondità della nostra comunicazione interpersonale. Siamo chiamati a una conversione dello sguardo, a guardare di nuovo, con attenzione e con amore. Solo così riusciremo a vedere il mondo, gli altri e anche noi stessi come ci vede Cristo: chiamati per nome e amati. La nostra comunicazione cambia quando il nostro sguardo sceglie di incontrare l'altro anziché giudicarlo. La mancanza di una vera attenzione, alimentata dalla cultura digitale, ci ha abituati a una routine di reazioni immediate, a una superficialità delle relazioni, a una facilità nell'etichettare e rifiutare gli altri. L'attenzione è invece una preziosa forma di generosità: attenzione viene da ad-tendere, protendersi verso l'altro e verso il vero. La comunicazione cristiana può riscoprirla come dono e come sguardo — quello di Gesù che vide e si lasciò toccare. Comunicare non è catturare l'attenzione, e neanche venderla, ma custodirla come risorsa preziosa di relazione. Per comunicare nell'era del clickbait siamo chiamati a "prestare attenzione", a riscoprire un'igiene dell'attenzione (cf. MH 146). La comunicazione non è fatta soltanto di parole: coinvolge la persona intera e ci chiede di tornare a guardare, ascoltare e sentire, per poter rispondere alla chiamata che Cristo ci rivolge". [caption id="attachment_82450" align="aligncenter" width="1536"]Comunicazione Attenzione (Generata con IA)[/caption]

Libri, “Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale”. Una ricerca di Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo

28 Settembre 2026 - Venerdì 9 ottobre a partire dalle ore 11.30 a Roma (Sala Capitolare - Chiostro del Convento di Santa Maria Sopra Minerva - Senato della Repubblica · Piazza della Minerva, 38), la Fondazione Migrantes e l’Istituto Toniolo presentano il volume Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale (ed. Il Mulino).

👉 Per partecipare è richiesta la registrazione, entro il 5 ottobre 2026, scrivendo a segreteria@migrantes.it.

L’Italia contemporanea sta vivendo una delle più profonde trasformazioni della propria storia recente. L’invecchiamento della popolazione, la persistente denatalità, la crescente mobilità interna e internazionale, l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza, la diffusione di forme sempre più articolate di appartenenza culturale e territoriale e il progressivo allungamento della vita stanno modificando gli equilibri demografici, sociali e culturali del Paese. Comprendere tali trasformazioni significa interrogarsi non soltanto sui cambiamenti delle strutture sociali, ma anche sul modo in cui essi incidono sulle biografie individuali, sulle relazioni e sui legami che tengono insieme la società. (dall'Introduzione del volume).
Il programma
SALUTI ISTITUZIONALI
  • Sen. Graziano Delrio.
  • Pierpaolo Felicolo, direttore generale Fondazione Migrantes.
  • Giuseppe Fioroni, vicepresidente Istituto Toniolo.
  • Francesco Maria Chelli, presidente ISTAT.
INTERVENTI
  • “Il quadro demografico e sociale: generazioni a confronto” | Sabrina Prati, Istat.
  • “La ricerca: metodo e differenze tra generazioni” | Cristina Pasqualini, Università Cattolica, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.
  • “Risorse e fatiche delle età della vita” | Delfina Licata, Fondazione Migrantes.
  • “I bisogni spirituali di giovani e anziani” | Fabio Introini, Università Cattolica, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.
CONCLUSIONI
  • “Per un nuovo patto sociale tra le generazioni” | Anna Maria Tarantola, vicepresidente Fondazione Cecchettin, consigliere Fondazione EDUCatt, già VDG della Banca d’Italia e già presidente RAI.
MODERA I LAVORI
  • Elisabetta Soglio, Corriere della Sera - Buone Notizie.
👉 Per partecipare è richiesta la registrazione, entro il 5 ottobre 2026, scrivendo a segreteria@migrantes.it. N.B. Per i media è richiesta registrazione e accredito, comunicando i dati anagrafici completi, gli estremi della tessera di iscrizione all’Ordine dei giornalisti (o di un documento di identità per gli altri operatori dell’informazione), la testata di riferimento e un recapito telefonico. Stare nel mondo