Primo Piano
Economia e immigrazione. Secondo Fondazione Moressa un’Italia senza immigrati sarebbe più vecchia e più povera
“Esistono vie legali d’ingresso?”. Mons. Felicolo interviene al Festival dell’Accoglienza di Torino
“Confini e frontiere”. A Roma, la presentazione nazionale del 35° Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes
Per gli operatori dei media che intendono essere presenti, È NECESSARIO accreditarsi presso la Sala stampa della Santa Sede, entro giovedì 15 ottobre 2026, seguendo le istruzioni della pagina linkata: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/accrediti/pubblico/accredito.html
Il programma
Saluti Prof. Vincenzo Buonomo, delegato pontificio e rettore magnifico della Pontificia Università Urbaniana. Apertura dei lavori S. E. mons. Benoni Ambăruş arcivescovo di Matera-Irsina, vescovo di Tricarico, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, presidente di Caritas Italiana. Relazioni- Simone M. Varisco (Fondazione Migrantes): “Confini e frontiere: presentazione dell’edizione 2026”.
- Manuela De Marco (Caritas Italiana): “Principali dati dal Rapporto Immigrazione 2026”.
- Padre Giovanni La Manna (direttore Caritas diocesana di Trieste): “Essere Chiesa in frontiera”.
Con il contributo dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, sarà allestita una mostra dei disegni di Francesco Piobbichi, che costituiscono l’apparato iconografico del Rapporto.
Al termine dell'incontro sarà offerto un rinfresco.
Per gli operatori dei media che intendono essere presenti, È NECESSARIO accreditarsi presso la Sala stampa della Santa Sede, entro giovedì 15 ottobre 2026, seguendo le istruzioni della pagina linkata: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/accrediti/pubblico/accredito.html

Al Festival dell’Accoglienza di Torino, l’incontro “Sul confine dei diritti. Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo”
“Squilibrata”, longeva e multiculturale: un’Italia in movimento. Una ricerca di Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo
La pubblicazione, in uscita il 30 ottobre 2026, è il risultato di una ricerca che integra analisi statistiche e interviste biografiche (200 interviste: 100 giovani di 18-34 anni e i rispettivi nonni o nonne con cui i giovani hanno una relazione significativa). La prima parte ricostruisce quantitativamente il cambiamento demografico e sociale. La seconda dà voce a giovani e anziani, mettendo a confronto esperienze, bisogni, rappresentazioni dell’età e modi di vivere la fede.
Dalle biografie dei nonni e dei loro nipoti è emerso un quadro che Cristina Pasqualini, professoressa associata di Sociologia all’Università Cattolica di Milano e co-curatrice del volume, ha riassunto così: «Giovani e anziani riconoscono più libertà e possibilità rispetto al passato, ma ci ricordano anche quanto contino la stabilità e le relazioni. Nessuna generazione è migliore delle altre: ciascuna va compresa nel proprio tempo, ascoltando ciò che ha guadagnato e le difficoltà che incontra».
Qualche spunto
- Molte Italie demografiche. L’Italia non è semplicemente un Paese che invecchia: è un Paese nel quale il peso numerico delle generazioni si è rovesciato e nel quale immigrazione, genere e territorio producono molte “Italie demografiche” differenti, in cui le opportunità sono sempre più diseguali.
- Il divario generazionale non è solo numerico. I giovani sono meno numerosi, più poveri, più precari e più dipendenti dalla famiglia; gli anziani sono più protetti economicamente, ma maggiormente esposti alla solitudine, alla fragilità fisica e al bisogno di assistenza. La Generazione Z non ha meno possibilità dei nonni: ne ha molte di più, ma fatica maggiormente a trasformarle in un progetto di vita stabile. La libertà è cresciuta; la prevedibilità del futuro è diminuita.
- Un Paese in movimento, all’interno e verso l’esterno. La mobilità interna non è più soltanto la tradizionale migrazione degli italiani dal Sud verso il Nord. È un sistema complesso nel quale stranieri, italiani e nuovi italiani si spostano, si stabilizzano, invecchiano e ridisegnano la geografia sociale del Paese. L’Italia è, poi, contemporaneamente Paese di immigrazione, di emigrazione e di transito. La mobilità verso l’estero non segue più un unico modello: può essere fuga dei giovani, circolazione professionale, ritorno al Paese d’origine, riunificazione familiare o scelta residenziale nella pensione.
- La fede cambia, non scompare. La fede non scompare: semplicemente, passando dagli anziani ai giovani, cambia forma. I nonni trasmettono meno attraverso regole e insegnamenti e più attraverso la testimonianza, la memoria, i gesti e la relazione affettiva.
Dati più interessanti
- In quarant’anni il rapporto è passato da 52 anziani ogni 100 giovani a circa 140 anziani ogni 100 giovani.
- Gli over 65 rappresentano il 24,3% della popolazione italiana.
- I giovani di 18-34 anni sono diminuiti del 22,9% rispetto al 2002.
- Il 67,4% dei giovani di 18-34 anni vive ancora con i genitori.
- La povertà assoluta riguarda il 14% dei minori, contro il 5,4% dei 65-74enni.
- È povero il 43,7% dei minori stranieri, contro il 9,7% dei minori italiani.
- Nelle zone rurali del Mezzogiorno la popolazione giovanile è diminuita di oltre il 32%.
- Gli utenti regolari di Internet sono passati dal 24,9% all’84,5% in vent’anni.
- I giovani che si riconoscono nella religione cattolica sono scesi dal 56% al 33,7%.
- Prega ogni giorno il 44,4% degli anziani, contro il 14,4% dei giovani.
Ad Asti, il Festival dei Popoli 2026 riflette anche su “donne e politica”
Il programma completo del Festival.
Info: migrantes.asti@gmail.com
A Chiavari “continua” la Giornata mondiale del migranti e rifugiato
Giornata della memoria e dell’accoglienza: “Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle?”
Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes) in visita alle comunità dei cattolici italiani in Olanda
«Anche uno solo di questi bambini». La Giornata del migrante e del rifugiato a Villalba (RM)
(fonte: diocesitivoliepalestrina.it)
Comunicazione: “uno sguardo nuovo”. Leone XIV chiede di “prestare attenzione nell’era del clickbait”
(Generata con IA)[/caption] Libri, “Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale”. Una ricerca di Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo
👉 Per partecipare è richiesta la registrazione, entro il 5 ottobre 2026, scrivendo a segreteria@migrantes.it.
L’Italia contemporanea sta vivendo una delle più profonde trasformazioni della propria storia recente. L’invecchiamento della popolazione, la persistente denatalità, la crescente mobilità interna e internazionale, l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza, la diffusione di forme sempre più articolate di appartenenza culturale e territoriale e il progressivo allungamento della vita stanno modificando gli equilibri demografici, sociali e culturali del Paese. Comprendere tali trasformazioni significa interrogarsi non soltanto sui cambiamenti delle strutture sociali, ma anche sul modo in cui essi incidono sulle biografie individuali, sulle relazioni e sui legami che tengono insieme la società. (dall'Introduzione del volume).
Il programma
SALUTI ISTITUZIONALI- Sen. Graziano Delrio.
- Pierpaolo Felicolo, direttore generale Fondazione Migrantes.
- Giuseppe Fioroni, vicepresidente Istituto Toniolo.
- Francesco Maria Chelli, presidente ISTAT.
- “Il quadro demografico e sociale: generazioni a confronto” | Sabrina Prati, Istat.
- “La ricerca: metodo e differenze tra generazioni” | Cristina Pasqualini, Università Cattolica, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.
- “Risorse e fatiche delle età della vita” | Delfina Licata, Fondazione Migrantes.
- “I bisogni spirituali di giovani e anziani” | Fabio Introini, Università Cattolica, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.
- “Per un nuovo patto sociale tra le generazioni” | Anna Maria Tarantola, vicepresidente Fondazione Cecchettin, consigliere Fondazione EDUCatt, già VDG della Banca d’Italia e già presidente RAI.
- Elisabetta Soglio, Corriere della Sera - Buone Notizie.
Libri, “Tutti a casa”. Cosa accade quando l’accoglienza prende forma nelle case delle persone comuni?
- Magda Bolzoni, sociologa, lavora presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino. Si interessa di migrazioni, migrazioni forzate e diritto d’asilo e le sue ricerche affrontano temi di stratificazione socio-spaziale, disuguaglianze e trasformazioni urbane.
- Davide Donatiello, sociologo, lavora presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Ha svolto attività di ricerca su integrazione socio-economica degli immigrati, iniziative di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, sfruttamento della manodopera straniera nelle filiere agroalimentari, accesso ai servizi socio-sanitari di persone con background migratorio.
In libreria e sul sito Tau editrice: https://www.taueditrice.it/libro/tutti-a-casa/
Info: info@editricetau.com
La comunità srilankese di Roma ha accolto il card. Malcolm Ranjith e 50 sacerdoti in pellegrinaggio
GMMR 2026. A Palermo, i giovani protagonisti della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato
GMMR 2026. Diocesi Tivoli e di Palestrina, il 27 settembre a Villalba (RM) iniziativa su migranti e nuove generazioni
GMMR 2026. A Rieti, in scena il monologo “A casa loro”
“Approdo”. Come vivono gli italiani in Francia? Incontro con Marisa Fois
SABATO 26 SETTEMBRE | 16:00–18:00
Espace Bancel – 50 rue Bancel, 69007 Lyon.
Conferenza
Con Marisa Fois e Eleonora Voltolina.
Per le iscrizioni: https://forms.gle/s9qxn68dHVzkYMZU7
GMMR 2026, a Livorno una preghiera interconfessionale con le comunità straniere