Primo Piano

Speranze recluse. La “nuova normalità” del diritto d’asilo | “Migranti Press” 1 2026

19 Febbraio 2026 - Il primo numero del 2026 di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, propone in copertina lo sguardo lucido e preoccupato offerto dal Report 2025 sul diritto d’asilo: “Ciò che un tempo sarebbe apparso inaccettabile – respingimenti, accordi con regimi autoritari, esternalizzazione della protezione – diventa tollerato e persino auspicato. È la nuova normalità di un Nord America e di un’Europa sempre più chiuse, e di un mondo che sembra rassegnato alla crisi permanente”, scrivono Giovanni Godio e Mariacristina Molfetta. In evidenza, i due editoriali. In quello firmato dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, una riflessione e una prospettiva su un tema di grande attualità sociale e politica, spesso strumentalizzato anche a spese delle persone migranti: quale sicurezza cerchiamo? Nell’altro editoriale, che abbiamo già anticipato su migrantesonline, Massimo Faggioli – expat a lungo degli Stati Uniti e ora in Irlanda – ci regala una testimonianza personale sulla “sua” Minneapolis e sul perché proprio lì potrebbe essere esplosa per la prima volta la durezza della nuova ICE di Donald Trump. E ancora: Eleonora Voltolina, presentando un volume in uscita il 20 febbraio, racconta la vita, le speranze e le preoccupazioni di chi lascia l’Italia e costruisce una famiglia all’estero. Simone Varisco, commenta 4 studi di recente pubblicazione, per ragionare sul tema della paura e su come essa possa essere legata ai pregiudizi e alla (cattiva) comunicazione. Simone Sereni prima apre una finestra sull’applicazione dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali nell’accompagnamento di migranti e rifugiati, presentando due esperienze: Infocaminante e Sportellino; poi racconta la sua visita alla scuola di italiano del progetto “Sababu”, nel cuore di Torpignattara, a Roma Infine, oltre alla prima puntata della nuova rubrica curata dall’Osservatorio “Vie di fuga”, dedicata alle “Parole in fuga” – un glossario ragionato e incarnato sulle parole che accompagnano la quotidianità dei richiedenti asilo e dei rifugiati –, le nostre pagine fisse dedicate a leggi e giurisprudenza sui migranti, brevi notizie dal mondo della Fondazione Migrantes e alle segnalazioni culturali: libri, cinema, arte, etc.   Copertina Migranti Press 1 2026 rifugiati

Firenze, Centro La Pira: un incontro per andare “oltre i numeri” dell’immigrazione

19 Febbraio 2026 - Il 21 febbraio 2026, nella Sala Teatina del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira di Firenze, si terrà l’incontro pubblico “Oltre i numeri e i dati: Le politiche di accoglienza in Italia”, occasione in cui verrà declinato localmente il XXXIV Rapporto Immigrazione 2025 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, dedicato al tema “Giovani, testimoni di speranza”. L’evento si preannuncia come un momento prezioso per riportare al centro del dibattito pubblico una visione dell’immigrazione che superi la logica delle cifre e delle emergenze. Il focus sui giovani, scelto per il Rapporto 2025, invita a guardare all’accoglienza come a un investimento sociale e culturale, capace di generare futuro. In un contesto spesso polarizzato, un confronto aperto e plurale come quello proposto a Firenze offrirà l’occasione per restituire complessità, umanità e prospettiva a un tema che riguarda l’intera comunità. La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali di mons. Pierpaolo Felicolo (direttore generale Fondazione Migrantes), Alessandra Nardini (Assessora Regione Toscana), Susanna Cenni (Presidente ANCI Toscana) e Nicola Paulesu (Assessore Comune di Firenze). La presentazione della giornata sarà affidata a S. E. Mons. Mario Vaccari, vescovo di Massa Carrara-Pontremoli e delegato Caritas per la CET. A seguire, prenderanno la parola:
  • Simone Varisco (Fondazione Migrantes) – Presentazione del Rapporto Immigrazione 2025.
  • Simona Berhe (Università di Firenze) – Gli studenti internazionali in Italia, avanguardia di una società nuova.
  • Noris Morandi (Avvocata ASGI) – Gli ostacoli all’accoglienza alla luce dei recenti provvedimenti legislativi.
  • Marzio Mori (Direttore Caritas Firenze) – La situazione dell’immigrazione in Toscana.
Gli interventi programmati vedranno poi la partecipazione di:
  • Maria Orfeo (Consigliera Centro Internazionale Studenti G. La Pira).
  • Giacomo Anastasi (Sindaco di Petrosino e Associazione Centro Mediterraneo di Studi e Formazione La Pira di Pozzallo).
La mattinata si concluderà con la presentazione delle proposte di Caritas e Migrantes Toscana per migliorare l’accoglienza delle persone migranti e con le conclusioni affidate a S.E. Mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze e delegato Migrantes per la CET. A moderare l’incontro sarà Sara Vatteroni, direttrice Migrantes Toscana. Possibilità di seguire l’incontro anche in streaming: 👉 https://us06web.zoom.us/j/85820206492?pwd=27vsxLp2GmpgHCuSaZamyG2d8Bl6Fg.1 Firenze Centro La Pira Rapporto Immigrazione 2026

Quale sicurezza cerchiamo?

19 Febbraio 2026 - Dopo la morte di Abanoub Youssef, 18 anni, ucciso da una coltellata del compagno Zouhair Atif tra le mura di una scuola a La Spezia, la reazione del Governo è stata immediata. Subito l’annuncio di un “pacchetto sicurezza” – non il primo, peraltro – composto da un decreto, per le materie considerate di più urgente applicazione, e da un disegno di legge che, quindi, sarà sottoposto al vaglio preventivo del Parlamento. Una prima bozza, con provvedimenti molto restrittivi, è entrata presto in circolazione ed è stata abbondantemente commentata, non senza legittime preoccupazioni. In particolare, per la Fondazione Migrantes, quella per la speciale “attenzione” dedicata ai giovani con background migratorio e ai minori stranieri non accompagnati, considerando anche l’aria pesante che arriva da Oltreoceano. Per quanto riguarda il decreto, esso dovrebbe essere già stato emanato dal Consiglio dei ministri nel momento in cui leggerete questo articolo, anche in seguito ai gravi fatti di Torino. Una riflessione si impone. Perché il bisogno di sicurezza, ieri come oggi, richiede risposte razionali, non emotive né tarate esclusivamente sulla ricerca del consenso facile: che cosa vuol dire “sentirsi sicuri” e come lo si ottiene? Bisognerebbe intanto partire da dati oggettivi. Le statistiche rispetto ai reati verso cose e persone in Europa ci dicono che in Italia i crimini più gravi sono in costante diminuzione da anni e che siamo tra i Paesi più sicuri in Europa. Le statistiche, però, non sono l’unico riferimento. È indubbio che molte persone, soprattutto nelle grandi città, non si sentano tranquille a uscire di casa o ad attraversare gli spazi pubblici in zone di periferia o nei pressi delle stazioni. D’altra parte, abbiamo sempre più giovani che ci dicono che le città non sono più pensate per loro, che gli spazi di aggregazione pubblica sono sempre di meno e che l’unica possibilità spesso è quella di ritrovarsi nei centri commerciali o all’aperto vicino a locali dove si vendono alcolici. Tra i giovani, inoltre, è vero, sta aumentando la pratica di avere e usare armi da fuoco o coltelli. Sanzionare duramente chi le porti e ne faccia uso, non solo tra i giovani, è persino ovvio; ma l’ipotesi di abbassare l’età punibile dai 14 ai 12 anni, di aumentare le pene detentive per loro e pecuniarie per i genitori o chi ne fa le veci non può essere l’unica risposta. Non sarà, in particolare, aumentando le pene pecuniarie per i tutori dei minori non accompagnati – che, ricordiamolo, sono un tassello prezioso in una comunità civile che dovrebbe educare prima di controllare e punire – che ci sentiremo più sicuri. Perché proprio quando abbiamo bisogno di più adulti attenti che facciano un pezzo di strada con questi minori è illogico spaventarli con la minaccia di multe salate per i comportamenti illeciti dei giovani che potrebbero essere loro affidati. Insomma, per evitare di continuare a spendere solo nelle “punizioni” serve investire nel costruire “relazioni”: offrire spazi – ad esempio, oratori e scuole aperte e presidiate da figure educative anche fuori dall’orario di lezione –, aprire dibattiti e non processi o gogne buone per i dati di ascolto in Tv o per qualche click sui social. Serve un potenziamento dei servizi sociali e dei percorsi di formazioni, anche per il personale scolastico. Servono ovviamente delle possibilità effettive di realizzazione per tutti i giovani. E gli studi che facciamo sulla mobilità umana, da e verso l’Italia, ce lo rammentano da tanti anni. È importante che si affrontino le questioni di ordine pubblico come pure il disagio dei minori, ma la repressione e la punizione non daranno né ai giovani né agli adulti la vera sicurezza che cerchiamo tutti: quella di “un bimbo svezzato in braccio a sua madre” (Sal 131). (mons. Pierpaolo Felicolo - "Migranti Press" 1 2026) [caption id="attachment_71892" align="aligncenter" width="520"]Lucchetto Sicurezza (foto: Unsplash/Stephen Harlan)[/caption]

Ramadan 2026, i musulmani (Ucoii) scrivono al card. Zuppi: “Una coincidenza provvidenziale”

18 Febbraio 2026 - Quest’anno il Ramadan coincide con la Quaresima cristiana, creando “un’occasione unica di dialogo interreligioso. Il presidente dell’Ucoii Yassine Baradai ha inviato una lettera personale al cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, per sottolineare “la straordinaria convergenza tra il digiuno islamico e quello cristiano”. “Una coincidenza provvidenziale”, scrive Baradai nella lettera al card. Zuppi”. “Mentre i musulmani digiunano per il Ramadan e i cristiani per la Quaresima, possiamo scoprire che le nostre tradizioni parlano la stessa lingua: quella della misericordia, della preghiera e della carità. Digiuniamo fianco a fianco per la stessa umanità”. (fonte: M.C.B/SIR) [caption id="attachment_71854" align="aligncenter" width="1024"]ramadan (Foto Siciliani-Gennari/SIR)[/caption]

A 10 anni dalla Messa di papa Francesco al confine tra Messico e Stati Uniti

18 Febbraio 2026 - "Qui a Ciudad Juárez, come in altre zone di frontiera, si concentrano migliaia di migranti dell’America Centrale e di altri Paesi, senza dimenticare tanti messicani che pure cercano di passare 'dall’altra parte'. Un passaggio, un cammino carico di terribili ingiustizie: schiavizzati, sequestrati, soggetti ad estorsione, molti nostri fratelli sono oggetto di commercio del traffico umano, della tratta di persone". Dieci anni fa papa Francesco celebrava la Messa a Ciudad Juàrez, al confine tra Messico e Stati Uniti. In quella "città duramente piagata dalla violenza dei narcos e dai traffici di persone - scrive Fausto Gasparroni, allora vaticanista dell'agenzia Ansa - il Pontefice mise l’accento sulla tragedia delle masse di migranti ‘latinos’ che premono alla frontiera Usa: una frontiera da tempo sbarrata da una rete metallica, uno dei 'muri' del mondo attuale, simbolo di divisione e di esclusione. È questo che il Papa volle sottolineare col suo gesto altamente emblematico sulle rive del Rio Grande: arrivando in ‘papamobile’ nell’area fieristica dove poi avrebbe celebrato la messa, ultimo atto del suo intenso viaggio in Messico (12-18 febbraio 2016), il Papa sostò proprio davanti alla rete posta al confine, parlò alle persone sull’altro lato, nel territorio della texana El Paso, benedisse e mostrò vicinanza alla sorte di migranti che, anche una volta riusciti a superare l’agognata frontiera, vivevano in situazioni di povertà e precarietà".

La comunità polacca ha ospitato il primo incontro 2026 dei Coordinatori etnici nazionali in Italia

18 Febbraio 2026 - Il primo incontro del 2026 dei Coordinatori nazionali etnici in Italia si è tenuto a Roma presso la Chiesa di San Stanislao dei polacchi, a via delle Botteghe Oscure, alla presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Prosegue, dunque, una modalità sperimentata con soddisfazione nelle occasioni precedenti: a rotazione ogni coordinatore ospita i confratelli nella propria comunità di riferimento. Dopo una breve presentazione della Chiesa da parte di mons. Jan Antoni Glowczyk - coordinatore dei cattolici polacchi in Italia -, i presenti hanno recitato l’ora media. Successivamente, nell’aula Giovanni Paolo II, don Glowczyk ha offerto ai presenti alcuni cenni storici sulla sala e sull’hospice; e sulle numerose visite di san Giovanni Paolo II da cardinale prima, circa 82, e poi come Papa, almeno 3. Ha parlato anche della presenza dei cattolici polacchi a Roma ed in Italia fin dal 1500. Guidato da mons. Felicolo, l'incontro è poi proseguito con alcune considerazioni sui frutti del Giubileo dei migranti e sui rapporti tra coordinatori e Uffici Migrantes a livello diocesano e regionale. Si è sottolineata l'opportunità che i coordinatori si documentino costantemente sugli eventi politici e legislativi che riguardano i migranti in Italia. Coordinatori etnici 2026 Polacchi

A Taranto, chi accoglie e chi è accolto “cammina insieme sulla stessa riva”

17 Febbraio 2026 - Il 13 febbraio 2026, nell'Aula Magna del Liceo “Aristosseno” di Taranto, si è svolto l’annuale convegno della Migrantes diocesana, dal titolo “Camminiamo insieme sulla stessa riva”. Nel pubblico anche gli alunni di alcune classi liceali che partecipano al progetto “Oltre la frontiera. L’accoglienza dei migranti”. Prima delle relazioni in programma dei prof. Stefano Vinci e del prof. Maurizio Fozio, entrambi docenti dell'Università degli studi di Bari, ha preso la parola anche l’arcivescovo di Taranto, S.E. monsignor Ciro Miniero, che ha richiamato alla necessità di un’accoglienza fraterna rivolgendosi soprattutto ai giovani, e ha bollato anche lo spiritualismo disincarnato, distaccato dalle concrete necessità umane. Molto significative le testimonianze di due migranti. Mohamed, cittadino marocchino di 34 anni che da 3 anni vive a Taranto, ha rivissuto le peripezie per lasciare la sua terra, dove conduceva una vita senza prospettive, per costruirsi un futuro diverso. Il racconto delle sue vicissitudini, soprattutto in Libia, ha emozionato tutti. Per 11 mesi Mohamed ha dovuto lottare con scafisti che gli promettevano la partenza, pretendendo denaro, e poi lo abbandonavano, ma soprattutto ha conosciuto la durezza del carcere libico, i colpi di bastone sul suo corpo (e qui la sua voce si è incrinata), la sporcizia e la scarsità di cibo. Una volta uscito dal carcere, dopo l'arrivo a Lampedusa, la sua rinascita è cominciata al Centro Migrantes della parrocchia “Madonna delle Grazie”, dove dice “di aver trovato una seconda famiglia”. Da alcuni mesi il giovane lavora in un ristorante di Taranto con un contratto regolare e vive in una piccola casa per conto suo. Ora è ben integrato, ma sicuramente continuerà ad impegnarsi per realizzare i suoi sogni. Un altro giovane, Kassoum, prendendo la parola non ha voluto rivelare il suo Paese di origine. Ormai si ritiene “del mondo” e così definisce anche i migranti che trovano sostegno nel Centro da lui creato e diretto. Fuggito una decina di anni fa dal suo Paese in Africa, lui per primo ha trovato aiuto presso il Centro Migrantes della parrocchia “Madonna delle Grazie”. Un sostegno che gli ha consentito anche di far giungere in Italia il figlio, diplomatosi al Liceo Aristosseno e ora studente universitario a Roma. (don Giuseppe Calamo) Migrantes Taranto

Sono poco più di 17 mila i minori non accompagnati in Italia. Il nuovo Rapporto semestrale

17 Febbraio 2026 - I minori stranieri non accompagnati (MSNA) censiti in Italia al 31 dicembre 2025 sono 17.011, sono in maggioranza maschi (88,6%) e hanno per la maggior parte 17 (58,5%) e 16 (20,3%) anni; arrivano soprattutto da Egitto (30,3%), Ucraina (17,4%), Bangladesh (10%) e Gambia (6,6%), mentre le Regioni che ne accolgono di più sono la Sicilia (22%), la Lombardia (13,5%), la Campania (11,5%) e l'Emilia-Romagna (7,5%). Sono alcuni dei dati raccolti nel nuovo Rapporto di approfondimento semestrale sulla presenza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, pubblicato dalla Direzione Generale per le politiche migratorie e per l'inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Rapporto monitora le presenze, le caratteristiche e l'accoglienza dei minori soli, dando conto anche di nuovi arrivi e allontanamenti, richieste di protezione internazionale, indagini familiari nei Paesi di origine e pareri sulla conversione dei permessi di soggiorno alla maggiore età. Illustra, inoltre, le novità procedurali e normative italiane e internazionali e misure per l'inserimento socio-lavorativo come i progetti "Percorsi" e "PUOI PLUS". I contributi di Unhcr, Unicef, Oim, Rete Sai e Tavolo Minori Migranti approfondiscono particolari aspetti del fenomeno dei MSNA. Ad aprire il Rapporto sono alcune testimonianze di ex minori soli, accolti in Italia e accompagnati verso l'autonomia: un modo per dare voce ai tanti altri giovani "in viaggio" che si celano dietro dati, analisi e norme. (fonte: integrazionemigranti.gov.it)   Rapporto Msna 2025

Fare figli all’estero è più facile? Un nuovo volume della Fondazione Migrantes con Tau editrice

16 Febbraio 2026 - Negli ultimi vent’anni oltre 1 milione 700mila italiani si sono iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero; nello stesso periodo i rimpatri sono stati la metà. 123mila persone sono partite nel corso del solo 2024, di cui15mila minorenni – bambini e ragazzi a seguito delle loro famiglie. Inoltre, almeno 25 mila nuovi piccoli italiani (il numero è purtroppo incerto) nascono ogni anno in giro per il mondo: sono soprattutto figli di persone recentemente espatriate. Bastano questi numeri per far capire l’enorme raggio d’azione di Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, in uscita il 20 febbraio nella collana “Quaderni Migrantes” della Tau editrice, realizzata con la Fondazione Migrantes. In questo libro la giornalista Eleonora Voltolina raccoglie le storie di tanti genitori italiani all’estero: Erika, che si è lasciata alle spalle Torino per l’Australia, e racconta che il marito va a fare surf sull’oceano ogni mattina prima di andare in ufficio; ma anche che soffre perché suo padre, non potendo prendere l’aereo, in dodici anni non è mai potuto andare a trovarla. Francesco, che dopo aver vissuto in mezzo mondo si è innamorato di una donna greca, e adesso vive a Londra con lei e un figlio che a quattro anni parla già fluentemente tre lingue. Giulia, che è partita con il suo compagno dall’Emilia Romagna, ha avuto il primo figlio in Danimarca e la seconda in Portogallo, e racconta le due esperienze molto diverse anche per il diverso approccio culturale alla maternità. Oltre trenta istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza alla sterminata varietà di queste situazioni: «Famiglie che vivono dall’altra parte del mondo, e che per tornare in Italia si devono fare trenta ore di volo, e famiglie che vivono giusto al di là del confine. Famiglie tradizionali, famiglie allargate e ricomposte, famiglie monogenitoriali, famiglie arcobaleno». Le storie sono intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Migrantes che ogni anno pubblica il Rapporto Italiani nel Mondo: nell’edizione 2025, uscita lo scorso novembre, un saggio dava un piccolo assaggio dei risultati. Crescere Expat Voltolina Nella prefazione di Crescere expat, Maria Chiara Prodi – segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e a sua volta mamma italiana di stanza a Parigi – sottolinea come sia importante «tenere insieme dati aggregati e intimità delle esperienze», andando a ricercare anche «alcuni “universali”, necessari per costruire finalmente delle autostrade di senso in cui ritrovarci e riconoscerci». «Le comunità delle cittadine e dei cittadini italiani che risiedono all’estero sono e devono essere considerate come parte dinamica, attiva e imprescindibile dell’Italia» scrive nella postfazione mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes: «Per questo le famiglie vanno tutelate, ascoltate, rese partecipi. Come fa questo libro», disegnando un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia” e toccando molti temi. Alcuni già spesso discussi, come l’integrazione e la costruzione di identità “multinazionali”, il costo dei figli e il sostegno statale, l’importanza e complessità di non dimenticare l’italiano, o la diversità nei sistemi e nei calendari scolastici. Altri ancora poco esplorati, come il rapporto con i nonni. Perché la decisione di vivere all’estero ha anche un impatto sulle famiglie d’origine, e rende più complessa la costruzione dei legami intergenerazionali. La stessa Voltolina, che dal 2020 è residente in Svizzera con la sua famiglia, confida che il trasferimento ha comportato la «necessità di pianificare meglio e con più cura le occasioni di contatto tra nonni italiani e nipote transfuga, e contrastare la malinconia dell’accresciuta distanza». Per la ricerca Voltolina ha trovato una «formidabile alleata» nella ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. «Da tempo studiamo le famiglie italiane in mobilità, e desideravamo uno studio sistematico, una ricerca che le mettesse al centro della riflessione: sia quelle nate a seguito di una esperienza migratoria, sia quelle che avviano progetti di mobilità» afferma Licata: «Analizzare l’Italia fuori dell’Italia dalla prospettiva della famiglia significa, oggi, per il nostro Paese, capire quanto il processo di mobilità nell’epoca della migrazione sia parte integrante della nostra storia e del nostro presente, delle nostre storie e dei nostri territori». Il libro, disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo sia in versione ebook per permetterne la lettura anche a quei tantissimi expat che vivono in posti dove i libri in italiano non arrivano, racchiude «storie singole che diventano universali» scrive Voltolina: «Quasi tutti gli italiani all’estero hanno voglia di interagire con l’Italia, creare vasi comunicanti – anche perché le loro vite sono letteralmente costruite sul confine. Molte volte è difficile. Ma qualche volta qualche idea, qualche storia, qualche esperienza riesce a forare il muro di gomma. La speranza è che questo libro rappresenti una di quelle volte». In un momento di inverno demografico, con le nascite in caduta libera, è più che mai interessante chiedersi se all’estero sia più facile fare famiglia rispetto all’Italia, e tracciare un confronto tra le politiche di sostegno alle famiglie. Nell’ultimo capitolo del libro sono racchiusi anche spunti e proposte dei genitori expat che, se implementati, potrebbero aiutare l’Italia a ridiventare un Paese in cui i giovani non abbiano paura di mettere su famiglia.

Eleonora Voltolina, Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Tau editrice, 228 pagine.

In libreria dal 20 febbraio 2026.

Sul sito Tau editrice (carta): https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/

Solo versione ebook: https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/


ℹ️ Per informazioni:

“Europa deserta e obsoleta: quali opportunità lavorative servono ai giovani per non fuggire dai loro Paesi?”. Un seminario a Firenze

16 Febbraio 2026 - Ha preso il via il 16 febbraio, a Firenze, tra Palazzo Medici Riccardi e Grand Hotel Adriatico, un seminario internazionale di studi europei sul tema: "Europa deserta e obsoleta: quali opportunità lavorative servono ai giovani per non fuggire dai loro Paesi?". Istituzioni e sindacati internazionali si incontrano per definire strategie concrete a sostegno dei giovani e dei territori. L’evento è organizzato da Eza (Centro europeo per le questioni del lavoro), sotto gli auspici dell’Unione Europea, con la collaborazione di Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori), Efal (Ente Formazione e Addestramento Lavoratori), Uso (Unión Sindical Obrera) e patrocinato dalla Città Metropolitana di Firenze. In particolare, martedì 17 febbraio presso il Grand Hotel Adriatico dalle ore 11.30, è in programma un panel dal titolo "Quando i giovani italiani lasciano il Paese: cause e dinamiche sociali", animato dagli interventi di Delfina Licata (sociologa, Fondazione Migrantes) e Lanfranco Senn, (professore emerito di Economia regionale).

🔗 Il programma completo.

  Firenze Eza

Roma, cresime e comunioni al Circo “Rony Roller”

14 Febbraio 2026 - Mercoledì 11 febbraio è stata una giornata di festa al Circo Rony Roller di Roma. I componenti della nuova generazione del circo di Edoardo Vassallo hanno ricevuto la Comunione e la Cresima dal card. Konrad Krajewsky, elemosiniere del Santo Padre. Presenta anche mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes-CEI). Accompagnati dalla Piccola sorella di Gesù, suor Geneviève Jeanningros, i giovani che hanno ricevuto i Sacramenti sono Megan, Eddy e Mark Vassallo, Aris Martini, Nicolas Picard, Dafne Catena, Mattia Alessio e Sofia Bruni-Vassallo.

“Cristiani per l’Europa”. L’appello dei vescovi di Francia, Germania, Italia e Polonia

13 Febbraio 2026 - "Viviamo in un mondo lacerato e polarizzato da guerre e violenza. Molti nostri concittadini sono angosciati e disorientati. L’ordine internazionale è minacciato. In questa situazione, l’Europa deve riscoprire la sua anima per poter offrire al mondo intero il suo indispensabile apporto al 'bene comune'. Potremo farlo riflettendo su ciò che ha contribuito a fondare l’Europa". Questo è il cuore dell'appello "Cristiani per l'Europa. La forza della speranza", firmato dal card. Jean-Marc Aveline (arcivescovo di Marsiglia, presidente della Conferenza episcopale francese), dal card. Matteo Maria Zuppi (arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza episcopale italiana), da mons. Georg Bätzing (vescovo di Limburgo, presidente della Conferenza episcopale tedesca) e da mons. Tadeusz Wojda (arcivescovo di Danzica, presidente della Conferenza episcopale polacca). Prendendo atto che il "quadro internazionale sta morendo e uno nuovo deve ancora nascere", i 4 presuli ricordano che all'indomani delle Seconda guerra mondiale "molti laici cattolici hanno concepito, con determinazione, l’Europa come una casa comune e si sono impegnati a sviluppare un nuovo quadro internazionale, in particolare attraverso la creazione delle Nazioni Unite. L’obiettivo era la realizzazione di una società riconciliata, concepita come punto di convergenza e garanzia del rispetto reciproco delle specificità, un baluardo di libertà, uguaglianza e pace". Ricordando anche che "l’Europa non può essere ridotta a un mercato economico e finanziario", l'appello sottolinea come "la generazione fondatrice dell’Europa" fosse bene in guardia "dalla tentazione dei regimi totalitari che si nutrono del nazionalismo per perseguire obiettivi egemonici, il cui esito non può essere che la guerra". Per questo "l’Europa è chiamata a ricercare alleanze che gettino le basi per un’autentica solidarietà tra i popoli" e, in questo scenario, "in nome della loro fede, i cristiani sono chiamati a condividere con tutti gli abitanti del continente europeo la loro speranza di una fraternità universale".   Cristiani per l'Europa

“Ddl immigrazione”, mons. Perego a Vatican News: “Tutela prima i confini e poi le persone”

13 Febbraio 2026 - Il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, S.E. mons. Gian Carlo Perego, ha commentato su Vatican News il testo del cosiddetto "ddl immigrazione", inviato dal Consiglio dei ministri alla valutazione del Parlamento. Il principio di fondo di questo, e anche degli altri decreti sicurezza in materia di migrazione, “è prima i confini e poi le persone, prima la tutela dei confini e poi la tutela delle persone”. Monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, commenta il via libera in Italia, ieri, da parte del Consiglio dei ministri, al disegno di legge sull’immigrazione. 17 articoli che riguardano nuove misure e disposizioni per l’attuazione del Patto Ue sulla Migrazione e l’asilo, ma che di fatto sono in piena “contraddizione con l'articolo dieci della Costituzione che dice che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica”. [...]

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A Reggio Emilia un evento ecumenico itinerante contro la tratta

12 Febbraio 2026 - La dodicesima Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone ha avuto come tema “La pace comincia con la dignità - Un appello per porre fine alla tratta di esseri umani”. Secondo i dati delle Nazioni Unite, le persone vittime della tratta nel mondo sono circa 27 milioni, in prevalenza donne, minori, migranti, persone costrette alla fuga. È un fenomeno complesso, drammatico, che va dallo sfruttamento sessuale alla servitù domestica, dal matrimonio al lavoro forzati e trova oggi nuove modalità di sfruttamento online. Domenica 15 febbraio, alle ore 15.30, a Cella (RE), è in programma un evento ecumenico itinerante promosso dall'Ufficio per la pastorale dei migranti della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla con l'associazione Rabbunì, la parrocchia ortodossa rumena “San Spiridione” di Reggio Emilia e Zoe Pentecostal Mission di Reggio Emilia. Durante il breve percorso ci si fermerà in alcuni luoghi simbolici, con alcune riflessioni guidate da Mariacristina Molfetta, curatrice del Report annuale "Il diritto d’asilo" della Fondazione Migrantes, e tra le ideatrici una graphic novel, dal titolo Quattro pezzi da 20, un futuro oltre la tratta (Tau editrice/Fondazione Migrantes), pensata per sensibilizzare le scuole e i giovani su un tema drammatico e poco conosciuto. Quattro pezzi da 20 graphic novel tratta

Cosa prevede il “ddl immigrazione” del governo?

12 Febbraio 2026 - L’ennesima “stretta” del governo sull’immigrazione assume la forma di un disegno di legge e non di un decreto. Quindi le norme non entrano immediatamente in vigore ma dovranno prima essere approvate dal Parlamento. L’esecutivo, comunque, fa sapere che chiederà le procedure più rapide consentite dai regolamenti delle Camere. Il testo varato dal Consiglio dei ministri è ancora più restrittivo di quanto si prevedesse alla vigilia e comprende un’“ampia delega” al governo per l’attuazione dei recenti provvedimenti europei in materia (più restrittivi anch’essi). Vediamo in sintesi i punti principali del ddl così come li sintetizza il comunicato di Palazzo Chigi che, sia pure tra virgolette, parla esplicitamente di “blocco navale”. In primo piano una “strategia di difesa dei confini” e requisiti “più stringenti” per la concessione della “protezione complementare” e per i ricongiungimenti familiari.
  • Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali: il ddl definisce “procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”.
  • Disciplina del trattenimento: il ddl regola “in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione”.
  • Espulsione giudiziale: il ddl amplia “le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero” e prevede “una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti”.
  • Monitoraggio delle frontiere esterne: il ddl istituisce “un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee per il controllo dei confini marittimi e terrestri”.
  • Procedura di rimpatrio alla frontiera: il ddl “introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate”.
  • Protezione complementare: il ddl si propone di “evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari”. A questo scopo specifica che “l’accertamento deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente”.
  • Ricongiungimenti familiari: qui il ddl delega al governo la definizione dei criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, “al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine”.
  • Accoglienza e revoca delle misure: il ddl stabilisce che le prestazioni di accoglienza vengano condizionate “all’effettiva permanenza del richiedente nel centro assegnato”. Allo stesso tempo “la violazione delle regole di convivenza o la disponibilità di mezzi economici sufficienti comporteranno la revoca immediata o l’obbligo di rifusione dei costi sostenuti dallo Stato”.
  • Sanzioni e controlli: il ddl inasprisce “le sanzioni per l’inosservanza degli ordini di allontanamento” e rafforza “i poteri di accertamento della polizia giudiziaria per l’identificazione di chi occulta la propria identità o nazionalità”. (Stefano De Martis/SIR)

Torino: “La conversione ecologica dalle mille opportunità”

12 Febbraio 2026 - Casacomune insieme a CNCA e Fondazione Migrantes, hanno proposto a Torino due giornate per riflettere sulle connessioni che ci sono tra tutte le cose e sulle opportunità che queste offrono per la vita degli umani, degli animali, dei vegetali, presenti nell’ambiente naturale che ci circonda e di cui facciamo parte. Le trasformazioni ambientali non sono mai “solo” un problema ecologico: generano disuguaglianze, alimentano conflitti, aggravano malattie, aumentano stress, insicurezza alimentare, migrazioni forzate, precarietà abitativa, violenze e forme di esclusione più in generale. Nella giornata conclusiva, 13 febbraio 2026, dalle ore 11.30 è previsto anche l'intervento di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, in una sessione dal titolo "Dalla Laudato si' alla Laudato qui",  condotto da Luigi Ciotti (Gruppo Abele, Libera e Casacomune) e con Maria Chiara Giorda, storica delle religioni Università Roma Tre. Casa Comune Ecologia Torino 2026

A Parma di discute di diritto d’asilo con il report 2025 della Fondazione Migrantes

12 Febbraio 2026 - Sabato 14 febbraio, dalle ore 11, Parma ospiterà un momento di riflessione e approfondimento presso i Missionari Saveriani (viale San Martino, 8) per la presentazione del volume "Il Diritto d'Asilo – Report 2025" della Fondazione Migrantes. L'evento, organizzato da CIAC in collaborazione con la Fondazione Migrantes, mette al centro il tema cruciale delle "speranze recluse", sottotitolo della IX edizione del Report. Dopo i saluti del direttore dell'Ufficio della pastorale per i migranti della diocesi di Parma, Nicola Colasuonno, intervengono:
  • Mariacristina Molfetta, curatrice del Report (Fondazione Migrantes).
  • Maurizio Veglio, avvocato (ASGI).
  • Michele Rossi, direttore Ciac.
Modera l'incontro Chiara Marchetti (Ciac), curatrice del Report. Report 2025 Parma  

Nuove norme Ue su diritto d’asilo. Il commento del card. Zuppi e l’analisi del Tavolo asilo e immigrazione

11 Febbraio 2026 - “C’è sicurezza quando c’è accoglienza”. Così il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha risposto oggi - come riporta l'agenzia SIR - alle domande dei giornalisti sul via libera del Parlamento europeo e della Commissione europea alla lista dei Paesi sicuri di provenienza dei migranti e agli hub esterni, temi contenuti anche nel disegno di legge che sarà oggi pomeriggio all’esame del Consiglio dei ministri, che prevede disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo. “C’è la necessità della gestione di un fenomeno epocale, gigantesco anche per i numeri, per quello che comporta, e quindi bisogna saperlo gestire insieme – ha affermato il card. Zuppi –. Molte volte non si è gestito, si è soltanto subìto. Bisogna gestirlo guardando avanti, al futuro, mettendo al centro la persona, coniugando la sicurezza con l’accoglienza. Crediamo che le due dimensioni siano complementari”. Sulle novità provenienti dal Parlamento europeo si espresso anche il Tavolo asilo e immigrazione (Tai), che riunisce oltre 40 organizzazioni e associazioni che si occupano dei diritti dei rifugiati e richiedenti asilo: "Si tratta di un passaggio politico di estrema rilevanza - si legge in un comunicato stampa -, che segna un ulteriore e preoccupante arretramento delle garanzie previste per le persone che chiedono protezione internazionale nell’Unione europea. Le modifiche approvate rafforzano un’impostazione che svuota progressivamente il diritto d’asilo della sua dimensione individuale, sostituendo l’esame effettivo delle singole storie con presunzioni di sicurezza, automatismi e procedure accelerate". Le organizzazioni aderenti al Tai esprimono pertanto forte preoccupazione per un’evoluzione normativa "che mette a rischio il cuore del diritto d’asilo nell’Unione europea"; e chiedono "alle istituzioni europee e nazionali di fermare questo processo di smantellamento delle garanzie, di rispettare gli obblighi internazionali e di rimettere al centro la tutela dei diritti fondamentali delle persone in cerca di protezione".

“Camminiamo insieme sulla stessa riva”. A Taranto il convegno diocesano della Migrantes

11 Febbraio 2026 - L'Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Taranto ha organizzato il 12 febbraio a partire dalla ore 10 l'annuale convegno diocesano, dal titolo "Camminiamo insieme sulla stessa riva", presso l'Aula Magna del Liceo Ginnasio statale "Aristosseno" della città pugliese. Sono previsti i seguenti interventi:
  • Rita Frunzio, dirigente scolastica del Liceo "Aristosseno"
  • S.E. mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto.
  • Stefano Vinci, docente di Storia del Diritto Medievale e Moderno (Università degli Studi di Bari "Aldo Moro").
  • Maurizio Sozio, docente di Filosofia del Diritto (Università degli Studi di Bari "Aldo Moro").
  • don Giuseppe Calamo, parroco della Madonna delle Grazie a Taranto.
Migrantes Taranto

Spettacolo viaggiante: si è riunita a Roma la Commissione nazionale della Fondazione Migrantes

10 Febbraio 2026 - Si è riunita a Roma per la prima volta nel 2026, presso la sede della Fondazione Migrantes, la Commissione nazionale degli operatori pastorali impegnati nelle varie realtà dello spettacolo viaggiante (come circensi, fieranti e lunaparkisti). Per la prima volta hanno partecipato all'incontro, presieduto dal direttore generale della Fondazione Migrantes e moderato da don Mirko Dalla Torre, anche rappresentanti del mondo dei gruppi folcloristici e delle tradizioni popolari, delle bande musicali e degli artisti del gessetto, i "madonnari". Dopo un momento di ascolto della Parola - il vangelo delle nozze di Cana (Gv 2,11) - e di condivisione delle risonanze, il primo punto all'ordine del giorno è stata la verifica delle giornate giubilari dello Spettacolo Popolare (maggio 2025). Nonostante alcune iniziali difficoltà - dovute anche alla morte di papa Francesco - sono stati entusiasmo e gratitudine il vissuto riportato dai rappresentanti di tutte le realtà che hanno partecipato al Giubileo, organizzato dal Dicastero per lo Sviluppo umano e integrale della Santa Sede, con il supporto della Fondazione Migrantes. L'esperienza vissuta, oltre a suggerire l'allargamento degli inviti alla Commissione, ha aperto la possibilità di una prossima occasione di incontro. Nel corso della mattinata sono stati anche presentati i risultati di un questionario indirizzato a tutte le diocesi italiane, per avere informazioni dalle chiese locali sul settore dello spettacolo viaggiante, dal punto di vista pastorale e sociale dopo il periodo Covid e il Giubileo appena trascorso; e quelli del progetto di scolarizzazione dei "ragazzi del Viaggio" - figlie e figlie delle famiglie dello spettacolo viaggiante - voluto e sostenuto dalla Fondazione Migrantes. Entrambe le presentazioni sono state anche uno stimolo per gli interventi dei rappresentanti presenti sulle situazioni territoriali specifiche. L'incontro si è concluso con un momento di preghiera in cui si sono ricordati tutti i defunti dell'anno 2025 del mondo dello spettacolo viaggiante - con un pensiero particolare al 26enne circense Christián Quezada Vasquez, morto durante un'esibizione il 21 novembre scorso - e i 10, tra ragazzi e ragazze, che l'11 febbraio riceveranno i sacramenti a Roma dopo un percorso di catechesi pensato per loro.