Primo Piano

Roma, il 20 e il 21 giugno alla Casa del Cinema torna “S-Cambiamo il mondo”

15 Giugno 2026 - Torna a Roma, alla Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni 1, ingresso gratuito fino a esaurimento posti), "S-Cambiamo il mondo" la rassegna cinematografica, giunta alla IX edizione, organizzata dall’associazione Dun, che si dedica da anni alle cure psicologiche ai migranti e ai rifugiati con un metodo che intreccia di continuo la Cura alla Creatività. Questa edizione è intitolata "Affetti in scena. Pace e culture". "S-Cambiamo il Mondo" valorizza l’importanza della conoscenza di altri orizzonti culturali e del fenomeno della migrazione come simbolo di contaminazione feconda tra i popoli. In questo momento storico l’arte cinematografica può trasmettere un messaggio determinante nel contrastare: il razzismo, la violenza di genere, quella inflitta all’infanzia e ai soggetti vulnerabili, le disuguaglianze, lo sfruttamento e il traffico di esseri umani. Il cinema impegnato può opporsi attivamente alle guerre, ai genocidi, all’orrore dello sterminio a cui stiamo assistendo. Il grande cinema valorizza la fraternità, la solidarietà, l’empatia, stimola la riflessione critica, l’elaborazione psicologica per generare nuove visioni del mondo, nuove azioni nel rispetto assoluto dell’Altro. "S-Cambiamo il Mondo" vuole promuovere l’incontro e il dialogo, suscitando emozioni e stimolando cambiamenti e trasformazioni positive nel proprio modo di sentire, pensare, immaginare. Lo fa attraverso il cinema, la musica e la valorizzazione dell’espressione creativa che da oltre un decennio anima con passione i Laboratori multietnici di Dun. Accanto alle proiezioni cinematografiche verranno ospitate personalità della cultura, dello spettacolo, insieme a chi è in prima linea nella difesa dei Diritti umani come Fondazione Migrantes e Amnesty International Italia. Si comincia sabato 20 dalle ore 15 (Sala Cinema verde) con la presentazione dell'edizione di quest'anno con Barbara Massimilla (psicoanalista Aipa, presidente Dun, direttrice artistica), Roberta Perri (psicoanalista, presidente Aipa), Alessandro Generoso (socio Dun, psicoanalista Aipa) e Valerio Colangeli (socio Dun, psicoanalista Aipa).

Scopri il programma completo della due giorni.

S-Cambiamo il MOndo

G7, l’appello delle Chiese cattoliche: “Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana”

15 Giugno 2026 - "In occasione del Vertice del G7 che nel 2026 si riunisce in Francia, noi, Presidenti delle Conferenze Episcopali dei Paesi membri del G7, con il sostegno del Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, rivolgiamo ai Capi di Stato e di Governo un messaggio comune ispirato dal Vangelo e dalla dottrina sociale della Chiesa". Inizia così il testo dell'appello, in 4 punti, reso noto venerdì 12 giugno. Di fronte ai conflitti armati, alle fratture geopolitiche, alle disuguaglianze crescenti, alle sfide climatiche e ai mutamenti tecnologici, i vescovi ricordano "che il fondamento dell’azione politica ed economica deve essere sempre la dignità di ogni persona umana". I firmatari chiedono agli Stati del G7 "di riaffermare il loro impegno a favore del multilateralismo, del rispetto del diritto internazionale e della ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. In un mondo segnato dalla guerra e dall’instabilità, è più che mai necessario consolidare le istituzioni internazionali, tutelare le popolazioni civili e promuovere i diritti fondamentali, in particolare la libertà religiosa e la dignità delle persone più vulnerabili". Essi invitano inoltre i Paesi del G7 "a riportare la persona umana al centro dello sviluppo e della solidarietà internazionale e chiediamo un ascolto reciproco più attento tra i popoli"; e, "di fronte al rapido sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale", sottolineano "l’urgenza di una governance etica, trasparente e democratica, che garantisca che tali innovazioni rimangano al servizio del bene comune e della persona umana. Chiediamo un’attenzione particolare agli effetti che esse hanno sui bambini e sui giovani, nonché sul rispetto delle libertà fondamentali". Al termine del quarto punto dell'appello - "Assumere una responsabilità comune nei confronti del creato e delle persone sfollate" - un riferimento esplicito alla questione della mobilità umana: "Ricordiamo inoltre che i migranti e i rifugiati devono sempre essere accolti con dignità, pur riconoscendo la legittima responsabilità degli Stati di preservare il bene comune. Le persone costrette a fuggire dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla miseria o dalle catastrofi climatiche non possono essere considerate una minaccia. Sono fratelli e sorelle nell’umanità". Church G7

“Capire le migrazioni internazionali”. A Trieste, il Report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes chiude un ciclo di incontri

7 Giugno 2026 - Si chiude martedì 9 giugno, al Circolo della Stampa di Trieste in Corso Italia 13, il ciclo 2025/2026 “Capire le migrazioni internazionali”, con un incontro dedicato alla presentazione del Report 2025 "Il diritto d'asilo" della Fondazione Migrantes. L’appuntamento è dalle ore 17 alle 19: l'incontro rientra tra le iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, celebrata ogni anno il 20 giugno. Interverranno in presenza Mariacristina Molfetta, co-curatrice del Report, e online con traduzione consecutiva dall'inglese, Alejandro Olayo Mendez, docente di sociologia al Boston College School of Social Work. Come di consueto sarà possibile partecipare in presenza (fino a esaurimento posti) e online. Come avvenuto nelle scorse edizioni, la partecipazione online è aperta a tutti, anche se non già iscritto, al seguente link: https://eu01web.zoom.us/j/65606590813?pwd=PDJn3sOt8h7xMaR7Ccj1A3gWmbwmkL.1   Trieste 2026 Report

Zugliano (UD), il Report sul diritto d’asilo a “Giugno Migrante 2026”

6 Giugno 2026 - Sei serate d’estate per lasciarsi attraversare da storie, suoni e volti che parlano di partenze, confini, memoria e speranza. Negli spazi del Centro “Balducci”, in piazza della Chiesa a Zugliano, prenderà vita la quarta Edizione di un percorso culturale e umano capace di intrecciare musica dal vivo, cinema, teatro, libri di recente pubblicazione e dialoghi dedicati al tema delle migrazioni. Un viaggio che parte da vicino, dalla storia del Friuli e della Carnia: da quelle migrazioni che, già dalla metà del Cinquecento, spingevano uomini e donne verso le aree germaniche in cerca di lavoro e di una via d’uscita dalla povertà estrema. Storie in là nel tempo, spesso dimenticate, che risuonano ancora oggi nelle vicende di chi è costretto a lasciare la propria terra per fuggire da guerre, ingiustizie e mancanza di futuro, inseguendo la possibilità concreta di una vita dignitosa, di pace e di giustizia. In particolare, lunedì 8 giugno a partire dalle ore 20.30 è in programma la presentazione del 9° Report di Fondazione Migrantes "Il diritto d'asilo" (Tau Ed. 2025). Dialogano Mariacristina Molfetta, curatrice del Rapporto, e Gianfranco Schiavone, presidente dell'ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà. (fonte: Centro Balducci)   Giugno MIgrante Udine 2026

Tavolo Asilo e Immigrazione, “Il Governo accelera sul Patto Ue: sacrificato ancora una volta il processo democratico”

5 Giugno 2026 - Il Tavolo asilo e immigrazione esprime forte preoccupazione e sconcerto per l’adozione di un nuovo decreto-legge in materia di migrazione e asilo, inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del 4 giugno, mentre è ancora in corso l’esame parlamentare del disegno di legge relativo già approvato dal Consiglio dei Ministri nei mesi scorsi. Ancora una volta, e nonostante ci siano stati due anni di tempo per il recepimento delle normative europee, il Governo, che ha tenuto nascosti i Piani di implementazione, sceglie la strada della decretazione d’urgenza e dell’intervento emergenziale, comprimendo il dibattito democratico e svuotando il ruolo del Parlamento. I testi finora circolati mostrano il rischio concreto di un ampliamento degli spazi di discrezionalità amministrativa che possono riguardare pericolosi automatismi incompatibili con il principio di valutazione individuale, imposto dal Patto UE, relativo alle richieste d’asilo e riduzioni delle garanzie giurisdizionali effettive. In gioco vi è il rispetto di principi fondamentali: il diritto d’asilo, la libertà personale, la tutela della salute, la dignità delle persone e il divieto di refoulement, tutelati dalla Costituzione italiana, dal diritto dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali. Il Tavolo Asilo e Immigrazione richiama con forza il Parlamento a esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo e controllo.

Leggi il comunicato integrale.

“Europa, un patto indietro”. Il numero 5 2026 di “Migranti Press”, il mensile della Fondazione Migrantes

4 Giugno 2026 - Roma, 4 giugno 2026. Il numero in uscita di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, mette in copertina il tema dell’editoriale di mons. Gian Carlo Perego, l’ultimo da presidente della Fondazione Migrantes: che Europa nascerà dal Patto su migrazione e asilo che entrerà in vigore entro la fine di giugno? Scrive mons. Perego: “L’Europa non si sta accorgendo che il nuovo Patto europeo ipoteca il suo futuro, che è solo nell’accogliere, tutelare, promuovere e integrare persone diverse, come aveva detto papa Francesco e come ha ripetuto nella Dilexi te, papa Leone: un passo indietro nel percorso di un’Europa solidale”. (LEGGI L'EDITORIALE)  In primo piano, poi, l’intervista di Simone Sereni al professor Paolo D’Achille, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università Roma Tre e da poco riconfermato presidente dell’Accademia della Crusca, sull’impatto della mobilità umana sulla nostra lingua e sul suo futuro. In evidenza, anche “l’altro editoriale” di Gigio Rancilio (già anticipato il 21 maggio) sul possibile impatto delle IA sulle migrazioni: quando un algoritmo sbaglia, chi ne risponde? Gli altri contenuti del numero:
  • Uno sguardo dentro una guerra ignorata, quella nella Repubblica democratica del Congo, firmato da Simone Varisco, con il contributo di un testimone impegnato quotidianamente con gli sfollati interni.
  • Mariacristina Molfetta, attraverso due volumi di recente pubblicazioni, fotografa l’impatto della guerra sui bambini e lo sperpero di risorse investite nel riarmo di tutti i Paesi del mondo.
  • La nuova puntata della rubrica “Parole in fuga”, le parole della quotidianità di chi è rifugiato o richiedente asilo. Questa volta la parola è “Rotta”. A cura dell’Osservatorio Vie di Fuga.
  • La presidente del “Comité Catholique Internationale pour les Tsiganes” (CCIT), Cristina Simonelli, sui 50 anni dell’associazione, celebrati recentemente a Bologna.
  • Dopo Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. Eleonora Voltolina ci introduce a una nuova ricerca che punta a integrare la precedente: chi sono i genitori “ex expat” che hanno deciso di rientrare in Italia? Cosa li ha spinti a rientrare? Sono contenti della scelta che hanno fatto? E soprattutto: che Italia hanno ri-trovato?
  • L’intervista di Stefano Proietti a mons. Erio Castellucci sul valore sinodale del gesto di formare per l’8mille.
  • E poi le nostre rubriche fisse: “Leggi e giurisprudenza”, le “Brevi” e le “Segnalazioni” di libri, film, arte, musica.

Per info: mpress@migrantes.it.

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Libri, “Tondi orizzonti. Emigranti italiani nel mondo”. Tornano le storie di Luigi Dal Cin e le illustrazioni di Cristiano Lissoni

4 Giugno 2026 - Lettere ritrovate, inviate alla madre da una giovane donna partita da un piccolo paese d’Italia per emigrare oltreoceano: la prima scritta su un piroscafo, l’ultima due giorni prima della tragedia che la colpirà. Parole che accomunano in un medesimo abbraccio chi è partito per il mondo. Racconti di vita che congiungono gli orizzonti delle dieci nazioni in cui gli italiani sono emigrati in maggior numero. Sarà in libreria e disponibile su terre.it dal 5 giugno, Tondi orizzonti. Emigranti italiani nel mondo. Tornano le storie di Luigi Dal Cin e le illustrazioni di Cristiano Lissoni (Terre di Mezzo edizioni), realizzate in collaborazione con Fondazione Migrantes. Insieme hanno già pubblicato Sulla porta del mondo. I drammi delle navigazioni, gli imbrogli delle agenzie d’emigrazione, i bambini delle fornaci e quelli tenuti nascosti, lo sfruttamento nelle miniere, i pregiudizi, le promesse tradite, le vite strappate. Ma anche il coraggio delle madri, l’impegno generoso dei lavoratori, la creatività degli artisti e degli imprenditori, la lotta di donne e uomini per i diritti e la giustizia. E, sempre, l’istruzione e la cultura come vie di dignità e di riscatto. Una narrazione commossa e appassionante. Per riportare a casa sogni e speranze, e custodirne la memoria. AUTORE: Luigi Dal Cin ILLUSTRAZIONI: Cristiano Lissoni COLLANA: L'Acchiappastorie 192 pagine – 15,00 euro FORMATO: Cartonato 17 x 23,5 cm ETÀ DI LETTURA CONSIGLIATA dagli 11 anni. Tondi Orizzonti Dal Cin

A Roma, i cattolici srilankesi dell’Infernetto in festa per Nostra Signora di Madhu

3 Giugno 2026 - Come ogni anno, l’ultima domenica del mese di maggio ha visto la comunità cattolica dello Sri Lanka di Roma - Infernetto celebrare la festa dedicata a Nostra Signora di Madhu, presso la parrocchia di Santa Maria dei Pellegrini all’Infernetto (Roma). La comunità che comprende i quartiere di Ostia, Casal Palocco, Acilia, Axa e Infernetto è la più grande delle quattro comunità srilankesi a Roma e conta oltre 5.000 fedeli. La solenne celebrazione eucaristica che si è svolta domenica 31 maggio è stata presieduta dall’abate generale della Congregazione Benedettina Silvestrina, reverendo abate Shamindra Jayawardena OSB Silv. Insieme a lui, mons. Neville Perera, cappellano per la comunità srilankese di Roma e don Deninton Subasinghe. Durante l’omelia l’abate Jayawardena ha ricordato ai fedeli che il rosario è una delle più potenti e preziose armi che abbiamo ricevuto per combattere il maligno che è sempre pronto a recare danno alle nostre vite: “Non c’è bisogno che mi soffermi sui tanti messaggi che abbiamo ricevuto dalla Madonna nelle centinaia di apparizioni che Ella, Nostra Madre Celeste ha portato qui giù per salvarci, ma voglio ricordarvi che nei momenti di peccato e pericolo anche solamente il suo splendido nome può salvarci: talmente è potente il nome della Madonna”, ha detto il prelato. Augurando una buona festa, il signor abate ha concluso la sua omelia invitando tutti i fedeli ad affidare le proprie famiglie alla Madonna che ben volentieri intercede per noi e per le nostre richieste di grazia. Mons. Neville ha ringraziato l’abate per la sua presenza e disponibilità a rendere unica la festa. Con emozione ha ricordato i tempi in cui l’abate, allora studente a Roma, assisteva la cappellania srilankese come collaboratore. Un ringraziamento speciale è andato anche ai tanti volontari che hanno organizzato la celebrazione eucaristica e la festa. Dopo la Santa Messa i festeggiamenti sono continuati con il pranzo comunitario. Numerosi sono stati anche i cari amici italiani che hanno partecipato all’evento della comunità srilankese. (Riccardo Nelumdeniya)   srilankesi roma

Pubblicata la Relazione annuale della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue (Comece)

3 Giugno 2026 - La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) ha pubblicato l’edizione digitale della sua "Relazione annuale 2025", presentata ai delegati episcopali durante l’Assemblea primaverile tenutasi a Cipro alla fine di aprile 2025.

Scarica la Relazione annuale 2025

La struttura della pubblicazione
La pubblicazione contiene un’introduzione del presidente della Comece, mons. Mariano Crociata, che riflette sui principali risultati del lavoro della Commissione nel corso dell’anno passato, esaminando al contempo le sfide che rimangono sia per la Chiesa che per l’Unione europea in un contesto internazionale caratterizzato da rapidi e profondi cambiamenti. Inoltre, include due interviste speciali: una con l’attuale Nunzio apostolico presso l’Unione europea, mons. Bernardito Auza, e l’altra con un consulente politico che ha dedicato trent’anni di servizio alla Comece, Stefan Lunte. La Relazione offre una panoramica completa delle principali attività di advocacy della Comece e del suo impegno con le istituzioni dell’Unione europea nel corso del 2025. Essa mette in evidenza il contributo della Chiesa cattolica al processo decisionale europeo e al dibattito pubblico in un’ampia gamma di settori politici, tra cui:
  • Giustizia, diritti fondamentali e articolo 17 Tfue.
  • Libertà di religione, all’interno e all’esterno dell’Ue.
  • Affari esteri dell’Ue.
  • Migrazione e asilo.
  • Etica, ricerca e salute.
  • Affari socio-economici.
  • Ecologia, energia e agricoltura.
  • Cultura e istruzione.
  • Politiche per i giovani.
Migrazione e asilo
Nel paragrafo dedicato a "Migrazione e asilo" la Comece ribadisce la necessità di "affrontare le cause profonde della migrazione forzata e intervenire su di esse con spirito di solidarietà, in collaborazione con i paesi coinvolti e la comunità internazionale, armonizzando in modo responsabile i diritti e le esigenze delle comunità ospitanti con la dignità umana dei nuovi arrivati. La direttiva sulla protezione temporanea, prorogata fino a marzo 2027, ha garantito sicurezza agli ucraini in fuga dalla guerra e ha dimostrato la solidarietà degli europei. La lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti – che non dovrebbe includere l’autentica assistenza umanitaria – deve continuare a essere una priorità incrollabile, così come la prevenzione delle morti in mare".

La versione digitale del Rapporto annuale 2025 della COMECE è disponibile per la consultazione e il download.

  COMECE Annual Report 2025  

Verso la Festa dei popoli a Fano: la mostra “In equilibrio sulla frontiera”

29 Maggio 2026 - In vista della Festa dei Popoli, in programma il 13 giugno, dal 30 maggio al 7 giugno alla Mediateca Montanari di Fano (PU) sarà possibile visitare "In equilibrio sulla frontiera", la mostra di Francesco Piobbichi, disegnatore sociale. L’inaugurazione è in programma sabato 30 maggio alle ore 17.30 alla presenza dell’autore, che offrirà ai presenti la sua testimonianza. Interverrà anche Paola Graziosi, avvocato immigrazionista, che parlerà delle linee essenziali e dei punti chiave del “Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo". Piobbichi Arte MOstra

Leone XIV esorta la Chiesa italiana: “Abbiamo il coraggio dell’essenziale!”

28 Maggio 2026 - "Abbiamo il coraggio dell’essenziale!". Si è conclusa, con l'esortazione finale di papa Leone XIV, l’82ª Assemblea generale della Cei, che si è tenuta in Vaticano dal 25 al 28 maggio 2026, sotto la guida del cardinale presidente Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna. Il Santo Padre, nel suo intervento, ha chiesto "il coraggio di comunità meno preoccupate di conservare tutto e più libere di annunciare Cristo. Il coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana. Il coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo. Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri. Il coraggio di una struttura nazionale sempre più al servizio della comunione missionaria delle Chiese in Italia. Un popolo viene generato da madri e padri nella fede, da comunità che sanno dire, con la vita prima ancora che con le parole: «Abbiamo trovato il Messia» (Gv 1,41). L’Italia ha bisogno di questa testimonianza". Nel corso dell'Assemblea i Vescovi italiani hanno approvato il documento “Radicati e costruiti in Cristo”. Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, per il prossimo quinquennio. La medesima Assemblea aveva anche eletto S.E.R. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e, di conseguenza, presidente della Fondazione Migrantes. [caption id="attachment_77134" align="aligncenter" width="1024"]Assemblea Generale 2026 Leone XIV (foto: Vatican Media/SIR)[/caption]

La forza delle storie: la parola a Hana

28 Maggio 2026 - Hana Fidaku, studentessa etiope dell’ateneo messinese, racconta la bellissima festa della comunità ortodossa Tewahedo, che ha unito fede, tradizione e sapori lontani. Hana fa parte della redazione multimediale e multiculturale “Agorà Spazio Migrante(s)”, nata grazie al finanziamento della Fondazione Migrantes con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Ecco la sua testimonianza: «La comunità studentesca ortodossa etiope di Messina ha vissuto un momento di grande gioia, celebrando la festa di Genbot 12 (mese e giorno del calendario copto/etiope, ndr) insieme alla conclusione dell'anno accademico. È stato un evento che ci ha uniti nella preghiera e nel ringraziamento: abbiamo lodato il Signore per i traguardi nello studio e per il dono di riuscire a custodire la nostra fede e la nostra cultura anche qui, lontano da casa. In questa occasione abbiamo celebrato anche la ricorrenza mensile di San Michele (Kidus Michael), una figura dal valore spirituale immenso nella tradizione ortodossa etiope. Tra preghiere, canti tradizionali e sincera gratitudine, abbiamo riscoperto la bellezza di sentirci una grande famiglia. Non è mancata, infine, la gioia della tavola: per la cena abbiamo preparato il minchet wat (stufato di carne macinata) e il tibs (carne saltata), adagiati sulla tipica injera. Ci teniamo moltissimo a ringraziare di cuore l’Ufficio diocesano Migrantes. Grazie per la vostra straordinaria disponibilità e per l'amore con cui guidate i nostri passi nella chiesa di Sant’Elia: qui ci sentiamo a casa, liberi di pregare e di meditare sulle Scritture. La bellezza di questa amicizia ci sta facendo toccare con mano il significato più profondo dell’ecumenismo e del vero incontro tra fratelli». (Ufficio Migrantes Messina)  

A Genazzano (RM), il 31 maggio i cattolici albanesi festeggiano la Madre del Buon Consiglio

28 Maggio 2026 - Il coordinamento nazionale dei cattolici albanesi in Italia, insieme alla Fondazione Migrantes e in collaborazione coi padri agostiniani, il 31 maggio 2026 organizza la festa della Madre del Buon Consiglio a Genazzano, in provincia di Roma. Ad aprire la giornata sarà la proiezione di un documentario, il primo realizzato negli ultimi 30 anni, sulla storia della Madre del Buon Consiglio, dalla "fuga" del 1467 da Scutari, assediata dagli ottomani, verso l'Italia e Genazzano, in particolare, fino ai giorni d'oggi. "C'è dentro - spiega don Anton Kodrari, coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici albanesi in Italia - la devozione del popolo albanese unità a quella del popolo di Genazzano, che ci ospita. Una relazione bilaterale, ormai, fondata sulla spiritualità, sulla fede". Nel documentario, tra l'altro, viene dato conto del ritrovamento del decreto pontificio del 1897 con il quale il papa Leone XIII ha proclamato la Madre del Buon Consiglio patrona d'Albania. Dopo il documentario, seguono i saluti istituzionali, la processione per le strade di Genazzano e la S. Messa presieduta dall'arcivescovo metropolita di Scutari-Pult, S.E. mons. Giovanni Peragine. "Alla processione - racconta don Kodrari - vengono da tutta l'Italia: da Saluzzo, Savigliano, Cuneo, in parte da Torino, da Treviso e Venezia, da Pistoia, Firenze e Lucca, qualcuno da Perugia, ma la maggioranza viene da Roma. Ci aspettiamo circa 1.500 persone. Stiamo organizzando tutto da 8 mesi". La processione e la celebrazione eucaristica saranno trasmessi da Radio Maria Albania. L'intera giornata sarà visibile anche sulla pagina Facebook del Coordinamento dei cattolici albanesi in Italia.  

Mons. Corrado Lorefice è il nuovo presidente della Fondazione Migrantes

27 Maggio 2026 - S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, è il nuovo presidente della Fondazione Migrantes. L’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, che era chiamata a scegliere i presidenti delle 12 Commissioni episcopali che faranno parte del Consiglio permanente per il prossimo quinquennio, lo ha eletto presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi). Di conseguenza, secondo lo Statuto della Fondazione (art. 8), sarà anche il presidente della Migrantes. La Fondazione Migrantes lo accoglie con gioia e fiducia, conoscendo bene il suo magistero dal tratto umano e il suo servizio svolto in questi anni a Palermo e in una Regione, la Sicilia, che è generosa e perseverante nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura pastorale delle persone migranti. Mons. Lorefice è nato a Ispica (RG) il 12 ottobre 1962. Il 27 ottobre del 2015 è stato eletto arcivescovo metropolita di Palermo e ordinato vescovo nella Chiesa cattedrale di Palermo, il 5 dicembre del 2015 (leggi la biografia completa). La Fondazione Migrantes ringrazia di cuore S.E. mons. Gian Carlo Perego per i tanti anni spesi al servizio delle persone che sono al centro della nostra missione. Egli, infatti, è stato direttore generale della Fondazione dal 1° dicembre 2009 fino alla nomina nel 2017 ad arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa. È stato successivamente nominato presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes nell’Assemblea generale del 24-27 maggio 2021. Il suo è stato un servizio competente, prezioso e riconoscibile. Queste le prime parole da presidente di mons. LoreficeServitore delle Chiese che sono in Italia. In comunione di preghiera e di servizio. Per dare corpo a quanto il Santo Padre ci ha appena consegnato nella sua Enciclica Magnifica Humanitas: «... preghiamo, progettiamo con sapienza, lavoriamo con perseveranza, rimettendo Dio all’orizzonte del nostro agire e l’essere umano al centro delle nostre scelte. Allora le pietre scartate – i poveri, i malati, i migranti, i piccoli – diventeranno testata d’angolo, e sulla terra sorgerà una dimora comune solida e ospitale, dove l’amore e la verità finalmente s’incontreranno, la giustizia e la pace si baceranno (cfr. Sal 85,11)» (Leone XIV, Magnifica Humanitas). [caption id="attachment_77055" align="aligncenter" width="1024"]Corrado Lorefice Mons. Corrado Lorefice (foto: arcidiocesi di Palermo)[/caption]

Perugia, “Le sfide al diritto d’asilo”

26 Maggio 2026 - Viene presentato mercoledì 27 maggio, alle 15.00, al Centro internazionale di accoglienza Ostello “Don Elio Bromuri”, a Perugia (via Bontempi, 13), il Rapporto della Fondazione Migrantes sul diritto d’asilo, con un focus particolare sui sistemi di protezione che sembrano arretrare, tra esternalizzazioni, reclusione e rimozione della responsabilità politica.
Il programma
Introduzione ai lavori
  • Vito Simone Foresi (Direttore Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve);
  • Andrea Morante (Referente area progettazione di Unitatis Redintegratio soc. coop.).
Relazione sul Rapporto
  • Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes): “Le sfide al diritto d’asilo nel contesto mondiale europeo ed italiano”.
Testimonianze e interventi accompagnati dalle poesie di Shamin Frotan, poetessa afghana. Perugia Report 2026

Una dottrina sociale per disarmare l’IA. “Magnifica Humanitas”, la prima Enciclica di Leone XIV

25 Maggio 2026 - La prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, offre una cornice morale e teologica per leggere le grandi trasformazioni del nostro tempo. Il testo dell’enciclica richiama più volte la necessità di custodire «la vera dignità e grandezza dell’uomo» – come ebbe a scrivere Leone XIII nella Rerum novarum (15 maggio 1891, n. 20) – dalle antiche e nuove pretese di «abusarne come di cosa a scopo di guadagno» (n. 16). Dopo 135 anni, la Magnifica Humanitas di Leone XIV pone al centro della riflessione e dell’azione il compito affidato a ogni generazione «di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile» (n. 1). Nell’epoca della Quarta rivoluzione industriale – dell’Industria 4.0 e, soprattutto, della Intelligenza artificiale (IA) – ciò si traduce anche nella necessità di «adottare strumenti normativi adeguati, capaci di tutelare la giustizia e di contenere gli effetti distorsivi del potere tecnologico» (n. 5). Perché, come il Pontefice espone con forza, «non possiamo considerare l’IA moralmente neutra. […] Per questo, il discernimento etico non può limitarsi a domandare se usiamo un certo sistema per uno scopo buono o cattivo, ma deve anche chiedersi come esso venga progettato e quale idea di persona e di società risulti inscritta nei dati e nei modelli che lo guidano" (n. 104). Pertanto, siccome «l’IA è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti […] non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale» (n.110). In questo ampio quadro, «spezzare le catene delle nuove schiavitù» (n. 173) e «costruire la pace nella giustizia» (n. 213) sono appelli che ricorrono nel testo come orientamenti etici per affrontare le crescenti contraddizioni del nostro tempo.
Migrazioni, dignità e responsabilità comune
«In questa prospettiva, la giustizia sociale chiede di guardare alle persone e ai popoli a partire da chi è più vulnerabile: poveri, migranti, rifugiati, sfollati interni, vittime di violenza, persone che vivono in periferie urbane o esistenziali» (n. 78). Le migrazioni, in particolare, intrecciano sempre più saldamente ferite e speranze dei singoli e di interi popoli (n. 42), dignità umana, sogni, conflitti, povertà ed emergenza ambientale alle numerose responsabilità politiche e pastorali. Nel volgere lo sguardo alla «magnifica umanità creata da Dio», l’enciclica di Leone XIV evidenzia come ogni persona sia immagine di Dio e possegga una dignità inviolabile. Da qui, l’affermazione dell’«altissimo valore dei diritti umani» (n. 54) e la necessità di giungere a politiche che li rispettino e tutelino. Applicato alla mobilità umana, questo principio implica che i migranti non siano trattati come meri fattori economici, problemi amministrativi o elementi di turbamento della sicurezza pubblica, ma come soggetti titolari di diritti fondamentali e di una dignità che richiede protezione e accoglienza.
Guerre, violenza e spostamenti forzati
Magnifica Humanitas denuncia il crescente numero di «conflitti di una ferocia impressionante, che hanno spesso coinvolto in modo massiccio le popolazioni civili, causando vittime innocenti, ondate di profughi, destabilizzazione sociale e ferite di lunga durata» (n. 189). Risuona con forza la responsabilità di disarmare le parole, pratiche e sempre più spesso tecnologie che alimentano i conflitti. Se le guerre si confermano tra le cause principali delle migrazioni forzate, l’enciclica invita a promuovere ad ogni livello «fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione» (n. 213). Un orizzonte che richiede politiche di prevenzione, protezione dei civili e percorsi di reintegrazione per chi fugge. Poiché molte migrazioni sono effetto di conflitti, la promozione del dialogo e della pace nella «crisi del sistema multilaterale» (n. 201) si conferma un’azione imprescindibile.
Povertà, sviluppo e destinazione universale dei beni
Richiamando il principio della destinazione universale dei beni e lo sviluppo umano integrale (n. 14), il testo sottolinea che le disuguaglianze economiche e l’ingiustizia distributiva spingono molte persone a lasciare le proprie terre di origine. L’approccio ad un fenomeno tanto umano e storico non può rinchiudersi nel solo ambito securitario: occorre «una corresponsabilità coraggiosa» che valorizzi «la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace» (n. 13); servono investimenti nella cooperazione internazionale, nella creazione di opportunità locali e in politiche che riducano le cause strutturali delle migrazioni forzate.
Solidarietà nel bene comune
In questo senso, la dottrina sociale proposta nella Magnifica humanitas insiste sul principio della solidarietà come criterio per orientare le scelte personali, sociali e politiche. Per le migrazioni ciò significa promuovere percorsi di accoglienza, partecipazione e condivisione delle responsabilità tra Stati e comunità. La promozione umana si delinea come priorità etica: l’enciclica invita a soffermarsi sul ruolo di ogni persona come portatrice di valore. Le comunità cristiane e le istituzioni civili sono chiamate a tradurre questa visione in pratiche concrete di accompagnamento e difesa della persona contro mercificazione e sfruttamento. Di fronte all’emergere di nuove tecnologie che danno l’illusione di travalicare la dimensione umana, «la lotta contro le nuove schiavitù è un banco di prova decisivo per il discernimento etico dell’IA e della trasformazione digitale» (n. 174). Le persone migranti sono particolarmente vulnerabili a traffici, abusi e sfruttamento lavorativo: salvaguardare la «dignità inalienabile di ogni essere umano e il bene comune» (ibid.) significa contrastare queste dinamiche a vantaggio di tutti.
Tessitori di speranza lungo le rotte dell’uomo
L’enciclica Magnifica Humanitas non offre soluzioni tecniche immediate, ma propone un orizzonte etico e teologico che rende inaccettabile ogni risposta che ignori la dignità della persona, anche migrante. Custodire l’umano significa impegnarsi concretamente nell’edificazione di politiche e culture che vedano nello spostamento di uomini, donne e minori non soltanto una sfida da gestire, ma un’occasione per esercitare la fraternità, la giustizia e la responsabilità condivisa. «In Cristo comprendiamo che l’uomo è chiamato a essere collaboratore nell’opera della creazione, anziché spettatore rassegnato di processi tecnologici che ne limitano la libertà e la responsabilità» (n. 233). Come recita il testo, la storia è il luogo in cui il Vangelo interpella e accompagna l’esperienza umana (n. 2): rispondere alle migrazioni con umanità è dunque parte integrante della testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo. È ciò che ci rende «tessitori di speranza nel nostro mondo» (n. 245). (Simone Varisco)   Leone XIV Magnifica Humanitas

Verona: Festa dei popoli, festa dell’umanità

25 Maggio 2026 - Si è svolta domenica 24 maggio sui prati di Villa Buri la Festa dei Popoli, arrivata alla sua 35° edizione. Il prologo della Festa è stato venerdì 22 maggio in piazza San Zeno con il concerto dell’orchestra Mosaika diretta da Marco Pasetto. Mosaika è un progetto musicale che coinvolge  musicisti da ogni parte del mondo e propone musiche delle diverse culture e dei diversi popoli. Nel corso del concerto ci sono stati tre blocchi di testimonianze di persone che ha fatto “il viaggio” da luoghi lontani verso Verona, comprimendo in una valigia tutto il loro mondo: Ada Indiries, rumena, Hanin, egiziana, Christeen Jayani, srilankese, Jules Talon, francese, Michael Kolade dell’associazione Afroveronesi. Domenica la Festa è iniziata con la camminata interreligiosa per la pace, nata dalla collaborazione tra il Servizio ecumenismo e dialogo e il Servizio migrantes della diocesi di Verona, la camminata ha raccolto la partecipazione di rappresentanti delle comunità religiose presenti sul territorio veronese e di numerosi cittadini. Il percorso si è snodato all’interno del parco di Villa Buri, con alcune soste dedicate all’ascolto di testi e riflessioni proposti dalle diverse confessioni religiose presenti – Musulmana, Buddhista, Ebraica, Bahà’ì, Cristiana e Sikh. Le parole condivise – provenienti da esperienze spirituali differenti – hanno avuto come filo conduttore la pace, la fraternità, la custodia delle relazioni e la responsabilità reciproca. Festa dei popoli Verona 2026 Dalle 12,30 l’apertura degli stand gastronomici con i cibi dal mondo e l’apertura con la sfilata delle bandiere e l’esplosione di danze e musica dai vari continenti. Mattatori sul palco Jean Pierre Piessou e Malice Omondi, che ha scandito in varie lingue lo slogan “different people, one nation, different colours, one humanity”.  Jean Pierre Piessou ha ricordato le situazioni di conflitto vissute dai tanti popoli presenti alla Festa: dal l’Ucraina al Venezuela, dalla Palestina all’Iran, al Libano. Don Giuseppe Mirandola coordinatore dell’evento: “La diversità in occasione della Festa dei Popoli diventa festa. Questo è il messaggio che ripresentiamo con forza ogni anno. Ci sono tante situazione nella vita che dicono che la diversità è anche ostacolo e fatica, e noi non vogliamo negarlo, non ci nascondiamo la realtà, ma il messaggio importante, qui in questa Festa è che la diversità fatta di musica,  danza, cibi, il trovarsi assieme e condividere è possibile  e ci indica la strada, quella di vivere insieme gioiosamente”. (Paolo Annechini - Nausicaa Marchiori)

Le comunità cattoliche cinesi d’Italia si ritrovano a Padova

23 Maggio 2026 -
In occasione della 17a Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina – che, voluta da Benedetto XVI, si celebra il 24 maggio, in concomitanza con la festa della Madonna di Sheshan, particolarmente venerata in Cina – le comunità cattoliche cinesi d’Italia si incontrano a Padova (dopo Napoli, Roma, Prato, San Miniato e Milano), il 23 e 24 maggio, presso la parrocchia del Sacro Cuore in Padova. Sarà presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
«Per noi fedeli cinesi – spiega don Giuseppe Feng Bo, cappellano della comunità cinese di Padova (in prima linea nell’organizzazione insieme a quella di Treviso e alla parrocchia del Sacro Cuore) è una festa importante, perché ogni anno ci raduniamo in un posto diverso per celebrare la nostra fede e fare festa. A Padova sono attese 300 persone». Si comincia sabato 23 alle 17 con il rosario; seguono la messa presieduta da S.E. mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto e un momento di festa. Domenica 24, processione dalla basilica del Santo al Sacro Cuore (inizio alle 8.30); messa presieduta dal vescovo, S.E. mons. Claudio Cipolla alle 11 e, a seguire, pranzo. (fonte: La Difesa del Popolo) Madonna di Sheshan

La gratitudine e la speranza della Chiesa per le aree interne dell’Italia

22 Maggio 2026 - "L’Italia non vive solo nelle metropoli, lungo i grandi assi infrastrutturali o nei distretti produttivi: la sua anima pulsa nel suo sistema alpino, sulle colline degli appennini, nelle città medie, nei paesi e nei borghi ancora oggi depositari di relazioni umane straordinarie, di un notevole patrimonio artistico, di risorse che possono costituire un capitale di innovazione". Inizia così il Messaggio per la 76ª Giornata nazionale del Ringraziamento, che si celebrerà il prossimo 8 novembre sul tema: “Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese”. Il testo è firmato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Chiesa italiana. Nel celebrare, con gratitudine appunto, questa Italia "linfatica", che "non fa rumore ma tiene in vita il Paese", non viene meno la consapevolezza che "sotto la spinta di un modello di sviluppo omologante si tende sempre più a cancellare questa storia di varietà in nome di un’identità basata su un racconto unico". Dentro questo quadro, sottolineano i vescovi italiani, "non si tratta di selezionare dall’alto quali realtà locali debbano essere accompagnate in un percorso di spopolamento irreversibile e quali debbano essere salvate, ma di entrare in una prospettiva di interconnettività tra territori: agire sugli squilibri territoriali richiede, oggi più che mai, nuove politiche economiche che puntino su agricoltura e allevamento, politiche migratorie che integrino il capitale umano dei nuovi lavoratori; esige anche nuovi investimenti sulle infrastrutture che garantiscono la mobilità e l’assistenza sanitaria, la garanzia degli studi superiori e universitari, un impegno rinnovato intorno alla domanda di accesso alla casa, di lavoro da remoto, di servizi di welfare territoriale".

Delegazione Migrantes del Piemonte in Sicilia. Don Bersano: “I cristiani sono quelli ‘della Via'”

22 Maggio 2026 - Un'esperienza di fraternità, condivisione e conoscenza: questa è stata la settimana che termina oggi, in Sicilia, per la commissione mista, Fondazione Migrantes e Fondazione Missio, della regione ecclesiastica piemontese. Già da alcuni anni ci impegniamo, infatti, a condividere tra noi i diversi e comuni cammini pastorali, mettendo al centro l'Annuncio della Parola, "declinato" nella vita di fratelli e sorelle, presenti nelle nostre comunità o in Paesi lontani, che il Signore ci dona di incontrare. Ai tanti che si impegnano nei diversi servizi, viene poi proposta, periodicamente, una settimana di scambio e studio, che ci porti a conoscere le esperienze, gli impegni, i progetti di altre Chiese locali, magari lontane, ma che sentiamo sorelle. Nell’arco di una decina d’anni, dopo Lampedusa, Albania Romania e Campania, in questo viaggio lo Spirito ci ha condotto in Sicilia, dove abbiamo avuto in dono di conoscere i molteplici frutti della generosità di questa meravigliosa Isola e dei suoi figli. A Palermo, presso la Missione di Speranza e Carità di fratel Biagio Conte, tra le comunità etniche del centro città, in ascolto dell'arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, e della sua proposta della "teologia dal Mediterraneo"; a Cefalù, a scuola da giovanissimi migranti, ricchi di sogni, che in un libro-favola hanno rielaborato la loro difficile storia di migrazione; a Tindari e Messina, con le realtà di Sri Lanka e Filippine e delle loro vivacissime cappellanie; all’Hotspot di Pozzallo, che ci ha trasmesso disperazione di vite spente in mare e speranza di rinascita tra le nostre case; fino a Ragusa. con le storie dei “Caminanti di Sicilia” e l'impegno tra i dimenticati delle serre agricole. A livello personale e umano, abbiamo impegnato occhi e orecchie per vedere e ascoltare; come cristiani e pellegrini, abbiamo accolto nel cuore la gioia, la fraternità, la vivacità delle comunità, l’attenzione dei Pastori ai propri figli di ogni provenienza. Colori e sapori di Sicilia, che con tanto altro riempirà i nostri cuori, le nostre valigie, la nostra speranza di continuare a camminare, lavorare, sperare con i fratelli di tutto il mondo. (don Valerio Bersano) [caption id="attachment_76841" align="aligncenter" width="1024"] Il gruppo a Ragusa (Ibla).[/caption]