Primo Piano

Verso la GMMR 2026. Bambine e bambini italiani nel mondo

21 Settembre 2026 - Ogni partenza è una scelta, ma anche una spia che ci racconta l’Italia. Nel corso degli anni, il Rapporto italiani nel mondo (Rim) ha documentato con precisione l’aumento costante delle iscrizioni all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), e ha inoltre mostrato ciò che quei numeri da soli non dicono: l’età, il livello di istruzione, la condizione familiare e lavorativa di chi emigra. Emerge chiaramente che a lasciare l’Italia sono sempre di più giovani, donne, famiglie con bambini, pensionati; non sono soltanto i singoli a partire, ma interi nuclei familiari. I dati (al 1° gennaio 2025) indicano circa 6,5 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Di questi, una quota significativa – circa 3,9 milioni – è composta da famiglie. Il 47,1% è iscritto all’Aire per espatrio, mentre il 41,3% è iscritto per nascita. Si tratta di un elemento decisivo: una parte crescente dell’italianità nel mondo è ormai nata e socializzata fuori dal Paese, ma pienamente inserita in una traiettoria identitaria italiana.
La discontinuità rispetto al Novecento
Questo passaggio segna una parziale discontinuità rispetto alle migrazioni del Novecento. La mobilità attuale vede protagoniste le famiglie, che si trovano a ridefinire il proprio equilibrio tra lavoro e vita privata all’interno di contesti spesso caratterizzati da un welfare più strutturato. In numerosi Paesi di destinazione, infatti, i sistemi di sostegno alla genitorialità risultano più capillari e garantiti rispetto all’Italia: servizi per l’infanzia accessibili, congedi parentali più estesi, maggiore integrazione tra tempi di lavoro e tempi familiari. Accanto al protagonismo delle famiglie in emigrazione, emergono i bambini e le bambine come soggetto sociale e demografico autonomo. Per molti di loro l’Italia è una presenza indiretta, ma costante: la lingua parlata in casa, le reti parentali, le vacanze estive, le pratiche culturali trasmesse dai genitori. L’essere italiani non coincide con il luogo di residenza, ma con un sistema di riferimenti affettivi e culturali che si riproduce quotidianamente nello spazio domestico. Dentro questo quadro si sviluppa un fenomeno meno visibile, ma crescente: la costruzione di spazi di socializzazione italiana per i bambini. Non si tratta di istituzioni formali, ma di reti familiari e comunitarie che rispondono, tra le tante, a un’esigenza: consentire ai figli di vivere l’italiano non solo come lingua domestica, ma come lingua sociale. Nascono così incontri informali tra famiglie, letture condivise in italiano, laboratori creativi, feste tradizionali, attività ludiche e momenti di convivialità. Tanti spazi che svolgono una funzione concreta: rafforzano la trasmissione linguistica e culturale e riducono il rischio di progressiva erosione dell’italiano nelle future generazioni. La dimensione comunitaria diventa quindi uno strumento di continuità culturale.
L’esperienza di “Bimbi Italiani”
In questo contesto si inserisce l’esperienza di BimBi Italiani ETS (bimbiitaliani.com), che Elena Del Fabbro, ideatrice e fondatrice, ci racconta così: «BimBi Italiani nasce nel 2019 da una convinzione: ogni bambino italiano ha il diritto di crescere sentendosi parte dell’Italia, ovunque viva. Perché l’identità non si trasmette solo attraverso una lingua, ma anche attraverso relazioni, cultura, tradizioni e il legame con le proprie radici e con i nonni. Da questo bisogno è nato un network globale che oggi connette oltre 2.000 famiglie in più di 30 Paesi, costruendo ponti tra l’Italia e il mondo attraverso educazione, cultura e comunità. La nostra prima realtà locale in Thailandia dimostra che questo modello può essere replicato, creando luoghi in cui le famiglie si incontrano, crescono e si sostengono. Guardiamo però anche oltre: vogliamo avvicinare sempre più bambini e famiglie internazionali alla lingua, alla cultura e al made in Italy. Perché il futuro dell’Italia non si ferma ai suoi confini: cresce ogni giorno nelle nuove generazioni che vivono il mondo». Il progetto si configura come una piattaforma digitale e comunitaria rivolta alle famiglie con bambini italiani nel mondo per promuovere “la lingua, le tradizioni e il patrimonio italiano tra bambini, adolescenti, giovani adulti italiani e famiglie in Italia e residenti all’estero, nonché tra non italiani che nutrono amore e curiosità per l’Italia”, come si legge nel sito. Il progetto mette in connessione famiglie italiane in tutto il mondo, offrendo informazioni, strumenti, attività e soprattutto uno spazio di relazione. Attualmente BimBi Italiani abbraccia una geografia sorprendente: Thailandia, Australia, Messico, Stati Uniti, Zimbabwe, Cambogia, Belgio, Spagna, Marocco, Algeria, Tanzania, Francia, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Svezia, Scozia, Senegal, Mozambico, Indonesia, Etiopia, Mauritius e molti altri Paesi ancora. Una mappa che restituisce l’immagine di un’Italia ormai pienamente globale, diffusa, policentrica. Ma il dato più interessante non è l’estensione geografica. È il bisogno che questa rete intercetta: non essere soli. Perché crescere un bambino italiano all’estero implica anche la necessità di confrontarsi.
Reti di welfare informale
In questo senso, simili reti non sono soltanto iniziative culturali. Sono anche forme contemporanee di welfare informale. Si tratta di una forma di auto-organizzazione sociale che integra, senza sostituirle, le politiche pubbliche rivolte agli italiani all’estero. Sono reti che colmano vuoti, riducono distanze, costruiscono supporti che rendono più sostenibile la vita delle famiglie italiane fuori dall’Italia. E, inoltre, mostrano e dimostrano come l’italianità non scompaia con la migrazione, ma come si riorganizzi, si reinventi, si accresca. Tra le iniziative più significative, oltre a Imparando l’italiano, un programma di arricchimento linguistico e culturale che propone percorsi individuali e di gruppo per rafforzare la conoscenza della lingua italiana, vi sono: Nonnolandia, nato per consolidare il rapporto tra nonni e nipoti che vivono in Paesi diversi, valorizzando la memoria familiare, il racconto intergenerazionale e la trasmissione della lingua e delle tradizioni; Attacchiamo bottone, una serie di incontri e contenuti dedicati ai genitori su temi educativi contemporanei, dal bilinguismo alle coppie interculturali, dall’adolescenza al benessere familiare, con il contributo di esperti e professionisti, oltre a svariati laboratori culturali ed esperienziali, dedicati alla cucina italiana, all’arte, alla storia, alle festività e alle tradizioni popolari. Questa rete transoceanica, al pari del Rim, invita a un cambio di sguardo e di prospettive. Non più una narrazione della migrazione come perdita, ma come trasformazione, come costruzione di nuove appartenenze.
Migrazione come trasformazione
I bambini italiani nel mondo rappresentano il punto più avanzato e il futuro di questa trasformazione. Sono italiane e italiani che crescono fuori dall’Italia, ma che contribuiscono a ridefinire cosa significhi esserlo nel XXI secolo. Parlano molte lingue, crescono in contesti educativi diversi, spesso altamente internazionalizzati, vivono altre società. Ma portano con sé un patrimonio che non è solo culturale: è relazionale, familiare, emotivo. Le bambine e i bambini italiani nel mondo non rappresentano soltanto una conseguenza della mobilità contemporanea. Sono ormai un elemento strutturale della presenza italiana globale. Comprendere le loro traiettorie significa leggere con maggiore precisione non solo i movimenti migratori, ma anche le trasformazioni sociali, culturali e familiari che stanno ridisegnando l’Italia dentro e fuori i suoi confini. E forse è proprio da qui che bisognerebbe ripartire. Non dalla domanda su quanti italiani partono, ma da quella su quanti e quali italiani stanno crescendo nel mondo. (Marisa Fois e Delfina Licata | "Migranti Press" 7-8 2026)

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GMMR 2026, a Fiesole l’Assemblea diocesana ascolta due famiglie migranti

24 Settembre 2026 - "Siamo tutti discepoli missionari". Nel corso dell'Assemblea diocesana della chiesa in Fiesole, in programma il 27 settembre 2026 presso il Santuario Maria Theotokos a Figline-Incisa Valdarno (FI), in concomitanza con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, è previsto un momento di preghiera con la testimonianza di due famiglie di migranti.  

A Messina due eventi in programma per celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

23 Settembre 2026 - In occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, l’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, insieme alla Famiglia Francescana e alle Cappellanie etniche, promuove due momenti di riflessione, preghiera e condivisione aperti a tutta la comunità cittadina ed ecclesiale.
Il programma
Incontro di riflessione e approfondimento – Giovedì 24 Settembre Il primo appuntamento si terrà giovedì 24 settembre alle ore 19:00, presso il salone del Santuario della Madonna di Lourdes. L'incontro, moderato da Antonella Morace (OFS), metterà in dialogo la visione pastorale e il carisma francescano con la dura realtà dei ninori stranieri non accompagnati (Msna). Interverranno:
  • Fra Giancarlo Guastella OFM, che offrirà una lettura pastorale del Messaggio del Papa e il suo significato per le comunità cristiane;
  • Alfredo Gentile OFS, per una lettura francescana incentrata sui temi di fraternità, accoglienza e prossimità;
  • l’avv. Adelaide Merendino, presidente dell’Associazione tutrici e tutori Msna di Messina, che illustrerà chi sono i minori non accompagnati, le loro fragilità e cosa significa concretamente affiancarli come presenze adulte significative.
Solenne Celebrazione Eucaristica – Domenica 27 Settembre Il momento culmine della Giornata sarà vissuto domenica 27 settembre presso il Santuario diocesano di San Francesco all’Immacolata di Messina (viale Boccetta). La Santa Messa sarà presieduta da S.E. mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela:
  • ore 18:15: accoglienza dei partecipanti;
  • ore 18:30: inizio della Santa Messa.
«Invitiamo tutta la comunità a partecipare», dichiara il diacono Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes. «La Giornata del migrante e del rifugiato non vuole essere soltanto una ricorrenza annuale, ma un’occasione preziosa per rinnovare ogni giorno il nostro impegno a vedere, accogliere e camminare insieme». Info: migrantes.me@alice.it, 338.2017995

GMMR 2026, a Firenze l’Assemblea diocesana nel segno della missione e delle migrazioni

23 Settembre 2026 - Domenica 27 settembre, in concomitanza con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ospiterà l'Assemblea pastorale della diocesi di Firenze, guidata dal tema "Lo scambio di doni in una Chiesa sinodale".
Il programma
15.00
  • Preghiera.
  • Saluto e introduzione del vescovo Gherardo Gambelli.
  • Riflessione del vescovo Christian Carlassare, diocesi di Bentiu - Sud Sudan.
  • Interventi delle comunità etniche cattoliche di Firenze.
18.00
  • Celebrazione eucaristica nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e conferimento del mandato agli operatori pastorali.
19.45
  • Apericena presso il Chiostro della Ss. Annunziata
Codice QR con al centro un quadrato rosso contenente una croce bianca stilizzata con decorazioni. È NECESSARIO ISCRIVERSI ENTRO IL 24 SETTEMBRE 2026 utilizzando il QR code presente nella locandina sottostante;  oppure telefonando al 055.2763555 dal lunedì al venerdì ore 15-18.

Cei, nominati i componenti della nuova Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi)

23 Settembre 2026 - Si è conclusa la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente della Chiesa cattolica italiana (21-23 settembre 2026). Nel corso dei lavori, il Consiglio ha provveduto anche alla nomina dei membri delle Commissioni episcopali, i cui Presidenti erano stati eletti nel corso dell’Assemblea Generale tenuta nel maggio 2026. Di ciascuna Commissione episcopale fa parte un vescovo emerito, indicato dalla Presidenza. In particolare la nuova Commissione episcopale per le migrazioni è così composta:
  • LOREFICE S.E.R. Mons. Corrado, Arcivescovo di Palermo, Presidente;
  • CHECCHINATO S.E.R. Mons. Giovanni, Arcivescovo di Cosenza – Bisignano;
  • DI TORA S.E.R. Mons. Guerino, Vescovo già ausiliare di Roma;
  • FANELLI S.E.R. Mons. Ciro, Vescovo di Melfi - Rapolla – Venosa;
  • GHIZZONI S.E.R. Mons. Lorenzo, Arcivescovo di Ravenna – Cervia;
  • MIRAGOLI S.E.R. Mons. Egidio, Vescovo di Mondovì;
  • SALVI S.E.R. Mons. Marco, Vescovo di Civita Castellana;
  • SPARAPANI S.E.R. Mons. Stefano, Vescovo ausiliare di Roma.
Inoltre, come si apprende dal comunicato finale, il Consiglio ha affrontato anche il tema della "riforma dello Statuto della Cei" e ha dunque deciso "di avviare un percorso di riflessione e approfondimento che porti a individuare criteri di una possibile riforma".

GMMR 2026. Ad Asti il Festival dei Popoli sul “filo invisibile” che lega donne, pace e comunità

21 Settembre 2026 - Asti si prepara ad accogliere una nuova edizione del Festival dei Popoli, promosso dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Migranti della Diocesi di Asti con il contributo della Fondazione Migrantes, nell'ambito delle iniziative del Festival dell'Accoglienza di Torino. La manifestazione si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Asti ed è realizzata in collaborazione con numerosi enti e associazioni del Terzo Settore, le comunità internazionali dell'Astigiano, l'associazione Generazioni Migranti e l'Ufficio Pastorale Migranti di Torino. Dal 25 settembre al 17 ottobre 2026, il Festival proporrà un ricco calendario di eventi dedicati ai temi delle migrazioni, della cittadinanza, della pace e del dialogo interculturale, confermandosi uno dei principali appuntamenti del territorio dedicati all'incontro tra culture, alla partecipazione e alla costruzione di comunità inclusive. Il titolo scelto per questa edizione, “Il filo invisibile. Donne, pace, comunità”, richiama quella trama di relazioni, responsabilità, gesti quotidiani e pratiche di cura che spesso rimangono sullo sfondo del dibattito pubblico ma che rendono possibile la vita delle comunità. Un filo che il Festival sceglie di osservare attraverso lo sguardo e le esperienze delle donne, protagoniste di percorsi di mediazione, solidarietà, partecipazione civile e costruzione della convivenza. In un tempo segnato da guerre, polarizzazioni, disuguaglianze e migrazioni forzate, il Festival propone una riflessione sul significato della pace come processo concreto di costruzione di fiducia, inclusione, giustizia e appartenenza. Una pace che nasce dalle relazioni quotidiane e dalla capacità delle comunità di affrontare le differenze senza trasformarle in divisioni. Il programma attraversa linguaggi e prospettive differenti. Giornaliste, ricercatrici, attiviste, amministratrici pubbliche, operatrici umanitarie, artiste e rappresentanti dell'associazionismo porteranno ad Asti esperienze e riflessioni sui conflitti contemporanei, sul lavoro di cura, sulle migrazioni, sulla partecipazione politica, sull'inclusione e sulla costruzione delle comunità. Tra gli appuntamenti più significativi figurano il dialogo tra Lisa Clark e Anna Pozzi sul ruolo delle donne nei processi di pace, l'incontro con Maria Jeanne Belagizi Sifa e Silvia Dumitrache dedicato al contributo delle donne migranti nel welfare e nel lavoro di cura, la testimonianza dell'ex funzionaria ONU Alessandra Morelli, la tavola rotonda sulle esperienze di partecipazione femminile di alcune donne astigiane con background migratorio e l'approfondimento sulla condizione delle donne iraniane con l'artista e attivista Bahar Heidarzade. Accanto agli incontri trovano spazio il teatro, la musica, le presentazioni di libri, le performance artistiche e i momenti di confronto pubblico. Non mancheranno gli eventi che negli anni sono diventati simbolo del Festival, come il Corteo dei Popoli, la Festa dei Popoli, il Torneo di calcio a 5, la lettura pubblica dei nomi delle vittime delle migrazioni, la preghiera interreligiosa per la pace e la camminata etnogastronomica Eat&Walk, occasioni in cui la riflessione si intreccia con la partecipazione e l'incontro tra le diverse comunità del territorio. Ad aprire il Festival, il 25 settembre in Piazza Marconi, davanti alla stazione ferroviaria, sarà un momento pubblico dedicato all'accoglienza e alla pluralità, mentre la conclusione sarà affidata all'inaugurazione del murale collettivo “Il filo invisibile: donne, pace, comunità”, segno permanente lasciato alla città come testimonianza del percorso condiviso costruito durante la manifestazione. Il Festival dei Popoli si conferma così uno spazio di ascolto, dialogo e confronto aperto a tutta la cittadinanza. Un'occasione per interrogarsi sulle sfide del presente e per riconoscere il valore di quelle relazioni che, pur rimanendo spesso invisibili, continuano a tenere insieme il tessuto delle nostre comunità. Un percorso costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, comunità internazionali e realtà ecclesiali che, anno dopo anno, contribuiscono a fare del Festival un'esperienza condivisa di incontro, partecipazione e cittadinanza. (fonte: Ufficio Migrantes della diocesi di Asti)  

A Torino il workshop “Dopo Marcinelle: l’Europa dei diritti e del lavoro”

23 Settembre 2026 - A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, presso la Sala Juvarra della Biblioteca nazionale universitaria di Torino (piazza Carlo Alberto 3), una giornata di memoria insieme al Consolato Onorario del Regno del Belgio per interrogarsi sui fatti storici che, l’8 agosto 1956, portarono alla morte di 262 minatori, 136 dei quali immigrati italiani in Belgio. La giornata di ricordo sarà accompagnata da una selezione di notizie d’epoca, tratte dalle pagine del quotidiano La Stampa, di cui la Biblioteca nazionale conserva le copie originali pervenute per deposito legale negli anni, e di altre testate. Il workshop pomeridiano dalle 15.00, dedicato ad approfondire come è cambiato il mondo del lavoro in Italia negli ultimi 70 anni, vedrà gli interventi di Federico Del Giudice (Università di Torino e SISLav), Guido Savio (Asgi – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), Matteo Bracciali (Federazione Acli internazionali), Maria Laura Franciosi (autrice della monografia Per un sacco di carbone, San Paolo Edizioni) e Marisa Fois (Fondazione Migrantes). Porterà il suo saluto la dott.ssa Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca nazionale. INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento dei posti disponibili Info: bu-to.adesioni@cultura.gov.it

(fonte: Biblioteca nazionale universitaria di Torino)

 

GMMR 2026, la lettera del cardinal vicario Reina alla diocesi di Roma: sui migranti “il Papa ci invita a cambiare prospettiva”

22 Settembre 2026 - Sarà dedicata ai più piccoli la 112a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma domenica 27 settembre. “Anche uno solo di questi bambini” è il tema scelto. Per il cardinal vicario di Roma, mons. Baldo Reina, il messaggio del Papa per la Giornata «ci consegna una parola semplice e, proprio per questo, radicale», come spiega nella lettera preparata per l’occasione. «In un tempo nel quale siamo spesso abituati a parlare di migrazioni attraverso numeri, statistiche, emergenze e “flussi” – sono le parole del cardinale vicario –, il Papa ci invita a cambiare prospettiva: dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una ferita, ma anche un desiderio di futuro. E quando quel volto è quello di un bambino, la nostra responsabilità diventa ancora più grande». Inoltre, colpisce nel messaggio «il richiamo insistente a non considerare l’accoglienza come un gesto puramente assistenziale – scrive ancora il cardinale Reina –: proteggere un minore significa garantirgli dignità, educazione, sicurezza, relazioni, appartenenza». (fonte: Diocesi di Roma)

Verso la GMMR 2026. L’intervento di mons. Felicolo al Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania

22 Settembre 2026 - Si è aperto questa mattina a Napoli il Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, promosso dalla Delegazione nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, in programma dal 21 al 25 settembre 2026 nel capoluogo campano sul tema “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”. Ad aprire i lavori, mons. Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes, e Antonio Bonifacio, direttore regionale della Fondazione Migrantes per la Conferenza episcopale campana. A seguire, c'è stata la relazione annuale di don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania. "Come Fondazione Migrantes - ha detto mons. Felicolo -, la Chiesa Italiana ci ha affidato un compito importante: osservare e approfondire i fenomeni migratori, rimanere attenti a ciò che accade, per essere sempre pronti a camminare accanto ai migranti. Seguiamo gli italiani che partono da ciascuna diocesi del nostro Paese fino ai luoghi in cui decidono di risiedere, sia in Europa che oltreoceano". Appunto, "Oltre le frontiere" come recita il titolo del Convegno, che il direttore generale della Fondazione Migrantes ha declinato così: "Dobbiamo essere spinti dall’obiettivo di costruire una cultura della fraternità e della solidarietà, che ci aiuta a superare stereotipi e pregiudizi, oggi ancora presenti quando parliamo di migrazione. Da qui quell’oltre richiamato dal titolo, oltre le frontiere, oltre le divisioni e le identità. Probabilmente, anche, oltre noi stessi e le nostre strutture, lasciandoci trasformare dalla migrazione e dalle differenze senza mai perdere di dignità". Infine, una menzione anche del Messaggio di papa Leone XIV per la imminente Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre 2026). Il Pontefice nel testo fa riferimento a una "responsabilità umanitaria e spirituale condivisa" in ragione della quale "le comunità di fede sono chiamate a costruire spazi in cui ogni ragazza e ogni ragazzo siano rispettati e valorizzati nelle rispettive identità culturali”. Così ha commentato mons. Felicolo: "Non solo le persone migranti perché protagonisti di progetto migratorio, ma anche chi deriva da progetti migratori, chi ha una storia migratoria alle spalle e sta ancora costruendosi il suo angolo felice nel mondo. In una epoca in cui la cifra migratoria contraddistingue il tempo storico da noi tutti vissuto, nessuno è escluso dal richiamo a questa responsabilità umanitaria e spirituale.

Il programma completo del convegno.

Manifesto GMMR 2026

Scuola, card. Zuppi: “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo”

21 Settembre 2026 - Hanno preso il via i lavori della sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, in programma a Roma (21-23 settembre 2026), proprio nella settimana che conduce alla celebrazione della 112ma Giornata del migrante e del rifugiato, dedicata al tema "Anche uno solo di questi bambini". Nella sua Introduzione, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha toccato anche il tema "scuola", in evidenza su molti quotidiani, mezzi di informazione e social media anche in seguito a un annuncio del Presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Ha detto il presidente della Cei: "In questi giorni le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo. I recenti episodi di violenza ci interrogano profondamente e devono spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo. Nella Magnifica Humanitas, Leone XIV indica sfide non più rinviabili (cfr. 143-146). La prima è quella delle disuguaglianze educative. Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace".

👉Il testo integrale dell'Introduzione del card. Zuppi.

GMMR 2026

GMMR 2026. A Bergamo la mostra immersiva “Lombardia, terra di approdo e di opportunità”

21 Settembre 2026 - Tra le iniziative promosse dalla diocesi di Bergamo in occasione della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Support and Sustain Children ETS (SSCh) organizza "Lombardia, terra di approdo e di opportunità. Volti, rotte e legami della solidarietà internazionale lombarda". Appuntamento Domenica 27 settembre, ore 10,30 - 19,00, presso Chiostro del dormitorio di via del Galgario. Si tratta di un'iniziativa che ruota intorno a una mostra narrativa e immersiva - da un'idea di Arianna Martini, fondatrice di SSCh e Giuseppe Ciulla, giornalista e autore televisivo -  che porta nel cuore della Lombardia i volti e le storie di bambini e famiglie incontrati da SSCh in oltre tredici anni di presenza nei contesti di guerra e migrazione forzata. La mostra sarà visitabile durante l'intera giornata. Molti dei bambini conosciuti da SSCh nei campi profughi siriani e nell'area di confine turco-siriana sono oggi adolescenti o giovani adulti cresciuti in una condizione di sospensione: senza reali possibilità di rientro, con un accesso discontinuo alla formazione e al lavoro, e con prospettive di autonomia estremamente limitate. Alcuni di loro, in assenza di alternative praticabili, arrivano a valutare le rotte migratorie irregolari — compresa la rotta balcanica — esponendosi a violenza, sfruttamento e rischi gravissimi. Alcune delle storie delle persone conosciute da SSCh nel suo lavoro sono state raccontate nel podcast "Il filo d'Ariana", realizzato con il sostegno della Fondazione Migrantes. Alle ore 16.30 si terrà un incontro pubblico aperto dalla testimonianza di padre Hugo (Vicariato Apostolico dei Latini di Aleppo), a cui seguirà un dialogo con gli interventi di Arianna Martini, Giuseppe Ciulla, Remon Karam, Case Manager di Adecco Inclusion, e degli scrittori Fabio Geda e Leonardo Pelo. Modera Andrea Valesini, caporedattore de L'Eco di Bergamo.

Per informazioni: segreteria.direzione@supportandsustainchildren.org

 

Gmmr 2026, a Cagliari una giornata per guardare negli occhi i bambini migranti

21 Settembre 2026 - La 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 27 settembre 2026 diventa, a Cagliari, un invito a fermarsi davanti al tema scelto da Leone XIV: “Anche uno solo di questi bambini”. Un richiamo diretto alla responsabilità della comunità cristiana verso i minori che vivono esperienze di migrazione, spesso segnati da fragilità e silenzi che chiedono ascolto. Il 25 settembre 2026, nell’Aula magna del seminario arcivescovile, l’incontro si aprirà con l’intervento del diacono Enrico Porru, direttore dell’ufficio diocesano Migrantes, che offrirà una cornice pastorale sul significato della Giornata e sulla centralità dei minori nei percorsi di mobilità. Seguirà una tavola rotonda coordinata dalla dott.ssa Maria Luisa Secchi, direttrice dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni, che riunirà quattro prospettive complementari: padre Enrico Deidda, S.J., con una riflessione spirituale e sociale sull’accoglienza dei più piccoli; dott. Simone Varisco, della Fondazione Migrantes, con dati e letture pastorali sui minori migranti; suor Anna Cogoni, Figlia della Carità, con l’esperienza quotidiana dell’accompagnamento di bambini e famiglie vulnerabili; don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, sul ruolo dei servizi Caritas nei percorsi di protezione e integrazione. Le conclusioni saranno affidate a S. E. Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, che rilancerà il senso ecclesiale della Giornata: custodire ogni bambino coinvolto nei fenomeni migratori, perché anche uno solo merita attenzione, cura e futuro.

Gmmr 2026, a Carrara per “Camminare insieme oltre la paura”

20 Settembre 2026 - In vista della 112ª Giornata del migrante ed del rifugiato, il 25 settembre 2026 l'Ufficio Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, promuove l'iniziativa "Camminare insieme oltre la paura" presso la Parrocchia del Bambin Gesù in Via Carducci 12/b a Carrara.
Il programma
  • Ore 17:00 – Tamburo Magico nel Quartiere Animazione e ritmi musicali per le vie del quartiere.
  • Dalle ore 17:30 – Laboratori Creativi e di Gioco per Bambini e Ragazzi Attività ludiche e momenti d'amicizia guidati dagli animatori, suddivisi per fasce d'età: 4–6 anni e 6–14 anni.
  • Ore 18:00 – Incontro con il Vescovo Presso l'auditorium della Parrocchia, il vescovo Fra Mario Vaccari incontrerà le Comunità migranti e della diaspora di Massa Carrara e Pontremoli. Un momento di ascolto aperto e dialogo per raccogliere esperienze e necessità.
  • Ore 20:00 – Festa dei Popoli Stand gastronomici con piatti tipici realizzati direttamente dalle comunità e musica dal vivo per festeggiare insieme in un clima di gioia e fraternità.
Info e prenotazioni: Ivonne Tonarelli - 3282035207

GMMR 2026 Crema (CR), “Dall’immigrazione all’integrazione”: la XV edizione della Festa dei Popoli

18 Settembre 2026 - Dall'immigrazione all'integrazione. Un percorso ad ostacoli che non si può fare da soli. È il titolo della XV edizione della Festa dei Popoli che dal 20 settembre al 3 ottobre, animerà la città di Crema sul tema dei migranti, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre 2026). "La Festa dei popoli - scrivono gli organizzatori - è un’opportunità che la diocesi di Crema, l’Amministrazione Comunale e la Consulta Intercultura offrono da alcuni anni alla Città per conoscere culture, tradizioni, espressioni artistiche e religiose, musiche, cibi che onestamente non conosciamo perché ad essi non dedichiamo alcuna attenzione. Vengono da lontano. Appartengono ad altra gente. Che cos’hanno di più di quanto non abbiamo noi? Così perdiamo una grande opportunità, quella di conoscere. E soprattutto di conoscere persone che di quei valori culturali sono i portatori".

👉Scopri il programma completo.

   

“CambIAmenti”, dal 5 al 28 ottobre un ciclo di webinar per custodire l’umano nell’era dell’IA

18 Settembre 2026 - “CambIAmenti” è il titolo del ciclo di webinar promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, in collaborazione con il Servizio informatico, per approfondire gli orizzonti tracciati dalla Lettera enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV. Durante il percorso, che prevede cinque incontri dal 5 al 28 ottobre, verranno affrontati l’impatto dell’intelligenza artificiale nella società e nelle reti relazionali contemporanee, la ricerca della pace universale e la custodia della dignità umana, la responsabilità umana dietro lo sviluppo dell’IA, con particolare attenzione ai nodi etici e legislativi. L’ultimo appuntamento proporrà una traduzione pratica per le comunità locali su come abitare i “mondi digitali” in modo missionario. I webinar sono rivolti agli operatori della comunicazione e pastorali, ai professionisti, agli educatori, agli insegnanti e a quanti si occupano di formazione. “La diffusione crescente dei sistemi di Intelligenza Artificiale nella vita sociale, culturale ed ecclesiale comporta il rischio di uno sfilacciamento dei legami interpersonali e di una crescente cultura individualista. Con questa iniziativa vogliamo offrire strumenti per abitare consapevolmente la trasformazione digitale, promuovendo una cultura del discernimento sull’IA che custodisca la dignità della persona, orientando l’uso della tecnologia al servizio della comunità, della pace e del bene comune, e rafforzando la competenza pastorale e comunicativa di diocesi e parrocchie sui temi digitali”, spiega Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali.
  • 5 ottobre 2026 – L’algoritmo e l’umano: abitare con profezia il cambiamento d’epoca – relatore prof. Antonio Cisternino.
  • 12 ottobre 2026 – La tecnica al servizio della pace: la bussola di "Magnifica humanitas" – relatore don Christian Barone.
  • 19 ottobre 2026 – Custodire l’umanità: discernimento etico e responsabilità algoritmica – relatore prof. Adriano Fabris.
  • 26 ottobre 2026 – Diritto, giustizia e bene comune nella biosfera digitale – relatrice avv. Marisa Marraffino.
  • 28 ottobre 2026 – Una Chiesa sinodale nei mondi digitali: corresponsabilità e nuovi linguaggi pastorali – relatore don Luca Peyron.
Per partecipare, è necessario iscriversi: https://iniziative.chiesacattolica.it/cambiamenti

(fonte: Ufficio comunicazioni sociali della Cei)

“Quel sangue non muore”: a 18 anni dalla strage di Castel Volturno (CE)

18 Settembre 2026 - La memoria si fa rabbia, riscatto e ostinata resistenza. Il 18 settembre a Castel Volturno (CE) è previsto un incontro per non dimenticare le 6 vittime africane della strage avvenuta 18 anni fa.
Il programma
📍 h 8:30-10:30 (Piazza Annunziata): incontro e gioco interattivo con gli studenti dell’I.C. “G. Garibaldi”. 📍 h 11:00 (Km 43 Ischitella - Domiziana): saluti Istituzionali, assemblea laica ed interreligiosa (al quale parteciperà per Fondazione Migrantes, Mariacristina Molfetta), concerto con il Coro “Miriam Makeba” (I.C. Garibaldi) e l’Orchestra di fiati Giovanbattista Cutolo (I.C. Pinetamare). 📍 "OSTINATA RESISTENZA": a seguire la visita al Parco Naturalistico La Piana individuato per un progetto di costruzione di un C.P.R.

Verso la GMMR 2026. In pericolo e abbandonati: i minori stranieri non accompagnati

17 Settembre 2026 - Secondo i dati di Unhcr, resi noti il 20 giugno 2026, le persone che sono in una situazione di fuga forzata dalle loro case nel mondo sono 117,8 milioni. Tra queste il 39% del totale sono minori. Il fatto che la percentuale di minorenni rispetto alla popolazione mondiale sia il 29% dimostra una volta in più che le situazioni di crisi pesano in proporzione maggiore sulle persone più fragili e vulnerabili rispetto alle altre. Normalmente il motivo che porta il minore a partire è già in sé traumatico. Ma quello del viaggio risulta essere, purtroppo, un tempo in cui i minori, specialmente quelli soli, accumulano esperienze durissime, che producono ulteriori ferite, sia fisiche che psicologiche. Questo avviene sia che i minori sperimentino prima l’attraversamento del deserto, poi la prigionia in Libia e, infine, la traversata del mare, sia che arrivino nel nostro Paese attraverso la cosiddetta “rotta balcanica”. In questo secondo caso, infatti, essi possono subire maltrattamenti da parte della polizia di frontiera e dei cani, la distruzione dei propri telefoni cellulari, la sottrazione dei vestiti e delle scarpe anche in pieno inverno. Oltre al rischio di finire intrappolati in reti di sfruttamento oppure detenuti. Senza dimenticare che già di per sé il transito per foreste, montagne e fiumi non li risparmia da sofferenze e difficoltà anche letali, per chi non ha conoscenza del contesto, del clima o anche solo un equipaggiamento adatto. minori stranieri non accompagnati
La violazione dei diritti dei minori stranieri non accompagnati
I minori non accompagnati subiscono, dunque, numerose violazioni dei loro diritti, non solo nel Paese dal quale fuggono, ma anche in molti dei Paesi da cui transitano prima di arrivare a destinazione. Servirebbero servizi di tutela fisica e psicologica per i minori anche lungo le rotte su cui si muovono. Ma i loro problemi, purtroppo, non finiscono una volta entrati in Europa, ad esempio nel nostro Paese. In Italia a fine maggio 2026, secondo il portale di monitoraggio del ministero delle Politiche sociali e del lavoro, risultavano essere presenti 14.237 minori stranieri non accompagnati (Msna): il 12% sono bambine e ragazze e l’88% bambini e ragazzi. Il 55% ha tra i 17 e i 18 anni, il 21% tra i 15 e i 16 anni. Il 9% tra i 15 e i 14 anni. Il 13% tra i 7 e i 14 anni e l’1,5% tra gli 0 e i 6 anni. Le tre nazionalità principali sono Egitto (33%), Ucraina (17%) e Bangladesh (12%), mentre le prime tre regioni per la loro accoglienza risultano essere Sicilia (20%), Lombardia (14%) e Campania (12%). Sebbene siano numericamente molte meno rispetto ai ragazzi e ai bambini, le bambine e le ragazze sono più facilmente esposte al rischio di divenire vittime di trafficanti che “facilitano” il passaggio da un Paese all’altro; ma anche a quello della tratta da parte di reti criminali che le sfruttano sia lavorativamente che sessualmente, a volte già nel corso del viaggio.
L’accoglienza e il fenomeno dell’allontanamento volontario
Sebbene per la legislazione italiana – considerata tra le più avanzate al mondo in questo specifico ambito – i minori non accompagnati dovrebbero prevalentemente essere posti in affido, questa nei fatti per gli stranieri è una soluzione che riguarda per ora numeri molto piccoli, e soprattutto per i giovani e le giovani ucraine. Ancora troppi minori non accompagnati di altre nazionalità possono, infatti, essere collocati in hotspot o Cas (Centri di accoglienza straordinaria), anche insieme agli adulti, specie se hanno tra i 16 e i 18 anni di età. Accanto a questo, uno dei problemi maggiori è il cosiddetto “allontanamento volontario”: spesso già pochi giorni dopo l’arrivo in Italia si perdono le tracce di molti minori. Secondo i dati presenti nella Relazione del Commissario straordinario sulle persone scomparse, nel 2025 su 22.000 segnalazioni, 17.942 hanno riguardato minori e tra questi 12.959 risultavano essere minori stranieri non accompagnati.
Gli effetti del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo
Dal 12 giugno 2026 i minori stranieri non accompagnati si devono confrontare anche con gli effetti del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e di alcuni decreti-legge necessari per la sua messa in pratica in Italia. Il Patto, infatti, invece di mitigare i rischi a cui i minori sono già sottoposti – non solo lungo la rotta, come abbiamo detto, ma anche nel momento in cui arrivano in Italia – rischia di potenziarne i traumi. Ad esempio, li espone al rischio di poter essere rimpatriati in un Paese terzo lontano dall’Ue, violando il principio di non respingimento; e alla possibilità di essere detenuti o confinati, nel corso di procedure di frontiera che comunque ne limitano la possibilità di movimento. Inoltre, li priva della possibilità di poter usufruire di un “prosieguo amministrativo” di tre anni – come previsto per gli altri minori non accompagnati italiani –, perché nel loro caso ora è previsto per solo un anno, tra i 18 e i 19 di età. Questo nuovo quadro giuridico aumenta, quindi, le possibilità che un minore o una minore si trovino in un contesto non tutelante, in una soluzione di accoglienza non adatta o che si sentano in pericolo e abbandonati.
Msna e devianza
Se facciamo riferimento al report del Cespi “I minori stranieri non accompagnati in Italia e il rischio di cooptazione da parte della criminalità organizzata” del giugno 2025, non risulta che i Msna arrivino in Italia presentando in prevalenza significativa dei profili devianti. Sembra piuttosto che i comportamenti devianti si sviluppino in Italia, sia a causa dei luoghi non idonei in cui vengono alloggiati, sia della situazione di abbandono che si può generare al raggiungimento della maggiore età, se escono dal sistema di accoglienza o dal meccanismo del “prosieguo amministrativo”. I minori che finiscono alloggiati in centri sovraffollati o in dormitori a contatto con adulti – dove non vengono offerte opportunità di inserimento scolastico e lavorativo, oggetto di continui tagli di spesa –, hanno una probabilità maggiore di sviluppare comportamenti devianti. In un contesto che richiederebbe un investimento globale e cooperativo per concretizzare gli standard minimi di tutela dei minori, specie se non accompagnati, nel Paese di origine come in quelli di transito e di arrivo, la collaborazione tra i governi sembra attivarsi solo per porre sempre più ostacoli. E per offrire sempre meno tutele a bambine e bambini, ragazze e ragazzi che fuggono proprio perché non hanno la protezione e la speranza di un futuro dignitoso che dovrebbero avere sempre e ovunque. (Mariacristina Molfetta | "Migranti Press" 7-8 2026)  

Italiani all’estero: alla Farnesina nasce il “Servizio per la cittadinanza”

17 Settembre 2026 - Il Consiglio dei Ministri di oggi ha dato via libera alla istituzione presso la Farnesina del “Servizio per la cittadinanza”, una nuova Direzione Generale alla quale saranno ricondotti i procedimenti per il riconoscimento della cittadinanza italiana presentati dai residenti all’estero. La centralizzazione delle relative funzioni è finalizzata a favorire una gestione uniforme e maggiormente controllabile dei procedimenti, anche in funzione di una più efficace prevenzione delle irregolarità. La centralizzazione delle pratiche di cittadinanza iure sanguinis era prevista dal ddl “Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero” approvato a gennaio scorso. Sempre oggi il Cdm ha approvato anche il “Codice delle Relazioni Internazionali”, volto a riordinare in un unico testo normativo le disposizioni relative alle competenze del Ministero degli Esteri. Il Codice raccoglie e coordina la normativa in materia di relazioni internazionali e di tutela e promozione degli interessi dei cittadini e delle imprese italiane all’estero, contribuendo a semplificare e rendere più organico il quadro normativo di riferimento. Entrambe le misure – sottolinea la Farnesina – si inseriscono “nel più ampio processo di razionalizzazione e semplificazione dell’attività amministrativa del Ministero, fortemente voluto dal Ministro Tajani, con l’obiettivo di assicurare maggiore chiarezza e uniformità delle procedure e consentire alla rete diplomatico-consolare di concentrare le proprie attività sui servizi a favore dei cittadini e delle imprese italiane all’estero”. (aise)

A Napoli il Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania

15 Settembre 2026 - Migrazione, missione, interculturalità e futuro delle comunità italiane all’estero. Saranno questi i temi al centro del Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, promosso dalla Delegazione nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, che si terrà a Napoli dal 21 al 25 settembre 2026 sul tema “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”. Un appuntamento che riunirà rappresentanti delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania, esponenti della Chiesa italiana e tedesca, studiosi, giornalisti ed esperti di migrazioni, per riflettere sui profondi cambiamenti che hanno interessato la mobilità italiana e sul ruolo che la Chiesa è chiamata a svolgere in una realtà migratoria ormai molto diversa da quella del passato. Ad aprire i lavori saranno mons. Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes, e Antonio Bonifacio, direttore regionale della Fondazione Migrantes per la Conferenza episcopale campana. Seguirà la relazione annuale di don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania.
I 75 anni del Corriere d’Italia: la storia dell’emigrazione attraverso la stampa
Nell’ambito del convegno sarà inoltre presentata la mostra “75 anni di storia. L’emigrazione raccontata attraverso il Corriere d’Italia”, realizzata in occasione dei 75 anni del giornale, nato nel 1951 come voce della comunità italiana in Germania. Il percorso espositivo ripercorre, attraverso giornali, documenti e immagini, le principali tappe della storia dell’emigrazione italiana in Germania e il ruolo svolto dal Corriere d’Italia nel raccontare i cambiamenti della collettività italiana, dalle prime esperienze dei lavoratori italiani arrivati nel dopoguerra fino alle nuove forme della mobilità contemporanea. La mostra sarà presentata e illustrata da Francesco Vizzarri, storico e ricercatore italiano che si occupa di storia delle migrazioni e della mobilità nel XX secolo. Vizzarri lavora presso l’Istituto di Storia Contemporanea dell’Università Justus Liebig di Giessen, in Germania. Il suo intervento offrirà una lettura storica e scientifica del percorso espositivo, collegando la vicenda del Corriere d’Italia alla più ampia storia della mobilità italiana e alle trasformazioni della presenza italiana in Germania. (fonte: Corriere d'Italia/Conferenza episcopale campana)

Il programma completo del convegno.