4 Giugno 2026 - Roma, 4 giugno 2026. Il numero in uscita di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, mette in copertina il tema dell’editoriale di mons. Gian Carlo Perego, l’ultimo da presidente della Fondazione Migrantes: che Europa nascerà dal Patto su migrazione e asilo che entrerà in vigore entro la fine di giugno?
Scrive mons. Perego: “L’Europa non si sta accorgendo che il nuovo Patto europeo ipoteca il suo futuro, che è solo nell’accogliere, tutelare, promuovere e integrare persone diverse, come aveva detto papa Francesco e come ha ripetuto nella Dilexi te, papa Leone: un passo indietro nel percorso di un’Europa solidale”. (LEGGI L'EDITORIALE)
In primo piano, poi, l’intervista di Simone Sereni al professor Paolo D’Achille, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università Roma Tre e da poco riconfermato presidente dell’Accademia della Crusca, sull’impatto della mobilità umana sulla nostra lingua e sul suo futuro.
In evidenza, anche “l’altro editoriale” di Gigio Rancilio (già anticipato il 21 maggio) sul possibile impatto delle IA sulle migrazioni: quando un algoritmo sbaglia, chi ne risponde?
Gli altri contenuti del numero:
- Uno sguardo dentro una guerra ignorata, quella nella Repubblica democratica del Congo, firmato da Simone Varisco, con il contributo di un testimone impegnato quotidianamente con gli sfollati interni.
- Mariacristina Molfetta, attraverso due volumi di recente pubblicazioni, fotografa l’impatto della guerra sui bambini e lo sperpero di risorse investite nel riarmo di tutti i Paesi del mondo.
- La nuova puntata della rubrica “Parole in fuga”, le parole della quotidianità di chi è rifugiato o richiedente asilo. Questa volta la parola è “Rotta”. A cura dell’Osservatorio Vie di Fuga.
- La presidente del “Comité Catholique Internationale pour les Tsiganes” (CCIT), Cristina Simonelli, sui 50 anni dell’associazione, celebrati recentemente a Bologna.
- Dopo Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. Eleonora Voltolina ci introduce a una nuova ricerca che punta a integrare la precedente: chi sono i genitori “ex expat” che hanno deciso di rientrare in Italia? Cosa li ha spinti a rientrare? Sono contenti della scelta che hanno fatto? E soprattutto: che Italia hanno ri-trovato?
- L’intervista di Stefano Proietti a mons. Erio Castellucci sul valore sinodale del gesto di formare per l’8mille.
- E poi le nostre rubriche fisse: “Leggi e giurisprudenza”, le “Brevi” e le “Segnalazioni” di libri, film, arte, musica.
Per info: mpress@migrantes.it.
(foto: Vatican Media/SIR)[/caption]
Mons. Corrado Lorefice (foto: arcidiocesi di Palermo)[/caption]
Dalle 12,30 l’apertura degli stand gastronomici con i cibi dal mondo e l’apertura con la sfilata delle bandiere e l’esplosione di danze e musica dai vari continenti.
Mattatori sul palco Jean Pierre Piessou e Malice Omondi, che ha scandito in varie lingue lo slogan “different people, one nation, different colours, one humanity”. Jean Pierre Piessou ha ricordato le situazioni di conflitto vissute dai tanti popoli presenti alla Festa: dal l’Ucraina al Venezuela, dalla Palestina all’Iran, al Libano.
Don Giuseppe Mirandola coordinatore dell’evento: “La diversità in occasione della Festa dei Popoli diventa festa. Questo è il messaggio che ripresentiamo con forza ogni anno. Ci sono tante situazione nella vita che dicono che la diversità è anche ostacolo e fatica, e noi non vogliamo negarlo, non ci nascondiamo la realtà, ma il messaggio importante, qui in questa Festa è che la diversità fatta di musica, danza, cibi, il trovarsi assieme e condividere è possibile e ci indica la strada, quella di vivere insieme gioiosamente”. (Paolo Annechini - Nausicaa Marchiori)
Il gruppo a Ragusa (Ibla).[/caption]
(Immagine generata con IA)[/caption]