Primo Piano

Monsignor Perego a FuoriTg (Tg3): senza una missione europea come Mare Nostrum “il Mediterraneo vede sempre più persone abbandonate a sé stesse”

3 Febbraio 2026 - Il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, mons. Gian Carlo Perego, è intervenuto oggi nello spazio di approfondimento del Tg3, "Fuori Tg". A proposito dell'allarme lanciato da Mediterranea sulla possibilità che durante il ciclone Harry si siano perse le tracce di 1.000 persone partite da Libia e Tunisia, mons. Perego ha detto: "Il Mediterraneo vede sempre più persone abbandonate a sé stesse, in assenza di un'operazione europea - come fu Mare Nostrum -  per intercettare le barche, salvare le persone e accoglierle". Su sicurezza, integrazione e accoglienza in Italia, il presidente della Fondazione Migrantes ricorda prima di tutto l'urgenza di "cambiare la legge Bossi-Fini, che ha più di 20 anni e che è nata quando in Italia c'erano circa 1 milione di immigrati e oggi ne abbiamo 5 milioni e 400 mila" e la necessità di "costruire percorsi di cittadinanza" che significa anche offrire informazioni all'arrivo e servizi di alfabetizzazione, cura e formazione. Infine, sul tema della denatalità e dello spopolamento dei territori: "Le due gambe sulle quali si sostiene la vita sul territorio, ossia il sostegno alla famiglie e alla maternità e quello all'immigrazione, devono camminare insieme".

👉 Rivedi l'intera trasmissione.

Mons. Perego

Radio Mater, “Migrantes. Incontri in cammino”. Si parla di cinema africano a Verona

3 Febbraio 2026 - Verona è stata la prima città in Italia a proporre un focus sul cinema Africano: era il 1970. Undici anni più tardi, nel 1981, si inaugura a Verona la 1ª Settimana di Cinema Africano, organizzata dalla rivista Nigrizia e dal Centro Missionario Diocesano. 45 edizioni dopo, molto è cambiato in quello che oggi è Cinelà – Festival di cinema africano e oltre, ma non la sua missione di fondo: dare un’immagine più vera e più critica dell’Africa, attraverso le storie e le immagini raccontate dagli stessi africani, con l’ottica di conoscerne meglio i popoli e le culture. Molti gli ospiti in questa prima puntata del 2026 – in onda il 5 febbraio –, che insieme a Simone Varisco (Fondazione Migrantes) rievocheranno la storia, il presente e le prospettive future della manifestazione: Stefano Gaiga, direttore artistico del Festival; Rossella Lomuscio, Progettomondo; don Giuseppe Mirandola, presidente del Comitato del Festival e direttore del Centro pastorale immigrati della diocesi di Verona; don Giuseppe Pizzoli, direttore della Fondazione Missione e dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese; padre Giuseppe Cavallini, Fondazione Nigrizia (Missionari Comboniani) e direttore della rivista Nigrizia; don Lucio Brentegani, direttore del Centro Missionario Diocesano di Verona. "Migrantes. Incontri in cammino" è lo spazio radiofonico mensile della Fondazione Migrantes dedicato ai temi della mobilità umana. Va in onda su Radio Mater ogni secondo giovedì del mese, dalle 17.30 alle 18.30.

• Diretta streaming • Frequenze radio

[caption id="attachment_71167" align="aligncenter" width="1024"]Radio Microfono (Pexels/Ilane A)[/caption]

Ad Asti un incontro su Haiti, oltre la cronaca verso le prospettive future

2 Febbraio 2026 - Il Centro Missionario Diocesano di Asti, le Acli di Asti, la Rete Welcoming Asti e l'Ufficio pastorale migranti della diocesi di Asti organizzano per giovedì 5 febbraio 2026 dalle ore 21.00 un momento di approfondimento presso il Foyer delle famiglie (Via Milliavacca 5, Asti) sul tema "Haiti: la guerra dimenticata, tra violenze e miseria". Intervengono:
  • mons. Graziano Borgonovo, sottosegretario del Dicastero per l'evangelizzazione.
  • Simone Varisco, storico, ricercatore della Fondazione Migrantes, curatore del "Rapporto Immigrazione" Caritas e Migrantes.
Un incontro dedicato ad Haiti e pensato per andare oltre i titoli di cronaca e comprendere la complessità di un Paese ricco di storia, cultura e coraggio. Durante l’evento, si approcceranno le sfide politiche e sociali più attuali, dai conflitti alla mobilità umana, senza dimenticare le straordinarie risorse umane e creative che caratterizzano la società haitiana. Un momento di approfondimento pensato per chi desidera uno sguardo più consapevole e informato su una realtà spesso raccontata solo in superficie. Una parte dell’incontro sarà dedicata alle prospettive future: quali strade può intraprendere Haiti per rafforzare le proprie istituzioni, valorizzare le energie della società civile e costruire percorsi di stabilità? Attraverso analisi, testimonianze e dialogo aperto, l’evento offrirà strumenti per comprendere le dinamiche in evoluzione e per immaginare, insieme, nuovi scenari possibili per il Paese.   Haiti-Borgonovo-Varisco

Mons. Felicolo in visita alla Missione cattolica italiana di Atene

30 Gennaio 2026 - 30 Gennaio 2026 - Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, visiterà la Missione cattolica italiana di Atene e in Grecia, presso la Parrocchia dei santi Francesco e Chiara in Atene. Durante la visita, mons. Felicolo incontrerà in particolare i bambini, il sabato pomeriggio, e le famiglie a cena. Celebrerà le Eucaristie del sabato e della domenica, e al termine di quest'ultima è previsto un momento di fraternità con la comunità. "Vado ad Atene perché è una piccola comunità che da tanto tempo non è stata visitata. Perché il mio desiderio è farmi vicino a tutte le realtà cui siamo legati; vicino agli italiani che frequentano la comunità ovunque si trovino e qualunque sia il loro numero; vicino ai missionari che sono lì". Parrocchia italiana Atene

“Nuove povertà e migrazioni”. Mons. Perego a Vercelli per la rassegna “Ponti di pace”

29 Gennaio 2026 - La rassegna “Ponti di Pace – Incontri tra Saperi e Culture” 2026 - promossa dal gruppo MEIC – Pax Christi “Punto Pace di Vercelli”, in collaborazione con l’Arcidiocesi e l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”- prosegue il cammino “Con la Città e per la Pace”, percorso che accompagna l’Ateneo vercellese verso il suo ottavo centenario (1228-2028). Mai come oggi, scrivono i promotori "avvertiamo l’urgenza di gettare un ponte solido tra Fede e Ragione. In un mondo dove la logica della forza rischia di soppiantare il Diritto Internazionale e la dignità umana scivola pericolosamente in secondo piano – persino all’interno delle democrazie più consolidate – diventa imperativo interrogarsi sulle radici etiche e culturali del nostro vivere insieme". Sono sei gli incontri in programma. Il prossimo - sabato 7 febbraio 2026 (9:45 – 12:15), presso la Sala Sant’Eusebio del Seminario di Vercelli, sarà sul tema "Nuove povertà e migrazioni – Una convergenza possibile tra Società e Chiesa? Magistero e Ricerca a confronto”. Intervengono:
  • mons. Giancarlo Perego (arcivescovo di Ferrara-Comacchio, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes).
  • Irene Ponzo (Ricercatrice Università del Piemonte Orientale, già vicedirettrice di Fieri – Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione).
Modera: Silvia Fazzo (Presidente del corso di laurea in Filosofia e Comunicazione – Università del Piemonte Orientale). Ogni appuntamento sarà scandito da intermezzi musicali a cura dell’Associazione Camerata Ducale e della Scuola Comunale Vallotti. Gli incontri sono a ingresso libero e fruibili anche in diretta streaming sul canale YouTube “Sant’Eusebio Channel”: https://www.youtube.com/santeusebiochannel Ponti di pace Vercelli

Ice, perché Minneapolis? La testimonianza di “un italiano d’America”

29 Gennaio 2026 - Anticipiamo l'editoriale del prossimo numero di "Migranti Press", a firma di Massimo Faggioli, che attualmente insegna Ecclesiologia presso il "Trinity College" di Dublino, in Irlanda. La sua famiglia è nata a Minneapolis e ha vissuto molti anni negli Stati Uniti. La nostra famiglia, i Faggiolis, è nata come tale a Minneapolis, una delle due città gemelle, le Twin Cities affacciate sul fiume Mississippi. Mia moglie e io abbiamo insegnato sette anni nell’università cattolica in quelle città, che mi hanno fatto conoscere l’America vera, non quella finta di telefilm come Happy Days o Friends. Abbiamo ancora molti colleghi, amici e parenti in quella zona urbana plasmata come poche dalla presenza delle chiese – protestanti (luterani scandinavi in particolare), ancora prima di quelle cattoliche. Nel resto dell’America, uno dei modi di definire quelli del Minnesota è Minnesota nice, per dire di una gentilezza particolare nei modi di fare, all’opposto dei modi bruschi degli americani di New York o Boston. Quando un minnesotano che non ti conosce non è d’accordo con te, dice that’s interesting oppure that’s different, per non esacerbare il disaccordo. Non stupisce che quella città sia stata uno dei centri dell’ecumenismo negli Stati Uniti. Su quelle rive del Mississippi nacque anche, cent’anni fa esatti, il movimento per la riforma liturgica in Nordamerica, che poi seguì la corrente del fiume fino al Midwest più a sud. Quella chiesa locale è la culla del cattolicesimo sociale americano (cercare su Google monsignor John Ryan), che influenzò le politiche del New Deal di Franklin D. Roosevelt. La cultura sociale solidarista non è solo materia di politiche pubbliche, ma anche di stili di vita: aiutarsi tra colleghi in momenti complicati (il trasloco, la nascita di un figlio/a) era parte integrante della vita in una città (quella di Charles Schulz, il padre di Snoopy e Charlie Brown dei Peanuts) molto fredda nelle temperature, ma calda nei rapporti umani. La comunità somala e quella Hmong (rifugiati dal Laos, una delle conseguenze della guerra in Vietnam) sono parte integrante della vita della città, e da decenni. È una chiesa locale in cui la liturgia eucaristica viene celebrata anche in forma inculturata per i nativi americani. Sono molti i motivi di contrasto tra le scene di violenza da parte delle forze federali per le strade di Minneapolis e i ricordi personali che ho di quella città. Ma non stupisce la scelta di prendere di mira quella zona del paese da parte dell’amministrazione Trump: per le sue tradizioni politiche solidariste e democratiche, ma anche per la presenza capillare e pacifica di chiese e religioni (compresi ebraismo e islam) nel tessuto politico e sociale. Una parte di America in cui religioni e democrazia si ispirano reciprocamente, in modi molto diversi dall’ideologia del Make America Great Again. (Massimo Faggioli)

Cei: nell’età della forza la Chiesa italiana sia “casa della pace”

28 Gennaio 2026 - Si è concluso il Consiglio episcopale permanente straordinario della Chiesa cattolica italiana, tenutosi a Roma dal 26 al 28 gennaio 2026. Dal consueto comunicato finale della Conferenza episcopale italiana, apprendiamo che in vescovi, in un contesto globale definito - citando La Pira - "età della forza", hanno rinnovato l’impegno della Chiesa italiana "a essere 'casa della pace', accogliendo l’invito di Papa Leone XIV a riscoprire l’essenziale della fede cristiana". Dopo la lettura della realtà ecclesiale offerta dall'Introduzione ai lavori del cardinale presidente, Zuppi, si sono prese delle decisioni ispirate dal cammino sinodale e dal suo Documento di sintesi, Lievito di pace e di speranza. In particolare si segnala che "il Consiglio Permanente ha votato una mozione in base alla quale si incarica la Presidenza di costituire, all’interno dell’Ufficio catechistico nazionale, in collaborazione con Migrantes e altre realtà interessate, un osservatorio per la raccolta di dati ed esperienze e per la predisposizione di strumenti e sussidi in merito ai percorsi di iniziazione alla vita cristiana e di ricominciamento di giovani e adulti". Inoltre, il Consiglio permanente ha espresso l’orientamento che "una prossima Assemblea generale venga dedicata al tema dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, cogliendo anche le diverse sfumature che tale attenzione porta con sé: Mediterraneo, migrazione, etc". Infine, la Fondazione Migrantes si rallegra della nomina di mons. Kuriakose Cherupuzhathottathil (Eparchia di Bathery, Kerala) a Coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici siro-malankaresi in Italia.   [caption id="attachment_70811" align="aligncenter" width="1024"]Cei Cei, Consiglio permanente straordinario
(foto: Cristian Gennari/Siciliani)[/caption]

“Come i manicomi, anche i Cpr vanno chiusi”. Il nuovo Rapporto sui Cpr in Italia e l’appello del Tai

28 Gennaio 2026 - È stato presentato a Roma, presso la Sala "Caduti di Nassirya" in Senato, Cpr d'Italia: istituzioni totali, secondo Rapporto di monitoraggio sui Cpr di Bari, Brindisi, Caltanisetta, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino e Trapani, curato dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai), cui aderiscono 41 tra associazioni e organizzazioni che si occupano di rifugiati e richiedenti asilo. Secondo il Tavolo (leggi il comunicato completo), i Centri di permanenza per il rimpatrio restano in Italia luoghi di "sospensione dei diritti fondamentali, segnati da isolamento, spersonalizzazione e degrado": un sistema "incompatibile con i principi dello Stato di diritto e inefficace nei risultati". Per questo sono definiti “istituzioni totali”, richiamando l’esperienza basagliana contro i manicomi: spazi chiusi e segreganti che trasformano la privazione della libertà in prassi di controllo sociale. E, richiamando proprio l'eredità di Franco Basaglia, “come i manicomi, anche i Cpr vanno chiusi”. Nel corso del 2025, delegazioni di parlamentari e operatori hanno visitato 10 Cpr in tutta Italia, segnalando limitazioni di accesso agli osservatori indipendenti e ostacoli alle visite ispettive. Il Rapporto 2025, in dialogo con l’iniziativa “Il viaggio di Marco Cavallo” del Forum Salute Mentale, pone la salute mentale al centro dell’analisi. Gravi anche le limitazioni alla tutela legale. Il Rapporto segnala inoltre criticità economiche e gestionali. Anche l’efficacia dei rimpatri è in calo. Sul piano politico, il Tai denuncia una deriva europea verso la normalizzazione della detenzione amministrativa nelle politiche migratorie, rafforzata dal "Nuovo Patto su migrazione e asilo" e dal "Protocollo Italia-Albania".

🔗 Leggi il comunicato del Tai.

👉 Scarica il Rapporto integrale.

   

Roma, la solidarietà della parrocchia di S. Timoteo per lo Sri Lanka

27 Gennaio 2026 - Domenica 25 gennaio si è svolta la festa parrocchiale di San Timoteo a Casal Palocco nel settore sud della Capitale che quest’anno ha visto un gesto di solidarietà verso la popolazione dello Sri Lanka che lo scorso novembre è stata colpita dal ciclone “Ditwah” che ha portato frane, alluvioni e distruzione su tutto il territorio. La Santa messa solenne è stata presieduta da S. Em. il card. Malcolm Ranith, arcivescovo metropolita di Colombo, e concelebrata da don Angelo Compagnoni, parroco di San Timoteo, mons. Neville Perera, cappellano per la comunità dello Sri Lanka a Roma e molti altri sacerdoti. Durante l’omelia il cardinale ha ricordato che non solo gli apostoli sono stati chiamati a servirlo ma anche noi come popolo di Dio. “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”; ricordando questo passo del vangelo il cardinale ha sottolineato il fatto che è il Signore che farà (degli apostoli) pescatori di uomini e simil modo farà di noi cosa egli vuole, se noi lo accettiamo nella nostra vita. “Abbandonatevi a Cristo, abbiate fede in lui cosi da poter vivere questa esistenza come esperienza felice e gioiosa!” ha detto il card. Ranjith. Al termine della messa don Angelo ha consegnato al card. Ranjith una busta contenente una donazione all’arcidiocesi di Colombo che ha visto più di 18.000 famiglie perdere la propria casa. Il ciclone ha infatti causato circa 1.600 morti e danni ad oltre un milione di persone su tutto il territorio. La festa di San Timoteo al Casal Palocco è continuata con un aperitivo comunitario che ha visto la partecipazione di molte persone della zona. (Riccardo Nelumdeniya)   Festa per Sri Lanka a Roma 2026  

Ciclone Harry: da Agrigento un appello dell’Ufficio Migrantes

27 Gennaio 2026 - "Non possiamo rassegnarci alla logica della morte in cui la speranza prende forma della disperazione con le conseguenze tragiche che ben conosciamo e alle quali non potremo mai abituarci". Così il card. Zuppi, presidente della Cei, ieri nel suo intervento introduttivo del Consiglio episcopale permanente a proposito dell’ennesimo naufragio nel Mediterraneo. Sebbene anche quelle dei giorni scorsi sembrino vicende "ormai archiviate e non più al centro del dibattito nei tavoli istituzionali", nella logica della non rassegnazione, da Agrigento, una delle diocesi italiane più coinvolte in queste tristi circostanze, arriva un appello firmato dal direttore dell'Ufficio Migrantes, don Aldo Sciabbarrasi. L'appello è rivolto a tutti coloro che, in questo periodo stanno discutendo nelle sedi istituzionali di come fornire supporto e risorse economiche alle famiglie sfollate e ai tanti commercianti in grave difficoltà a causa del ciclone Harry: "Vi chiedo di non dimenticare anche i nostri fratelli e sorelle, i bambini che continuano a morire in mare a causa delle tempeste e del vento. È necessario mettere tutti sullo stesso piano di attenzione e di aiuto. Così come si cercano soluzioni per le famiglie che hanno perso case, attività commerciali, strade e certezze a causa del ciclone Harry, allo stesso modo dobbiamo trovare soluzioni affinché nessuno muoia più in mare solo perché cerca una vita migliore. Cercare felicità e serenità è un diritto di ogni essere umano". Don Sciabbarrasi termina il suo appello con "un sincero ringraziamento va a chi, ogni giorno, compie enormi sforzi per salvare quante più vite possibile".

Giorno della memoria, Fondazione Migrantes: «In un mondo che corre indifferente, rom e sinti insegnano a non consumare il tempo»

26 Gennaio 2026 - «In un mondo che corre indifferente, che divora il tempo e consuma tutto – anche le tragedie umane e le proprie responsabilità su di esse –, fermarsi, far memoria, fare il punto di una storia è diventato una scelta radicale, di resistenza». Così mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, riflette sul significato particolare che quest’anno assume il “Giorno della memoria”, che si celebra il 27 gennaio. L’orrore della Shoah, lo sterminio sistematico del popolo ebraico, e l’uccisione di tutti coloro che si sono opposti al progetto nazista, ha segnato e formato le coscienze di tanti. La Fondazione Migrantes, avendo questo nel cuore, invita a ricordare che l’ideologia che ha concepito quell’orrore – e che usava la paura come esca e la sicurezza fondata sull’odio come orizzonte –, quella valanga di odio ha travolto tanti: persone, gruppi e popoli considerati minacce o scarti della società. Tra questi anche rom e sinti, che sono al centro di particolare cura pastorale da parte della Migrantes. Il loro genocidio è stato denominato Porrajmos, ovvero “divoramento”, e viene ricordato in special modo il 2 agosto di ogni anno. «Trovo importante che nel Giorno della Memoria si ricordino anche la sofferenza, il dolore, le fatiche dei popoli rom e sinti», spiega mons. Felicolo. «Ricordare non può essere solo un momentaneo palliativo della coscienza, ma deve servire ad attualizzare: vedere oggi quanta fragilità e quanto pregiudizio sussistano. Fermarsi e vedere quello che succede oggi serve per superare i pregiudizi e andare avanti: quali problemi possiamo risolvere insieme a rom e sinti? Su quali strade possiamo camminare insieme a loro, prendendoci per mano? Senza pietismo, né assistenzialismo, ma coltivando l’autonomia». Proprio alla rielaborazione e all’attualizzazione della memoria – “La speranza è itinerante. Mio padre e mia madre erano aramei erranti” – è stato dedicato il Convegno nazionale degli operatori della pastorale rom, sinti e caminanti del settembre 2025 a Napoli, che ha tracciato anche il percorso della Fondazione Migrantes in questo ambito per il 2026. «Il cristiano è un uomo in cammino – conclude mons. Felicolo –, ma non consuma tempo e persone: si ferma, si fa accanto, ricorda. Ecco perché fermarsi ogni anno per ricordare. E chi fa memoria del passato ha la possibilità di non ripeterne gli errori».   [caption id="attachment_70710" align="aligncenter" width="1024"]Auschwitz-Birkenau Auschwitz-Birkenau (foto: Flickr/Mariusz Cieszewski)[/caption]

La sfida delle IA, Leone XIV: “Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona”

26 Gennaio 2026 - "Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro". Principia così il Messaggio di papa Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo Custodire voci e volti umani. "Volto e voce sono sacri", continua il Papa, che conclude il suo Messaggio esprimendo il "bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona" in un'epoca in cui l'innovazione tecnologica "antropomorfizzata" ci pone di fronte a grandi possibilità, ma anche a sfide e preoccupazioni. Il Messaggio è, infatti, completamente dedicato a una riflessione approfondita sulla sfida "antropologica" e non tecnologica posta dalle cosiddette Intelligenze artificiali (IA). Senza sminuire le potenzialità dell'innovazione, "la questione che ci sta a cuore" - scrive Leone XIV - "non è cosa riesce o riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio". Tale uso sapiente è indispensabile "affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati", un'alleanza che per il Papa "ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilitàcooperazione e educazione". In particolare, sul tema dell'educazione, che è al centro della missione della Fondazione Migrantes sui temi della mobilità umana, il Pontefice ricorda che essa serve "ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione". Come sappiamo questo è un nodo essenziale anche nella comunicazione che riguarda le persone migranti, persone cui è urgente, anche da parte di chi desidera farsi loro accanto e sostenerne i diritti, ridare un volto e una voce. Come, infatti, aveva suggerito l'editoriale del numero speciale di Migranti Press per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, - a firma del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo - "spesso diamo molto – troppo? – più spazio a quello che facciamo e diciamo 'noi per loro', invece che direttamente alla voce, alla testimonianza e allo sguardo sulla realtà dei migranti e dei rifugiati, anche nelle nostre comunità". [caption id="attachment_70692" align="aligncenter" width="1024"]Leone XIV (foto: Vatican Media/SIR)[/caption]

“Cpr d’Italia: istituzioni totali”. La presentazione del II rapporto di monitoraggio del Tavolo asilo e immigrazione

23 Gennaio 2026 - Il 28 gennaio 2026 a partire dalle ore 11:30 a Roma (Sala Caduti di Nassirya, Piazza Madama), il Tavolo asilo e immigrazione (Tai) presenta "Cpr d'Italia: istituzioni totali", secondo rapporto di monitoraggio sui Cpr di Bari, Brindisi, Caltanisetta, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino, Trapani. Intervengono:
  • Veronica Scarrozza (Recosol).
  • Gianfranco Schiavone (Ics, Asgi);
  • Fabrizio Coresi (ActionAid);
  • Lucia Borruso (Medici Senza Frontiere);
  • Sara Consolato (Refugees Welcome Italia);
  • Teresa Menchetti (Forum per cambiare l’ordine delle cose);
  • Filippo Miraglia (Arci).
Previsti anche gli interventi dei parlamentari del gruppo di contatto su immigrazione e diritto d’asilo.

I giornalisti e gli ospiti devono accreditarsi scrivendo a: info.tavoloasiloimmigrazione@gmail.com

L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini obbligo di giacca e cravatta.

I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming sul sito del Senato e sul canale YouTube del Senato Italiano.

  Secondo rapporto Cpr Tavolo Asilo 2026

Il Rapporto italiani nel mondo torna a Londra

24 Gennaio 2026 - Il 28 gennaio 2026 si terrà presso il Consolato Generale d'Italia a Londra (83-86 Farringdon Street) la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) 2025 della Fondazione Migrantes. Che cosa raccontano, in profondità, vent’anni di mobilità italiana? Quali traiettorie personali e professionali si nascondono dietro i numeri delle partenze e dei ritorni? Come cambiano comunità, economie locali e relazioni sociali quando le persone si mettono in cammino? E cosa resta, invece, dell’appartenenza e della memoria dei luoghi? Intervengono:
  • Domenico Bellantone, console generale d'Italia a Londra.
  • mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes.
  • Delfina Licata, sociologa delle migrazioni e curatrice del RIM.
  • Alessandro Gaglione, presidente del Comites di Londra.
  • Alessandro Belluzzo, presidente onorario della Camera di commercio italiana a Londra.
  • Carmen Silvestri e Giulia Pepe, "Manifesto di Londra".
Coordina i lavori il sen. Raffaele Fantetti. L'evento è organizzato dal Consolato Generale d'Italia a Londra, in collaborazione con il Comites di Londra. La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti.   Rim 2025 Londra    

Report “Il diritto d’asilo”: se ne parla al Museo del ‘900 di Mestre

23 Gennaio 2026 - A Mestre (VE), presso il Museo del '900 il 24 gennaio 2026 a partire dalle ore 10.30, la "Casa di Amadou" propone e organizza la presentazione del Report "Il Diritto d'asilo" 2025 della Fondazione Migrantes. Presenterà il Report, la curatrice, Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes. Seguirà un dibattito La "Casa di Amadou" di Mestre/Marghera opera per supportare i migranti e i richiedenti asilo specie, in special modo quelli in transito o fuori dall'accoglienza, in collaborazione con l'Uffio Migrantes. La Fondazione Migrantes nel 2026 sostiene il progetto "Accolti di diritto",  che intende potenziare e valorizzare il ruolo delle reti sociali e territoriali come primo presidio di supporto, rafforzando al contempo le opportunità di integrazione e tutela.   Report 2025 Mestre

“Come parlare di migrazioni?”. A Mondovì con mons. Felicolo il primo incontro del percorso “Le parole per dirlo” 

22 Gennaio 2026 - Il 23 gennaio a Mondovì (CN), mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, animerà il primo incontro della nuova edizione del percorso di formazione "Le parole per dirlo" dell'Ufficio Migrantes della diocesi piemontese. Affronterà il tema “Come parlare di migrazioni?”. Come lo scorso anno, saranno sei appuntamenti con cadenza mensile, a partire da fine gennaio, in orario serale, in presenza – presso i locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Via Cuneo a Mondovì – e online, in modo da favorire la partecipazione di chi è più lontano. La prenotazione agli incontri è obbligatoria: migrantes.mondovi@libero.it   MOndovì 2026 Felicolo

Padova, allo Spazio Stria un incontro sul Report “Il diritto d’asilo”

22 Gennaio 2026 -
Venerdì 23 gennaio, a partire dalle ore 18:30, è in programma a Padova - presso lo Spazio Stria, in piazza Gasparotto 4 - una presentazione della IX edizione del Report "Il diritto d'asilo", su richiedenti asilo e rifugiati, della Fondazione Migrantes.
Intervengono:
  • Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes).
  • don Gianromano Gnesotto (direttore Ufficio Migrantes Padova).
  • Chiara Marchetti (Ciac).

“In viaggio da te”, a Roma una mostra sul percorso di minorenni e giovani con background migratorio che arrivano in Italia. 

21 Gennaio 2026 - Il 21 gennaio, negli spazi di Villa Altieri a Roma, l’Unicef – in collaborazione con l'assessorato alle Politiche sociali e alla salute di Roma Capitale e con il supporto di Pieux Établissements de la France à Rome – ha presentato “In viaggio da te”, una mostra immersiva e interattiva per riflettere sul percorso di minorenni e giovani con background migratorio che arrivano in Italia e sulle sfide dei processi di accoglienza. Il percorso espositivo si articola in quattro stanze. Le prime tre rappresentano le diverse fasi del “viaggio” verso l’accoglienza: dalle traversate in mare agli hotspot, fino all’accoglienza nei centri e al possibile percorso di affido e di accoglienza familiare. L’ultima stanza invita i visitatori a calarsi in una realtà immersiva, tra voci e immagini che rievocano i temi affrontati lungo il percorso. Il pubblico sarà accompagnato dalla narrazione di quattro “personaggi guida”, le cui storie possono essere seguite stanza dopo stanza. Tra le testimonianze raccolte nella mostra, quella di Remon, oggi attivista per i diritti umani, che racconta il viaggio dall’Egitto e il rapporto con la mamma naturale e la sua mamma affidataria. C’è poi Mamoudou, anche lui oggi attivo al fianco di chi ha affrontato lo stesso percorso. Il ragazzo è partito dalla Guinea Conakry nel periodo post Covid-19 a causa delle difficili condizioni economiche con il sogno di completare gli studi. La sua vita cambia quando, insieme al fratello minore con cui viaggiava, accede a un percorso di accoglienza in famiglia. Infine, la storia di Omar, gambiano, oggi accolto in famiglia e supportato anche da Majo, originaria di El Salvador: anche lei ha affrontato un’esperienza migratoria e ora ha scelto di affiancare chi sta vivendo un percorso simile al suo. La mostra "In viaggio da te” sarà visitabile gratuitamente fino al 30 gennaio negli spazi di Villa Altieri, in Viale Manzoni 47, a Roma, gentilmente concessi dalla Città Metropolitana di Roma capitale, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 13.   In viaggio con te Unicef 2026

A Bari il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia: la “via italiana del dialogo”

20 Gennaio 2026 - Si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia. Dopo tre anni di incontri del Tavolo istituito presso la Segreteria generale della Cei, 100 delegati provenienti da tutto il Paese si ritroveranno per individuare i percorsi che, nel prossimo biennio, le comunità delle diverse confessioni cristiane – cattolica, anglicana, evangeliche, ortodosse, protestanti – sono invitate a percorrere sia al loro interno sia nelle relazioni reciproche sui territori, a servizio del bene comune e della coesione sociale. “In un clima di fraternità – scrive la Cei in un comunicato di presentazione dell’evento -, i responsabili e i delegati delle Chiese Cristiane rifletteranno sulla ‘via italiana del dialogo’, confrontandosi sull’ecumenismo come grammatica di pace, come dono per lo spazio pubblico, come cura della spiritualità e come sapienza delle differenze”. L’appuntamento di Bari prevede delle sessioni aperte a tutti, così da coinvolgere le comunità locali e quanti sono interessati al tema. Il 23 gennaio, alle 18, nella Chiesa Maria Assunta e San Sabino, si terrà l’apertura con i saluti istituzionali e l’introduzione, a cui seguirà alle 21, nella Basilica di San Nicola, un concerto meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”. Il 24 gennaio, dalle 8.15 alle 8.45, ciascuna confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in un luogo significativo della città (Centro pastorale ortodosso romeno Santissima Trinità; Chiesa Cristiana Evangelica Battista; parrocchia San Ferdinando). Alle 17, nella Cattedrale, è prevista la conclusione del Simposio e alle 18.30 nella Basilica di San Nicola la Celebrazione ecumenica nazionale della Parola. (fonte: SIR)

A Napoli, la libreria Feltrinelli presenta il Report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes

20 Gennaio 2026 - Mercoledì 21 gennaio, a partire dalle ore 17:30, la libreria Feltrinelli di via dei Greci 70/76, a Napoli, ospita un incontro-dibattito - con il Patrocinio del Centro di Elaborazione culturale Mobilità Migrazioni Internazionali Unior - su "Diritto di Asilo e politiche dell'esclusione" a partire dal Report 2025 sul Diritto di Asilo della Fondazione Migrantes, giunto alla nona edizione. È un lavoro corale, scritto da una redazione che sceglie di lasciarsi interrogare dalle sofferenze e dalle contraddizioni delle persone in fuga. Intervengono:
  • Mariacristina Molfetta (antropologa culturale della Fondazione Migrantes, curatrice del volume).
  • Fabio Amato (docente di Geografia delle migrazioni internazionali Università di Napoli l'Orientale).
  • Adele Del Guercio (docente di Diritto Internazionale Università di Napoli l'Orientale).
  • Laura Marmorale (presidentessa Mediterranea Save Human).
  Report 2025 Napoli