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Istat: forte riduzione anche dei permessi per asilo

22 Ottobre 2021 - Roma - I permessi per asilo in Italia sono diminuiti del 51,1% rispetto all’anno precedente. In totale nel 2020 si sono registrati 13.467 nuovi permessi per richiesta di asilo e protezione internazionale (12,6% del totale dei nuovi permessi rilasciati). La diminuzione ha riguardato tutti i paesi non comunitari di principale provenienza, ma il calo relativo più evidente (superiore all’80% rispetto al 2019) ha interessato i cittadini indiani e ucraini. Lo si evince dal Report dell'Istat sui cittadini non comunitari in Italia diffuso oggi.  Anche i permessi per famiglia, principale motivazione di ingresso nel nostro paese, sono calati del 38,3% sull’anno precedente e coprono ormai quasi il 59% dei nuovi permessi rilasciati. Gli ingressi per lavoro hanno subito una contrazione meno intensa tra il 2019 e il 2020 (-8,8%) rispetto a quelli dovuti ad altre motivazioni. Tuttavia, gli arrivi per motivi lavorativi erano già a livelli molto bassi negli anni passati. In questo caso il calo non è generalizzato: per alcune delle principali cittadinanze la variazione relativa è stata ampiamente positiva, pur in un quadro di valori assoluti contenuti. Ciò è avvenuto per gli arrivi da Nigeria, Pakistan e Bangladesh. Anche altre collettività hanno fatto registrare un aumento, anche se meno evidente, dei nuovi ingressi per lavoro, come è avvenuto per l’Ucraina e il Marocco. Questa dinamica può essere in parte attribuita ai risultati della regolarizzazione che sebbene, come detto, non abbia ancora esplicato completamente i suoi effetti, ha avuto comunque delle conseguenze per alcune collettività.

Istat: toccato il minimo storico dei nuovi flussi in ingresso di cittadini non comunitari in Italia

22 Ottobre 2021 - Roma - Nel corso del 2020 sono stati rilasciati in Italia 106.503 nuovi permessi di soggiorno, il numero più basso di nuovi ingressi degli ultimi 10 anni: quasi il 40% in meno rispetto a quelli emessi nel 2019. Lo segnala oggi oggi l'Istat nel Rapporto sui cittadini non comunitari in Italia. Già tra il 2018 e il 2019 era stata rilevata una netta diminuzione (-26,8%) dei nuovi permessi emessi, ma la limitazione degli spostamenti dovuta alla pandemia da Covid-19 ha comportato una ulteriore sensibile diminuzione, scrive l'istituto di statistica italiana. A questo si deve aggiungere che la pandemia ha comportato anche un ritardo nella lavorazione delle pratiche che potrebbe aver contribuito al basso numero di permessi concessi. Nella seconda metà del 2020, infatti, il Ministero dell’Interno ha registrato un aumento  degli sbarchi sulle coste italiane che solo in parte si è tradotto in una crescita dei permessi di soggiorno rilasciati, "probabilmente per il ritardo nel disbrigo delle pratiche". Anche l’esame delle richieste di regolarizzazione avanzate in base all'articolo 103 del D.l. 34/2020 è risultato più lento rispetto a quanto avvenuto per le precedenti regolarizzazioni (pochissimi i casi esaminati entro il dicembre 2020) e verosimilmente saranno i flussi del 2021 a risentire del procedimento di regolarizzazione. Nel generale calo degli ingressi, alcuni paesi di cittadinanza hanno fatto registrare decrementi particolarmente evidenti: è il caso di Stati Uniti (-51,0%), Cina (-46,8%) e Ucraina (-46,4%). Per Nigeria (-24,9%) e Pakistan (-29,3%) le riduzioni dei flussi sono state invece più contenute. La diminuzione relativa maggiore ha interessato i permessi per studio, scesi del 58,1% rispetto all’anno precedente. Nel 2020 sono stati rilasciati 8.552 documenti per studio, l’8% del totale dei permessi contro i 20.409 del 2019 (l’11% del totale). Il decremento era largamente atteso, vista la politica di chiusura attuata da molti paesi per contrastare la pandemia, ad esempio gli Stati Uniti che, tradizionalmente, alimentano un rilevante flusso di studenti verso il nostro Paese. I nuovi permessi per studio concessi agli statunitensi sono stati meno di 200 contro gli oltre 2.000 del 2019, con un calo superiore al 90%. In controtendenza sono cresciuti i nuovi permessi per studio concessi a cittadini pakistani (+14,6%). Nel 2020 quasi il 28% di tutti i permessi concessi per studio sono stati rilasciati a cittadini cinesi, che detengono il primato dei nuovi rilasci per questa motivazione, nonostante il calo degli ingressi.

Istat: 106mila i nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari

22 Ottobre 2021 - Roma - Nel 2020 sono stati rilasciati in Italia circa 106.500 nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari, il numero più basso degli ultimi 10 anni. Lo segnala oggi l'Istat nel report sui cittadini non comunitari residenti in Italia. In calo soprattutto i nuovi permessi - evidenzia l'Istituto di Statistica italiano - concessi per studio (-58,1% rispetto all’anno precedente) e i permessi per asilo (-51%). I cittadini non comunitari regolarmente presenti calano del 7%, da 3.615.826 a 3.373.876 (dal 1° gennaio 2020 al 1° gennaio 2021), anche in conseguenza del crescente numero di persone che acquisiscono la cittadinanza italiana. Al 1° gennaio 2020 risiedono in Italia oltre 1 milione 250 mila persone nate con cittadinanza di un paese non comunitario che hanno acquisito quella italiana.

Viminale: da inizio anno sbarcate 50.879 persone migranti sulle nostre coste

21 Ottobre 2021 - Roma - Sono 50.879 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Nello stesso periodo.  Di questi 14.137 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.284, 12%), Egitto (5.171, 10%), Costa d’Avorio (3.055, 6%), Iran (3.046, 6%), Iraq (2.113, 4%), Guinea (1.891, 4%), Eritrea (1.715, 4%), Marocco (1.593, 3%), Sudan (1.558, 3%) a cui si aggiungono 10.316 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.  

Draghi: impegnarsi di più, seguendo il modello dei cosiddetti corridoi umanitari”.

20 Ottobre 2021 - Roma - Per quanto riguarda le migrazioni, l’Italia aveva «promosso una discussione sul tema nel Consiglio europeo di giugno, con l’obiettivo di incoraggiare una gestione davvero europea dei flussi». Lo ha detto oggi il Presidente del Consiglio, Maria Draghi, intervenendo al Senato sui temi del prossimo Consiglio Europeo. Anche i Paesi preoccupati dai cosiddetti “movimenti secondari” hanno – ha aggiunto – “preso atto dell’importanza di prevenire e contenere i flussi irregolari e di incentivare i canali di migrazione legale. Su quest’ultimo aspetto, l’Europa dovrebbe impegnarsi di più, seguendo ad esempio il modello dei cosiddetti corridoi umanitari”.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 50.540 persone migranti sulle coste italiane

19 Ottobre 2021 - Roma - Sono 50.540 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 14.035 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.242, 12%), Egitto (5.136, 10%), Iran (3.010, 6%), Costa d’Avorio (3.003, 6%), Iraq (2.102, 4%), Guinea (1.889, 4%), Eritrea (1.709, 4%), Marocco (1.593, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 10.270 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Fino ad oggi sono stati 7.190 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 18 ottobre.

 

Ancora morti nel Mediterraneo

19 Ottobre 2021 - Algeri - La Guardia costiera algerina ha recuperato, sabato, i corpi di quattro migranti affogati dopo che un barcone si è capovolto, mentre è riuscita a strappare alle acque altri 13. L’incidente è avvenuto a 16 miglia nautiche a nord di Algeri. Non è stato specificato la nazionalità delle vittime, ma molti giovani algerini cercano di attraversare il Mediterraneo, spesso diretti in Spagna, su una rotta altamente rischiosa. Domenica invece, un naufragio al largo di Mahdia, in Tunisia, è costato la vita a quattro persone, mentre altre 19 risultano disperse. A bordo della piccola barca c’erano almeno 30 tunisini, per lo più giovani: «Sette sono stati salvati», ha detto il portavoce del tribunale di Mahdia e Monastir, precisando che quattro persone sono state arrestate per aver partecipato all’organizzazione della traversata. Uno dei migranti è riuscito a nuotare fino a riva e ha dato l’allarme. Il governatorato di Mahdia si trova a circa 140 km dall’isola di Lampedusa. Non è chiaro tuttavia da dove sia partita la barca. È stato un fine settimana impegnativo anche per la Spagna, dove sono stati segnalati oltre 500 sbarchi di migranti in diverse zone costiere, sia al sud sia nelle isole. Alle Baleari gli arrivi sono proseguiti anche la scorsa notte. In totale, sull’arcipelago sono approdate oltre 300 persone in meno di 48 ore. Numerosi gli sbarchi anche in alcune zone del sud-est della Spagna peninsulare, in particolare nella provincia di Alicante e nella regione di Murcia, dove sono stati notificati circa 200 arrivi. Poco più a sud, nella zona di Almeria, in Andalusia, si è verificato l’ennesimo naufragio di migranti: due sopravvissuti hanno affermato che con loro c’erano altre 12 persone. Le autorità stanno effettuando ricerche in mare nella speranza di salvare altre vite. Domanica, invece, nella zona di Almeria sono arrivate almeno altre 21 persone. Le Baleari e le zone costiere del sud-est sono solitamente i principali punti di approdo delle imbarcazioni che salpano dalle coste algerine. Intanto, anche sulle coste italiane si susseguono gli sbarchi e i soccorsi. 222 quelli arrivati a Lampedusa con sette imbarcazioni. Gli approdi hanno riguardato anche Pantelleria, dove piccoli gruppi di migranti tunisini sono riusciti a sbarcare sull’isola. Tra loro donne e bambini.    

Accogliere lo straniero: una bella storia di collaborazione fra Caritas, Migrantes e LVIA

18 Ottobre 2021 - Forlì - Ibrahima è un ragazzo senegalese giunto in Italia nel 2015 attraversando il Mediterraneo. Da Lampedusa giunge a Forlì ospite di un Centro di Accoglienza Straordinaria dove inizia l’iter per la richiesta d’asilo volta ad ottenere un permesso di soggiorno. La sua domanda non viene accolta per cui fa appello al tribunale di Bologna. Intanto, a fine 2016, viene inserito nel progetto Caritas “Rifugiato a casa mia”, ospitato presso un appartamento assieme ad altri due coetanei del Mali e del Gambia e con l’aiuto di un volontario tutor avvia un percorso di autogestione e di ricerca lavoro. Ad inizio 2017 trova lavoro presso un panificio e dopo un anno di tirocinio, nel 2018, ha un contratto di 48 mesi come apprendista che gli permette di pagare un affitto e ottenere la residenza. Purtroppo il ricorso in appello a Bologna e quello successivo in Cassazione a Roma gli negano il permesso di soggiorno in Italia. Nell’estate 2019, trovato ad un controllo in strada sprovvisto di documenti, viene convocato in Questura e gli viene consegnato un decreto di espulsione. Non potendo più rimanere a Forlì se non da “irregolare”, alcuni volontari del Servizio Migrantes lo aiutano ad organizzare il rientro in Senegal, vale a dire ottenere il passaporto dal Consolato di Milano, concordare con la Questura di Forlì la data dell’imbarco aereo, istruire la pratica di annullamento delle conseguenze del decreto di espulsione affinché rimanesse aperta la possibilità di un successivo rientro in Italia attraverso il decreto flussi per lavoratori stagionali. E così un giorno di ottobre 2019 viene accompagnato in aeroporto a Milano per fare ritorno in Senegal dove troverà ad accoglierlo e a seguirlo negli adempimenti burocratici gli operatori di LVIA , ong con sede a Cuneo e operativa in una decina di paesi africani, tra cui il Senegal, con una sede territoriale anche a Forlì (LVIA-Forlì nel Mondo), con cui Migrantes coltiva da diversi anni rapporti di collaborazione. In Senegal gli viene offerta ospitalità e tutto l’aiuto necessario per i contatti e il non facile espletamento delle pratiche presso l’ambasciata Italiana, fino a che nel settembre 2021, dopo il nulla osta rilasciato dalla Prefettura di Forlì, ottiene regolare visto per ritornare in Italia in base al decreto flussi lavoratori stranieri, nel frattempo divenuto operativo dopo un anno di blocco causa Pandemia Covid. In preparazione al suo rientro Migrantes si è attivata per trovare un contratto di lavoro presso un’azienda agricola locale come lavoratore stagionale straniero,  per l’accoglienza immediata compreso un alloggio ove ospitarlo al suo arrivo a Forlì. Ci si è rivolti a Caritas ed è stata trovata una casa ove ora Ibrahima risiede. Da ormai 3 settimane è impiegato nel lavoro di raccolta uva, ha un permesso di soggiorno temporaneo di 5 mesi per cui dovrà trovarsi un nuovo lavoro  per convertire l’attuale permesso stagionale in permesso annuale. La sua vicenda di accoglienza e integrazione non è ancora conclusa ma è forte la speranza di potere arrivare al risultato pieno, data la forza di volontà e la continuità con cui sono stati affrontati i numerosi ostacoli incontrati in questa storia attualissima di immigrazione dall’Africa.  Ci piace presentare questa storia perché accanto alla voglia di riscatto dei poveri del Sud del Mondo, dei sacrifici disposti ad affrontare nella speranza di una vita più dignitosa, degli ostacoli che devono superare di fronte a leggi, norme ed anche disfunzioni burocratiche, la disponibilità e la tenacia dei volontari delle tre associazioni/uffici pastorali (Migrantes, Caritas, LVIA) restano un esempio vivo e attuale di umana solidarietà e concreta voglia di compartecipare nell’accoglienza e integrazione di persone straniere, essendo che tutti chiamati ad impegnarci al rispetto umano “verso l’altro” da noi.  ( Servizio Migrantes diocesi di Forlì-Bertinoro)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 49.235 persone sulle  coste italiane

15 Ottobre 2021 - Roma - Sono 49.235 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane italiane. Di questi 13.637 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.242, 13%), Egitto (5.136, 10%), Costa d’Avorio (3.003, 6%), Iran (2.926, 6%), Iraq (2.072, 4%), Guinea (1.889, 4%), Eritrea (1.709, 3%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 9.478 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 80.034 persone su tutto il territorio nazionale di cui 482 negli hot spot (270 in Sicilia e 212 in Puglia), 53.416 nei centri di accoglienza e 26.136 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 10.311 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Piemonte e Lazio (9%), Sicilia (8%), Campania (7%), Toscana e Puglia (6%).