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Asilo in Europa: oltre mezzo milione di domande nei primi nove mesi del 2019

20 Novembre 2019 - Bruxelles -  Più di mezzo milione (515.825) di domande d’asilo sono state presentate nell’Ue nei primi nove mesi del 2019, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Lo attesta una ricerca dell’Easo, Agenzia europea per il sostegno all’asilo. La percentuale di domande che hanno ricevuto una decisione positiva (nota come “tasso di riconoscimento”) finora quest’anno è stata del 34%, rispetto al 33% nei primi nove mesi del 2018, attesta Easo. “La maggior parte delle domande sono state presentate da cittadini di Siria, Afghanistan e Venezuela. Queste tre cittadinanze hanno continuato a rappresentare un quarto di tutte le domande di asilo nell’Unione”. L’agenzia rileva inoltre che a settembre erano 507mila le richieste di asilo in attesa di essere trattate e 381mila attendono una decisione in appello.

Le suore di frontiera di Ventimiglia: tra i respinti, con sorrisi e fede

20 Novembre 2019 - Ventimiglia - “Portare ai migranti il sorriso della patria e il conforto della fede. Questo era il mandato che il beato Giovanni Battista Scalabrini dava ai religiosi e alle religiose inviati a prestare assistenza alle migliaia di migranti, in quegli anni italiani, che a cavallo tra Otto e Novecento partivano per l’Europa e le Americhe. Ed è lo stesso mandato che noi oggi sentiamo di dover vivere qui, a Ventimiglia, tra i respinti alla frontiera francese”. Suor Lina Guzzo ha il sorriso acceso e vispo di chi, nonostante oltre cinquant’anni di missione, continua a vivere con gioia e entusiasmo la propria vocazione. L’abbiamo incontrata a Ventimiglia dove, dal 24 settembre scorso, partecipa al nuovo progetto del Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane: un gruppo di pronto intervento inviato nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto a chi si trova costretto a emigrare. La scelta di Ventimiglia è maturata da un viaggio alla frontiera italo-francese di padre Fabio Baggio, anche lui scalabriniano, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Su sollecitazione di Papa Francesco – racconta al Sir suor Lina – padre Baggio ha fatto visita al parco Roja, il grande centro gestito dalla Croce Rossa dove sono accolti i migranti che arrivano in città, e n’è rimasto profondamente colpito. Da lì la richiesta al ramo femminile della congregazione per un impegno pastorale da vivere in città”. Suor Lina è così arrivata a Ventimiglia insieme a due consorelle: suor Zenaide Guarnieri, brasiliana, e suor Antoniette Jabao, filippina. Insieme a loro ha preso dimora a “Casa Carmela Moroni” un edificio nel cuore della cittadina, recentemente ristrutturato grazie ai fondi 8 per mille messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana. “L’edificio donato anni fa alla diocesi – precisa al Sir il direttore della Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, Maurizio Marmo – è stato, per volontà del vescovo Antonio Suetta, destinato alla Caritas con l’obiettivo di trasformarlo in un condominio solidale. Qui trovano spazio nove appartamenti che ospiteranno famiglie in condizioni di fragilità, persone con disagio psichico e, in una prima fase, anche alcuni richiedenti asilo”. Per la missionaria scalabriniana, l’impegno tra i migranti a Ventimiglia appare in stretta continuità con l’esperienza vissuta per tre anni a Reggio Calabria nel pieno dell’emergenza sbarchi. “Non potrò mai dimenticare – racconta suor Lina – i volti delle persone che scendevano dalle navi dei soccorritori: le facce stanche e gli occhi svuotati, le ustioni alla pelle per il carburante, le ferite. Per non parlare dei bambini…”. Volti simili a quelli che le tre suore incontrano tutti i giorni nei luoghi dove prestano servizio. “Qui a Ventimiglia, nonostante non se ne parli più, il flusso di persone dirette verso la Francia è continuo, così come proseguono i respingimenti da parte delle guardie di frontiera francesi. Si incontrano molti giovani, alcuni giovanissimi, ma ci sono anche donne con bambini piccoli o in gravidanza costrette a tornare a piedi dal valico fino alla città”, racconta la religiosa. I giovani attivisti del gruppo “Kesha Niya”, che in lingua curda significa “nessun problema”, provano a censire quotidianamente i respingimenti alla frontiera e parlano di 1.855 casi registrati al valico di Mentone nel solo mese di ottobre (in molti casi può trattarsi della stessa persone respinta più volte). “Non è facile avere dati precisi sulle presenze a Ventimiglia – ci spiega il direttore Marmo – sicuramente sono numeri più contenuti rispetto ai picchi del 2016 o 2017, ma nelle ultime settimane abbiamo registrato un lieve aumento. Nel mese di ottobre sono state 104 le nuove persone che si sono rivolte allo sportello legale, mentre sono circa 300 i migranti attualmente al parco Roja”. Ad aumentare sono soprattutto i migranti provenienti dalla rotta balcanica – afghani, pakistani e iracheni – insieme ai migranti, da tempo in Italia, che sono usciti dal sistema di accoglienza e cercano la via del nord Europa. “Il nostro – conclude la missionaria – è soprattutto un compito di accompagnamento non solo dei migranti, ma anche degli operatori che spesso vivono la fatica di doversi fare carico di situazioni sempre più complesse.  Una testimonianza di fede che cerchiamo di portare anche qui, tra questi uomini respinti alla frontiera”. (Michele Luppi - Sir)

Nella gioia del Battesimo… oltre le frontiere: cinque incontri a Padova per parlare di migrazioni, diritto alla protezione internazionale e accoglienza

19 Novembre 2019 - Padova – “Nella gioia del Battesimo... oltre le frontiere” è la proposta che il Coordinamento ecclesiale richiedenti protezione umanitaria della diocesi di Padova (formato dai rappresentanti di diverse realtà e uffici diocesani: Caritas, Pastorale Migrantes, Pastorale della Missione, Pastorale Sociale, Missionari Comboniani), e Acli Padova offrono in particolare ai membri degli organismi di comunione delle parrocchie della diocesi, ma aperta a quanti interessati ad approfondire il fenomeno delle migrazioni, avere strumenti per interpretarlo e spunti di azione sul fronte dell’accoglienza. Si tratta di cinque incontri, che si terranno in altrettante zone del territorio della diocesi di Padova, in cui si parlerà di immigrazione, diritti e integrazione con gli interventi di Elena Spanache, responsabile Sportello Immigrazione di Acli Padova (Strumenti di interpretazione del fenomeno migratorio e dati dal territorio); Giovanni Barbariol, dell’associazione Avvocato di strada (Il diritto alla protezione internazionale alla luce della normativa italiana ed europea) e don Elia Ferro, direttore della Pastorale Migrantes di Padova (Non di solo pane) e il coordinamento di Gianni Cremonese, presidente Acli Padova. Il primo incontro si terrà domani, mercoledì 20 novembre, alle ore 20.45, nel patronato Santissimo Redentore di Este (Pd). Altri incontri giovedì 5 dicembre, ore 20.45, sala parrocchiale di Legnaro (Pd), sabato 7 dicembre, alle ore 18, nel centro parrocchiale di Madonna Pellegrina a Padova, giovedì 23 gennaio alle ore 20.45 nel centro parrocchiale di Saccolongo (Pd) e venerdì 7 febbraio, alle ore 20.45, centro parrocchiale di Vigodarzere.

Comunità cristiane e fratelli immigrati

19 Novembre 2019 - Bologna - Uscire dagli stereotipi, liberarsi dalla tentazione di ridurre volti, storie, potenzialità, dignità di persone a etichette e colmare la marcata distanza tra la realtà della migrazione e la sua rappresentazione mediatica e culturale, che condiziona pesantemente non solo la politica, ma anche la vita pastorale e sociale. Questi alcuni degli obiettivi che gli Uffici pastorali della Curia diocesana di Bologna si sono dati in una mattinata seminariale attorno ai dati dell’ultimo Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana  Fondazione Migrantes, venerdì scorso alla presenza dell’arcivescovo, il card. Matteo Zuppi. L’immigrazione è fenomeno che riguarda trasversalmente tutta l’attività della Chiesa, non solo caritativa: dalla famiglia al lavoro, dalla scuola alla liturgia, dalla salute alla catechesi, dalla pastorale giovanile fino alla terza età. Il rapporto, presentato da Simone Varisco di Migrantes, si conferma uno strumento irrinunciabile non solo per gli operatori pastorali, ma anche per scuole, università e istituzioni, presso le quali si moltiplicano le presentazioni. Il primo e più evidente dato è che, a fronte di una crescita complessiva del fenomeno migratorio nel mondo (l’ultima stima parla di 257,7 milioni di persone), l’Italia sta segnando un rallentamento progressivo degli indici di immigrazione; e il corridoio del Mediterraneo che collega Africa a Europa passando per l’Italia rappresenta ormai un dettaglio nei confronti di altri corridoi decisamente più battuti. Un dato ignorato dai più è infatti che le grandi vie della migrazione sono quelle intra–asiatiche (63,3 milioni), intra-europee (41), panamericane (26,4) e intra-africane (19,4). Guardando poi a ciò che succede in Europa, è sorprendente vedere che i Paesi che hanno un nettissimo aumento del fenomeno sono Romania, Spagna, Malta e Ungheria, mentre sono in «recessione migratoria» Austria, Svezia, Germania, Grecia e Francia. Anche i vari ambiti della Pastorale ecclesiale sono quindi chiamati ad uscire dal falso binomio migrante–profugo, che non rende giustizia a una realtà complessa e ricca di implicazioni, con tante ombre e tantissime luci. Altro dato significativo è che le richieste di aiuto pervenute alla Caritas (dati 2017) riguardano gli stranieri solo per il 57,8% e che – ecco la sorpresa – nelle regioni meridionali, i bisognosi assistiti dalla Chiesa sono al 68% italiani, con punte dell’80% in Sicilia. Cosa ci dicono questi numeri? Che i 5.255.503 cittadini stranieri residenti in Italia (8,7% della popolazione) condividono ormai pienamente la nostra vita, con le sue opportunità e le sue problematiche e che a fronte di una retribuzione media molto più bassa di uno straniero rispetto a un italiano, aumentano costantemente le imprese avviate da cittadini stranieri, che contribuiscono al benessere nazionale. Solo un ultimo dato: gli alunni senza cittadinanza italiana nella scuola sono il 9.7%, ma di questi il 63,1% sono nati in Italia, cioè parlano italiano, spesso con inflessioni dialettali, e condividono in tutto e per tutto il percorso educativo e formativo dei ragazzi italiani. Il vero dato sul quale è urgente intervenire è quello di periferie metropolitane nelle quali si concentrano situazioni di fragilità e potenziale conflitto. In tutto ciò, la Chiesa è interpellata anche e soprattutto nella sua  missione di evangelizzazione. Se è vero che la maggior parte degli immigrati sono cristiani, come cambia il volto delle nostre comunità e delle nostre aggregazioni laicali? In che misura questi fratelli sono coinvolti nella nostra attività pastorale, negli organismi di partecipazione, nelle nostre esperienze associative e spirituali? (Andrea Caniato - direttore Ufficio regionale Migrantes Emilia Romagna

Porte Aperte: oggi la presentazione del volume che racconta “l’Italia che non ha paura”

14 Novembre 2019 - Roma - Sarà presentato questa sera a Roma il volume di Mario Marazziti “Porte aperte. Viaggio nell'Italia che non ha paura” (Piemme, 2019), che raccoglie le storie di persone che, vincendo la diffidenza, hanno accolto in vario modo persone in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla morte. È la rete dei corridoi umanitari, promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche e dalla Conferenza Episcopale Italiana; un'esperienza che si è allargata ed è diventata il modello concreto e praticabile di una vera integrazione. Alla presentazione  (Sala Benedetto XIII, via di San Gallicano 25a) interverranno oltre all’autore Graziano Delrio, Marcelle Padovani, Andrea Riccardi e Alessandra Trotta.

Reggio Emilia: l’ambasciatore del Ghana in prefettura

12 Novembre 2019 - Reggio Emila - L'ambasciatore straordinario e plenipotenziario in Italia della Repubblica del Ghana, Eudora  Hilda Quartey Koranteng, ha incontrato nei giorni scorsi, il prefetto di Reggio Emilia Maria Grazia Forte, presso la prefettura del capoluogo.​ Nel corso dell'incontro, riferisce il sito del Ministero degli Interni,  sono stati toccati temi legati alla presenza della comunità ghanese nella provincia, che conta su un cospicuo numero di residenti. Sono stati, tra l’altro poste in evidenza le problematiche connesse agli immigrati ghanesi in genere e le opportunità di dialogo con le rappresentanze delle comunità ghanese attive sul territorio provinciale, sulle quali è stata riaffermata la reciproca collaborazione.

Campagna “Ero Straniero”: oggi la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare

12 Novembre 2019 - Roma- Questa mattina presentazione, alla Camera dei Deputati, di una proposta di legge, promossa dalla campagna “Ero straniero” nell’ambito della discussione sulla manovra economica. Si tratta di un provvedimento in materia di immigrazione, una “operazione legalità” che “comporterebbe benefici evidenti in termini di entrate per lo Stato, contrasto all’evasione e sicurezza nei territori”. Lo scorso mese di aprile è stata avviata in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare di riforma dell’attuale testo unico sull’immigrazione, per “la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, sottoscritta da 90.000 cittadini italiani e depositata il 27 ottobre 2017 dal comitato promotore della campagna “Ero straniero”. Il titolo della proposta di legge di iniziativa popolare è “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Il testo si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività di intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.  

Card. Bassetti: “tanti ritengono sensata la costruzione di nuovi muri ma non c’è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio”

11 Novembre 2019 -

Perugia -  “In questo tempo così difficile, nel quale, pur ricordandosi il trentesimo anniversario dell’abbattimento del doloroso muro di Berlino, tanti ipotizzano come sensata la costruzione di nuovi muri, non vi è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio, il più possibile, nella verità e nella fraternità. Conoscere linguaggi e culture di altri popoli apre la mente e il cuore, permette di accogliere e di amare – in piccolo – la ricchezza e la preziosa alterità che differenzia, in grande, le persone e le nazioni”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia pronunciata in occasione della celebrazione per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per gli stranieri. “Questa storica e sempre nuova istituzione non rappresenta solo un contenitore di nozioni e uno strumento di apprendimento linguistico destinato a stranieri, ma è una struttura di eccellenza nella sua elaborazione di cultura – ha rilevato Bassetti – sempre con l’impronta originale del suo carisma interculturale. È quanto il magistero ecclesiale attuale, in primis Papa Francesco, raccomandano e appoggiano con tutto il cuore”. Il cardinale ha poi aggiunto con l’“ateneo che già nella sua intestazione si presenta come rivolto agli stranieri, è un formidabile ponte, non solo per far apprezzare la nostra bellissima lingua e cultura italiana nel mondo, ma per contribuire alla formazione umana delle tante migliaia di giovani e adulti che hanno l’occasione di frequentare le vostre aule”. Commentando le letture bibliche, in particolare l’inizio del libro della Sapienza, l’arcivescovo ha evidenziato come “la ‘sapienza’ è connessa inestricabilmente con quell’esercizio di giustizia che è il perdono, la misericordia, l’amore fraterno”. “Nulla – ha ammonito – si può costruire senza queste solide fondamenta: non muri, ma le mura di un unico edificio, l’umanità, talmente esteso da poter accogliere tutti. Sono le uniche possibili difese contro il male, che non va estirpato nell’altro, ma, prima di tutto, dentro di noi”.

Migrantes Caltanissetta: domani un incontro su “Io sono l’altro”

11 Novembre 2019 - Caltanissetta - “Io sono l’Altro”: questo il tema di un incontro di formazione che si svolgerà domani, 12 novembre, a Caltanissetta su iniziativa dell’ufficio diocesano Migrantes. All’incontro, che si svolgerà presso la sala del Museo Diocesano di Caltanissetta "Mons. Giovanni Speciale", interverranno il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis e M. Cristina Molfetta dell’ufficio ricerche dell’organismo pastorale della CEI. L'incontro, in collaborazione con l’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica,  è aperto a tutti coloro che intendono conoscere le tematiche dell’immigrazione, il funzionamento nel nostro sistema e delle possibili soluzioni di integrazione. Nel contesto dell'incontro sarà anche esposto il progetto fotografico "Mio fratello che guardi il mondo" del fotografo nisseno Giovanni Ruvolo.  

Migrantes Calabria: domani presentazione Rapporto Immigrazione a Cosenza e Lamezia

7 Novembre 2019 - Lamezia - Si svolgeranno venerdì 8 novembre in Calabria due incontri in tema di migrazioni a partire dalla nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, organizzati dall'Ufficio Migrantes regionale. Il primo, dalle 11.00 alle 13.00, si svolgerà presso l'Università della Calabria a Rende con interventi di Sabina Licursi e Giorgio Marcello, docenti dell’Università della Calabria; di don Giacomo Tuoto, vicario episcopale della diocesi di Cosenza-Bisignano; Simone Varisco, della Fondazione Migrantes moderati da Pino Fabiano, direttore dell'Ufficio Migrantes regionale della Calabria. Nel pomeriggio incontro a Lamezia Terme con interventi del vescovo Mons. Giuseppe Schillace e di Varisco seguiti da alcune esperienze di integrazione sociale e lavorativa in Calabria. Conclude don Nino Pangallo, delegato Caritas Calabria.