Primo Piano

Papa Francesco: “per entrare in comunione con Dio, vivere una relazione reale e concreta con Lui”

23 Agosto 2021 - Città del Vaticano - “Non bisogna inseguire Dio in sogni e immagini di grandezza e di potenza, ma bisogna riconoscerlo nell’umanità di Gesù e, di conseguenza, in quella dei fratelli e delle sorelle che incontriamo sulla strada della vita”. Lo ha detto Papa Francesco affacciandosi, ieri, alla finestra dello studio nel Palazzo apostolico vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. Riferendosi al Vangelo del giorno e alla reazione della folla e dei discepoli al discorso di Gesù dopo il miracolo dei pani, il Pontefice guarda a chi si ritira e decide di non seguire più Gesù. “L’incarnazione di Dio è ciò che suscita scandalo e che rappresenta per quella gente – ma spesso anche per noi – un ostacolo”, ha spiegato. Centro della sua riflessione, le parole di Gesù: “Gesù afferma che il vero pane della salvezza, che trasmette la vita eterna, è la sua stessa carne; che per entrare in comunione con Dio, prima di osservare delle leggi o soddisfare dei precetti religiosi, occorre vivere una relazione reale e concreta con Lui. Perché la salvezza è venuta da Lui, nella sua incarnazione”. Nelle parole del Papa, quindi, “la strada per l’incontro con Dio”, cioè “la relazione con Cristo e i fratelli”. “Cercarlo nella vita, nella storia, nella vita nostra quotidiana”. “Anche oggi la rivelazione di Dio nell’umanità di Gesù può suscitare scandalo e non è facile da accettare”, ha sottolineato esortando a preoccuparsi “se Gesù non ci mette in crisi”, perché “forse abbiamo annacquato il suo messaggio!”.  

Vangelo Migrante: XXI domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Gv 6,60-69)

19 Agosto 2021 - Gesù ha concluso il suo discorso sul pane di vita nella sinagoga di Cafarnao. La reazione di molti dei discepoli o presunti tali è di rifiuto di quanto hanno ascoltato: “Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”. Il discorso risulta strano, incomprensibile, quasi offensivo alla loro intelligenza. L’evangelista nota che non sono solo i curiosi a scandalizzarsi. Anche i discepoli non comprendono, mormorano, discutono aspramente, si scandalizzano e alla fine escono dalla sinagoga abbandonando Gesù. Non hanno inteso il suo linguaggio, o meglio, non sono disposti a mettersi alla sua sequela. In fondo si erano accostati a Gesù soprattutto per ricavarne dei vantaggi materiali e si trovano costretti ad una radicale verifica della loro vita. La disponibilità a dare la vita per gli altri seguendo il suo esempio, la ricerca della volontà di Dio, compiuta con coraggiosa disponibilità, è per tanti un discorso troppo duro. Gesù non si scoraggia e non si spaventa. Di fronte ai giudei e a tanti discepoli che si allontanano, invita i dodici apostoli a prendere posizione: “Volete andarvene anche voi?” Certamente anche i dodici sono incerti e confusi, anche per loro il suo linguaggio è difficile, impegnativo e non ancora del tutto comprensibile. La loro fede è ancora fragile. La stessa domanda, posta ai dodici, è rivolta a ciascuno di noi: tu che intendi fare? Gesù non suggerisce risposte, non impartisce ordini o lezioni: “ecco cosa devi oppure non devi fare”, ma ti porta a guardarti dentro, a cercare la verità del cuore: che cosa vuoi veramente? Qual è il desiderio che ti muove? Sono le domande del cuore, le sole che guariscono davvero. Appello alla libertà ultima di ogni discepolo: ‘siete liberi di andare o restare; io non costringo nessuno; ora però è il momento di decidersi’. Meravigliosa la risposta di Pietro, che contiene l’essenza gioiosa della fede: “Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”. Come a dire: ‘attorno a te ricomincia la vita, tu tocchi il cuore e lo fai ripartire, con la delicatezza potente della tua parola. Tu hai parole: qualcosa che non schiaccia e non si impone, ma si propone e ti lascia libero’. Gesù è maestro di libertà. E se l’accogli spalanca sepolcri, accende il cuore, insegna respiri, apre strade e carezze. Mette in moto la vita.  (p. Gaetano Saracino)

Moige: l’Italia offra aiuto e rifugio alle famiglie in fuga per prevenire una crisi umanitaria

19 Agosto 2021 -

Roma - L'Italia apra le porte alle famiglie in fuga dall'Afghanistan e offra in questo modo il suo contributo per prevenire una crisi umanitaria ancora più grave: il Movimento Italiano Genitori interviene dopo l'escalation che ha portato alla caduta del governo e all'ingresso nella capitale delle milizie talebane per chiedere al Governo e alla Farnesina di offrire rifugio e tutela a coloro che vogliono lasciare il Paese, ribadendo – una volta di più – la tradizione di accoglienza che caratterizza il nostro Paese.

Per il Moige l'Italia è chiamata a «un intervento diretto»: il nostro Paese «dev’essere in prima fila nell'accoglienza dei civili afgani in fuga, in attesa che l'Unione Europea attivi corridoi umanitari. Le immagini forti, tragiche viste nelle ultime ore e provenienti da Kabul hanno smosso la coscienza di moltissimi italiani: e se uno sforzo nazionale è necessario, per prevenire una crisi umanitaria nel Paese e nella regione, per evitare altre vittime e altri feriti, riteniamo sia il caso di affrontarlo in modo organizzato ed efficace».

«Facciamo la nostra parte. Ospitare chi fugge dal mondo retrogrado e oscurantista dei talebani è un dovere, perciò dobbiamo organizzarci per accogliere, sostenere e proteggere chi fugge dall’Afghanistan», dichiara il direttore generale del Moige, Antonio Affinita; «abbiamo un dovere come comunità: aiutare e accogliere il popolo afgano in ogni modo e con qualsiasi mezzo, per non abbandonare migliaia di persone – soprattutto donne e bambini – a un destino di soprusi e paura».

Migrantes: Afghanistan, un dramma che chiede solidarietà

19 Agosto 2021 - Le ore drammatiche che vivono le persone nelle città e nei paesi in Afghanistan sono sotto gli occhi di tutti. E’ un dramma che dura da anni e che si aggrava in queste ore e che ha portato molti afghani a fuggire dal proprio paese con ogni mezzo e a raggiungere anche l’Italia – dove la comunità afgana è formata da 15.000 persone - e l’Europa. Mille afgani sono sbarcati lo scorso anno in Italia, altrettanti quest’anno; alcuni sono stati accolti, molti di loro hanno continuato il viaggio in Europa. Altri sono stati respinti nei campi e nelle carceri libiche. Il dramma di queste ore dell’Afghanistan ripropone un’azione comune europea nel Mediterraneo che unisca ai controlli, il salvataggio, il riconoscimento e la tutela di coloro che hanno diritto a una protezione internazionale, nelle diverse forme, e la loro accoglienza in tutti i Paesi europei. Al tempo stesso, è necessario favorire e accelerare il ricongiungimento familiare per gli afgani in Italia che hanno nel loro paese i propri familiari. In Afghanistan, oltre a donne e bambini sono presenti anziani, disabili che non possono, come altri, mettersi in fuga e in cammino, ma hanno bisogno da subito di un ponte aereo e poi di corridoi umanitari che possano dare loro accoglienza sicurezza in uno dei Paesi dell’Europa e del mondo che fino ad ora erano stati presenti in Afghanistan solo attraverso i militari e gli eserciti. Come ha comunicato la Presidenza della CEI, le Chiese in Italia continueranno l’ accoglienza degli afgani e di tutti coloro che chiedono una protezione internazionale, collaborando con le istituzioni, ma anche continuando a sollecitare una politica migratoria che esca dalle pieghe ideologiche e si apra alla concretezza dell’accoglienza, della tutela, della promozione e dell’integrazione di ogni migrante.

Mons. Gian Carlo Perego Presidente Cemi e Fondazione Migrantes

Rotta balcanica: “Vacanza solidale” in Bosnia per 50 giovani della Comunità di Sant’Egidio

19 Agosto 2021 -

Roma - Per tutto il mese di agosto, 50 volontari, in maggioranza studenti universitari e giovani da Padova, Treviso, Trieste e Bologna, stanno trascorrendo una “vacanza soldale” e alternativa nel cuore della “rotta balcanica” accanto ai profughi che si trovano nei campi e nei rifugi di fortuna nei dintorni di Bihac. La stagione estiva non ha segnato la fine dell’emergenza in quella regione della Bosnia. Stanchi, affamati, maltrattati, i profughi continuano a percorrere un lungo cammino a piedi, con il sogno di arrivare in Europa, e a riprovare più volte il “game”, ossia il pericoloso passaggio della frontiera con l’Unione. Le condizioni igieniche dei migranti - in maggioranza afgani (a cui si aggiungeranno chissà quanti altri in fuga dalla catastrofe umanitaria di questi giorni), ma anche africani provenienti da diversi paesi - continuano a essere estremamente critiche, senza contare i problemi legati alla scarsità di cibo e alla mancanza di acqua potabile. Una parte del lavoro dei volontari di Sant’Egidio si è svolta in sinergia con il JRS (Jesuit Refugee Service), con cui è attiva da tempo una proficua collaborazione. Inoltre, insieme a IPSIA-ACLI, è stato possibile effettuare visite all’interno del campo di Lipa. Come segno di amicizia e solidarietà, è stata donata a ciascun migrante del campo una maglietta, bene molto prezioso in questa stagione. Molti profughi partecipano con costanza e entusiasmo ad una scuola di lingua, promossa da Sant’Egidio fuori dal campo di Lipa. Le lezioni si tengono in piccoli gruppi, con l’intento di insegnare semplici frasi in inglese, italiano, francese, spagnolo e tedesco: un’occasione per parlare, conoscersi meglio e fare amicizia, ma anche per rafforzare la speranza di un futuro migliore per tutti. La presenza dei giovani di Sant’Egidio «mostra un volto diverso dell’Europa, accogliente, gentile e solidale», si legge in una nota.

Afghanistan: appelli all’accoglienza

19 Agosto 2021 - Roma - Si moltiplicano gli appelli alla solidarietà da parte dell’associazionismo cattolico e del terzo settore per l’accoglienza dei profughi afghani. Il Masci (movimento adulti scout cattolici italiani) si rivolge a tutte le associazioni scout italiane affinché non sia risparmiato alcuno sforzo per contribuire ad azioni umanitarie messe in atto per offrire un fraterno supporto allo scautismo di quel Paese che tanto sta operando per la popolazione civile in questo difficile momento. L’appello del Masci è già stato rivolto anche all’Ifgs (la federazione internazionale dello scautismo adulto) perché attraverso tutte le associazioni scout operi per agire concretamente con aiuti primari. Anche le 100 organizzazioni riunite nella rete "Per un nuovo Welfare" dichiarano la loro immediata disponibilità ad allestire un sistema di corridoi umanitari dall’Afghanistan.

Cei su Afghanistan: promuovere corridoi sanitari e umanitari. Domenica preghiera in tutte le chiese

18 Agosto 2021 - Roma - Guardando agli avvenimenti internazionali di questi giorni, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana condivide «l’angoscia per la gravissima crisi umanitaria dell’Afghanistan. Le notizie che giungono - si legge in una nota di oggi dopo la riunione, in modalità online svoltasi ieri - sono davvero allarmanti. E come sempre avviene in queste situazioni, a pagare il prezzo più alto sono i più deboli: gli anziani, le donne e i bambini». Da qui l’appello dei vescovi  all’Italia e alle Istituzioni europee a «fare il possibile per promuovere corridoi sanitari e umanitari». La Presidenza della CEI invita a pregare domenica prossima (22 agosto), in tutte le parrocchie, per la pace in Afghanistan e per le vittime del terremoto di Haiti. Qui il sisma di sabato scorso ha provocato numerosi morti, feriti e ingenti danni materiali. La Presidenza della CEI ha deciso di stanziare un milione di euro dai fondi otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte all’emergenza haitiana e per rispondere alle necessità della popolazione. (Raffaele Iaria

Acli: “corridoi umanitari per salvare più vite possibile in Afghanistan

18 Agosto 2021 -
Roma - “Quello che sta succedendo in Afghanistan deve smuovere le coscienze di tutti, a partire dalle istituzioni europee, e spingerci prima di tutto a garantire dei corridoi umanitari per salvare più vite possibile e per garantire un futuro alle donne e agli uomini di una terra martoriata. Solo dopo verrà il momento di capire quali siano state le responsabilità e soprattutto quali azioni mettere in campo perché nel nuovo Afghanistan si rispettino i diritti umani”. Questa la posizione delle Acli a proposito del ritorno al potere dei talebani in Afghanistan. “Nel silenzio dei media, da molto tempo le Ong che operano nelle rotte dei profughi dal Medio Oriente, denunciano la presenza di afgani che fuggono dal loro Paese: già oggi sono intorno 30% in Bosnia ed il 45% in Grecia”, ricordano le Acli. Alle persone, sottolineano, “deve essere permesso, come loro diritto, di uscire dal Paese e di essere accolti come rifugiati”. Il Coordinamento donne delle Acli chiede inoltre che “venga posta attenzione sulla condizione delle donne che rischiano, con l’arrivo dei talebani, di perdere tutte le conquiste degli ultimi anni”. Il richiamo all’Europa e, più in generale, alla comunità internazionale di farsi carico dei rifugiati afgani “è lo stesso che da troppo tempo facciamo per le situazioni disumane per le persone che si trovano a Lipa, a Lesbo che chiedono umanità e accoglienza”.

Afghanistan: i comuni italiani pronti ad accogliere le famiglie afghane

17 Agosto 2021 - Roma - “I sindaci italiani sono pronti a fare la loro parte nell'accogliere le famiglie afghane. Non c’è tempo da perdere, sappiamo bene come i civili che hanno collaborato con le nostre missioni in Afghanistan oggi siano in forte pericolo, soprattutto donne e minori. Il Governo si sta muovendo per salvare vite umane, attraverso l'azione delle prefetture sul territorio e i sindaci mettono a disposizione la propria esperienza, per questo abbiamo scritto al ministro dell’Interno Lamorgese e abbiamo avvisato il ministero della Difesa”. Il sindaco Matteo Biffoni, delegato Anci per l’Immigrazione, rappresenta l’impegno di tutti i sindaci italiani a far fronte alla grave crisi umanitaria che si sta consumando in queste ore: “Dobbiamo essere molto concreti. Sarà la storia a dare un giudizio su questi ultimi vent’anni di presenza militare in Afghanistan, oggi siamo consapevoli che è il momento di aiutare il Governo a mettere in salvo vite umane. Come scritto al ministero dell’Interno,  siamo pronti ad ampliare la rete Sai già presente nei nostri territori per poter accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila”. Un intervento che già è stato messo in atto tra il 2014 e il 2019, ma che davanti alla ritirata dei contingenti occidentali assume dimensioni piuttosto maggiori, quanto meno per mettere subito in sicurezza le famiglie dei collaboratori del contingente militare a Kabul e presso il comando di Herat. “Il Governo sta facendo entrare nel Paese queste famiglie: abbiamo scritto al ministero dell'Interno che se la legge che disciplinerà termini e condizioni dell’accoglienza dei cittadini afghani prevederà in tempi brevi l’ampliamento della capacità di accoglienza diffusa sul territorio, con risorse mirate per l’emergenza in corso, noi potremmo ripetere l’esperienza fatta già dal 2014 con l’inserimento dei collaboratori di missioni italiane nella rete Sai - ribadisce Biffoni -. Questa è l’accoglienza adeguata per i rifugiati afghani. Diversi Comuni hanno già manifestato la loro disponibilità a prevedere nei loro progetti Sai posti specifici per i collaboratori afghani e le loro famiglie, come primo passo per garantire nel prossimo futuro accoglienza e integrazione a donne e uomini in queste ore in fuga dal loro Paese. Nella rete Sai già sono presenti rifugiati afghani che stanno manifestando agli operatori la grande preoccupazione per chi è rimasto nel Paese ormai nelle mani dei talebani: noi sindaci con le nostre comunità siamo pronti a fare la nostra parte”.  

Mci di Ludwigsburg: creare un gruppo di lavoro per supportare attività concrete di ricostruzione dopo l’alluvione

17 Agosto 2021 -

Ludwigsburg - La comunità cattolica italiana "Giovanni Battista Scalabrini" di Ludwigsburg ha vissuto molto intensamente la solidarietà e la vicinanza con le zone alluvionate del nord Germania. Le notizie e le terribili immagini, giunte da varie fonti, sono diventate subito motivo di preghiera. Nella domenica successiva, durante la Santa Messa abbiamo pregato per i defunti della tragedia e per le loro famiglie; la vice presidente del Consiglio Pastorale ha annunciato la volontà di una raccolta fondi a sostegno, supportando il lavoro della Caritas locale. Un’altra iniziativa è stata quella di lavorare in rete con una radio locale che coordinava la raccolta di coperte, acqua, generi alimentari e materiale di igiene. Abbiamo poi provato a mettere le mani in pasta e realizzare biscotti alle mandorle venduti dopo la Santa Messa di sabato 7 e domenica 8 agosto. Ultimo “sogno”: quello di creare un gruppo di lavoro con volontari per supportare attività concrete di ricostruzione, nel mese di settembre. (Sr. Giuliana M. Bosini)

Centro Astalli: solidarietà ai rifugiati afgani che vivono in Italia

17 Agosto 2021 - Roma - Il Centro Astalli esprime solidarietà ai rifugiati afgani che vivono in Italia.  “In queste settimane caotiche e in queste ultime ore convulse siamo vicini a tanti giovani rifugiati che negli anni abbiamo accolto e accompagnato. Riteniamo necessario condividere la loro preoccupazione che cresce mentre guardano attoniti e inermi all’Afghanistan e ci chiedono come fare a mettere al sicuro i loro cari”. Lo si legge in una nota del Centro Astalli a commento della situazione che si sta vivendo in Afghanistan. Il presidente del Centro dei gesuiti, p. Camillo Ripamonti, rivolge un appello alla comunità internazionale, a istituzioni europee e nazionali: “si abbia come priorità la sicurezza e la protezione dei civili. Si predispongano modalità agili e sicure di accesso in Europa per chi sta cercando di lasciare l’Afghanistan. Lo dobbiamo – conclude - a un popolo che da decenni vive nel terrore e in guerra, in un Paese in cui siamo stati direttamente coinvolti e per cui abbiamo evidenti responsabilità”.

Migrantes: a Loreto il corso di Alta Formazione e la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

16 Agosto 2021 -
Roma - Du eventi nazionali a Loreto in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Li propone la Fondazione Migrantes. Il primo è il corso di alta formazione, dal 23 al 27 agosto, per i direttori diocesani Migrantes  e per collaboratori e operatori pastorali che si svolgerà nel contesto del santuario di Loreto e nelle sue vicinanze. Il tema sarà: “Costruire e custodire la casa comune”, declinato nei suoi aspetti sociali, culturali ed ecclesiali attinenti le problematiche migratorie attuali. Vedrà la presenza di docenti universitari e di testimonianze ‘sul campo’, con una voce da al di là del Mediterraneo, quella del card. Cristobal Lopez Romero, vescovo di Rabat, capitale del Marocco. Prevista anche la visita al Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati, che raccoglie foto e documenti del racconto dei 700mila emigrati marchigiani, e alla casa di Leopardi. Il programma prevede anche la visita all'Hotel House di Porto Recanati,  17 piani dove vivono 1.800 persone di 40 nazionalità diverse. L'ultima domenica di settembre, il 26, la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che vedrà nella basilica della Santa Casa la celebrazione principale. Sarà una celebrazione eucaristica animata dalla musica etnica di vari popoli migranti presenti nelle Marche.

Mons. Perego: Gino Strada “attento ai diritti umani”

13 Agosto 2021 - Roma - "Ho incontrato Gino Strada in alcune occasioni, una di queste in Kosovo. Era un uomo sempre molto attento ai diritti umani ma soprattutto attento a far sì che l'Italia dimostrasse davvero di ripudiare la guerra". E' quanto ha detto  all'agenzia  LaPresse l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons.  Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, commentando la morte del fondatore di Emergency, Gino Strada. Strada era  "molto attento alle problematiche dell'immigrazione, il suo impegno era a tutela diritti. Ci mancherà un uomo capace di dare voce ai diritti dei più deboli e a questo articolo 11 della Costituzione che trova l'Italia ancora molto lontana dal ripudio della guerra. Ci mancherà molto. In Afghanistan la storia gli sta dando ragione, sta dimostrando che il popolo è abbandonato e sfruttato in una situazione drammatica. E' la cifra sintetica più chiara del suo impegno", ha aggiunto.

Viminale: da inizio anno sbarcate 32.806 persone sulle coste italiane

13 Agosto 2021 - Roma - Sono 32.806 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 8.083 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (4.656, 14%), Egitto (2.532, 8%), Costa d’Avorio (2.266, 7%), Guinea (1.520, 5%), Eritrea (1.452, 5%), Iran (1.398, 4%), Sudan (1.347, 4%), Marocco (1.129, 4%), Iraq (941, 3%) a cui si aggiungono 7.482 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.  

Corridoi umanitari per minori soli: parte il progetto “Pagella in tasca”

13 Agosto 2021 - Roma - ​Terzo settore, organizzazioni internazionali, privati cittadini e istituzioni uniscono le forze per portare in modo sicuro minori soli dal Niger in Italia, accoglierli in famiglia e sostenerli nei loro percorsi di studio e inclusione sociale. È il progetto pilota Pagella in tasca- Canali di studio per minori rifugiati, promosso da INTERSOS e UNHCR e co-finanziato dalla Fondazione Migrantes e da INTERSOS, che verrà realizzato grazie a un Protocollo d'intesa con i ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell'Interno, oltre che con attori locali del progetto: il Comune di Torino, la rete CPIA Piemonte e l'Arcidiocesi di Torino. "Pagella in tasca" coinvolge 35 minori stranieri non accompagnati attualmente rifugiati in Niger, di 16 o 17 anni, con l'obiettivo di portarli gradualmente a Torino e dintorni nell'anno scolastico 2021/2022. Arriveranno in aereo con un visto d'ingresso, evitando le terribili rotte dei flussi irregolari in Africa e nel Mediterraneo. Qui avranno un permesso per studio e saranno iscritti ai CPIA per conseguire il diploma del primo ciclo di istruzione e poi frequentare la scuola secondaria superiore o un percorso di istruzione e formazione professionale.  Ad accoglierli troveranno famiglie affidatarie e tutori volontari, vitto, alloggio, assistenza sanitaria, supporto psicologico e legale e la possibilità di conoscere altri coetanei a scuola e fuori casa, tra sport e altre attività. Borse di studio copriranno i costi sostenuti dalle famiglie durante il primo anno, trascorso il quale sarà possibile inserirli nei progetti del Sistema di Accoglienza e Integrazione  gestiti dalla Città di Torino e da altri Comuni coinvolti o promuovere l'autonomia attraverso altre misure di inserimento lavorativo e abitativo. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha seguito dal principio lo sviluppo del progetto e ha firmato il protocollo d'intesa, inserirà i beneficiari negli interventi di politica attiva del lavoro per soggetti vulnerabili promossi dalla sua Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione. Inoltre, parteciperà alla valutazione di tutti i percorsi di inclusione messi in campo da Pagella in tasca.    

Vangelo Migrante: Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (Vangelo Lc 1, 39-56)

12 Agosto 2021 - Maria, la serva del Signore e la prima dei salvati, è stata anche la prima ad essere assimilata alla gloria della Resurrezione di Gesù, così come fu associata al mistero della sua incarnazione e morte. Questo si celebra nella Solennità odierna. Una gran bella festa nel cuore dell’estate (quest’anno coincide anche con la domenica) che porta con sé un rischio: quello di sottolineare le così tante straordinarietà della madre di Gesù fino ad allontanarla anni luce dalla ‘povera’ concretezza della nostra vita. Insomma: il più grande torto che possiamo fare a Maria è proprio quello di metterla in una nicchia e incoronarla! Il Signore ci dona una discepola esemplare, una donna che, per prima, ha scoperto il volto del Dio incarnato, e noi subito a metterla sul piedistallo, santa e distante. No! Maria ci è donata come sorella nella fede, come discepola del Signore, come madre dei discepoli. Questa è la festa dell’Assunzione: la storia di una discepola che ha creduto davvero nella Parola del suo Dio e che insegna a noi, tiepidi credenti, l’ardire di Dio e la follia dell’Assoluto. Il Magnificat è l’inno dello sconvolto. Dio, nel suo piano salvifico, irrompe nella vita, nei progetti, nelle attese e nei desideri di una ragazza, li modella secondo i suoi disegni e allo stesso tempo li riempie di ‘grandi cose’, quelle che solo Lui sa fare. La pagina di Vangelo aiuta a comprendere meglio il mistero in cui crediamo e che celebriamo quest’oggi: questa donna, prima tra i credenti, dopo la sua lunga esperienza di una fede abitata dal Mistero, è andata al Dio che l’aveva chiamata perché non poteva conoscere la corruzione della morte colei che ha dato alla luce l’autore della vita. Siamo in buona compagnia! Grandi cose ha fatto Dio in Maria: grandi cose può fare in noi, se lo lasciamo fare! (p. Gaetano Saracino)

Minori stranieri non accompagnati: sale a 6.698 posti la capienza della rete Sai

12 Agosto 2021 - Roma - Con i decreti pubblicati dal ministero dell’Interno sono quasi raddoppiati i posti per minori stranieri non accompagnati (Msna) nella rete Sai. Nell’ultimo anno, infatti, l’incremento è pari a più di 3.000 posti, per un totale di 6.698 posti. “È il dato storicamente più alto da quando è nato lo Sprar”, ha commentato il delegato Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni, secondo cui “va riconosciuto al ministero lo sforzo significativo a supporto dei Comuni, su cui ricade la responsabilità dei minori”. “I necessari tempi di attivazione – ha proseguito Biffoni – non consentiranno di rispondere immediatamente alle difficoltà che oggi stanno affrontando i Comuni, soprattutto le città metropolitane del Nord, ma resta senza dubbio una risposta importantissima di cui rendiamo merito al ministero”. “Siamo consapevoli che è necessario sciogliere i nodi strutturali che ancora impediscono di affrontare gli aspetti critici del fenomeno e, ovviamente, Anci è come sempre a disposizione del Ministero per ogni collaborazione necessaria”, ha assicurato il sindaco di Prato.

Spettacolo viaggiante: concluso il concorso dei Madonnari di Taurianova

10 Agosto 2021 - Taurianova - Si è conclusa con la proclamazione dei vincitori la VI edizione del “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova”, la manifestazione ideata dall’“Associazione Amici del Palco” e anche quest’anno diretta dal maestro madonnaro Gennaro Troia (fondatore della Scuola Napoletana dei Madonnari), per il quale l’Amministrazione di Taurianova ha annunciato che proporrà la “cittadinanza onoraria”. Un’edizione ricca di attese che ha visto finalmente il ritorno per strada degli artisti madonnari che hanno steso un tappeto di colori lungo il corso della città, soffermandosi sul tema “Laudato sì… prendersi cura” e catturando attraverso uno scambio interculturale e artistico migliaia di visitatori che hanno raggiunto Taurianova da tutta la Calabria per la manifestazione unica nel suo genere, inserita tra i maggiori eventi culturali e artistici dell’intera regione,  Tra i migliori artisti del gessetto provenienti da ogni parte del mondo è riuscita a prevalere, convincendo tutta la giuria tecnica con l’opera “Gli ultimi sospiri di Madre terra”, che ha raccontato così: “Il tempo della terra sta per finire: alluvioni, incendi, terremoti e scioglimento dei ghiacciai ne sono la dimostrazione. Dobbiamo salvaguardare le risorse della terra apprendendo da quelle popolazioni che hanno saputo vivere in armonia con essa senza distruggere il suo ecosistema. Impariamo da loro a dare il giusto valore alle cose. La speranza sta nelle nuove generazioni”,  Sul secondo gradino del podio la giapponese Kumiko Suzuki (n.1), mentre il colombiano Isnardo Cardozo (n.8) si è aggiudicato il terzo posto. Primo per il voto popolare il giovane taurianovese Giuseppe Mamone (n.22), che gareggiando in casa ha ricevuto il sostegno della sua città. I visitatori oltre ad ammirare lo spettacolo straordinario dei madonnari capaci di trasmettere con semplici gessetti le loro emozioni, si sono soffermati anche su via Bellini, strada dedicata alla mostra con le foto delle opere delle varie edizioni del “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova, meta per i selfie dei visitatori grazie ai tanti colori cha hanno fatto da cornice. Anche quest’anno il “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova”  ha visto il sostegno del Vescovo della diocesi di Oppido M. - Palmi, mons. Francesco Milito, che ha espresso la sua vicinanza visitando le opere e - come ogni anno - si è soffermato per ammirare ingegno e fede di ogni opera. «Questa manifestazione - ha dichiarato mons. Milito - è un insieme di arte, cultura, fede e socialità. È una scuola dell’estetica, affidato agli artisti, che diventa messaggio, ed è bellissimo che quest’anno il tema scelto sia legato alla lettera enciclica di Papa Francesco Laudato sì, spesso volutamente poco portata avanti, che invita a prendere coscienza di una necessaria conversione ecologica per essere custodi del creato».

Scalabriniane: ripartita la missione tra i migranti di Lesbo

9 Agosto 2021 - Roma - Come la scorsa estate è ripartita la missione Scalabriniana a Lesbo, isola greca al centro degli arrivi di migliaia di rifugiati dal Medio Oriente e dall’Africa che cercano speranza e salvezza in Europa. E quest’anno le suore hanno lanciato una raccolta fondi dedicata. «La pandemia non ha fermato le richieste di aiuto e non ha fermato il flusso  – spiega suor Milva Caro, superiora della Provincia europea delle suore missionarie scalabriniane – Il nostro aiuto non può fermarsi e deve essere un sostegno di tutti. Davanti a quei bambini, a quelle famiglie, a quelle persone che hanno necessità, non possiamo tirarci indietro. Ecco perché quest’anno abbiamo lanciato una raccolta di fondi, una chiamata alla collaborazione per cercare di aiutarli. A Lesbo in migliaia vivono in una tendopoli, tra l’indifferenza delle istituzioni internazionali. Aiutiamo i loro piccoli a non interrompere l’istruzione, difendiamo le famiglie per dare loro una speranza concreta». «L’Italia è un Paese dal cuore grande – aggiunge suor Milva – sono certa che avremo una forte risposta perché non possiamo voltarci, non possiamo ignorare, non possiamo dire ‘no’. Lesbo è un luogo di arrivo e di partenza e spesso ci capita di trovare gli stessi rifugiati nelle nostre comunità in Europa in una nuova fase della loro vita». 
 

Marcinelle: la giornata e il ricordo dell’unico sopravvissuto vivente

8 Agosto 2021 - Roma - 262 morti, 136 italiani. E’ il bilancio della tragedia che ha colpito 65 anni fa l’ex miniera di Marcinelle, in Belgio. E’ l’8 agosto 1956. Ogni anno in questa data, dal 2001, anche il ricordo dei lavoratori italiani nel mondo con la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per celebrare, ricordare e onorare i tanti lavoratori italiani e il contributo economico, sociale e culturale delle loro opere. E anche questa mattina, alle 8,05, ora della tragedia, la benedizione a Marcinelle, della Campana “Maria Mater Orphanorum” e duecentosessantadue rintocchi della stessa in memoria delle vittime seguita da discorsi ufficiali, la deposizione di fiori dalle Associazioni di ex minatori presso il Monumento “Alle Vittime” e la visita al cimitero di Marcinelle dove si è svolto un momento di raccoglimento e deposizione  di fiori presso i monumenti  “Ai Minatori”  e  “Sacrificio dei Minatori Italiani”. Ieri sera l’inizio delle commemorazioni una celebrazione eucaristica presso il sito del Bois du Cazier  presieduta da padre Daniel Procureur, decano della regione di Charleroi ."In varie città italiane diverse iniziative per ricordare le vittime della tragedia mineraria di Marcinelle. Una tragedia che listò a lutto come ricorda lo storico Toni Ricciardi nel volume “Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone” (Donzelli), più di un terzo delle province italiane, ben 32 tra Nord e Sud. Tra i tanti borghi colpiti, Manoppello (Pescara), che contava appena settemila abitanti e che proprio in Belgio aveva esportato, a partire dal 1946, 325 uomini: quel giorno morirono in 23. E ogni giorno a ricordali è l’unico sopravvissuto, oggi 86enne: Urbano Ciacci, matricola 709 che porta ben visibile sul petto. E ad ogni manifestazione è li, davanti a quella miniera, con una lampada sempre accesa legata alla sua cintura, un caschetto con un piccolo lume, la camicia  e il pantalone del minatore: “li conoscevo tutti e non posso dimenticarli”, ci dice commosso. Luì, originario di Fano, scampò a quella tragedia perché in Italia per sposarsi. Seppe dello scoppio e della morte dei suoi compagni la mattina successiva alla stazione di Milano: insieme alla moglie stava prendendo il treno per fare ritorno in Belgio e seppe la notizia leggendo il giornale: “non ho detto nulla a mia moglie altrimenti lei non sarebbe salita su quel treno”, ci dice raccontandoci di aver lavorato in miniera dal 1954 ai primi anni ottanta. In Belgio è arrivato all’età di 18 anni compiuti ed ha subito lavorato a Marcinelle a oltre 1000 metri di profondità insieme “ai miei compagni che sono morti e ogni giorno vengo a trovare e salutare uno per uno. Lo devo alla loro amicizia”. Ogni mattina prima di andare al lavoro – ci racconta ancora al telefono Urbano invitandoci a visitare il museo nato in quella miniera – davo un bacio ai miei figli. Mi chiedevano il perché, e io rispondevo: non so se ci rivedremo stasera”. (Raffaele Iaria)