Tag: Mobilità umana e migrazioni

E subito riprende il viaggio: a fine novembre la quinta edizione del Festival della Migrazione a Modena

14 Luglio 2020 -

Roma - Torna a Modena il 26, 27 e 28 novembre il Festival della Migrazione che quest’anno ha per tema: “E subito riprende il viaggioGiovani generazioni, nuove energie per superare le fragilità”.

L’appuntamento, che si svolgerà in presenza e online, metterà al centro i giovani migranti, sia coloro che arrivano in Italia sia i nostri connazionali che si spostano in altri Paesi.

“La sfida delle migrazioni non riguarda più tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni differenti, sappiano comporsi in una realtà più ricca”, sottolinea don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, per il quale “per troppo tempo abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di troppi) e portarlo in un porto italiano: questo è solo il primo passo”. La vera sfida, osserva don De Robertis, “è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”.

Nel corso del Festival, che prevede approfondimenti, dibattiti e tavoli tematici su cooperazione, economia e lavoro, sarà presentato in anteprima il “Rim Junior” della Fondazione Migrantes (il Rapporto Italiani nel Mondo dedicato ai ragazzi). È in programma anche un flash mob al quale parteciperanno i responsabili delle associazioni impegnate nella formazione dei giovani.

L’obiettivo “è quello di rappresentare la diversità, le sfumature e l’esperienza soggettiva all’interno della migrazione, partendo dal comune denominatore dell’appartenenza all’umanità. Vogliamo sfidare la retorica che riduce i migranti a categorie semplicistiche: nemici attivi o vittime passive. Quest’anno abbiamo anche arricchito il comitato scientifico di figure di alto livello e abbiano nominato Edoardo Patriarca portavoce della manifestazione”, rileva Luca Barbari, presidente di Porta Aperta.

“Quando parliamo di migranti parliamo di persone, di storie, di volti. E puntare l’attenzione sui giovani è ancora più importante: sono migranti che approdano in Europa per cercare un futuro migliore, sono italiani che qui non trovano prospettive e le cercano altrove”, aggiunge da parte sua il portavoce del Festival, Edoardo Patriarca.

Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes con le diocesi del territorio emiliano, il Terzo settore (con Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni), l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena e altri enti locali.

R.I.

Migrantes: oggi le conclusioni del corso di formazione

10 Luglio 2020 - Roma - Con una riflessione sul "Cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia Covid19?", afidata a  don Bruno Baratto,  direttore Migrantes di Treviso si apre, questa mattina, l'ultima giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes che si è svolto a Roma da lunedì scorso. Dopo l'intervento di don Baratto spazio al dibattito e poi alle conclusioni affidate al direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis che indicherà anche le prospettive e i prossimi impegni Migrantes. All’incontro hanno partecipato  circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina.

Migrantes: immigrazione e diritto di asilo oggi al corso di formazione

9 Luglio 2020 - Roma - Spazio al tema migratorio, al diritto d’asilo e al dialogo ecumenico ed interreligioso nella cura pastorale dei migranti nella terza giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes che si aprirà questa mattina a Roma . Domani le conclusioni con una riflessione su come cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia.

Migrantes: gli ambiti della pastorale della mobilità umana al corso di formazione in corso a Roma

8 Luglio 2020 -  Roma – I lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes proseguiranno oggi con i lavori di gruppo dedicati ai vari settori della mobilità umana: Si parlerà del ruolo dei cappellani etnici, dell’organizzazione degli uffici diocesani Migrantes e dei missionari con gli italiani all’estero. Nel pomeriggio delle cappellanie etniche e del magistero sociale sulle migrazioni Nei prossimi giorni spazio al tema migratorio, al diritto d’asilo e al dialogo ecumenico ed interreligioso nella cura pastorale. Non mancheranno alcune testimonianze. I lavori saranno conclusi venerdì da una riflessione su come cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia.

Migrantes: prosegue il corso di pastorale migratoria

7 Luglio 2020 -

Roma - E’ stato il card. Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli a concludere, ieri sera, la prima giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes . All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. Ad aprire l’edizione 2020 del corso il saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora,  rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes mentre alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane è stato affidata la prima relazione sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Questa mattina i lavori proseguiranno con gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes che traccerà un quadro sulla storia dell’organismo pastorale mentre don De Robertis illustrerà lo statuto della Fondazione. nel pomeriggio Caterina Boca si soffermerà su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e Marco Omizzolo si soffermerà su “le condizioni dei migranti e l’impegno per la giustizia”. In serata uno spettacolo di Vincenzo Sorrentino”.

R.I.

Migrantes: da oggi il corso “linee di pastorale migratoria”

6 Luglio 2020 - Roma - Con un saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora – rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes -  si è aperto a Roma il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” 2020. All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. La prima relazione è stata affidata alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane che si è soffermata sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Migrantes: dal 6 al 10 luglio il corsi di pastorale migratoria

30 Giugno 2020 - Roma - Si svolgerà dal 6 al 10 luglio 2020 presso Casa La Salle (Via Aurelia 472, Roma) il Corso di formazione "Linee di pastorale migratoria" 2020. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all'estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. Il corso è aperto, però, anche ai religiosi, alle religiose e ai laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni, ai seminaristi e alle juniores, nonché a coloro che desiderano aggiornarsi sulle tematiche della mobilità umana.  

Migrantes Andria: un rifugio ospitale anche per la notte

10 Giugno 2020 - Andria - Durante l’emergenza sanitaria per contenere il contagio l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria ha allestito un rifugio per dare sostegno concreto alle situazioni di maggiore fragilità sociale ed economica. La Casa di Accoglienza “Santa Maria Goretti”, spiega il direttore Migrantes, don Geremia Acri, ha assicurato sinora servizi diurni e non vi sono sul territorio luoghi per un’accoglienza notturna di persone che vivono per strada. Offrire un posto accogliente per la notte è l’ennesima risposta della Chiesa, un segno di attenzione nei confronti di tutte quelle persone che nel momento del bisogno non trovano soluzioni in grado di rispondere a esigenze materiali immediate. Il tempo vacillante di questa stagione ci mette di fronte al bisogno sempre più impellente di aiutare quelli della 'prima volta': quelli che la ripresa del lavoro è dura; quelli che hanno contratto mutui, affitti onerosi per le loro attività commerciali e artigianali che stentano a decollare nuovamente; quelli che il peso delle troppe incognite hanno reso fragili dal punto di vista psicologico; e quelli che hanno bisogno di trovare una nuova strada per sostenere la propria vita e quella dei propri cari. Ora chi è rimasto senza un tetto sa di non essere dimenticato. Grazie ai volontari che prestano il loro servizio presso la Casa di Accoglienza. (Sabina Leonetti -  Avvenire)

Il volto del pastore

8 Giugno 2020 - Loreto – Loreto: i fedeli uscivano lenti dalla Basilica, ancora intorpiditi dal lungo lockdown, a tutte le messe di domenica 31 maggio. Erano numerosi, nonostante tutto. Mascherina sul volto, aria incerta, ma distesa, guardie del corpo in livrea blu presso le porte più numerose del solito. Maria, la "donna del sì" - donna forte e fedele in ogni vicissitudine - all’interno, li aveva consolati. Era come se avesse strappato  loro, ad ognuno, un “sì”: un nuovo gesto di fiducia. Un atto di coraggio e di serenità. Sì, in questa tormentata pandemia, venuta quasi come un segno di Dio, “Colui che viene sempre di sorpresa”. Ma tutto concorre al bene, per chi è amato da Dio. Ricominciare, ora, sarà un grande, umile gesto di forza interiore... Uscendo, così,  non immaginavano di imbattersi ancora in un'altra sorpresa. Un segno del cielo. Il beato vescovo Giovanni Battista Scalabrini sorrideva là ad ognuno... Di lui “Padre dei migranti”, ora, alla vigilia della sua festa, - del tanto  atteso incontro con il suo Signore il 1 giugno 1905, solennità dell’Ascensione - veniva consegnato ad ognuno  il suo volto. Un ricordo con il suo bel profilo di pastore, insieme a un messaggio. I suoi sofferti “sì” alla volontà del Padre, le sue infinite preoccupazioni per il gregge, per i suoi migranti che partivano per le Americhe,- con la testa piena di speranza e di vane illusioni - il suo “farsi tutto a tutti”, e i suoi viaggi al Nuovo Mondo per consolarli, avevano scavato il suo volto, come uno scalpello di scultore. L'avevano reso forte e dolce, come non mai. Traspariva misericordia ma, allo stesso tempo, una segreta forza interiore. “E venne un uomo. Il suo nome era a molti sconosciuto, - diceva il messaggio - amò Piacenza e la sua diocesi, in opere e in parole. La gente, la vita e i problemi che l’abitavano. Ma con il cuore amò coloro che se ne andavano. Perseguitati dalla miseria. Da quel bisogno inarrestabile di essere uomini. Partivano in massa dalla sua terra. E migravano”. Era alla fine dell’800, inizi ‘900. Il suo sguardo si posava pensoso e riflessivo su questa immensa tragedia collettiva per milioni di uomini. Ed erano i nostri italiani. Fondò la Congregazione dei missionari scalabriniani per accompagnare questa avventura migratoria, che lo colpiva fino in fondo all'anima. Oggi, i suoi missionari sono ormai dispersi in 30 nazioni dei 5 continenti per ogni emigrante senza distinzione: latinoamericani, filippini, portoghesi, capoverdiani… oltre che italiani. Il messaggio termina con un grido, una preghiera:  “Con te oggi i tuoi missionari gridano - in nome di Dio - per quanti hanno bisogno ancora di diventare esseri umani. Loro, che hanno perduto una terra. Ma anche voi, che non condividete la vostra. Come fratelli” . I fedeli, uscendo dal Santuario, ricevevano cosí un messaggio, un volto. E una nuova, forte responsabilità. (p. Renato Zilio, Migrantes Marche) ​    

Floyd: flash-mob dei giovani per la pace contro il razzismo

8 Giugno 2020 - Roma - “Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli”. Ispirati dalle parole di Martin Luther King, domani, martedì 9 giugno alle ore 21, i Giovani per la Pace daranno vita ad un flash-mob sull’Isola Tiberina, per affermare la necessità di contrastare ogni forma di razzismo, discriminazione sociale e violenza, aderendo così al movimento “Black Lives Matter”. Durante l’evento, che sarà preceduto da una preghiera per la coesistenza pacifica negli Stati Uniti, i Giovani per la Pace esporranno uno striscione dalla facciata della basilica di San Bartolomeo e illumineranno la piazza con centinaia di candele.