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Verona: Festa dei popoli, festa dell’umanità

25 Maggio 2026 - Si è svolta domenica 24 maggio sui prati di Villa Buri la Festa dei Popoli, arrivata alla sua 35° edizione. Il prologo della Festa è stato venerdì 22 maggio in piazza San Zeno con il concerto dell’orchestra Mosaika diretta da Marco Pasetto. Mosaika è un progetto musicale che coinvolge  musicisti da ogni parte del mondo e propone musiche delle diverse culture e dei diversi popoli. Nel corso del concerto ci sono stati tre blocchi di testimonianze di persone che ha fatto “il viaggio” da luoghi lontani verso Verona, comprimendo in una valigia tutto il loro mondo: Ada Indiries, rumena, Hanin, egiziana, Christeen Jayani, srilankese, Jules Talon, francese, Michael Kolade dell’associazione Afroveronesi. Domenica la Festa è iniziata con la camminata interreligiosa per la pace, nata dalla collaborazione tra il Servizio ecumenismo e dialogo e il Servizio migrantes della diocesi di Verona, la camminata ha raccolto la partecipazione di rappresentanti delle comunità religiose presenti sul territorio veronese e di numerosi cittadini. Il percorso si è snodato all’interno del parco di Villa Buri, con alcune soste dedicate all’ascolto di testi e riflessioni proposti dalle diverse confessioni religiose presenti – Musulmana, Buddhista, Ebraica, Bahà’ì, Cristiana e Sikh. Le parole condivise – provenienti da esperienze spirituali differenti – hanno avuto come filo conduttore la pace, la fraternità, la custodia delle relazioni e la responsabilità reciproca. Festa dei popoli Verona 2026 Dalle 12,30 l’apertura degli stand gastronomici con i cibi dal mondo e l’apertura con la sfilata delle bandiere e l’esplosione di danze e musica dai vari continenti. Mattatori sul palco Jean Pierre Piessou e Malice Omondi, che ha scandito in varie lingue lo slogan “different people, one nation, different colours, one humanity”.  Jean Pierre Piessou ha ricordato le situazioni di conflitto vissute dai tanti popoli presenti alla Festa: dal l’Ucraina al Venezuela, dalla Palestina all’Iran, al Libano. Don Giuseppe Mirandola coordinatore dell’evento: “La diversità in occasione della Festa dei Popoli diventa festa. Questo è il messaggio che ripresentiamo con forza ogni anno. Ci sono tante situazione nella vita che dicono che la diversità è anche ostacolo e fatica, e noi non vogliamo negarlo, non ci nascondiamo la realtà, ma il messaggio importante, qui in questa Festa è che la diversità fatta di musica,  danza, cibi, il trovarsi assieme e condividere è possibile  e ci indica la strada, quella di vivere insieme gioiosamente”. (Paolo Annechini - Nausicaa Marchiori)

Le comunità cattoliche cinesi d’Italia si ritrovano a Padova

23 Maggio 2026 -
In occasione della 17a Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina – che, voluta da Benedetto XVI, si celebra il 24 maggio, in concomitanza con la festa della Madonna di Sheshan, particolarmente venerata in Cina – le comunità cattoliche cinesi d’Italia si incontrano a Padova (dopo Napoli, Roma, Prato, San Miniato e Milano), il 23 e 24 maggio, presso la parrocchia del Sacro Cuore in Padova. Sarà presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
«Per noi fedeli cinesi – spiega don Giuseppe Feng Bo, cappellano della comunità cinese di Padova (in prima linea nell’organizzazione insieme a quella di Treviso e alla parrocchia del Sacro Cuore) è una festa importante, perché ogni anno ci raduniamo in un posto diverso per celebrare la nostra fede e fare festa. A Padova sono attese 300 persone». Si comincia sabato 23 alle 17 con il rosario; seguono la messa presieduta da S.E. mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto e un momento di festa. Domenica 24, processione dalla basilica del Santo al Sacro Cuore (inizio alle 8.30); messa presieduta dal vescovo, S.E. mons. Claudio Cipolla alle 11 e, a seguire, pranzo. (fonte: La Difesa del Popolo) Madonna di Sheshan

Delegazione Migrantes del Piemonte in Sicilia. Don Bersano: “I cristiani sono quelli ‘della Via’”

22 Maggio 2026 - Un'esperienza di fraternità, condivisione e conoscenza: questa è stata la settimana che termina oggi, in Sicilia, per la commissione mista, Fondazione Migrantes e Fondazione Missio, della regione ecclesiastica piemontese. Già da alcuni anni ci impegniamo, infatti, a condividere tra noi i diversi e comuni cammini pastorali, mettendo al centro l'Annuncio della Parola, "declinato" nella vita di fratelli e sorelle, presenti nelle nostre comunità o in Paesi lontani, che il Signore ci dona di incontrare. Ai tanti che si impegnano nei diversi servizi, viene poi proposta, periodicamente, una settimana di scambio e studio, che ci porti a conoscere le esperienze, gli impegni, i progetti di altre Chiese locali, magari lontane, ma che sentiamo sorelle. Nell’arco di una decina d’anni, dopo Lampedusa, Albania Romania e Campania, in questo viaggio lo Spirito ci ha condotto in Sicilia, dove abbiamo avuto in dono di conoscere i molteplici frutti della generosità di questa meravigliosa Isola e dei suoi figli. A Palermo, presso la Missione di Speranza e Carità di fratel Biagio Conte, tra le comunità etniche del centro città, in ascolto dell'arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, e della sua proposta della "teologia dal Mediterraneo"; a Cefalù, a scuola da giovanissimi migranti, ricchi di sogni, che in un libro-favola hanno rielaborato la loro difficile storia di migrazione; a Tindari e Messina, con le realtà di Sri Lanka e Filippine e delle loro vivacissime cappellanie; all’Hotspot di Pozzallo, che ci ha trasmesso disperazione di vite spente in mare e speranza di rinascita tra le nostre case; fino a Ragusa. con le storie dei “Caminanti di Sicilia” e l'impegno tra i dimenticati delle serre agricole. A livello personale e umano, abbiamo impegnato occhi e orecchie per vedere e ascoltare; come cristiani e pellegrini, abbiamo accolto nel cuore la gioia, la fraternità, la vivacità delle comunità, l’attenzione dei Pastori ai propri figli di ogni provenienza. Colori e sapori di Sicilia, che con tanto altro riempirà i nostri cuori, le nostre valigie, la nostra speranza di continuare a camminare, lavorare, sperare con i fratelli di tutto il mondo. (don Valerio Bersano) [caption id="attachment_76841" align="aligncenter" width="1024"] Il gruppo a Ragusa (Ibla).[/caption]

Da Palermo a Messina: un itinerario di luce, arte e accoglienza

20 Maggio 2026 - Il viaggio vissuto dalla Delegazione Migrantes del Piemonte – accompagnata per l'occasione dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi – è andato ben oltre il semplice spostamento geografico lungo la costa settentrionale dell'isola. Si è trattato di un vero e proprio pellegrinaggio dello spirito e della bellezza, capace di unire idealmente Palermo a Messina attraverso tre tappe dal profondo valore simbolico: Monreale, Cefalù e Tindari.
Monreale: la scintilla del percorso
Il cammino prende il via lasciandosi alle spalle il capoluogo siciliano per salire verso la maestosa Cattedrale di Monreale, celebre in tutto il mondo per i suoi oltre 6.400 metri quadrati di mosaici dorati. Ad attendere il gruppo in piazza c'è il direttore diocesano Migrantes, don Bernardo Giglio, che introduce subito gli ospiti all'interno del tempio. Qui la parola passa al parroco, don Nicola Gaglio, riconosciuto come uno dei massimi esperti e divulgatori del valore teologico e artistico di questo capolavoro. Sotto la sua guida sapiente, la lettura dei mosaici – dal celebre Cristo Pantocratore absidale fino alle scene della Genesi – si trasforma in un percorso di fede vivo. A impreziosire questo momento di intensa comunione si unisce al gruppo anche l'arcivescovo, mons. Gualtiero Isacchi, il cui saluto testimonia la centralità dell'accoglienza e del dialogo per la Chiesa locale.
Cefalù: tra la bellezza del Pantocratore e il calore dell'accoglienza
Ripreso il viaggio in direzione est, la comitiva piemontese fa tappa a Cefalù, la perla del Tirreno, per un momento capace di fondere l'alto valore artistico con una feconda testimonianza di solidarietà sul territorio. Ad attendere il gruppo c'è il diacono Gandolfo Sausa, direttore diocesano Migrantes, che accompagna la delegazione nel cuore del centro storico per visitare una realtà straordinaria: le due comunità alloggio "Regina Elena" e "Carlo Acutis". Situate nei suggestivi locali di un antico orfanotrofio del 1635 e gestite direttamente dalla Diocesi, queste strutture accolgono minori in situazione di fragilità – tra cui diversi minori stranieri non accompagnati – offrendo loro non solo un tetto, ma un ambiente autenticamente familiare e una concreta prospettiva di futuro. A presentare queste fondamentali "opere segno" è don Giuseppe Licciardi, direttore e vera anima delle strutture. È lui che ha fortemente voluto la riapertura e il recente ampliamento degli spazi, guidando ogni giorno gli operatori con un obiettivo chiaro: ricreare una grande famiglia che offra protezione, promozione umana e vera integrazione sociale. Durante l'incontro, il gruppo riceve la visita del vescovo, mons. Giuseppe Marciante, che nel ringraziare la delegazione per la sosta nella sua diocesi, si complimenta per il cruciale servizio svolto dagli uffici Migrantes sul versante dell’inclusione. Il momento più emozionante si vive quando la parola passa proprio ai giovani ospiti: ragazzi arrivati in Sicilia dopo viaggi carichi di insidie e sofferenze, che oggi hanno finalmente la possibilità di ripartire sentendosi parte di una famiglia. Dopo il pranzo condiviso in seminario, la giornata prosegue con la visita al Duomo guidata da Valerio Di Vico il quale, nonostante i tempi stretti del programma, riesce a trasmettere tutta la sfolgorante bellezza dell’arte racchiusa nella cattedrale arabo-normanna. Se a Monreale i mosaici avvolgono il pellegrino in un abbraccio monumentale, a Cefalù lo sguardo viene catturato dalla solennità essenziale del Cristo Pantocratore che domina l'abside, stagliandosi su un fondo d’oro che sembra dialogare direttamente con l'azzurro del mare. Per la delegazione Migrantes, questa sosta si rivela così una duplice, potentissima meditazione: visiva, sull'universalità del messaggio cristiano capace di parlare a popoli e culture diverse attraverso i secoli; e umana, riflessa negli occhi e nelle storie dei ragazzi accolti in città.
Tindari: lo sguardo della Madre sul cammino dei popoli
Prima di raggiungere la meta finale di Messina, il viaggio si inerpica sul suggestivo promontorio che domina il golfo di Patti, dove sorge il Santuario di Tindari. Davanti agli occhi dei delegati si spalanca un panorama mozzafiato, sospeso tra i laghetti di Marinello e il profilo delle isole Eolie, ma il vero cuore della sosta è l'incontro profondo con la suggestiva e veneratissima Madonna Nera. "Nigra sum sed formosa" (Sono nera ma bella): l'iscrizione posta ai piedi della Vergine bizantina risuona con una forza del tutto particolare per chi spende il proprio servizio a fianco di chi si mette in viaggio, spesso attraversando proprio quel mare che si contempla dall'alto del colle. La sosta a Tindari diventa così una preghiera corale affidata alla Madre, custode di ogni cammino e di ogni speranza di riscatto. Ad accogliere calorosamente la comitiva – al cui seguito vi è il vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro – sono il confratello nell’episcopato mons. Guglielmo Giombanco, vescovo della Diocesi di Patti, e il direttore diocesano Migrantes, don Leonardo Maimone. Dopo questo fraterno momento di saluto, la delegazione si unisce per la celebrazione eucaristica. Subito dopo, il rettore del santuario, don Giuseppe Gaglio, intrattiene gli ospiti all'interno dell'antico edificio sacro, ripercorrendo l’affascinante origine del culto della Madonna Nera venuta dal mare. Con il cuore colmo di bellezza, spiritualità e riflessioni teologiche, la delegazione scende infine verso Messina, porta della Sicilia e punto d'arrivo di un itinerario capace di fondere le meraviglie dell'arte arabo-normanna con lo spirito più autentico dell'accoglienza. Il viaggio di trasferimento si conclude così all'Istituto Teologico "S. Tommaso", dove i padri salesiani hanno allestito ogni cosa a puntino per garantire una calorosa ospitalità e il meritato riposo ai membri della comitiva piemontese. (fonte: Migrantes Sicilia)

A Verona, il 24 maggio c’è la Festa dei Popoli

20 Maggio 2026 - Presentata oggi presso la Sala Arazzi del Comune di Verona, la Festa dei Popoli si terrà domenica 24 maggio a Villa Buri a S. Michele Extra. Arrivata alla 35a edizione, la Festa dei Popoli di Villa Buri sarà anche quest’anno un insieme di colori, di danze, musiche, momenti culturali e tradizioni gastronomiche dalle nazionalità che si presenteranno sui prati di Villa Buri. La Festa sarà preceduta venerdì 22 sera alle 21.00 in piazza San Zeno dal concerto dell’orchestra Mosaika, che raccoglie musicisti da varie parti del mondo. Novità di questa edizione è la camminata interreligiosa che domenica 24 in tarda mattinata si svolgerà a Villa Buri nel contesto della Festa dei Popoli. La Festa dei Popoli di Villa Buri è indubbiamente l’appuntamento più importante dell’anno di inclusione tra i popoli, frutto di un Comitato coordinato dalla diocesi di Verona attraverso il Centro di pastorale immigrati e da associazioni impegnate in questo ambito, in collaborazione con il Comune di Verona. ℹ️ Per maggiori informazioni: segreteria.migrantes@diocesivr.it - 0458004247   Festa dei popoli Verona

La delegazione Migrantes del Piemonte in visita a Palermo

19 Maggio 2026 - Ha avuto inizio da Palermo la visita della delegazione Migrantes del Piemonte alle Migrantes delle Chiese di Sicilia. La giornata si è aperta con la visita alla Missione Speranza e Carità, la straordinaria realtà nata a Palermo dall'intuizione e dalla scelta radicale di Fratel Biagio Conte. Una vera e propria "cittadella degli ultimi" che oggi accoglie centinaia di fratelli e sorelle da ogni parte del mondo, offrendo loro non solo un tetto, ma dignità, lavoro e speranza. Per la delegazione piemontese, toccare con mano l'eredità di Fratel Biagio significa vedere incarnata quella "pastorale del fare" capace di trasformare l'accoglienza in autentica fraternità universale. Ad accogliere gli ospiti e a presentare la figura del fondatore è stato don Pino Vitrano, cofondatore e guida spirituale della Missione. Subito dopo, la delegazione si è trasferita nel quartiere della Kalsa. Qui, in via La Marina, sorge la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un edificio in stile rinascimentale che dal 2008 rappresenta l’impegno della Migrantes diocesana verso la cura spirituale dei migranti cattolici presenti nel capoluogo siciliano. Una presentazione a tre voci ha descritto la storia e l'azione dell’organismo pastorale: un cammino tracciato da tante figure, tra le quali spicca per lungimiranza l’impegno profuso da don Sergio Natoli, missionario OMI. Il direttore Mario Affronti, l’assistente spirituale padre Luca Polello (OMI) e Mariella Palermo hanno aiutato a leggere i diversi segni presenti nella chiesa, presentando inoltre l’esperienza dell’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” e del Coro interculturale. I tempi serrati hanno scandito il resto della giornata. Dopo il pranzo, la delegazione è tornata nel centro storico e, dopo aver attraversato il colorato mercato di Ballarò, si è ritrovata al Centro Agape della Caritas diocesana. Ad attendere gli ospiti c'era l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che è anche vescovo delegato per le migrazioni della Cesi (Conferenza episcopale siciliana). Il momento di confronto è stato aperto dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi, che ha illustrato quale mobilità interpelli oggi le Chiese di Sicilia e come sia strutturato l’organismo regionale incaricato di coordinare l’attenzione e la sinergia pastorale. Successivamente la parola è passata ai due vescovi presenti, entrambi membri della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei. Nel suo intervento, mons. Corrado Lorefice ha offerto una prospettiva lucida e coraggiosa, accendendo i riflettori sul ruolo della Sicilia: uno storico crocevia nel cuore del Mediterraneo che, oggi più che mai, deve essere un "molo aperto" e un laboratorio di fraternità universale. Nel richiamare la responsabilità delle comunità cristiane, Lorefice ha sottolineato la necessità di una pastorale profetica, capace non solo di assistere, ma di denunciare le ingiustizie e di promuovere una cultura del diritto, della dignità e della cittadinanza universale, per essere vere “comunità messianiche”. A seguire, vi è stato l’intervento altrettanto forte e appassionato di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le migrazioni della Conferenza episcopale piemontese. Il presule ha indicato nella fedeltà al Vangelo la via maestra dello stare accanto ai migranti; una fedeltà che non può permettersi letture parziali o funzionali a politiche escludenti che violano i diritti della persona. L’incontro si è poi chiuso con un videomessaggio di Luca Casarini, cofondatore dell'ong Mediterranea Saving Humans, volto a tenere alta l’attenzione sulla letale rotta del Mediterraneo centrale e sulla necessità di presidiare quel tratto di mare in cui ogni giorno si consumano tragedie annunciate. La densa giornata si è conclusa con la cena al ristorante Moltivolti, nel cuore pulsante di Ballarò. Questa realtà promuove il cibo come strumento di dialogo tra persone portatrici di culture diverse ed è uno spazio di coworking, ma soprattutto un laboratorio vivente di convivenza, dove la diversità è considerata un valore fondamentale e ogni incontro diventa un’opportunità di crescita. (Migrantes Sicilia)

Giugliano (NA), “Noi insieme tenuti per mano”: la scuola celebra inclusione e multiculturalità

19 Maggio 2026 - Il giorno 19 maggio 2026, la Scuola secondaria di I grado “Don Salvatore Vitale” di Giugliano in Campania (NA) propone, a partire dalle ore 15 un momento speciale di condivisione e inclusione con lo spettacolo conclusivo del Progetto "L2 - Italiano come seconda lingua", rivolto agli alunni con cittadinanza non italiana, intitolato Noi insieme tenuti per mano. L'evento è una delle attività previste dal progetto "Arrevutammoce. Scuola per e con i rom", sostenuto dalla Fondazione Migrantes.
Attraverso musiche, letture e performance, gli studenti offriranno al pubblico riflessioni sui temi dell’accoglienza, della multiculturalità e del dialogo tra culture, trasformando la diversità in una preziosa opportunità di crescita per l’intera comunità scolastica.
Sarà presente all'evento anche S.E. monsignor Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita - Telese - Sant'Agata de' Goti, che interverrà in qualità di Delegato della Conferenza Episcopale della Campania per i migranti, i rom e la pastorale della mobilità.   Napoli Arrevutammoce Scuola

Una delegazione delle Migrantes del Piemonte in Sicilia: un itinerario nel cuore dell’accoglienza

18 Maggio 2026 - È iniziata ieri sera a Palermo la visita di una delegazione delle Migrantes del Piemonte, guidata da mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le migrazioni della Conferenza episcopale piemontese. Insieme a lui sono arrivati il direttore regionale Sergio Durando, una rappresentanza dei direttori diocesani con i loro collaboratori e don Valerio Bersano, da pochi mesi vicedirettore della Fondazione Migrantes. Ad accogliere il gruppo, a nome delle Chiese di Sicilia, è stato il direttore regionale Migrantes, il diacono Santino Tornesi. Per la tappa palermitana, la delegazione è ospite dell'ex convento agostiniano di Santa Maria La Reale.
Un itinerario nel cuore dell'accoglienza
Quello appena iniziato non sarà un semplice tour, ma un vero e proprio cammino di discernimento e condivisione. Durante la settimana, la delegazione piemontese toccherà diverse diocesi siciliane per osservare da vicino il fenomeno migratorio – una realtà che interroga profondamente la società civile e le comunità ecclesiali – e per comprendere quali risposte pastorali e concrete siano state messe in atto sul territorio. Il viaggio, partito da Palermo, farà tappa a Monreale, Cefalù e Tindari, per poi raggiungere Messina. Successivamente i delegati si sposteranno verso Pozzallo e Ragusa, per poi ripartire sabato 23 maggio da Catania alla volta del Piemonte. (fonte: Migrantes Sicilia)

A Cosenza ritorna il Festival “Frontiere”: ripopolamento, disarmo, ospitalità e futuro

17 Maggio 2026 - Al via dal 19 al 23 maggio la terza edizione del Festival Frontiere con un calendario ricco di eventi: panel, spettacoli teatrali, incontri, flash-mob, riflessioni, hip-hop, laboratori, installazioni artistiche per le vie e le piazze del centro della Città dei Bruzi e di Telesio. Il festival Frontiere è organizzato da Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano, con il patrocinio e la collaborazione dell’Unical e del Comune di Cosenza ed il sostegno di Fondazione Migrantes e Fondazione Carical. In un mondo con violenze e guerre causate “da una manciata di tiranni” – come ha di recente affermato papa Leone XIV - invitiamo tutte e tutti quanti a s-catenare, insieme, l’arcobaleno della pace e dei diritti umani. Lo faremo in Calabria, una delle principali porte della sponda nord dell’Euromediterraneo. Il programma si sviluppa seguendo una traccia di quattro parole chiave: ripopolamento, disarmo, ospitalità e futuro.   Frontiere Cosenza 2026v

A Roma il Rosario per la pace delle comunità etniche

16 Maggio 2026 - Sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere il “Rosario per la pace”, momento di preghiera promosso per domenica prossima, 17 maggio, alle 17 nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica. L’iniziativa, organizzata dall’equipe pastorale Migrantes della diocesi di Roma, vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle comunità etniche che vivono nella Capitale. Già nelle scorse settimane, nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi le comunità etniche con l’Ufficio Migrantes della diocesi si erano fatte promotrici di un pellegrinaggio notturno di preghiera per la pace al Santuario del Divino Amore, che era stato guidato dal cardinale Baldo Reina. (fonte: RomaSette)   Rosario per la pace comunità etniche Roma

A Taranto la Festa dei Popoli. Ricordando Bakari Sako

15 Maggio 2026 - Si terrà domenica 17 maggio, a Taranto, presso la parrocchia della Madonna delle Grazie, la Festa dei popoli, a cura dell'Ufficio Migrantes e della Caritas della diocesi, con il patrocinio del Comune. La festa inizierà in mattinata, alle ore 11, con l’apertura degli stand delle varie nazionalità partecipanti con momenti di intrattenimento; alle ore 16, l’arcivescovo, S.E. mons. Ciro Miniero, presiederà la solenne concelebrazione eucaristica con la partecipazione dei sacerdoti che seguono le varie realtà di migranti del territorio e l’animazione dei canti a cura della corale del Rinnovamento nello Spirito. Alle ore 17.30, sul sagrato, il grande girotondo fra i popoli. Alle ore 18, esibizione degli sbandieratori di Oria. alle ore 18.30, fino a tarda serata, spettacoli e intrattenimento a cura delle rappresentanze delle varie nazionalità. Quest’anno l’incontro assume un significato ancora più urgente per l'omicidio di Bakari Sako che ha scosso la comunità. Un fatto che interroga tutti sul valore dell’accoglienza e sulla necessità di contrastare l’indifferenza e la violenza. La festa diventa così spazio di memoria e di impegno: celebrare le diversità significa anche difendere la dignità di ogni persona. “Dagli stand del mattino alla concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Miniero fino agli spettacoli serali – ha detto don Giuseppe Calamo, direttore dell'Ufficio Migrantes – vogliamo dire insieme che nessuna vita è straniera e che la convivenza si costruisce giorno dopo giorno, nei gesti concreti. Noi siamo chiamati alla speranza e a costruire una Taranto migliore". (fonte: Nuovo Dialogo)   Festa dei popoli Taranto 2026

“Restare o partire?”. A Ragusa un focus sulla migrazione giovanile a partire dal “Rapporto italiani nel mondo”

12 Maggio 2026 - Organizzato dall’associazione "Ragusani nel mondo" e patrocinato dal Comune, si svolgerà nella Chiesa della Badia, in Corso Italia a Ragusa, il prossimo 16 maggio alle ore 9.30, il convegno: "Restare o partire? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte". Il flusso migratorio giovanile che va verso i Paesi esteri o verso il nord dell’Italia, è una realtà che ha preso sempre più piede e costituisce un fenomeno dalle rilevanti conseguenze sia dal punto di vista demografico, sia da quello sociale ed economico. Dopo i saluti di Giuseppe Cassì (sindaco di Ragusa),Maria Rita Schembari (presidente Libero consorzio comunale di Ragusa), mons. Pierpaolo Felicolo (direttore generale Fondazione Migrantes) e S.E. mons. Giuseppe La Placa (vescovo di Ragusa), i lavori saranno aperti da una relazione sulla migrazione giovanile della dott.ssa Delfina Licata, curatrice dell’annuale Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes della Cei. Seguirà un intervento della dott.ssa Ilaria Del Bianco, presidente dell'associazione "Lucchesi nel mondo" e già presidente dell’Unaie (Unione nazionale delle associazioni immigrati ed emigrati). Arricchiranno la parte iniziale del convegno l’intervento dell’assessore Simone Digrandi, che, a nome dell’Anci Sicilia, parlerà del ruolo degli Enti Locali in questa vera e propria sfida generazionale, e quello del dott. Giovanni Vindigni, direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, che illustrerà una interessante iniziativa per favorire l’incontro tra domanda e offerta di nuova occupazione. Seguiranno alcune testimonianze di giovani che hanno scelto un lavoro all’estero o nel Centro Nord Italia, che racconteranno le opportunità e le difficoltà di questa loro scelta. L’ultima parte del Convegno vedrà gli interventi di rappresentanti di Oasi digitale-Rete di imprese, con interessanti iniziative imprenditoriali del nostro territorio tese a raccogliere una importante sfida: non fermare la mobilità giovanile, ma cercare di rendere la Comunità ragusana un luogo attrattivo ove i giovani talenti possano liberamente scegliere di restare e progettare il proprio futuro. Modera i lavori Salvo Falcone(fonte: Ufficio stampa del Comune di Ragusa) Ragusa 2026 Emigrazione

“La Chiesa cammina con coloro che camminano”. A Palermo un incontro sul Report “Diritto d’asilo” della Fondazione Migrantes

12 Maggio 2026 - Il 14 maggio 2026 l’Ufficio per la pastorale delle migrazioni dell’arcidiocesi di Palermo, in collaborazione con altri uffici diocesani, presenta la IX edizione del Report 2025 sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes, dal titolo “Richiedenti asilo: le speranze recluse”. L'incontro si terrà presso l’Aula Magna di Giurisprudenza in via Maqueda 172,  ricordando le parole di Leone XIV: “La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo è credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”.
Il programma
Introduzione e moderazione Mario Affronti e p. Luca Polello (Ufficio Migrantes di Palermo). Intervengono:
  • S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e membro della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi).
  • Mariacristina Molfetta, co-curatrice del Report.
  • Aldo Schiavello, direttore del Centro di Ateneo-Migrare-Unipa.
  • Angela Errore, Casa dei diritti del Comune di Palermo
Seguirà una testimonianza del Gruppo giovani OMI sull’esperienza missionaria in Sahara Occidentale, con una riflessione sul fenomeno migratorio. Palermo 2026 Report

I cattolici srilankesi in pellegrinaggio al Santuario di Tindari

9 Maggio 2026 - La comunità cattolica srilankese di Messina si prepara a vivere con grande fede e devozione, domenica 10 maggio, il 27° pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Tindari, uno degli appuntamenti spirituali più importanti per i fedeli srilankesi presenti in Sicilia e in diverse regioni d’Italia. Nel corso degli anni, il pellegrinaggio è diventato un forte segno di fede, unità e identità culturale per la comunità srilankese immigrata. Ogni anno, circa 2.000 fedeli provenienti da tutta la Sicilia e anche da altre regioni italiane partecipano a questo momento di preghiera e di incontro ai piedi della Vergine del Tindari. Oggi questo appuntamento rappresenta non solo una celebrazione religiosa, ma anche un’occasione di fraternità, ringraziamento e condivisione tra tante famiglie che hanno trovato in Italia una seconda patria. Le celebrazioni inizieranno con la processione della statua della Madonna del Tindari. Il corteo sarà accompagnato dalla banda musicale, dalle bandiere, dai canti mariani e dalle tradizionali danze culturali srilankesi, creando un suggestivo incontro tra la spiritualità siciliana e la cultura dello Sri Lanka. La Santa Messa rappresenterà il momento centrale della giornata. La celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Lanka Deshpriya, nuovo cappellano della comunità cattolica srilankese di Messina. La sua presenza segna l’inizio di un nuovo cammino pastorale per la comunità. Al termine della celebrazione avrà luogo il solenne atto di affidamento alla Vergine Maria, seguito dalla benedizione finale con la statua della Madonna del Tindari. Santuario Madonna Tindari

“La cultura dell’incontro”. A Reggio Calabria, la Festa dei Popoli 2026

8 Maggio 2026 - Domenica 10 maggio, a partire dalle ore 16 in piazza s. Agostino a Reggio Calabria, "scoppierà" la Festa dei Popoli 2026: un forte richiamo in mezzo al clima iperconflittuale dei nostri giorni. Un segno controcorrente. Un simbolo di resistenza degli animi e dei popoli. Il tema: la cultura dell’incontro. In una società multiculturale, sempre più legata alla complessità e alla interconnettività ecco l’ossigeno che fa respirare il mondo: la cultura dell’incontro. Violenza e guerre non fanno che soffocare la vita e le relazioni tra i popoli, spaccare tradizioni e valori, avvelenare i rapporti, seminare odio per generazioni. Le comunità presenti nel territorio, dalla Romania alle Filippine, dall’Ucraina al Marocco, alla Georgia, scendono in campo a Reggio Calabria. Per manifestare, attraverso la musica, il canto e le danze, il desiderio profondo di ogni uomo di coltivare l’incontro con l’altro, con chi viene da altre terre o da altri orizzonti. Il mondo vuole essere una casa comune. Non un conflitto permanente. Una casa che brucia. (fonte: Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova) Festa dei Popoli Reggio Calabria

L’8 maggio a Rende (CS), anteprima del Festival “Frontiere”: il seminario “Con tutti i naufraghi della storia”

7 Maggio 2026 - Costruire una teologia del "meticciato" nel Mediterraneo, nel solco già tracciato da papa Francesco. Il precedente Pontefice, infatti, in una sua visita alla Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, a Napoli, aveva detto: “Il Mediterraneo è un mare chiuso rispetto agli oceani, ma culturalmente sempre aperto all’incontro, al dialogo e alla reciproca inculturazione”. Questo è il messaggio al centro del seminario “Con tutti i naufraghi della storia. Per una teologia del/nel Mediterraneo” che si terrà venerdì 8 maggio alle ore 16, nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” a Rende (Cs). L’evento è una delle anteprime del Festival “Frontiere”, terza edizione, organizzato dall’Ufficio Migrantes e Caritas dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano. Il seminario inizierà con i saluti di don Emilio Salatino, direttore dell’Istituto ed Emanuela Pascuzzi, delegata al Public Engagement e Partecipazione Sociale dell’Unical. Aprirà la prima sessione di lavori padre Pino Di Luccio S.J., direttore del Pontifical Biblical Institute di Gerusalemme, riprendendo proprio il percorso aperto dal Convegno di Napoli; interverranno poi Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes) e il professor Sergio Tanzarella che affronteranno le tematiche “Il Mediterraneo come scenario di guerra” e “Una teologia del Mediterraneo per la pace e la non violenza”. Durante la seconda sessione di lavori ci saranno gli interventi di Fabrizio Mandreoli e Marco Giovannoni, docenti della Facoltà teologica dell’Italia centrale e dell’Istituto superiore di Scienze religiose della Toscana, e Giuseppina Bagnato, pastora della Chiesa Valdese di Cosenza e Catanzaro. In questa fase si parlerà di teologia nei mondi della vita, di teologia contestuale e comparativa nel Mediterraneo e di dimensione profetica della di una teologia di frontiera. Conclude il seminario S.E. mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, che proporrà un laboratorio permanente di pratiche socio-pastorali e teologiche per una Chiesa in uscita. Modera i lavori don Emanuele Scarpino, docente presso l’ISSR San Francesco di Paola di Rende (CS). Il festival Frontiere, dopo questa anteprima, proseguirà dal 19 al 23 maggio con un calendario ricco di panel, musica, teatro e flash-mob, tra l’Università della Calabria e il centro della Città dei Bruzi. (fonte: Diocesi di Cosenza)

A Bergamo una serata dedicata al diritto d’asilo

6 Maggio 2026 - Giovedì 7 maggio è in programma a Bergamo, presso l'Abbazia di San Paolo d'Argon, una serata dedicata al diritto d'asilo promossa e organizzata da Fileo, un progetto della Diocesi di Bergamo, dell'Ufficio per la pastorale dei migranti, di Caritas Bergamasca, del Centro missionario diocesano e della Fondazione Adriano Bernareggi. A partire dalle ore 21, Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes) presenta il Report "Il diritto d'asilo 2025", in dialogo con Laura Arnoldi, giornalista de L'Eco di Bergamo. Introduce la serata serata Luciano Trapletti, in rappresentanza del Consorzio Servizi Val Cavallina dell'Assemblea dei sindaci Val Cavallina.  

A Salerno, il 7 maggio due eventi all’insegna del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes

6 Maggio 2026 - A Salerno, un fine settimana ricco di iniziative che ruotano intorno al Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes. Si comincia giovedì 7 maggio dalle ore 10 con una presentazione del Rapporto 2025, presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali dell'Università degli Studi di Salerno (aula SSC 3, edificio C), in collaborazione con Migrantes Salerno-Campagna-Acerno, Caritas diocesana Fondazione Caritas Salerno, ospita la presentazione del XXXIV Rapporto Immigrazione 2025. Dopo i saluti istituzionali del rettore Virgilio D'Antonio e di Orlando Troisi, delegato Unisa alla Terza Missione, valorizzazione delle conoscenze e trasferimento tecnologico, il Rapporto Immigrazione sarà presentato dal curatore Simone Varisco (Fondazione Migrantes). I lavori saranno moderati da Rossella Trapanese, docente di Politiche Sociali, e arricchiti dal confronto con Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes diocesano e regionale Campania; Massimo Pendenza, docente di Sociologia del Terzo Settore e direttore del Centro Studi Europei (CSE); e Maria Prosperina Vitale, docente di Statistica Sociale e responsabile del laboratorio di ricerca SNALab.
Nel pomeriggio dello stesso giovedì 7, presso la Caritas Diocesana di via Bastioni 4, a Salerno, è poi in programma “Testimoni di Speranza: giovani, lingue e comunità”, un incontro all’insegna del dialogo e della condivisione, per dar voce a storie ed esperienze che costruiscono ponti tra culture. L'iniziativa, promossa dall'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi, dal Cpia di Salerno Paulo Freire e dalla Caritas diocesana, è in programma a partire dalle ore 16.30, con l'accoglienza e le attività laboratoriali con gli studenti del Cpia e delle scuole coinvolte. Alle ore 17.45, i saluti istituzionali dell'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. mons. Andrea Bellandi e, a seguire, la presentazione del Rapporto Immigrazione 2025 di Fondazione Migrantes e Caritas Italiana a cura di Simone Varisco, con analisi dei dati, interventi istituzionali e contributi in più lingue. Alle ore 19, la proiezione di videoclip del Cpia per la Giornata internazionale della Lingua madre e quella della Consulta dei Popoli per la Festa dei Popoli.  

“Migranti: l’indifferenza, la paura, la fraternità”. Ad Agrigento, un forum sulle migrazioni

5 Maggio 2026 - Martedì 5 e mercoledì 6 maggio, Agrigento ospita l’undicesima edizione del Forum internazionale sulle migrazioni che quest’anno ha come titolo “Migranti: l’indifferenza, la paura, la fraternità”. La “due giorni” è promossa dall’Accademia di Studi mediterranei in collaborazione con l’Assessorato Beni culturali e Identità siciliana e il Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi. Il convegno si è aperto alle ore 9,30 nella sala conferenze di Casa Sanfilippo con l’introduzione ai lavori da parte del presidente e del direttore dell’Accademia di Studi mediterranei, rispettivamente mons. Enrico Dal Covolo e Santino Lo Presti, e con i saluti delle autorità cittadine: il sindaco Francesco Miccichè, l’arcivescovo Alessandro Damiano, il prefetto Salvatore Caccamo, il dirigente Ufficio V – Ambito territoriale Alberto Petix, il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino; il direttore del Parco della Valle dei Templi Roberto Sciarratta. A seguire i lavori, moderati da Marco Roncalli, saggista e membro del Comitato scientifico dell’Accademia. Il regista Carmelo Puglisi ha presentato il suo short film Stay away from Kabul e ha dialogato con il pubblico. Khady Sene, direttrice della Caritas diocesana di Foggia-Bovino, ha offerto un contributo dal titolo “Il lungo viaggio dalla migrazione alla cittadinanza italiana”. Dopo di lei Simona Di Salvo, coordinatrice del progetto Sai Msna della Cooperativa “Delfino”, è intervenuta sul tema “L’esperienza dell’accoglienza”. Alla fine della mattinata, un momento dedicato al “viaggio” con la testimonianza di un’esperienza vissuta, grazie ai racconti di Dabre Hamza (Burkina Faso) e di Ibrahim Abdoul Madjiid (Benin). I lavori riprenderanno mercoledì 6 maggio, sempre alle 9,30 nella stessa sede, moderati da don Alessandro Andreini, docente di Religious Studies presso la Gonzaga University di Firenze e membro del Comitato scientifico dell’Accademia. Particolarmente atteso l’intervento di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes (“Diritto d’asilo, diritto negato”). Dopo di lui Stefano Pasta, docente dell’Università Cattolica di Milano (“Hate speech e cittadinanza negata: quando il ‘noi’ è respinto”). Seguirà un altro momento di testimonianza insieme a Kone Ladji Mory (Costa D’Avorio). Si continuerà con Luca Alteri, sociologo, professore alla Sapienza Università di Roma (“Quando è la paura che fornisce legittimità al governo. Trump e la gestione dell’immigrazione”) e Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale siciliana (“La Sicilia e le migrazioni. Elementi per una valutazione ragionevole e consapevole del fenomeno”). Infine, il dibattito che coinvolgerà studenti e docenti invitati già in questi giorni a prepararsi all’evento. "Siamo lontani - ha concluso il suo intervento mons. Perego - dal coniugare i quattro verbi consegnati da Papa Francesco nei confronti dei migranti in fuga ripetuti nella esortazione apostolica Dilexit te di Papa Leone, laddove dedica alcuni paragrafi all’accompagnamento delle migrazioni. E siamo anche lontani, di fronte al dramma dei morti in mare e nel deserto – diventati due cimiteri  secondo le parole di Papa Francesco riprese da Papa Leone - da un’operazione europea nel Mediterraneo – la rotta di morte per eccellenza – che impegni gli Stati e la società civile a ritornare ad essere i padroni del Mediterraneo, oggi abbandonato ai trafficanti di armi; e lontani da avere quei canali umanitari - accessi che invece si chiedono nel canale di Hormuz per le nostre merci – per le persone in fuga da guerra, distruzione e morte. Siamo lontani da un Umanesimo europeo". (fonte: G.A/SIR) Forum Migrazioni Agrigento 2026

Roma, “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”: una ricerca di Iriad e Conferenza episcopale del Lazio

4 Maggio 2026 - Sono i giovani per i quali «l’esperienza migratoria è mediata» i protagonisti della ricerca “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”, i cui risultati verranno presentati venerdì 8 maggio, in un incontro nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina (via Monte Ruggero, 63): alle ore 19 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina; quindi la presentazione del lavoro, a cura di Fabrizio Battistelli e Federica Farruggia dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – Iriad, che hanno condotto la ricerca. Sono previsti inoltre gli interventi di Massimiliano Maselli, assessore all'Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio; di Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma; del vescovo Stefano Sparapani, presidente della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale laziale; le conclusioni saranno affidate al cardinale Reina. La ricerca rappresenta la seconda fase di un lavoro partito già nel 2024, promosso dalla diocesi di Roma, nel quale ci si era concentrati sui giovani con background migratorio residenti nel territorio diocesano, con l’obiettivo di analizzare le loro opinioni, le esperienze di vita e i percorsi biografici, così da contribuire a interventi efficaci per favorire il processo di inclusione nella società ospitante. Questa prima fase aveva assunto «un carattere esplorativo e di tipo qualitativo, conoscitivo – sottolinea don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma –, mentre adesso si è privilegiato un approccio quantitativo e la ricerca si è allargata a tutto il territorio regionale». L’analisi è stata dunque estesa dal Comune di Roma all’intero territorio regionale, seconda area italiana per presenza di cittadini stranieri dopo la Lombardia. «L’ampliamento territoriale – si legge nella ricerca – ha consentito di includere contesti socio-demografici più eterogenei e di superare una lettura esclusivamente metropolitana dei processi di integrazione: da un lato, una grande area urbana come Roma, caratterizzata da un’elevata complessità sociale, istituzionale e culturale; dall’altro, i Comuni di medie dimensioni corrispondenti ai quattro capoluoghi di provincia della regione – Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti – contraddistinti da assetti socio-economici, opportunità di integrazione e configurazioni dei servizi differenti». L’indagine ha coinvolto 1.083 giovani residenti in questi territori, di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Il campione è composto da 730 rispondenti italiani e 353 nuovi italiani, che hanno risposto a un questionario anonimo. (fonte: Diocesi di Roma)