25 Maggio 2026 - Si è svolta domenica 24 maggio sui prati di Villa Buri la Festa dei Popoli, arrivata alla sua 35° edizione.
Il prologo della Festa è stato venerdì 22 maggio in piazza San Zeno con il concerto dell’orchestra Mosaika diretta da Marco Pasetto. Mosaika è un progetto musicale che coinvolge musicisti da ogni parte del mondo e propone musiche delle diverse culture e dei diversi popoli. Nel corso del concerto ci sono stati tre blocchi di testimonianze di persone che ha fatto “il viaggio” da luoghi lontani verso Verona, comprimendo in una valigia tutto il loro mondo: Ada Indiries, rumena, Hanin, egiziana, Christeen Jayani, srilankese, Jules Talon, francese, Michael Kolade dell’associazione Afroveronesi.
Domenica la Festa è iniziata con la camminata interreligiosa per la pace, nata dalla collaborazione tra il Servizio ecumenismo e dialogo e il Servizio migrantes della diocesi di Verona, la camminata ha raccolto la partecipazione di rappresentanti delle comunità religiose presenti sul territorio veronese e di numerosi cittadini. Il percorso si è snodato all’interno del parco di Villa Buri, con alcune soste dedicate all’ascolto di testi e riflessioni proposti dalle diverse confessioni religiose presenti – Musulmana, Buddhista, Ebraica, Bahà’ì, Cristiana e Sikh. Le parole condivise – provenienti da esperienze spirituali differenti – hanno avuto come filo conduttore la pace, la fraternità, la custodia delle relazioni e la responsabilità reciproca.
Dalle 12,30 l’apertura degli stand gastronomici con i cibi dal mondo e l’apertura con la sfilata delle bandiere e l’esplosione di danze e musica dai vari continenti.
Mattatori sul palco Jean Pierre Piessou e Malice Omondi, che ha scandito in varie lingue lo slogan “different people, one nation, different colours, one humanity”. Jean Pierre Piessou ha ricordato le situazioni di conflitto vissute dai tanti popoli presenti alla Festa: dal l’Ucraina al Venezuela, dalla Palestina all’Iran, al Libano.
Don Giuseppe Mirandola coordinatore dell’evento: “La diversità in occasione della Festa dei Popoli diventa festa. Questo è il messaggio che ripresentiamo con forza ogni anno. Ci sono tante situazione nella vita che dicono che la diversità è anche ostacolo e fatica, e noi non vogliamo negarlo, non ci nascondiamo la realtà, ma il messaggio importante, qui in questa Festa è che la diversità fatta di musica, danza, cibi, il trovarsi assieme e condividere è possibile e ci indica la strada, quella di vivere insieme gioiosamente”. (Paolo Annechini - Nausicaa Marchiori)
Dalle 12,30 l’apertura degli stand gastronomici con i cibi dal mondo e l’apertura con la sfilata delle bandiere e l’esplosione di danze e musica dai vari continenti.
Mattatori sul palco Jean Pierre Piessou e Malice Omondi, che ha scandito in varie lingue lo slogan “different people, one nation, different colours, one humanity”. Jean Pierre Piessou ha ricordato le situazioni di conflitto vissute dai tanti popoli presenti alla Festa: dal l’Ucraina al Venezuela, dalla Palestina all’Iran, al Libano.
Don Giuseppe Mirandola coordinatore dell’evento: “La diversità in occasione della Festa dei Popoli diventa festa. Questo è il messaggio che ripresentiamo con forza ogni anno. Ci sono tante situazione nella vita che dicono che la diversità è anche ostacolo e fatica, e noi non vogliamo negarlo, non ci nascondiamo la realtà, ma il messaggio importante, qui in questa Festa è che la diversità fatta di musica, danza, cibi, il trovarsi assieme e condividere è possibile e ci indica la strada, quella di vivere insieme gioiosamente”. (Paolo Annechini - Nausicaa Marchiori)
Il gruppo a Ragusa (Ibla).[/caption]
A Salerno, un fine settimana ricco di iniziative che ruotano intorno al Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes.
Si comincia giovedì 7 maggio dalle ore 10 con una presentazione del Rapporto 2025, presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali dell'Università degli Studi di Salerno (aula SSC 3, edificio C), in collaborazione con Migrantes Salerno-Campagna-Acerno, Caritas diocesana Fondazione Caritas Salerno, ospita la presentazione del XXXIV Rapporto Immigrazione 2025.
Dopo i saluti istituzionali del rettore Virgilio D'Antonio e di Orlando Troisi, delegato Unisa alla Terza Missione, valorizzazione delle conoscenze e trasferimento tecnologico, il Rapporto Immigrazione sarà presentato dal curatore Simone Varisco (Fondazione Migrantes). I lavori saranno moderati da Rossella Trapanese, docente di Politiche Sociali, e arricchiti dal confronto con Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes diocesano e regionale Campania; Massimo Pendenza, docente di Sociologia del Terzo Settore e direttore del Centro Studi Europei (CSE); e Maria Prosperina Vitale, docente di Statistica Sociale e responsabile del laboratorio di ricerca SNALab.
Nel pomeriggio dello stesso giovedì 7, presso la Caritas Diocesana di via Bastioni 4, a Salerno, è poi in programma “Testimoni di Speranza: giovani, lingue e comunità”, un incontro all’insegna del dialogo e della condivisione, per dar voce a storie ed esperienze che costruiscono ponti tra culture. L'iniziativa, promossa dall'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi, dal Cpia di Salerno Paulo Freire e dalla Caritas diocesana, è in programma a partire dalle ore 16.30, con l'accoglienza e le attività laboratoriali con gli studenti del Cpia e delle scuole coinvolte.
Alle ore 17.45, i saluti istituzionali dell'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. mons. Andrea Bellandi e, a seguire, la presentazione del Rapporto Immigrazione 2025 di Fondazione Migrantes e Caritas Italiana a cura di Simone Varisco, con analisi dei dati, interventi istituzionali e contributi in più lingue. Alle ore 19, la proiezione di videoclip del Cpia per la Giornata internazionale della Lingua madre e quella della Consulta dei Popoli per la Festa dei Popoli.