29 Aprile 2026 - Si svolgerà venerdì 1° maggio presso la basilica di Sant'Antonio da Padova il 28° raduno nazionale degli srilankesi in Italia.
La solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento inizierà alle ore 12 presso l'altare maggiore della basilica da S.E. mons. mons. Maxwell Silva, vescovo ausiliare di Colombo (Sri Lanka), e sarà concelebrata dal direttore generale della Fondazione Migrantes. mons. Pierpaolo Felicolo, assieme ai numerosi cappellani etnici srilankesi che operano in Italia.
Un momento di preghiera, aggregazione e festa molto importante.
24 Aprile 2026 - Si svolgerà sabato 25 aprile presso il santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane (Roma) la festa della comunità dello Sri Lanka di Roma - Laurentina.
La solenne celebrazione eucaristica, aperta a tutti gli interessati, sarà presieduta alle ore 12 dal Reverendo Abate Shamindra Jayawardena OSB Silv., abate generale della Congregazione Benedettina Silvestrina.
Programma:
23 Aprile 2026 - Nel corso della mattina del 23 aprile si sono riuniti a Roma, ospiti del coordinatore nazionale per i cattolici ungheresi, i coordinatori nazionali per la pastorale etnica in Italia. L'incontro si è tenuto presso Palazzo Falconieri, sede del Pontificio istituto ecclesiastico ungherese e dell'Accademia d'Ungheria.
Dopo aver pregato insieme l'Ora media e dopo una breve presentazione di Palazzo Falconieri, l'incontro è stato animato da una riflessione teologica e spirituale guidata dal padre gesuita Mihály Szentmártoni, seguita da un momento di dialogo: "Il tema della riflessione è stato il 'timor di Dio' e ha attivato un bel confronto comune", racconta mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. "C'è stato un bel clima, molto familiare, molto fraterno: c'è voglia di stare insieme. Si tratta di occasioni importanti nell'ordinarietà della nostra vita di servizio pastorale per ritrovarci in amicizia, per riflettere, per fermarci, per pregare. Si ripete così una formula efficace che negli scorsi mesi ha visto realizzarsi momenti simili, ospitati prima dai filippini, poi da lituani e infine dai polacchi".
16 Aprile 2026 - Una preghiera per la pace in 22 lingue diverse si alzerà nella notte tra sabato e domenica, grazie a “In preghiera con i popoli”, iniziativa dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, con il sostegno di Roma Capitale, che sarà guidata dal cardinale vicario Baldo Reina.
Sono coinvolte nell’organizzazione in particolar modo le comunità etniche di Roma, ma tutti i fedeli sono invitati a partecipare. La partenza è prevista per le ore 23.30 di sabato 18 aprile da piazza di Porta Capena; il pellegrinaggio si concluderà poi nella mattina di domenica 19 aprile, con la Messa celebrata, alle ore 5.00, al Santuario della Madonna del Divino Amore dal cardinale Reina.
«È la preghiera dei popoli che vivono a Roma per la pace – riflette don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi –. Partiremo dal Circo Massimo e percorreremo le vie tradizionali del pellegrinaggio mariano al Divino Amore; concluderemo il nostro cammino con la celebrazione della Messa alle 5.00 al Santuario.
Tutto l’itinerario sarà accompagnato dal cardinal vicario; saranno inoltre presenti numerose comunità che animeranno con i loro canti tradizionali questa grande preghiera per la pace. È un’occasione nella quale essere uniti, innalzare la nostra preghiera per la pace in questo momento così drammatico. La nostra speranza è essere un segno per il mondo intero». (fonte: Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Roma)
11 Aprile 2026 - La cappellania cattolica srilankese, guidata da p. Lanka Deshapriya, si prepara ad accogliere nella giornata di domenica 12 aprile 2026, l’Arcivescovo di Messina - Lipari - S. Lucia del Mela, S.E. mons. Giovanni Acccolla, in un clima di gioia e di festa.
Per i fedeli srilankesi, questo appuntamento non è solo un evento formale, ma un momento di profonda comunione. Sentirsi parte integrante della Chiesa locale e accogliere l’Arcivescovo significa sentire l’abbraccio di un Pastore che viene a camminare con loro, a conoscerli da vicino e a sostenerli nel loro cammino di fede.
Sarà un vero evento di grazia: il successore degli Apostoli porta la presenza di Gesù, rinnovando nei fedeli il desiderio di testimoniare il Vangelo con amore e gratitudine.
Il programma:
ore 17.45: accoglienza dell’Arcivescovo
ore 18.00: solenne Celebrazione Eucaristica
Uniamoci nella preghiera e nel giubilo per rendere questa giornata una testimonianza viva di una Chiesa multiculturale, unita e fiera delle proprie radici! (fonte: Ufficio Migrantes Messina)
9 Aprile 2026 - Un’evoluzione strategica nella cura pastorale per i migranti filippini in Italia per rispondere alle mutevoli realtà della diaspora. È questo il cuore della proposta personale di don Gregory Ramon D. Gaston, rettore del Pontificio collegio filippino a Roma e Coordinatore nazionale per i cappellani filippini in Italia, che punta ad accelerare l'incorporazione dei fedeli filippini nella vita parrocchiale locale italiana.
"Non si tratterebbe - spiega don Gaston - di superare lo spirito comunitario filippino, ma di farne un adattamento critico e sostenibile per il futuro. Le comunità filippine esistenti vanno avanti, ma si aggiunge l'invito a coloro che si sentono già pronti, specialmente chi ha figli, a essere pian piano più attivi nella vita della parrocchia dove sono domiciliati".
La proposta si basa sulle seguenti osservazioni:
Gli adulti filippini in Italia hanno acquisito una conoscenza pratica dell'italiano, che è sufficiente per partecipare attivamente alla liturgia e ai ministeri delle parrocchie italiane.
Un profondo cambiamento è visibile nelle nuove generazioni. Molti sono ora cittadini italiani e spesso parlano correntemente l'italiano più del tagalog o di altre lingue filippine. La loro formazione spirituale e il loro senso di appartenenza possono ora essere intrinsecamente legati alla Chiesa italiana.
La crescente domanda globale di cappellani filippini non è sostenibile data l'urgente necessità di sacerdoti nelle Filippine, dove il rapporto tra fedeli e sacerdoti è drasticamente più alto (fino a 30.000 a 50.000 fedeli in una parrocchia con un solo sacerdote).
21 Marzo 2026 - Domenica 22 marzo 2026 la Cappellania srilankese di Messina si darà appuntamento al Gran Camposanto alle ore 10 per il pio esercizio della Via Crucis. La processione si snoderà lungo la strada che circonda la spianata dell’ingresso principale di via Catania.
Si rinnova così l’appuntamento quaresimale per la comunità, guidata da p. Lanka Deshapriya Tor, nel luogo dove riposano le anime dei nostri defunti. Un modo per unire la passione di Cristo alla memoria dei defunti, trasformando un luogo di lutto in uno spazio di speranza cristiana.
Al termine della Via Crucis, i fedeli si dirigeranno verso la Chiesa di S. Maria di Gesù, a Provinciale, dove, presieduta dal Cappellano, avrà inizio la celebrazione eucaristica alle 12.30.
18 Marzo 2026 - Un momento di preghiera, comunione e testimonianza di fede condivisa. Domenica 22 marzo 2026, presso il Santuario del Getsemani di Capaccio (SA), si terrà l’Incontro di Quaresima delle comunità etniche, promosso dall’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.
L’iniziativa riunirà fedeli cattolici provenienti da diverse nazioni presenti nel territorio diocesano per vivere insieme un momento significativo del cammino quaresimale. L’appuntamento rappresenta un segno concreto dell’impegno pastorale della Chiesa locale nell’accompagnare spiritualmente le persone migranti e nel favorire l’incontro tra culture diverse all’interno della stessa comunità ecclesiale.
Il programma della giornata prevede il raduno dei partecipanti alle ore 10.00 presso il Santuario. Alle 10.30 sarà celebrata la Santa Messa, seguita dalla Via Crucis comunitaria, momento di meditazione e preghiera sul mistero della Passione di Cristo.
L’invito a partecipare è rivolto alle comunità etniche cattoliche, ai sacerdoti, ai religiosi, agli operatori pastorali e a tutti i fedeli dell'Arcidiocesi di Salerno.
24 Febbraio 2026 - Le quattro comunità cattoliche dello Sri Lanka nella diocesi di Roma si sono ritrovate al santuario di Nostra Signora di Fatima a San Vittorino (Tivoli) domenica 22 febbraio, per il ritiro quaresimale annuale. Il ritiro è stato organizzato dal coordinatore nazionale per gli srilankesi, don Sanjeewa Mendis, in collaborazione con il rettore del santuario, le suore Oblate di Maria Vergine di Fatima e diversi sacerdoti srilankesi studenti di Roma.
La giornata si è focalizzata su riflessioni e meditazioni del tempo quaresimale come periodo di preparazione alla Santa Pasqua. Oltre all’adorazione eucaristica e alla Via Crucis meditata, i presenti hanno avuto la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione in lingua italiana, inglese, cingalese e tamil.
Il ritiro ha visto la partecipazione di oltre 500 fedeli provenienti dalla comunità romane dell’Infernetto, Piazza Venezia, Laurentina e Prima Porta.
Il clima mite e il paesaggio suggestivo del santuario hanno reso il ritiro ancora più piacevole.
Significativo e profondo è stato il fatto di aver anticipato il ritiro comunitario annuale che da diversi anni si teneva la Domenica delle Palme a inizio Quaresima.
“Come una grande e unica famiglia prepariamoci a vivere questo periodo di preparazione con grande fede e speranza” è stato il messaggio centrale dell’omelia di don Sanjeewa durante la messa per la Prima Domenica di Quaresima. (Riccardo Nelumdeniya)
18 Febbraio 2026 - Il primo incontro del 2026 dei Coordinatori nazionali etnici in Italia si è tenuto a Roma presso la Chiesa di San Stanislao dei polacchi, a via delle Botteghe Oscure, alla presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Prosegue, dunque, una modalità sperimentata con soddisfazione nelle occasioni precedenti: a rotazione ogni coordinatore ospita i confratelli nella propria comunità di riferimento.
Dopo una breve presentazione della Chiesa da parte di mons. Jan Antoni Glowczyk - coordinatore dei cattolici polacchi in Italia -, i presenti hanno recitato l’ora media. Successivamente, nell’aula Giovanni Paolo II, don Glowczyk ha offerto ai presenti alcuni cenni storici sulla sala e sull’hospice; e sulle numerose visite di san Giovanni Paolo II da cardinale prima, circa 82, e poi come Papa, almeno 3. Ha parlato anche della presenza dei cattolici polacchi a Roma ed in Italia fin dal 1500.
Guidato da mons. Felicolo, l'incontro è poi proseguito con alcune considerazioni sui frutti del Giubileo dei migranti e sui rapporti tra coordinatori e Uffici Migrantes a livello diocesano e regionale. Si è sottolineata l'opportunità che i coordinatori si documentino costantemente sugli eventi politici e legislativi che riguardano i migranti in Italia.
27 Gennaio 2026 - Domenica 25 gennaio si è svolta la festa parrocchiale di San Timoteo a Casal Palocco nel settore sud della Capitale che quest’anno ha visto un gesto di solidarietà verso la popolazione dello Sri Lanka che lo scorso novembre è stata colpita dal ciclone “Ditwah” che ha portato frane, alluvioni e distruzione su tutto il territorio.
La Santa messa solenne è stata presieduta da S. Em. il card. Malcolm Ranith, arcivescovo metropolita di Colombo, e concelebrata da don Angelo Compagnoni, parroco di San Timoteo, mons. Neville Perera, cappellano per la comunità dello Sri Lanka a Roma e molti altri sacerdoti.
Durante l’omelia il cardinale ha ricordato che non solo gli apostoli sono stati chiamati a servirlo ma anche noi come popolo di Dio. “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”; ricordando questo passo del vangelo il cardinale ha sottolineato il fatto che è il Signore che farà (degli apostoli) pescatori di uomini e simil modo farà di noi cosa egli vuole, se noi lo accettiamo nella nostra vita. “Abbandonatevi a Cristo, abbiate fede in lui cosi da poter vivere questa esistenza come esperienza felice e gioiosa!” ha detto il card. Ranjith.
Al termine della messa don Angelo ha consegnato al card. Ranjith una busta contenente una donazione all’arcidiocesi di Colombo che ha visto più di 18.000 famiglie perdere la propria casa. Il ciclone ha infatti causato circa 1.600 morti e danni ad oltre un milione di persone su tutto il territorio.
La festa di San Timoteo al Casal Palocco è continuata con un aperitivo comunitario che ha visto la partecipazione di molte persone della zona. (Riccardo Nelumdeniya)
8 Gennaio 2026 - In occasione della conclusione dell’Anno Giubilare, la comunità cattolica cinese di Napoli, dal 27 dicembre al 4 gennaio, ha svolto la Settimana di Evangelizzazione. Abbiamo invitato circa 20 sacerdoti, religiosi e religiose attualmente impegnati nello studio a Roma a partecipare a questa opera di evangelizzazione, offrendo la testimonianza della loro vita e la condivisione della fede, per trasmettere insieme l’amore del Signore a un numero sempre maggiore di persone.
Nel corso di questi giorni abbiamo avuto la grazia di entrare in contatto diretto con molti fratelli e sorelle cinesi che vivono e lavorano a Napoli. Molti di loro ci hanno accolto: talvolta per cortesia, talvolta per semplice educazione; tuttavia, attraverso l’ascolto e il dialogo, è emerso con chiarezza un profondo bisogno spirituale.
Molti sono completamente assorbiti dal lavoro e dalla ricerca del guadagno: tempo, energie e pensieri sono concentrati quasi esclusivamente sull’attività lavorativa e sulla sicurezza economica, mentre la cura del corpo e, soprattutto, della vita interiore e spirituale risulta trascurata. Alcuni ci hanno persino incoraggiato a “pensare a guadagnare di più” e a lasciare perdere una vita di fede, come se la fede fosse un ostacolo e non una ricchezza. Altri si definiscono cristiani non cattolici o buddhisti solo di nome: non hanno una reale esperienza di fede, né una conoscenza profonda di ciò che professano.
Eppure, al di là delle apparenze, abbiamo colto un bisogno profondo e spesso inesprimibile: il bisogno di senso, di speranza, di una vita spirituale capace di dare orientamento e pienezza all’esistenza.
Nella cultura cinese la fiducia si costruisce lentamente, attraverso il tempo, la presenza costante e relazioni autentiche. Poco alla volta, dopo una conoscenza reciproca costruita sulla fiducia, si potrebbe arrivare a condividere anche la vita della Chiesa e il messaggio del Vangelo.
Approfittando del tempo a disposizione, abbiamo visitato anche cinque famiglie di fedeli. Siamo entrati nelle loro case portando una semplice presenza, la benedizione di Dio e parole di conforto e vicinanza. L’accoglienza è stata profondamente toccante. Questa esperienza ci ha confermato quanto sia importante la visita, l’ascolto e la vicinanza concreta alle famiglie cattoliche, soprattutto in questo tempo. (Chiesa della Sacra Famiglia dei Cinesi, Napoli)
22 Dicembre 2025 - Domenica 21 dicembre migliaia di persone della comunità filippina di Roma, tra le quali tantissimi giovani, si sono riunite nella Basilica di San Pietro per celebrare il Simbang Gabi, con una liturgia presieduta da S. Em. il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, e concelebrata anche dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
Il Simbang Gabi è una tradizione filippina plurisecolare. Si tratta di una novena, dal 15 al 23 dicembre, in preparazione al Santo Natale, che ormai da decenni ha superato i confini nazionali ed è approdata in tanti altri Paesi. Proprio di recente, dal 16 al 18 dicembre, il cardinal Tagle ha visitato il vicariato apostolico dell’Arabia del Sud e, al centro della sua visita, c'è stata proprio la partecipazione alle celebrazioni del Simbang Gabi, presiedendo le messe a Dubai e Abu Dhabi, alle quali hanno partecipato rispettivamente più di 30.000 e 18.000 fedeli.
"Sono molto contento di avere partecipato - ha detto mons. Felicolo, per anni direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma - perché è una testimonianza forte della vita di fede di una delle comunità cristiane di immigrazione in Italia, in questo caso quella filippina. Di recente, sempre a Roma, il 7 dicembre, ho vissuto anche la festa di san Francesco Saverio della comunità indiana di rito latino, presso la basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, presieduta - ed è stato un bel segno - dal cardinale George Jacob Koovakad, siro-malabarese, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso; per l'Immacolata, poi, presso la Basilica di San Vitale, quella dei romeni di rito latino; e l'11 gennaio, presso la basilica di Sant'Anastasia, ci sarà la festa della comunità indiana di rito siro-malabarico. Sono tutti momenti di fede molto forti che incidono nella città e testimoniano la fede di chi viene da fuori con intensità e devozione".
16 Dicembre 2025 - Per la prima volta, quest’anno, la comunità srilankese cristiana cattolica di Salerno realizza un presepe che sarà ospitato negli spazi della Chiesa dell’Immacolata in Piazza San Francesco. Un’iniziativa che racconta un cammino di fede, sacrificio e dialogo tra culture diverse.
Domenica 21 dicembre, alle ore 17.30, nel cortile della Chiesa si terrà la presentazione e la benedizione del presepe. Alla celebrazione saranno presenti S.E. mons. Bellandi, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, e Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi, a testimonianza dell’attenzione della Chiesa locale verso le comunità cattoliche di diversa provenienza e del valore dell’incontro tra culture nella comune esperienza della fede.
La comunità srilankese dal mese di ottobre è accompagnata da don Mathew, cappellano etnico, ed è da sempre sostenuta e valorizzata dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.
La realizzazione del presepe è avvenuta durante le ore libere dal lavoro, spesso la sera e fino a tarda notte, grazie all’impegno di famiglie, giovani e adulti della comunità. Un lavoro paziente e condiviso, reso ancora più significativo dalla collaborazione di alcuni amici buddisti srilankesi, segno concreto di dialogo interreligioso e di fraternità vissuta.
La comunità cristiana cattolica srilankese, inoltre, dal mese di novembre si riunisce con costanza per momenti di formazione spirituale e di preghiera presso la Rettoria di Sant’Anna, nel centro storico di Salerno, grazie alla disponibilità della comunità e del rettore don Pasquale.
Attraverso questo primo presepe, la comunità srilankese desidera offrire alla città di Salerno un segno di gratitudine e di appartenenza, vivendo il Natale come tempo di incontro, pace e speranza. Un piccolo ma significativo gesto che diventa ponte tra popoli, fedi e culture, nel segno del Vangelo dell’accoglienza.
[caption id="attachment_69173" align="aligncenter" width="1024"] Il Presepe "in costruzione".[/caption]
21 Novembre 2025 - Lunedì 24 novembre 2025, presso il Pontificio Collegio Lituano "San Casimiro" a Roma (Via Casalmonferrato, 20) si è tenuto il periodico incontro dei coordinatori nazionali della pastorale etnica.
Dopo una presentazione storica del Collegio e alcune comunicazioni da parte del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, i coordinatori si sono confrontati soprattutto sull'esperienza del Giubileo dei migranti.
"Si è trattato di un momento fraterno, familiare - ha detto mons. Felicolo - dove si è riflettuto assieme sul cammino delle comunità etniche in Italia. La bellezza di quest'incontro è la familiarità che cresce tra di noi e il sostegno reciproco nel cammino nella pastorale dei migranti. Conoscere i luoghi di vita di ognuno - in questo caso il Collegio Lituano - aiuta ancor di più in questo cammino".
13 Novembre 2025 - Dal 10 al 14 novembre 20 cappellani filippini, che accompagnano le comunità cattoliche di connazionali in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, si sono riuniti a Roma presso il Pontificio Collegio Filippino per un incontro di formazione promosso e organizzato da d. Gregory Ramon Dacer Gaston, coordinatore nazionale dei cappellani filippini.
Nella sessione del 13 novembre è intervenuto anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Nel suo intervento mons. Felicolo ha riflettuto su alcuni passaggi del recente Messaggio di papa Leone XIV per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Pensando all'uditorio ha sottolineato come "particolarmente toccante" l'idea proposta dal Papa che "i migranti cattolici possono diventare missionari nei Paesi che li accolgono, contribuendo a ravvivare comunità ecclesiali affaticate e avviando nuovi percorsi di evangelizzazione e di dialogo ecumenico e interreligioso". Una "vera benedizione divina" come ha scritto il Pontefice.
Pensando poi alla comunità filippina in Italia, che è tra le più numerose e radicate, mons. Felicolo ha voluto ricordare, oltre ai numeri, "la ricchezza dei valori che i migranti filippini portano con sé: La centralità della famiglia, la profonda fede religiosa, il rispetto per il lavoro e lo spirito di comunità", valori che "arricchiscono le famiglie italiane".
23 Ottobre 2025 - La comunità cattolica srilankese di Salerno ha accolto ufficialmente il proprio nuovo cappellano, don Anthony Samy Mathew, durante una Santa Messa che si è tenuta domenica 19 ottobre presso la Chiesa dell’Immacolata, in Piazza San Francesco a Salerno.
Si è trattato di un pomeriggio di festa e di viva partecipazione per la comunità srilankese. La celebrazione religiosa, seguita da un momento conviviale, si è svolta in un clima di gioia e gratitudine. La presenza del cappellano rappresenta un punto di riferimento per una comunità migrante, sostenendone la vita spirituale, favorendone la coesione, consentendo di partecipare ai riti nella propria lingua d’origine, conservando tradizioni culturali e religiose. Offre inoltre un accompagnamento nella catechesi, aiutando grandi e piccoli a crescere nella fede e a sentirsi parte viva della Chiesa locale.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Diocesano Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ha rappresentato un momento di profonda comunione e di incontro tra le diverse comunità cattoliche presenti sul territorio.
In un tempo in cui le migrazioni interpellano la coscienza di tutti, la Chiesa rinnova il suo “sì” alla missione di essere Chiesa di tutti i popoli: una casa aperta, dove le diversità diventano ricchezza e dove ogni lingua e cultura trovano spazio per lodare Dio in un’unica fede.
Nel medesimo spirito, la comunità cristiana si impegna a camminare nel dialogo e nel rispetto anche con le altre religioni, riconoscendo che la ricerca sincera di Dio e il desiderio di pace uniscono gli uomini oltre ogni confine. Il cammino condiviso con le comunità migranti è parte viva del volto missionario della Chiesa, chiamata a camminare insieme – nella sinodalità e nella carità – per testimoniare al mondo la bellezza dell’incontro e della fraternità universale.
15 Ottobre 2025 - La comunità cattolica srilankese di Salerno accoglierà ufficialmente il proprio nuovo cappellano, don Anthony Samy Mathew, durante una Santa Messa che si terrà domenica 19 ottobre alle ore 16 presso la Chiesa dell’Immacolata, in Piazza San Francesco a Salerno.
L’evento, promosso dall’Ufficio Diocesano Migrantes dell’Arcidiocesi Salerno - Campagna - Acerno, rappresenta un momento significativo di incontro e integrazione tra le diverse comunità cattoliche presenti nel territorio.
La celebrazione sarà occasione per rinnovare l’impegno della Chiesa di Salerno nell’accompagnare spiritualmente i fedeli di origine straniera, promuovendo la convivenza e la fraternità tra culture e popoli.
❗ Santa Messa e presentazione di don Anthony Samy Mathew.
📅 Domenica 19 ottobre 2025 – Ore 16.
🎯 Chiesa dell’Immacolata, Piazza San Francesco – Salerno.
4 Settembre 2025 - Domenica 31 agosto 2025 è stata una giornata gioiosa a Selargius (Ca): è nata una nuova comunità cattolica africana di lingua inglese, inaugurata ufficialmente dall'arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi. Dopo una solenne processione presso la parrocchia SS. Salvatore, durante la Santa Messa mons. Baturi nella sua omelia ha esortato tutti i presenti a vivere una vita umile incentrata sull'amore. Ha anche incoraggiato i nuovi membri della comunità a costruire la loro fede in Dio con umiltà e a non lasciarsi distrarre da nulla.
L'arcivescovo ha poi presentato ufficialmente p. Raymond C. Ihenetu come cappellano della nuova comunità e ha dato alla cappellania il nome di un santo della Chiesa africana, particolarmente caro al Pontefice, Agostino d'Ippona. Infine, ha benedetto e incaricato i nuovi responsabili della comunità.
Nel suo discorso di ringraziamento, il nuovo cappellano ha ringraziato Dio per le sue grazie e per il dono della Chiesa; l'arcivescovo Baturi per la sua costante cura e attenzione verso la comunità e l'intera arcidiocesi; il parroco, don Vittorio, che ospita la comunità e anche il direttore dell'ufficio Migrantes, il diacono Enrico, per la loro costante presenza e il loro incoraggiamento. Ha inoltre espresso la sua gratitudine a tutti coloro che sono venuti ad assistere all'inaugurazione.
P. Raymond Chidiebere Ihenetu è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Orlu nel 2017. Ha studiato filosofia e teologia al seminario maggiore Seat of Wisdom di Owerri, nello Stato di Imo, in Nigeria. È arrivato a Roma il 1° maggio 2025.
19 Luglio 2025 - Tra il 5 e il 12 luglio 2025 si è tenuta a Roma presso la Casa di Santo Stefano il secondo campo scuola per i bambini della diaspora ungherese residenti in Italia, con il tema “Conosci la tua patria, l'Ungheria”.
Il campo è stato reso possibile dall'Associazione degli Scout Ungheresi all'estero, con il sostegno del Ministero ungherese della Presidenza del Primo Ministro ungherese e del Servizio pastorale ungherese all'estero della Conferenza episcopale cattolica ungherese. Don András Törő, il coordinatore nazionale degli ungheresi in Italia, ha supervisionato ogni momento del campo.
In questa seconda edizione hanno partecipato al campo 27 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, che hanno lavorato in tre gruppi con tre insegnanti qualificati per un'ora e mezza due volte al giorno. Il tema di quest'anno ha offerto una ricca varietà di opportunità: i bambini hanno imparato a conoscere la geografia, la storia, la letteratura, le belle arti e le tradizioni dell'Ungheria e a leggere e scrivere in ungherese. Ogni giorno, in programma, anche tante attività ludiche, animate da due scout provenienti dall'Ungheria e dalla Transilvania.
[caption id="attachment_61806" align="aligncenter" width="1024"] (foto: Fondazione Santo Stefano d’Ungheria)[/caption]