28 Maggio 2026 – Hana Fidaku, studentessa etiope dell’ateneo messinese, racconta la bellissima festa della comunità ortodossa Tewahedo, che ha unito fede, tradizione e sapori lontani.
Hana fa parte della redazione multimediale e multiculturale “Agorà Spazio Migrante(s)”, nata grazie al finanziamento della Fondazione Migrantes con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
Ecco la sua testimonianza: «La comunità studentesca ortodossa etiope di Messina ha vissuto un momento di grande gioia, celebrando la festa di Genbot 12 (mese e giorno del calendario copto/etiope, ndr) insieme alla conclusione dell’anno accademico. È stato un evento che ci ha uniti nella preghiera e nel ringraziamento: abbiamo lodato il Signore per i traguardi nello studio e per il dono di riuscire a custodire la nostra fede e la nostra cultura anche qui, lontano da casa.
In questa occasione abbiamo celebrato anche la ricorrenza mensile di San Michele (Kidus Michael), una figura dal valore spirituale immenso nella tradizione ortodossa etiope. Tra preghiere, canti tradizionali e sincera gratitudine, abbiamo riscoperto la bellezza di sentirci una grande famiglia. Non è mancata, infine, la gioia della tavola: per la cena abbiamo preparato il minchet wat (stufato di carne macinata) e il tibs (carne saltata), adagiati sulla tipica injera.
Ci teniamo moltissimo a ringraziare di cuore l’Ufficio diocesano Migrantes. Grazie per la vostra straordinaria disponibilità e per l’amore con cui guidate i nostri passi nella chiesa di Sant’Elia: qui ci sentiamo a casa, liberi di pregare e di meditare sulle Scritture. La bellezza di questa amicizia ci sta facendo toccare con mano il significato più profondo dell’ecumenismo e del vero incontro tra fratelli». (Ufficio Migrantes Messina)



