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Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: il bilancio della Festa dei Popoli

30 Giugno 2020 -
Salerno - Fin da settembre ci siamo messi all'opera per vivere il cammino di incontri, riflessioni, scambi che ci portano alla Festa dei Popoli. Da marzo non ci siamo più incontrati in presenza ma "a distanza". Pensavamo di dover abbandonare quest'anno il sogno di testimoniare la bellezza di "stare insieme" e del sognare un momento di condivisione. La passione, la determinazione, l'unione che viviamo da 12 anni ci ha portato ad immaginare un modo nuovo di condividere questa edizione della Festa dei Popoli che si è svolta domenica.
La fantasia, la creatività, la gratuità, la tenacia di ciascuno ha dato vita alla dodicesima edizione special edition live Domenica pomeriggio abbiamo vissuto in "Piazza virtuale" con la "gioia" e la "bellezza" dell’essere "uniti" sebbene la distanza fisica. Abbiamo ascoltato le storie in tempo di covid, conosciuto ciò che sta accadendo nel mondo e condiviso le motivazioni che ci fanno stare insieme. Abbiamo ascoltato le testimonianze di altre realtà che, come noi, credono nell'InterAzione! Abbiamo testimoniato la volontà di una società multietnica che vuole vivere l’incontro, la conoscenza, l’accoglienza e lo stare insieme, superando le distanze spaziali. Dieci comunità partecipanti, sette collegamenti in esterna con ospiti, tre postazioni di regia e controllo, oltre 1000 visualizzazioni... numeri che solo parzialmente raccontano cosa abbiamo vissuto.  Continuiamo con entusiasmo e convinzione il nostro cammino di interAzione. Grazie alle comunità straniere che hanno preparato con passione, impegno questo momento del loro raccontarsi.  Grazie ai tutti volontari che, con passione, impegno e gratuità, fin dalla mattina hanno allestito il punto piazza dei Popoli, fatto le riprese in esterna Grazie ai presentatori Antonella, Manuela.  Grazie alla Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno,  al Cmd Salerno, alla Caritas Salerno, ai Missionari Saveriani Salerno, al Laicato Saveriano che credono in questo percorso di interAzione.  Grazie Radio Antenna Migrante.  Grazie a tutti coloro che hanno partecipato ed a tutti coloro che nei diversi modi e forme hanno consentito a tutti noi di vivere un bel pomeriggio di festa, di gioia, di profumo di armonia e pace trai popoli. (Antonio Bonifacio - Migrantes Salerno-Campagna-Acerno)

Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: domenica la “Festa dei popoli”

26 Giugno 2020 - Salerno - Domenica 28giugno, a partire dalle ore 17:30, si svolgerà la XII Edizione della Festa dei Popoli, manifestazione promossa dalla diocesi di Salerno – Campagna – Acerno attraverso gli uffici diocesani Migrantes, Centro Missionario e Caritas, in collaborazione con i Missionari Saveriani, il Laicato Saveriano e rappresentanti delle comunità straniere presenti nel territorio di Salerno e provincia. Dopo il periodo di lockdown che “ci ha costretto a vivere in forma diversa le nostre relazioni, abbiamo deciso che era giunto il ‘tempo di tornare a sorridere!’, come invitiamo a fare nel video di lancio di questa edizione”, spiega il direttore Migrante Antonio Bonifiacio: “anche se in questa fase attuale non sono ancora permesse le manifestazioni di piazza, non abbiamo rinunciato a ‘fare festa’, per mantenere e curare i legami e le relazioni create in questi dodici anni. Affinché il distanziamento sia spaziale e non sociale, abbiamo pensato di utilizzare i ‘social media’, anche per rivolgerci ad un pubblico più ampio, che travalichi i nostri confini territoriali”. La Festa dei Popoli, infatti, sarà in diretta sui vari social: qui si potranno incontrare le diverse Comunità animatrici della Festa, ascoltare le testimonianze di altre “Feste dei Popoli” ed altri ospiti che via via si aggiungeranno.

Diocesi Aversa: la Festa dei Popoli entra nel vivo

26 Maggio 2020 - Aversa - Entra nel vivo la “Festa dei Popoli”, evento organizzato dalla diocesi di Aversa e vissuto quest’anno in modalità social e multimediale. Mons. Angelo Spinillo sente di voler rivolgere un sincero ringraziamento “alle comunità etniche e religiose che insistono da diversi anni sul nostro territorio, agli uffici diocesani, alle scuole per lo splendido video realizzato sul tema dell’accoglienza; in generale, a tutti coloro che hanno reso possibile anche quest’anno l’organizzazione della nostra Festa dei Popoli, improntata da sempre sull’importanza del dialogo e dell’incontro tra culture e religioni diverse”. In questi giorni segnati dall’inizio della “Fase 2”, il “distanziamento sociale” può rappresentare una preziosa opportunità per intraprendere - sia pur nel rispetto delle necessarie precauzioni - un’altra forma di cammino comune. Una riflessione, quella del vescovo di Aversa, che assume una valenza particolare se esteso anche alla “Festa dei Popoli”: “Il nostro evento diocesano – si legge in una nota - punta a cogliere nelle caratteristiche che ci differenziano degli indiscutibili elementi di ricchezza. Guardiamo alle rispettive differenze non come opportune distanze da mantenere per preservare il nostro cammino ma, al contrario, come possibilità di incontro per intraprendere un percorso comune”. E quale migliore forma di dialogo se non la preghiera interreligiosa, vissuta a distanza in un video pubblicato sabato scorso, che ha posto l’attenzione sui profughi, i perseguitati, i popoli di religione diversa, i credenti differenti, affinché il popolo di Dio sappia essere un popolo umile, “al servizio del vangelo e nell’incontro di mondi differenti e di religioni diverse, capace di dialogare e costruire la giustizia e la pace”. Tornando alla seconda e ultima settimana di appuntamenti, si riprende oggi, martedì 26 maggio, alle ore 17.00  con il convegno in streaming  “Ogni uomo è mio fratello?” che propone un’analisi giuridica, sociale e pastorale del tema della dignità della persona, nella costruzione di percorsi di accoglienza connessi al tema lavorativo. Concentrando l’attenzione sulla recente legislazione in tema di regolarizzazione della posizione dei  lavoratori stranieri stagionali, colf e badanti, si cercherà di problematizzare il rapporto tra sistema economico, produttivo, mobilità e welfare. La conclusione della “Festa dei Popoli” è fissata per domenica 31 maggio, con la  pubblicazione di un video che conterrà il messaggio finale del vescovo Spinillo e uno speciale inno alla multiculturalità intitolato “Festa dei Continenti”. I video saranno trasmessi e pubblicati sulla pagina facebook e sul canale Youtube, “Chiesa di Aversa”, e sul sito ufficiale www.diocesiaversa.it.    

Migrantes Verona: festa dei popoli in diretta facebook

19 Maggio 2020 - Verona – Era prevista per il 24 maggio prossimo la Festa dei Popoli promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Verona. “Purtroppo, come sapete, non si potrà realizzare”, dice il direttore dell’Ufficio Migrantes, don Giuseppe Mirandola. Ma l’ufficio ha pensato ugualmente di essere presente organizzando due momenti per “ricordare e in qualche modo vivere anche quest'anno la Festa”. Sono previste due dirette via Facebook, il 24 maggio, dal prato di Villa Buri: alle ore 10.00 celebrazione della Messa presieduta da don Giuseppe Mirandola con alcuni cappellani delle comunità cattoliche di immigrati e alle 15.30 un  momento di festa con testimonianze in diretta intervallate dal contributo di alcuni Musicisti e dalla messa in onda di videomessaggi assieme a video e foto delle passate edizioni della Festa. Lo slogan è “Tutti uguali, tutti diversi”.

Diocesi Aversa: da oggi la IX edizione della “Festa dei Popoli”

16 Maggio 2020 - Aversa - “Ogni uomo è mio fratello”: un tema quanto mai attuale, quello che quest’anno la diocesi di Aversa ha deciso di porre al centro della nona edizione della “Festa dei Popoli”: anche se non nelle forme consuete, l’evento seguirà modalità e tempistiche diverse. L’emergenza socio-sanitaria scatenata dal Covid-19 ha spinto gli uffici coinvolti a ridisegnare il programma della manifestazione, sfruttando le straordinarie risorse offerte oggi dalla tecnologia e dalla rete. Don Carlo Villano, vicario episcopale per il settore “Carità e Società degli uomini”, introduce così questa edizione “multimediale” e, a suo modo, storica: “Vivere l’incontro tra i popoli, anche se a distanza, è la riprova della grande attenzione che la nostra diocesi continua a nutrire non solo verso l’accoglienza, ma anche verso la corretta integrazione dello straniero nel nostro territorio. Questo impegno necessita della costante attenzione da parte di tutti”. Don Giuseppe Esposito ricorda come quest’anno la tappa conclusiva della “Festa dei Popoli” avrebbe dovuto tenersi a Sant’Antimo, importante crocevia di molteplici comunità multietniche che abitano il complesso contesto socio-culturale della diocesi campana: “Un particolare segno di affetto vorrei rivolgerlo proprio alla forania di Sant’Antimo, che aveva accolto con straordinario entusiasmo l’organizzazione dell’evento finale: ci rifaremo l’anno prossimo”. Il direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo ha voluto ringraziare anche tutti coloro che, “in questo periodo non facile, si sono spesi con grande energia nell’ideazione in extremis di un programma alternativo. Offriremo un’interessante mix di contenuti video e in streaming, grazie all’ingegno e alla straordinaria disponibilità dimostrata da scuole, uffici diocesani, comunità religiose, gruppi culturali ed enti sociali.” Il programma, dunque, parte ufficialmente oggi, sabato 16 maggio, con un video messaggio introduttivo; mercoledì 20 maggio sarà diffuso un video realizzato in collaborazione con le scuole del territorio, invitate a riflettere sul tema “R’ Accogliamoci”, le parole dell’accoglienza”; sabato 23 maggio sarà la volta della preghiera interreligiosa con i rappresentanti delle varie confessioni; martedì 26 maggio alle ore 17.00, spazio all’approfondimento con il convegno in streaming  “Ogni uomo è mio fratello?”, che vedrà la partecipazione a distanza di vari responsabili delle politiche migratorie; domenica 31 maggio, la conclusione della “Festa dei Popoli Aversa XI Edizione” sarà affidata ad un video con il messaggio finale del vescovo, mons. Angelo Spinillo, e con un inno alla multiculturalità intitolato “Festa dei Continenti”. I video saranno trasmessi e pubblicati sulla pagina facebook e sul canale Youtube, “Chiesa di Aversa”, e sul sito ufficiale www.diocesiaversa.it.

Migrantes Roma: il 26 aprile la Festa dei Popoli con il card. De Donatis

29 Gennaio 2020 - Roma - Si svolgerà il prossimo 26 aprile la festa dei Popoli nella diocesi di Roma. La S. Messa sarà celebrata come di consueto nella Basilica di S. Giovanni in Laterano alle ore 12,00 e sarà presieduta dal Vicario del papa per la diocesi di Roma, il card. Angelo De Donatis. “E’ desiderio del cardinale – dice il direttore Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, annunciando la data - incontrare tutte le comunità riunite per questo importante evento diocesano”. È la prima volta – aggiunge -  che il Cardinale presiede la Festa dei Popoli: “di questo siamo particolarmente contenti e desideriamo esprimergli insieme questa contentezza”. Dopo la S. Messa, come da programma, ci sarà il pranzo e lo spettacolo multietnico.

Mons. Camisasca: culture e tradizioni diverse possono diventare una ricchezza

9 Gennaio 2020 -
Reggio Emilia - “E’ per me sempre motivo di gioia celebrare la Santa Messa nel giorno dell’Epifania del Signore insieme a tanti fedeli originari di diverse Nazioni del mondo che oggi abitano e lavorano nella nostra terra reggiana!”. Con queste parole il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, mons. Massimo Camisasca -  ha iniziato la sua omelia in occasione della Festa dei Popoli, il 6 gennaio scorso, promossa dalla Migrantes diocesana  nella Cattedrale di Reggio Emilia.  Diverse sono le ragioni che spingono le persone ad abbandonare temporaneamente o definitivamente la propria Patria: “a volte - ha spiegato il vescovo -  si tratta di motivazioni drammatiche, talaltra prospettive di lavoro, altre volte ancora il desiderio di una vita migliore e più pacifica. Tante sono le povertà e le difficoltà che attraversano il nostro mondo oggi, così come è sempre accaduto in ogni epoca della storia. Ma la fede in Cristo ci assicura che il nostro cammino in questo mondo, per quanto incerto e faticoso possa essere, è un pellegrinaggio luminoso verso la Patria definitiva che sta in Cielo, dove ci attende Dio”. Per mons. Camisasca la solennità dell’Epifania mostra “con grande forza e chiarezza come la Chiesa sia per sua natura formata da tanti popoli diversi. Tutti i popoli del mondo, rappresentati dai Re Magi, sono chiamati ad entrare a far parte della Chiesa di Cristo, perché Gesù Cristo è il salvatore di tutti. Per questa ragione dobbiamo guardare con grande speranza e fiducia alla Chiesa, nostra Madre, che tutti accoglie e nessuno rifiuta, offrendo il perdono di Dio e la presenza viva di Cristo”. “Cari fratelli e sorelle, noi oggi - ha detto ancora mons. Camisasca - siamo qui insieme, pur provenendo da storie e da luoghi diversi, perché riconosciamo in Gesù Cristo la gioia della vita e colui che ci unisce in un Popolo solo, il suo Popolo. Certamente siamo anche figli di culture e tradizioni diverse, le quali possono diventare una ricchezza nella misura in cui si lasciano abbracciare e purificare da Gesù Cristo. Egli infatti è la luce, che sa valorizzare quanto di buono ci è stato tramandato dai nostri padri e che sa correggere tutto ciò che in noi è ancora imperfetto e opaco”. (R.I.)  

Migrantes Vicenza: la festa dei popoli animata dalle danze srilankesi

8 Gennaio 2020 - Vicenza «Cattolica significa universale. La Messa di oggi è quella che più esprime il significato di "cattolica", grazie ai vostri colori, alle vostre tradizioni, ai vostri canti. Ed è per questo che è la Messa più bella dell'anno». Con queste parole il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol ha concluso la celebrazione del 6 gennaio, in Cattedrale. La solennità dell'Epifania, da anni per la diocesi veneta è la "Festa dei popoli", perché vi partecipano i membri delle varie comunità etniche cattoliche. Fedeli, che vivono e lavorano nel territorio, ma provenienti dall'Africa, dall'America Latina, dalle Filippine, dallo Sri Lanka, dalle più vicine Ucraina e Romania, si danno appuntamento per leggere, pregare e cantare insieme. Ciascuno arricchendo la celebrazione con i propri canti, la propria lingua e quest' anno per la prima volta anche la propria danza, espressione della comunità sri- lankese. «Ogni cultura è giusto che esprima la propria fede come vuole, e il compito della comunità italiana è accogliere le diversità con rispetto - ha spiegato lo scalabriniano padre Domenico Colossi, direttore dell'Ufficio Migrantes diocesano -. Quando si sradica una pianta, e la si vuole trapiantare, deve rimanere sempre del terreno intorno. Lo stesso vale per le persone; se manca l'identità, è impossibile inserirsi in una comunità». Il vescovo Pizzol nell'omelia, con riferimento ai Magi, ha sottolineato come spesso avvenga che chi è più lontano, è più disponibile, e si mette in viaggio. «Chi invece è più vicino, come la comunità di Gerusalemme, a volte è disturbato dalla novità, in questo caso la presenza di questo nuovo "re". Sono vicini geograficamente - Gerusalemme dista da Betlemme pochi chilometri -, ma sono lontanissimi nel cuore. Quando vado in visita pastorale, vedo invece tante donne venute da lontano per accudire i nostri anziani. Spero - ha detto che voi qui troviate persone che vi accolgono, non che vi respingono». Infine, rifacendosi alla prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia, là dove dice "La nebbia ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli", Pizziol ha auspicato che «questa nebbia che avvolge il nostro mondo venga dissolta, con l'aiuto della nostra preghiera della nostra fede». Dopo la benedizione speciale per i bambini, veri protagonisti del Natale, il vescovo ha concluso: «Auguro a chi ha in mano le sorti del mondo che come i Magi decidano di cambiare strada, e si mettano alla luce della stella della pace». (Romina Gobbo - Avvenire)

Rimini: quando la Messa dei popoli parla la lingua degli immigrati

8 Gennaio 2020 - Rimini -  La partenza di Giuseppe e Maria da Nazaret; la nascita di Gesù, la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. La Messa dei popoli è iniziata sul sagrato del Duomo, a Rimini: un presepe vivente che ricorda che anche oggi Gesù, insieme a tanti poveri, «non trova alloggio, e nasce in posti di fortuna: una povera capanna; un cartone con una coperta, una panchina. - fa notare Cesare Giorgetti, direttore di Migrantes Rimini - Anche oggi a riconoscere e lodare il Dio con noi, sono soprattutto i poveri, i pastori, coloro che sanno lasciarsi guidare dalle stelle e dai sogni». Per i suoi 25 anni, la Messa dei Popoli, animata dalle comunità di immigrati cattolici di ogni nazione presenti sul territorio riminese nella solennità dell'Epifania, si è voluta "regalare" la novità dei momenti principali della Natività rappresentate da alcune comunità di immigrati. Il successivo festoso sventolio di bandiere multicolori, accompagnato da applausi scroscianti delle centinaia e centinaia di presenti (molti vestiti in abiti tradizionali), ha poi dato il via alla processione nella Cattedrale della Messa dei popoli. «La Messa dei popoli - ha commentato Mario Galasso, direttore della Caritas diocesana - è un'occasione per esprimere la festa e la fede, ciascuno nella propria cultura. Ma questi nostri fratelli arrivati da lontano ricordano anche il dramma di tanti immigrati costretti a fuggire dai paese d'origine in cerca di pace, lavoro e vita dignitosa». A presiedere la Messa è stato lunedì (6 gennaio, ndr) il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi. «A pensarci bene, tutti, me compreso, possiamo confessare che veniamo anche noi o siamo venuti da lontano. Ciò che colpisce nel racconto dei Magi, è il loro cammino solo per una piccolissima luce, letta nello sconfinato libro dell'universo». La liturgia è stata animata dagli immigrati con canti, colori, preghiere in diversi idiomi e gesti delle diverse tradizioni. Il coro multietnico diretto da Simonetta Guidi ha eseguito canti in rumeno, peruviano, filippino, ucraino, argentino, cinese, nigeriano e venezuelano. Nella processione offertoriale i vari rappresentanti delle comunità presenti, vestiti con i costumi tradizionali, hanno portato all'altare prodotti e oggetti tipici del loro Paese d'origine mentre le ragazze di nazionalità filippina si sono "esibite" in una danza tradizionale accompagnando all'altare Gesù Bambino. Al termine della celebrazione, dopo il tradizionale bacio alla statua di Gesù Bambino, la Caritas diocesana ha aperto le sue porte per una cena a buffet con specialità tipiche preparate dalle stesse comunità di immigrati. (Paolo Guiducci – Avvenire)  

Migrantes Forlì-Bertinoro: il 12 gennaio la Messa dei Popoli

7 Gennaio 2020 - Forlì - Organizzata dall’ufficio Migrantes della diocesi di Forlì-Bertinoro, si celebra domenica 12 gennaio, presso la chiesa di S. Biagio in Forlì, la S. Messa dei Popoli, manifestazione liturgica che riunisce le Comunità cattoliche immigrate della nostra diocesi all’insegna della preghiera comunitaria, dell’accoglienza e della fratellanza. La celebrazione Eucaristica, celebrata come da tradizione da oltre 15 anni, vuole essere un momento di incontro fra diverse culture accomunate da un’unica fede, un esempio di animazione liturgica “a più voci” capace di trasmettere un chiaro messaggio di accoglienza e di dialogo. In tale occasione, unica a livello diocesano nel corso dell’anno, si ritroveranno a pregare insieme le comunità cattoliche straniere più numerose, presenti da più anni nella nostra città, quali quelle rumena, ucraina, polacca, africane di lingua francofona e inglese, oltre a filippini, indiani del Kerala, eritrei e pakistani, accolti nella chiesa di S. Biagio dalla comunità cittadina dell’unità pastorale del centro storico, per un momento di fraterna unità nella Chiesa dell’unico Padre. Alle ore 11,15 è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, mons. Livio Corazza, alla presenza dei sacerdoti delle comunità etniche di diversa nazionalità. Durante la concelebrazione a ciascun coro delle “chiese migranti” è affidato un canto in lingua originale e il coro di S. Biagio, in veste di comunità parrocchiale accogliente, intonerà il canto d’ingresso “Popoli tutti acclamate”. Altra consuetudine vuole che ogni comunità straniera legga la propria intenzione durante la preghiera dei fedeli e porti doni durante la processione all’altare.  Al termine della celebrazione liturgica la festa si sposterà nei locali del Centro Buon Pastore per il pranzo comunitario, al termine del quale le varie comunità potranno presentare momenti delle tradizioni musicali e coreutiche dei loro paesi di provenienza per concludere una giornata di dialogo gioioso di tutte le genti accomunate nella preghiera e nella festa, animate dallo spirito cristiano che vuole gli uni e gli altri come fratelli e figli di Dio. Un modo questo per superare i pregiudizi e le difficoltà a capire le sfide dell’accoglienza, affinché la nostra comunità diocesana cresca sempre più nella consapevolezza che è possibile la fratellanza universale e la convivialità nelle differenze. Walter Neri - Direttore Migrantes Forlì-Bertinoro)