Primo Piano

Sinodo: prorogato fino al 15 agosto 2022 il termine per la presentazione delle sintesi della prima fase

29 Ottobre 2021 - Città del Vaticano - “Il Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi ha deciso di prorogare fino al 15 agosto 2022 il termine per la presentazione delle sintesi delle consultazioni da parte delle Conferenze episcopali, delle Chiese orientali cattoliche sui iuris e degli altri Organismi ecclesiali”. È quanto si legge in un comunicato della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. “Le numerose comunicazioni – si legge nella nota – pervenuteci in queste prime settimane del percorso sinodale dalle Conferenze Episcopali, dalle diocesi e dalle eparchie sono veramente una conferma incoraggiante di quanti nella Chiesa si stanno impegnando per celebrare la prima fase del processo sinodale – che ha per tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” –, costituita dalla consultazione del popolo di Dio. Per tutto questo siamo veramente riconoscenti”. “In questo periodo, abbiamo sentito, più e più volte e da più parti, la richiesta di estendere la durata della prima fase del percorso sinodale per fornire una maggiore opportunità al popolo di Dio di fare un’autentica esperienza di ascolto e di dialogo”, si legge ancora nella nota, in cui si spiega che la decisione della proroga è stata presa a partire dalla consapevolezza che “una Chiesa sinodale è una Chiesa che ascolta, considerando che questa prima fase è essenziale per questo percorso sinodale e valutando queste richieste, cercando sempre il bene della Chiesa”.    

A Roma per la prima volta un incontro dei missionari italiani da tutto il mondo

29 Ottobre 2021 - Roma - Ieri, 28 ottobre, si è svolto a Roma nella prestigiosa sala delle riunioni della Farnesina, sede del Ministero degli Esteri, la “Conferenza dei Missionari italiani nel Mondo”. Un incontro che ha evidenziato quanto il lavoro dei nostri missionari risulti importantissimo in determinati contesti, nelle cosiddette ‘periferie del mondo’, tra i più vulnerabili, i più poveri, i dimenticati da tutti. Sono circa settemila tra i quattromila consacrati (uomini e donne) e tremila laici i missionari italiani nel mondo. All’apertura della conferenza, attraverso un messaggio letto dal Direttore Generale della Farnesina Luigi Maria Vignali, che ha coordinato gli interventi, è arrivato il saluto e il ringraziamento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo messaggio ha ricordato che i principi a cui si ispirano i missionari sono i valori della nostra costituzione. Mattarella scrive " il contributo dei missionari è stato ancor più rilevante nella fase più acuta della pandemia, specialmente alle latitudini più remote e nelle aree di crisi. E’ inestimabile il contributo di questi uomini e di queste donne con la loro dedizione e il loro rispetto della dignità della persona".  A seguire l’intervento del Ministro degli Esteri, e padrone di casa, Luigi di Maio che ha sottolineato quanto il lavoro dei tanti missionari sparsi nel mondo sia essenziale specialmente per "assistenza ai più vulnerabili nelle ‘periferie del mondo’, in contesti di crisi e mobilità umana, (…), i missionari operano senza sosta lontano dai riflettori nei contesti più difficili facendo ovunque la differenza e rappresentando un punto di riferimento". Gli ha fatto eco l’intervento di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per i rapporti con gli Stati. Il presule, ricordando le parole di papa Francesco, ha detto che sono "missionari di speranza per ricordare profeticamente che ‘nessuno si salva da solo’". Facendo, poi, riferimento all’importanza di queste figure nei vari contesti ha riferito che "l’esperienza dei missionari oggi ci ricorda che il mondo può continuare il suo cammino solo se viviamo con cuore aperto, attenti a tutto ciò che accade, senza indifferenza". Tante le testimonianze che si sono succedute sia in presenza che via streaming. Ha iniziato suor Anna Molinari, delle suore Canossiane e oggi missionaria in Oceania. Suor Anna guida la sua comunità religiosa a Darwin in Australia. Aveva venti anni quando partì da Vimercate in Lombardia. Non si pente della scelta fatta perché è consapevole che "ogni giorno con grandi e piccoli gesti rende un servizio alla comunità". Collegato da Yangon nel Myanmar c’è padre Livio Maggio, missionario del PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere -, che dopo 17 anni vissuti in Thailandia oggi è qui per svolgere assistenza sanitaria e umanitaria, in quanto sono ancora in piena crisi pandemica a cui si aggiungono le conseguenze del colpo di stato del febbraio scorso. I territori colpiti da povertà e violenza sono quelli in cui i missionari si trovano ad operare di più, mettendo a rischio la propria vita, come spiegato da padre Luca Bergamaschi, parroco a Cachas in Perù. La conferenza si è chiusa con l’intervento del Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, il quale tornando sulle parole del Presidente Mattarella e attraverso le testimonianze ascoltate, ha detto: "Credo che le testimonianze odierne abbiano restituito ciò che volevamo: cioè una presenza che ha per definizione una connotazione religiosa e spirituale ma anche valori fortemente coincidenti con quelli delle istituzioni". Riguardo agli italiani che vivono fuori dai confini nazionali, da sottolineare il passaggio del Ministro Di Maio "… i nostri missionari nel mondo sono anche importanti nell’accompagnare e accogliere i nostri emigrati, anche facendo opera di scolarizzazione e diffondendo la conoscenza della lingua e della cultura italiana". (Nicoletta Di Benedetto)  

Migrantes: dal 9 al 12 novembre il convegno europeo delle Missioni Cattoliche Italiane

29 Ottobre 2021 - Roma - "Gli italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma che si allungano ad abbracciare ciò che incontrano”: è questo il tema del convegno delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa che si svolgerà a Roma - TH Carpegna Palace, Via Aurelia 481 Roma - che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei Cardinali Gualtiero Bassetti e Anders Arborelius, di Mons. Gian Carlo Perego e Mons. Jean Kockerols oltre a testimonianze da diversi Paesi d'Europa. Il convegno si aprirà il 9 pomeriggio con il saluto di Mons. Perego, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes, Seguirà una relazione su “Le persone migranti nella prima evangelizzazione dell’Europa” affidata a Saverio Xeres della Facoltà Teologica di Milano. La giornata terminerà con la celebrazione eucaristica presieduta dal Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. In Serata il Docufilm: “Non far rumore. La storia nascosta dei bambini clandestini”. Saranno presenti: Mario Maiellaro (regista), Alessandra Rossi (autrice RAI 3) e Toni Ricciardi (storico, Università di Ginevra). Il Giorno successivo una relazione su “La mobilità umana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” affidata al card. Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma e Responsabile della Sezione Migrazioni della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE. Seguirà mons. Perego che si soffermerà su “La mobilità italiana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” e la Testimonianza di Lorenzo Mannelli, emigrato in Belgio. Nel pomeriggio lavori di gruppo e celebrazione eucaristica presieduta dal Card.  Arborelius. In serata “La profezia di don Tonino Bello e i migranti” affidata a Giancarlo Piccinni, Presidente Fondazione don Tonino Bello. Giovedì 11 novembre due interventi su “Quali comunità di lingua italiana per la missione cristiana oggi?” affidate a Mons. Jean Kockerols, Vescovo ausiliare di Bruxelles-Malines e a p. Antonio Grasso, responsabile della Missione Cattolica di lingua italiana di Berna. Al termine la celebrazione eucaristica affidata a mons. Kockerols. Venerdì 12 novembre la celebrazione conclusiva presieduta da mons. Perego seguita dalle relazione dei gruppi di studio e dalla consegna del mandato. (Raffaele Iaria)  

Farnesina: ieri la Conferenza dei Missionari italiani nel Mondo

29 Ottobre 2021 - Roma - Si è svolta ieri alla Farnesina la “Conferenza dei Missionari italiani nel Mondo”. L’evento aveva lo scopo di valorizzare l’attività umanitaria dei missionari italiani quale fattore di promozione e moltiplicatore della presenza dell’Italia nel mondo e di sostegno ai nostri connazionali; l’azione missionaria italiana nei più diversi campi, da quello educativo, a quello della formazione professionale e dell’assistenza sanitaria, è una leva essenziale per la promozione sociale delle comunità locali e per la difesa dei diritti umani fondamentali. Alla conferenza sono intervenuti il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. L’evento è stato aperto dai saluti del Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, Luigi Maria Vignali. Alla conferenza hanno partecipato missionari italiani dai cinque continenti che hanno raccontato  la loro esperienza sul campo: Padre Luca Bergamaschi, a nome dell’Operazione Mato Grosso; per l’Oceania, da Darwin, Suor Anna Molinari, missionaria canossiana; per l’Asia, da Yangon, Padre Livio Maggi, del Pontificio Istituto Missioni Estere; per l’Africa, da Johannesburg, Suor Maria de Lurdes Lodi Rissini, missionaria scalabriniana; e infine per l’Europa, da Jerevan, Suor Benedetta Carugati, della Congregazione delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. Mancavano, certamente, i sacerdoti italiani che in tutto il mondo affiancano i nostri connazionali: circa 500 in altrettante Missioni cattoliche Italiane nel Mondo.

Diocesi di Siena: questa mattina alla Camera dei deputati convegno sui Minori Stranieri non accompagnati

29 Ottobre 2021 - Roma – Questa mattina, 29 ottobre 2021, alle ore 11, presso la Camera dei Deputati l’incontro su “L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Dall’Afghanistan alle nostre strade: le buone pratiche dell’accoglienza. Esperienze a confronto” promosso dalla Commissione Tutela Infanzia della diocesi di Siena- Colle di Val D’Elsa-Montalcino in collaborazione con le associazioni Medicina Solidale, Fonte d’Ismaele, Dorean Dote e l’Unione Italiana Forense. Intervengono il card. Paolo Lojudice,  arcivescovo di Siena Colle di Val D’Elsa- Montalcino e membro della Commissione Cei per le Migrazioni; Carla Garlatti,  Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Lucia Celesti, Responsabile Servizi Sociali Ufficio Relazioni Pubblico Head Family Services Ospedale Pediatrico Bambino Gesù;  Maria Teres Bellucci, , deputata membro della commissione parlamentare Infanzia e adolescenza; Luca Ercoli, responsabile Sanitario Medicina Solidale e Presidente di Fonte d’Ismaele, Antonio Fernando De Simone, Presidente dell’Unione Italiana Forense di  Roma; Giuseppe Sartiano, Psicoterapeuta e Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, e Alice Mazzei,  coordinatrice commissione diocesana “Sp.A.M. Spazio ai Minori” della diocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. A coordinare i lavori Luca Collodi, caporedattore di Radio Vaticana.      

Vangelo Migrante: XXXI domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mc 12,28-34)

28 Ottobre 2021 - Al tempo di Gesù si discuteva animatamente sulla gerarchia dei comandamenti. “Qual è, il primo di tutti i comandamenti?” chiede uno scriba. Sebbene fosse diffusa una certa priorità per il terzo, quello che prescrive di santificare il sabato, perché anche Dio lo aveva osservato, la risposta di Gesù, come al solito, spiazza e va oltre: non cita nessuna delle dieci parole, ma colloca al cuore del Vangelo la stessa cosa che sta nel cuore della vita: ‘tu amerai’. Un verbo al futuro, come per un viaggio mai finito. “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non aggiunge nulla di nuovo: le due parole sono già scritte nel Libro. La prima è uno dei testi più cari, quotidiani e amati della pietà ebraica con cui si esprime la fede amorosa di Israele per il suo Dio. La seconda è tratta dal levitico e non si limita a chiedere di non fare del male al prossimo, ma chiede in positivo di fare il suo bene. La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola: “amerai”. L’origine dei nostri mali, dei fondamentalismi, di tutte le arroganze, del triste individualismo sta nell’averle separate. L’amore per il prossimo è un’esigenza irrinunciabile della nostra fede, perché fa parte delle intenzioni di Dio. Vivere il comandamento dell’amore del prossimo significa salvare l’amore di Dio dalle sue facili illusioni: è il segno verificabile e convincente dell’amore per Dio. Quando uno ama sa che cosa deve fare e non ha bisogno del pungolo di alcuna legge. (p. Gaetano SARACINO)  

Il card. Bassetti al  Luna Park di Perugia il 5 novembre

28 Ottobre 2021 - Perugia - “Venerdì 5 novembre, alle ore 11, il nostro pastore, il cardinale Gualtiero Bassetti, ritornerà al Luna Park di Pian di Massiano per il suo tradizionale incontro annuale con gli amici dello spettacolo viaggiante, che per un mese (da ottobre a novembre, n.d.r.) allietano la città di Perugia con le loro numerose attrazioni”. Ad annunciarlo è don Francesco Medori, incaricato diocesano Migrantes per la pastorale con i circensi, fieranti e operatori dello spettacolo viaggiante, parroco di San Giovanni Battista in Ferro di Cavallo di cui Pian di Massiano insiste sul territorio di questa parrocchia. “E’ un tradizionale appuntamento, quello del nostro pastore con le famiglie dei giostrai – prosegue il sacerdote –, che purtroppo si è interrotto lo scorso anno a causa della pandemia. Il cardinale è ben lieto di rivivere questo incontro di comunione che culminerà con la celebrazione eucaristica sulla pista di un autoscontro. Anche questo è un segno che contribuisce ad un ritorno, seppur graduale, alla vita normale”. “Il Luna Park (a Perugia più noto come “baracconi”) fa parte della storia della città e dà lavoro a tante famiglie – commenta don Medori –, che hanno trascorso molti mesi di inattività; una situazione per queste persone anomala e di grande sofferenza perché non sono abituate a stare ferme, senza lavorare. Diverse famiglie sono rimaste a Perugia nella fase acuta della pandemia, permettendoci, a livello pastorale, una loro maggiore conoscenza. La nostra Chiesa non ha fatto mancare loro il sostegno spirituale aiutandole anche materialmente”. “Come comunità parrocchiale – ricorda sempre il parroco – abbiamo cercato di trascorrere più tempo con i giostrai nel dedicare loro degli incontri di preghiera e di catechismo per i bambini, oltre le S. Messe, come quella di Natale, celebrate anche nel loro ‘villaggio roulottes’ a Pian di Massiano. Lo stesso cardinale Bassetti ha incontrato in parrocchia queste famiglie esprimendogli solidarietà e vicinanza. Abbiamo fatto in modo di non farle sentire sole in un periodo di grande difficoltà”. “Attendiamo con grande gioia il ritorno al Luna Park del cardinale e per tutti noi sarà occasione per esprimergli la nostra gratitudine per l’amicizia che ha dimostrato a tante delle nostre famiglie nel difficilissimo periodo del lockdown”, dice Enzo La Scala, “portavoce” del Luna Park, che aggiunge: “Bassetti, essendo un amico, si è comportato lealmente d’amico e per questo lo ringraziamo fin d’ora. La sua presenza tra noi è motivo di ulteriore incoraggiamento a proseguire la strada, che è per noi la vita. Senza la sua vicinanza sarebbe una strada in salita e per questo vogliamo celebrare la S. Messa con un amico, oltre che con un sacerdote”. Queste famiglie hanno tanto ricevuto ed altrettanto hanno donato. Basti pensare al gesto di generosità riservato ai giovani di alcuni centri umbri per persone con disabilità, ospitati, la scorsa settimana, in alcune delle loro attrazioni. È stata una mattinata di gioia e di allegria per diversi ragazzi dell’Istituto Don Guanella, della Comunità di Capodarco, di Villa Nazzarena e del Centro Speranza; un’iniziativa all’insegna della solidarietà e della socialità riproposta da anni in collaborazione con il Comune di Perugia, che quest’anno ha assunto un significato particolare essendosi tenuta dopo il lockdown. Significativo è anche il bel rapporto di amicizia nato tra i bambini del Luna Park e quelli delle famiglie ospitate al “Villaggio della Carità” della Caritas di Perugia, che sono stati invitati ai “baracconi”. “Siamo contenti di essere nuovamente a Perugia e di poter dire – afferma con voce commossa Enzo La Scala –: la gente ha ripreso a vivere, perché gli uomini hanno bisogno di vivere, perché la pandemia aveva messo una ‘pietra’ su tutto quello che era la vita normale. Anche con il nostro lavoro contribuiamo al ritorno alla normalità, a spostare questa ‘pietra’, che è possibile solo con i vaccini e con il rispetto delle regole, per ripartire con la vita bella che il Signore ci ha dato”. Le famiglie del Luna Park di Perugia sono 120, titolari di 90 aziende, per complessive 350 persone di cui 150 minori. “Questo testimonia – evidenzia sempre Enzo La Scala – che molte delle nostre famiglie sono giovani, sono davvero tanti i nostri bambini, il nostro futuro... Siamo un paese che si muove con 124 attrazioni di giostre istallate. Queste rappresentano i colori e le luci di Perugia nell’accoglierci ogni anno e per un mese ci sentiamo perugini”.  

Festival della Migrazione: dal 4 al 6 novembre la sesta edizione

28 Ottobre 2021 - Modena - ‘Cittadini tutti’: il titolo è già un programma. Torna a Modena e Carpi, in versione ibrida in presenza e online, il 4, 5 e 6 novembre il Festival della Migrazione che taglia il traguardo della sesta edizione come sempre promosso in particolare da Fondazione Migrantes della Cei, da Porta Aperta e dal Crid di UniMoRe. L’appuntamento è in linea con quello dello scorso anno e metterà al centro i giovani migranti, le loro aspirazioni e richieste e le risposte della società e della politica. “La sfida delle migrazioni non riguarda più soltanto l’accoglienza, ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni differenti, sappiano comporsi in una realtà più ricca”, sottolinea don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. La vera sfida – osserva - è proteggere, promuovere, integrare, come ci ricorda Papa Francesco. Senza queste azioni non è data una vera accoglienza”. Nel corso del Festival, che prevede approfondimenti, dibattiti e tavoli tematici su cooperazione, economia e lavoro, sarà presentato il seminario ‘Costruttori di ponti – Di generazione in generazione’ del Ministero dell’Istruzione, Fondazione Migrantes e Istituto Cervi, con la presenza tra gli altri del Ministro Patrizio Bianchi. Sabato 6, in piazza Torre, è in programma anche un flash mob, con le associazioni che si occupano di integrazione e di formazione. Tra gli altri tavoli quello sull’economia, quello sulla cooperazione internazionale e quello con rappresentanti delle forze politiche. Interverranno il Sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, l’arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, Mons. Erio Castellucci: il Rettore di Unimore, Carlo Adolfo Porro; il Presidente di Acri, Francesco Profumo, quello di Fondazione di Modena, Paolo Cavicchioli. Tra gli ospiti il professor Luigi Farrajoli, il saggista Mauro Magatti, la mediatrice culturale Marwa Mahmoud, la scrittrice Chaimaa Faithi, il cantante Amir Issa, l’economista Leonardo Becchetti, il presidente di Terzjus Luigi Bobba, l’ex allenatore di volley Mauro Berruto, il mezzofondista Illias Aouani, il sindaco di Carpi Alberto Bellelli e, naturalmente, il Presidente di Fondazione Migrantes Mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio. L’obiettivo “è quello di rappresentare la diversità, le sfumature e l’esperienza soggettiva all’interno della migrazione, partendo dal comune denominatore dell’appartenenza all’umanità. Vogliamo sfidare la retorica che riduce i migranti a categorie semplicistiche: nemici attivi o vittime passive”, sottolinea Alberto Caldana, presidente di Porta Aperta. “Quando parliamo di migranti parliamo di persone, di storie, di volti. E puntare l’attenzione sui giovani è ancora più importante, pensiamo alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi, giovani che vivono, studiano, fanno sport o volontariato qui in Italia, che si sono e si sentono italiani e non possono accedere alla cittadinanza”, aggiunge da parte sua il portavoce del Festival, Edoardo Patriarca. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes della Cei, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e dal Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità e da Integriamo, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Comune di Carpi, Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e diversi altri enti locali, gode inoltre del sostegno del Csv Terre Estensi e di Fondazione di Modena e del contributo di Bper Banca, Fondazione Sias e Menù.    

Card. Hollerich su migranti climatici: “siamo solo all’inizio di un grande movimento e i muri non sono una soluzione”

28 Ottobre 2021 - Bruxelles - “Siamo solo all’inizio: sono ancora pochi i rifugiati costretti a fuggire per ragioni climatiche. Ma saranno molti di più in futuro. È soltanto l’inizio di un grande movimento. Bisogna agire ora, altrimenti sarà troppo tardi”. A richiamare lo stretto legame tra emergenza climatica e aumento delle migrazioni è il card. Jean-Claude Hollerich, Presidente della Commissione degli Episcopati dell’Ue (COMECE) che ieri in vista della Conferenza Onu sul clima ha rivolto una lettera ai leader delle istituzioni europee perché “facciano la differenza” al Summit di Glasgow. “La situazione è preoccupante”, dice subito il cardinale in un’intervista rilasciata al Sir. “In Europa stiamo assistendo alle conseguenze del cambiamento climatico con inondazioni e incendi sempre più frequenti e devastanti. Ma la situazione negli altri Paesi è molto più allarmante”. Riguardo quindi all’inevitabile aumento di migranti che fuggono da terre devastate da siccità e inondazioni, il presidente dei vescovi Ue osserva e si rivolge ai leader politici europei: “Vorrei dire due cose: la prima è chiedere di accogliere i migranti e di accoglierli con la dignità umana che è loro dovuta. Non possiamo lasciare la gente morire alla frontiera esterna dell’Unione Europea. Sarebbe contro tutti i valori che l’Europa invoca da sempre. D’altra parte, è anche vero che non è possibile che l’Europa accolga tutta la popolazione del mondo. Dobbiamo – ed è questa la seconda considerazione – avviare politiche che consentano alle persone di rimanere nella loro terra, con le loro famiglie. Per farlo occorre investire con un aiuto economico molto forte. Ma una delle condizioni perché le persone possano rimanere nei loro paesi è prendersi cura del clima e dell’ambiente”. E aggiunge: “I muri non sono mai una soluzione. È un’idea molto triste. Siamo il continente che ha fatto esperienza sulla sua terra di muri. Il muro di Berlino, i muri che hanno diviso l’Europa orientale dall’Europa occidentale. Sappiamo quanto dolore e quante ingiustizie hanno provocato. Ora siamo noi ad erigere nuovi muri oggi. È una cosa folle. Privo di ogni umanesimo. Il mondo è uno e noi lo vogliamo dividere per garantirci sicurezza. Non è possibile”.  

La Geo Barents a Palermo: al sicuro i 367 naufraghi

28 Ottobre 2021 - Roma - È entrata nel porto di Palermo, ieri sera, la nave Ong Geo Barents. La comunicazione ufficiale del porto assegnato, è stata data ieri mattina, sollecitato dai volontari anche a causa del maltempo e del rischio uragano in mare. Sulla nave di Medici senza frontiere ci sono 367 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo centrale in cinque diverse operazioni di salvataggio. Tra loro anche 172 minori, di cui 134 non accompagnati, e 29 donne. Sessanta naufraghi hanno meno di 15 anni. “Non ci sono parole per esprimere la gioia e il sollievo a bordo” twitta la Ong. “Palermo è pronta ad accogliere – ha twittato il sindaco, Leoluca Orlando – Difendiamo il diritto alla vita”.  

Le sfide della migrazione: una riflessione a Torino

28 Ottobre 2021 - Torino - Gli stranieri in Italia diminuiscono, ma i toni allarmistici continuano, mentre nessuno pensa alle migliaia di emigrati italiani: Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino in un incontro a Pino Torinese ha tracciato le linee del fenomeno migratorio in Italia alla luce del Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. C’è emozione nelle parole del parroco don Mimmo Mitolo nell’introdurre la prima serata di nuovo nel teatro parrocchiale dopo la pandemia: è mercoledì 20 ottobre e a Pino Torinese l’Azione Cattolica, il Volontariato Vincenziano e il gruppo scout cittadino hanno invitato Sergio Durando a parlare delle sfide della migrazione. «Quest’anno gli immigrati residenti in Italia sono diminuiti di 300 mila unità: un fatto nuovissimo che non accadeva da moltissimi anni». Il direttore Migrantes focalizza l’attenzione sui numeri: il calo di immigrati nel nostro Paese fa riflettere, anche se non bisogna considerare in maniera acritica il numero assoluto. Nella diminuzione di stranieri rispetto agli anni precedenti bisogna infatti contare chi nel frattempo è diventato italiano assumendo la cittadinanza e chi è deceduto, senza dimenticare le vittime della pandemia. «In ogni caso il numero complessivo è diminuito, così come gli sbarchi in Sicilia da anni non sono più i grandi numeri del 2015 – 2016», argomenta il direttore Migrantes di Torino: «Questo ci fa pensare da un lato all’attenzione mediatica, che continua ad essere spesso una narrazione di emergenza, dall’altro all’attrattività del nostro Paese: è indubbio che tra questi numeri ci sono migliaia di persone straniere che hanno deciso di andarsene dall’Italia». Durando ha poi portato a riflettere sul calo demografico in corso nel Paese a causa della bassa natalità: per la prima volta quest’anno la popolazione straniera non compensa la diminuzione degli Italiani, in quella che viene considerata la più grave crisi demografica dal dopoguerra. In tutto ciò si inserisce, con scarsa attenzione da parte dei mezzi di informazione, il fenomeno degli italiani che emigrano: «Tutti gli anni come Fondazione Migrantes pubblichiamo il ‘Rapporto Italiani nel mondo’, ma se ne parla pochissimo eppure dovremmo rifletterci: si tratta del futuro dell’Italia». Citando dal «XXX Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes» appena uscito, Durando evidenzia l’effetto negativo della pandemia sulla situazione della povertà: il 26% della popolazione straniera in Italia vive sotto la soglia della povertà, contro il 6% di quella italiana e i poveri stranieri sono tendenzialmente più giovani. «È molto negativo anche il ritardo sulla vaccinazione della popolazione straniera rispetto a quella italiana: sono effetti di una politica che nette in concorrenza i poveri facendo crescere la conflittualità sociale». Di fronte ad un quadro così complesso dalla platea emerge subito spontanea la domanda: che fare? Come si può impegnare ognuno di noi per contribuire a questa sfida del nostro tempo? «A livello istituzionale occorrono investimenti seri nei Paesi in difficoltà», risponde Durando, «servono corridoi umanitari e sistemi di accoglienza efficaci. Ognuno di noi, oltre a mettersi a servizio nel volontariato, può impegnarsi per costruire una società che sia davvero accogliente a tutti i livelli e non solo nei confronti degli stranieri: serve una cultura dell’accoglienza reciproca». (Simone Garbero – La Voce e il Tempo)      

Lo stupore che blocca. E ridà senso

27 Ottobre 2021 - Roma - Servirebbe davvero un fermoimmagine nelle nostre giornate. Aiuterebbe a catturare e a tenere ben fissi tutti quegli attimi in cui lo stupore arresta la routine quotidiana, la scuote e la arricchisce di tonalità di colori. Lo scatto del turco Mehmet Aslan, vincitore assoluto del Siena International Photo Awards (SIPA) 2021, è stato uno stop nel fluire dei tanti fotogrammi cui viene rivolta attenzione. È stato e sarebbe bello che continuasse ad esserlo tutte le volte che lo sguardo è oppresso dal grigiore e diventa bisognoso di amore e gioia: quella comunicazione che dà senso. È uno stop cui deve seguire uno start. È la scelta che spetta a noi comunicatori, perché questa immagine così iconica diventi linfa per riscoprire l’essenza del nostro lavoro. (Vincenzo Corrado)

Haiti: diecimila emigrati haitiani hanno potuto accedere ai servizi consolari in parrocchia

27 Ottobre 2021 - Providencia – Circa 10.000 emigrati haitiani residenti in Cile hanno potuto usufruire dei processi amministrativi e legali riguardanti passaporto, carta d'identità e verifica del casellario giudiziario, grazie al lavoro congiunto tra la parrocchia di Providencia e Consolato dell'Ambasciata di Haiti in Cile. L’iniziativa è iniziata il 23 agosto e culminerà il 29 ottobre, ma si prevede che possa riprendere dopo il periodo elettorale di novembre-dicembre, come informa a Fides che riporta una nota della Conferenza episcopale cilena. Padre Jean Gaby, Direttore del Dipartimento della Mobilità Umana dell'arcivescovado di Santiago, racconta: “Abbiamo iniziato con il passaporto, poi siamo passati alle procedure della regolarizzazione, come le impronte digitali, la verifica dei precedenti giudiziari e le carte d'identità. C'erano molte persone ogni giorno, la cosa più importante è che abbiamo offerto lo spazio e siamo stati in grado di lavorare con i volontari per alleggerire il lavoro del Consolato". Il sacerdote haitiano sottolinea che questa iniziativa costituisce un grande segno di accoglienza, "perché vogliamo dare un'opportunità a tutti i migranti, essere di aiuto, poiché abbiamo visto molte persone in attesa all’Ambasciata di Haiti, e quello spazio era diventato piccolo”. Molti di loro erano felici, a proprio agio, nel fare i documenti con maggiore comodità e tranquillità nei locali della parrocchia, mentre prima erano frequenti lamentele e insofferenze. Garly Joseph, Consigliere del Servizio Consolare dell'Ambasciata di Haiti in Cile, ha ringraziato per la collaborazione con la parrocchia latinoamericana, che ha permesso di decongestionare il consolato e aumentare il numero di procedure quotidiane. Gadiano Gabriel, haitiano da cinque anni in Cile, ha fatto parte del team della parrocchia per questa iniziativa. "È stata una collaborazione molto importante – sottolinea -. Tra tutte le difficoltà che abbiamo ogni giorno per l'attenzione agli haitiani, questo aiuto è una benedizione, perché siamo stati in grado di moltiplicare il numero di utenti che hanno bisogno di attenzione per il loro processo di regolarizzazione. È davvero molto importante e urgente per noi”.

Srilankesi in Italia: oggi all’Udienza generale la comunità di Napoli

27 Ottobre 2021 - Città del Vaticano - Questa mattina all'Udienza generale con Papa Francesco anche la comunità srilankese di Napoli. L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Papa ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo. Nel discorso in lingua italiana, continuando il ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Il frutto dello Spirito”. Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Papa Francesco, come sempre, ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica. Tra queste la Fondazione San Vito di Mazara del Vallo, da tempo impegnata nell'accoglienza e la comunità srilankese di Napoli.  

“Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro”: seconda puntata oggi su Radio Mater

26 Ottobre 2021 - «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» è il titolo di una trasmissione mensile – in diretta su Radio Mater dalle ore 17.30 alle ore 18.30, l’ultimo martedì di ogni mese – nata per presentare alcune Missioni cattoliche italiane, soprattutto europee. Esse, sono animate da circa 700 operatori tra laici ed laiche, consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi e religiose. Lo spazio radiofonico di ottobre, questa sera, ospiterà la testimonianza della Comunità cattolica italiana che vive nella Svizzera tedesca. Si racconteranno: don Carlo De Stasio, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera e i coniugi Chiara e Oreste Concepito, entrambi ingegneri, residenti all’estero da una ventina di anni. Nella introduzione – di Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano – si accennerà pure alla questione linguistica. Con focus sulla preghiera nella lingua madre, l’idioma preferito dagli emigrati per esprimere la propria spiritualità. Lo si farà, riprendendo un paragrafo, espressamente dedicato al tema, presente nel Rapporto Italiani nel mondo 2020, curato della Fondazione Migrantes, consulente della trasmissione radio.

Diocesi di Siena: venerdì alla Camera dei deputati convegno sui Minori Stranieri non accompagnati

26 Ottobre 2021 - Roma - Venerdì prossimo, 29 ottobre 2021, alle ore 11, preso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio in via del Seminario a Roma, si terrà l'incontro su “L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Dall’Afghanistan alle nostre strade: le buone pratiche dell’accoglienza. Esperienze a confronto"  promosso dalla Commissione Tutela Infanzia della diocesi di Siena- Colle di Val D'Elsa-Montalcino in collaborazione con le associazioni Medicina Solidale, Fonte d’Ismaele, Dorean Dote e l’Unione Italiana Forense. Intervengono il card. Paolo Lojudice,  arcivescovo di Siena Colle di Val D’Elsa- Montalcino e mebroi della Commissione cei per le Migrazioni; Carla Garlatti,  Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Lucia Celesti, Responsabile Servizi Sociali Ufficio Relazioni Pubblico Head Family Services Ospedale Pediatrico Bambino Gesù;  Maria Teres Bellucci, , deputata membro della commissione parlamentare Infanzia e adolescenza; Luca Ercoli, responsabile Sanitario Medicina Solidale e Presidente di Fonte d’Ismaele, Antonio Fernando De Simone, Presidente dell’Unione Italiana Forense di  Roma; Giuseppe Sartiano, Psicoterapeuta e Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, e Alice Mazzei,  coordinatrice commissione diocesana “Sp.A.M. Spazio ai Minori” della diocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. A coordinare i lavori Luca Collodi, caporedattore di Radio Vaticana.  

Rosario per l’Italia: domani su Tv 2000 da Taranto con mons. Santoro

26 Ottobre 2021 - Roma - Domani sera nuovo appuntamento settimanale con la preghiera nell’ambito dell’iniziativa «Prega con noi» promossa da Tv2000 e radio InBlu2000. Proprio su queste due emittenti, oltreché su Facebook alle 20.50 sarà trasmessa la recita del Rosario, la preghiera mariana che da settimane accompagna i telespettatori di Tv2000 e gli ascoltatori di radio InBlu2000. Questa volta è stato scelto il Santuario della Madonna della Salute situato nella città di Taranto. A presiedere la preghiera mariana del Rosario sarà l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Sarà anche un omaggio alla Madonna a pochi giorni dalla conclusione della 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si è svolta nella città pugliese la scorsa settimana. Come sempre l’invito a unirsi nella preghiera è rivolto alle famiglie, alle comunità religiose, alle parrocchie e anche ai singoli fedeli.

A Calais lo sciopero della fame in chiesa per i diritti dei migranti

26 Ottobre 2021 - Roma - È il decimo giorno di sciopero della fame per Ludo, Anaïs e don Philippe, sacerdote di 72 anni cappellano del Sécours Catholique. Accolti nella chiesa di San Pietro a Calais, i tre attivisti hanno deciso di smettere di mangiare per protestare contro l’aumento delle violenze della polizia verso i migranti. Nel solo mese di settembre, la polizia ha smantellato e distrutto almeno 379 tende e teloni, 46 borse, 17 biciclette, 14 materassi e 52 sacchi a pelo, dicono con precisione i dati riportati da “Faim aux frontières”. Gli effetti personali (borse, telefoni, documenti d’identità, caricabatterie, passeggini) vengono trafugati dalla polizia, e il recupero è reso impossibile per gli immigrati. Questo avviene ormai da mesi, ma con l’arrivo dell’inverno queste confische mettono in pericolo la vita delle persone. Esasperati dal totale silenzio dello Stato, Ludo, Anaïs et don Philippe hanno deciso la forma di protesta più radicale per ottenere tre cose: sospendere gli sgomberi quotidiani e lo smantellamento dei campi durante il periodo invernale; fermare la confisca delle tende e degli effetti personali dei migranti; aprire un dialogo tra autorità pubbliche e associazioni sull’apertura di punti di distribuzione ben localizzati per i beni necessari. “Il buon senso”, dice il manifesto che accompagna lo sciopero, “esigerebbe che in una Repubblica che predica la fraternità queste richieste trovassero subito risposta”. E ancora: la fraternità “che noi pratichiamo con queste persone ogni giorno non si fonda su identità date da documenti, ma sull’evidenza che apparteniamo alla stessa umanità, così come condividiamo una comunità di destini sul nostro pianeta”. Il Sir ha raggiunto telefonicamente don Louis-Emmanuel Meyer, parroco della chiesa di San Pietro. Perché li avete accolti nella chiesa? Vogliamo che sia una manifestazione pubblica, che possa essere conosciuta. Bisognava proteggerli da una possibile espulsione: se fossero stati in un luogo pubblico avrebbero rischiato di essere cacciati. Come stanno Ludo, Anaïs e don Philippe? Sono in piedi, mi sembra stiano bene, anche se un po’ indeboliti. C’è un medico che li segue e non ci sono pericoli immediati. Dove stanno fisicamente? Nella chiesa ci sono diverse cappelle e loro sono in una cappella vicino all’ingresso, che non impedisce l’accesso alla Chiesa dove tutto continua normalmente. Ci sono le celebrazioni e le iniziative già programmate, come concerti o cose del genere. C’è un’ottima coabitazione. E che cosa fanno tutto il giorno? Ricevono tante visite, da persone normali che vogliono incontrarli, tanti giornalisti. Ma organizzano anche momenti di scambio o tavole rotonde. La protesta ha suscitato qualche risposta da parte della comunità politica? La sotto-prefetto è passata lunedì e ha discusso con loro. Sulle tre rivendicazioni non ha dato risposta. Quante persone sono a Calais e sono di fatto coinvolte nelle azioni della polizia? Lo Stato stima che a Calais ci siano tra 800 e 1000 migranti e rifugiati, ma in realtà le associazioni che, su richiesta dello Stato stesso, distribuiscono il cibo dicono che servono più di 1000 pasti al giorno. Alcuni parrocchiani che ricaricano i cellulari per loro ci hanno detto che in un giorno hanno ricaricato 1300 telefoni. Dove stanno tutte queste persone? Il punto è questo: fanno fatica a sopravvivere perché tutte le mattine o ogni due giorni la polizia arriva e li fa sgombrare, li fa scappare e distruggere le tende, ruba gli effetti personali. Perché non si vuole vedere la migrazione a Calais. Ma le persone ci sono. Di notte cercano di spostarsi in Inghilterra, e sperano di risposarsi di giorno, ma è reso loro impossibile. C’è un vero problema umanitario: il diritto al sonno, condizioni di vita umane, il nutrimento, il ripararsi dal freddo sono loro negate. Lei ha ricevuto anche delle proteste contro questo suo gesto di accoglienza. Che ne pensa? Non credo si debba dare troppa importanza. Si tratta certamente di una persona sola, non è la reazione dei parrocchiani, che sono con noi in questa iniziativa, in modo molto unanime. Il nostro approccio al problema non è politico, è umanitario: ci sono persone che hanno bisogno. Ci sono solo cristiani coinvolti nella battaglia? No, questa protesta è sostenuta dai cristiani ma anche molte associazioni a-confessionali. Quello che le associazioni fanno di giorno, lo Stato lo distrugge la notte e non sappiamo più come fare per fermare questi maltrattamenti. Siamo sostenuti anche dal vescovo, che è venuto a trovare i tre attivisti. C’è un sacco di sostegno. Fino a quando continueranno? Fino a quando avranno almeno una risposta. Sono vent’anni che a Calais ci sono persone migranti. Ma la nostra richiesta adesso è davvero semplice: che durante l’inverno si lascino stare le tende. Certo c’è un livello politico che riguarda la questione migratoria, ma qui a Calais adesso, siamo su un piano umanitario, che ne è la conseguenza, e la priorità è nutrire, vestire, soccorrere. (Sarah Numico - SIR)

Mediterraneo: arrivi e soccorsi, l’attesa dei 360

26 Ottobre 2021 - Milano - «Chiediamo un porto sicuro per la GeoBarents subito. Con 367 sopravvissuti a bordo, tra loro 172 minori, e previsioni meteo terribili, non possiamo più aspettare in mare» è l’appello accorato lanciato dalla nave della Ong Medici senza frontiere. Dopo cinque soccorsi con condizioni meteo proribitive, i medici volontari sono ancora in attesa di un porto sicuro. Dei 367 sopravvissuti dalle onde del mare alte fino a 3 metri e dai venti di 25 nodi e più, ben 172 sono minori e fra questi, 134 sono soli e non accompagnati. «Grazie alla segnalazione di Alarm Phone, abbiamo raggiunto un gommone che stava imbarcando acqua. Nonostante le condizioni meteo molto difficili siamo riusciti a salvare tutte le 71 persone a bordo» raccontano i volontari. Sono invece sicure, in un porto italiano, le 512 persone sbarcate negli ultimi due giorni in diversi porti d’Italia. L’arrivo più massiccio, come ormai avviene da alcune settimane, in Calabria, a Roccella Jonica. La Guardia Costiera ha coordinato il soccorso di un peschereccio con i migranti a bordo. L’unità, partita da Tobruk, è stata soccorsa in condizioni meteomarine avverse, peraltro in forte peggioramento. L’operazione è avvenuta sabato ma è stata data notizia solo ieri. Sul posto sono intervenute la nave Dattilo della Guardia Costiera, un’unità navale della Polizia di Frontiera rumena, presente nell’ area per attività di vigilanza sotto l’egida dell’Agenzia Frontex, nonchè tre motovedette della Guardia Costiera che hanno tratto in salvo i migranti per poi trasferirli a bordo delle due unità maggiori. Nella stessa serata di sabato le persone soccorse sono state portate in sicurezza nel porto di Crotone. Anche i 68 migranti che erano al largo di Lampedusa hanno finalmente trovato un porto sicuro. Sono stati tratti in salvo dalla motovedetta della Guardia di Finanza: erano su un barcone segnalato in difficoltà dal centralino umanitario Alarm phone, attivo nel monitoraggio del Mediterraneo. Sono in tutto 329 le persone attualmente ospitate nell’hotspot di Lampedusa. «Qui la situazione è tranquilla: siamo abituati a gestire anche più di 300 persone, per noi questi numeri sono la normalità » conferma il sindaco della piccola isola, Totò Martello. «Ora – precisa – a causa del maltempo, stiamo aspettando la nave quarantena che attraccherà appena il tempo sarà bello. A quel punto, li caricherà e i migranti osserveranno i giorni di quarantena come è prassi». Buone notizie anche per i 105 migranti a bordo dell’Aita Mari, la nave del progetto di salvataggio marittimo Maydayterraneo che ha attraccato ieri mattina a Trapani, dopo essere restata in attesa del via libera per quattro giorni. Ma c’è preoccupazione per il maltempo annunciato per le prossime ore. «Nelle prossime 48 ore – spiega la Ong Mediterranea – il Mediterraneo centrale e le isole ioniche saranno interessate da perturbazioni cicloniche molto forti con condizioni proibitive per la navigazione». Maltempo che rischia però di non fermare, al contrario di quello che accadeva negli anni scorsi, le partenze via mare. «Le partenze sono continue nonostante il maltempo, non si interrompono in inverno. Lo dimostrano anche i fatti di questi giorni: il maltempo non frena chi è disperato» commenta la ong Open Arms. Chi organizza la traversata non si fa tanti scrupoli e le barche sono lasciate a se stesse, aggiunge l’organizzazione umanitaria. Tragedia, infine, in Spagna dove un bambino è morto a bordo di un’imbarcazione che si trovava al largo delle Isole Canarie. Il piccolo è stato poi caricato su un elicottero del servizio di salvataggio marittimo spagnolo insieme ad altri cinque minori, tra cui due neonati, e due adulti, in quanto tutti sono stati considerati in condizioni di salute preoccupanti. Intanto hanno superato quota 50mila i migranti sbarcati in Italia nel 2021, mentre l’Oim stima in 26.705 le persone partite via mare ed riportate in Libia dalla cosiddetta Guardia costiera dall’1 gennaio: in tutto il 2020 furono 11.891. Sono invece 493 le persone che hanno perso al vita in mare e 686 i dispersi, da gennaio, nella rotta del Mediterraneo centrale. Non si fermano intanto gli allarmi in mare. Ieri, in tarda serata, è stato lanciato un allarme dalla nave portacontainer Jolly Cristallo che ha lanciato il mayday per una barca con 70 migranti a bordo (tra cui diversi bambini e anziani). La Guardia costiera ha inviato due motovedette in condizioni di mare proibitive, con onde alte quattro metri. (Daniela Fassini - Avvenire)

Cei: la sicurezza e la dignità della vita umana reclamano rispetto sempre e per tutti

25 Ottobre 2021 -
Roma - La Presidenza della CEI fa proprie le parole pronunciate da Papa Francesco ieri, 24 ottobre, dopo la preghiera dell’Angelus, e rivolge al Paese e all’Unione europea un appello affinché siano posti in atto interventi efficaci, capaci di garantire il rispetto dei diritti umani e la tutela della persona.
Accogliere, proteggere, promuovere e integrare – verbi indicati dal Papa – restano la bussola da seguire per affrontare la questione migratoria e trovare soluzioni adeguate a un dramma che continua a mietere vittime e infliggere sofferenze. Si tratta di una situazione che non può essere più ignorata. Per questo, la Presidenza, assicurando che la Chiesa italiana, alla luce dell'enciclica “Fratelli tutti”, proseguirà nella sua intensa opera in favore degli ultimi, auspica che anche la Comunità internazionale si faccia carico dei bisogni dei migranti e dei profughi, perché nessuno sia più costretto a fuggire dalla propria terra e a morire nei viaggi verso un futuro migliore. Solo ascoltando il grido degli ultimi si potrà costruire un mondo più solidale e giusto per tutti.
Il Mediterraneo deve tornare ad essere culla di civiltà e di dialogo, nello spirito della fratellanza già incoraggiato nel secolo scorso da Giorgio La Pira, nel cui ricordo i Vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum si ritroveranno – per iniziativa della CEI - a Firenze, dal 23 al 27 febbraio 2022, per riflettere sul tema della cittadinanza. In Libia, ha ricordato il Papa ieri, “ci sono dei veri e propri lager”. La sicurezza e la dignità della vita umana reclamano rispetto sempre e per tutti. La Presidenza CEI chiede di non volgere più lo sguardo altrove e invita tutte le comunità cristiane a unirsi alla preghiera di Papa Francesco.
Presidenza della Cei