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La sfida delle IA, Leone XIV: “Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona”

26 Gennaio 2026 - "Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro". Principia così il Messaggio di papa Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo Custodire voci e volti umani. "Volto e voce sono sacri", continua il Papa, che conclude il suo Messaggio esprimendo il "bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona" in un'epoca in cui l'innovazione tecnologica "antropomorfizzata" ci pone di fronte a grandi possibilità, ma anche a sfide e preoccupazioni. Il Messaggio è, infatti, completamente dedicato a una riflessione approfondita sulla sfida "antropologica" e non tecnologica posta dalle cosiddette Intelligenze artificiali (IA). Senza sminuire le potenzialità dell'innovazione, "la questione che ci sta a cuore" - scrive Leone XIV - "non è cosa riesce o riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio". Tale uso sapiente è indispensabile "affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati", un'alleanza che per il Papa "ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilitàcooperazione e educazione". In particolare, sul tema dell'educazione, che è al centro della missione della Fondazione Migrantes sui temi della mobilità umana, il Pontefice ricorda che essa serve "ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione". Come sappiamo questo è un nodo essenziale anche nella comunicazione che riguarda le persone migranti, persone cui è urgente, anche da parte di chi desidera farsi loro accanto e sostenerne i diritti, ridare un volto e una voce. Come, infatti, aveva suggerito l'editoriale del numero speciale di Migranti Press per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, - a firma del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo - "spesso diamo molto – troppo? – più spazio a quello che facciamo e diciamo 'noi per loro', invece che direttamente alla voce, alla testimonianza e allo sguardo sulla realtà dei migranti e dei rifugiati, anche nelle nostre comunità". [caption id="attachment_70692" align="aligncenter" width="1024"]Leone XIV (foto: Vatican Media/SIR)[/caption]

“Come parlare di migrazioni?”. A Mondovì con mons. Felicolo il primo incontro del percorso “Le parole per dirlo” 

22 Gennaio 2026 - Il 23 gennaio a Mondovì (CN), mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, animerà il primo incontro della nuova edizione del percorso di formazione "Le parole per dirlo" dell'Ufficio Migrantes della diocesi piemontese. Affronterà il tema “Come parlare di migrazioni?”. Come lo scorso anno, saranno sei appuntamenti con cadenza mensile, a partire da fine gennaio, in orario serale, in presenza – presso i locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Via Cuneo a Mondovì – e online, in modo da favorire la partecipazione di chi è più lontano. La prenotazione agli incontri è obbligatoria: migrantes.mondovi@libero.it   MOndovì 2026 Felicolo

“Taglio basso”. Come l’informazione racconta i poveri e gli esclusi

19 Gennaio 2026 - Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati? A queste domande prova a rispondere Taglio basso. Come la povertà fa notizia, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, lunedì 19 gennaio 2026 La ricerca analizza la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer, nel periodo compreso tra settembre 2024 e giugno 2025. Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate. Il tema delle povertà non è neutro: nel 18% dei casi si rileva un’associazione con stereotipi o pregiudizi. La principale associazione negativa riguarda illegalità e criminalità (13,6%), spesso veicolata da servizi che raccontano crimini violenti o episodi di degrado urbano in cui le persone senzatetto o indigenti sono protagoniste, sia come vittime sia come autori. Una quota significativa delle notizie (10,5%) associa la povertà al background migratorio, consolidando un binomio immigrazione-criminalità che può influenzare la percezione di insicurezza tra il pubblico. Gli immigrati, infatti, emergono in narrazioni prevalentemente cronachistiche e incentrate su eventi violenti, in cui condizioni di povertà e marginalità sociale sono collegate a comportamenti antisociali o illegali, come per esempio nei servizi dedicati alle proteste di piazza Corvetto a Milano, dopo la morte di Ramy Elgaml durante un inseguimento da parte dei carabinieri. [caption id="attachment_70386" align="aligncenter" width="1024"]Presentazione "Taglio baso" (foto: Caritas Italiana)[/caption]

A Mondovì (CN) anche nel 2026 cerchiamo “Le parole per dirlo”

15 Gennaio 2026 - Abbiamo bisogno delle “parole per dirlo”, per parlare del fenomeno migratorio, per fermarci a riflettere e a comprendere. L’Ufficio Migrantes della diocesi di Mondovì (CN) riparte con un nuovo percorso di formazione sul tema della mobilità umana. Come lo scorso anno, saranno sei appuntamenti con cadenza mensile, a partire da fine gennaio, in orario serale, in presenza - presso i locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Via Cuneo a Mondovì - e online, in modo da favorire la partecipazione di chi è più lontano. La Fondazione Migrantes pubblica ogni anno ben tre rapporti (Rapporto Immigrazione, con la collaborazione di Caritas Italiana, Rapporto Italiani nel Mondo e Report Il Diritto d’Asilo): un vero e proprio tesoro che viene consegnato a chi è interessato per conoscere la realtà della migrazione in tutte le sue sfaccettature. Perché di migrazione se ne parla, anche troppo: ma sono le narrazioni ideologiche che hanno la meglio. Da una parte si fomenta la paura e il senso di insicurezza, parlando di invasione, di sostituzione etnica, di terrorismo, di violenza e criminalità. Dall’altra rischiamo di cadere in un “pietismo” che vede solo e sempre l’aspetto di fragilità e l’impegno caritativo. Il primo incontro in programma, il 23 gennaio, sarà con mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, con il quale sarà proprio affrontato il tema "Come parlare di migrazioni?". A seguire, il 27 febbraio, la dott.ssa Mariacristina Molfetta, curatrice del Report "Il diritto d'asilo" che presenterà la situazione dei rifugiati e le loro "speranze recluse". (fonte: Ufficio Migrantes Mondovì)

La prenotazione agli incontri è obbligatoria: migrantes.mondovi@libero.it

  Le parole per dirlo MOndovì 2026

Mons. Perego ai dipendenti del Gruppo editoriale San Paolo: «Il compito di chi fa comunicazione è cambiare la cultura».

18 Dicembre 2025 - L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, S.E. mons. Gian Carlo Perego, ha celebrato la Messa di Natale per dipendenti e collaboratori del Gruppo Editoriale San Paolo. Ha invitato giornalisti e operatori della comunicazione a mettere la carità al centro del loro lavoro: «Spesso persiste una mentalità che ignora gli altri, senza neanche accorgersene. Cambiare questa cultura è anche compito del mondo della comunicazione. Siamo chiamati a formare una nuova opinione pubblica, anzitutto dentro la Chiesa, che superi abbandoni e pregiudizi ideologici». L’arcivescovo ha anche richiamato la responsabilità verso i migranti: «Gli organismi che rappresento e la mia persona sono di aiuto a tutta la Chiesa italiana e a tutti noi, in un tempo in cui contro i migranti si stanno scatenando forze potenti che vorrebbero ascrivere a loro ogni guaio della nostra società, creando i presupposti dell’odio etnico, religioso e razziale».   Perego Gruppo San Paolo Natale 2025

Lavoro domestico e competenze digitali: il convegno di chiusura del progetto Api Colf-Fondazione Migrantes

21 Novembre 2025 - “Promuovere la cultura della cittadinanza e le competenze digitali tra gli stranieri occupati nei lavori domestici e di cura” è il titolo del progetto che è stato al centro del convegno tenutosi a Roma presso l’Università degli studi “Roma Tre”, organizzato da Api-Colf e dal titolo “Lavori di cura e immigrazione nell’era dell’Intelligenza artificiale”. L’iniziativa ha appunto presentato i risultati del progetto realizzato in tre città italiane per promuovere cittadinanza e competenze digitali tra i lavoratori domestici stranieri,  sostenuto dalla Fondazione Migrantes. L'iniziativa ha sviluppato materiali informativi multilingue, percorsi formativi e strumenti operativi per rafforzare autonomia, consapevolezza dei diritti e capacità di orientarsi nel welfare digitale. Nel corso dei lavori è intervenuto tra gli altri mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, che ha ribadito "il ruolo fondamentale e insostituibile che operatrici e operatori di origine straniera svolgono nella cura domestica e familiare", sottolineando che "nell’era dell’intelligenza artificiale il lavoro di cura umana rimane essenziale perché nessuna tecnologia, per quanto sofisticata, potrà sostituire la dimensione relazionale, empatica e fisica che caratterizza l’assistenza alle persone". Nella sua relazione, dal titolo L’Europa, l’Italia e le migrazioni in tempo di crisi, mons. Felicolo ha riportato la proposta che emerge dall’esperienza della Fondazione Migrantes: "Occorre una governance multilivello, che coinvolga l’Europa, gli Stati nazionali, le istituzioni territoriali e le comunità locali", aprendo "canali regolari di ingresso", investendo "nella scuola, nel lavoro, nella formazione linguistica", ma anche valorizzando "la diaspora italiana all’estero, che può diventare un ponte straordinario tra l’Italia e il mondo". Ma quello che appare urgente, secondo il direttore generale della Fondazione Migrantes, è soprattutto "un cambio di sguardo: vedere nel migrante non un problema, ma una persona, un fratello, una sorella, il compagno e la compagna di un viaggio che ci coinvolge tutti".   Convegno Api Colf - Fondazione Migrantes 2025

“Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno”. La nuova campagna istituzionale della Cei

21 Novembre 2025 - Che importanza dai a chi fa sentire gli anziani meno soli? A chi aiuta i ragazzi a prepararsi al futuro? A chi ti aiuta a pregare? Sono alcune delle domande al centro della nuova campagna istituzionale della Conferenza episcopale italiana: un racconto corale che mostra come la Chiesa abiti le storie di ogni giorno, con gesti di vicinanza, mani che si tendono, parole che consolano, segni che trasformano la fatica in speranza. La campagna, dal claim incisivo Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno” intende mostrare i mille volti della “Chiesa in uscita”, una comunità che si fa prossima ai più fragili e accompagna famiglie, giovani e anziani con azioni concrete. Dai percorsi formativi rivolti ai ragazzi,  per imparare a usare intelligenza artificiale e nuove tecnologie,  alle attività ricreative per gli anziani che spesso devono affrontare una vita in solitudine, dal sostegno alle persone lasciate sole, restituendo loro dignità e speranza, ai cammini di fede per aiutare ogni individuo a incontrare Dio nella vita quotidiana. “Nell’Italia di oggi, senza la presenza viva della Chiesa, con la sua rete di solidarietà, - spiega il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni -  grazie all’impegno instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, mancherebbe un punto di riferimento essenziale. Attraverso questa campagna desideriamo rendere visibile quanto questa presenza sia concreta e incisiva nella quotidianità di tante persone”. Ideata e prodotta da Casta Diva Group la campagna della Conferenza episcopale italiana è on air dal 30 novembre fino al 31 dicembre 2025. Gli spot, da 15” e da 30”, raccontano una Chiesa vicina, ogni giorno, attraverso cinque esempi concreti:
  • l’attenzione agli anziani, che diventa cura  per chi affronta la solitudine;
  • l’impegno verso le nuove generazioni, che si traduce in percorsi formativi per l’utilizzo delle nuove tecnologie;
  • il dono delle seconde possibilità, che si concretizza in una mano tesa a chi si sente escluso o emarginato;
  • la forza della preghiera, che illumina il cammino di chi è in ricerca;
  • la salvaguardia del creato, che passa anche dall’esplorazione scientifica per scoprire la bellezza nascosta nel mondo. Un invito a riconoscere nella vita di tutti i giorni il volto di una Chiesa che c’è, serve e ascolta, testimoniando la concretezza del Vangelo vissuto.
Non solo tv, ma anche radio, digital e carta stampata, con uscite pianificate su testate cattoliche e generaliste, pensate per invitare a riflettere sui valori dell’ascolto, della vicinanza e della fraternità. Perché “la Chiesa cattolica è casa, è famiglia, è comunità di fede. Per te, con te”.

 Per maggiori informazioni:

www.8xmille.it www.unitineldono.it


  Campagna 8x1000 2025

Anteprima “Rapporto Immigrazione 2025”: i podcast. Comunicare la mobilità umana

11 Ottobre 2025 - "Quella mia fascinazione originaria per il linguaggio e la comunicazione si manifestava a partire dalla storpiatura da parte di un dipendente pubblico del cognome di mio padre per poi raggiungere il culmine nell’esclusione dei miei genitori da tutti quegli ambienti della condivisione e della partecipazione che non fossero il lavoro o la burocrazia. Non li ascoltavo abitare gli spazi della cultura, del riposo e della politica: l’italiano era – per la maggior parte del tempo – la lingua della fatica quotidiana, del calcolo utilitaristico, della prassi in questura". Ascolta il podcast con Kim Valerie Calingasan Vilale, autrice multimediale di “@venti_hertz. Contenuti impopolari oltre la soglia di udibilità”. Questo è uno dei contenuti audio extra che arricchiscono e corredano l’edizione 2025 del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes, che sarà presentata martedì 14 ottobre 2025, a Roma.

🎧 Ascolta il podcast!

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“Che Italia!”: l’Italia plurale che già esiste. Una nuova campagna di comunicazione

25 Luglio 2025 - Raccontare l’Italia reale, quotidiana, già viva e in movimento, fatta anche di nuove italiane e nuovi italiani con background migratorio che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Paese. È l’obiettivo di “Che Italia!”, la nuova campagna di comunicazione promossa da una rete di organizzazioni civiche attive sul tema della cittadinanza, della partecipazione e dei diritti. Il progetto – online da oggi con un video racconto collettivo e materiali scaricabili per scuole, associazioni e cittadini – nasce per costruire una narrazione più autentica e inclusiva dell’Italia di oggi. Un’Italia spesso oscurata da stereotipi e divisioni, ma che nelle sue diversità trova energie, competenze e visioni comuni. Promossa da realtà come CISV, CoNNGI, Codiasco, Secondo Welfare, Acra, Generazione Ponte, Viaggi Solidali, Soomaaliya, Nuovi Profili e Migrantour, la campagna è il frutto di un anno di lavoro condiviso tra nuove generazioni, enti del terzo settore e reti educative: "Siamo una coalizione di organizzazioni nata con l’obiettivo di promuovere un concetto di italianità autentico, inclusivo e aperto". Tutte le informazioni, il video e i materiali della campagna sono disponibili sul sito del Cisv Torino. Le scuole, le associazioni e i singoli cittadini sono invitati a contribuire e a promuovere iniziative locali sotto il segno di “Che Italia!”. (fonte: Askanews/Cisv) https://youtu.be/mS8rFh6naCk?si=8yZFxZaFKaPAmx5-

Discorsi d’odio: Unicef, “tra i pregiudizi più diffusi l’associazione dell’etichetta migrante al fenotipo subsahariano”

18 Giugno 2025 - I risultati dalle 39 mila sessioni della Web App OPS! sui pregiudizi inconsci. Contrastare gli stereotipi di genere, in particolare quelli che penalizzano l’intelligenza femminile o riducono il valore delle ragazze all’aspetto esteriore; lavorare sui pregiudizi legati ai fenotipi sub-sahariano, sud-asiatico ed est-asiatico, con attenzione specifica verso gli uomini sub-sahariani, tra i più penalizzati; creare spazi sicuri di confronto sul razzismo interiorizzato rivolti a giovani non caucasici; decostruire il privilegio percettivo caucasico, che si mantiene stabile anche in presenza dell’etichetta “migrante”; coinvolgere attivamente ragazze e persone non binarie, che mostrano tendenze più inclusive, come leva positiva nel contrasto ai pregiudizi. In occasione dell’odierna Giornata internazionale contro i discorsi d’odio, l’Unicef raccomanda queste azioni per contrastare razzismo e pregiudizi. Tra questi ultimi, secondo l’analisi condotta da Unicef su oltre 39mila sessioni della Web App Ops! – La tua opinione oltre ogni pregiudizio, contro gli stereotipi, lo strumento interattivo lanciato nel dicembre 2023 per aiutare adolescenti e giovani a riconoscere e contrastare i propri pregiudizi inconsci, i più diffusi sono l’associazione dell’etichetta migrante al fenotipo subsahariano.  Quando un volto viene percepito come “migrante”, riceve valutazioni più basse su bellezza, onestà, intelligenza e ricchezza, il primo dato emerso. Un volto sub-sahariano etichettato come “migrante” è ritenuto intelligente solo nel 40% dei casi, contro il 68,8% di un volto caucasico. Lo stesso volto sub-sahariano è considerato ricco nel 19,3% dei casi, mentre il volto caucasico lo è in media il 68,9% delle volte. I ragazzi mostrano i livelli di bias più alti rispetto alle ragazze, con una differenza di 5-8 punti percentuali rispetto alle coetanee nelle valutazioni negative verso i fenotipi non caucasici. Di qui la necessità di efficaci azioni di educazione e contrasto.

(Fonte: SIR/Unicef)

Nasce a Messina “Agorà – Spazio Migrante(S)”, una redazione multimediale di giovani comunicatori interculturali

6 Giugno 2025 - Uno spazio comune, quello di “Agorà – Spazio Migrante(S)”, attraverso cui dare voce ai tanti “giovani con un background migratorio” che oggi, come confermano i numeri, rappresentano una fetta importante del tessuto sociale. Lo strumento sarà quello di una redazione multimediale composta da giovani, liceali e universitari, che – microfono e telecamera alla mano – racconteranno sé stessi e i luoghi in cui vivono. La redazione, coordinata da Giulia Cavallaro, studentessa universitaria, già responsabile della testata giornalistica dell’Ateneo messinese UniVersoMe, sarà affiancata da docenti e professionisti del settore che, in modo gratuito e volontario, metteranno a disposizione le proprie competenze. Un gruppo eterogeneo in cui si sperimenta la bellezza ma anche la complessità dell’incontro tra culture, per trasformarla in una comunicazione capace di superare stereotipi e pregiudizi, e offrire così una “nuova narrazione” dei processi migratori che hanno contribuito a cambiare il volto delle nostre città e del nostro Paese. L’idea progettuale, promossa dall’Ufficio diocesano Migrantes di Messina e finanziata dalla Fondazione Migrantes grazie ai fondi dell’8 per mille della Chiesa Cattolica, nasce dall’esigenza di valorizzare in modo concreto e costruttivo il protagonismo dei “giovani con background migratorio”, che abitano il nostro territorio e ne costituiscono una risorsa, spesso non adeguatamente valorizzata. Oltre, infatti, ad una significativa presenza di ragazzi di seconda generazione nati e cresciuti in riva allo Stretto, appartenenti alle comunità filippina e srilankese, tra le principali presenze straniere in città, negli anni successivi alla pandemia è cresciuta in modo esponenziale anche la popolazione studentesca nella sua componente internazionale. Obiettivo del progetto è utilizzare la comunicazione come strumento di inclusione sociale, promuovendo il dialogo interculturale all’interno del territorio dell’Arcidiocesi.  «Di fronte a questo straordinario patrimonio umano – spiega il diacono Santino Tornesi, direttore dell’ufficio Migrantes di Messina – abbiamo sentito l’urgenza di costruire uno spazio pensato per quei ragazzi che vivono pienamente la città, ma che troppo spesso faticano a esprimere il proprio punto di vista. In molti casi, infatti, si sentono percepiti come "estranei", come qualcosa di altro. Con questo progetto vogliamo invece dimostrare che, anche partendo da storie, culture ed esperienze molto diverse, è possibile incontrarsi e riconoscersi. È proprio in questi punti di contatto che può nascere un autentico dialogo interculturale, capace di arricchire non solo chi vi partecipa, ma l’intera comunità».

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Agorà Spazio Migrantes Messina

Leone XIV agli operatori dei media: per la pace serve “una comunicazione disarmata e disarmante”

12 Maggio 2025 - Papa Leone XIV ha incontrato questa mattina gli operatori dei media di tutto il mondo. Facendo riferimento al Discorso della Montagna (Mt 5,9), ha ricordato "l’impegno di portare avanti una comunicazione diversa", che "non ricerca il consenso a tutti i costi, non si riveste di parole aggressive, non sposa il modello della competizione, non separa mai la ricerca della verità dall’amore con cui umilmente dobbiamo cercarla". Il Papa chiede di  "dire no alla guerra delle parole e delle immagini", perché "dobbiamo respingere il paradigma della guerra", perché la pace "comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri". Esprimendo la sua solidarietà ai giornalisti incarcerati, ha voluto sottolineare "il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere". Dopo aver ricordato l'ultimo messaggio di papa Francesco per la prossima Giornata mondiale delle comunicazione sociali, Leone XIV ha contrapposto la comunicazione "fragorosa, muscolare" alla comunicazione "capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce". E ha declinato sul tema della comunicazione le sue prime parole da Pontefice: "Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana".

Il testo integrale dell'intervento di papa Leone XIV.

Nell’8ª edizione del Premio giornalistico “Giuseppe De Carli” una sezione dedicata a comunicazione e migranti

6 Aprile 2025 - Si avvicina il termine per le iscrizioni (30 giugno 2025) all’8ª edizione (2025) del Premio giornalistico "Giuseppe De Carli", dedicato alla memoria del vaticanista fondatore di Rai Vaticano scomparso il 13 luglio del 2010 e promosso dall’omonima Associazione che porta avanti il suo ricordo e il suo insegnamento. Saranno 3 le sezioni a cui ci si potrà iscrivere:
  • (Generale), sul tema “Testimoni di speranza in un mondo da aggiustare” collegata direttamente ai temi del Giubileo in corso, guardando al racconto di esperienze di rinascita e di speranza, appunto, nonostante le lacerazioni di un mondo in continuo conflitto ma bisognevole di essere “guarito” e “aggiustato”.
  • (Comunicazione e migranti), promossa dall’Associazione in collaborazione con il Comitato “Informazione, migranti e rifugiati” e l’’Associazione ISCOM, sul tema “Rompere gli stereotipi: rifugiati e immigrati si raccontano”.
  • (Giornalismo e tradizioni religiose), promossa dall’Associazione in collaborazione con il Comitato “Giornalismo & Tradizioni religiose” e l’Associazione ISCOM sul tema “Costruire ponti: il ruolo dei media nel racconto delle religioni”.
Come ormai da molti anni, il Premio è riservato a giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti o corrispondenti esteri) che operano nell’ambito dell'informazione religiosa, nei settori della carta stampata, dell’emittenza radiofonica, televisiva e dei media digitali, in testate sia nazionali che estere. “In un’epoca in cui i conflitti sembrano prevalere, il Premio Giuseppe De Carli vuole essere una voce di speranza, un invito ai giornalisti a raccontare le storie che ispirano e costruiscono ponti, contribuendo a un mondo più giusto e solidale”, ha dichiarato Giovanni Tridente, Presidente dell’omonima Associazione che da oltre dieci anni organizza l’evento biennale, in occasione del lancio di questa ottava edizione.

Leggi il Bando per la nuova edizione del Premio.

-------------------------------------- Per ulteriori informazioni: Valentina Ciaccio - 3397093577 info@associazionedecarli.it

Migranti e media: si parla di loro, ma non con loro

14 Febbraio 2025 - L'altro editoriale di Nello Scavo, inviato del quotidiano "Avvenire" e presidente dell’Associazione Carta di Roma, pubblicato sul numero 1 del 2025 di "Migranti Press". “Richiedente asilo, rifugiato, vittima di tratta, migrante non possono essere usati come sinonimi perché rimandano a condizioni giuridico–amministrative diverse. Tanto meno le persone che arrivano nel nostro paese irregolarmente possono essere accomunate sotto la definizione comune di ‘clandestini’, termine non solo fortemente connotato negativamente, ma anche inesistente giuridicamente”. Già nel 2018 le linee guida per i media elaborate da “Carta di Roma” mettevano in guardia da una comunicazione fuorviante e strumentale. Da allora qualcosa è cambiato in meglio? Alcune discontinuità sono state registrate. Se è vero che la rappresentazione delle migrazioni è quella di una “crisi permanente”, sempre adoperando toni  allarmistici imbastiti con il consueto campionario di “emergenza”, “crisi”, “allarme”, “invasione”, i ricercatori del XII Rapporto Carta di Roma, Notizie di contrasto, segnalano una lieve diminuzione della comunicazione parossistica. È un piccolo ma importante segnale, perché dice che il lavoro di questi anni ha permesso di innescare, anche grazie a “Carta di Roma”, una maggiore attenzione all’armamentario delle parole scelte da chi comunica. Chi, invece, è ancora assente dal panorama informativo sono i protagonisti. Nel 2024 la voce delle persone migranti e rifugiate sono state presenti solo nel 7% dei servizi dei telegiornali. Si parla di loro, ma non con loro. Non c’è da sorprendersi: il primo tema in agenda resta quello dei “flussi migratori”, mentre parlare di “accoglienza” è quasi una rarità. Le scelte mediatiche, dunque, rispecchiano lo spartito scritto dalla politica. Un pessimo segnale per un giornalismo, pur tra alcune eccezioni, vissuto tra assuefazione e complicità. C’è un altro dato che conferma le cattive abitudini di tante redazioni e le ricadute sull’opinione pubblica, il calo netto dell’attenzione mediatica verso la questione migratoria: parliamo di una contrazione del 40% circa in stampa e telegiornali di prima serata. Le considerazioni e le raccomandazioni finali del Rapporto non valgono solo per chi fa informazione. “Si sono rivelati molto costruttivi gli approfondimenti che attraverso molteplici ingredienti (dati, analisi, testimonianze, comparazioni) riescono a penetrare la superficie del fenomeno per darne letture articolate, inedite e stimolanti per la riflessione. Al contrario, le letture dell’accoglienza attraverso lenti parziali e ideologicamente condizionate non contribuiscono in alcun modo alla comprensione del fenomeno”. Valerio Cataldi, che a dicembre mi ha passato il testimone alla presidenza di Carta di Roma, così apriva il rapporto annuale: “Le persone spariscono (di nuovo). La politica (ancora) in primo piano”. Una sintesi perfetta, e amara.

“Notizie di contrasto”, il XII Rapporto dell’Associazione Carta di Roma

19 Dicembre 2024 - In occasione della Giornata internazionale delle persone migranti, è stato presentato a Roma nella sede della Stampa estera, il XII Rapporto dell’Associazione Carta di Roma “Notizie di contrasto”, un’analisi dei media italiani aggiornata al 31 ottobre 2024 realizzata in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia. Il Rapporto si struttura individuando continuità e discontinuità rispetto al passato sul fronte della comunicazione dei fenomeni migratori.

SCARICA IL RAPPORTO

Tra le continuità, l'Associazione segnala la permanenza della rappresentazione delle migrazioni come una “crisi permanente”, con un linguaggio allarmistico che registra una presenza relativamente costante di parole come “emergenza”, “crisi”, “allarme” e “invasione” (5.728 occorrenze) nel periodo 2013-2024, anche se con una lieve diminuzione nell’ultimo anno. Le migrazioni restano principalmente una questione politica, con toni polarizzanti e un lessico rigido che enfatizza i contrasti: il 26% delle notizie sulle migrazioni contiene almeno una dichiarazione di un esponente politico. Ma le persone migranti e rifugiate continuano a non essere protagoniste: solo il 7% dei servizi dei telegiornali include la voce diretta dei protagonisti delle migrazioni, confermando un trend consolidato negli anni recenti. Il primo tema in agenda è sempre quello sui “Flussi migratori”, mentre rimane basso il valore della voce “Accoglienza”. Tre i principali elementi di discontinuità, distintivi del 2024 rispetto al 2023.
  1. Un netto calo dell’attenzione mediatica verso la questione migratoria (contrazione del 40% circa in stampa e Tg prime time). Assenza di eventi che hanno generato picchi di attenzione particolari, come era stato nel 2023 per la strage di Cutro e il decennale del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
  2. La crescita delle voci Economia e Lavoro (11 %) e Società e cultura (18,3%). Incidenti e sicurezza sul lavoro, lotta a lavoro nero e caporalato, dibattito sulla riforma della cittadinanza, razzismo nello sport, episodi di antisemitismo.
  3. Il tema principale dell’anno è l’accordo tra Italia e Albania sui centri per persone migranti.
Nello Scavo, nuovo presidente dell'Associazione Carta di Roma
Nella stessa giornata, l'Associazione comunica anche l'elezione dell'inviato del quotidiano Avvenire, Nello Scavo, a nuovo presidente: “Attraverso questa scelta si proverà a dare continuità a un lavoro impegnativo importante difficile, stando a fianco ai giornalisti e nello stesso tempo sollecitando tutti i nostri colleghi a prendere coscienza di cosa Carta di Roma significa e di quello che chiede, e di come può essere utile al nostro lavoro di ogni giorno, specialmente per i tanti cronisti sul campo, sul territorio, sul terreno, che sentono la responsabilità di raccontare il nostro tempo attraverso le storie, dando un nome alle persone e ai fatti”.

(fonte: Associazione Carta di Roma)

La copertina del XII Rapporto dell'Associazione Carta di Roma

GMCS: saper ascoltare la vita degli altri: di qui passa un nuovo annuncio

24 Maggio 2022 -

Roma - Ascoltate, è l’invito del Papa, ascoltate in profondità. Aprite le orecchie prima di aprire la bocca; farete un’esperienza capace di catturarvi a tal punto che l’ascolto vi sazierà, e scoprirete di non avere più molto di davvero importante da dire. L’ascolto è al centro del Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali numero 56, in calendario domenica prossima. Profeti, apostoli, padri della Chiesa, lo stesso Gesù invitano innanzitutto ad ascoltare, e ad ascoltare con il cuore prima che con le orecchie. Le riflessioni del Papa sono tutte pertinenti, ma a noi spetta compiere un passo oltre, per riconoscere come il materialismo abbia, per primo, compreso quanto sia importante ascoltare.

Mentre tutti ci affannavamo a cercare le 'parole giuste' per comunicare, per annunciare il Vangelo, per convincere, il Mercato ascoltava, lui sì, in profondità. Individuava le paure e i desideri più reconditi e li tramutava in merce. Lo stesso ascolto faceva questa triste fine: gli ascolti, l’audience, stabiliscono il destino di una trasmissione, di un prodotto, di tutto: dall’uomo di spettacolo al politico. Monetizzato, il dono dell’ascolto si tramuta in audience. I like altro non sono che un diverso nome dell’ascolto al soldo del Mercato. E triste sarebbe cadere nel tranello, e decretare il 'successo' di questa o quella esperienza di Chiesa sulla base degli 'ascolti'.

A volte sentiamo uomini e donne di Chiesa lamentarsi di un mondo che 'non ci ascolta'. Cattivo, questo mondo sordo alle nostre parole alate. Ma il mondo, forse, potrebbe allo stesso modo, lamentarsi di una Chiesa che 'non mi ascolta'. Chi ascolta chi? Com’è possibile un dialogo tra chi anela a essere ascoltato, ma non sa o non vuole ascoltare?

C’è chi ritiene che l’ascolto sia superfluo perché 'basta la Parola di Dio'... come se Dio non fosse il Dio dell’ascolto, un autentico fuoriclasse nell’arte di ascoltare. E c’è soprattutto chi investe enormi energie nell’affinare tecniche ed escogitare trucchi al fine di farsi ascoltare, senza dedicare un centesimo delle stesse energie nell’arte dell’ascolto. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda dell’amore. Desideriamo immensamente essere amati ed elaboriamo strategie complesse per renderci amabili. Ma sui modi migliori, autentici e liberanti di amare investiamo molto di meno. Sorge il sospetto che ascolto e amore vadano a braccetto. Che ascolto sarà mai quello di persone per le quali non nutriamo alcun interesse? Persone che riteniamo non abbiano niente di importante da dire perché troppo vuote, troppo diverse, troppo lontane? Persone che ci sono indifferenti, indegne di ascolto?

C’è anche chi considera l’ascolto come un semplice strumento in funzione dell’annuncio della Parola di Dio: in sé, l’ascolto non avrebbe valore. E mentre distrattamente ascolta, la mente già elabora strategie comunicative per conquistare persone o situazioni. Niente di più sbagliato. In realtà l’ascolto è già di per sé un atto ecclesiale. È annuncio del Vangelo. Lo è, se ascoltiamo come Gesù ascoltava ieri e ascolterebbe oggi. L’apostolo, laico o presbìtero, è chiamato a prolungare la presenza di Gesù quaggiù. A replicarne i gesti, le parole e... i silenzi. Ascoltare come farebbe Gesù è già un modo di annunciare il Vangelo. Chi si sente ascoltato, ma sul serio, avverte l’amore di chi lo ascolta. Quell’amore è l’amore di Gesù che lentamente si deposita sull’anima e la libera. Ascoltiamo, dunque, senza troppo preoccuparci di trovare subito le 'parole giuste'. L’ascolto può essere rumorosissimo più di mille parole. (Umbero Folena).

 

Papa Francesco: ascoltare con il cuore la storie dei migranti

24 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "La realtà delle migrazioni forzate è una problematica complessa e nessuno ha la ricetta pronta per risolverla". Lo scrive oggi Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra il prossimo 29 maggio sul tema "Ascoltare con l'orecchio del cuore". Per il Papa per "vincere i pregiudizi sui migranti e sciogliere la durezza dei nostri cuori, bisognerebbe provare ad ascoltare le loro storie. Dare un nome e una storia a ciascuno di loro. Molti bravi giornalisti lo fanno già. E molti altri vorrebbero farlo, se solo potessero. Incoraggiamoli! Ascoltiamo queste storie! Ognuno - scrive il Pontefice - poi sarà libero di sostenere le politiche migratorie che riterrà più adeguate al proprio Paese. Ma avremo davanti agli occhi, in ogni caso, non dei numeri, non dei pericolosi invasori, ma volti e storie di persone concrete, sguardi, attese, sofferenze di uomini e donne da ascoltare". (R.I.)

Ieri la consegna del Premio “Giuseppe De Carli” a due servizi sul tema migratorio

17 Dicembre 2021 - Roma - Laura Galimberti (RomaSette.it), Stefano Leszczynski (Radio Vaticana), Giammarco Sicuro (Tg2 Rai) e Sara Lucaroni (Avvenire) sono i vincitori della sesta edizione del Premio "Giuseppe De Carli", promosso dall'Associazione culturale "Giuseppe De Carli" con la collaborazione dei Comitati "Informazione, migranti e rifugiati" e "Giornalismo e tradizioni religiose" e della Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce. La consegna dei premi ieri pomeriggio (16 dicembre) alla Santa Croce in una cerimonia che, dopo i saluti istituzionali del prof. Daniele Arasa (decano della Facoltà di comunicazione) e del prof. Giovanni Tridente (vice presidente dell'Associazione De Carli), è stata introdotta da una tavola rotonda sul tema “Dalla pandemia al cammino sinodale per una Chiesa dell’ascolto”.  Per quanto riguarda la sezione "Comunicazione e migranti" il premio è andato ex aequo a Stefano Leszczynski (Radio Vaticana) con Non mi chiamo rifugiato. La storia di Moussa fuggito dal Mali e Giammarco Sicuro (Tg2 Rai) con il servizio L’accampamento dei bambini. Leszczynski ha proposto, con la narrazione dell’odissea del giovane Moussa, una nuova forma di comunicazione delle storie di migrazione: non solo testimonianze di rifugiati ma narrazioni ricche di approfondimenti, empatia e informazione, con grande forza comunicativa, completezza e accuratezza, si legge nella motivazione mentre Giammarco Sicuro della Rai è stato premiato per un servizio dal notevole impatto comunicativo, dal momento che i video sono stati girati direttamente dall'autore nei luoghi oggetto del racconto: “magistrale la scrittura della sceneggiatura, efficace la denuncia delle vessazioni burocratiche, il ruolo dei Cartelli nel decidere vita e morte di tante persone disperate, lo strazio delle famiglie divise”. "La novità di quest'anno - spiegano Elisabetta Lo Iacono e Giovanni Tridente, fondatori dell'Associazione Giuseppe De Carli - è stata l'introduzione di due nuove sezioni, grazie alla collaborazione con i Comitati Informazione, migranti e rifugiati Giornalismo e tradizioni religiose, che ha ampliato le aree tematiche su questioni centrali per la società e attorno alle quali la Chiesa sta dimostrando particolare sensibilità. Quello che non rappresenta una novità è l'elevato livello dei lavori partecipanti, segno di un'informazione di qualità trasversale alle testate religiose e laiche e che, da qualche anno, trovano il riconoscimento con questo Premio, nato per ricordare un grande professionista qual era Giuseppe De Carli".

Ascoltate! il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

30 Settembre 2021 - Roma - Il tema scelto da Papa Francesco per la 56ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà nel 2022, colpisce per l’essenzialità e, al tempo stesso, la ricchezza. C’è un elemento che rappresenta anche un’assoluta novità: il punto esclamativo. Si tratta di un invito che esprime una forte esigenza. Quella dell’ascolto, appunto! Siamo tutti abituati ormai a una comunicazione veloce e a un’informazione istantanea. Le parole scorrono via sui monitor e sui display. Eppure, basta poco per rendersi conto che comunicare non è amplificare, ma soprattutto ascoltare. L’esclamativo è un’esortazione a prendere sul serio il proprio lavoro, la propria professione, il proprio servizio. C’è bisogno di lasciarsi trafiggere dalle storie degli altri. Non basta osservare per ascoltare. Così come non basta dare conto di ciò che avviene per partecipare pienamente alla ricerca della verità. “Ascoltate!”: è una certezza che significa rispetto e apertura verso l’altro. Anche verso chi ci è accanto in silenzio. È questa la grande ricchezza: cogliere le parole lì dove non ci sono. (Vincenzo Corrado)  

Ascoltare: il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

29 Settembre 2021 - Città del Vaticano – “Ascoltate”: questo il tema che Papa Francesco ha scelto per la 56.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2022. Dopo il Messaggio del 2021, centrato sull’andare e vedere, nel suo nuovo Messaggio per la Giornata Mondiale del 2022 Papa Francesco chiede al mondo della comunicazione di “reimparare ad ascoltare. La pandemia – si legge in una nota pubblicata sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede - ha colpito e ferito tutti e tutti hanno bisogno di essere ascoltati e confortati. L’ascolto è fondamentale anche per una buona informazione. La ricerca della verità comincia dall’ascolto. E così anche la testimonianza attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Ogni dialogo, ogni relazione comincia dall’ascolto. Per questo, per poter crescere, anche professionalmente, come comunicatori, bisogna reimparare ad ascoltare tanto”. Gesù stesso “ci chiede di fare attenzione a come ascoltiamo. Per poter veramente ascoltare ci vuole coraggio, ci vuole un cuore libero e aperto, senza pregiudizi. In questo tempo nel quale la Chiesa tutta è invitata a mettersi in ascolto per imparare ad essere una Chiesa sinodale – conclude la nota - tutti siamo invitati a riscoprire l’ascolto come essenziale per una buona comunicazione”.