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“Vicinanza e affetto a papa Leone XIV”. La Cei dopo le parole del presidente Trump contro il Pontefice

13 Aprile 2026 - La Presidenza della Conferenza episcopale italiana, rinnovando la piena comunione con il Santo Padre Leone XIV, esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Unendosi a quanto affermato dal presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, mons. Paul S. Coakley, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero. (fonte: Cei)

“Anche uno solo di questi bambini”. Annunciato il tema della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

9 Aprile 2026 - “Anche uno solo di questi bambini” è il tema scelto da Leone XIV per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR). «Il Santo Padre - si legge nella nota della Sala Stampa della Santa sede - ha voluto intitolare il Messaggio per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato Anche uno solo di questi bambini, facendo chiaro riferimento al testo del Vangelo secondo Matteo: "E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" (Mt 18, 5). Con tale scelta, Papa Leone XIV intende esprimere la sollecitudine della Chiesa verso i minori coinvolti direttamente nell’esperienza migratoria, richiamando il dovere di accogliere ciascuno di loro come ci insegna il Vangelo. Non è la prima volta che i Pontefici si pronunciano magisterialmente su tale questione, ma lo scenario migratorio attuale propone nuove sfide che minacciano seriamente i diritti e la dignità dei più piccoli e che necessitano di risposte urgenti ed efficaci. Pertanto, non si tratta di discutere su numeri o su percentuali, perché “anche uno solo” è un valore sommo». Quest’anno, come di consueto, la GMMR ricorrerà l’ultima domenica di settembre, ovvero il giorno 27.   [caption id="attachment_69296" align="aligncenter" width="1024"]Leone XIV (Foto Vatican Media/SIR)[/caption]

Le Chiese in Italia con il Papa alla veglia di preghiera per la pace dell’11 aprile

8 Aprile 2026 - Nel giorno di Pasqua, papa Leone XIV ha chiesto di far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore», invitando «tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile». Le Chiese in Italia aderiscono al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione. «Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore», afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI. (fonte: Cei)

“E invece noi come discepoli di Gesù Cristo…”. Le parole di papa Leone sull’accoglienza dei migranti

16 Marzo 2026 - Papa Leone, da Vescovo di Roma, ha cominciato una serie di visite in alcune parrocchie della Capitale. Nel corso della sua visita alla Parrocchia "Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo", domenica 15 marzo, durante l'incontro con anziani e ammalati, il Santo Padre ha offerto una riflessione molto importante sullo spirito di accoglienza dei cristiani e della comunità cristiana in questo tempo, in particolare verso le persone migranti. "Il card. Baldo Reina mi stava dicendo un momento fa, che ci sono un centinaio di parrocchie a Roma dove c’è questa accoglienza, anche dopo scuola, cioè la possibilità per le famiglie dei migranti che possono trovare un luogo, un posto, forse cominciando con lo studio dell’italiano, ma anche con altri aiuti, per integrarsi nella società. Vorrei sottolineare il grande valore di questo gesto, perché sappiamo – e non solo in Italia, ma in tante parti del mondo oggi, - un nuovo atteggiamento si sta presentando dove vogliono chiudere porte, dove vogliono dire: 'Basta! Che non vengano altri!'. E invece noi come discepoli di Gesù Cristo sappiamo che il Vangelo ci chiama a vivere uno spirito diverso. Il Vangelo ci dice che quando Gesù si presenta e dice: “Sono straniero. Voi mi avete accolto”. E questo è un gesto che facciamo a tutte le persone che rappresentano veramente Gesù Cristo in mezzo a noi. E allora vi ringrazio per questo bellissimo servizio. Vorrei incoraggiare quelli che vengono...".

Tratta, Leone XIV: “La pace inizia con la dignità”

9 Febbraio 2026 - Domenica 8 febbraio è stato pubblicato il consueto Messaggio in occasione della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, in cui Leone XIV ha rinnovato "con forza l’urgente appello della Chiesa a combattere e porre fine a tale grave crimine contro l’umanità". Nel testo il Santo Padre sottolinea che la "logica di dominio e disprezzo per la vita umana alimenta anche il flagello della tratta di persone. L’instabilità geopolitica e i conflitti armati creano un terreno fertile per i trafficanti che sfruttano le persone più vulnerabili, in particolare gli sfollati, i migranti e i rifugiati". Ricordiamo che il tema della tratta è anche al centro di Quattro pezzi da 20, la terza graphic novel ideata da Fondazione Migrantes con Tau Editrice. Racconta la storia di Peace, una giovane nigeriana vittima di tratta, ispirata a vicende reali. Ingannata con la promessa di un lavoro, affronta un duro viaggio verso l’Europa, dove riesce a fuggire dallo sfruttamento e a ritrovare sé stessa grazie alla musica e a nuove relazioni. Tra flashback, versi cantati e volti femminili che ne accompagnano il cammino, il fumetto sensibilizza i più giovani su un dramma attuale con un linguaggio diretto, narrativo e visivo coinvolgente. [caption id="attachment_71437" align="aligncenter" width="2000"]Tratta Bakhita (Foto Siciliani-Gennari/SIR)[/caption]

La sfida delle IA, Leone XIV: “Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona”

26 Gennaio 2026 - "Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro". Principia così il Messaggio di papa Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo Custodire voci e volti umani. "Volto e voce sono sacri", continua il Papa, che conclude il suo Messaggio esprimendo il "bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona" in un'epoca in cui l'innovazione tecnologica "antropomorfizzata" ci pone di fronte a grandi possibilità, ma anche a sfide e preoccupazioni. Il Messaggio è, infatti, completamente dedicato a una riflessione approfondita sulla sfida "antropologica" e non tecnologica posta dalle cosiddette Intelligenze artificiali (IA). Senza sminuire le potenzialità dell'innovazione, "la questione che ci sta a cuore" - scrive Leone XIV - "non è cosa riesce o riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio". Tale uso sapiente è indispensabile "affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati", un'alleanza che per il Papa "ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilitàcooperazione e educazione". In particolare, sul tema dell'educazione, che è al centro della missione della Fondazione Migrantes sui temi della mobilità umana, il Pontefice ricorda che essa serve "ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione". Come sappiamo questo è un nodo essenziale anche nella comunicazione che riguarda le persone migranti, persone cui è urgente, anche da parte di chi desidera farsi loro accanto e sostenerne i diritti, ridare un volto e una voce. Come, infatti, aveva suggerito l'editoriale del numero speciale di Migranti Press per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, - a firma del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo - "spesso diamo molto – troppo? – più spazio a quello che facciamo e diciamo 'noi per loro', invece che direttamente alla voce, alla testimonianza e allo sguardo sulla realtà dei migranti e dei rifugiati, anche nelle nostre comunità". [caption id="attachment_70692" align="aligncenter" width="1024"]Leone XIV (foto: Vatican Media/SIR)[/caption]

Leone XIV: nel “corto circuito dei diritti umani”, la pace resta “un bene arduo, ma possibile”

9 Gennaio 2026 - Leone XIV, per la prima volta nel corso del suo Pontificato, ha ricevuto i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nella tradizionale Udienza di inizio anno in cui il Pontefice in carica affronta i temi della politica internazionale. Il suo discorso si è sviluppato prendendo spunto dalla Città di Dio di s. Agostino - «opera imponente e decisiva per lo sviluppo del pensiero politico occidentale e per la teologia cristiana della storia» (Benedetto XVI) - in un tempo che "sembra piuttosto incline a negare diritto di cittadinanza alla città di Dio". Papa Leone ha spiegato la scelta di un testo agostiniano che va certamente contestualizzato nella sua epoca: "Come allora siamo in un’epoca di profondi movimenti migratori; come allora siamo in un tempo di profondo riassetto degli equilibri geopolitici e dei paradigmi culturali; come allora siamo, secondo la nota espressione di Papa Francesco, non in un’epoca di cambiamento ma in un cambiamento d’epoca". Il Pontefice ha voluto in particolare sottolineare la sua preoccupazione - condivisa con papa Francesco - per "la debolezza del multilateralismo", il cui scopo è "offrire un luogo perché le persone possano incontrarsi e parlare". Tuttavia, ha spiegato Leone XIV "per dialogare occorre intendersi sulle parole e sui concetti che esse rappresentano. Riscoprire il significato delle parole è forse una delle prime sfide del nostro tempo". Il paradosso che ha sottolineato il Papa è che "questo indebolimento della parola è sovente rivendicato in nome della stessa libertà di espressione". Il contesto che il Pontefice ha diffusamente spiegato nel suo discorso lo induce a pensare che "nell’attuale contesto si stia verificando un vero e proprio corto circuito dei diritti umani. Il diritto alla libertà di espressione, alla libertà di coscienza, alla libertà religiosa e perfino alla vita, subiscono limitazioni in nome di altri cosiddetti nuovi diritti, con il risultato che l’impianto stesso dei diritti umani perde vigore, lasciando spazio alla forza e alla sopraffazione. Ciò avviene quando ciascun diritto diventa autoreferenziale e soprattutto quando perde la sua connessione con la realtà delle cose, la loro natura e la verità". A proposito dei diritti umani e della difesa della "dignità inalienabile di ogni persona", il Papa ha dedicato un pensiero anche al mondo della mobilità umana: "Ogni migrante è una persona e, in quanto tale possiede dei diritti inalienabili, che vanno rispettati in ogni contesto. Non tutti i migranti, poi, si spostano per scelta, ma molti sono costretti a fuggire a causa di violenze, persecuzioni, conflitti e persino per l’effetto dei cambiamenti climatici, come in diverse parti dell’Africa e dell’Asia. In quest’anno, in cui peraltro si celebra il 75° anniversario dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, rinnovo l’auspicio della Santa Sede che le azioni che gli Stati intraprendono contro l’illegalità e il traffico di esseri umani, non diventino il pretesto per ledere la dignità di migranti e rifugiati". "Nonostante il quadro drammatico che abbiamo di fronte ai nostri occhi", ha infine concluso il Papa, "la pace rimane un bene arduo ma possibile. Essa, come ricorda Agostino, «è il fine del nostro bene», poiché è il fine proprio della città di Dio, a cui aspiriamo, anche inconsapevolmente, e di cui possiamo assaporare l’anticipo nella città terrena". Ma non si tratta di quell’idea di pace "possibile solo con la forza e sotto l’effetto della deterrenza"; per questo "essa esige umiltà e coraggio. L’umiltà della verità e il coraggio del perdono".   Leone XIV

Leone XIV: “La pace esiste” ed è “disarmata e disarmante”

18 Dicembre 2025 - È stato reso noto il testo del Messaggio di papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2026), dal titolo La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante. Il Pontefice ha desiderato sviluppare - in tre passaggi - un pensiero che aveva espresso, appena eletto, dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Ne evidenziamo alcuni passaggi.
La pace di Cristo risorto
"La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida “basta”, alla pace si sussurra “per sempre. [...] Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino".
Una pace disarmata
"La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. [...] Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. [...] Invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza".
Una pace disarmante
"La bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino. [...] Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. [...] A una simile strategia va opposto lo sviluppo di società civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala".

Leone XIV di ritorno da Turchia e Libano: “Il dialogo e l’amicizia tra musulmani e cristiani è possibile”

3 Dicembre 2025 - Sul volo di ritorno dal Libano verso Roma, Leone XIV ha incontrato i giornalisti, come consuetudine. D'altra parte si è trattato della prima vera conferenza stampa del Papa. Molti gli spunti interessanti, in un dialogo che il Pontefice ha tenuto in più lingue, a seconda dell'interlocutore. In particolare alla domanda del corrispondente di La Croix su "alcuni cattolici in Europa" che "credono che l’Islam sia una minaccia alla identità cristiana dell’Occidente", il Santo Padre ha risposto: "So che in Europa sono presenti tante volte paure, ma il più delle volte sono generate da persone che sono contro l’immigrazione e che provano a tenere fuori le persone che possono venire da un altro Paese, di un’altra religione, un’altra razza. E in questo senso vorrei dire che tutti noi abbiamo bisogno di lavorare insieme. Una delle cose positive di questo viaggio è di aver attirato l’attenzione del mondo sulla possibilità che il dialogo e l’amicizia tra musulmani e cristiani è possibile. Penso che una delle grandi lezioni che il Libano può insegnare al mondo è precisamente mostrare una terra in cui l’islam e la cristianità sono entrambi presenti e rispettati e c’è la possibilità di vivere insieme ed essere amici". (fonte: Vatican News) [caption id="attachment_68300" align="aligncenter" width="750"]Leone XIV Libano Aereo (Vatican Media)[/caption]

Leone XIV in Libano: “Chi bussa alla porta delle nostre comunità non si senta mai respinto”

1 Dicembre 2025 - Nel corso della mattina della sua prima giornata piena in Libano, papa Leone XIV ha incontrato nel santuario di Nostra Signora del Libano (Harissa) i vescovi, i sacerdoti, i consacrati, le consacrate e gli operatori pastorali. Nel suo discorso il Santo Padre, offrendo una risonanza alle testimonianze che aveva ascoltato in precedenza, ha per due volte fatto riferimento anche alle persone migranti. A proposito dell'impegni specifico di Lorena, "migrante lei stessa",  che "da tempo è impegnata a sostenere chi, non per scelta ma per necessità, ha dovuto lasciare tutto per cercare lontano da casa un avvenire possibile". Loren aveva infatti raccontato la storia di James e Lela che "mostra l’orrore di ciò che la guerra produce nella vita di tante persone innocenti". "Ciò che hanno vissuto - detto il Papa - ci impone di impegnarci, affinché nessuno debba più fuggire dal suo Paese a causa di conflitti assurdi e spietati, e affinché chi bussa alla porta delle nostre comunità non si senta mai respinto, ma accolto con le parole che Loren stessa ha citato: Benvenuto a casa!". Il Pontefice ha poi commentato la testimonianza di suor Dima, "che ha scelto, di fronte all’esplodere della violenza, di non abbandonare il campo, ma di tenere aperta la scuola, facendone un luogo di accoglienza per i profughi e un polo educativo di straordinaria efficacia. In quelle stanze, infatti, oltre a dare assistenza e aiuto materiale, si impara e si insegna a condividere pane, paura e speranza, ad amare in mezzo all’odio, a servire anche nella stanchezza e a credere in un futuro diverso al di là di ogni aspettativa".

Leone XIV: “Sperare è prendere posizione”. La testimonianza di Dorothy Day

24 Novembre 2025 - La catechesi di papa Leone XIV per l'Udienza giubilare di sabato 22 novembre è stata dedicata al tema "Sperare è prendere posizione", con un esplicito richiamo alla figura e alla testimonianza di  "una piccola grande donna americana, Dorothy Day, vissuta nel secolo scorso". Il Pontefice ha detto di lei, in particolare: "Aveva il fuoco dentro. Dorothy Day ha preso posizione. Ha visto che il modello di sviluppo del suo Paese non creava per tutti le stesse opportunità, ha capito che il sogno per troppi era un incubo, che come cristiana doveva coinvolgersi coi lavoratori, coi migranti, con gli scartati da un’economia che uccide. Scriveva e serviva: è importante unire mente, cuore e mani. Questo è prendere posizione". Dorothy Day

Migranti in Usa, Leone XIV: “Dobbiamo cercare modi per trattare le persone con umanità, trattandole con la dignità che hanno”

19 Novembre 2025 - Papa Leone XIV ieri, nella ormai consueta finestra di dialogo coi media del martedì a Castel Gandolfo, ha parlato anche del documento dei vescovi Usa sul trattamento dei migranti negli Stati Uniti. Una lettera pastorale scritta per dire “no” alle espulsioni di massa, che esprime preoccupazione per la situazione nel Paese e ribadisce che sicurezza nazionale e tutela della dignità umana non sono incompatibili. In merito, come riportato da Vatican News, il Papa ha espresso apprezzamento per lo statement dei vescovi definendolo “molto importante”. “Vorrei invitare, soprattutto tutti i cattolici, ma anche le persone di buona volontà, ad ascoltare attentamente ciò che hanno detto. Credo che dobbiamo cercare modi per trattare le persone con umanità, trattandole con la dignità che hanno”. “Se qualcuno si trova negli Stati Uniti illegalmente, ci sono modi per farlo. Ci sono i tribunali. C'è un sistema giudiziario. Credo che ci siano molti problemi nel sistema. Nessuno ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero avere frontiere aperte”, ha sottolineato il Pontefice. “Penso che ogni Paese abbia il diritto di determinare chi, come e quando le persone entrano”. Tuttavia, ha aggiunto, “quando le persone vivono una buona vita, e molte di loro da 10-15-20 anni, trattarle in un modo che è a dir poco estremamente irrispettoso, e c’è stata qualche violenza... Allora i vescovi sono stati molto chiari in quello che hanno detto. Vorrei solo invitare tutti gli americani ad ascoltarli”, ha affermato papa Leone. https://youtu.be/h8BXgj-RGk8?si=LLqbbGjPJqhgefcj  

Leone XIV ai Movimenti popolari: “abusi” e “misure sempre più disumane” contro i migranti vulnerabili “persino politicamente celebrate”

24 Ottobre 2025 - Leone XIV ha ricevuto ieri i Movimenti popolari. Ricordando il suo predecessore Francesco, ha ribadito nel suo discorso che "terra, casa e lavoro" sono "diritti sacri". Ed è tornato, con parole decise, a parlare dei migranti e in particolare dell’ "abuso dei migranti vulnerabili" in nome di un malintesa sovranità nazionale. "Vorrei accennare al tema della sicurezza. Gli Stati hanno il diritto e il dovere di proteggere i propri confini, ma ciò dovrebbe essere bilanciato dall’obbligo morale di fornire rifugio. Con l’abuso dei migranti vulnerabili, non assistiamo al legittimo esercizio della sovranità nazionale, ma piuttosto a gravi crimini commessi o tollerati dallo Stato. Si stanno adottando misure sempre più disumane – persino politicamente celebrate – per trattare questi “indesiderabili” come se fossero spazzatura e non esseri umani". "Allo stesso tempo, - ha continuato il Papa - mi incoraggia vedere come i movimenti popolari, le organizzazioni della società civile e la Chiesa stiano affrontando queste nuove forme di disumanizzazione, testimoniando costantemente che chi si trova nel bisogno è nostro prossimo, nostro fratello e nostra sorella. Questo vi rende campioni dell’umanità, testimoni della giustizia, poeti della solidarietà". Riferendosi poi alle azioni messe in campo dai Movimenti popolari in tutto il mondo, Leone XIV ha detto che "quando si formano cooperative e gruppi di lavoro per sfamare gli affamati, dare riparo ai senzatetto, soccorrere i naufraghi, prendersi cura dei bambini, creare posti di lavoro, accedere alla terra e costruire case, dobbiamo ricordarci che non si sta facendo ideologia, ma stiamo davvero vivendo il Vangelo". Infine, il Papa ha concluso ribadendo che "la Chiesa sostiene le vostre giuste lotte per la terra, la casa e il lavoro. Come il mio predecessore Francesco, credo che le vie giuste partano dal basso e dalla periferia verso il centro. Le vostre numerose e creative iniziative possono trasformarsi in nuove politiche pubbliche e diritti sociali".

Giubileo, Leone XIV a rom, sinti e camminanti: “Siate anche voi protagonisti del cambiamento d’epoca in corso”

18 Ottobre 2025 - "Che la pace di Cristo sia nei vostri cuori, fratelli e sorelle! E la pace sia anche nei cuori dei tanti operatori pastorali che sono qui presenti e instancabilmente camminano con voi". Questa mattina, nell’Aula Paolo VI, papa Leone XIV ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Giubileo di rom, sinti e camminanti, 60 anni dopo lo storico primo incontro di Paolo VI con il popolo gitano a Pomezia: "Dio Padre vi ama e vi benedice. E anche la Chiesa!", perché "voi potete essere testimoni viventi della centralità di queste tre cose: confidare solo in Dio, non attaccarsi ad alcun bene mondano, mostrare una fede esemplare in opere e parole. Non è scontato vivere così!". Prima di ricordare le parole dei precedenti incontri con Benedetto XVI e Francesco, il Papa ha sottolineato che "le società cosiddette progredite vi hanno puntualmente scartato [...] marginalizzato e reso itineranti senza pace e senza accoglienza –  prima nelle carovane stagionali, poi negli accampamenti situati nelle periferie delle città, dove talora vivete ancora senza corrente elettrica e acqua". Il paradosso, ha rilevato il Papa è che proprio quei modelli di sviluppo hanno "creato nell’ultimo secolo le più grandi ingiustizie sociali a livello globale". Proprio per questo "sempre più ci rafforziamo nell’idea che proprio i valori che i poveri portano avanti con grande dignità e orgoglio sono quelli a cui tutti dobbiamo guardare per cambiare rotta". Leone ha invitato i popoli rom, sinti e camminanti a non scoraggiarsi, nonostante tutto, e a essere "protagonisti del cambiamento d’epoca in corso, camminando insieme alle altre persone di buona volontà dei luoghi dove vi trovate, andando oltre la diffidenza reciproca, facendo conoscere la bellezza della vostra cultura, condividendo la fede, la preghiera e il pane frutto di lavoro onesto". Infine, ha voluto ringraziare "il Dicastero per lo Sviluppo umano integrale e la Fondazione Migrantes per il grande sforzo messo in opera al fine di organizzare un Giubileo così bello", invitando tutti i presenti "a portare avanti con rinnovata energia gli obiettivi formulati dal V Congresso Mondiale della Pastorale per gli Zingari". Leone XIV incorona la "Madonna dei rom"

“Dilexi te”, Leone XIV: “In ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”

9 Ottobre 2025 - 9 Ottobre 2025 - È stato reso pubblico e presentato il testo della prima Esortazione Apostolica di Leone XIV sull’amore verso i poveri, dal titolo Dilexi teSi tratta di un documento "in continuità con l’Enciclica Dilexit nos", che - scrive il Santo Padre - "papa Francesco stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita. Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio – aggiungendo alcune riflessioni – e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri".
Accompagnare i migranti
Nella sezione del documento intitolata "Una Chiesa per i poveri" è presente anche un paragrafo in 3 punti completamente dedicato all'accompagnamento dei migranti, la cui esperienza, ricorda il Papa, "accompagna la storia del Popolo di Dio". Leone XIV menziona la traccia segnata dai due grandi santi che nel secolo XIX "si distinsero nella cura pastorale dei migranti: San Giovanni Battista Scalabrini e Santa Francesca Saverio Cabrini". Tradizione di una Chiesa per e con i migranti che "continua e oggi questo servizio si esprime in iniziative come i centri di accoglienza per i rifugiati, le missioni di frontiera, gli sforzi di Caritas Internationalis e di altre istituzioni. Il Magistero contemporaneo ribadisce chiaramente questo impegno". A questo proposito, in particolare, Leone XIV ricorda i 4 verbi cari a papa Francesco: "accogliere, proteggere, promuovere e integrare" i quali, sosteneva papa Bergoglio "non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati". Per Leone XIV, infine, è chiaro che "la Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo è credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità".
Il commento del presidente della Cei
"È tempo di passare dalle analisi alle azioni, dall’indifferenza alla cura, dalla speculazione teorica alla concretezza dell’impegno: solo così potremo rimuovere le cause sociali e strutturali della povertà, diffondere attraverso i valori radicati nel Vangelo la custodia dell’umanità, ascoltare il grido di interi popoli, denunciare ciò che non va. È tempo di esporsi: se il rischio è quello 'di sembrare degli stupidi' (n. 97) vogliamo correrlo". Così il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel suo commento del testo dell'Esortazione apostolica. [caption id="attachment_65378" align="aligncenter" width="1024"]Dilexi te (Foto Siciliani - Gennari/SIR)[/caption]

Leone XIV ai giovani: “Mettetevi al fianco dei vostri coetanei esposti alla violenza e costretti alla migrazione e alla fuga”

7 Ottobre 2025 - È stato pubblicato oggi il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale della gioventù, che si celebrerà il 23 novembre sul  tema «Anche voi date testimonianza, perché siete con me» (Gv 15,27) e che intende continuare "un percorso che ci guiderà fino all’edizione internazionale della GMG a Seoul, nel 2027". In un passaggio del testo, sul legame tra testimonianza e missione, Leone XIV in particolare scrive: "Tanti vostri coetanei sono esposti alla violenza, costretti ad usare le armi, obbligati alla separazione dai propri cari, alla migrazione e alla fuga. Molti mancano dell’istruzione e di altri beni essenziali. Tutti condividono con voi la ricerca di senso e l’insicurezza che l’accompagna, il disagio per le crescenti pressioni sociali o lavorative, la difficoltà di affrontare le crisi familiari, la sensazione dolorosa della mancanza di opportunità, il rimorso per gli errori commessi. Voi stessi potete mettervi al fianco di altri giovani, camminare con loro e mostrare che Dio, in Gesù, si è fatto vicino ad ogni persona. Come amava dire Papa Francesco: «Cristo mostra che Dio è vicinanza, compassione e tenerezza»".

Prima l’abbraccio del Papa, poi la Festa dei Popoli: a Roma si è concluso il Giubileo dei migranti e del mondo missionario

6 Ottobre 2025 - Si sono conclusi a Roma due giorni intensi di pellegrinaggio, preghiera e festa per chi nella Chiesa vive e accompagna l'esperienza della mobilità umana. La Capitale ha infatti ospitato, il 4 e 5 ottobre, il Giubileo dei migranti e del mondo missionario, che eccezionalmente papa Francesco aveva inteso far coincidere con la annuale Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, con un'immagine che unisce questi due mondi: "Migranti, missionari di speranza". Leone XIV Giubileo Migranti   Dopo la partecipazione all'Udienza generale del sabato 4 e il pellegrinaggio alla Porta santa della basilica di S. Pietro, domenica 5 c'è stato l'abbraccio reciproco tra i pellegrini e papa Leone XIV che, durante la Santa Messa, nella sua Omelia ha annunciato l'apertura "nella storia della Chiesa" di "un’epoca missionaria nuova", perché "le frontiere della missione non sono più quelle geografiche, perché la povertà, la sofferenza e il desiderio di una speranza più grande, sono loro a venire verso di noi. Ce lo testimonia la storia di tanti nostri fratelli migranti, il dramma della loro fuga dalla violenza, la sofferenza che li accompagna, la paura di non farcela, il rischio di pericolose traversate lungo le coste del mare, il loro grido di dolore e di disperazione: fratelli e sorelle, quelle barche che sperano di avvistare un porto sicuro in cui fermarsi e quegli occhi carichi di angoscia e speranza che cercano una terra ferma in cui approdare, non possono e non devono trovare la freddezza dell’indifferenza o lo stigma della discriminazione!". Quindi, ha spiegato il Santo Padre, "Non si tratta tanto di 'partire', quanto invece di 'restare' per annunciare il Cristo attraverso l’accoglienza, la compassione e la solidarietà: restare senza rifugiarci nella comodità del nostro individualismo, restare per guardare in faccia coloro che arrivano da terre lontane e martoriate, restare per aprire loro le braccia e il cuore, accoglierli come fratelli, essere per loro una presenza di consolazione e speranza". Leone XIV ha anche sottolineato la forza missionaria di chi arriva: "La presenza di tanti fratelli e sorelle del Sud del mondo dev’essere colta come un’opportunità, per uno scambio che rinnova il volto della Chiesa e suscita un cristianesimo più aperto, più vivo e più dinamico". Nel pomeriggio, nei Giardini di Castel Sant’Angelo, il pellegrinaggio è divenuto una festa, la Festa dei popoli, dal tema “Migranti e Missionari di speranza tra le genti”. È stato un tempo di musica, testimonianze e spettacoli con migranti, missionari e artisti provenienti da tutto il mondo. Festa dei popoli 2025

Leone XIV alla comunità cattolica indonesiana di Roma: “Siate profeti di comunione”

22 Settembre 2025 - Nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Leone XIV ha incontrato la comunità cattolica indonesiana di Roma. Nel suo intervento, pronunciato in lingua inglese, il Pontefice ha sottolineato il legame stretto tra la Santa Sede e il Paese del sud-est asiatico - che quest’anno celebrano 75 anni di relazioni diplomatiche -, ricordando anche “la storica visita” di Papa Francesco a Giacarta, un anno fa, dal 2 al 6 settembre. In particolare, il Santo Padre ha ringraziato gli indonesiani "per i forti legami che mantenete con i vostri vicini cristiani e non cristiani. Questi silenziosi atti di servizio riflettono il motto dell'Indonesia, Unità nella diversità"; e si è detto rincuorato, in particolare, per "il modo in cui mettete in pratica questa solidarietà, dall'accoglienza dei nuovi migranti alla condivisione della vostra cultura con le comunità locali. Questi sono chiari esempi della “cultura dell'incontro”, che è il fondamento della pace e della comunione. Vi esorto ad essere profeti di comunione in un mondo che così spesso cerca di dividere e provocare. Il cammino del dialogo, il cammino dell'amicizia, può essere impegnativo, ma produce il prezioso frutto della pace". [caption id="attachment_64405" align="aligncenter" width="1024"]Papa Leone XIV riceve in udienza alcuni Indonesiani residenti a Roma. Papa Leone XIV riceve in udienza alcuni Indonesiani residenti a Roma (foto Vatican Media/Sir)[/caption]

Gaza, Leone XIV: il popolo palestinese sopravvive “in condizioni inaccettabili” ed è “costretto con la forza a spostarsi ancora una volta dalle proprie terre”

17 Settembre 2025 - Durante l'udienza generale di oggi, Leone XIV ha fatto un nuovo forte appello sulla situazione in Terra Santa. Queste le parole del Santo Padre: "Esprimo la mia profonda vicinanza al popolo palestinese a Gaza, che continua a vivere nella paura e a sopravvivere in condizioni inaccettabili, costretto con la forza a spostarsi ancora una volta dalle proprie terre. Davanti al Signore Onnipotente che ha comandato: «Non ucciderai» (Es 20,13) e al cospetto dell’intera storia umana, ogni persona ha sempre una dignità inviolabile, da rispettare e da custodire. Rinnovo l’appello al cessate-il-fuoco, al rilascio degli ostaggi, alla soluzione diplomatica negoziata, al rispetto integrale del diritto umanitario internazionale. Invito tutti ad unirsi alla mia accorata preghiera, affinché sorga presto un’alba di pace e di giustizia".

Leone XIV alla gente di Lampedusa: opponiamo “alla globalizzazione dell’impotenza una cultura della riconciliazione”

12 Settembre 2025 - In un videomessaggio registrato in occasione della proposta di candidatura dei “Gesti di accoglienza” di Lampedusa a Patrimonio immateriale dell’Unesco, papa Leone XIV ha voluto ringraziare la gente dell'isola per il ruolo svolto in questi decenni di migrazioni, definendo l’isola “porta d’Europa” e sottolineando che "ciò ha richiesto alla vostra comunità un enorme impegno di accoglienza, che dal cuore del Mediterraneo vi ha portati nel cuore della Chiesa", che  rappresenta “un patrimonio immateriale, ma reale”. Il Pontefice ha lanciato un forte allarme: "Davanti all’ingiustizia e al dolore innocente siamo più consapevoli, ma rischiamo di stare fermi, silenziosi e tristi, vinti dalla sensazione che non ci sia niente da fare. Invece no: la storia è devastata dai prepotenti, ma è salvata dagli umili, dai giusti, dai martiri”. Un tema che era anche nel cuore del discorso rivolto dal Papa ai partecipanti al Meeting sulla fraternità umana. Da qui l’appello: “Come alla globalizzazione dell’indifferenza papa Francesco oppose la cultura dell’incontro, così vorrei che oggi, insieme, iniziassimo a opporre alla globalizzazione dell’impotenza una cultura della riconciliazione. Servono gesti di riconciliazione e politiche di riconciliazione”. Leone XIV ha poi spiegato il legame con l'invito fatto tante volte dal suo predecessore: "Riconciliarsi è un modo particolare di incontrarsi. Oggi dobbiamo incontrarci curando le nostre ferite, perdonandoci il male che abbiamo fatto e anche quello che non abbiamo fatto, ma di cui portiamo gli effetti. Tanta paura, tanti pregiudizi, grandi muri anche invisibili ci sono tra noi e tra i nostri popoli, come conseguenze di una storia ferita. Il male si trasmette da una generazione all’altra, da una comunità all’altra. Ma anche il bene si trasmette e sa essere più forte!". https://youtu.be/jmKwpXpZUbs?si=jRdBQWpUAQAcJ7fu