Leone XIV alla Sapienza: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare”

14 Maggio 2026 – “La vostra Università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra”. Esordisce così papa Leone XIV nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” di Roma nel corso della sua visita pastorale all’ateneo della Capitale. “Ad esempio, apprezzo molto che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla striscia di Gaza”.

Nel suo discorso, anche un bel passaggio che lega la carità necessaria a qualsiasi insegnante di fronte al cuore dei giovani ad altre forme di carità; e una sottolineatura sul ruolo di educatore di coscienze di chi insegna: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni. Insegnare diventa allora testimoniare valori con la vita: è cura per la realtà, è senso di accoglienza verso ciò che non si comprende ancora, è dire la verità. Che senso avrebbe d’altronde formare un ricercatore o professionista, che però non coltiva la propria coscienza, il senso della giustizia e del rispetto per ciò che non si può né si deve dominare? Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”.

Leone XIV Giovani
(foto: Vatican Media)

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