Un’ancora di salvezza per milioni di persone. A 75 anni dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati

27 Luglio 2026 – A 75 anni dalla sua adozione (28 luglio 1951), la Convenzione sui rifugiati rimane un’ancora di salvezza per milioni di persone.

Come ha spiegato Elizabeth Tan, direttrice della divisione Protezione internazionale e soluzioni dell’UNHCR, essa, infatti, è a tutt’oggi “il fondamento del sistema internazionale di protezione dei rifugiati e uno degli strumenti giuridici internazionali più significativi mai adottati. Nata all’indomani della Seconda guerra mondiale, ha codificato un principio semplice ma potente: le persone costrette a fuggire da persecuzioni, conflitti o violenze devono poter trovare sicurezza e protezione”.

Il Protocollo adottato il 4 ottobre 1967 ha eliminato poi le limitazioni geografiche e temporali della Convenzione, estendendone l’applicazione a livello universale e proteggendo tutte le persone in fuga da conflitti e persecuzioni.

“Insieme – chiarisce Tan -, la Convenzione e il suo Protocollo definiscono chi è un rifugiato, stabiliscono i diritti dei rifugiati e fissano gli standard di trattamento che gli Stati si sono impegnati a rispettare. Il principio fondamentale di non respingimento – che vieta il rimpatrio di persone in un luogo dove potrebbero subire persecuzioni, torture o altri gravi danni – è riconosciuto dal diritto internazionale consuetudinario, che si applica a tutti i paesi, indipendentemente dal fatto che abbiano firmato o meno la Convenzione”.

“Auspico che lo spirito che animò l’elaborazione di questo importante strumento internazionale continui ancora oggi a illuminare le coscienze dei responsabili delle nazioni”. Così ha detto papa Leone XIV nel corso della preghiera dell’Angelus di domenica 21 giugno 2026, facendo riferimento proprio alla Convenzione. E ha continuato così: “Nessuno può voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza. Esorto inoltre tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità, e guardare al futuro con speranza”.

Rifugiati Siria
(credit: Pexels/Ahmed Akacha)

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