Primo Piano

Le religiose del progetto UISG Migranti Sicilia in formazione presso la Fondazione Migrantes

20 Febbraio 2025 - Si sono dedicate una mattinata di formazione sull'immigrazione, presso la sede della Fondazione Migrantes, le religiose del progetto UISG Migranti in Sicilia, che attualmente operano a Lampedusa. Hanno approfondito i contenuti delle edizioni 2024 del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes e del Report "Il Diritto d'asilo", accompagnate da Simone Varisco e da Mariacristina Molfetta, co-curatori delle due pubblicazioni. L'obiettivo del progetto UISG Migranti in Sicilia, che ha messo insieme religiose di diverse congregazioni ed esperienze, è di “essere ponte tra la popolazione locale e la popolazione migrante con un lavoro di presenza testimonianza e sensibilizzazione” rispondendo alla richiesta che papa Francesco ha fatto alle religiose: uscire dalle loro case e servire le persone che vivono ai margini. Nello specifico, le sorelle sono chiamate a vivere insieme per essere comunione, testimonianza, annuncio. Quella di Lampedusa è una comunità internazionale in cui usi, costumi e lingue si incontrano. "La realtà ci mostra che non siamo più in una situazione di emergenza, ma sentiamo lo stesso il bisogno di essere presenti in un luogo di sofferenza.  Desideriamo anche accompagnare il popolo lampedusano e essere parte della vita della parrocchia", spiega sr. Antonietta Papa, fmm, la referente del progetto. La comunità accoglie i migranti a loro arrivo sull'isola, accompagnate dall'autorità civile (Guardia Costiera). Le sorelle operano in nome della parrocchia e insieme alle ONG presenti sull'isola. suore UISG Sicilia

“Cutro Calabria Italia” in simultanea nelle Sale della Comunità. Intervista a Mimmo Calopresti

19 Febbraio 2025 - Il 21 febbraio 2025 alle ore 21 diverse Sale della Comunità proietteranno in simultanea il film Cutro Calabria Italia. Un evento della rassegna Meta-Cinema promossa da ACEC insieme a Fondazione Migrantes, Caritas italiana e l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della CEI. Alla proiezione seguirà un approfondimento in diretta con il regista Mimmo Calopresti in dialogo con il sindaco di Cutro Antonio Ceraso e monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione MAC. Gabriele Lingiardi di ACEC ha intervistato Mimmo Calopresti che ha raccontato la lavorazione di Cutro Calabria Italia, le emozioni che l’hanno accompagnato in questo viaggio, l’anno successivo alla strage di Cutro avvenuta nel febbraio del 2023 e la sua visione positiva di un mondo e di un’Italia grazie alle brave persone nascoste dai media e dalla memoria. [caption id="attachment_54703" align="aligncenter" width="262"] Mimmo Calopresti[/caption] Parliamoci chiaro, quelle del suo film non immagini semplici da vedere. Anzi, si vorrebbe poterle dimenticare come se  non fossero mai accadute e invece sappiamo di dover fare uno sforzo perché i fatti di Cutro continuino a chiamarci all’azione e all’indignazione… Certamente, sono durissime. È naturale volerle evitare. Per questo per girare il mio documentario ho seguito proprio il proposito di raccontare per non dimenticare quello che è successo. Ma soprattutto volevo ricordare chi c’era su quella barca. Come dicono le persone che ho intervistato, su quella barca c’era il mondo. Sono persone migranti che escono dallo stereotipo e per questo ci colpiscono. Su quella barca è morta una campionessa cricket, una studentessa di 19 anni che viaggiava per poter completare la sua formazione, una giornalista… Mi sono così concentrato nel raccontare le storie inaspettate di queste persone. Mi interessavano le loro singolarità.

✅Leggi l'intervista integrale.

Cei: “Ci stringiamo al Santo Padre con affetto”

19 Febbraio 2025 - Papa Francesco “si è alzato e seduto in poltrona, come ha fatto normalmente in questi giorni. Il cuore regge molto bene, è autoventilato”. È quanto filtra da fonti vaticane a proposito del sesto giorno di ricovero del Papa al Gemelli per una polmonite bilaterale, come si è appreso dall’ultimo bollettino di ieri sera. Nei prossimi giorni, sempre secondo le stesse fonti, è ipotizzabile una conferenza stampa con lo staff medico del nosocomio romano e del Vaticano per ulteriori precisazioni sulle condizioni di salute del Santo Padre. Nel tardo pomeriggio è atteso un altro bollettino medico. Sempre nel pomeriggio è previsto l’arrivo al Gemelli del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, di rientro dal Burkina Faso. Quanto alle fake news che circolano insistentemente in questi giorni, da fonti vaticane si fa notare che “le informazioni sulla salute del Santo Padre le diamo con regolarità”. “Rinnoviamo la vicinanza delle Chiese in Italia a Papa Francesco, ricoverato da venerdì 14 febbraio al Policlinico A. Gemelli. Nell’affidare al Signore l’operato dei medici e del personale sanitario, ci stringiamo al Santo Padre con affetto, invitando le comunità ecclesiali a sostenerlo con la preghiera in questo momento di sofferenza”. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Cei.

(fonte: Sir)

[caption id="attachment_54694" align="aligncenter" width="768"] I bambini dell’Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli a Papa Francesco (foto: ANSA/SIR)[/caption]

“Una seconda vita”. A Roma un evento per raccontare il percorso di inclusione delle comunità rom

17 Febbraio 2025 - Il 19 febbraio a Roma, in Campidoglio (Sala del Carroccio) dalle ore 15, l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, in collaborazione con Associazione 21 luglio, promuove "Una seconda vita. Il superamento dei campi rom a Roma. Storie di vita", un'occasione per raccontare il percorso di inclusione delle comunità rom nella Capitale attraverso testimonianze dirette. Durante l’incontro verrà presentato il libro, realizzato con la Fondazione Migrantes, A second Life. Rinascita delle donne rom nel passaggio dal campo alla casa di Maria Ilaria De Bonis, con il contributo di alcune protagoniste della narrazione. Interverranno:
  • Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale.
  • Carlo Stasolla, Associazione 21 luglio.
  • Mattia Peradotto, direttore dell’UNAR, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  • mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes (CEI).
  • Gianna Rita Zagaria, direttore della Direzione Accoglienza e Inclusione di Roma Capitale.
Modera: Luca Liverani, giornalista di Avvenire.

Fondazione Migrantes, “Le voci silenziate dell’accoglienza”: a Parma la presentazione del nuovo libro di Michele Rossi

17 Febbraio 2025 - L’immigrazione in Italia è spesso raccontata attraverso numeri, leggi e proclami politici, ma raramente si ascoltano le voci di chi la vive in prima persona. Le voci silenziate dell’accoglienza, il nuovo libro di Michele Rossi, promosso da Fondazione Migrantes e realizzato Tau editrice, nasce proprio per dare spazio a chi solitamente non ne ha: rifugiati, richiedenti asilo e operatori dell’accoglienza.
L’autore presenterà il libro a Parma il 24 febbraio 2025 alle ore 18:00 presso i Missionari Saveriani, in Viale San Martino 8. Sarà un momento di confronto con mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, e Mariacristina Molfetta, antropologa culturale ed esperta della stessa fondazione. Frutto di un’ampia ricerca, il libro raccoglie le testimonianze di quasi 400 migranti – alcuni inseriti nei sistemi di accoglienza, altri esclusi – e 200 operatori. Quali ostacoli incontrano? Quali possibilità di autonomia vedono? Qual è il vero volto dell’accoglienza in Italia per chi la vive?  Attraverso le loro parole emergono bisogni, desideri e frustrazioni, ma soprattutto il modo in cui percepiscono l’accoglienza in Italia. L’accoglienza, come emerge dal libro, non è solo una questione politica e giuridica, ma anche una realtà fatta di relazioni, incomprensioni e fatiche vissute sia da chi arriva sia da chi lavora per supportarlo.

Fonte: Ciac Onlus

“Un mare di porti lontani”, una serie di proiezioni per non dimenticare la strage di Cutro

14 Febbraio 2025 - “È un delitto reprimere la speranza”. Con questa frase si conclude il docufilm Un mare di porti lontani il lavoro del regista fiorentino Marco Daffra che “smentisce i luoghi comuni sulle navi umanitarie” (Avvenire). Il film presenta le testimonianze di capitani, marinai, medici, infermieri, macchinisti, interpreti e mediatori culturali, nonché quelle del dott. Pietro Bartolo, “il medico di Lampedusa” che visitò 350mila sbarcati in 30 anni, e di Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte. In occasione dell’anniversario della strage di Cutro, Marco Daffra parteciperà con la Carovana Migranti e la "Rete 26 febbraio" a un serie di proiezioni nei luoghi della commemorazione, momento centrale di un vasto tour per la penisola.
  • Lunedì 17 febbraio h 10.00. Esclusivamente per Liceo Cecioni, Cinema 4 mori, Livorno
  • Martedì 18 febbraio, h 21.00. Sede di Libera, Via Stamira n°5, Roma.
  • Mercoledì 19 febbraio, h 18.30, Club Nautico di Gaeta, Piazza Carlo III, Gaeta.
  • Giovedì 20 febbraio, h 17.00. Castello Ducale, Marigliano (Napoli). Con la Carovana Migranti.
  • Venerdì 21 febbraio, h 15.30. Sede Filcams-Cgil, Piazza Giuseppe Garibaldi n° 101, Napoli.
  • Sabato 22 febbraio, h 19.00. BiblioErica, Piazza Santini, Capaccio Scalo, Salerno.
  • Domenica 23 febbraio, h 17.00. Palazzo Spadafora, Cosenza. Con la Rete 26 febbraio.
  • Lunedì 24 febbraio, h 11.00. Liceo Gravina, Crotone. Con la Carovana Migranti e Rete 26 febbraio.
  • Lunedì 24 febbraio, h 17.00. Lega Navale, Crotone. Con la Carovana Migranti e Rete 26 febbraio.
Durante il viaggio di ritorno, altre tappe ancora:
  • Sabato 1° marzo, h 17.00. Biblioteca del Negroamaro, Guagnano (Lecce)
  • Lunedì 3 marzo, h 18.00. Casa del Popolo, Via Gioberti, Campobasso
  • Mercoledì 5 marzo, h 21.00. S.Giuseppe, via Italia 35, Falconara
  • Giovedì 6 marzo, h 09.00. Scuole, Rimini
  • Giovedì 6 marzo, h 18.30. Scouts, Rimini
  • Venerdì 7 marzo, h 09.00. Scuole, Rimini
  • Venerdì 7 marzo, h 21.30. Circolo il Botteghino, La Rotta (Pi)
Nel 2023 Marco Daffra e la sua cinepresa hanno navigato da Carrara a Siracusa per più di mille chilometri sulla nave Open Arms. Daffra è poi volato in ricognizione di naufraghi con Pilotes Volontaires. Il regista ha infine intervistato tanti protagonisti a Lampedusa, centro nevralgico degli sbarchi di migranti, come testimonia il monumento “Porta di Lampedusa – Porta d’Europa”. In 30 anni le morti di migranti accertate in Mediterraneo sono 50mila, ma in realtà sono molte di più. Per fortuna, però, molte più vite sono state salvate, un grande miracolo che continua a ripetersi ogni giorno grazie anche ai volontari che “tendono le mani ai naufraghi del Mediterraneo”, persone che il documentario di Marco Daffra permette di conoscere e di ascoltare.

Integrazione Film Festival di Bergamo, dal 13 al 17 maggio la 19ma edizione

16 Febbraio 2025 - Si svolgerà a Bergamo dal 13 al 17 maggio 2025 la diciannovesima edizione dell'Integrazione Film Festival (IFF), il festival cinematografico internazionale dedicato a "Inclusione, Identità e Intercultura. E intersezionalità". IFF - Integrazione Film Festival è un progetto di Cooperativa Ruah con la collaborazione di Lab 80 film. Chiuse le iscrizioni il 31 gennaio, ora arriva il momento di presentare le proprie opere. Novità di quest’anno, tra le tante, una nuova sezione di concorso per sceneggiature seriali originali scritte in lingua italiana non prodotte, né in fase contrattuale. Bisogna scrivere entro al mezzanotte del 28 febbraio 2025 a info@iff-filmfestival.com.

Per dettagli sul bando.

Verranno selezionate le opere che:
  • documentano aspetti positivi della realtà multiculturale, multi linguistica e multi religiosa; opere che raccontano esperienze di convivenza possibile perché aperte al dialogo, basate sul confronto reciproco e capaci di sostare nei conflitti;
  • rappresentano esperienze di inclusione che tengano conto della moltitudine dei punti di vista esistenti e che danno spazio alla volontà dei singoli e delle comunità di autodeterminarsi, riconoscendo e valorizzando il proprio essere, la propria cultura, le proprie tradizioni e quelle altrui;
  • mostrano l’importanza e la centralità delle identità “miste” (mixed) in quanto frutto di molteplici appartenenze (culturali, linguistiche, religiose, di genere, generazionali, ecc.) ma integre, per poter essere soggetto protagonista;
  • mostrano esempi e percorsi di interazioni interculturali che riconoscono il valore di ogni persona, nello sforzo attivo di apprendere, rispettare e accettare chi consideriamo diverso.
Le opere ammesse saranno valutate da giurie appositamente costituite che assegneranno i seguenti Premi:
  1. Premio di 1000 euro al miglior cortometraggio di finzione.
  2. Premio di 1000 euro al miglior documentario.
  3. Premio di 250 euro alla Miglior Sceneggiatura Seriale (in lingua italiana).
  4. Premio del pubblico: il pubblico presente in sala agli eventi di proiezione sarà invitato ad esprimere il proprio vincitore.
  5. Premio per la migliore interpretazione: le giurie assegneranno un premio per la performance di migliore interpretazione.
Le giurie e lo staff si riservano di assegnare particolari Menzioni Speciali; inoltre si riservano la possibilità di non assegnare i suddetti premi. Spiega la direttrice artistica Daphne Di Cinto:  “Nel fare ricerca sulla parola ‘integrazione’ mi sono imbattuta in una serie di domande che mi hanno davvero fatto pensare: mi sento a mio agio a parlare con i miei vicini di casa? Riesco a vivere bene entro il mio budget disponibile? So come accedere ai servizi nella zona in cui vivo? La mia opinione viene presa in considerazione sul posto di lavoro? La risposta a queste domande misura il livello di integrazione di ogni persona: il nostro e chiunque ci stia intorno. Quando interpreteremo la parola integrazione in questo modo, sarà realmente più facile creare spazi in cui tutti si possano sentire al sicuro. Se io creo uno spazio sicuro per te e tu lo crei per me, sparisce la paura o perlomeno si rimpicciolisce. Questo non lo impareremo guardando il telegiornale, non so se lo impareremo durante  IFF, però ci possiamo anzi ci dobbiamo provare”.

A Ferrara, mons. Perego presenta il Report Migrantes agli studenti in “Peace Studies”

15 Febbraio 2025 - Martedì 18 febbraio, alle ore 18, presso l'Aula Magna dell'Università di Ferrara, il presidente della Fondazione Migrantes, S.E. mons. Gian Carlo Perego, interverrà alla presentazione del Report "Il Diritto d'asilo 2024", insieme ai prof. Alfredo Maria Morelli e Giuseppe Scandurra, e al dott. Davide Carnevale del Laboratorio per la pace di Ferrara. L'evento è parte della prima edizione della Winter School del dottorato di ricerca di interesse nazionale in Peace Studies, un evento che vedrà la partecipazione di 50 dottorande e dottorandi da oltre 70 atenei italiani, insieme a docenti e ospiti internazionali. Presentazione Report Diritto d'Asilo a Ferrara

Asti, i “popoli in cammino” raccontati dal Rapporto Immigrazione 2024

15 Febbraio 2025 - Lunedì 17 febbraio, alle ore 17.45, presso la Galleria Don Andrea Gallo del CPIA di Asti (piazza Leonardo da Vinci 22), si terrà la presentazione del XXXIII Rapporto Immigrazione 2024. Popoli in cammino, curato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del professor Davide Bosso, Dirigente scolastico del CPIA 1 di Asti, e di Paolo Maccario, Responsabile dell’Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Asti. A seguire, il dott. Simone Varisco, curatore del Rapporto per Fondazione Migrantes, terrà una relazione in cui presenterà i principali temi e dati contenuti nel Rapporto. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti. Durante la presentazione, verranno inoltre condivisi dati specifici che offriranno una panoramica sul fenomeno migratorio a livello locale, permettendo ai partecipanti di comprendere più da vicino la realtà che caratterizza il territorio astigiano. L’evento è promosso dall’Ufficio diocesano Pastorale Migranti, dalla Caritas diocesana, dal CPIA 1 di Asti e dal Centro Regionale di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo dei CPIA del Piemonte.

(fonte: Diocesi di Asti)

Migranti e media: si parla di loro, ma non con loro

14 Febbraio 2025 - L'altro editoriale di Nello Scavo, inviato del quotidiano "Avvenire" e presidente dell’Associazione Carta di Roma, pubblicato sul numero 1 del 2025 di "Migranti Press". “Richiedente asilo, rifugiato, vittima di tratta, migrante non possono essere usati come sinonimi perché rimandano a condizioni giuridico–amministrative diverse. Tanto meno le persone che arrivano nel nostro paese irregolarmente possono essere accomunate sotto la definizione comune di ‘clandestini’, termine non solo fortemente connotato negativamente, ma anche inesistente giuridicamente”. Già nel 2018 le linee guida per i media elaborate da “Carta di Roma” mettevano in guardia da una comunicazione fuorviante e strumentale. Da allora qualcosa è cambiato in meglio? Alcune discontinuità sono state registrate. Se è vero che la rappresentazione delle migrazioni è quella di una “crisi permanente”, sempre adoperando toni  allarmistici imbastiti con il consueto campionario di “emergenza”, “crisi”, “allarme”, “invasione”, i ricercatori del XII Rapporto Carta di Roma, Notizie di contrasto, segnalano una lieve diminuzione della comunicazione parossistica. È un piccolo ma importante segnale, perché dice che il lavoro di questi anni ha permesso di innescare, anche grazie a “Carta di Roma”, una maggiore attenzione all’armamentario delle parole scelte da chi comunica. Chi, invece, è ancora assente dal panorama informativo sono i protagonisti. Nel 2024 la voce delle persone migranti e rifugiate sono state presenti solo nel 7% dei servizi dei telegiornali. Si parla di loro, ma non con loro. Non c’è da sorprendersi: il primo tema in agenda resta quello dei “flussi migratori”, mentre parlare di “accoglienza” è quasi una rarità. Le scelte mediatiche, dunque, rispecchiano lo spartito scritto dalla politica. Un pessimo segnale per un giornalismo, pur tra alcune eccezioni, vissuto tra assuefazione e complicità. C’è un altro dato che conferma le cattive abitudini di tante redazioni e le ricadute sull’opinione pubblica, il calo netto dell’attenzione mediatica verso la questione migratoria: parliamo di una contrazione del 40% circa in stampa e telegiornali di prima serata. Le considerazioni e le raccomandazioni finali del Rapporto non valgono solo per chi fa informazione. “Si sono rivelati molto costruttivi gli approfondimenti che attraverso molteplici ingredienti (dati, analisi, testimonianze, comparazioni) riescono a penetrare la superficie del fenomeno per darne letture articolate, inedite e stimolanti per la riflessione. Al contrario, le letture dell’accoglienza attraverso lenti parziali e ideologicamente condizionate non contribuiscono in alcun modo alla comprensione del fenomeno”. Valerio Cataldi, che a dicembre mi ha passato il testimone alla presidenza di Carta di Roma, così apriva il rapporto annuale: “Le persone spariscono (di nuovo). La politica (ancora) in primo piano”. Una sintesi perfetta, e amara.

Salerno, celebrazione eucaristica per la comunità migrante francofona

14 Febbraio 2025 - L’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Cerno ha organizzato per domenica 16 febbraio 2025, presso la Chiesa dell'Immacolata a Salerno, una Celebrazione Eucaristica in lingua francese, dedicata alla comunità migrante francofona presente sul nostro territorio. Questa iniziativa nasce dal desiderio di offrire ai fedeli di lingua francese un'opportunità di preghiera e condivisione nella propria lingua madre, rafforzando il senso di comunità e accoglienza all’interno della Chiesa locale. L'invito a partecipare è esteso a tutti coloro che desiderano unirsi a questa celebrazione speciale. Per maggiori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Cerno: 089 0977808 - ufficiomigrantes@diocesisalerno.it

(fonte: Diocesi di Salerno)

La presentazione del Rapporto Italiani nel mondo a Berna e a Wohlen (Svizzera)

13 Febbraio 2025 - Durante il fine settimana sono in programma in Svizzera due eventi dedicati alla presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2024, uno studio sul fenomeno migratorio italiano e sulle sue nuove tendenze, realizzato dalla Fondazione Migrantes. Il primo appuntamento, ospitato e promosso dal Comites di Berna, Friburgo e Neuchatel, è per sabato 15 febbraio, alle ore 15, presso Casa d’Italia (Bühlstrasse 57, Berna). Interverranno la curatrice del Rapporto, la dott.ssa Delfina Licata, lo studioso e docente di storia delle migrazioni, l'on. Toni Ricciardi, e il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Il RIM 24 a Berna   Domenica 16 febbraio 2025, alle ore 15, appuntamento invece al Circolo Acli Wohlen (Freiämterstrasse 1 - 5610 Wohlen) su iniziativa dei Circoli Acli di Wohlen e Lenzburg, della Missione Cattolica Italiana di Wohlen-Lenzburg e dell’Associazione Italia Nostra di Mellingen. Intervengono Franco Narducci, presidente Acli Wohlen; monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes; Delfina Licata, sociologa delle migrazioni e curatrice del RIM; l'on. Toni Ricciardi, Camera dei deputati del Parlamento italiano; Gaetano Vecchio, presidente Acli Argovia  

“Fino a che punto?”. Il diritto d’asilo in copertina sul primo numero di “Migranti Press” del 2025

13 Febbraio 2025 - Arriva il numero 1 del 2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina, i numeri e la progressiva compressione del diritto d’asilo in tutto il mondo, ma anche le modalità di accoglienza e accompagnamento dei rifugiati nel nostro Paese, partendo dai dati del Report “Il Diritto d’asilo 2024”. In evidenza, un editoriale di Nello Scavo sull’ultimo Rapporto dell’associazione Carta di Roma, a proposito di migrazioni e media; un focus sull’appartenenza religiosa degli immigrati che vivono in Italia; i percorsi e le storie degli studenti stranieri accolti a Firenze dal Centro “La Pira”; il progetto “Scuola con e per i rom” a Giugliano, mentre l’Italia è ancora “il Paese dei campi”; uno dei racconti che Luigi Dal Cin ha pubblicato nel volume Sulla porta del mondo. Storie di emigranti italiani (Terre di Mezzo editore), realizzato con la Fondazione Migrantes. È la storia dei piccoli spazzacamini della Val Vigezzo. Infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).
Il sommario completo:
  • Editoriale La Festa dei popoli: insieme in Piazza e in Cattedrale Mons. Pierpaolo Felicolo
  • L’altro editoriale Migranti e media: si parla di loro, ma non con loro. Il XII Rapporto Carta di Roma Nello Scavo
  • In Italia e in Europa il diritto d’asilo è a rischio. L’ottava edizione del Report annuale della Fondazione Migrantes Cristina Molfetta e Giovanni Godio Sto alla porta e busso». L’esperienza delle “suore di frontiera” Bruno Salustri
  • “E tu, in chi credi?”. L’appartenenza religiosa degli immigrati in Italia Simone M. Varisco Il mio “jihad” attraverso il fumetto. Intervista a Takoua Ben Mohamed S. M. V.
  • 4 vite che sono anche la mia. Una medaglia dalle quattro facce Miriam Sereni
  • Facciamoli studiare. Diritto allo studio e integrazione Michele Zanzucchi e Maurizio Certini
  • Cam-caminì. Storie di (piccoli) emigranti italiani Luigi Dal Cin
  • Organizzare la speranza. Dal basso. Il progetto “Scuola per e con i rom” Elia Tornesi Diritti abitativi. L’Italia è ancora il “Paese dei campi” E. T.
  • Leggi e giurisprudenza a cura di Alessandro Pertici (Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei)
  • Brevi
  • Segnalazioni (libri, cinema, musica, arte)
 

Radio Mater, una nuova puntata della trasmissione curata dalla Fondazione Migrantes

13 Febbraio 2025 - Appuntamento alle ore 17.30 su Radio Mater con una nuova puntata della trasmissione "Incontri in cammino", curata dalla Fondazione Migrantes. Simone Varisco dialoga sul Giubileo dei migranti con mons. Graziano Borgonovo, sotto segretario del Dicastero dell'evangelizzazione; e con Mariacristina Molfetta, a proposito della graphic novel sui minori non accompagnati 4 vite (Tau Editrice). logo Radio Mater

A Torino, “La Carta di Roma. Migrazione: un approccio inedito alla complessità”

12 Febbraio 2025 - Il Concorso Lingua Madre organizza – insieme all’Ufficio per la Pastorale dei Migranti Arcidiocesi di Torino e a GIULIA Giornaliste – il corso per giornaliste/i dell’Ordine Dei Giornalisti Piemonte dedicato alla Carta di Roma. Appuntamento mercoledì 13 febbraio 2025 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso la sede dell'Ufficio Pastorale Migranti dell'Arcidiocesi di Torino (via Cottolengo 22). Si analizzeranno le linee guida e i suoi aggiornamenti in relazione all’ultimo Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes, dove molto rilevante risulta essere la presenza femminile. Dalla partecipazione alle attività autonome o imprenditoriali fino alla creatività culturale, il contributo delle cittadine straniere o con appartenenze multiple, le rende parte attiva di un processo di trasformazione sociale. Senza dimenticare le giovani generazioni sospese tra Neet e nuove consapevolezze. Fra gli interventi, quelli di Sergio Durando, referente dell'Ufficio Migranti, di Simone Varisco, curatore del del Rapporto Immigrazione per la Fondazione Migrantes, e di Daniela Finocchi, del Concorso nazionale "Lingua Madre".

Il ruolo delle aziende nell’integrazione socio-economica dei rifugiati in Italia

12 Febbraio 2025 - Il 13 febbraio è in programma dalle ore 9.30 presso la Luiss Business School (Roma, Villa Blanc, Via Nomentana 216) un convegno dal titolo "Il ruolo delle aziende nell'integrazione socio-economica dei rifugiati in Italia" Dopo i saluti di benvenuto degli organizzatore e promotori - Luiss Business School e Pfizer Italia - e la presentazione del position paper sul ruolo delle aziende nell’integrazione economica dei rifugiati, a cura di Francesco Cherubini (Associate Professor di Diritto  Europeo Luiss Guido Carli), è previsto un panel in cui interverranno:
  • Chiara Cardoletti*, Alto Rappresentante per Italia, Vatican e San Marino - UNHCR.
  • Mariacristina Molfetta, Curatrice del Volume Annuale «Il Diritto d'asilo» Fondazione Migrantes.
  • Massimo Visentin, Co-Chair DEICE and Eastern Europe Cluster President Pfizer.
  • Luigi Maria Vignali*, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
  • Francesco Reale, Segretario  Generale Fondazione Adecco.
Modera: Maurizio Licordari, Giornalista RAI.

Papa Francesco invia una lettera ai vescovi USA sulle deportazioni di migranti: “Ciò che è costruito sulla base della forza inizia male e finirà male”

11 Febbraio 2025 - “L’atto di deportare persone che in molti casi hanno lasciato la propria terra per motivi di estrema povertà, insicurezza, sfruttamento, persecuzione o grave deterioramento dell’ambiente, ferisce la dignità di tanti uomini e donne, di intere famiglie, e li pone in uno stato di particolare vulnerabilità”. Questo un passaggio della lettera - suddivisa in dieci punti, diffusa oggi in lingua inglese e spagnola, - che papa Francesco ha indirizzato alla Conferenza Episcopale statunitense, a poco più di due settimane dalla pubblicazione sull’account X della Casa Bianca delle fotografie di una decina di migranti che camminano in fila, ammanettati e in catene, verso un aereo militare per essere riportati in patria. Dopo aver spiegato di aver "seguito da vicino la grande crisi che si sta verificando negli Stati Uniti con l'avvio di un programma di deportazioni di massa", nella sua missiva il Pontefice scrive tra l'altro: "Il vero bene comune si promuove quando la società e il governo, con creatività e rigoroso rispetto dei diritti di tutti - come ho affermato in numerose occasioni - accolgono, proteggono, promuovono e integrano le persone più fragili, non protette e vulnerabili. Ciò non impedisce lo sviluppo di una politica che regoli una migrazione ordinata e legale. Tuttavia, questo sviluppo non può avvenire attraverso il privilegio di alcuni e il sacrificio di altri. Ciò che è costruito sulla base della forza, e non sulla verità della pari dignità di ogni essere umano, inizia male e finirà male".

Fonte: Vatican News.

Arriva anche a Madrid il Rapporto Italiani nel Mondo

11 Febbraio 2025 - Il Comites di Madrid ha organizzato per giovedì 20 febbraio, presso il Consolato Generale d’Italia (c/Agustín de Betancourt 3) la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2024 (RIM 2024), realizzato dalla Fondazione Migrantes, organo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Dopo i saluti istituzionali, il presidente del Comites Madrid, Andrea Lazzari, modererà una tavola rotonda alla quale interverranno:
  • Delfina Licata, sociologa delle migrazioni, ricercatrice della Fondazione Migrantes e curatrice del RIM.
  • Pietro Mariani, consigliere CGIE Spagna, e Michele Testoni, vicepresidente Comites Madrid, autori del saggio: Spagna. La doppia cittadinanza: una grande opportunità.
Il dibattito si concentrerà su due temi cruciali per gli italiani all’estero: da un lato, l’evoluzione della mobilità italiana, ovvero sia la migrazione interna che quella esterna, cioè sia quella in uscita dall’Italia che quella in entrata; dall’altro lato, il tema della cittadinanza, elemento “strutturale” di identificazione delle comunità italiane fuori dal territorio nazionale, nonché  le opportunità e le sfide legate all’acquisizione della doppia cittadinanza fra Italia e Spagna.

Lampedusa, il “Viaggio della vita” con gli studenti delle scuole dell’isola

10 Febbraio 2025 - Per Germano Garatto dal 2013 Lampedusa è anche il suo "Viaggio della Vita": si chiama così il progetto educativo avviato nel 2013 dalla Fondazione Migrantes e affidato a lui e all‘associazione di promozione sociale Edusa. Ha un nome evocativo che sull’isola risuona nelle aule di tutte le scuole e in molte case. "I ragazzi che abbiamo formato all’inizio della nostra esperienza, quando ancora erano liceali – racconta Garatto – hanno frequentato l’Università, molti sono tornati e hanno avviato attività nell’ambito del turismo, mentre qualcuno di loro oggi è con noi e forma i fratelli più piccoli ai valori dell’accoglienza e del rispetto". Lo scopo del "Viaggio della Vita", progetto che coinvolge gli studenti dell’isola, è quello di consolidare la collaborazione tra scuola e territorio "prima di tutto con le famiglie – spiega Germano – e con le altre realtà di Lampedusa, proponendo attività e iniziative che fanno capire quanto sia importante lavorare e vivere insieme nel rispetto reciproco". Dal 6 al 9 febbraio a Lampedusa si è riunita la Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana, assieme al vescovo delegato, mons. Corrado Lorefice. Uno degli incontri è stato proprio dedicato al lavoro di Garatto e di Edusa.
Scuola di umanità
Con i bimbi della primaria, l’associazione Edusa realizza "LampeMondo", che porta dentro la scuola la ricchezza l’esperienza viva di genitori che hanno voglia di mettersi in gioco e raccontare ai figli e ai compagnetti la loro infanzia "attraverso una festa, una favola, un gioco, una danza o anche un cibo – aggiunge l’animatore e presidente di Edusa – per far comprendere anche a chi è più piccolo la ricchezza dell’umanità, la bellezza delle tradizioni. Il tema centrale di questo nostro progetto è il viaggio, particolarmente sentito in quest’isola che è punto di partenza e approdo di tante persone. Ma il viaggio del nostro progetto è inteso anche come il percorso che ognuno di noi fa, da quando viene al mondo portando con sé ricordi ed esperienze che vengono da lontano e ci portano lontano". Così Edusa ha "arruolato" genitori lampedusani, ma anche tunisini, colombiani, peruviani in un concerto di voci e racconti che affascina gli alunni e si arricchisce dell’apporto degli insegnanti.
L’Africa in classe
I ragazzini delle medie sono i protagonisti del progetto "Cosa ci porta l’Africa": a ciascuna classe è proposta l’esplorazione di uno dei Paesi da cui provengono i migranti che giungono a Lampedusa. "Lo scopo – chiarisce Garatto – è comprendere come persone che ai nostri occhi appaiono povere e sprovvedute siano in realtà rivestite di una dignità che la storia e la cultura dei paesi da cui sono partiti ci aiuta a comprendere". In questo caso il ruolo fondamentale è svolto da alcuni testimoni privilegiati che provengono dal Paese in esame, “in particolare viene valorizzata la presenza di famiglie e giovani che – aggiunge Garatto - vivono da diverso tempo in Italia e provengono dall’Eritrea, dal Senegal, dalla Tunisia e dalla Costa d’Avorio".
La vocazione sociale dei ragazzi
I ragazzi delle scuole superiori, infine, vengono coinvolti nella terza articolazione del progetto con lo scopo di sviluppare le "vocazioni sociali", grazie ad attività di animazione. Spiega Garatto: "Ci rivolgiamo a una trentina di alunni che frequentano le classi terze e quarte del Turistico e dello Scientifico. È previsto un percorso di formazione di 45 ore con introduzione al ruolo di animatore attraverso il gioco educativo, elementi di psicologia e pedagogia nonché un tirocinio pratico con laboratori e attività rivolte ai più piccoli".
Restare umani
"Questo nostro lavoro – prosegue Garatto – contribuisce a valorizzare la presenza dei migranti, per aprire le menti dei giovani, ma anche delle loro famiglie e in definitiva per stimolare tutto il tessuto sociale lampedusano. Coinvolgendo i migranti, inoltre, li aiutiamo a essere parte di questa comunità e allo stesso tempo aiutiamo i lampedusani a restare umani". Lampedusa, del resto è una realtà aperta al mondo: "Non solo qui approdano tante persone in fuga da tante parti del mondo – spiega il presidente dell’Associazione Edusa – ma sono molti i lampedusani che scelgono di emigrare, le loro famiglie conoscono bene il senso del viaggio, che può essere di sola andata. Proprio per questo, quando ho chiesto agli isolani perché nel 2011 hanno accolto senza battere ciglio migliaia di ragazzi, mi hanno risposto: 'e se fossero stati i nostri figli?'. La modalità di reazione di Lampedusa è stata grande".
Un nuovo modello
Da 12 anni a questa parte, però, qualcosa è cambiata: "L’isola – confessa Garatto, con un’ombra di perplessità nella voce – è sempre più modulata sulle necessità del business del turismo. I pescatori sono sempre di meno e poche le persone che coltivano. In questi ultimi anni sono stati ristrutturati numerosi edifici, trasformati in strutture di accoglienza. Allo stesso tempo non si vedono più migranti per la strada, non c’è più modo di confrontarsi con la loro sofferenza e la loro umanità. A Lampedusa sfugge una parte della sua stessa realtà, perché chi arriva viene fatto sbarcare lontano e viene preso in carico per essere trasportato all’hotspot e poi fuori. Sono tutti contenti del fatto che i turisti non vengono mai a contatto con i migranti stranieri, eppure, ne sono sicuro, questa comunità non ha perduto la disponibilità all’incontro". (Nino Arena – Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela)

Lampedusa, mons. Lorefice: “Qui una comunità messianica, non un club religioso”

9 Febbraio 2025 - Nel saloncino parrocchiale adiacente la Chiesa di San Gerlando si spengono le luci e nel buio riaffiorano i ricordi, le lacrime, la commozione di quei giorni lontani, eppure ancora pienamente vivi nella memoria della comunità lampedusana. Su una delle pareti vengono proiettate le immagini del video, realizzato nel 2011, con cui la Fondazione Migrantes ha raccontato i giorni della grande emergenza. Ed ecco apparire i volti di migliaia di donne, uomini, bambini, alcuni ancora in fasce, che hanno attraversato il molo Favaloro di Lampedusa, ma che, ancor di più, hanno toccato in modo indelebile il cuore degli isolani.
Testimonianze e ricordi
Una comunità che nella serata di giovedì 6 febbraio, al termine della funzione religiosa, alla presenza del parroco don Carmelo Rizzo, si è raccolta per condividere con i componenti della Commissione Regionale per le Migrazioni, ma soprattutto con monsignor Corrado Lorefice, il ricordo di quelle giornate dove «tutti noi abbiamo potuto toccare con mano la sofferenza di Gesù, perché è come se avessimo vissuto il Vangelo», sottolinea la signora Pilla, tra le parrocchiane più “attive” nei giorni dell’emergenza. «Questo luogo (la parrocchia ndr) – era un cantiere aperto 24 ore su 24. La sala in cui ci troviamo adesso, ad esempio – ricorda Pilla – era quella in cui venivano raccolti i vestiti che poi venivano divisi e distribuiti; ogni zona aveva una sua funzione specifica. Eravamo tutti uniti nel condividere il dolore di quei fratelli, ma al tempo stesso eravamo felici di poter ridare loro dignità». Dignità nella vita, ma dignità anche nella morte, quella che, invece, per Maria Martello, non è stato possibile concedere attraverso il rito della sepoltura «ai corpi di coloro che venivano sistemati all’interno di grandi sacchi neri di plastica, immagini che ho ancora bene impresse nella mente e continuano a essere motivo di grande dolore. Tutto quello che siamo riusciti a fare lo abbiamo fatto con amore e per amore, perché era come se Gesù si stesse presentando a noi». Altrettanto commosse e commoventi le testimonianze di Enzo Riso e Mario Capitano, entrambi in prima linea nelle difficili settimane del febbraio 2011. «Ricordo tutto come fosse ieri – racconta Mario –, pioveva a dirotto e andammo da don Stefano (il parroco di allora, ndr), per capire come poter aiutare le persone che dormivano al porto e cercavano di ripararsi sotto i camion. È bastato un messaggio e in un attimo tutti i lampedusani hanno aperto le porte di casa per dare il loro contributo». Ricordi indelebili, anche quelli condivisi dal pescatore Enzo: «Inizialmente ci sentivamo impotenti, poi però tutto si è trasformato in coraggio e voglia di fare. Non c’era nulla che ci spaventasse o preoccupasse, sentivamo solo il bisogno di esserci e poter dare aiuto. La cosa che non dimenticherò mai saranno gli abbracci che ho scambiato con quei fratelli, perché è come se avessi provato la sensazione di abbracciare Dio». Suor Angela Cimino è a Lampedusa da più di un anno: «La missione che sto vivendo qui mi si è attaccata sulla pelle. Se mentre mi trovo a pregare ricevo un messaggio in cui viene comunicato che da lì a breve si verificherà uno sbarco, e quindi sono chiamata a svolgere la mia attività di volontaria, mi dico “lascio Dio per andare da Dio” e prima di recarmi al molo l’ultima preghiera la faccio per le persone che incontrerò e per i corpi di coloro che non ce l’hanno fatta».
Lampedusa capace di “abbracciare” le sofferenze altrui
Ed è proprio dalle testimonianze, ancora vivide, dei parrocchiani e dei volontari, che monsignor Lorefice ha colto spunto per lanciare un messaggio di profondo valore cristiano: «Ascoltare le vostre parole – ha affermato il vescovo – è come aver riletto dei tratti del Vangelo. Abbiamo scelto di essere qui a Lampedusa – ha spiegato – perché è solo attraverso i vostri racconti e le vostre testimonianze che possiamo far capire alle nostre comunità locali cosa significhi realmente essere comunità messianica, cristiana. Il Messia è colui che salva facendo proprie le sofferenze altrui ed è esattamente ciò che avete fatto e continuate a fare. Fin quando non capiremo questo, saremo solo un “club religioso”, ma non saremo una comunità messianica». (Elena De Pasquale – Ufficio Migrantes Diocesi Messina Lipari S. Lucia del Mela)