10 Dicembre 2024 - È stato presentato lunedì 9 dicembre alle ore 11:00 presso la Sala “don Giacomo Rossi” del Villaggio della Carità di Perugia il XXXIII Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes.
L’incontro si è aperto con i saluti don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, e di Simone Foresi, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano. Sussiste il «problema della lentezza ed estrema farraginosità che affligge il sistema delle procedure burocratiche e amministrative necessarie per il rilascio dei documenti o il riconoscimento dello stato di protezione internazionale», ha detto Foresi. «Questo rappresenta il vero ostacolo verso un processo di integrazione nelle società di accoglienza e, nella maggior parte dei casi, del pieno riconoscimento di un effettivo diritto alla cittadinanza».
«Nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità l'integrazione di nuove culture arricchisce il patrimonio culturale italiano, promuovendo uno scambio di idee e pratiche che va ben oltre le frontiere nazionali», ha spiegato mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. «Diciamolo chiaramente, anche alla luce del “Decreto flussi” recentemente approvato: la manodopera di origine straniera è essenziale per molte industrie, e spesso svolge lavori che gli italiani tendono a evitare. Inoltre, l'invecchiamento della popolazione italiana rende i contributi dei lavoratori stranieri fondamentali per sostenere il sistema previdenziale e la crescita economica del Paese».
La relazione centrale, a cura di Simone Varisco, è partita da un inquadramento dei dati e delle prospettive future a livello nazionale e internazionale, per focalizzare l’attenzione alla situazione dell’Umbria e della provincia di Perugia. Molte le tematiche intercettate, dall'economia alla fede, dalla cultura alla scuola. In tal senso, è significativo il dato che vede l’Umbria come la seconda regione, dopo il Veneto, per percentuale di alunni “stranieri” nati in Italia ma senza cittadinanza italiana: il 69,9%, rispetto ad una media nazionale del 65,4%.
«Troppe volte le nostre letture sono letture superficiali, dettate dalle paure, dalla non conoscenza», ha detto S. E. Mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, cui sono state affidate le conclusioni della mattinata lavori. «Il primo frutto del Rapporto Immigrazione è quello di metterci in contatto con la realtà».
"Migrazione, cittadinanza, sfide, opportunità, rigenerare. Non sono parole messe a caso - spiega mons. Felicolo -, l’una accanto all’altra creano un percorso a cui porre attenzione e valore". E aggiunge: "La città cresce nella misura in cui riconosce le persone che nascono, crescono e vivono in città. Città e cittadinanza camminano insieme". Allargare il concetto di cittadinanza è dunque "una scelta che implica quella di allargare la responsabilità sociale e la partecipazione dei cittadini immigrati", considerando la cittadinanza come “dono”, per tutti.
Per il direttore generale della Fondazione Migrantes, infine "il nostro passato e il nostro presente emigratorio, come ci mostrano i dati del nostro
Un momento dei lavori di gruppo (foto: Ufficio Migrantes Verona)[/caption]
(fonte: Nuovo Dialogo)[/caption] 
In concreto, infatti, nei giorni 26 e 27 ottobre, una parrocchia per ogni prefettura ospiterà l’iniziativa. «Nell’organizzazione pratica sono state seguite e supportate dall’équipe pastorale Migrantes – spiega don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi -. Ciascuna presenterà dinamiche diverse, ma tutte saranno accomunate dalla presenza di una celebrazione eucaristica multiculturale, quindi con l’apporto di diverse lingue nelle letture o nei canti. In quasi tutte le Feste dei Popoli sono inoltre previsti dei momenti di condivisione e convivialità, come un aperitivo o una cena multietnica».