12 Settembre 2022 - Roma - Hanno scelto di parlare di Migrazioni, in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) nell’Ambito Generale delle Missioni. Si tratta di incontri online diversificati per continente. Sr Ruth del Mora Pilar, Consigliera Generale delle Missioni, con le sue collaboratrici hanno optato di interagire, in modo sinodale, con il coinvolgimento di sorelle e giovani laici impegnati nell’animazione missionaria delle diverse ispettorie ed essere il più verosimile alle realtà concrete delle diverse parti del mondo. Si è costituito quindi il “Global Missio Time”. Primo incontro sulla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra il prossimo 25 settembre, occasione – spiegano - per “dimostrare la preoccupazione per le diverse persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro, mentre affrontano molte sfide e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione”. In Italia la Giornata è affidata alla Fondazione Migrantes, l’Organismo Pastorale della CEI che si occupa della mobilità umana. Agli incontri dei giorni scorsi sono intervenuti il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, Delfina Licata e Cristina Molfetta dello stesso Organismo pastorale ed hanno focalizzato l’attenzione proprio sulla problematica migratoria. Don De Robertis ha evidenziato che la realtà delle migrazioni è sempre più globale (che come poche altre realtà sta trasformando profondamente le nostre società), e che gli ultimi papi hanno indicato ripetutamente come un segno dei tempi, cioè come una realtà non solo sociale, economica, politica, ma teologica, in cui Dio è all’opera e ci interpella, che chiede anzitutto di essere ascoltata e interpretata. Il Direttore Migrantes ha aiutato le partecipanti a riflettere sul Messaggio di Papa Francesco per la suddetta Giornata, in modo particolare ha ribadito come più volte Papa Francesco, ripete la necessità di accogliere, proteggere, promuovere e integrare. I migranti e i rifugiati non sono i destinatari della nostra carità – ha sottolineato - ma hanno anch’essi un contributo importante da dare alla nostra società e alla Chiesa. Delfina Licata, ha ribadito l’importanza del lavoro silenzioso, della dedizione instancabile, il sacrificio espletato fino a raggiungere grandi ostacoli che tutti i missionari e le missionarie ogni giorno offrono al mondo. Cristina Molfetta si è soffermata sulle guerre e sulle crisi dimenticate che ci sono nel mondo. In conclusione sr. Nella Cutrali – Referente Ispettoriale Missioni Ad Gentes dell’Ispettoria Sicula ha condiviso l’esperienza molto significativa che lei sta vivendo con la comunità educante di Cammarata nella provincia di Agrigento (Italia) dal 2013 in cui è stata coinvolta in un mondo giovanile africano.
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GMMR: le iniziative delle diocesi di Tivoli e Palestrina
12 Settembre 2022 -
Tivoli - Il prossimo 25 settembre si celebra la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato dal tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. Il direttore dell’Ufficio Migrantes delle diocesi di Tivoli e di Palestrina, don Denis Kibangu Malonda, annuncia il programma delle celebrazioni presso la parrocchia di Santa Maria Goretti in Villalba di Guidonia. La giornata si apre alle 11 con la Messa, seguono alle 13 il pranzo multietnico con animazione musicale e, dalle 16 alle 17.30, un momento culturale.
Migrantes: da oggi a Frascati il convegno di pastorale con i rom e sinti
9 Settembre 2022 -
Roma – “Costruiamo il futuro con i rom e sinti”: questo il tema del convegno di pastorale con i rom e sinti che si svolgerà – su iniziativa della Fondazione Migrantes – a Frascati da oggi a domenica 11 settembre.
L’incontro – che sarà aperto dal direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis – prevede testimonianze, momenti di confronto e di preghiera oltre che alcune relazioni sulla pastorale con i rom e sinti.
Migrantes Torino: da venerdì la seconda edizione del Festival dell’Accoglienza
5 Settembre 2022 - Torino - L’Ufficio Pastorale Migrantes di Torino il 9 settembre presenterà in conferenza stampa la seconda edizione del "Festival dell'Accoglienza" . Interverranno il Sindaco di Torino, l’arcivescovo mons. Roberto Repole, il presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia e Marzia Sica della Compagnia di San Paolo, il direttore dell’Ufficio Migrantes Sergio Durando.
Il Festival organizzato in collaborazione con l’Ufficio Missionario della diocesi si terrà dal 9 settembre al 27 ottobre sui temi legati all’incontro, al confronto e all’integrazione dei migranti che vengono a vivere nelle nostre città, per costruire insieme una nuova comunità. Sono previsti 49 appuntamenti in 25 sedi sulle questioni sociali, etiche, legali e culturali; spettacoli teatrali e musicali, una rassegna cinematografica, presentazioni di libri, iniziative particolari per i giovani e quattro incontri dedicati ai temi della Fede. Porteranno il loro contributo 151 relatori (di questi 46% donne e 25% di origine straniera), fra cui: l’arcivescovo Repole, il Vescovo di Asti e delegato regionale Migrantes, mons. Marco Prastaro, i giornalisti Domenico Quirico e Nello Scavo, il parlamentare Andrea Giorgis, lo scrittore Paolo Rumiz e il monaco Enzo Bianchi, i registi Laura Curino e Gabriele Vacis, il presidente della Fondazione Migrantes mons. Gian Carlo Perego.
Il Festival dell'Accoglienza vuole offrire una occasione alle istituzioni, al mondo del terzo settore e alla cittadinanza di "soffermarsi per riflettere sui significati profondi del verbo accogliere, per costruire relazioni e alleanze, per riconoscere i nostri limiti e le nostre fragilità ma anche per valorizzare l’impegno di chi quotidianamente opera a favore di coloro che giungono nel nostro Paese: Istituzioni religiose e laiche, pubbliche e private, famiglie e tante singole persone. Tema conduttore di questa edizione della manifestazione sarà il 'cammino'". Anche quest’anno si viaggerà dentro i molteplici significati del verbo «accogliere» grazie ai contributi di operatori sociali, artisti, scrittori, filosofi, teologi, docenti, volontarie e volontari, ma soprattutto alle testimonianze di coloro che hanno vissuto e/o vivono «l’accoglienza» offerta loro dall’Italia. Diversi appuntamenti (con il titolo «Narr-Azioni di ordinaria accoglienza») cercheranno di documentare come l’accoglienza sia già presente nel sistema della Sanità (in collaborazione con Medici senza Frontiere e Camminare Insieme), nella Società, nel mondo del Lavoro e della Scuola. È anche prevista una escursione a piedi sul percorso montano dei migranti che dal Piemonte cercano di raggiungere la Francia e un altro sulla Collina torinese.
Il Festival sarà organizzato in collaborazione con la Fondazione Migrantes della CEI, l’Opera Barolo, Torino Spiritualità, il Festival delle Migrazioni, il Museo del Risorgimento, il Circolo dei lettori, il Torino Film Festival, il Museo del Cinema, l’ASGI, il Comitato Interfedi, Reale Foundation e altre istituzioni torinesi.
Mons. Savino: oggi “innescare sempre più processi d’inclusione sociale degli immigrati”
5 Settembre 2022 - Lorica - Si è conclusa ieri mattina a Lorica (Cs) con una messa celebrata dal vescovo di Cassano Ionio e vice presidente della Cei, mons. Francesco Savino, la settimana "AttraversoCosenza" promossa dall'Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con Fondazione Migrantes e Ufficio Migrantes Cosenza-Bisignano. L'incontro del centro silano, s'inserisce negli otto appuntamenti partiti da Trieste, per momenti di formazione e di condivisione sui fenomeni migratori. Nell’omelia mons. Savino ha evidenziato come oggi “vi è l'urgenza di innescare sempre più processi d'inclusione sociale degli immigrati ad ogni livello. Solo attivando questi processi, possiamo parlare di una democrazia compiuta. Occorre fare dell’inclusione una scelta prioritaria. Nessuno – ha aggiunto - deve sentirsi escluso, perché lì dove c’è l’esclusione non c’è la civiltà, non c’è democrazia. Oggi la sfida si chiama inclusione. Se la democrazia non si organizza sull’inclusione ed esclude qualcuno, soprattutto le persone che scappano, dalla guerra, dalla fame e dalle persecuzioni, non è una democrazia nella civiltà. Non c’è la civiltà – ha detto ancora mons. Savino - lì dove non si accolgono le persone. Direi che il paradigma su cui tutti, oggi più che mai, devono lavorare, soprattutto a livello educativo, si basa su tre parole: accoglienza, integrazione, legalità. Così come dev'essere chiaro, ai bambini immigrati che frequentano le nostre scuole, non può essere negata la cittadinanza italiana”. Per il vice presidente della Cei, la via d'uscita contro la cultura dell'indifferenza e dello scarto, c'è ed è indicata nell'enciclica “Fratelli Tutti”, con cui Papa Francesco “ci chiama a fare nostro, e a realizzare, il desiderio mondiale di fratellanza, che parte dal riconoscimento che siamo tutti fratelli e sorelle, nella consapevolezza di dover rispondere alla vera sfida di questo millennio”. Al termine della Santa Messa, il presule della diocesi cassanese, ha incontrato i migranti e gli operatori.
La diocesi di Cefalù consegna 240 divise per i bambini della scuola di Obala realizzate con il contributo della Fondazione Migrantes
2 Settembre 2022 - Cefalù - Si è concluso da pochi giorni il secondo viaggio missionario organizzato dalla Diocesi di Cefalù (PA) nella Diocesi sorella di Obala (Camerun). Una seconda tappa che rafforza il rapporto di fraternità e collaborazione tra la Diocesi siciliana e quella camerunense portato avanti per volontà dei due vescovi negli scorsi anni e iniziato con l'accoglienza presso il Seminario di Cefalù dei seminaristi Gabriel Ewodo Evina Messomo, Wilfried Michel Ebode Atangana e Benjamin Patrick Foteu Ndie.
Il 16 agosto 2022 presso l'Episcopio della Diocesi di Obala si è svolta la cerimonia per la consegna delle divise per i bambini della scuola Saint Jean Baptiste de Mbassila di Obala. Erano presenti il Vescovo di Obala mons. Sosthène Léopold Bayemi Matjei e in collegamento il Vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, il Vicario Generale della Diocesi di Cefalù, don Giuseppe Licciardi, suor Thérèse Toba Mbili, direttrice delle Scuole cattoliche di Obala, il diacono Gandolfo Sausa, responsabile del Servizio Pastorale Cooperazione Missionaria tra le Chiese e ufficio Migrantes della diocesi siciliana, i missionari Rosaria, Nicola e Maria accompagnati da don Raphaël Awona Minso.
Le divise sono il frutto del lavoro della “Sartoria di Obala” di Caltavuturo che da quasi un anno si impegna per il loro confezionamento e realizzate grazie all’aiuto delle comunità parrocchiali di Scillato, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Campofelice di Roccella e alla collaborazione della “Sartoria solidale”, progetto realizzato con la Fondazione Migrantes, che da lavoro anche a due donne, una iraniana e una afghana, ospiti con le loro famiglie della diocesi siciliana.
Il Vescovo Marciante, in collegamento dalla Sicilia, ha raccontato la sua visita presso la sartoria di Obala di Caltavuturo (PA): "Le sarte hanno lavorato per diversi mesi con tanto amore e gioia pensando che dietro a ogni divisa c’è il sorriso di un bambino". Le 240 divise, maschili e femminili di diverse taglie, sono state consegnate alla direttrice delle scuole della Diocesi di Obala.
Grazie alla generosità della comunità diocesana durante le iniziative di carità di quest'anno, la Chiesa di Cefalù ha offerto le 240 divise per i bambini delle scuole, 83 banchi per la nuova Chiesa di Etaka - alla costruzione della quale sta collaborando anche la diocesi siciliana - e attrezzi agricoli per i campi.
Migrantes: oggi la conclusione del Corso di Formazione ad Alghero
2 Settembre 2022 - Alghero - Si concluderà oggi con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Alghero, Mauro Morfino e dalla presentazione del messaggio di papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato da parte del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, il corso di formazione “Costruire il futuro con…” promosso ad Alghero dalla Fondazione Migrantes e rivolto a tutti i direttori e collaboratori delle diocesi Italiane. Durante la settimana molti interventi e testimonianze. Tra queste quella dell'ex sindaco di Alghero, Mario Bruni, che ha portato l'esperienza della propria Amministrazione nell'inclusione di cittadini rom e sinti in città, nel superamento dei campi. Sullo stesso tema, Antonello Nuvole (collaboratore dell'ufficio Migrantes di Cagliari) ha presentato il libro "Il cammino dei rom in Sardegna", da lui scritto. «Bisogna conoscere il popolo Rom per potergli offrire la possibilità di integrarsi nella vita sociale delle nostre città. Conoscere più da vicino dal punto di vista sociale, culturale, artistico e religioso il popolo Rom e Sinto che vive in Sardegna», ha detto.
Mons. Baturi: “la paura costruisce bunker non case, scava trincee non piazze”
31 Agosto 2022 - Alghero - «La paura costruisce bunker non case, scava trincee non piazze». Lo ha detto questa mattina il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, nell’omelia della messa che ha aperto la terza giornata del Corso di Formazione promosso dalla Fondazione Migrantes ed in corso ad Alghero fino a venerdì. Per mons. Baturi per «costruire una casa serve tanta speranza, l’attesa fondata di una felicità condivisa con persone amate, la promessa di un bene da spartire nell’amicizia sponsale e nella comunità familiare. Per costruire una casa per la famiglia serve una grande gioia per un amore bello, una speranza che dà l’energia per la costruzione. Senza gratitudine, senza la gioia di un incontro amorevole, cosa possiamo costruire? Un bunker o una casa?». E commentando la pagina evangelica della liturgia odierna ha evidenziato che Gesù annuncia il Regno di Dio e «rende operante nell’incontro sanante con gli uomini che hanno bisogno di salute e salvezza. Gesù – ha aggiunto - è testimone della notizia che annuncia, è stato mandato per essere carne e sangue di un Regno che libera gli uomini che vivono nelle città. Nelle città siamo inviati noi, adesso, a chinarci sugli uomini, a comandare al male, a toccare gli infermi e imporre le mani su di essi. Ecco, noi siamo per grazia chiamati ad essere mano e parola della misericordia di Cristo risorto, a testimoniare la notizia bella che annunciamo». “Costruire il futuro con…” è il tema scelto dalla Fondazione Migrantes per questo corso rivolto a tutti i direttori e collaboratori Migrantes delle diocesi Italiane in corso in Sardegna, la regione scelta dalla Commissione Cei per le Migrazioni per le celebrazioni nazionali della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo 25 settembre. Ad aprire il vescovo di Alghero-Bosa, mons. Mauro Maria Morfino, il direttore regionale Migrantes, padre Stefano Messina, il direttore regionale della Caritas Raffaele Callia e una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba, mons. Roberto Carboni. Tra gli interventi quello del vescovo ausiliare di Milano Franco Agnesi e del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis. In Sardegna, nella cattedrale di Iglesias, il prossimo 25 settembre, la celebrazione nazionale per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Sarda. In vista di questo appuntamento nelle parrocchie italiane e nelle Missioni cattoliche Italiane in Europa sta arrivando in questi giorni il numero della rivista “MigrantiPress” con il commento al messaggio di papa Francesco del presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego e del direttore generale don De Robertis e con il contributo di diversi direttori degli Uffici Cei. (Raffaele Iaria)
Migrantes: Corso formazione, verso una trasformazione della convivenza nella società e nella chiesa
31 Agosto 2022 - Alghero - Le migrazioni continuano ad essere una grande sfida per la società e la chiesa di oggi; tuttavia, l’approccio sembra essere ancora molto influenzato da una visione emergenziale. Il messaggio per la GMMR di quest’anno introducendo la preposizione “con” pone una sfida ed insieme una visione. Una sfida in quanto muove ad ampliare l’orizzonte di lettura e di azione di fronte al fenomeno migratorio segnato spesso dalla paura, dalla crisi, dal sensazionalismo, dalla strumentalizzazione delle persone che migrano a fini sociali, economici e politici. Questa visione ideologizzata intrappola continuamente le persone che vivono l’esperienza migratoria dentro certe categorie riduttive e stereotipate come quella del povero, del bisognoso da aiutare o dell’utile da tollerare. La comunicazione, la realtà sociale, economica e politica, la cultura, le istituzioni e persino le religioni diventano così il terreno dello scontro, dell’esclusione o dell’indifferenza verso l’altro.
Oltre ad essere una sfida la preposizione “con” introduce anche una visione che, a partire da un fondamento biblico teologico, cerca di leggere e rispondere propositivamente alle sfide delle migrazioni definite “segno dei tempi”. Il fenomeno della mobilità umana come realtà storica con tutte le sue manifestazioni di opportunità, ma anche di ingiustizia e sofferenza diventa il luogo dove si incarna la storia della salvezza intesa come un cammino di speranza.
Passare da un paradigma dell’azione sociopastorale per a quella con i migranti, rifugiati persone e comunità in mobilità non asserisce semplicemente al cambiamento di una proposizione, ma ad una diversa visione antropologica e fenomenologica delle migrazioni e delle persone coinvolte, così come dell’azione concreta che ne consegue. Si tratta in definitiva di mettere in luce non solo quali azioni sono da mettere in atto per i migranti, i rifugiati, sfollati, e persone in mobilità, ma soprattutto quale futuro vogliamo costruire oggi con loro. (p. Aldo Skoda*)
* Sintesi relazione sul tema "Verso una trasformazione della convivenza nella società e nella chiesa" - Corso Formazione Fondazione Migrantes "Costruire il futuro con" - Alghero 29 agosto-2 settembre 2022
Migrantes: Corso formazione, conflitti, ambiente e migrazioni
31 Agosto 2022 - Alghero - Qui si vuole proporre un quadro dei fenomeni ambientali e dei conflitti che causano movimenti migratori nel mondo che sia un po’ “più reale” di quello che viene solitamente presentato nelle nostre società dai media e alcuni movimenti politici. I conflitti in corso nel mondo in questo momento sono molti di più di quelli che si raccontano, specialmente in questo momento in Europa dove l’attenzione è rivolta quasi completamente al conflitto tra Russia e Ucraina. Per avere un’idea dei molteplici conflitti che causano movimenti migratori importanti è sufficiente consultare il sito della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nell’area dedicata alle emergenze. Questo sguardo sulla realtà globale serve a non fare distinzioni tra conflitti “degni di nota” e conflitti che si ignorano in modo da evitare anche la distinzione tra migranti “veri” e degni di essere accolti e migranti “clandestini” e “invasori” che non sono degni della nostra attenzione e accoglienza. Purtroppo i criteri di valutazione dei migranti non sono oggettivi, ma pesantemente influenzati da considerazioni politiche, culturali, economiche, razziali e anche religiose, anche se spesso non vogliamo riconoscerlo. Bisogna rompere con questa ipocrisia che è figlia di una mentalità eurocentrica e di un retroterra coloniale.
Per quanto riguarda l’ambiente, il cambiamento climatico sta avvenendo ad una velocità inusitata al punto che anche gli scienziati dicono di trovarsi in territorio sconosciuto. I fenomeni del forte aumento delle temperature e della siccità che stanno causando danni ingenti all’agricoltura e mancanza di cibo in tutto il mondo; dello scioglimento dei ghiacciai e delle calotte popolari con il conseguente innalzamento del livello del mare e altri disastri climatici stanno già provocando il movimento di milioni di persone, sfollati climatici interni e internazionali. Alcune ricerche su questo tema prevedono che entro il 2050 ci saranno 200 milioni di sfollati climatici nel mondo. Un pianeta che si deve preparare non solo ad agire insieme per prevenire o gestire responsabilmente e con decisioni e azioni concrete questi fenomeni, ma deve anche dotarsi degli strumenti necessari affinché le persone colpite dal cambiamento climatico non siano abbandonate a sé stesse. Costruire il futuro insieme ai migranti e ai rifugiati vuol dire ascoltare e mettere in pratica gli orientamenti di un magistero ecclesiale che si è dimostrato estremamente attento a queste problematiche soprattutto nelle due encicliche di papa Francesco Laudato si’ del 2015 e Fratelli tutti del 2020. (Gioacchino Campese*)
* Sintesi relazione sul tema "Conflitti, ambiente e migrazioni: quali prospettive - Corso Formazione Fondazione Migrantes "Costruire il futuro con" - Alghero 29 agosto-2 settembre 2022
Migrantes: gioia per la canonizzazione del Vescovo Scalabrini
27 Agosto 2022 -
La Fondazione Migrantes si unisce alla gioia degli Scalabriniani e delle Scalabriniane, delle Diocesi di Como e Piacenza-Bobbio e di tutta la Chiesa Italiana per la canonizzazione di Mons. Giovanni Battista Scalabrini, che sarà a Roma il 9 ottobre. Il Vescovo Scalabrini, oltre che Pastore della propria Chiesa di Piacenza per oltre trent’anni, è stato un Pastore dei migranti nelle Americhe, che raggiungerà in due viaggi. Insieme all’amico Vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli, saranno i primi a considerare l’importanza del camminare della Chiesa con i migranti: Scalabrini realizzando una Congregazione di religiosi per le Americhe e un gruppo di sacerdoti diocesani e Bonomelli per l’Europa e l’Asia minore.
In una Conferenza al Convegno dell’Opera dei Congressi di Ferrara, nel 1899 il Vescovo Scalabrini affermava: “Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a continente portate dalle correnti delle acque, emigrano gli uccelli e gli animali, e, più di tutti emigra l’uomo, ora in forma collettiva, ora in forma isolata, ma sempre strumento di quella Provvidenza che presiede agli umani destini e li guida, anche attraverso le catastrofi, verso la meta ultima, che è il perfezionamento dell’uomo sulla terra e la gloria di Dio ne’ cieli” (L’emigrazione degli operai italiani, Ferrara, 1899). L’emigrazione è una costante nella storia e nella vita dell’uomo di ieri e di oggi. Il Vescovo Scalabrini vede poi nella dispersione geografica degli individui e dei popoli il lento cammino della storia umana verso l’unità di una sola famiglia: “si va maturando quaggiù un’opera ben più vasta, ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buon volere…” (Discorso al Catholic Club di New York, 15.10.1901. Una sola famiglia umana, un mondo fraterno è il cammino che ci indica oggi il Magistero della Chiesa, in particolare l’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco.
Se la Santa Cabrini è stata proclamata la Madre degli emigranti, Scalabrini Santo può essere considerato il Padre degli emigranti: una madre e un padre che accompagnano anche il cammino dei migranti di oggi. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)
Migrantes: 8 agosto, la giornata del lavoro italiano all’estero
8 Agosto 2022 - Roma - L’8 agosto di ogni anno - giorno del ricordo della tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 minatori, oltre la metà dei quali italiani – è diventata la Giornata del ricordo dei lavoratori italiani neòl mondo, di ieri e di oggi. L’Europa è stata ricostruita nel Dopoguerra grazie anche il sacrificio di tanti lavoratori italiani emigrati all’estero: come anche la ricostruzione italiana deve molto ai sacrifici e alle rimesse di milioni di lavoratori italiani emigrati all’estero, soprattutto nei Paesi europei, lontani dai loro familiari. Questo sacrificio, questo lavoro dei nostri emigranti continua anche oggi, con molti giovani e famiglie costretti a lavorare all’estero. L’unica Italia che cresce – come ha ricordato l’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes - è l’Italia all’estero. Anche oggi non sempre il lavoro italiano nel mondo, come quello degli immigrati in Italia, viene riconosciuto nei diritti fondamentali: precarietà, lavoro nero, sfruttamento avvengono anche in altri Paesi nei confronti dei nostri lavoratori. Questa Giornata ricorda i tanti lavoratori di ieri, ma non può dimenticare questi tanti lavoratori italiani di oggi che vivono all’estero. C’è un legame che il nostro Paese non può dimenticare e che deve crescere nell’attenzione alla tutela dei diritti civili e sociali, nelle pari opportunità. Anche l’Italia nel mondo è fondata sul lavoro, e i lavoratori all’estero non possono essere dimenticati, anche dalla Chiesa, che cammina con loro. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)
Mons. Perego: curiamo il cuore e le relazioni
4 Agosto 2022 - Roma - Nel centro di Civitanova Marche, in questa calda estate, Alika, nigeriano di 39 anni, padre di un bambino di 8 anni e sposato con Charity, è stato ucciso di botte da un coetaneo italiano, Fabrizio, di 32 anni, nell’indifferenza di tutti. Ancora una volta, in una piccola città marchigiana, si è ripetuta la storia biblica di Caino che ha ucciso il fratello Abele. Un fratello ha ucciso un fratello, nell’indifferenza di altri fratelli. ‘Fratelli tutti’. Alika, invalido per un incidente subito più di un anno fa, quando un automobilista ubriaco lo aveva investito, costringendolo a usare ormai una stampella per camminare, offriva ai passanti delle vie vicino alla stazione fazzoletti di carta, accendini e altre piccole cose in cambio di un’offerta, per arrotondare la sua pensione di invalidità
di 300 euro. Questo gesto, questa presenza, ha scatenato odio e generato in pochi minuti la morte di un innocente.
Alika era arrivato in Italia dalla Nigeria, il più popoloso Paese africano, con 200 milioni di persone, e tante risorse, ma dove miseria e terrorismo, tratta degli esseri umani e instabilità politica costringono i giovani a mettersi in cammino, oltre 100.000 dei quali hanno raggiunto in questi decenni l’Italia, 4000 le Marche, 50 Civitanova.
Alla preghiera e al silenzio chiesti dall’arcidiocesi di Fermo di fronte a questo tragica morte, non possiamo non unire alcune domande: cosa ha scatenato questa violenza brutale? Perché questa
indifferenza? Siamo consapevoli della fatica del cammino di tanti nostri fratelli migranti? Le risposte a queste domande chiamano in causa la responsabilità di tutti. Una responsabilità anzitutto
nella cura delle relazioni, dei gesti e delle parole, troppe volte cariche di violenza, di disprezzo nei confronti di chi arriva da un altro Paese tra noi. Le parole che accompagnano gli sbarchi che si
stanno ripetendo in questa estate costruiscono l’idea di una falsa invasione di 40.000 persone sbarcate sulle nostre coste provenienti da Paesi vicini e lontani, Tunisia e Bangladesh, da Paesi da
anni in guerra, come la Siria, l’Eritrea, la Somalia, l’Afghanistan. I gesti di disprezzo che si moltiplicano sui social, sulle strade, in tante piazze delle nostre città alimentano gli episodi di razzismo, che da 400 sono diventati nell’ultimo anno più di 2000 in Italia, solo quelli segnalati. La mancanza di relazioni crea pregiudizi e non costruisce esperienze di conoscenza e di amicizia, la cultura dell’incontro che genera comunità e partecipazione, cittadinanza attiva. Senza relazioni manca la cura, soprattutto dei più piccoli, delle persone fragili, e non ci accorgiamo di una madre, che vive tra noi, e che sta lasciando morire di fame e di sete la figlia, la piccola Diana. Senza responsabilità, senza rispetto, senza cittadinanza cresce la paura, il pregiudizio, l’odio, la
speculazione politica, con il rischio che le nostre città da luoghi di fraternità si trasformino in luoghi di conflittualità, di violenza. Città morte. (Mons. Gian Carlo Perego, Presidente Cemi e Fondazione Migrantes - Famiglia Cristiana)
Migrantes: 2 agosto, la memoria come sguardo sull’attualità
2 Agosto 2022 - Roma - Il 2 agosto di ogni anno è diventata la Giornata della memoria dell'olocausto dei rom e dei sinti. Le legge antirazziali hanno colpito anche le persone e famiglie rom e sinte, portando alla morte nei lager almeno 500.000 persone rom e sinti, tra cui molti bambini.
La memoria ha sempre uno sguardo all'attualità ed oggi anche ad ogni forma di violenza, di disprezzo, di abbandono, di umiliazione delle persone e famiglie rom e sinte. Il loro stile di vita, che talora ci provoca per l'essenzialità, il senso della provvisorietà, è motivo di riflessione e contestazione sul nostro stile di vita. L'amore alla famiglia, alla vita, ai piccoli e agli anziani forse ha qualcosa da insegnare alle nostre famiglie e alle nostre città. È un giorno, il 2 agosto, che ricorda fino a che punto possa arrivare il disprezzo per un altro uomo, di un'altra religione o minoranza, per essere vigili affinchè non ritorni in altre forme di violenza e disumanità nelle nostre città. È un giorno per ricordare e riflettere, ma anche per impegnarci per un mondo fraterno, dove non esistono più minoranze - come ci ricorda Papa Francesco nell'enciclica Fratelli tutti - ma uomini e donne in cammino insieme nella storia. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidete Cemi e Fondazione Migrantes)
Mons. Perego: sbarchi, segno di un mondo povero in movimento
26 Luglio 2022 - Roma - Continuano, anche in questa calda estate, gli sbarchi di persone e famiglie dell’Africa, dell’Asia e
del Medio Oriente a Lampedusa, sulle coste siciliane e su altre coste del nostro Sud, e continuano i
morti. I nostri vicini, dalle altre coste dello stesso Mare Mediterraneo non si rassegnano a vivere in
situazione di guerra, di povertà di persecuzione, o in campi lager, ma si sono messi in cammino.
A muoverli talora è la rabbia di essere vittime di Governi che investono più in armi che in salute e
scuola, di multinazionali che sfruttano le loro terre, ma anche il desiderio di nuove situazioni di
pace e di lavoro per costruire un futuro migliore. Per questo, gli sbarchi continueranno.
Cosa fare? Anzitutto, non smobilitare, ma continuare e rafforzare a livello europeo la sicurezza nel
Mediterraneo, tutelando chi si trova in mare. Inoltre, si dovrà investire nell’adeguamento e nella
sicurezza dei porti importanti per gli arrivi dei migranti, oltre che in personale necessario per
l’accompagnamento e la mediazione culturale, la tutela sanitaria. La Tutela di queste persone è la
prima parola d’ordine, nel segno del rispetto della dignità di ogni persona. Viene successivamente
l’identificazione e la valutazione se una persona abbia diritto a una forma di protezione
internazionale, come i tanti minori, le donne in gravidanza, i malati, le vittime della tratta, le
persone che provengono da situazioni di guerra o da disastri ambientali o da persecuzioni politiche
o religiose. Chi non ha diritto a una forma di protezione internazionale ha comunque il diritto ad
essere ascoltato, a una cura e al rispetto, prima del rimpatrio, laddove esistono accordi con i Paesi di
provenienza come ad esempio per i tunisini. Un secondo impegno è quello di investire in
cooperazione e sviluppo. Oggi l’emergenza ha anzitutto un nome: la povertà, la fame e la sete, le
guerre di un Continente come l’Africa al di là del Mediterraneo. La drammatica mobilità delle
persone, destinata ad aumentare nei prossimi anni, potrà essere gestita solo con grossi investimenti
non in armi e in progetti di sfruttamento di queste terre, ma in azioni diplomatiche di mediazioni
dei conflitti, in investimenti in cooperazione allo sviluppo, nel condono del debito estero dei Paesi
più poveri, valorizzando anche il cammino migratorio di persone e famiglie come risorsa economica
e sociale nel continente europeo, destinato nei prossimi anni – causa la denatalità – a dover far
conto su imprenditorialità e manodopera di immigrati. Dall’Europa, la casa comune, sarà
indispensabile, poi, che arrivino nuovi segnali di una consapevolezza e responsabilità politica
comune: dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo condivisa
concretamente in maniera proporzionale dagli Stati membri; della valorizzazione delle migrazioni,
con un’attenzione particolare alla mobilità delle persone, alla tutela di chi chiede una protezione
internazionale, allo scambio di buone prassi. Ogni caduta in letture culturali, sociali e politiche delle
migrazioni viziate da pregiudizi che alimentano conflittualità, soprattutto con le elezioni alle porte,
continuano a generare violenze e morti, minano le nostre città, tradiscono la democrazia e non
costruiscono il futuro insieme. (mons. Gian Carlo Perego - Presidente Cemi e Fondazione Migrantes)
Il testo è stato pubblicato sul sito www.famigliacristiana.it
Rom e sinti: è morta sr. Mercedes Amostegui
25 Luglio 2022 - Roma - Si è spenta ieri suor Mercedes Amostegui delle Suore Francescane Missionarie di Maria. E’ morta a Pamplona, in Spagna, dove era nata. Intenso nella sua vita l’impegno pastorale a fianco dei rom e sinti e molto vicina all’attività della Fondazione Migrantes insieme all’impegno delle sue consorelle.
“Noi della Comunità di Sant’Egidio abbiamo conosciuto a Roma le suore Francescane Missionarie di Maria, quando erano accampate nel quartiere di Tor Bella Monaca, all’inizio degli anni Ottanta. Le Suore si fermavano spesso con i Sinti e con alcuni Rom Xoraxane, condividendo in modo semplice e concreto la loro vita quotidiana, vivendo con loro nell’ascolto e nella condivisione”, ricorda oggi Susanna Placidi della Comunità di Sant’Egidio. Stare con gli zingari - diceva sr. Mercede durante sun convegno, nel 1990 promosso dal Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti – “è una risposta al Vangelo che viviamo come Missionarie, pronte ad andare ovunque e a tutti per annunciare la salvezza, siamo inviate come priorità a coloro ai quali Cristo non è rivelato e a coloro tra i quali la Chiesa è meno presente… Desideriamo porci sulla linea dell’’Ultimo’ tentando di concretizzare la Parola: ‘Ultimo tra gli ultimi’, vivendo in carovana con la presenza di Cristo Eucarestia. Per noi l’evangelizzazione è fuori del tempo, fuori da schemi, fuori da programmi, essere Chiesa in mezzo ai Rom, cogliendo le occasioni offerte dalla vita quotidiana perché possano conoscere Dio e la sua Provvidenza che salva. Stabilire soprattutto un’amicizia nell’ascolto. Giorno per giorno in una dimensione di Fede che è Luce, Faro, forza alla nostra vita insignificante, ma cristianamente vera”.
“Ricordiamo – ci dice Susanna Placidi - con affetto tanti momenti vissuti insieme di preghiera e di amicizia con i Rom come quando Giovanni Paolo II venne a visitare i Rom accampati a Tor Bella Monaca, ma anche nei momenti bui degli sgomberi romani e nelle messe di Natale con i Sinti nei quartieri della periferia romana”, insieme a don Matteo Zuppi, oggi arcivescovo di Bologna, cardinale e presidente della Cei: “una presenza sempre vicina, silenziosa e attenta ai piccoli, fedele al Vangelo e pronta all’amicizia e all’ascolto. La accompagniamo con la nostra preghiera, che il Signore la accolga come donna di fede, appassionata al popolo Rom e Sinto, riposi in pace”. La Fondazione Migrantes ricorda questo impegno di sr. Mercedes e la affida al Padre ringraziando il Signore “per avercela donata” e come esempio di vicinanza a chi è più povero ed indifeso. Papa Francesco: il card. Lojudice guiderà anche la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza
21 Luglio 2022 - Città del Vaticano - Il card. Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino, è stato chiamato da papa Francesco a guidare anche la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza unendo le due Sedi episcopali in "persona Episcopi".
Ordinato sacerdote il 6 maggio 1989 per la Diocesi di Roma nel 2015 è stato nominato vescovo ausiliare di Roma e il 6 maggio 2019 chiamato alla guida della diocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-
Montalcino. Nel Concistoro del 28 novembre 2020 è stato creato cardinale da papa Francesco. Oggi è anche membro del Dicastero per i Vescovi e all’interno della Cei fa parte della Commissione episcopale per le Migrazioni ed è delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana. "Ringrazio il Santo Padre per avere voluto, ancora una volta, accordarmi la sua fiducia affidandomi questo nuovo servizio per la Chiesa di Montepulciano-Chiusi-Pienza che avrò la gioia di incontrare in occasione del mio ingresso in diocesi il prossimo 3 settembre", ha detto il porporato: "la Chiesa mi chiede di accogliere sotto la mia responsabilità un'altra comunità diocesana, la vostra anzi la 'nostra', quella di Montepulciano, Chiusi, Pienza", la cui storia "articolata, complessa" "ci dimostra l'intenso legame tra le nostre due diocesi". Al card. Lojudice gli auguri della Fondazione Migrantes per un proficuo ministero.
GMMR: le celebrazioni in Italia
12 Luglio 2022 - Roma - Le celebrazioni ufficiali della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2022 si svolgeranno quest’anno in Sardegna.
L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione promuoverà, dal 29 agosto al 2 settembre ad Alghero, il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire il futuro con” per tutti i direttori e collaboratori diocesani Migrantes d’Italia. In Sardegna anche la celebrazione eucaristica nazionale che si svolgerà domenica 25 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nella cattedrale di Iglesias, alle ore 11, presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo di Iglesias e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Sarda. (R.Iaria)
Migrantes: Sri Lanka, “seguiamo con preoccupazione la situazione, in particolare con le comunità cattoliche in Italia”
11 Luglio 2022 - Roma - “La grave crisi politica ed economica in Sri Lanka, ricordata da Papa Francesco all’Angelus di domenica, preoccupa molto la comunità dei srilanchesi in Italia, formata da oltre 110.000 persone, cingalesi e tamil, parimenti formata da uomini e donne, ma anche da 25.000 minori. Si tratta soprattutto di una comunità di lavoratori occupati nei servizi alla persone nelle nostre case e famiglie, concentrati soprattutto nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli, Palermo) e l’80% in sole cinque regioni: Lombardia, Campania, Veneto, Lazio e Sicilia: con le loro rimesse – pari a circa 270 milioni di euro – sono una risorsa importante per il Paese. Come Migrantes seguiamo con preoccupazione la situazione , in particolare con le comunità cattoliche, numerose in Italia e seguiti da diversi sacerdoti”. Lo dice a www.migrantesonline.it il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. (R. Iaria)
Cei: mons. Baturi nuovo segretario. Gli auguri della Fondazione Migrantes
5 Luglio 2022 - Roma - Papa Francesco ha nominato mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. “Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, commentando la nomina aggiungendo che questa mattina, durante la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, abbiamo rinnovato il nostro ringraziamento a mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. "Mi piace leggere la nomina odierna come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese". A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, "vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”. “Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, ha detto il neosegretario della Cei: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia”.
Nato il 21 marzo 1964 a Catania, mons. Baturi mons. Baturi ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania, il Baccalaureato in Teologia presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania e successivamente la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1993, è stato parroco di Valcorrente, frazione di Belpasso (Catania) dal 1997 al 2010 ed Economo Diocesano (1999-2008). È stato, inoltre, Vicario Episcopale per gli Affari Economici. Dal 2012 al 2019 è stato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici e Segretario del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana. Eletto alla sede arcivescovile di Cagliari il 16 novembre 2019, lo scorso anno è stato eletto Vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Al neo Segretario generale gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes certi del contributo che saprà dare nell’attuale contesto sociale, culturale ee ecclesiale della Chiesa che è in Italia.
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Foto Siciliani-Gennari/Sir[/caption]
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