Primo Piano

Cei: stanziamento straordinario in un aiuto alla ripresa

8 Aprile 2020 -
Roma - Un aiuto straordinario della Chiesa italiana per sostenere persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti e associazioni che operano per il superamento dell’emergenza provocata dalla pandemia, enti ecclesiastici in situazioni di difficoltà.
Ruota attorno a queste destinazioni la somma che la Presidenza della CEI – sentite tutte le Conferenze Episcopali Regionali – stanzia per contribuire a far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociali provocate dal Covid-19.
Si tratta di un importo straordinario di 200 milioni di euro, provenienti dall’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica e recuperati dalla finalità a cui erano stati destinati, essenzialmente l’edilizia di culto. Di questi, 156 milioni sono ora ripartiti, in modo proporzionale, fra tutte le Diocesi.
L’erogazione avverrà entro fine aprile e impegna a un utilizzo di tali risorse entro il 31 dicembre 2020; la rendicontazione - che dovrà essere inviata alla Segreteria Generale della CEI entro il 28 febbraio 2021 - si atterrà al dettato concordatario (Legge 222/85) e ai criteri di trasparenza, rafforzati dall’Assemblea Generale del maggio 2016.
Tenuto conto delle differenti situazioni esistenti sul territorio nazionale, le modalità di tale rendicontazione non seguiranno la griglia predisposta per i fondi ordinari, ma dovranno specificare: i soggetti destinatari delle erogazioni, le causali, le somme erogate, i relativi giustificativi - secondo prassi - delle attività sostenute.

Migranti: riprese le partenze in mare

8 Aprile 2020 - Milano - Partono, fuggono dalla guerra. Cercano comunque di arrivare in Europa, malgrado l’emergenza sanitaria. Attraversano il Mediterraneo con la speranza di approdare sulla terra fissa. Alcuni ce l’hanno fatta. Altri non si sa. Ad allertare l’Europa alle prese con il Covid-19 c’è sempre Alarm Phone, la rete telefonica di un gruppo di volontari in supporto alle operazioni di salvataggio. Ed è proprio da loro che negli ultimi due giorni sono arrivate diverse segnalazioni di soccorso. L’ultimo, in ordine cronologico, ieri, una barca in difficoltà con a bordo un’ottantina di persone (fra cui diverse donne e bambini piccoli). I migranti hanno detto di essere fuggiti dalla Libia e di non avere più benzina. Sono sopravvissuti alla notte ma sono al freddo ed esausti. «Devono essere soccorsi e portati in un porto sicuro» chiedono dal servizio telefonico. «Continuiamo a parlare con le persone in pericolo – informano i volontari – e ancora non ci sono soccorsi in vista. Sono all’interno dell’area Sar di Malta. Una donna a bordo ha confermato che ci sono molte donne e molti bambini, il più piccolo ha solo due anni». Ma non c’è solo questa barca in attesa di soccorsi. Nelle ore precedenti, la nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye, in due diversi interventi ha soccorso infatti 150 migranti e ora sta navigando verso Lampedusa, fuori dalle acque nazionali. Italia e Malta hanno però rifiutato il porto. «Attraverso una nota verbale, i ministeri di Italia e Malta hanno detto al ministero degli Esteri tedesco che non consentiranno lo sbarco dei migranti soccorsi dalla Alan Kurdi, anche se fosse organizzata la distribuzione delle persone. Come giustificazione i due Stati hanno citato le emergenze di salute pubblica » fa sapere la Ong tedesca Sea Eye. Lancia un appello alla ministra Paola De Micheli Mediterranea Saving Humans: «Emergenza nel Mediterraneo Centrale – scrive su twitter l’associazione – Le Autorità di Malta e Italia sono avvisate, ma non sono ancora intervenute. Ministra Paola De Micheli, soccorrere queste persone con urgenza è anche un vostro obbligo». I migranti a bordo della Alan Kurdi, si è poi saputo in serata, potrebbero essere trasferiti su una nave della Croce rossa italiana dove poter trascorrere la quarantena. Intanto, dopo tre settimane di stop ritornano anche gli arrivi autonomi a Lampedusa. Sono in tutto 34 le persone approdate direttamente sull’isola, negli ultimi due giorni: una ventina di orgine tunisina. Fra loro, ha spiegato il sindaco Totò martello ci sono 11 donne - di cui 2 in stato di gravidanza - e 23 uomini. «Ho immediatamente firmato una ordinanza sindacale – ha spiegato Martello – che prevede che tutte le persone sbarcate siano direttamente trasferite dal Molo Favaloro (dove sono state raggruppate ed assistite da personale fornito di Dispositivi di protezione individuale così come previsto dalle norme sul Coronavirus) all’interno del Centro di Accoglienza, dove resteranno in condizione di quarantena, senza dunque potersi mai allontanare dalla struttura. Sarà attivo un servizio di controllo per fare in modo che nessuno esca dal Centro, e verrà effettuato un costante monitoraggio dal punto di vista sanitario». Vista l’emergenza Coronavirus, conclude Martello, la decisione di porre in quarantena le persone sbarcate sull’isola «è necessaria a tutela della salute pubblica e di quella degli stessi migranti: nessuno di loro entrerà in contatto con la popolazione locale». (Daniela Fassini - Avvenire)    

Papa Francesco prega per chi approfitta del bisogno degli altri

8 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco prega per la conversione di chi oggi approfitta del bisogno degli altri. Il pontefice introducendo la celebrazione di questa mattina a Casa santa Marta chiede una preghiera “per la gente che in questo tempo di pandemia fa commercio con i bisognosi: approfittano della necessità degli altri e li vendono: i mafiosi, gli usurai e tanti. Che il Signore tocchi il loro cuore e li converta”. Nell’omelia ricorda che il Mercoledì Santo è chiamato il mercoledì del tradimento e evidenzia i tanti tradimenti che oggi si vivono nel mondo, i tanti giuda che tradiscono a volte anche i propri cari per il proprio interesse. Gente che fa commercio con la gente vendendo anche il prossimo, “sfruttandoli nel lavoro, non pagando il giusto”, non riconoscendo i diritti. E ha ricordato le parole di Gesù: “Non si può servire Dio e il denaro” e ognuno di noi “deve scegliere: o servi Dio, e sarai libero nell’adorazione e nel servizio, o servi il denaro, e sarai schiavo del denaro. Questa è l’opzione e tanta gente vuole servire Dio e il denaro. E questo non si può fare. Alla fine fanno finta di servire Dio per servire il denaro. Sono gli sfruttatori nascosti che sono socialmente impeccabili, ma sotto il tavolo fanno il commercio, anche con la gente: non importa. Lo sfruttamento umano è vendere il prossimo. Giuda se n’è andato, ma ha lasciato dei discepoli, che non sono suoi discepoli ma del diavolo”. Per papa Francesco “chi ama troppo i soldi tradisce per averne di più, sempre: è una regola, è un dato di fatto”. Il papa invita quindi a pensare “a tanti Giuda istituzionalizzati in questo mondo, che sfruttano la gente. E pensiamo anche al piccolo Giuda che ognuno di noi ha dentro di sé nell’ora di scegliere: fra lealtà o interesse. Ognuno di noi ha la capacità di tradire, di vendere, di scegliere per il proprio interesse. Ognuno di noi ha la possibilità di lasciarsi attirare dall’amore dei soldi o dei beni o del benessere futuro”.

R.Iaria

 

Mci Basilea: la lettera del missionario ai fedeli

7 Aprile 2020 - Basilea – “È comunque Pasqua. Buona Pasqua! Gli auguri suonano un po’ ’stonati’ perché è una Pasqua alla quale ci mancheranno tante cose… Le riunioni di famiglia, un viaggio in Italia, una vacanza, e tanto altro. Ci mancherà l’incontro nella comunità, lo scambio dell’ulivo segno beneaugurante di pace, gli abbracci che le grandi feste ci riservano, le liturgie della Settimana Santa, la Messa solenne di Pasqua che permette di rivedere volti a scadenza annuale, il canto gioioso dell’Alleluia. Ci mancheranno le tradizioni che puntualmente in famiglia, nei segni pasquali e sulle tavole ci fanno dire che è Pasqua. Ma è comunque Pasqua”. Lo scrive il responsabile della Missione Cattolica di Basilea Farronato in una lettera ai fedeli italiani residenti a Basilea. Una Pasqua “che nulla toglie alla Vita che essa interpreta, alla Luce che essa emana, alla Verità che essa proclama. La Vita, la Luce, la Verità non verranno mai sotterrate o rinchiuse in un sepolcro. È Risorto! Rallegriamoci ed esultiamo. È il grido che rilancia la Vita verso l’eternità. È il raggio che illumina di Luce il creato e i suoi abitanti. È lo squarcio che permette alla Verità di farsi contemplare. Per noi cristiani dovrà essere comunque Pasqua. La vivremo in casa, in famiglia, forse in solitudine, nelle corsie degli ospedali, sul letto della malattia, chiusi dentro per rispettare l’altrui e propria salute. Gesù, il Risorto, entra a porte chiuse per aprirci alla Speranza”. Nella Mci molti i servizi attivi: i sacerdoti, le collaboratrici e l’assistente sociale della parrocchia rispondono alle esigenze urgenti dei parrocchiani: dalla spesa a domicilio alle pratiche burocratiche. E poi la celebrazione quotidiana, senza la presenza di fedeli, dell’Eucarestia. “Ci auguriamo, nella preghiera e nel ricordo vicendevole, di tornare presto alla normalità che ci riserverà uno spirito nuovo, una ritrovata solidarietà e una rinforzata appartenenza alla comunità cristiana”.  

Scalabriniane: bisogna prendersi cura dei centri di accoglienza per migranti, essenziali le condizioni sanitarie dei locali

7 Aprile 2020 - Roma -  “La crisi dettata dal coronavirus non può abbandonare il lavoro che si sta facendo a tutela degli ultimi. L’appello del Santo Padre non può essere dimenticato e, anzi, deve essere frutto di una nuova valorizzazione delle comunità, delle istituzioni e delle realtà sanitarie che sono impegnate sotto diversi punti di vista”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane. “Tra gli ultimi desidero ricordare anche i mille migranti giunti sulle coste di Malta. Testimoniano la necessità di non interrompere la catena degli aiuti", ha aggiunto suor Neusa: "è vero che le nazioni europee si trovano ora ad avere un nuovo fronte in casa, ma è grazie anche alla solidarietà che uniti si potrà vincere contro questa pandemia e risollevare un’economia ora in ginocchio. In Italia, giustamente adesso tutta la nostra attenzione è volta a questa pandemia, che tra l'altro sta toccando diversi campi di rifugiati. Non ci interessano i numeri, come ci ricorda il Papa, così come non possiamo fare l'equazione Covid 19 uguale migranti, oppure che i migranti siano immuni da questo virus. Invece vorremmo sollevare l'attenzione sulle  condizioni in cui vivono i migranti, proprio  nei centri di accoglienza. Promiscuità e condizioni sanitarie precarie non dovrebbero mai esserci. Oggi più di ieri l’igiene del luogo in cui si trovano è più che mai essenziale. Questo vale per loro ma anche per i tanti anziani che si trovano a vivere nelle case di cura”.

Media Cattolici: domani il Rosario su Tv2000 e in diretta social Cei

7 Aprile 2020 - Roma - Avvenire, Tv2000, InBlu Radio, Sir, Federazione dei settimanali cattolici e Corallo, d’intesa con la Segreteria generale della Cei, invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi, domani, mercoledì 8 aprile, alle 21, per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu Radio e sulla pagina Facebook ufficiale della Cei. La preghiera andrà in onda dal Santuario della Santa Casa di Loreto. A guidarlo sarà l’arcivescovo prelato e delegato pontificio mons. Fabio Dal Cin.    

Migrantes: non dimenticare le famiglie dei circensi e lunaparkisti

7 Aprile 2020 - Roma - La pandemia che stiamo vivendo non ha solo conseguenze sanitarie ma anche economiche per tante realtà fragili che spesso vengono dimenticate e che “non potranno lavorare per diversi mesi ancora”. La denuncia arriva dalla Fondazione Migrantes che cita in particolare il mondo delle giostre e dei circhi che stanno vivendo una grave condizione dal punto di vista economico. Un mondo che “fa fatica a chiedere visto che sono sempre andati avanti con il proprio lavoro”, dice il direttore generale della Migrantes, don Gianni De Robertis. La sospensione delle attività pubbliche a carattere culturale e ricreativo ha significato l’impossibilità per queste categorie di soddisfare i bisogni più elementari delle proprie famiglie. Queste persone sono oggi prive di ogni reddito, e tuttavia continuano a sostenere spese rilevanti. Persone che hanno anche difficoltà a chiedere il contributo “buoni spesa” ai comuni di residenza considerato che questi sono distanti dal luogo dove ora sono fermi i circhi e i lunapark. La Fondazione Migrantes, che da anni segue pastoralmente lo Spettacolo Viaggiante, e la Caritas Italiana si sono fatti prossimi a queste persone rispondendo a diverse richieste di sostegno. La Fondazione Migrantes chiede che le istituzioni “non si dimentichino di queste persone garantendo loro la possibilità di sopravvivere e di continuare a sperare e a conservare il proprio lavoro”. Il Circo e il lunapark costituiscono una parte importante della cultura e tradizione italiana che non possono finire con questa pandemia”, conclude il sacerdote.

Viminale: 2828 i migranti arrivati in Italia nel 2020

7 Aprile 2020 - Roma - 2.828 sono i migranti che nel 2020 hanno raggiunto le ciste italiane. Il dato è stato fornito, questa mattina, dal ministero degli Interni ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. La maggioranza dei migranti arrivati in Italia quest'anno 455 sono di nazionalità bengalese (16%), Algeria (312, 11%), Costa d’Avorio (310, 11%), Sudan (248, 9%), Somalia (172, 6%), Tunisia (154, 5%), Marocco (145, 5%), Guinea (129, 5%), Mali (122, 4%), Iraq (72, 3%) a cui si aggiungono 709 persone (25%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. 498 sono i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto il nostro Paese via mare nel 2020.

R.I.

Mci: il servizio pastorale con gli italiani nel Midlands in tempo di coronavirus

7 Aprile 2020 - Londra – “Nel Midlands il Coronavirus è molto attivo, così che che dopo Londra il Midlands è la zona più colpita. I nostri Italiani fanno del loro meglio per proteggersi”. Lo spiega a www.migrantesonline.it il missionario don Antonio Belsito informando che la maggior parte di loro è in età avanzata e per questo “devono stare in casa. I figli, generalmente, provvedono per le spese per i genitori e si mantengono costantemente in contatto con loro o col telefono o cn piccolo visite ma dall’esterno per trascorrere pochi minuti con loro”. Dal punto di vista pastorale – ci dice il sacerdote - anche “noi seguiamo le indicazioni del nostro Vescovo di Nottingham. Come in Italia, I nostri seguono le funzioni tramite computer o TV – generalmente le SS. Messe e le preghiere da luoghi italiani come Pompei o S. Giovanni Rotondo e dal Vaticano”. Il missionario Italiano si tiene in contatto con molti tramite il telefono: una chiacchierata, una preghiera, una raccomandazione. “C’è fiducia – spiega don Antonio - che anche questo periodo difficile passerà, come tanti altri nella loro vita qui in Inghilterra. Preghiamo e speriamo. Il Signore dirige la storia e I tempi, siamo sempre al sicuro nelle Sue Mani”.  

Papa Francesco prega per coloro che soffrono a causa di una sentenza ingiusta

7 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco prega per coloro che soffrono a causa di una sentenza ingiusta. “In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della Legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente. Io vorrei pregare oggi per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta per l’accanimento”, ha detto introducendo la celebrazione a Casa Santa Marta. Commentando poi le letture del giorno ha detto che il popolo di Dio è stato “eletto prima della nascita: anche ognuno di noi. Nessuno di noi è caduto nel mondo per casualità, per caso. Ognuno ha un destino, ha un destino libero, il destino dell’elezione di Dio. Io nasco con il destino di essere figlio di Dio, di essere servo di Dio, con il compito di servire, di costruire, di edificare. E questo, dal seno materno”. Il papa ha quindi evidenziato che “servire è darsi, darsi agli altri. Servire è non pretendere per ognuno di noi qualche beneficio che non sia il servire. È la gloria, servire; e la gloria di Cristo è servire fino ad annientare sé stesso, fino alla morte, morte di Croce”. Quando ognuno di noi si allontana dalla vocazione di servire si “allontana dall’amore di Dio. Ed edifica la sua vita su altri amori, tante volte idolatrici”. E allora il nostro atteggiamento deve essere quello di riconoscere che siamo peccatori perché ognuno di noi, tranne Gesù e la Madonna, “può cadere ed è caduto” ma quello che importa – ha detto papa Francesco - è “l’atteggiamento davanti al Dio che mi ha eletto, che mi ha unto come servo; è l’atteggiamento di un peccatore che è capace di chiedere perdono, come Pietro, che giura che ‘no, io mai ti rinnegherò, Signore, mai, mai, mai!’, poi, quando canta il gallo, piange. Si pente. Questa è la strada del servo: quando scivola, quando cade, chiedere perdono. Invece, quando il servo non è capace di capire che è caduto – ha spiegato - , quando la passione lo prende in tal modo che lo porta all’idolatria, apre il cuore a satana, entra nella notte: è quello che è accaduto a Giuda”.

R.Iaria

 

Mci Bruxelles: celebrazioni eucaristiche a porte chiuse partecipate a distanza

6 Aprile 2020 - Bruxelles - Grazie alle nuove tecnologie la pastorale degli italiani a Bruxelles continua in tutte le sue dimensioni, dice a www.migrantesonline.it, il responsabile Migrantes della Missione Cattolica Italiana, don Claudio Visconti. Attraverso il canale youtube, “trasmettiamo ogni giorno in questa settimana santa una serie diversa di celebrazioni: Messe, Via Crucis, Veglia Penitenziale….. e tutti i riti della settimana Santa con l’attenzione di non sovrapporci alle celebrazioni del Santo Padre”, spiega il sacerdote. Attraverso Skype e Zoom continuano gli incontri tra le coppie e la catechesi dei gruppi più grandi e dei cresimandi, grazie ai catechisti che propongono  riflessioni “molto belle, utilizzando in modo forte la rete. Anche con i ragazzi più piccoli continuiamo la catechesi attraverso disegni e piccoli riflessioni che essi sono invitati a scrivere”. Ieri, Domenica della Palme i ragazzi della Missione Cattolica Italiana he sono state messe accanto al crocifissi ed al termine della Messa, i disegni sono stati messi sulle porte delle case per augurare pace a tutti coloro che abitano vicino e a tutti coloro che passano. Venerdì prossimo alle 15 la Via Crucis sarà animata dai ragazzi: “nelle loro case stanno costruendo un puzzle della Croce di San Damiano, davanti alla quale pregheranno la loro via Crucis”, ci spiega don Claudio: le celebrazioni eucaristiche a porte chiuse e chiesa vuota, sono partecipate a distanza tramite lettori che intervengono “da casa loro, così il coro che registra, stando ognuno a casa sua, i canti per la celebrazione”.  

Mci Mosca: le celebrazioni on line con i fedeli sia in italiano che in russo

6 Aprile 2020 - Mosca – “Questa è già la terza settimana che siete privati della possibilità di partecipare ai sacramenti. Questo non impedisce però il rapporto personale con Cristo, che non ha smesso di essere presente nella quotidianità, così nuova, imprevista, della nostra esistenza”. E’ quanto scrive il responsabile della Missione Cattolica Italiana di Mosca, don Giampiero Caruso, in una lettera ai fedeli in vista della settimana Santa. “Io credo – aggiunge il sacerdote - che la condizione particolare che tutti noi stiamo vivendo ci stia offrendo un’occasione per ritrovare noi stessi, personalmente e in quanto parte delle società, di una comunità. È un’occasione per crescere, per desiderare, volere e far emergere nella nostra vita concreta ciò che siamo, e ciò di cui abbiamo veramente bisogno. In poco tempo siamo stati spogliati di molte cose che credevamo indispensabili. È un tempo di autocoscienza”. Durante il momento straordinario di preghiera, il 27 marzo scorso, Papa Francesco ha definito questo drammatico momento storico, come un tempo di scelta. Ha detto: “è il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è”. Tempo dunque in cui “siamo liberi di scegliere, cioè di aderire a ciò che veramente giudichiamo importante. Tempo, quindi, in cui sperimentare che cosa ci libera veramente”. A partire dal prossimo venerdì 10 aprile, e i prossimi a venire, il missionario italiano invita tutti a partecipare dalle ore 19,00 alla recita del santo rosario in video conferenza usando l’applicazione Zoom. Inoltre attraverso il sito della missione cattolica italiana a Mosca sarà possibile seguire, con dirette TV dall’Italia, le diverse celebrazioni del Triduo Pasquale tramite due connessioni alla rete Internet trasmesse in streaming dal canale di YouTube di Vatican Media Live oppure dal sito web del canale televisivo TV2000 (www.tv2000.it/live). Gli orari delle dirette TV trasmesse dall’Italia saranno per la città di Mosca da spostare un’ora in avanti per via della differenza di fuso orario rispetto a Roma. Per Mosca la Settimana Santa con l’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca (in russo) con l’arcivescovo mons. Paolo Pezzi dalla Cappella della Curia in diretta. Per offrire ai fedeli la possibilità di unirsi in preghiera, le celebrazioni liturgiche saranno trasmesse sul canale di YouTube della Parrocchia dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Mci Berna: attività pastorale online e aiuto ai più bisognosi

6 Aprile 2020 - Berna – Con la domenica delle Palme è iniziata la Settimana Santa in cui si fa “ancora più forte il racconto della passione, morte e risurrezione di Gesù. Questa sarà decisamente per tutti noi una settimana santa nuova e particolare”, scrive p. Antonio Grasso in una lettera ai fedeli della Missione Cattolica Italiana di Berna. “La preghiera e le pratiche di pietà a cui siamo abituati avranno una forma diversa, forse più intima, forse più raccolta, sicuramente più essenziale. E’ anche vero che pregare insieme ci manca e che pregare in casa può farci diventare pigri. Avere degli appuntamenti fissi in Missione è uno sprone ad organizzarsi, a fare spazio, a fare delle scelte, a mettersi in moto”, sottolinea il responsabile della Mci:” quest’anno però va così. Cerchiamo di dedicare del tempo ogni giorno a ‘camminare con Gesù’, a stargli accanto durante la sua passione e a presentargli man mano le nostre passioni. Se meditiamo che Gesù è stato tradito dall’amico Giuda, riflettiamo sui nostri tradimenti. Se meditiamo che è stato rinnegato da Pietro, riflettiamo sui nostri tradimenti. Se meditiamo sul sostegno che ha ricevuto lungo la salita al Calvario da Maria, dal Cireneo e dalla Veronica, meditiamo quando anche noi abbiamo aiutato qualcuno (o siamo stati aiutati da qualcuno) durante i momenti di sofferenza”. Ogni passo, ogni parola, ogni sguardo che “Gesù farà o dirà durante questa settimana viviamolo insieme a lui e prendiamoci il tempo giusto – visto che ne abbiamo abbastanza – per fare un po’ di verifica della nostra vita. Ci auguriamo – scrive p. Grasso - tutti che questo difficile momento passi presto, ma sappiamo che non sarà così breve. Speriamo soltanto che una volta tornati alla quotidianità resti anche una traccia positiva nel nostro stile di vita, nella nostra spiritualità e nel rapporto con chi ci circonda”. Nella Mci di Berna, in questo periodo di pandemia continuano alcuni attività on line come la catechesi: ogni settimana i catechisti inviano ai genitori delle scheda con l’invito a trattare il tema insieme ai figli, spiega a www.migrantesonline.it, p. Grasso. E poi celebrazioni online (via facebook): rosario e messa ogni sera, via crucis, lectio divina. E durante la Settimana Santa anche delle catechesi sulla passione del Signore. E ancora “assistenza sociale: contatto settimanale con anziani e ammalati per sapere come stanno e se hanno bisogno di qualcosa. Alcuni volontari si sono resi disponibili per la spesa o acquisto di medicine oltre ad aiutare famiglie o persone bisognose con buoni spesa. (R.I.)

Papa Francesco istituisce un fondo per le Pontificie opere missionarie

6 Aprile 2020 - Città del vaticano - Papa Francesco  ha istituito un Fondo di emergenza presso le Pontificie Opere Missionarie, al fine di aiutare le persone e le comunità che sono state tragicamente colpite dalla diffusione di COVID-19. Il Fondo di emergenza sarà utilizzato per accompagnare le comunità colpite nei paesi di missione attraverso le strutture e le istituzioni della Chiesa, si legge in una nota dell'agenzia Fides. Il card.  Luis Antonio G. Tagle, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha accolto con favore l'annuncio: “Nel suo compito di evangelizzazione, la Chiesa è spesso in prima linea nelle principali minacce alla dignità umana. Nella sola Africa, ci sono oltre 74.000 suore religiose e oltre 46.000 sacerdoti che gestiscono 7.274 ospedali e cliniche, 2.346 case per anziani e persone vulnerabili e istruiscono oltre 19 milioni di bambini in 45.088 scuole elementari. In molte aree rurali sono gli unici fornitori di assistenza sanitaria e di istruzione". Il porporato sottolinea che il papa "sta invitando l'intera vasta rete della Chiesa ad affrontare le sfide che ci stanno davanti". La somma è pari a 750.000 dollari USA come contributo iniziale per il Fondo e il Papa ha chiesto a quelle realtà della Chiesa, che sono nella possibilità e lo desiderano, di contribuire a questo fondo attraverso le Pontificie Opere Missionarie di ogni Paese. L'Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, ha dichiarato che questo Fondo ha lo scopo di "sostenere la presenza della Chiesa nei territori di missione, che subisce anche le conseguenze del Corona Virus. Attraverso l'attività della Chiesa di predicare il Vangelo e di aiutare concretamente attraverso la nostra vasta rete, possiamo dimostrare che nessuno è solo in questa crisi. In questo senso, le istituzioni e i ministri della Chiesa svolgono un ruolo vitale. Questa è l'intenzione del Santo Padre nel costituire questo Fondo. Mentre così tante persone stanno soffrendo, ricordiamo e raggiungiamo coloro che potrebbero non avere nessuno che si prenda cura di loro, mostrando così l'amore di Dio Padre". Le Pontificie Opere Missionarie sono il canale ufficiale di sostegno del Papa  a oltre 1.110 diocesiprincipalmente in Asia, Africa, Oceania e parte della regione amazzonica. L'Arcivescovo continua: "Chiedo alla nostra rete delle Pontificie Opere Missionarie, presenti in ogni diocesi di tutto il mondo, di fare il possibile per sostenere questa importante iniziativa del Santo Padre". I contributi possono essere versati anche al conto: IT84F0200805075000102456047 (SWIFT UNCRITMM), intestato all'Amministrazione delle Pontificie Opere Missionarie, indicando come causale: "Fondo Corona-Virus".

Coronavirus: la solidarietà e l’aiuto verso il Circo di Lidia Togni

6 Aprile 2020 -
Roma - Finiti gli spettacoli per il lockdown del Coronavirus, con l’unico introito che hanno basato sui biglietti degli spettacoli, è stato grazie alla Caritas che hanno avuto modo di poter mangiare. Ma agli animali chi ci pensa? A Roma è stato grazie alla curiosità di una volontaria dei City Angels che al Circo Lidia Togni ora a Capannelle è stato possibile aiutare gli animali che partecipano agli eventi in giro per l’Italia. Infatti, mentre le persone sono stati sostenuti da una rete aiutando i 26 lavoratori lì rimasti, gli animali rischiavano di restare a bocca asciutta, nonostante proprio la gestione del circo, per regola non scritta, provvede sempre a far mangiare prima loro e poi uomini e donne. Si tratta di 7 tigri del Bengala, 12 cavalli, 3 dromedari e un cammello, 2 buoi dei watussi (Max e Frix), 2 lama (Priscilla, che a breve metterà al mondo un cucciolo, e Roberto) e una trentina di cani, delle razze più diverse. La ragazza, Roberta, volontaria dei City Angels, stava passando su via Appia quando è rimasta incuriosita dalle gobbe dei dromedari proprio davanti all’ippodromo. E’ arrivata lì e ha chiesto informazioni per cercare di capire se avessero bisogno di qualcosa in questa quarantena. Così, il domatore degli animali, Vinicio Canestrelli, ha raccontato tutta la loro storia. “Ci siamo privati del cibo per darlo agli animali”, ha detto. Lo hanno fatto per un po’, poi loro stessi hanno dovuto chiedere aiuto. Prima alla Caritas, poi, agli stessi volontari della protezione civile e dei City Angels che ora portano la carne e le verdure per gli animali. A cominciare dalla famiglia di tigri: Mike e Kama, di 8 anni, con i figli Indio, Maya e Azteco e le loro zie Taiga e Duna. Agli animali, invece, ci pensano i volontari della protezione civile e dei City Angels che si presentano sul posto con la carne che riescono a trovare con le donazioni che arrivano anche grazie al loro numero di telefono 388.9739999.
Giampiero Valenza

Mci Germania e Scandinavia: il messaggio del delegato ai fedeli

6 Aprile 2020 - Francoforte – “Alla vigilia della Settimana Santa, penso al grande digiuno di   celebrazioni liturgiche - almeno di quelle tradizionali, con tanta   partecipazione di fedeli – cui quest’anno la pandemia del coronavirus  ci costringe a fare”. E’ quanto scrive il delegato nazionale Migrantes delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli in un messaggio a tutti i missionari e ai fedeli italiani residenti nei due Paesi. Questo – spiega il religioso - “non ci dispensa dalle responsabilità nei   confronti dei nostri parrocchiani, con cui continuiamo a restare in  contatto attraverso il telefono ed i nuovi media, offrendo messaggi e   celebrazioni online sui siti Internet o in altro modo”.

Papa Francesco prega per i detenuti e pensa ai poveri

6 Aprile 2020 - Città del Vaticano – “Penso ad un problema grave che c’è in parecchie parti del mondo. Io vorrei che oggi pregassimo per il problema del sovraffollamento nelle carceri. Dove c’è un sovraffollamento – tanta gente lì – c’è il pericolo, in questa pandemia, che finisca in una calamità grave. Preghiamo per i responsabili, per coloro che devono prendere le decisioni in questo, perché trovino una strada giusta e creativa per risolvere il problema”. Con queste parole Papa Francesco ha introdotto la messa mattutina celebrata a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sul tema della povertà partendo da quanto detto da Gesù nel Vangelo di oggi: “i poveri li avere sempre con voi”. Ed è così, ha spiegato papa Francesco: ce ne sono tanti e spesso non li vediamo. Nel Vangelo si racconta di Giuda che pensa ai poveri. Il nardo prezioso che Maria ha utilizzato per Gesù era megli darlo ai poveri, diceva Giuda “ma non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Questa storia dell’amministratore non fedele – ha detto il Papa - è sempre attuale, sempre ce ne sono, anche a un alto livello: pensiamo ad alcune organizzazioni di beneficenza o umanitarie che hanno tanti impiegati, tanti, che hanno una struttura molto ricca di gente e alla fine arriva ai poveri il quaranta percento, perché il sessanta è per pagare lo stipendio a tanta gente. È un modo di prendere i soldi dei poveri”. “I poveri li avete sempre con voi”, ha detto Gesù e “questa è una verità”. I poveri ci sono. Ce ne sono tanti: “c’è il povero che noi vediamo, ma questa è la minima parte; la grande quantità dei poveri sono coloro che noi non vediamo: i poveri nascosti. E noi non li vediamo perché entriamo in questa cultura dell’indifferenza che è negazionista e neghiamo” cercando di “diminuire” la realtà. La maggioranza sono i poveri “vittime delle politiche economiche, delle politiche finanziarie”, ha sottolineato papa Francesco evidenziando come la maggioranza della ricchezza si triva oggi in mano a poche persone. Questi poveri “li incontreremo nel giudizio. La prima domanda che ci farà Gesù è: ‘Come vai con i poveri? Hai dato da mangiare? Quando era in carcere, lo hai visitato? In ospedale, lo hai visto? Hai assistito la vedova, l’orfano? Perché lì ero Io’. E su questo saremo giudicati. Non saremo giudicati per il lusso o i viaggi che facciamo o l’importanza sociale che avremo. Saremo giudicati per il nostro rapporto con i poveri. Ma se io, oggi, ignoro i poveri, li lascio da parte, credo che non ci siano, il Signore mi ignorerà nel giorno del giudizio”.

Interrogativi di un genitore al tempo del Covid-19

5 Aprile 2020 - Roma - Cosa vuol dire vivere al tempo del Covid-19 per le famiglie transnazionali, per noi genitori dei giovani migranti italiani? Ce lo chiediamo ogni giorno, da quando è iniziata la pandemia. Ce lo chiediamo quando la morte ha smesso di essere un numero per diventare un volto. È quanto è accaduto con la tragica morte di Luca di Nicola, il diciannovenne abruzzese colpito dal Covid-19 a Londra, che anche la nostra community ha voluto ricordare con affetto e dolore. Torniamo a riflettere sul nostro modo di vivere nella distanza dai nostri cari e torniamo a chiederci cosa tutto ciò voglia dire - per noi che i nostri figli li abbiamo appoggiati, sostenuti, confortati, spronati. E loro che hanno mostrato che vivere all'estero ne valeva la pena; - per noi che abbiamo detto "fino in capo al mondo", raggiungendo i nostri figli dal Sud Est Asiatico al Canada del Nord; - per noi che della distanza abbiamo fatto un modo di essere nonostante il dolore, la preoccupazione, l'ansia e tanta confusione; - per noi che mai avremmo immaginato di poter partecipare solo in streaming a nascite, matrimoni e lauree; - per noi che abbiamo - a ragione - criticato Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti per non avere attivato tempestivamente le misure di contenimento del contagio; - per noi che - come un mantra quotidiano - imploriamo i figli di adottare le nostre misure di protezione, a costo di essere presi in giro da amici e colleghi locali: "stai a casa, se puoi - indossa la mascherina - lavati le mani - fai la spesa on line". - per noi che abbiamo intensificato tutti i modi per essere vicini, i nostri modi, quelli che abbiamo sviluppato con l'esperienza di anni di lontananza (videochiamate, messaggi, pacchi); - per noi che, come sempre a inizio telefonata, chiediamo "ciao come stai?", solo che questa volta non è una domanda di prammatica; - per noi che per una volta, abbiamo poche parole e poche risorse sia per i figli che per noi stessi. Aspettando il giorno in cui avremo trovato le nostre risposte.

Brunella Rallo

fondatrice di www.mammedicervellinfuga.com e

collaboratrice del Rapporto Italiani nel Mondo

       

Senegalesi: un contributo della comunità di Sestino alla Misercordia locale

5 Aprile 2020 - Arezzo – La comunità senegalese in aiuto della Misericordia è stata “una bella sorpresa”, ha dichiarato il presidente della Confraternita di Misericordia di Sestino (Ar) Luciano Crescentini: “quando ho aperto la porta della sede e ho visto un amico senegalese che mi ha allungato una busta: ‘È il nostro contributo alla Confraternita - mi ha detto - per il lavoro che fate in questi giorni drammatici per l’Italia, aggredita dal Coronavirus. Vogliamo anche noi dichiararvi la nostra solidarietà. Difendete tutti, anche noi, con la vostra quotidiana attività’”. “Un gesto davvero significativo - continua il presidente Crescentini - di grande sensibilità umana e “sociale, che dimostra oltretutto una forte affinità con la comunità locale. A nome della Confraternita, salutiamo e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, raccogliendo la cifra di 450 euro. I sestinati residenti di origine senegalese non sono molti, ma rappresentano un numero significativo per il mantenimento, ad esempio, dell’Istituto comprensivo a Sestino e per assicurare una manodopera indispensabile alle ditte locali”.

Vangelo Migrante: commento al vangelo della Domenica delle Palme e della Passione del Signore (Mt 26, 14-27)

4 Aprile 2020 - Il brano del Vangelo conosciuto come Passio proclamato a più voci nella Domenica delle Palme, ci introduce nella Settimana Santa. Il tempo che stiamo vivendo, anche in assenza delle coinvolgenti celebrazioni, è particolarmente indicato a farci comprendere innanzitutto che la Passione non è solo del Figlio di Dio; ma è Sua solo in quanto offerta per noi e partecipata con noi! Su quella croce sono appese tutte le contrarietà del tempo presente: eravamo in grado (o pensavamo di esserlo) di esercitare ogni forma di libertà e ci siamo accorti che non bastiamo a noi stessi. Qualcosa riesce ancora a piegarci. Pensavamo che le risorse a disposizione, i confini marcati, fossero tutte cose solo nostre, da difendere ad ogni costo, prima che un bene da condividere; ora tocca metterle a disposizione per la salute di tutti. L’umanità, anche nelle epidemie, non ha confini. Papa Francesco parla di “abitudini falsamente risolutrici” che, unite ad egoismi e protervie ostinate hanno finito per abbandonare l’uomo al suo dolore e alla Sua croce e si stanno prendendo gioco di lui. Sebbene si possa pensare che l’uomo se le sia cercate e, quindi, si merita quello che subisce, la croce ci ricorda che l’uomo non è stato creato per esse ma esse, a causa del peccato, sono entrate nella vita dell’uomo. Questa è la croce che Gesù partecipa con tutti: per il peccato viene accusato e condannato un innocente. Quante altre volte accade? Eppure là dove tutto sembra finito, nella croce, si inizia a scrivere la Resurrezione. Nello scherno dei presenti si chiarisce che il Dio di Gesù Cristo non è quello che restituisce, a comando, quello che ci ha chiesto nell’osservanza. Nell’ultimo grido si chiarisce chi è che ha bisogno e chi è l’unico in grado di rispondere. Nell’ultimo respiro si chiarisce che la resa dell’impotenza umana si risolve con la fede, non quella che si interroga sull’esistenza di Dio ma quella che si apre alla fiducia e ammette di avere bisogno di salvezza. Il bisogno diventa abbandono a Dio. Dio non lo lascia cadere e ne fa un abbraccio-necessario. È l’inizio della fede: Dio inizia la Sua opera di salvezza nella croce prima ancora che nella discesa dalla croce.   Se una prova genera la necessità della fede; Dio risponde sempre e non dimentica nessuno appeso in croce. E inventa la Resurrezione !

p. Gaetano Saracino