Primo Piano

Tv2000 la Messa per l’anniversario della visita a Lampedusa

7 Luglio 2020 - Roma - La Messa di Papa Francesco, in occasione dell’anniversario della visita a Lampedusa (8 luglio 2013), celebrata nella cappella di Santa Marta sarà trasmessa in diretta da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky) mercoledì 8 luglio ore 11. Alla celebrazione, come ha detto ieri il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni,  parteciperà solo il personale della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Ragazzi in Gambia

 Milano - Una striscia di terra estremamente sottile si estende verso l’interno del Senegal meridionale per circa cinquecento chilometri. Prende il nome di Repubblica del Gambia e a un primo sguardo alla mappa del continente africano poteva addirittura sfuggire alla vista. Fino a domenica, quando due calciatori gambiani del Bologna ne hanno aumentato la popo-larità stendendo l’Inter a San Siro con un gol a testa. I tiri di Musa Juwara e Musa Barrow che hanno gonfiato la rete di Samir Handanovic simboleggiano la crescita del calcio gambiano, la cui nazionale ha ben figurato nel gruppo di qualificazione per la Coppa d’Africa 2019 in cui gli Scorpioni hanno fermato sul pari i futuri campioni continentali dell’Algeria sia all’andata che al ritorno. Il Gambia (o la Gambia, entrambe le varianti sono accettate) conta molti rappresentanti nei campionati dilettantistici italiani e nei settori giovanili delle società professionistiche. Ben nove militano nelle prime squadre di club di Serie A, B e C: non male per una popolazione di poco più di due milioni di abitanti, di cui circa 23 mila vivono in Italia. Tra loro, ovviamente, Juwara (classe 2001) e Barrow (1998): il destino ha unito le loro strade ma il successo dei due gioiellini del Bologna è il risultato di due percorsi differenti. Il primo, Juwara, è l’esponente più brillante di ragazzi minorenni che negli anni

scorsi hanno attraversato la rotta migratoria del Mediterraneo Centrale per cercare maggior fortuna in Europa. Un reddito pro capite di 2,892 dollari – che relega il Gambia al 159° posto della classifica annuale del Fondo Monetario Internazionale – e, fino al 2017, l’oppressione del regime di Yahya Jammeh sono le ragioni principali dietro al desiderio di abbandonare il paese. Tra i partenti figurano anche Bakary Jaiteh (1996), rifugiato politico transitato per le giovanili della Roma, Ebrima Darboe (2000), centrocampista dei giallorossi convocato per la prima volta da Paulo Fonseca per la sfida di campionato contro il Milan dello scorso 27 ottobre, e Kalifa Manneh (1998), da tre anni al Catania in Serie C. Il secondo, Barrow, è invece una delle scoperte di Luigi Sorrentino, avvocato e rappresentante di calciatori che dal 2012 viaggia regolarmente in Gambia alla ricerca di talenti. Otto anni fa portò in Italia Ali Sowe (1994), il primo gambiano a esordire in Serie A nel 2013 con la maglia del Chievo Verona, squadra a cui approderà un anno più tardi anche Lamin Jallow (1995), attaccante oggi in forza alla Salernitana. A viaggiare spesso con Sorrentino è l’ex responsabile del settore giovanile del Chievo Maurizio Costanzi, passato nel 2014 all’Atalanta. Motivo per cui Musa Barrow ed Ebrima Colley (2000), cugino alla lontana di Omar Colley (1992) della Sampdoria, sono di proprietà della società bergamasca. Nel corso del tempo Sorrentino ha stretto dei rapporti solidi con l’Hawks FC e il Real di Banjul, i due club della capitale gambiana che vantano il maggior numero di promesse, e sottolinea come il movimento calcistico del piccolo paese dell’Africa Occidentale sia “in forte espansione”. Il Gambia, circondato dal Senegal e offuscato dal blasone dei Leoni della Teranga, condivide con il paese vicino molti gruppi etnici, tradizioni e la religione predominante, l’islam. Il presente ci racconta che l’obiettivo è avvicinarsi anche alla sua produzione di talento calcistico. (Alex Cizmic - Avvenire)

Migrantes: prosegue il corso di pastorale migratoria

7 Luglio 2020 -

Roma - E’ stato il card. Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli a concludere, ieri sera, la prima giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes . All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. Ad aprire l’edizione 2020 del corso il saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora,  rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes mentre alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane è stato affidata la prima relazione sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Questa mattina i lavori proseguiranno con gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes che traccerà un quadro sulla storia dell’organismo pastorale mentre don De Robertis illustrerà lo statuto della Fondazione. nel pomeriggio Caterina Boca si soffermerà su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e Marco Omizzolo si soffermerà su “le condizioni dei migranti e l’impegno per la giustizia”. In serata uno spettacolo di Vincenzo Sorrentino”.

R.I.

Focsiv: oggi incontro su accoglienza migranti per “generare una nuova Italia”

7 Luglio 2020 - Roma - Oggi sulla piattaforma digitale di Zoom  l’evento finale nazionale del progetto “Generiamo una Nuova Italia: i giovani impegnati per una piena accoglienza ed integrazione degli immigrati”, organizzato da Focsiv in partenariato e collaborazione con 17 Soci della Federazione. Durante l’incontro saranno presentati da diverse testimonianze i risultati raggiunti e sarà l’occasione per riflettere sull’impegno di Focsiv e dei partner in merito al lavoro da mettere in campo, nel presente e nel futuro, per contrastare i fenomeni di marginalità e di esclusione sociale e per promuovere la cultura del volontariato, in particolare tra i giovani e all’interno delle scuole, e lo sviluppo delle associazioni e delle reti associative del Terzo settore. Le nuove esigenze sorte nella fase attuativa del progetto, come conseguenza del lockdown, sono state comunque compatibili ed idonee alla realizzazione di quanto previsto e hanno permesso di conseguire i risultati, coinvolgendo 180 scuole secondarie di secondo grado distribuite su tutto il territorio nazionale italiano, 2 docenti in media per ogni scuola e oltre 10.000 studenti, tra i quali molti ragazzi delle nuove generazioni con storie di migrazioni familiari alle spalle, spiegano i promotori.  

Consiglio d’Europa: un manuale sul ricongiungimento familiare dei minori rifugiati

6 Luglio 2020 - Bruxelles - Il Rappresentante speciale della Segretaria generale per le migrazioni e i rifugiati del Consiglio , l'Ambasciatore Drahoslav Štefánek, ha lanciato il manuale "Ricongiungimento familiare per i minori rifugiati e migranti - Norme giuridiche e prassi promettenti". Il manuale si concentra sul ricongiungimento delle famiglie con bambini e presta particolare attenzione ai minori non accompagnati, separati, rifugiati e migranti. L'obiettivo è quello di promuovere il dibattito negli Stati membri sulle soluzioni potenziali o esistenti per far fronte alle difficoltà e agli ostacoli incontrati nel ripristino dei legami familiari. "In assenza di accordi per un reinsediamento durevole, il ricongiungimento familiare offre un modo legale in grado di decongestionare le strutture di accoglienza nei paesi in prima linea e promuovere procedure di asilo efficienti in tutto il continente. È uno strumento essenziale per garantire il rispetto dei diritti e dell'interesse superiore del minore", ha affermato il Rappresentante speciale.

Migrantes: da oggi il corso “linee di pastorale migratoria”

6 Luglio 2020 - Roma - Con un saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora – rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes -  si è aperto a Roma il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” 2020. All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. La prima relazione è stata affidata alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane che si è soffermata sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Mci Olanda: è morto p. Tommaso De Jong. Mercoledì i funerali

6 Luglio 2020 - Roma – Si svolgeranno mercoledì 8 luglio, alle ore 11,00 nella Pauluskerk di Amsterdam, i funerali di p. Tommaso De Jong, responsabile della Missione Cattolica Italiana in Olanda. A causa delle norme per il Covid  i funerali, fanno sapere alla Missione Cattolica,  si svolgeranno in modo privato e familiare. Alla celebrazione sarà presente un membro del Consiglio Pastorale in rappresentanza di tutta la comunità italiana. “Il buon Dio ha scelto come termine della tua vita terrena un giorno particolare, quello della memoria della Beata Vergine Maria delle Grazie. La madre nella quale ogni Sacerdote si affida durante la sua vita terrena, fiducioso che ogni nostra richiesta presentata al Divin Figlio sia esaudita”, scrive don Marcello Panarella. “Noi della Missione Cattolica Italiana in Olanda inaspettatamente abbiamo ricevuto questa triste notizia della tua dipartita. Siamo addolorati ma grati al Signore che ci ha donato la gioia di averTI per circa un trentennio come reggente della Missione Cattolica Italiana in Olanda”, aggiunge il sacerdote. P. Tommaso, nato ad Amsterdam 21 settembre 1932, è stato ordinato sacerdote il 16 luglio del 1961. Ha prestato il suo servizio pastorale in Italia a Roma (Tor de Cenci) e a Padova. Nel 1983 è ritornato in Olanda e ha ricevuto il mandato per la cura pastorale delle comunità italiane ivi residenti: prima in quella di Amsterdam e poi, nel 1991, di tutte e tre le comunità cristiane che fanno da punto di riferimento per gli italiani: L'Aia, Leida e Amsterdam. “Tanti momenti hanno arricchito la sua vita – aggiunge don Marcello - durante gli anni di presenza nella MCIO, ma allo stesso tempo hanno arricchito anche noi che abbiamo condiviso parte del cammino”. La Fondazione Migrantes è vicina alla famiglia e alla comunità italiana in Olanda.

Viminale: da inizio anno sbarcate 7.368 persone sulle nostre coste

6 Luglio 2020 - Roma - Sono 7.368 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dal 1 gennaio 2020 ad oggi. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni questa mattina sul proprio sito ed è aggiornato alle 8 di oggi. Degli oltre 7.200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 1.695 sono di nazionalità tunisina (23%). Gli altri provengono da Bangladesh (1.292, 18%), Costa d’Avorio (777, 11%), Algeria (489, 7%), Sudan (459, 6%), Marocco (350, 5%), Guinea (245, 3%), Somalia (230, 3%), Mali (168, 2%), Egitto (161, 2%) a cui si aggiungono 1.502 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Papa Francesco celebra in occasione della sua visita a Lampedusa

6 Luglio 2020 - Città del Vaticano - Mercoledì 8 luglio 2020, alle ore 11.00, nell’anniversario della sua visita a Lampedusa nel 2013, papa Francesco celebrerà la Santa Messa nella cappella di Casa Santa Marta. Vista la situazione sanitaria - spiega il Direttore della Sala Stampa della Santa, Matteo Bruni,  alla Messa parteciperà solo il personale della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. La celebrazione sarà trasmessa in diretta televisiva da Vatican Media e in streaming sul sito di Vatican News. L'8 luglio 2013 papa Franceco a Lampedusa venne accolto dal card. Francesco Montenegro, allora Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Si trattava del primo viaggio del pontificato di Papa Bergoglio. Nella maggiore delle Pelagie, il Pontefice, dopo avere lanciato in mare una corona di fiori in memoria dei migranti morti nel Mediterraneo, incontrando alcuni giovani migranti sul Molo Favarolo, luogo di approdo dei migranti, parlò di globalizzazione dell’indifferenza e di una società che ha dimenticato l’esperienza di piangere…

Raffaele Iaria

 

Gianni Borsa: lasciarsi interrogare dal mondo missionario

6 Luglio 2020 - Roma - “Mentre mi accingo a questo servizio, professionale ed ecclesiale”, tornano alla mente alcuni richiami di papa Francesco: ad “essere ‘Chiesa in uscita’, a divenire ‘discepoli e missionari’, a ‘stimolare la conversione missionaria’ nelle nostre comunità cristiane”. Lo scrive il neo direttore delle riviste della Fondazione Missio, Gianni Borsa, nel suo primo editoriale  pubblicato su “Popoli e Misione” di luglio-agosto. Borsa, giornalista del Sir, ricorda i tanti missionari, laici e consacrati, conosciuti nel corso della sua vita personale e lavorativa: “la vita; le loro testimonianze, limpide, coerenti, generose (‘senza nulla chiedere in cambio’, le parole più volte ascoltate), in altrettanti angoli del mondo… E sento forte – grazie a loro – il monito che giunge da tante regioni del pianeta, dove povertà, guerre, carenza di istruzione, mancanza di opportunità confermano che questa epoca rimane fortemente segnata da sofferenze e ingiustizie, violenze, migrazioni forzate… Un tempo che ormai impone – e il Covid-19 lo ha solo confermato – una non più rimandabile conversione ecologica, una nuova governance multilaterale, un’economia che si accompagni a una crescita equilibrata e giusta, scevra da ogni neo-colonialismo e nella quale non ci siano esseri umani e popoli che ne fanno sempre le spese”. Sogni? Utopie? Una “speranza certa”, direbbe san Francesco, grazie – scrive Gianni Borsa -  anche – ma non solo, evitando sterili ingenuità – a cristiani che provano a testimoniare le Beatitudini sulle strade del mondo. Gli esempi che ci giungono da tanti missionari lasciano infatti intravvedere cieli nuovi e terra nuova. E questa rivista, assieme agli altri strumenti di comunicazione di Missio (compresi siti e social), vorrebbe proprio dar voce ai nostri missionari affinché ciascuno si lasci da essi interrogare”.

R.Iaria

Fisc: “grande preoccupazione” per chiusura del settimanale “La Cittadella” di Mantova

6 Luglio 2020 - Roma - “Grande preoccupazione” per la preannunciata cessazione della pubblicazione del settimanale “La Cittadella” di Mantova dal 1 gennaio 2021, testata con una lunga storia alle spalle ed edita da tre anni come supplemento domenicale di “Avvenire”. È quella espressa da Mauro Ungaro, presidente della Fisc (Federazione italiana dei settimanali cattolici), che richiama anche la sospensione delle pubblicazioni del settimanale della diocesi di Trieste “Vita Nuova”. Ungaro ricorda che “con sempre maggiore frequenza la vita delle testate diocesane viene decisa sulla base di mere valutazioni di carattere economico, dimenticando che esse rappresentano un’espressione di carità culturale a servizio di tutta la comunità ecclesiale ed un elemento fondamentale per preservare la democrazia nel nostro Paese”. “Quando un settimanale diocesano è costretto a chiudere - prosegue il presidente della Fisc -, viene spezzato per sempre quel filo di storie che come ha ricordato Papa Francesco costituisce la fondamentale memoria della comunità civile ed ecclesiale”. La Fisc ribadisce la disponibilità “per un confronto con gli organismi diocesani per individuare eventuali strade alternative da percorrere alla ricerca di soluzioni che permettano di mantenere in vita una testata capace, da sempre, di offrire un contributo insostituibile alla Chiesa ed alla società mantovane”.

Migrantes Cerignola-Ascoli Satriano: parte il “Laboratorio delle Migrazioni

6 Luglio 2020 -     Cerignola – L’Ufficio Migrantes della diocesi di Cerignola– Ascoli Satriano, in occasione della 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il prossimo 27 settembre inaugurerà, nel Seminario vescovile di Cerignola e nella sede distaccata della parrocchia di San Giuseppe a Carapelle il “Laboratorio delle migrazioni – San Giuseppe”. Non si tratta di uno sportello informativo o d’intervento caritativo, bensì di un osservatorio e di uno spazio di studio, come punto di formazione e informazione per approfondire il fenomeno migratorio, occupandosi di emigrati, immigrati, rom, sinti e circensi. Sarà una sfida pastorale a cui siamo chiamati per rispondere, come èquipe diocesana, a partire dallo statuto che ci è stato consegnato dal vescovo Luigi Renna e che riprende i quattro verbi che papa Francesco ha indicato nel Messaggio per la Giornata nel 2018: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ad essi, per il messaggio del 2020, Come Gesù Cristo, costretti a fuggire – Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni, il Papa ha aggiunto sei coppie di verbi che diventeranno le linee guida del “Laboratorio” e che corrispondono ad azioni concrete, legate tra loro in una relazione di causa-effetto: conoscere per comprendere (quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri); farsi prossimo per servire (avvicinarsi significa essere disposti a correre dei rischi e a servire, superando paure e pregiudizi); ascoltare per avere l’opportunità di riconciliarci con il prossimo, con tanti scartati, con noi stessi e con Dio, che mai si stanca di offrirci la sua misericordia (attraverso un ascolto umile e attento possiamo arrivare a riconciliarci); crescere insieme per condividere quello che abbiamo con tutti (per imparare a crescere insieme, senza lasciare fuori nessuno); coinvolgere per promuovere (per trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati, permettendo nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà); imparare a collaborare per non lasciarci tentare da gelosie, discordie e divisioni (per impegnarci a garantire la cooperazione internazionale, la solidarietà globale e l’impegno locale).

Claudio Barboni

Venite voi semplici

6 Luglio 2020 - Città del Vaticano - Cessate il fuoco. Guarda con speranza alla Risoluzione che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato, e nella quale vengono predispone alcune misure per affrontare le devastanti conseguenze” del Covid-19, nelle zone dove ancora oggi si combatte: “lodevole la richiesta di un cessate il fuoco globale e immediato, che permetterebbe la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l’assistenza umanitaria così urgentemente necessaria”. Questo l’auspicio del Papa: “venga attuata effettivamente e tempestivamente per il bene di tante persone che stanno soffrendo”, ma anche, o forse soprattutto, come “primo passo coraggioso per un futuro di pace”. Parole che pronuncia dopo la recita della preghiera dell’Angelus, ieri mattina, in una piazza san Pietro con un migliaio di persone presenti. Papa Francesco commenta il Vangelo della domenica “articolato in tre parti: anzitutto Gesù innalza un inno di benedizione e di ringraziamento al Padre, perché ha rivelato ai poveri e ai semplici i misteri del Regno dei cieli; poi svela il rapporto intimo e singolare che c’è tra lui e il Padre; e infine invita ad andare a lui e a seguirlo per trovare sollievo”. Com’è lontana la logica degli uomini rispetto a quella di Dio; i beati sono i “poveri di spirito”, i sofferenti, i perseguitati, gli operatori di pace. Ancora una volta la consonanza tra l’Antico e il Nuovo Testamento: nella prima lettura Zaccaria parla di un re “giusto e vittorioso, umile”, che cavalca un asino, e “l’arco di guerra sarà spezzato, e annunzierà la pace tra le genti”. Come non ricordare l’immagine di Gesù che entra a Gerusalemme su un asino. Non un Messia guerriero, che impone il suo potere con la forza e le armi, ma un Messia povero, mansueto e pacifico, che annuncia la salvezza: “venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. A un Dio potente, guerriero, si contrappone la logica dell’umiltà e della debolezza: paradosso che spiazza le attese umane. “Venite a me, voi tutti”, dice Gesù. Messaggio non riservato a pochi, ma rivolto a tutti coloro che sono stanchi e oppressi dalla vita. Nel suo cammino Gesù incontra dotti e sapienti, ma soprattutto gente semplice. Quando pronuncia questa preghiera rivolta al Padre, vive un momento difficile perché la sua parola di speranza non è stata accolta da sacerdoti e dottori della legge, mentre poveri, peccatori, ed emarginati, si avvicinano a lui. Come leggiamo in Matteo Gesù loda il Padre, “perché ha tenuto nascosti i segreti del suo Regno, della sua verità ai sapienti e ai dotti. Li chiama così con un velo di ironia – commenta il Papa – perché presumono di esserlo e dunque hanno il cuore chiuso tante volte”. La vera saggezza, afferma il vescovo di Roma, viene anche dal cuore: “se tu sai tante cose ma hai il cuore chiuso, tu non sei saggio. I misteri di suo Padre, Gesù li dice rivelati ai ‘piccoli’, a quanti si aprono con fiducia alla sua Parola di salvezza”. Padre. Anzi “Padre mio” lo chiama, proprio per “affermare l’unicità del suo rapporto con lui”. Proprio in forza di questa comunione può dire: venite a me, voi tutti. Il Padre ha una preferenza per i ‘piccoli’, e Gesù si rivolge agli affaticati e oppressi, “anzi, mette sé stesso tra loro, perché è il ‘mite e umile di cuore’”. Questo “non è un modello per i rassegnati né semplicemente una vittima – commenta papa Francesco – ma è l’uomo che vive ‘di cuore’ questa condizione in piena trasparenza all’amore del Padre, cioè allo Spirito Santo”. Nell’ultima parte del Vangelo troviamo la parola ristoro: “troverete ristoro per la vostra vita”. Ciò che Cristo “offre agli affaticati e oppressi non è un sollievo soltanto psicologico o un’elemosina elargita, ma la gioia dei poveri di essere evangelizzati e costruttori della nuova umanità. È un messaggio per tutti gli uomini di buona volontà, che Gesù rivolge ancora oggi in un mondo che esalta chi si fa ricco e potente”. Invito per ogni discepolo, e, dunque, anche per noi troppo spesso affaticati e inquieti. Noi che, ricorda il Papa, a volte diciamo: “vorrei essere come quello che è ricco e potente e non manca di nulla, non importa con quali mezzi, e a volte calpesta la persona umana e la sua dignità”. Messaggio anche per una Chiesa che papa Francesco ancora una volta vuole “Chiesa in uscita”, cioè “chiamata a vivere le opere di misericordia e a evangelizzare i poveri”.

Fabio Zavattaro

Vangelo Migrante: XIV domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 11,25-30)

2 Luglio 2020 - Solo i piccoli, dice Gesù, cioè coloro che hanno l’animo libero, che non sono integrati negli schemi della cultura ufficiale, riescono a capire il gioioso annuncio della novità cristiana. La cultura ufficiale è una forma di sapere che legittima i comportamenti diffusi, anche negli aspetti più discutibili, come l’individualismo esasperato, l’ossessione dei diritti, la libertà che sconfina nell’arbitrio e, insieme, la schiavitù dei comportamenti di moda. Chi non è contagiato da questa cultura è libero da pregiudizi ideologici e capace di immaginare un nuovo modo di vivere, più umano, più sobrio, più attento ai veri bisogni dell’uomo. Solo nei piccoli, cioè in coloro che non hanno interessi da difendere, la coscienza, incontrandosi con la buona notizia del Vangelo, riesce a progettare un’esistenza nuova. Ma per questo bisogna rompere i legami che ci imprigionano dentro i luoghi comuni della sapienza ufficiale, che è spesso un condensato della mediocrità accettata. La forza liberante del Vangelo è quella che colpisce alla radice questa povertà del nostro spirito. Dice il Signore: ‘Voi siete oppressi da tradizioni e da abitudini morte, che però sono ancora capaci di condizionarvi. Io vi libererò da questo peso. Il mio insegnamento è un appello alle coscienze veramente libere’. Le parole di Gesù non sono sentimentalismo. Egli ci chiama all’impegno di una religiosità nuova, che è un peso leggero, perché ci aiuta a fare con motivazioni profonde, con amore, le cose grandi e audaci che ci chiede. A questo punto dobbiamo essere grati, perché le cose che Dio ha nascosto ai sapienti di questo mondo, Gesù le ha rivelate ai piccoli, ai poveri, agli uomini liberi. Il Signore ci ha lasciato capire che c’è un privilegio dei piccoli a cui noi possiamo partecipare, a cui, anzi, siamo chiamati, perché la nostra vocazione è proprio quella di ritrovare con immediatezza lo stupore del bambino di fronte alla bellezza della fede e la gioia di abbandonarci alla sua luce.

p. Gaetano Saracino

   

Oxfam, “in Grecia detenzioni arbitrarie, rivedere normativa che lede i diritti umani”

2 Luglio 2020 -
Roma - “A metà giugno in Grecia erano detenuti circa 229 minori migranti non accompagnati, mentre in tutti gli hotspot sulle isole attualmente si trovano in condizioni disumane e in piena pandemia circa 38mila migranti in spazi costruiti per ospitarne meno di 6.200”. È l’allarme lanciato da Oxfam e dal Greek Council for Refugees in un nuovo rapporto diffuso oggi, che denuncia quanto la riforma greca del sistema di asilo, approvata il 1° gennaio 2020 – e parzialmente modificata a maggio – “stia esponendo migliaia di persone a sfruttamento e abusi”. “Al loro arrivo negli hotspot delle isole, i migranti, molti dei quali in condizione di particolare vulnerabilità, come bambini, donne incinta, disabili, vengono di fatto posti in stato di detenzione senza accesso alle necessarie cure e tutele – è la denuncia dell’ong -. Il sistema rende poi incredibilmente difficile l’esame delle cause che spingono i richiedenti asilo a lasciare i propri Paesi di origine, spesso attraversati da guerre e persecuzioni”. Secondo Oxfam, la riforma delle politiche di accoglienza greche è “uno schiaffo all’impegno umanitario dell’Europa di proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni”. “La Grecia ha certamente il diritto di proteggere i suoi confini, ma deve anche rispettare il principio di non-respingimento – afferma Riccardo Sansone, responsabile dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia –. Ue e Grecia hanno operato la precisa scelta politica di mettere in pericolo le vite di persone che avrebbero invece dovuto proteggere”. Infine, l’appello: “Chiediamo con forza al Governo greco e alla Commissione europea di rivedere immediatamente l’attuale normativa, in modo che non sia lesiva dei diritti umani, né sia in contrasto con il diritto comunitario”. (Sir)
2 Luglio 2020 - Roma - Sono  7212  le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato è del ministero degli Interni ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Degli oltre 7.200 migranti arrivati in Italia 1.564 sono di nazionalità tunisina (22%), Gli altri provengono da Bangladesh (1.237, 17%), Costa d’Avorio (777, 11%), Algeria (471, 7%), Sudan (457, 6%).

R.I.

Mediterranea: nessuno si salva da solo, dalla morte in mare così come dalla pandemia

2 Luglio 2020 - Roma - “Siamo stati informati dalle autorità sanitarie che 8 dei 43 tamponi laringofaringei effettuati ieri pomeriggio sulle persone sbarcate ad Augusta dalla Mare Jonio sono risultati positivi al Covid-19”. Lo scrive oggi sul proprio sito Mediterranea Saving Humans sottolineando che la pandemia “non fa purtroppo distinzione e non conosce i confini e si è evidentemente propagata anche nel continente africano ed in Libia in modo massiccio. Questo impone – spigaa la nota pubblicata sul sito - un intervento umanitario di soccorso che preveda l’evacuazione dai campi di prigionia libici dove le condizioni igenico-sanitari disastrose rischiano di trasformare quei luoghi in un focolaio senza precedenti”. Mediterranea ribadisce che “far morire le persone in mare non può essere un metodo di prevenzione e contenimento del virus”. “È un discorso inaccettabile. E anche quando i profughi miracolosamente riescono ad arrivare fino alla terraferma in autonomia la sicurezza sanitaria è comunque meno garantita rispetto a quanto le nostre navi riescono a fare”. Le persone che “abbiamo salvato sono in quarantena e non rappresentano un rischio per la popolazione siciliana”, spiega l’ong ribadisce che “le procedure adottate da Mare Jonio sono le più avanzate per il contenimento del Covid-19, procedure che permettono di identificare i positivi immediatamente senza rischi di propagazione dell’epidemia”. L’equipaggio di Mare Jonio è adesso “all’ancora nel porto di Augusta, già in quarantena”. “L’equipaggio si atterrà scrupolosamente a tutte le misure che le autorità sanitarie riterranno opportune”.

Cei: “uniti nella preghiera al Papa emerito Benedetto XVI” per la morte del fratello

2 Luglio 2020 - Roma - “La Conferenza episcopale italiana si unisce nella preghiera al Papa emerito Benedetto XVI per la scomparsa del fratello Georg. La passione per la Verità che ora contempla attenua il momentaneo distacco terreno. La speranza in Colui che è la risurrezione e la vita ci aiutino a colmare il vuoto che lascia. Il Dio di Misericordia non farà mancare consolazione a quanti sono nel dolore e nella tristezza. La fede nel Signore risorto non ci lascia nella solitudine e nell’abbandono ma ci assicura la prossimità di tanti fratelli e sorelle che ci sostengono nell’attraversare i passaggi più dolorosi della vita”. Lo scrive la Cei in un post sulla pagina  Facebook.

R.I.

Regolarizzazione: sono oltre 80 mila le domande pervenute al 30 giugno

1 Luglio 2020 - Roma - In costante crescita l'andamento giornaliero delle istanze: è quanto risulta dal secondo Report, diffuso oggi dal Viminale  sulla procedura di emersione dei rapporti di lavoro avviata lo scorso 1º giugno. Ogni giorno, dal 1º giugno, sono state presentate dai datori di lavoro al portale del ministero dell'Interno oltre 2.650 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell'ambito della procedura di emersione per i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. Alle ore 20 di ieri, martedì 30 giugno, a più di  4 settimane dall'apertura della procedura, le domande pervenute sono, complessivamente, 80.366: di cui 69.721  già perfezionate e 10.645 in corso di lavorazione. L'andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione, che proseguirà fino al prossimo 15 agosto, è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1º giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 30 giugno è di 2.324 la media giornaliera consolidata delle domande perfezionate . Per quanto riguarda i diversi settori interessati, il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta l'88% delle domande già perfezionate (61.411) e il 76% di quelle in lavorazione (8.116). Nella distribuzione delle domande per regioni, la Lombardia si conferma al primo posto per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo. Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l'Ucraina e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l'Albania, il Marocco e l’India per l'agricoltura e l'allevamento. Su 61.411 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione per il settore domestico, 45.730 sono italiani (il 75% del totale). Per il settore agricolo, su 8.310 datori di lavoro 7.451 sono italiani (90%). Dal 1º al 29 giugno, sono state 3.231 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019, spiega il Report. È possibile presentare le domande di regolarizzazione fino al prossimo 15 agosto esclusivamente per via telematica al seguente indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/

Il ruolo della Sicilia nell’accoglienza dei Msna

1 Luglio 2020 - Palermo - Pur a fronte di una sensibile diminuzione delle presenze rispetto all’anno precedente, nel 2019 la Sicilia si è confermata la regione più coinvolta nell’accoglienza dei MSNA (Minori stranieri non accompagnati), con 1.164 minori presenti, a fronte dei 6.054 minori soli registrati in Italia al 31 dicembre 2019 (il 19% del totale). Dai dati della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione si evince che, nella classifica dell’accoglienza, l’Isola è seguita da Lombardia (13%) e da Friuli Venezia Giulia (11%). La Sicilia è anche la prima regione in fatto di strutture destinate all’accoglienza dei minori, con 225 centri attivi, pari al 21% delle strutture censite nel SIM (il Sistema informativo nazionale dei Msna, istituito presso il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali) presenti in tutto il territorio nazionale. Si tratta, in prevalenza, di ragazzi di sesso maschile e di età compresa tra i 16 e i 17 anni, i quali rappresentano oltre i 2/3 dei Msna accolti. In Sicilia hanno trovato riparo in prevalenza i minori provenienti dal Bangladesh e da alcuni paesi africani, come Costa d’Avorio, Guinea, Eritrea, Mali, Gambia, Senegal, Nigeria, Somalia e Tunisia. Come sono arrivati in Sicilia? Per evidenti ragioni geografiche, il canale di arrivo rimane quello via mare. Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale, dove la quota di minori arrivati in seguito a “eventi di sbarco” è minoritaria, con appena il 24% del totale dei giovani rintracciati sul suolo nazionale. Il territorio siciliano, invece, è stato il primo approdo in Italia per l’87% dei minori arrivati solcando il mare. Puglia e Calabria seguono distanziate, rispettivamente con il 6% e il 5% dei Msna arrivati con un’imbarcazione. È elevato tra gli arrivi il numero di ragazzi in possesso della cittadinanza tunisina. Ragazzi, questi, che spesso hanno fatto perdere le proprie tracce dopo essere stati inseriti nel sistema di accoglienza, magari per proseguire il loro viaggio in altri paesi europei, vera meta del loro progetto migratorio. Colpisce, nel quadro statistico del 2019, il dato relativo alla richiesta e al rilascio di pareri per la conversione del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età. Nonostante la Sicilia sia, come detto, la regione con il maggiore numero di Msna transitati dal proprio territorio e accolti nelle proprie strutture, il numero dei pareri emessi ai sensi dell’art. 32, comma 1-bis, del D. Lgs. n. 286/1998 è alquanto esiguo, specie se paragonati ad altre regioni del Centro-Nord. In questa graduatoria l’Isola occupa così l’undicesimo posto tra le regioni italiane, con appena 41 pareri emessi, pari al 2% del totale registrato. Il dato conferma che la Sicilia è terra di approdo e di transito, ma raramente regione nella quale mettere radici. Forse perché la regione offre ancora scarse opportunità di integrazione, lasciando poco spazio a progetti per un insediamento duraturo. Sarà per questo, forse, che la Sicilia è la anche regione con la più alta incidenza di allontanamenti di Msna: ben il 37% delle segnalazioni (2.676) fatte dalle autorità competenti alla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali.  

Luca Insalaco