Primo Piano

Fondazione Missio: ad agosto le Giornate Nazionali di Formazione missionaria

28 Luglio 2020 - Roma - Si terrà dal 27 al 30 agosto la 18° Edizione delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità Missionaria, a cura dell’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese e della Fondazione Missio. Quest’anno la partecipazione sarà possibile solo in modalità OnLine; agli iscritti verranno comunicati i link per seguire il programma, trasmesso in diretta da Assisi. Fin dal titolo, “Tessitori di fraternità, eccomi manda me”, appare chiaro - si legge in una nota - "il legame con il Mese Missionario Straordinario (2019) a cui vogliamo dare continuità: 'battezzati e Inviati', per realizzare il progetto di Gesù che è fare di tutti gli uomini una sola famiglia; inviati come Tessitori di una Fraternità universale". Aiuterà in questo discernimento, nella prima giornata di lavori, don Armando Matteo, docente della Pontificia università Urbaniana, con una relazione sociologica che parlerà della “sfida” della fraternità in questo tempo di particolarismi. Il giorno successivo, venerdì 28 agosto, si entra nel vivo del tema, andando ad indagare le radici della fraternità tramite una relazione pastorale di monsignor Ezio Falavegna, docente alla Facoltà Teologica del Triveneto. Il sabato 29 agosto una lettura teologica di Giuseppina De Simone, docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. E, a seguire, una riflessione culturale ed economica, a cura di suor Alessandra Smerilli, docente alla Facoltà Auxilium, che parlerà della fraternità e delle sue ripercussioni virtuose su un’economia di stampo solidale. Le relazioni formative saranno alternate da riflessioni bibliche, nello stile della lectio divina, guidate da don Augusto Barbi, docente dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Verona. Il 30 agosto don Nicola Agnoli, illustrerà un’icona biblica, quella del cieco di Gerico, mostrando come Gesù educa i suoi discepoli alla fraternità. Chiude i lavori don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio che trarrà le conclusioni della tre giorni di riflessioni. Per il programma cliccate qui.

Campagna “io accolgo”:”Stop accordi con la Libia”

28 Luglio 2020 -

Roma - Un “bombardamento” di posta elettronica per chiedere al governo di sospendere gli accordi con la Libia. Quelli cioè che renderebbero l’Italia “complice” delle violenze delle autorità libiche contro i migranti. L’iniziativa è stata lanciata ieri dalla Campagna “Io accolgo” – cartello di associazioni laiche e cattoliche, di sindacati e fondazioni – che ha aderito all’appello “I sommersi e i salvati” per rilanciarne le richieste promuovendo, nella giornata di lunedì 27 un’azione di mailbombing, invitando a inondare di mail le caselle di posta del Presidente del consiglio, della Ministra Lamorgese e del Ministro Di Maio. Un presidio dei promotori era ieri pomeriggio a Piazza San Silvestro a Roma.

«Nel Mediterraneo si sta consumando da anni una tragedia che nessuno può più ignorare», si legge nell’appello. «Decine di migliaia di migranti sono morti nel tentativo di raggiungere le coste europee – affermano i promotori – o intercettati dalla guardia costiera libica e rinchiusi in veri e propri lager, sottoposti a terribili violenze e torture, quando non venduti come una qualsiasi mercanzia». Secondo le organizzazioni di “Io accolgo” quindi «l’indignazione, da sola, non basta più. È il tempo di agire, chiedendo con tutti i mezzi di cui disponiamo l’annullamento dei famigerati accordi con la Libia, a partire dalla fine dei finanziamenti agli aguzzini della c.d. guardia costiera libica, dalla chiusura dei lager, trasferendo i migranti lì detenuti in paesi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, alla individuazione di corridoi umanitari per attraversare senza pericoli il Mediterraneo». Come cioè stanno già facendo da alcuni anni a proprie spese Cei, Comunità di Sant’Egidio, Chiese evangeliche e Tavola Valdese.«Avevamo sperato che il nuovo governo – conclude l’appello – cambiasse radicalmente le proprie politiche sui migranti che fuggono da fame, violenze, guerre. Così ancora non è. Di fronte alle tragedie che continuano a consumarsi è tempo di dire basta, adesso». L’appello “I sommersi e i salvati” è stato lanciato da Luigi Manconi, Roberto Saviano, Sandro Veronesi. Sono nel Comitato promotore di “Io accolgo”, tra gli altri: Acli, Arci, Caritas, Centro Astalli, Cir, Cnca, S.Egidio, Evangelici, Focsiv, Migrantes, Forum Terzo Settore, Gruppo Abele, Intersos Legambiente, MSF, Oxfam. (Luca Liverani - Avvenire)

Campagna “Io accolgo”: mailbombing alle istituzioni per “sospendere accordi con Libia”

27 Luglio 2020 - Roma - La Campagna “Io accolgo”, che ha aderito alla manifestazione-appello di oggi “I sommersi e i salvati” rilancerà le richieste promuovendo oggi un’azione di mailbombing, inondando cioè di mail le caselle di posta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, della Ministra Luciana Lamorgese e del Ministro Luigi Di Maio. Sarà inoltre presente al presidio promosso dai promotori dell’appello nel pomeriggio a piazza San Silvestro a Roma. “Nel Mediterraneo – ricordano i promotori della Campagna, che riunisce tutte le principali organizzazioni laiche e cattoliche impegnate con i migranti – si sta consumando da anni una tragedia che nessuno può più ignorare. Decine di migliaia di migranti morti nel tentativo di raggiungere le coste europee o intercettati dalla guardia costiera libica e rinchiusi in veri e propri lager, sottoposti a terribili violenze e torture, quando non venduti come una qualsiasi mercanzia ai trafficanti di esseri umani”. Le associazioni chiedono di nuovo “l’annullamento dei famigerati accordi con la Libia, a partire dalla fine dei finanziamenti agli aguzzini della cosiddetta guardia costiera libica, dalla chiusura dei lager, trasferendo i migranti lì detenuti in Paesi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, alla individuazione di corridoi umanitari per attraversare senza pericoli il Mediterraneo”. “Avevamo sperato che il nuovo governo cambiasse radicalmente le proprie politiche sui migranti che fuggono da fame, violenze, guerre – affermano –. Così ancora non è. Di fronte alle tragedie che continuano a consumarsi è tempo di dire basta, adesso”. Fanno parte del Comitato promotore della Campagna, tra gli altri, Acli, ActionAid, Aoi, Arci, Asgi, Caritas italiana, Casa della Carità, Cefa, Centro Astalli, Cgil, Ciac, Ciai, Cir, Cnca, Comunità di S. Egidio, Conngi, Ero Straniero, Fcei, Focsiv, Fondazione Migrantes, Forum Terzo settore, Gruppo Abele, Intersos, Legambiente, Medici senza frontiere, Oxfam, Refugees welcome Italia, Save the Children Italia.

“Bonus Bebè” agli stranieri extracomunitari: la Consulta si rivolge alla Corte UE

27 Luglio 2020 - Roma - L’8 luglio scorso la Corte costituzionale ha esaminato le questioni sollevate dalla Corte di Cassazione sulla disciplina dell’assegno di natalità e di quello di maternità, là dove richiede il permesso di soggiorno UE di lungo periodo per il riconoscimento di entrambe le misure agli stranieri extracomunitari. In attesa del deposito dell’ordinanza, la Corte fa sapere che il Collegio ha riunito i giudizi e ha deciso di sospenderli per sottoporre alla Corte di Giustizia dell’Unione europea un quesito pregiudiziale alla decisione definitiva. La Consulta chiede se il requisito del permesso di lungo soggiorno, previsto come condizione per corrispondere il cosiddetto bonus bebè agli stranieri extracomunitari, sia compatibile con il principio di parità di trattamento tra cittadini dei paesi terzi e cittadini degli Stati membri nel settore delle prestazioni familiari, nei termini in cui tale principio è sancito dal diritto dell’Unione europea. (A. Pertici)  

Migrantes Massa Carrara-Pontremoli: parte lo “Spettacolo viaggiante” per i giovani itineranti

27 Luglio 2020 - Massa Carrara - Da diversi anni, l’ufficio Migrantes della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, diretto da Ivonne Tonarelli, è impegnato nell’ambito dell’insegnamento scolastico con progetti rivolti a giovani, bambini e ragazzi del mondo del circo e dei luna-park. La vita itinerante, infatti, comporta una discontinuità delle attività didattiche, che favorisce il precoce abbandono degli studi. Per contrastare tale fenomeno, l’ufficio ha messo a punto alcune iniziative atte a sensibilizzare le famiglie sull’importanza dell’istruzione per le generazioni future. Tra queste, merita particolare menzione “Lo Spettacolo viaggiante”, realizzato da Ivonne Tonarelli e Sara Vatteroni in collaborazione con la Fondazione “Migrantes”, che ha consentito a molti giovani circensi e lunaparkisti di assolvere l’obbligo formativo, frequentando la stessa scuola per tutto l’anno. In un primo momento il progetto fu realizzato in alcune scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia apuana. Da circa dieci mesi, però, è approdato anche alle scuole superiori: dapprima all’Istituto “Salvetti” di Massa e sei anni dopo all’Istituto “Einaudi-Fiorillo” (sede associata del “Barsanti”), dove gli studenti itineranti hanno conseguito i migliori risultati. Il progetto si è rivelato utile soprattutto durante il periodo del lockdown, grazie all’impegno dei tutor e di Ivonne Tonarelli: “Quando il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza, il mio pensiero è andato subito ai miei ragazzi. Molti di loro sono rimasti bloccati in alcune piazze d’Italia, spesso senza connessione internet o supporti tecnologici che gli consentissero di seguire le lezioni online. Mi sono attivata per garantire a tutti i ragazzi del circo e dei luna-park il diritto all’istruzione e, con l’aiuto dei miei collaboratori, ho creato una rete su tutto il territorio nazionale, che assicurasse il prosieguo delle attività didattiche”. In genere, “Lo Spettacolo viaggiante” prevede la didattica a distanza per chi frequenta le scuole superiori, ma non per chi va ancora alla scuola primaria o secondaria inferiore: “Secondo una prassi consolidata, i bambini del circo e dei luna-park iscritti alla scuola primaria ed alle medie, partecipano alle lezioni frontali in aula. Tuttavia, durante il lockdown, anche per loro è stata sospesa la frequenza scolastica. Pertanto, con la collaborazione dei tutor dell’Ufficio Migrantes, siamo riusciti a far avere alle famiglie di questi alunni i mezzi tecnologici necessari alla partecipazione online delle lezioni. Inoltre, abbiamo offerto un servizio gratuito a distanza di assistenza allo studio”. La formula si è rivelata vincente, dal momento che tutti i bambini sono stati promossi e molti di coloro che frequentavano la terza Media hanno ottenuto una votazione finale eccellente. Anche alle scuole superiori, dove la didattica avviene da tempo a distanza con percorsi scolastici studiati appositamente per i giovani itineranti, il progetto ha avuto successo. Il corso di studi prevede anche un breve inserimento nella classe di appartenenza ogni due mesi, ma, a causa della pandemia, quest’anno non è stato possibile effettuarlo. Se i ragazzi hanno continuato a formarsi e ad informarsi, il merito è proprio dei tutor della Migrantes, professionisti che si formano in corsi organizzati dalla Fondazione. La speranza è che da settembre le attività riprendano con cadenza regolare: in presenza, per i bambini della scuola primaria e media inferiore; online, con lezioni frontali circoscritte nel tempo, per i ragazzi delle scuole superiori. (E.G – Corriere Apuano.)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 12.228 migranti sulle nostre coste

27 Luglio 2020 - Roma - Sono 12.228 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato aggiornato alle 8 di questa mattina dal Ministero degli Interni. Degli oltre 12.200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 4.354 sono di nazionalità tunisina (36%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (1.786, 15%), Costa d’Avorio (799, 6%), Algeria (555, 4%), Sudan (465, 4%), Marocco (370, 3%), Pakistan (358, 3%), Guinea (245, 2%), Somalia (234, 2%), Egitto (201, 2%) a cui si aggiungono 2.861 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  

GMMR: a Torino ospiterà la Giornata nazionale

27 Luglio 2020 - Torino - Non a caso la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta come sede principale per la celebrazione in Italia della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 27 settembre prossimo. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, Mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio del Papa “Costretti a fuggire come Gesù Cristo” che papa Francesco ha scritto il 13 maggio scorso (il testo integrale https://migrantesonline.it/2020/05/15/come-gesu-cristo-costretti-a-fuggire-accogliere-proteggere-promuovere-e-integrare-gli-sfollati-interni-il-messaggio-di-papa-francesco-per-la-gmm2020/). L’anno scorso la celebrazione della giornata si era tenuta il 29 settembre con la concelebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro. «Siamo onorati della scelta della CEI nei confronti della Chiesa piemontese: l’impegno delle nostre diocesi per i migranti e i rifugiati ha una lunga tradizione, a partire dai santi sociali che accoglievano i contadini dalle campagne, all’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora con le nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra come la Siria», ricorda Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes. «Uno sforzo che continua: dalla vicenda dell’ex Moi che ha avuto risonanza nazionale dove l’impegno della diocesi di Torino a mettere in rete tutte le istituzioni per non creare conflitti nello sgombero delle palazzine occupate e trovare soluzioni di accoglienza per le famiglie di migranti, mettendo insieme tutte le forse in campo; alla diocesi di Saluzzo in prima linea  nel sostegno alla manodopera straniera sfruttata nella filiera della raccolta della frutta; alla diocesi di Susa in campo nell’accoglienza dei clandestini che rischiano la vita per varcare il confine francese fino all’impegno di tutte le diocesi nel difficile periodo dell’emergenza covid che ha messo in ginocchio le fasce più deboli delle popolazione tra cui gli immigrati». La Giornata, sottolinea Sergio Durando, non è solo la celebrazione della Messa in diretta Rai, «ma per le nostre diocesi, che stanno mettendo a punto le settimane che precedono la Giornata, è un’occasione per riflettere, pregare e valorizzare il tema della mobilità umana e dell’accoglienza che ci coinvolge tutti, sia come comunità cristiana che come cittadini italiani, popolo con una storia di emigrazione che prosegue anche ai nostri giorni. La Giornata ci richiama tutti a un cambio di mentalità e a considerare che il migrante non è solo un problema, ma una risorsa. La mobilità non riguarda solo chi sbarca a Lampedusa: il migrante è uno di noi perché la mobilità è parte della storia dell’umanità, riguarda i nostri nonni e i nostri figli: migrante, come ricorda il Papa, è stato Gesù Cristo. Del resto, come ha richiamato più volte il Papa, figlio di emigranti piemontesi in Argentina, la Giornata dei Migranti è stata istituita in Italia nel 1914 in Italia, sotto il Pontificato di Pio X, e dietro sollecitazione anche di vescovi come Scalabrini e Bonomelli, allo scoppio della Prima guerra mondiale e di fronte al dramma di tanti profughi e rifugiati, soprattutto italiani che, emigranti «gittati» («gettati» come diceva Mons. Bonomelli) all’estero, perdevano ogni cosa ed erano costretti a rientrare in Italia. In  preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes promuove un Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione rivolto ai Direttori della Pastorale Migrantes della diocesi e ai collaboratori. I lavori, 50 i partecipanti attesi, si terranno a Villa Lascaris a Pianezza da lunedì 31 agosto a venerdì 4 settembre. La giornata di giovedì 3 in particolare sarà incentrata sull’incontro con le realtà dell’accoglienza torinese (tra cui il Sermig) e sarà conclusa con la Messa presieduta da Mons. Nosiglia. (Marina Lomunno – La Voce e il Tempo)  

Una responsabilità che interpella

27 Luglio 2020 - Roma - “Non sempre l’abbondanza comunicativa è sinonimo di completezza e chiarezza: il tempo di pandemia ha richiamato tutti ad una forte responsabilità nel comunicare in modo rigoroso e sobrio, per evitare confusione e trasmissione di contenuti deboli e non originali”. Nel riflettere sul contesto comunicativo di questi mesi, gli incaricati regionali per le comunicazioni sociali delle CEI hanno fotografato in questi termini rischi e opportunità di una situazione inedita per tutti. Convocati dall'Ufficio nazionale il 21 luglio per un incontro on line di bilancio e prospettive per il futuro, i diversi rappresentanti hanno offerto un quadro concreto dei vari territori. Ora, è stato detto, l’orizzonte cui tendere è quello di una comunicazione come servizio di carità che permetta alla Chiesa di rispondere alle attese dell’uomo di oggi. Ecco perché “è fondamentale trasformare i contatti ottenuti dai diversi media in relazioni reali, nella consapevolezza che non si può sostituire il rapporto personale. Solo attraverso il dialogo e il confronto è possibile costruire le comunità”. Un’indicazione che apre già un cammino per il futuro. (Vincenzo Corrado)  

Discernere e scegliere

27 Luglio 2020 - Città del Vaticano - Distinguere il bene dal male, saper scegliere. La parola chiave che unisce il Vangelo di Matteo, con le tre parabole sul Regno dei cieli, e la prima lettura tratta dal Libro dei Re è: discernimento. Nella nostra vita siamo sempre chiamati a fare delle scelte, più o meno grandi. Salomone, giovanissimo all’inizio del suo regno, deve raccogliere l’eredità del padre Davide e governare sul suo popolo: una grande responsabilità. Così Salomone non solo offre a Dio un sacrificio, mille olocausti come si legge nel libro dei Re, ma gli chiede di aiutarlo in questo gravoso compito. Non chiede una lunga vita, né ricchezze, né la forza per eliminare i nemici, ma, come leggiamo sempre nel libro dei Re, dice al Signore: "concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male". Ovvero la capacità di discernere, la sapienza nel saper governare. Ecco che allora il “cuore docile”, ricordava Benedetto XVI, significa “una coscienza che sa ascoltare, che è sensibile alla voce della verità, e per questo è capace di discernere il bene dal male”. Matteo, nel suo Vangelo (Letto ieri nella liturgia domenicale, ndr), ci propone tre parabole; Francesco ne commenta solo due, che ci richiamano anch’esse alla capacità di saper discernere: il regno dei cieli simile a un tesoro nascosto nel campo, a una perla preziosa, a una rete gettata in mare. Chi trova il tesoro nel campo e il mercante che vede la perla, per assicurarsi l’acquisto, vendono i loro averi, “abbandonando le loro sicurezze materiali”. La costruzione del Regno “esige non solo la grazia di Dio, ma anche la disponibilità attiva dell’uomo”. Spiega Francesco: “la grazia fa tutto ma ci vuole la ‘mia’ responsabilità, la ‘mia’ disponibilità”. Certo la prospettiva con cui leggiamo il Vangelo è quella del “già e non ancora”, cioè viviamo già della salvezza, che tuttavia aspetta ancora di essere compiuta. Come non leggere in questa capacità di cambiare il mondo, nella presenza di Gesù nella nostra vita, una chiamata a trasformare la nostra esistenza e renderla aperta all’altro, capace di accogliere ogni altra presenza, anche quella dello straniero e dell’immigrato. Con le due parabole, il tesoro nascosto e la perla preziosa, Gesù ci coinvolge “nella costruzione del Regno dei cieli, presentandone una caratteristica essenziale: aderiscono pienamente al Regno coloro che sono disposti a giocarsi tutto”, dice il Papa nell’incontro dell’Angelus con le persone presenti in piazza san Pietro, alle quali ricorda la memoria liturgica di Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù. Così ai giovani chiede “gesti creativi” di amore verso gli anziani, visitandoli, vincendo la loro solitudine. Loro sono le radici. L’uomo e il mercante “vendono tutto quello che hanno, abbandonando così le loro sicurezze materiali”. Anche noi, dice il vescovo di Roma, “siamo chiamati ad assumere l’atteggiamento di questi due personaggi evangelici, diventando anche noi cercatori sanamente inquieti del Regno dei cieli. Si tratta di abbandonare il fardello pesante delle nostre sicurezze mondane che ci impediscono la ricerca e la costruzione del Regno: la bramosia di possedere, la sete di guadagno e di potere, il pensare solo a noi stessi”. Risulta spenta la vita di chi non è andato alla ricerca di un vero tesoro, ma si sono accontentati di “cose attraenti ma effimere, bagliori luccicanti ma illusori perché lasciano poi al buio”. Il Regno dei cieli, dice Francesco, è il “contrario delle cose superflue che offre il mondo, è il contrario di una vita banale. La luce del Regno non è un fuoco di artificio, è luce: il fuoco di artificio dura soltanto un istante, la luce del Regno ci accompagna per tutta la vita”. È un tesoro “che rinnova la vita tutti giorni e la dilata verso orizzonti più vasti”. Torna qui il concetto del saper distinguere, discernere, il bene dal male; essere “creativo e cercatore, che non ripete ma inventa, tracciando e percorrendo strade nuove, che ci portano ad amare Dio, ad amare gli altri, ad amare veramente noi stessi”. È Gesù, spiega il Papa, “il tesoro nascosto e la perla di grande valore”, e questo non può che suscitare gioia: “la gioia di scoprire un senso per la propria vita, la gioia di sentirla impegnata nell’avventura della santità”.

Fabio Zavattaro

Mattarella agli italiani all’estero: “grazie per la vostra solidarietà”

25 Luglio 2020 - Roma - Questi mesi di pandemia, per molti degli italiani residenti all'estero  hanno "aggiunto alla preoccupazione per la salute il disagio e il rammarico di non poter raggiungere i propri cari in Italia, anche a seguito delle restrizioni nei collegamenti aerei". Lo ha detto questa mattina il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio ai connazionali all'estero attraverso la trasmissione "'Italia con Voi", il programma di Rai Italia , in onda ogni giorno e settimanalmente  anche su Rai Uno. Mattarella ha rivolto "un pensiero, pieno di affetto, a tutti gli italiani residenti all’estero": "so con quanta partecipazione avete seguito le sofferenze vissute, nel nostro Paese, per il coronavirus. Lo avete fatto da lontano, per la distanza fisica che ci separa; eppure del tutto vicini nella coscienza che ci unisce. Una conferma, se ve ne fosse stato bisogno, del sentimento intenso che raccoglie le comunità italiane e di origine italiana diffuse nel mondo. Un sentimento di unità e di solidarietà per il quale vi esprimo riconoscenza". E’ stata "una prova che ha posto in evidenza valori di civismo e di dedizione alle persone in difficoltà. Valori che rappresentano base importante della nostra società, e alimentano la vita delle nostre istituzioni democratiche". "Nei tanti borghi e città d’Italia questa stagione - ha setto ancora il Capo dello Stato - è stata accompagnata da lutti e patimenti, cui si è aggiunto il dolore di non poter celebrare i funerali, dei defunti: emergenza ora, fortunatamente, superata. Adesso l’impegno è rivolto alla ricostruzione di un tessuto, capace di affrontare i rischi che si manifestano e di rilanciare la fiducia nel futuro. Il virus ha superato frontiere e distanze continentali. Ha messo in discussione percorsi e modi di vita consolidati". La lontananza "pesa", sulle nostre comunità all’estero e tutte le istituzioni della Repubblica sono "impegnate ad alleviare queste difficoltà; per la sua parte la rete consolare e delle ambasciate è volta a rafforzare l’attenzione e ad ascoltare e corrispondere alle loro esigenze. La collaborazione e il coordinamento, della comunità internazionale nel contrastare, il virus - un avversario comune e ancora largamente sconosciuto - sta riconducendo, gradualmente, alla normalità anche dei collegamenti e alle conseguenti aperture. Del resto, soltanto la conoscenza condivisa e una efficace azione corale a difesa della salute da parte di tutti i Paesi può permettere di sconfiggere la malattia". A tutti Mattarella ha voluto far "giungere il sentimento, più forte, di vicinanza, della Repubblica", Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes gli italiani, attualmente residenti all'estero sono 5.288.281, l'8,8% dela popolazione italiana. Dal 2006 al 2019 la mobilità italiana è aumentata del +70,2% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’AIRE a quasi 5,3 milioni di oggi si legge nel Rapporto Migrantes. La prossima edizione, la XV, sarà presentata a Roma il 27 ottobre prossimo.

Raffaele Iaria

Vangelo Migrante: XVII domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 13,44-52)

23 Luglio 2020 - Non basta guardare e udire, bisogna vedere e ascoltare, cioè comprendere. E le parabole servono proprio a creare l'adeguata disposizione interiore per capire il messaggio. Per questo Gesù insiste: “il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; (…) il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose (…); ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci”. Un contadino e un mercante trovano tesori. Uno per caso, senza averlo programmato; l’altro mentre gira il mondo e insegue il suo sogno da intenditore appassionato e determinato. Due modalità che sembrano contraddirsi; ma il Vangelo è liberante. L'incontro con Dio è per tutti: è possibile trovarlo o essere trovati da Lui, nella vita di ogni giorno o in un incontro folgorante. In ogni caso i protagonisti, pieni di gioia, vanno a vendere quello che hanno per avere quel tesoro. Il primo tesoro … che il tesoro regala è la gioia; è lei il movente che fa camminare, cercare e correre. Vendere tutti gli averi non è rinuncia ma l’inizio di un futuro nuovo, di una gioiosa speranza. E non ci sono predestinati. Come il pescatore non può scegliere il contenuto mentre trascina la rete in mare, così Dio non opera nessuna selezione prima del tempo finale. Il suo desiderio è che la rete sia piena. Non dipende dal capriccio di Dio condannare o salvare, come la cernita del pesce non dipende dai gusti del pescatore. Egli si limita a constatare, raccogliere e separare il buono dal marcio. Marcisce chi si rifiuta d'amare e si chiude alla vita. Credere è un verbo dinamico, occorre muoversi, cercare, proiettarsi, pescare; lavorare il campo, scoprire, camminare e tirar fuori dal tesoro cose nuove e cose antiche. I figli del Regno non hanno tutte le soluzioni in tasca, ma cercano … e salpano dagli schemi stantii o prossimi ad ammuffire. È la mentalità nuova introdotta da Gesù.

p. Gaetano Saracino

Siro malabaresi: a Roma una basilica dedicata al culto

23 Luglio 2020 - Roma – La comunità cattolica di rito siro malabarese di Roma ha una propria basilica adibita al culto. Si tratta della Basilica minore di Sant’Anastasia al Palatino. La comunità, che conta circa 7mila fedeli, è in festa per questo “dono”: si tratta – dice il coordinatore attuale della comunità, p. Biju Muttathunnel, di un grande regalo da parte della diocesi di Roma e del Vaticano”. Una comunità molto presente a Roma quella dei siro malabaresi formata da famiglie provenienti dallo Stato del Kerala nel Sud dell’India che si riconoscono fra i discendenti di Tommaso apostolo secondo una tradizione non confermata né negata. La Chiesa siro-malabarese è tra le più antiche Chiese dell’India e rappresenta una comunità in continua crescita. E’ – scriveva qualche giorno fa l’agenzia AsiaNews - la seconda Chiesa cattolica orientale (dopo la Chiesa ucraina), con 5 milioni di fedeli. Dal 2004 è una Chiesa “Sui juris”: la Santa Sede ha garantito ad essa pieni poteri amministrativi, fra cui il potere di eleggere i vescovi e potersi prendere cura del ministero pastorale dei suoi fedeli in tutto il mondo. In effetti, delle 34 diocesi della Chiesa, solo 18 sono nello Stato del Kerala, il luogo originario; le altre sono in altri Stati dell’India (13) o all’estero, formate per i fedeli emigrati in altri Paesi: Usa, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda. Per altri Paesi in Europa, esiste un Visitatore apostolico, che risiede a Roma. La Chiesa ha più di 8500 sacerdoti e 32mila religiose. Il 18 giugno scorso, pur fra tante limitazioni dovute al Covid-19, è stato consacrato il 62mo vescovo siro-malabarese nella persona di Msgr Peter Kochupurackal. Egli è ora il vescovo ausiliare della diocesi di Palaghat (Kerala), scrive Asia News. A Roma vivono molti sacerditi appartenenti alla chiesa siromalabarese e di consacrate appartenenti a questo rito. A Roma è presnete amnche il Collegio Damasceno che accoglie una cinquantina di seminaristi e giovani sacerdoti che studiano nelle facoltà pontificie.

R.Iaria

Radio Dublino: torna l’Italian Fusion

23 Luglio 2020 - Roma - L’Italian Fusion Festival, il più grande festival italiano in Europa, continuerà quest’anno nonostante le sfide poste dalla crisi sanitaria che ha colpito il 2020. La quarta edizione sarà online il 25 luglio 2020 dalle 19:00 su YouTube e Facebook. L’Italian Fusion Festival, dopo tre edizioni di grande successo al Grand Social e al Bello Bar di Dublino, si svolgerà per la prima volta quest’anno come evento di streaming online e sarà gratuito!  Il festival multiculturale e multidisciplinare è organizzato da Radio Dublino è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura. L’impatto di Covid-19 ha profondamente cambiato l’attuale panorama artistico e ha portato gli artisti a cercare nuovi modi di esprimersi. "Siamo orgogliosi di continuare a sostenere gli artisti in questa situazione senza precedenti e presentiamo una serie di dirette che includeranno musica dal vivo, brevi video e interviste", spiegano i promotori. Il festival è "orgoglioso" di presentare la musica dal vivo di Susanne Savage, Maja Elliott, Julyo, Dario Rodighiero e Frank Francone. Oltre alla musica, "presentiamo anche il concorso di cortometraggi che è stato parte integrante del Fusion Festival italiano sin dal suo inizio e continua in questa edizione live streaming. L’obiettivo del concorso è quello di offrire un riflettore ai registi internazionali in Irlanda che desiderano mostrare i loro lavori sulle nostre piattaforme". Radio Dublino, il cui obiettivo è promuovere l’Italia in tutti i suoi aspetti e l’integrazione locale della comunità italiana residente in Irlanda, desidera "continuare a sostenere la comunità artistica locale e offrire ai suoi ascoltatori una panoramica delle ultime tendenze della scena culturale di Dublino" . Per riconoscere le sfide che gli artisti stanno affrontando, Radio Dublino sta organizzando una campagna di raccolta fondi per sponsorizzare una Covid19 Grant destinata a un artista con sede in Irlanda. La campagna GoFundMe raccoglierà fondi per sponsorizzare un artista il cui lavoro rappresenta al meglio l’integrazione della cultura italiana nella cornice irlandese.    

Migrantes Calabria: “non ammaliamoci di cattiveria e sguardo negativo verso i fratelli”

23 Luglio 2020 -   Cosenza - “Quella che stiamo vivendo in questa fase dell’emergenza sanitaria è una situazione particolare, che ha al centro dell’attenzione soprattutto gli asintomatici” che “non ha colore dela pelle. Dobiamo uscire da qualsiasi marchiatura. Il Covid 19 ci ha rivelato che siamo tutti fragili”. Lo dice Pino Fabiano, direttore Migrantes della Calabria in una intervista al settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano “Parola di Vita” dopo i receti casi di contagio avvenuti tra gli stranieri residenti sul territorio in particolare la comunità senegalese. Una comunità – aggiunge Fabiano – “inserita nel territorio, dove vivono famiglie, lavoratori e nuclei sociali”. Diverse, infatti, le famiglie di origine senegalese che vivono a Cosenza e in provincia e che sono perfettamente integrate nei quartieri. “La comunità si è da subito attivata per la tracciatura dei contagi, ma soprattutto quel che mi preme sottolineare è che si lavora in- sieme evitando stigmi”, aggiunge Fabaino: “il clima da untore è brutto e il corona- virus non fa distinzioni”. E in mwrito alle proteste il direttore Migrantes evidenzia che Cosenza “dimostra un doppio volto da un lato quello della solidarietà e vicinanza, e dall’altro c’è chi continua a fare fuoco. Speriamo che non ci ammaliamo di cattiveria e sguardo negativo verso i fratelli”.  

No al razzismo senza scherzare

23 Luglio 2020 - Cosenza - I muri culturali e ideologici sono alti e minacciosi quanto quelli di malta e mattoni. Al pari di pregiudizi e cattive abitudini. A Mendicino, alle porte di Cosenza, provano a buttarli giù con spot antirazzisti girati da migranti minori non accompagnati e attori professionisti(Emilia Brandi, Stefania De Cola e Mirko Iaquinta) grazie al progetto 'L’arte di conoscersi in cantiere'. La regia è di Mario Massaro, la sceneggiatura di Elisa Ianni Palarchio. Il titolo «Non fa ridere» perché il confine tra battuta e offesa, scherzo e discriminazione, è tanto sottile quanto pericoloso. «Abbiamo provato a riflettere su battute e luoghi comuni scomodi – spiega Ianni Palarchio – per capire cos’è una battuta e cosa non lo è, provando a tracciare una delicata linea di demarcazione tra il motto di spirito e cliché. Frasi come 'È solo una battuta, dai!' o 'Si fa per ridere!' ci hanno fatto perdere i confini tra la risata goliardica e l’offesa», sottolinea la sceneggiatrice. «Ci buttiamo ancora una volta nel gioco della barzelletta tra bianco e nero, italiano e africano, convinti che della distinzione di pelle non se ne possa più e curiosi di vedere che effetto fa sentirsi bersaglio di dubbio umorismo», sigilla il regista. L’iniziativa segna la ripartenza del progetto finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del fondo Asilo Migrazione e Integrazione Fami 2014-2020, e dall’Ue. (Domenico Marino - Avvenire)    

“Festa” de I nuovi salentini: il 30 luglio presentazione con il direttore Migrantes don De Robertis

23 Luglio 2020 - Lecce - Giovedì 30 luglio alle ore 19.30 in piazza Carducci a Lecce, negli spazi all’aperto della Biblioteca Bernardini  è in programma la prima presentazione “in presenza” del nuovo libro di Giorgia Salicandro, I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d’Italia, edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes. L’evento si inserisce nella rassegna ExtraConvitto. Più lib(e)ri in piazza promossa dal Polo Bibliomuseale di Lecce e dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia. Dopo il lungo periodo del lockdown che ha reso necessario inaugurare online il tour di presentazioni del libro, è finalmente possibile incontrarsi dal vivo nella “Festa de I nuovi salentini”, un’occasione per celebrare la ricchezza delle culture portate sul territorio da cittadini provenienti da ogni latitudine, le faticose avventure che li hanno condotti in Italia, i loro sogni, i mille aspetti della vita in comune tra “vecchi e nuovi salentini” che, come scrive l’autrice nel libro, «rendono questa terra un mondo più grande». L’evento inaugura il tour estivo di presentazione che farà tappa in diversi comuni del Salento. Dopo i saluti istituzionali di Loredana Capone, assessore all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia e di Fabiana Cicirillo, assessore alla Cultura del Comune di Lecce, introduce l’incontro don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. La presentazione del libro è affidata a Luigi De Luca, direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce, in dialogo con Giorgia Salicandro. A seguire, gli interventi di alcuni protagonisti del libro: l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Florence Torres, promotrice del fair trade territoriale, Sarah Scott, portavoce del gruppo "Salento interculturale", Redi Hasa, musicista.  

Circo Millennium: “spettacoli gratuiti a chi ci ha aiutato”

23 Luglio 2020 - Savona- Il Circo Millennium della famiglia Coda Prin dal prossimo 26 settembre regalerà una serie di spettacoli alla città di Savona e a tutti coloro che, “in questo difficile periodo, ci hanno aiutato”, come spiega il direttore artistico Derek Codaprin. Il circo, al momento delle misure di contenimento a causa della pandemia si trovava a Savona dove si trova ancora. “La città di Savona è stata molto generosa con noi. Per questo – spiega il direttore artistico del circo - regaleremo alle associazioni che ci hanno aiutato alcuni spettacoli gratuiti”. Il nostro ringraziamento va a Migrantes, Caritas, Enpa, e alle tante alle panetterie locali che ci hanno sostenuto. Un bel segno di altruismo e generosità che vogliamo contraccambiare con un piccolo gesto”. Il circo, quindi, rimarrà a Savona fino alla metà di ottobre sperando di riprendere regolarmente gli spettacoli e quindi la regolare attività”.

Acireale: in arrivo la testimonianza del clown che porta il sorriso in Siria

22 Luglio 2020 - Acireale - Il Coordinamento oratori della diocesi di Acireale, in collaborazione con il Servizio diocesano per la Pastorale giovanile, organizza un evento dal titolo “Cuore a Cuore” con ospite “il Pimpa”, Marco Rodari, il clown che porta il sorriso in Siria, fra i bambini di Aleppo. Gli incontri si terranno: oggi, mercoledì 22 luglio, alle 20, nell’oratorio dei Padri Filippini ad Acireale, e giovedì 23 luglio, alle 20, nella chiesa San Leonardo Abate di Mascali. Rodari, originario di Leggiuno, porterà la sua testimonianza. Da quel paese in provincia di Varese, il clown è partito per aiutare i piccoli di Aleppo e far dimenticare loro i dolori della guerra. “La missione – dichiara – è la mia ragione di vita. Il dialogo che si instaurerà con i giovani della diocesi di Acireale sarà occasione per far conoscere i progetti e le iniziative per quei bambini, che in zone di guerra, hanno bisogno di un sorriso”.    

La Catalogna raccontata agli italiani

22 Luglio 2020 - Roma - In questo periodo successivo all’emergenza Covid 19 la Delegazione in Italia della Generalitat della Catalogna ha individuato nuove strade per promuovere la cultura, le tradizioni e le peculiarità catalane con il progetto “La Catalogna raccontata agli italiani”. Si tratta di brevi videoclip pubblicate sul canale Youtube e sui propri social con cui personaggi italiani e catalani in pochi minuti illustrano un aspetto specifico della letteratura, del teatro, delle istituzioni, della storia catalani.  

Che Francia sarebbe senza gli italiani?

22 Luglio 2020 -

Milano - Una ricognizione trae forza dal proprio nucleo tematico, e nel caso del libro di Alberto Toscano ( Gli italiani che hanno fatto la Francia. Da Leonardo a Pierre Cardin, Baldini + Castoldi, pagine 331, euro 19,00) il nucleo è la convinzione dell’autore circa la fecondità dello scambio tra italiani e francesi. Uscito prima in Francia nel 2019 e ora in Italia, è un libro utile a chi voglia conoscere i tratti di storia comune di questi due popoli “cugini”. Qui le tensioni e le polemiche che nel corso dei secoli hanno visto talvolta i due Paesi fronteggiarsi in senso ostile cedono il passo al racconto di una piuttosto armoniosa osmosi. Travaso, più che osmosi: perché nella sua ricognizione Toscano si sofferma sulla rotta di emigrazione dall’Italia verso il Paese transalpino. «La Francia non sarebbe la stessa senza i suoi immigrati. L’Italia non sarebbe la stessa senza la storia dei suoi figli che hanno dovuto andarsene».

La massiccia presenza italiana in Francia è considerata in senso ampio ed europeista. Giornalista e scrittore radicato oltralpe, nella sua ricognizione Toscano mescola passato e presente con disinvoltura talvolta un po’ eccessiva. Descrive l’ibrido vitale e incandescente di cui si compone non solo Parigi, anche l’intera Francia. Un Paese affollato di italiani, altrettanto che di usanze italiane più e meno palesi e dichiarate. Così ecco dapprima certi usi gastronomici vettori di “italianità” (dal gelato al tartufo d’Alba) seguiti da una lunga lista di personaggi cardine, simboli di eccellenza e non sempre omaggiati abbastanza. La vicenda di Leonardo Da Vinci e dei suoi errabondaggi in Francia; ma anche la storia delle maschere della Commedia dell’Arte – Arlecchino, Pulcinella, Scaramuccia –, il loro andare e tornare di qua e di là delle Alpi in una diaspora capace di lasciare «tracce fertili e profonde». Dietro Scaramuccia, in particolare, c’era Tiberio Fiorilli, napoletano poi divenuto amico di Molière. Toscano ricorda lo straordinario successo della Commedia dell’arte (George Sand scrisse che senza di essa Molière mai avrebbe potuto creare la Comédie française). Spaziando altrove, rievoca come anche la storia musicale sia un firmamento di astri italiani: Rossini, Giovanni Battista Lulli poi ribattezzato Lully, molto più tardi Dalida e il suo amore con Luigi Tenco, o “ l’italien”Serge Reggiani. Giù, giù, sino a ulteriori eccellenze e talenti rappresentativi di altre arti e discipline, De Nittis, Gino Bartali, Renzo Piano… Dove la ricognizione si svincola dal rischio della mera tassonomia per assumere un valore storiografico di maggior rilievo è nel racconto della storia politica e di quella dell’emigrazione. Importante e poco nota la vicenda della presenza italiana nella Resistenza francese (in primo piano la figura di Silvio Trentin, che acquistò a Tolosa una libreria, divenuta importante luogo di ritrovo di tanti esuli in fuga dalla repressione franchista). Sul versante dell’emigrazione, il dramma di Aigues-Mortes, località nel sud della Francia dove i lavoratori emigrati dall’Italia furono oggetto di intolleranza, accusati di «rubare il pane dei francesi» e di accettare condizioni salariali troppo sfavorevoli danneggiando così la manodopera locale. Prodromi di intolleranza e razzismo che ben conosciamo. Ne risulta l’affresco di un popolo migratore, quello italiano, eccezionale nel sapersi integrare lavorando, faticando e ancora faticando. E così contribuendo a “fare” un Paese – che vuol dire amarlo, abitarlo, averlo compreso e contribuire al suo prosperare. «I veri italiani che hanno “fatto la Francia” – scrive Toscano – sono quei milioni di donne e di uomini che hanno sempre pensato al lavoro. Perché lavoro fa rima con futuro». Parole amaramente contemporanee, messo a parte il rischio di una lieve retorica. (Lisa Ginzburg - Avvenire)