Napoli - La Giunta regionale della Campania ha approvato il progetto “A.b.r.a.m.o.” che prevede un percorso di integrazione abitativa, lavorativa e sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti sul territorio di Giugliano. Il progetto – si legge in una nota - nasce nel 2015 con la partecipazione della Prefettura di Napoli, della Città metropolitana, del Comune di Giugliano e degli enti del terzo settore che sono in campo per affrontare questa problematica. Lo stanziamento è di 864mila euro per 480 unità familiari, di cui 250 sono minori, finalizzato alla garanzia dei servizi essenziali, alla risposta dei diritti fondamentali quale quello dell’abitazione, dell’assistenza sanitaria, dell’inclusione sociale. Particolare attenzione andrà dedicata alla dispersione scolastica e alla formazione al lavoro.
Primo Piano
Migrantes: un ciclo di incontri sul diritto d’asilo
UNCHR: “Ue dia prova di leadership nel proteggere vite umane”
Rosario per l’Italia: domani da Padova con mons. Cipolla
Roma – L’appuntamento settimanale con il Rosario sui media CEI domani, mercoledì 13 gennaio, sarà da Padova alle ore 21. La preghiera, presieduta dal Vescovo, mons. Claudio Cipolla, sarà trasmessa da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu2000, e su Facebook. La preghiera è dedicata ai malati e a quanti si adoperano per la loro cura e sarà trasmessa dalla cappella dell’Hospice Casa Santa Chiara, in provincia di Padova.
Studenti internazionali: ponti per l’intercultura
Siracusa: migranti studiano per diventare “assistenti di sala” nella ristorazione
Annunciare il Vangelo
Due verbi nel tunnel
MCI Germania e Scandinavia: nel 2021 il 70° del Corriere d’Italia
Speciale Province d’Italia 2020: il 13 gennaio secondo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento del Rapporto Italiani nel Mondo
Viminale: da inizio anno sbarcate 340 persone sulle nostre coste
Italiani nel Mondo: Lodi ricorda salesiano che battezzò il Papa
Lodi – Una targa in ricordo di padre Enrico Pozzoli, salesiano che ha lavorato per tanti anni a fianco degli italiani in Argentina. La targa è stata benedetta ieri dal vescovo di Lodi, Mons. Maurizio Malvestiti.
Nato a Senna nel 1880 il religioso ha battezzato, nella notte di Natale del 1936, a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, l’attuale papa Francesco.
La targa, con la foto del sacerdote, riporta la scritta: «Qui padre Enrico fu battezzato, lui che battezzò il futuro Papa Francesco e lo affiancò nella sua crescita spirituale». Lo stesso padre salesiano ha celebrato il matrimonio dei genitori di papa Bergoglio ed era il "padre spirituale della famiglia", come ha ricordato lo stesso Pontefice: «A lui ci si rivolgeva in famiglia ogni volta che c’era un problema, o quando si aveva bisogno di un consiglio. Alcune volte durante l’anno (in genere per Sant’Enrico) veniva a pranzo a casa dei miei nonni materni e lì ci riunivamo tutti a festeggiarlo». (R.Iaria)
MCI Germania-Scandinavia: domani Consiglio di Delegazione
Francoforte - Previsto almeno in forma ibrida (di presenza e in videoconferenza) presso la Comunità Francescana di Betania di Aschaffenburg nei giorni 11-12 gennaio 2021, le normi vigenti per la situazione pandemica costringono il Consiglio di Delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia ad incontrarsi solo in videoconferenza, domani martedì 12 gennaio.
L’incontro verrà aperto da una panoramica dei Coordinatori di Zona su come è stato vissuto il periodo di Natale e sulla attuale situazione delle Comunità italiane sempre in grande sofferenza. Tra i vari punti previsti dall’ordine del giorno la Jahrestagung dei Delegati/Sprecher e dei Referenti diocesani del 27/28 gennaio 2021, gli Incontri di Zona di febbraio, i Convegni dei Presidenti dei Consigli Pastorali e dei catechisti/e, l’approvazione dei bilanci consuntivi della Delegazione, del Corriere d’Italia e del Fondo di Solidarietà, gli Esercizi Spirituali (22-24.02.2021), la Conferenza del 17-18 maggio della DBK sulle Comunità d’altra madre lingua, la programmazione ancora da definire del 2021 e quella del 2022.
La carezza di Dio
Migrantes Forlì-Bertinoro: domani Messa dei Popoli con mons. Corazza
Vangelo Migrante: Festa del Battesimo del Signore
Comunità Sant’Egidio: l’aumento della povertà diventa anche precarietà abitativa
Migrantes: in distribuzione numero di gennaio della rivista “Migranti Press”
8 Gennaio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della CEI, don Giovanni De Robertis, l’ultimo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “Migranti Press”, in distribuzione in questi giorni.
"La pandemia e la mobilità umana": questo il titolo dell’articolo che si sofferma su mesi appena trascorsi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ma anche da tante altre situazioni difficili, che hanno continuato a consumarsi pur rimanendo invisibili. «La pandemia che stiamo vivendo ha limitato i movimenti di tutti, ma soprattutto ha segnato il cammino dei migranti: chi vive in un paese diverso dal proprio da mesi e mesi non può – salvo eccezioni - rivedere i familiari, nemmeno in caso di gravi malattie». La Fondazione Migrantes ha cercato in ogni modo di rimanere vicina e accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi, peraltro già in condizioni economiche precarie a causa della povertà e della mancanza di lavoro. Non solo migranti e rifugiati, ma, colf, Rom, lunaparkisti e circensi.
Nel numero un approfondimento anche sul Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato a dicembre dal titolo "Costretti a fuggire...ancora respinti". E poi un articolo sulla creazione a cardinale di Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana e segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, un bilancio della campagna Ce "Liberi di partire, liberi di restare" e anche alcune esperienze di pastorale in questo tempo di coronavirus tra gli italiani che vivono all'estero e tra i Rom in Europa. E poi un articolo sui "ritrattisti di Maria, cioè i Madonnari. E ancora un inserto con una Scheda sul Tempo di Natale dal titolo "La mia parrocchia: famiglia di famiglie senza frontiere".
Migrantes Torino: ieri la Festa dei Popoli con mons. Nosiglia
7 Gennaio 2021 -
Torino - Ieri mattina il Duomo di Torino ha accolto una rappresentanza delle Cappellanie etniche della diocesi nella celebrazione della Messa dell'Epifania. Come ogni anno la Migrantes di Torino organizza la Festa dei Popoli che solitamente ha inizio con la celebrazione eucaristica e prosegue nel pomeriggio con le esibizioni delle comunità tra musica, danza e teatro. Quest'anno, vista l'emergenza sanitaria, la giornata dedicata ai popoli è stata celebrata con la sola funzione religiosa presieduta dall'Arcivescovo e co-celebrata da alcuni dei sacerdoti a capo delle singole cappellanie. Erano presenti le comunità filippina, romena, latino-americana, anglofona, francofona, lusofona, brasiliana, peruviana, srilankese, ucraina, ecumenica. Ad animare la celebrazione il coro multietnico e le preghiere dei fedeli nelle diverse lingue. L'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia nell'omelia ha ringraziato le comunità etniche ricordando il grande legame di fratellanza che ci unisce e la Migrantes per la testimonianza di unità e fede che dà nel suo lavoro quotidiano accanto alle sorelle e ai fratelli migranti. «Sul territorio colgo 'segni di speranza'», a partire dalle famiglie, dalle aziende, dalle nostre comunità che si «aprono» all'altro. Mons. Nosiglia ha richiamato le parole dell'enciclica "Fratelli tutti" e la frase di Papa Francesco "Siamo tutti sulla stessa barca", a proposito del difficile periodo che la pandemia ci costringe a vivere e della necessità di sentirsi parte di un'unica umanità.
«Siamo più poveri, ma più solidali - ha affermato Sergio Durando, direttore della Migrantes di Torino -. L'anno appena trascorso è stato difficile, ma ci siamo scoperti capaci di trovare nuove forme per restare accanto a chi ha bisogno"». Durando, al termine della celebrazione, ha lanciato una provocazione affermando che l'accoglienza non basta più. È giunto il momento di valorizzare le ricchezze culturali dei nostri fratelli, di andare oltre allo stereotipo che vede il migrante, in quanto tale, appartenere alla categoria degli 'svantaggiati'. Siamo chiamati a un altro compito: quello di rendere cittadini i migranti!».