Primo Piano

Rom e sinti: in Campania approvato il progetto “A.b.r.a.m.o.”

13 Gennaio 2021 -

Napoli - La Giunta regionale della Campania ha approvato il progetto “A.b.r.a.m.o.” che prevede un percorso di integrazione abitativa, lavorativa e sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti sul territorio di Giugliano. Il progetto – si legge in una nota - nasce nel 2015 con la partecipazione della Prefettura di Napoli, della Città metropolitana, del Comune di Giugliano e degli enti del terzo settore che sono in campo per affrontare questa problematica. Lo stanziamento è di 864mila euro per 480 unità familiari, di cui 250 sono minori, finalizzato alla garanzia dei servizi essenziali, alla risposta dei diritti fondamentali quale quello dell’abitazione, dell’assistenza sanitaria, dell’inclusione sociale. Particolare attenzione andrà dedicata alla dispersione scolastica e alla formazione al lavoro.

   

Migrantes: un ciclo di incontri sul diritto d’asilo

12 Gennaio 2021 - Roma - Il prossimo 20 gennaio inizieranno una serie di incontri di approfondimento sul Rapporto Diritto d’Asilo della Fondazione Migrantes. L’obiettivo è quello di affinare gli strumenti conoscitivi per capire cosa succede e sollecitare in modo proattivo e consapevole il necessario cambiamento. Per questo, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Fondazione Migrantes, rete Europasilo e Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate propongono questo ciclo di seminari a partire da alcune criticità evidenziate nel Report Migrantes dal titolo “Costretti a fuggire… ancora respinti”. Il primo appuntamento è il 20 gennaio alle ore 18.00 ed è promosso in collaborazione con Focsiv (partner del progetto Volti delle migrazioni) e sarà incentrato sul piano europeo, con un focus sul quadro attuale e sullo scenario che si prospetta, in particolare per i Paesi di confine, tra cui l’Italia, anche alla luce della diffusione del Covid-19. Interverranno Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantes, curatrice rapporto sul Diritto d’asilo 2020; Ulrich Stege, International University College di Torino; Adele Del Guercio, Università di Napoli Orientale; Sara Prestianni, Euromed Rights e Andrea Stocchiero, Focsiv partner del progetto Volti delle migrazioni. Tutti i seminari si svolgeranno dalle 18 alle 19.30, su Zoom e in diretta sulle pagine FB di Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate e di Vie di fuga. Osservatorio permanente sui rifugiati.

UNCHR: “Ue dia prova di leadership nel proteggere vite umane”

12 Gennaio 2021 - Roma - Con l’inizio del 2021, l’UNHCR, Agenzia Onu per i rifugiati, invita il Portogallo e la Slovenia a sfruttare le loro presidenze dell’Unione europea di quest’anno e i negoziati sul Patto Ue sulla migrazione e l’asilo e “a dare prova di leadership per proteggere meglio i rifugiati in Europa e altrove”. Le raccomandazioni dell’UNHCR propongono “misure prevedibili e basate su principi di solidarietà per un sistema di asilo Ue praticabile, fondato sul diritto e sostenibile”. Sottolineano inoltre “l’importanza di rivitalizzare il sostegno politico ed economico ai Paesi e alle regioni in cui vive la maggior parte delle persone costrette alla fuga e la necessità di affrontare le cause alla radice delle migrazioni forzate e irregolari”. “In un ambiente globale fragile, un’Ue che salvi vite umane, protegga i rifugiati, in Europa e nel mondo, e trovi soluzioni per porre fine alle migrazioni forzate e costruire società resilienti è più che mai necessaria”, ha detto Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell’UNHCR per gli affari europei. “Speriamo che il 2021 sia un nuovo capitolo per la protezione dei rifugiati, con l’Ue che dimostri la sua leadership in Europa e nel mondo”. L’UNHCR rimane tuttavia “profondamente preoccupata per le credibili e ripetute accuse di respingimenti e incoraggia le presidenze a dare priorità allo sviluppo di meccanismi di monitoraggio nazionali indipendenti, come proposto nel Patto dell’Ue, al fine di porre fine a tali pratiche”. Con l’85% dei rifugiati nel mondo accolti nei Paesi in via di sviluppo, l’UNHCR chiede inoltre alle presidenze dell’Ue “di assicurare un aiuto economico prevedibile e flessibile (sia allo sviluppo che umanitario) e un sostegno generale agli Stati ospitanti, anche per rafforzare i loro sistemi di asilo. Meno persone potrebbero intraprendere viaggi pericolosi se i Paesi dell’Ue dimostrassero un maggiore impegno a favore della solidarietà attraverso il reinsediamento, i canali complementari e il ricongiungimento familiare”.  

Rosario per l’Italia: domani da Padova con mons. Cipolla

12 Gennaio 2021 -

Roma – L’appuntamento settimanale con il Rosario sui media CEI domani, mercoledì 13 gennaio, sarà da Padova alle ore 21. La preghiera, presieduta dal Vescovo, mons. Claudio Cipolla, sarà trasmessa da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu2000, e su Facebook. La preghiera è dedicata ai malati e a quanti si adoperano per la loro cura e sarà trasmessa dalla cappella dell’Hospice Casa Santa Chiara, in provincia di Padova.

Studenti internazionali: ponti per l’intercultura

12 Gennaio 2021 - Firenze - Il 19 gennaio 2021 un convegno, promosso dal Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira e dall’Associazione Sante Malatesta di Pisa sul tema “Studenti Internazionali: ponti per l’intercultura. La Regione Toscana ha sostenuto le due Associazioni proponenti, tra le vincitrici di un Bando per il Terzo Settore in ambito sociale. Il contesto toscano offre molto agli studenti internazionali, non solo perché è sede di quattro importanti atenei statali (Firenze, Pisa e Siena, con la sua Università per Stranieri), ma anche di istituzioni pubbliche di alta formazione, artistica e musicale, affermano i promotori. Oltre che per importanti Centri Studi non statali, ma riconosciuti come l’Istituto Universitario Europeo, Centri universitari privati per studenti statunitensi, la Facoltà teologica e l’Istituto Sophia di Loppiano. La Regione, attraverso ARDSU, svolge un’importante azione a sostegno degli universitari stranieri, meritevoli ma privi di mezzi economici. Nonostante ciò – sottolinea una nota - il percorso formativo resta in molti casi un percorso a ostacoli che occorre analizzare. La politica, le istituzioni e la società civile hanno nei confronti degli studenti esteri distinte responsabilità, in particolare se li immaginiamo come potenziali ponti culturali ed economici tra paesi, ambasciatori di pace, soggetti di cooperazione per lo sviluppo globale e il benessere dei popoli.  Il Convegno potrà essere seguito in modalità Webinar, con inizio alle ore 15,30. Le conclusioni del convegno sono affidate a don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes.  

Siracusa: migranti studiano per diventare “assistenti di sala” nella ristorazione

12 Gennaio 2021 - Siracusa - Parte a Siracusa, grazie alle Suore Missionarie Scalabriniane un corso che punta a formare ragazzi migranti come “Assistenti di sala” nella ristorazione. Gli iscritti sono circa 26 ragazzi provenienti da Nigeria, Somalia, Ghana, Bangladesh e Gambia. Il programma si articola in 2 fasi: una teorica e una pratica. La parte teorica prevede lezioni d'italiano specialistico sulla ristorazione, lezioni di educazione civica e nozioni base di diritto del lavoro, lezioni sui profili igienico-sanitari, l'uso elementare dell'informatica, lezioni teorico-pratiche sull'arte di servire. La parte pratica prevede tirocini formativi presso ristoranti o bar del siracusano. «La pandemia non ci ferma», affermano suor Angeline e suor Mira, «abbiamo bisogno di una rigenerazione; preparare persone vuole essere un contributo all'economia popolare e desideriamo progettare un futuro, che attualmente è congelato per la situazione mondiale, che stiamo patendo e affrontando». Al termine del corso, ai partecipanti che avranno seguito almeno l'80% degli incontri e superato positivamente un esame finale, verrà consegnato un attestato di partecipazione. Le attuali norme di salute e sicurezza sanitaria, legate alla pandemia da coronavirus, rendono impossibile lo svolgimento del corso in presenza. Lo stesso, dunque, viene svolto on line, attraverso la piattaforma Zoom, con 3 incontri settimanali da 2 ore l'uno, nei mesi di gennaio e febbraio. La parte di stage, invece, dovrà necessariamente seguire le disposizioni anti-covid; quindi, verrà definita in corso d'opera.  

Annunciare il Vangelo

12 Gennaio 2021 - Nell’ambito dell’apostolato di evangelizzazione proprio dei laici, è impossibile non rilevare l’azione evangelizzatrice della famiglia. Essa ha ben meritato, nei diversi momenti della storia della Chiesa, la bella definizione di “Chiesa domestica”, sancita dal Concilio Vaticano II. Ciò significa che, in ogni famiglia cristiana, dovrebbero riscontrarsi i diversi aspetti della Chiesa intera. Inoltre la famiglia, come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui il Vangelo si irradia. Dunque nell’intimo di una famiglia cosciente di questa missione, tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell’ambiente nel quale è inserita.[…]. (Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi, n. 71, 8 dicembre 1975) Papa Paolo VI, nel suo magistero, torna più volte sulla dimensione della famiglia come “chiesa domestica”, la definizione che, già presente nella storia della Chiesa, trova una forte conferma in occasione del Concilio Vaticano II. Un importante intervento in tal senso è nell’Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi dove, nel contesto degli “operai dell’evangelizzazione”, il pontefice riserva un posto particolare alla famiglia. Quello che viene delineato all’interno della comunità famigliare è uno spazio circolare “in cui il Vangelo è trasmesso e da cui il Vangelo si irradia”. Dunque questa, che è una caratteristica propria anche della Chiesa come istituzione, trova una sua concretizzazione specifica nella dimensione famigliare. La chiesa domestica non ha delimitazione di spazi in virtù dei ruoli, in casa non c’è un presbiterio e uno spazio per l’assemblea, ma tutti, genitori e figli, sono coinvolti contemporaneamente in un’attività di annuncio e di ricezione del Vangelo. Tutti “evangelizzano e sono evangelizzati”. I genitori hanno il compito di trasmettere il Vangelo ai figli, ma sono chiamati anche ad esercitare un grande impegno nell’ascolto dei figli stessi che a loro volta sono portatori di Vangelo. Il Vangelo dei genitori in casa non dovrebbe essere proclamato da un qualche pulpito, in modo unilaterale, senza concedere spazio al dialogo e al confronto. Il Vangelo testimoniato dai genitori ha molto più l’aspetto di un esempio, spesso magari silenzioso, di fatto è trasmesso ai figli attraverso la vita concreta di ogni giorno. Da parte dei figli, allo stesso modo, il Vangelo si manifesta in gesti di prossimità spontanei, in testimonianze gratuite di generosità, ma anche sotto forma di domande e perfino di obiezioni. In tal senso è chiaro che bisogna saper riconoscere i germi di Vangelo in tante e diverse dimostrazioni. Ai genitori sono richieste un’attenzione e una pazienza particolari capaci di captare la dimensione di ricerca di verità e di senso sotto la forma dell’interrogativo e perfino dell’obiezione da parte dei figli, che non sempre seguono linearmente il cammino di fede degli adulti. C’è un periodo, di solito coincidente con l’adolescenza, in cui spesso i figli, per esempio, rifiutano un cammino ecclesiale. Anche in questa resistenza va cercata una verità. Attraverso la circolarità di cui parla il Papa abbiamo chiaro come lo spazio della famiglia sia fondamentale per preparare le nuove generazioni alla vita spirituale. Laddove l’incontro con la realtà ecclesiale possa aver registrato delle difficoltà o delle incomprensioni, è proprio fra le mura domestiche che si può recuperare un piano comune di condivisione e confronto anche su quegli elementi della vita di fede che sono risultati ostici. Parallelamente la parrocchia può essere il luogo in cui i ragazzi e i giovani ricevono quella notizia di Vangelo che possono portare nella propria casa dove magari la Parola non risuona più come un tempo o dove mai è stata aperta. Infine il Papa evidenzia come una famiglia che riconosca in se stessa la propria missione evangelizzatrice non può che diventare una cellula capace di illuminare con la parola del Vangelo tante altre famiglie nell’ambiente in cui è inserita. Questo significa che per la famiglia l’evangelizzazione non ha confini, ma si estende a tutti gli ambiti della vita associata. Liberi dalla veste istituzionale tipica delle persone consacrate, genitori e figli, oltre ad evangelizzarsi reciprocamente, propongono, con l’esempio e la parola, “fatti di Vangelo”, a scuola, sul lavoro, nello sport e nelle occasioni di svago. Senza aver bisogno di uno spazio dedicato, né un contesto preparatorio, le famiglie cristiane sono libere di esprimere la loro appartenenza a Cristo attraverso tutto il bagaglio tipico della loro esperienza vissuta. Un campo infinito in cui mettersi a servizio del Signore nella fraternità degli uomini. (Giovanni M. Capetta – Sir)  

Due verbi nel tunnel

12 Gennaio 2021 - I media raccontano che nel tempo della pandemia l’incertezza e l’inquietudine stanno cercando e trovando nella scienza un interlocutore rassicurante. Dicono anche che si ricorre sempre più alla parola “miracolo” per commentare progressi e successi scientifici e tecnologici. Ritorna, con linguaggio giornalistico, il tema del dialogo tra fede e scienza, tra fede e ragione. Lo svilupparsi di un reciproco interrogarsi richiama anche sulle pagine di giornale un’insopprimibile ricerca di senso. Ci si chiede se la scienza, dono e responsabilità dell’intelligenza umana, non sia il segno di una grandezza che va oltre le misure dell’uomo. Sono temi, questi, che hanno una storia ben nota e per stare a quella più recente sono nell’eredità di scienziati come Antonino Zichichi ed Enrico Medi. Sono temi che rimandano all’inscindibile binomio “sapere e pensare”. “Sapere – scriveva Pierangelo Sequeri commentando un discorso alla città dell’arcivescovo di Milano – è condizione necessaria ma non sufficiente per vivere da uomini. Pensare è indispensabile per essere umani. Si può anche diventare portatori ottusi del sapere, come le macchine degli algoritmi, se nessuno ti ha insegnato a pensare. Pensare è lo stile umano – inconfondibile – nell’interiorità che annuncia un essere umano. Il sapere da solo non è capace di tutto questo”. In ben diverso contesto, quello dei vaccini anti Covid19, l’intrecciarsi del sapere con il pensare è un percorso che conduce al significato di una conquista scientifica e nello stesso tempo mette al riparo da un delirio di onnipotenza. Nei centri della ricerca scientifica, nei luoghi della sua applicazione questo intreccio è percettibile e rimanda ad altro, rimanda a una Presenza che non chiede riflettori per esistere e per manifestarsi. Ha però bisogno dell’uomo, del suo pensiero, della sua voce, delle sue mani, del suo volto. Ha bisogno dell’uomo che ama pensare perché sente di essere il frutto di un pensiero. Anche l’esperienza dolorosa e non conclusa della pandemia può portare su questi sentieri intrecciati che arrivano ai bordi del limite e si spingono a quelli dell’infinito. In realtà ciò sta avvenendo negli ospedali e in altri luoghi dove un “magistero laicale” prende la parola con la competenza professionale e con la tenerezza degli sguardi e dei gesti. La “luce in fondo al tunnel” di cui parla questo “magistero” è il vaccino ma non è solo il vaccino. Nella sofferenza e nella paura l’intrecciarsi del sapere con il pensare indica una luce che non è solo quella annunciata in fondo a uno dei molti tunnel che l’umanità sta attraversando. (Paolo Bustaffa)

MCI Germania e Scandinavia: nel 2021 il 70° del Corriere d’Italia

11 Gennaio 2021 - Francoforte - La storica pubblicazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia compie quest’anno 70 anni. Nata col nome di “Squilla” nel 1950, diventata settimanale col nome di “Corriere d’Italia” nel 1963, in questo mese di gennaio 2021 la testata entra nel 70° di vita. La ricorrenza verrà festeggiata con diverse iniziative, tra cui segnaliamo la prossima pubblicazione di un volume, a cura dell’ex direttore più anziano ancora vivente Mons. Silvano Ridolfi e della attuale direttrice Licia Linardi. La pandemia impedirà probabilmente grosse manifestazioni di presenza, ma non quelle in videoconferenza. I mensili incontri redazionali, da poco sulla piattaforma zoom, già non si limitano ai redattori della zona di Francoforte, ma coinvolgono anche collaboratori di città più lontane, come Pierluigi Vignola da Amburgo, Alessandro Bellardita da Karlsruhe, Pasquale Episcopo da Monaco di Baviera, Tony Màzzaro da Stoccarda, Gherardo Ugolini da Berlino, Giampiero Autiero da Brema. Riuscire a riunire almeno in un incontro virtuale tutte le penne attive del Corriere d’Italia resta sicuramente uno degli obiettivi importanti nell’anno del 70°, dice il coordinatore delle MCI, p. Tobia Bassanelli  

Speciale Province d’Italia 2020: il 13 gennaio secondo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento del Rapporto Italiani nel Mondo

11 Gennaio 2021 - Roma - Continua il ciclo di videoconferenze dedicate allo “Speciale Province d’Italia 2020” contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo 2020 (RIM), promosso dalla Fondazione Migrantes, nell’ambito delle iniziative del Festival della Migrazione. Il prossimo appuntamento, dopo quello del 18 dicembre, è previsto per il 13 gennaio, dalle 15 alle 17: alcuni degli autori della quindicesima edizione del RIM si troveranno a dialogare sul tema della mobilità italiana e delle aree metropolitane, in collaborazione con la Cattedra Italica dell'Università di Mar del Plata. L’attuale mobilità non è una questione solo del Nord Italia. Che tra il Settentrione e il Meridione di Italia vi siano divari profondi è storia conosciuta, quanto questi divari abbiano a che fare con la mobilità spesso lo si ignora, così come si è poco consapevoli che la narrazione di una nuova mobilità, soprattutto dal Nord Italia, spesso urta con la realtà. Il vero divario non è tra Nord e Sud, ma tra città e aree interne. Sono luoghi che si trovano al Sud ma anche al Nord, ma che al Sud diventano doppia perdita: verso il Settentrione e verso l’estero. A svuotarsi ancora sono i territori già provati da spopolamento, senilizzazione, da eventi calamitosi o da sfortunate congiunture economiche. Nell’incontro del 13 gennaio si punteranno i riflettori sulle province di Catania, Lecce, Livorno e Potenza. A introdurre e coordinare i lavori sarà Delfina Licata, curatrice e caporedattrice del RIM. Interverranno: Daniela Di Benedetto per Catania, Maria Teresa Santacroce e Lucia De Frenza per Lecce, Giorgio Sacchetti per Livorno e Donato Di Sanzo per Potenza. Concluderà i lavori Riccardo Giumelli dell’Università di Mar del Plata e membro della Commissione Scientifica del Rapporto Italiani nel Mondo. È possibile seguire l’evento sulla home page di www.festivalmigrazione.it oppure sulla pagina https://www.facebook.com/festivalmigrazione o, ancora, sul canale https://www.youtube.com/channel/UCIkQTdGqDl_CurK0NGzezdg  

Viminale: da inizio anno sbarcate 340 persone sulle nostre coste

11 Gennaio 2021 - Roma - Sono 340 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni ed  aggiornato  alle 8 di questa mattina. Dei 340 migranti sbarcati in Italia nel 2021, al momento solo per 22 è stata definita la nazionalità, che è tunisina (6%), mentre per gli altri 318 è ancora in corso la procedura di identificazione.  

Italiani nel Mondo: Lodi ricorda salesiano che battezzò il Papa

11 Gennaio 2021 -

Lodi – Una targa in ricordo di padre Enrico Pozzoli, salesiano che ha lavorato per tanti anni a fianco degli italiani in Argentina. La targa è stata benedetta ieri dal vescovo di Lodi, Mons. Maurizio Malvestiti. 

Nato a Senna nel 1880 il religioso ha battezzato, nella notte di Natale del 1936, a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, l’attuale papa Francesco.

La targa, con la foto del sacerdote,  riporta la scritta: «Qui padre Enrico fu battezzato, lui che battezzò il futuro Papa Francesco e lo affiancò nella sua crescita spirituale». Lo stesso padre salesiano ha celebrato il matrimonio dei genitori di papa Bergoglio ed era il "padre spirituale della famiglia", come ha ricordato lo stesso Pontefice:  «A lui  ci si rivolgeva in famiglia ogni volta che c’era un problema, o quando si aveva bisogno di un consiglio. Alcune volte durante l’anno (in genere per Sant’Enrico) veniva a pranzo a casa dei miei nonni materni e lì ci riunivamo tutti a festeggiarlo».  (R.Iaria)

MCI Germania-Scandinavia: domani Consiglio di Delegazione

11 Gennaio 2021 -

Francoforte - Previsto almeno in forma ibrida (di presenza e in videoconferenza) presso la Comunità Francescana di Betania di Aschaffenburg nei giorni 11-12 gennaio 2021, le normi vigenti per la situazione pandemica costringono il Consiglio di Delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia ad incontrarsi solo in videoconferenza, domani martedì 12 gennaio.

L’incontro verrà aperto da una panoramica dei Coordinatori di Zona su come è stato vissuto il periodo di Natale e sulla attuale situazione delle  Comunità italiane  sempre in grande sofferenza. Tra i vari punti previsti dall’ordine del giorno la Jahrestagung dei Delegati/Sprecher e dei Referenti diocesani del 27/28 gennaio 2021, gli Incontri di Zona di febbraio, i Convegni dei Presidenti dei Consigli Pastorali e dei catechisti/e, l’approvazione dei bilanci consuntivi della Delegazione, del Corriere d’Italia e del Fondo di Solidarietà, gli Esercizi Spirituali (22-24.02.2021), la Conferenza del 17-18 maggio della DBK sulle Comunità d’altra madre lingua, la programmazione ancora da definire del 2021 e quella del 2022.

La carezza di Dio

11 Gennaio 2021 - Città del Vaticano - Abbiamo da poco celebrato il Natale e l’Epifania, il mistero di un Dio che si china sull’uomo fino al punto di nascere in povertà, per essere uomo in mezzo a tutti gli uomini. Un bambino è l’essere più indifeso, più bisognoso di affetto e di attenzioni. Il Creatore ha voluto assumere in Gesù, le dimensioni di un bambino per farsi vedere e toccare. Ma è proprio in questo farsi piccolo la sua grandezza. Nel giorno in cui la chiesa fa memoria del battesimo di Gesù – domenica che conclude il tempo natalizio e apre a quello ordinario – ci troviamo a ammirare un adulto alla sua prima manifestazione pubblica. La liturgia ci fa fare un salto di quasi trenta anni; gli anni di “vita nascosta” dice il Papa, “vivendo la vita di tutti i giorni, senza apparire”. È un “bel messaggio per noi: ci svela la grandezza del quotidiano, l’importanza agli occhi di Dio di ogni gesto e momento della vita, anche il più semplice, anche il più nascosto”. Il Vangelo questa domenica ci porta nuovamente sulle rive del Giordano. Marco ci narra di Giovanni Battista che battezza con l’acqua, annunciando che arriverà chi battezzerà in Spirito Santo, colui al quale lui non è degno di slegare i lacci dei sandali. È una immagine che deve farci riflettere, in questo tempo di confusione, di manipolazione, di abuso e offesa del nome di Dio. Anche i manifestanti che hanno preso d’assalto il Congresso, a Washington, avevano cartelli con la scritta “Jesus save”. Si dice scosso dall’assedio a Capitol Hill Papa Francesco, e prega per le vittime di “quei drammatici momenti”. La violenza è “sempre autodistruttiva” afferma all’Angelus, non si “guadagna nulla con la violenza, e tanto si perde”. Chiede responsabilità alle autorità e alla popolazione “al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana”. Con padre David Maria Turoldo potremmo dire che la violenza è come un terribile vulcano in eruzione, “esplosi da oscurità insondabili nel cuore della follia”. Ma torniamo al Vangelo. Gesù è lì in fila con gli altri peccatori, pur non avendo peccato. Non sgomita per passare avanti, non dice ‘lei non sa chi sono io’; non vuole privilegi, corsie preferenziali. È lì, si mescola alla folla, si confonde con i più poveri, gli emarginati, i peccatori; è dalla loro parte, solidarizza con questa umanità e attende il suo turno. Il battesimo, rito penitenziale, era segno della volontà di convertirsi, di essere migliori, chiedendo perdono dei propri peccati. Gesù non ne aveva certo bisogno. Giovanni Battista cerca di opporsi, ma Gesù insiste, “perché vuole stare con i peccatori: per questo si mette in coda con loro e compie il loro stesso gesto. Lo fa con l’atteggiamento del popolo”. Si avvicina, dice Francesco con le parole di un inno liturgico, “‘nuda l’anima e nudi i piedi’. L’anima nuda, cioè senza coprire niente, così, peccatore. Questo è il gesto che fa Gesù, e scende nel fiume per immergersi nella nostra stessa condizione” È il suo “manifesto programmatico”, afferma il Papa; ci dice che lui “non ci salva dall’alto, con una decisione sovrana o un atto di forza, un decreto, no: lui ci salva venendoci incontro e prendendo su di sé i nostri peccati”. Così vince il male: “abbassandosi, facendosene carico. È anche il modo in cui noi possiamo risollevare gli altri: non giudicando, non intimando che cosa fare, ma facendoci vicini, con-patendo, condividendo l’amore di Dio. La vicinanza è lo stile di Dio nei nostri confronti”. Dopo il battesimo “i cieli si aprono e si svela finalmente la Trinità. Lo Spirito Santo scende in forma di colomba, e il Padre dice a Gesù: tu sei il figlio mio, l’amato”. Dio si manifesta, ricorda Francesco, “quando appare la misericordia: quello è il suo volto. Gesù si fa servo dei peccatori e viene proclamato figlio”. Vale anche per noi: “in ogni gesto di servizio, in ogni opera di misericordia che compiamo Dio si manifesta”. Il battesimo è un affidare ogni nuova vita a colui che è più potente dei poteri oscuri del male. Anche coloro che non sono battezzati “ricevono la misericordia di Dio” perché la nostra vita è “segnata dalla misericordia” e Dio “ci carezza con la sua misericordia”. (Fabio Zavattaro)  

Migrantes Forlì-Bertinoro: domani Messa dei Popoli con mons. Corazza

9 Gennaio 2021 - Forlì – Mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, presiederà la S. Messa dei Popoli nel Duomo di Forlì in programma domani alle ore 11,15, alla presenza delle Comunità etniche cattoliche della diocesi accompagnate dai cappellani etnici. L’annuale appuntamento, organizzato dall’ufficio Migrantes, vedrà la partecipazione delle comunità di migranti cattolici rumena (la più numerosa), ucraina, polacca, filippina, africana francofona, africana anglofona, indiana del Kerala ed eritrea che insieme animeranno la S. Messa con canti e preghiere nelle diverse lingue. Al termine della S. Messa il vescovo distribuirà ai rappresentanti delle Comunità, come segno di presenza e ricordo della giornata, una pergamena con una frase di preghiera “Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza riflessa in tutti i popoli della terra, per scoprire che tutti sono importanti, che sono necessari, che sono volti differenti della stessa umanità amata da Dio”. (Fratelli tutti, Preghiera cristiana ecumenica). A fine 2019 erano 43.175 i cittadini stranieri residenti nella provincia di Forlì-Cesena, per il 60% rappresentati dalle nazionalità (in ordine numerosità) di Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e per il restante 40% da altre 116 nazionalità. Sempre nel 2019 il saldo fra stranieri immigrati e stranieri emigrati è stato di +1.410. L’Ufficio Migrantes della diocesi di Forlì-Bertinoro, oltre a sostenere l’opera di evangelizzazione dei migranti, intende promuovere – spiega il direttore Migrantes, Walter Neri – nella comunità diocesana “opere di fraterna accoglienza e concreto aiuto, particolarmente sentite in questi tempi difficili, in collaborazione con la Caritas e le parrocchie”. Inoltre vede suoi volontari impegnati in uno “sportello di ascolto informale” in centro città, con il quale offrire “supporto e accompagnamento agli immigrati nella ricerca di affitto, lavoro e nello svolgimento di pratiche burocratiche. Continuiamo – aggiunge Neri – anche in questo tempo a seguire quella luce che promana dal Presepe e che ci indica il cammino che ancora ci separa dalla piena accoglienza e integrazione di tutte le persone migranti nelle nostre comunità”. (R.Iaria)

Vangelo Migrante: Festa del Battesimo del Signore

8 Gennaio 2021 - Il Natale del Signore ha unito il cielo e la terra, fino a portare Dio ad abitare in mezzo alle impurità degli uomini e a mescolarsi con loro. Gesù scende nell’acqua del Giordano, nel punto più basso della terra, (il Giordano scorre sotto il livello del mare) insieme ai peccatori per caricarsi del loro peccato, del peccato del mondo e comunicare la salvezza di Dio per tutti. Il Battesimo di Gesù è la rappresentazione simbolica di tutta la sua missione salvifica: dalla morte a motivo della pressione del peccato del mondo, alla risurrezione mediante la forza dello Spirito per essere riconosciuto per sempre quale Figlio di Dio e Salvatore dell’umanità. La solidarietà di Gesù con tutti gli uomini non è apparente, quasi fosse una finzione teatrale. È la solidarietà reale di chi non teme e non disprezza i peccatori, ma li ama e comprende quanto abbiano bisogno di Lui. “E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di Lui, come una colomba”, ascolteremo nel Vangelo. Il cielo è il luogo della sede di Dio. L’oltre della nostra realtà. Avere un cielo aperto rappresenta la nostra relazione con Dio, a differenza di un cielo impenetrabile. In Gesù il cielo si apre e l’uomo può fare esperienza della vicinanza di Dio. Questo è quello che annuncia questa festa: il nostro Battesimo è un cielo vicino e Dio Padre presente con il suo Spirito. Così come è necessario immergersi nelle acque del mondo è altrettanto inevitabile uscirne per respirare e vivere secondo lo Spirito che scende da quel Cielo. La nostra vocazione non può che essere in continuità con quella del Figlio “amato”: emergere, dopo esserci mescolati con le acque del mondo, per essere “compiacimento di Dio”. (p. Gaetano Saracino)

Comunità Sant’Egidio: l’aumento della povertà diventa anche precarietà abitativa

8 Gennaio 2021 - Roma - L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli. Tra i bisogni primari espressi dalle famiglie più fragili, oltre al necessario per mangiare, c’è anche quello di un alloggio garantito. La precarietà abitativa, fenomeno già presente in tempi ordinari, sta negli ultimi mesi diventando una vera e propria minaccia per molti nuclei familiari, a partire dagli anziani (soprattutto quelli che vivono da soli), dalle persone con disabilità e, più in generale, da quelle che sono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto “Riparto da Casa” - che ha come sottotitoli emblematici “Torno a Casa” – “Resto a Casa”, per indicare le diverse modalità con cui si sviluppa -, promosso da Sant’Egidio, ha l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste necessità, individuate a partire dalla rete di solidarietà costruita in questi anni dalla Comunità a favore delle fragilità presenti nella società italiana. Un primo, significativo, sostegno all’iniziativa è già arrivato da Carlo De Benedetti con lo stanziamento di un milione di euro. L’ingegnere fa sapere come, con questa donazione, intenda “non solo offrire un contributo economico, ma anche proporre un modello di aiuto sostenibile, in modo che si diffonda in tutto il mondo imprenditoriale italiano la necessità di aiutare, in questo momento particolarmente difficile per il paese, le fasce più povere della popolazione”.

Migrantes: in distribuzione numero di gennaio della rivista “Migranti Press”

8 Gennaio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della CEI, don Giovanni De Robertis, l’ultimo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “Migranti Press”, in distribuzione in questi giorni. 

"La pandemia e la mobilità umana": questo il titolo dell’articolo che si sofferma su mesi appena trascorsi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ma anche da tante altre situazioni difficili, che hanno continuato a consumarsi pur rimanendo invisibili. «La pandemia che stiamo vivendo ha limitato i movimenti di tutti, ma soprattutto ha segnato il cammino dei migranti: chi vive in un paese diverso dal proprio da mesi e mesi non può – salvo eccezioni - rivedere i familiari, nemmeno in caso di gravi malattie». La Fondazione Migrantes ha cercato in ogni modo di rimanere vicina e accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi, peraltro già in condizioni economiche precarie a causa della povertà e della mancanza di lavoro. Non solo migranti e rifugiati, ma, colf, Rom, lunaparkisti e circensi.  

Nel numero un approfondimento anche sul Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato a dicembre dal titolo "Costretti a fuggire...ancora respinti". E poi un articolo sulla creazione a cardinale di Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana e segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, un bilancio della campagna Ce "Liberi di partire, liberi di restare" e anche alcune esperienze di pastorale in questo tempo di coronavirus tra gli italiani che vivono all'estero e tra i Rom in Europa.  E poi un articolo sui "ritrattisti di Maria, cioè i Madonnari. E ancora un inserto con una Scheda sul Tempo di Natale dal titolo "La mia parrocchia: famiglia di famiglie senza frontiere". 

Migrantes Torino: ieri la Festa dei Popoli con mons. Nosiglia

7 Gennaio 2021 -

Torino - Ieri mattina il Duomo di Torino ha accolto una rappresentanza delle Cappellanie etniche della diocesi nella celebrazione della Messa dell'Epifania. Come ogni anno la Migrantes di Torino organizza la Festa dei Popoli che solitamente ha inizio con la celebrazione eucaristica e prosegue nel pomeriggio con le esibizioni delle comunità tra musica, danza e teatro. Quest'anno, vista l'emergenza sanitaria, la giornata dedicata ai popoli è stata celebrata con la sola funzione religiosa presieduta dall'Arcivescovo e co-celebrata da alcuni dei sacerdoti a capo delle singole cappellanie. Erano presenti le comunità filippina, romena, latino-americana, anglofona, francofona, lusofona, brasiliana, peruviana, srilankese, ucraina, ecumenica. Ad animare la celebrazione il coro multietnico e le preghiere dei fedeli nelle diverse lingue. L'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia nell'omelia ha ringraziato le comunità etniche ricordando il grande legame di fratellanza che ci unisce e la Migrantes per la testimonianza di unità e fede che dà nel suo lavoro quotidiano accanto alle sorelle e ai fratelli migranti. «Sul territorio colgo 'segni di speranza'», a partire dalle famiglie, dalle aziende, dalle nostre comunità che si «aprono» all'altro. Mons. Nosiglia ha richiamato le parole dell'enciclica "Fratelli tutti" e la frase di Papa Francesco "Siamo tutti sulla stessa barca", a proposito del difficile periodo che la pandemia ci costringe a vivere e della necessità di sentirsi parte di un'unica umanità.  

«Siamo più poveri, ma più solidali - ha affermato Sergio Durando, direttore della Migrantes di Torino -. L'anno appena trascorso è stato difficile, ma ci siamo scoperti capaci di trovare nuove forme per restare accanto a chi ha bisogno"». Durando, al termine della celebrazione, ha lanciato una provocazione affermando che l'accoglienza non basta più. È giunto il momento di valorizzare le ricchezze culturali dei nostri fratelli, di andare oltre allo stereotipo che vede il migrante, in quanto tale, appartenere alla categoria degli 'svantaggiati'. Siamo chiamati a un altro compito: quello di rendere cittadini i migranti!».

Viminale: da inizio anno sbarcate 270 persone sulle nostre coste

7 Gennaio 2021 - Roma - Sono 270 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Il dato è del Ministero dell’Interno ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Dei 270 migranti sbarcati al momento solo per 5 è stata definita la nazionalità, che è tunisina (38%), mentre per gli altri 265 è ancora in corso la procedura di identificazione, fa sapere il Viminale.