Primo Piano

Migrantes Alba: con l’Epifania un’occasione per educarci all’accoglienza

6 Gennaio 2022 - Alba - Nella solennità dell’Epifania siamo chiamati a celebrare con tutta la Chiesa anche la Festa dei popoli. Proposta in diocesi, come già in passato, dalla Migrantes albese, viene quest’anno coordinata con la Caritas e l’Ufficio missionario. Si tratta di un evento atteso da molti fratelli stranieri, di area cattolica e non; senz’altro può essere una forte opportunità di rinnovata conoscenza reciproca, di dialogo e di apertura comune verso nuove mete positive, concrete e possibili. Tutti dovremmo sentirci stimolati a raccogliere e a trasmettere quei valori alti di accoglienza e di fraternità ai quali ancora in questi giorni ci ha richiamato insistentemente papa Francesco. «Quei fratelli e quelle sorelle che hanno visto violenza e povertà» e che hanno «occhi solcati da troppe lacrime», devono poter trovare accoglienza e vero ascolto da parte di ciascuno, particolarmente in giorni speciali nei quali – pandemia permettendo – ci si augura di poter cominciare a vivere in modo più positivo e più costruttivo il 2022! Il tema su cui siamo chiamati a riflettere si muove sul binario tracciato qualche mese fa dalla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2021, con questo titolo: “Per un noi sempre più grande”. Si tratta di un tema che farà da filtro a quanto avverrà in duomo la mattina di giovedì 6 gennaio, quando fratelli immigrati da vari Paesi del mondo dovranno sperimentare che si può essere “nel nome di Gesù” veri fratelli tra fratelli, con tutto ciò che ne consegue. In pratica, alle 10.30 del 6 gennaio, in cattedrale, gli scout albesi introdurranno la Messa, celebrata da monsignor Marco Brunetti, con una rievocazione storico-religiosa dei santi Magi che da lontano vengono per adorare Gesù, il Verbo incarnato.   Gli stessi scout porteranno anche la Luce di Betlemme che arderà ai piedi dell’altare a simboleggiare la luce della fede e dell’amore portate da Cristo per la salvezza del mondo intero. Coloro che partecipano saranno aiutati a riflettere attraverso canti, testimonianze, intenzioni di preghiera e profili simbolici. A questo punto una richiesta a te che leggi: impègnati a invitare personalmente uno o più fratelli stranieri. Anzi, fai il possibile per accompagnarli a pregare insieme con te il giorno dell’Epifania. Tutto questo avrà un grande significato e darà un senso concreto alla preghiera di quel giorno. A fine funzione verrà lasciato a tutti un piccolo ricordo. Il Signore benedica e ricompensi tutti i collaboratori. (don Paolo Rocca, direttore Migrantes Alba)

Napoli: festa dei Popoli con mons. Battaglia

5 Gennaio 2022 -
Napoli - Domani, per l’Epifania del Signore, l’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, presiederà una celebrazione eucaristica in cattedrale, alle ore 11. In occasione della “Festa dei popoli”, saranno presenti rappresentanze delle comunità etniche cattoliche di Napoli (africana-anglofona; africana-francofona; cinese; cingalese del Gesù Nuovo; etiope-eritrea; filippina; latino-americana; polacca; Sri Lanka dei vergini; tamil). Al termine della celebrazione, ad evitare assembramenti, non si procederà, come per tradizione, al dono dei giocattoli (da parte di Mcl) per i figli degli immigrati, ma l’arcivescovo li consegnerà ai cappellani che provvederanno altrove a farli avere ai bambini della propria comunità.

Migrantes Rimini: Messa dei Popoli domani con mons. Lambiasi

5 Gennaio 2022 - Rimini - Sarà il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, a presiedere  domani alle ore 17.30 nella  Basilica Cattedrale la Messa dei Popoli, animata dalle comunità di immigrati cattolici di ogni nazione presenti sul territorio riminese. La celebrazione, promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi, vedrà la partecipazione di sacerdoti di origine straniera residenti a Rimini e sarà animata dal coro dei popoli, con immigrati di varie nazionalità, che eseguiranno canti nelle varie lingue d’origine. Anche le intenzioni di preghiera saranno recitate negli idiomi di vari Paesi: italiano, francese, spagnolo, ucraino, cinese e  aramaico.

Migrantes Torino: domani la celebrazione di mons. Nosiglia con le comunità etniche della diocesi

5 Gennaio 2022 -

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: festa dei Popoli con mons. Camisasca

5 Gennaio 2022 - Reggio Emilia- Domani, Giovedì 6 gennaio, in Cattedrale a Reggio Emilia, alle ore 11.30, il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, mons. Massimo Camisasca, presiede la Messa nella solennità dell’Epifania del Signore. Nella stessa solennità si celebra anche la Festa dei popoli promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Ad animare la liturgia le comunità etniche presenti in diocesi.  

Mamma migrante muore assiderata per salvare i figli

5 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - L'amore di una madre per i propri figli varca ogni confine. Una migrante afghana, sorpresa da una tempesta di neve e senza un riparo sicuro mentre cercava di raggiungere l’Europa a piedi, non ha esitato a togliersi i calzini per riscaldare le mani ai suoi figli ed è morta assiderata vicino al confine turco, nei pressi del villaggio iraniano di Belasur. Una straziante vicenda di immigrazione e disperazione che arriva dalla rotta iraniano-turca, usata da migliaia di persone per arrivare in Europa in cerca di una nuova vita. La donna camminava con due bimbi piccoli, ritrovati vivi con evidenti segni di assideramento. Proprio per scaldarli, la donna si è tolta i calzini per avvolgerli attorno alle loro manine, rimanendo così a piedi nudi nella neve. (Osservatore Romano)

Migrantes Treviso: Festa dei Popoli con mons. Tomasi

5 Gennaio 2022 - Treviso - La celebrazione dell’Epifania nella Cattedrale di Treviso sarà animata dai rappresentanti delle comunità cattoliche di migranti presenti in diocesi. E’ ancora una volta un’occasione – spiegano in diocesi - per permettere allo Spirito Santo di “fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza”. E dalla celebrazione eucaristica “si estenda ad ogni giorno del 2022 l’impegno per costruire assieme il nostro futuro di giustizia e di pace, assicurando che nessuno rimanga escluso”, evidenzia il direttore Migrantes, don Bruno Baratto. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi.

Manica:  in un anno triplicate le traversate

5 Gennaio 2022 - Milano - Nel 2021 oltre 28mila migranti hanno attraversato il Canale della Manica diretti verso il Regno Unito a bordo di piccole imbarcazioni, il livello più alto mai registrato: è quanto emerge da uno studio dell’agenzia di stampa “PA” basato su statistiche ufficiali. Un totale di 28.395 persone hanno raggiunto le coste britanniche, oltre il triplo rispetto al 2020 (più di 8.400). Il picco c’è stato a novembre, con almeno 6.869: nella sola giornata dell’11 novembre un record di 1.185 migranti sbarcati. Il 24 invece la tragedia del naufragio con 27 annegati, tra i quali due bambini. L’aumento degli ingressi è dovuto in parte all’uso di imbarcazioni più grandi da parte dei trafficanti di esseri umani, che hanno caricato in media su ogni gommone 28 persone e in alcuni casi anche fino a 50.  

Migrantes Mantova: Festa dei Popoli con mons. Busca

5 Gennaio 2022 - Mantova - “Cammineranno le genti alla tua luce…”: il brano del profeta Isaia nella solennità dell’Epifania è forse il contesto migliore per la celebrazione diocesana con le comunità di cattolici provenienti dalle Chiese di altre nazioni. È la Messa (o festa) dei popoli, ormai tradizionale nella diocesi di Mantova con una massiccia presenza di immigrati, che viene organizzata dell’Ufficio Migrantes. Domani, giovedì 6 gennaio alle 16.30, in cattedrale, la celebrazione, presieduta dal vescovo, mons. Marco Busca, dopo la sospensione imposta dalla pandemia lo scorso anno. L’appuntamento è molto sentito dalle comunità: nella diocesi di lombarda si celebra ormai da molti anni e la partecipazione è sempre stata "entusiastica e significativa". Le comunità organizzate che partecipano con propri delegati alla preparazione sono composte da cattolici rumeni, greco-cattolici ucraini, ghanesi (africani anglofoni), brasiliani, ispanici (latinoamericani di lingua spagnola) e filippini. A loro il compito di animare la celebrazione con i canti (ciascuna comunità ne proporrà almeno uno della propria tradizione), le letture (il Vangelo anche in inglese e spagnolo), le preghiere dei fedeli. Sono invitati tutti i cattolici, migranti e italiani, come piccolo segno di comunione. Le comunità sono molto "autonome ed intraprendenti: il servizio dell’Ufficio Migrantes  è di accompagnarle e renderle più visibili nel contesto della diocesi, coordinarle e favorire conoscenze e comunicazioni tra comunità e con comunità di stessa provenienza in altre diocesi", evidenzia una nota. Altri momenti significativi sono la Giornata Mondiale del Migrante e il Pellegrinaggio regionale che nel 2022 è fissato per il 15 maggio al Santuario di Caravaggio, dopo la cancellazione di quello del 2020 a Pavia e la sospensione per il 2021. L'ufficio Migrantes, coordinato da don Simone Zacchi e Matteo Amati (direttore della Caritas diocesana), cerca di incontrarsi con cadenza mensile per organizzare gli eventi, condividere buone pratiche e pensare modalità per raggiungere i cattolici di altri paesi. Come "piccoli frutti del cammino compiuto ci sentiamo di ricordare l’esperienza della parrocchia del Gradaro in città che, a partire dalla Giornata del Migrante lo scorso settembre, ha attivato un coinvolgimento virtuoso dei fedeli di altre provenienze con canti, costumi, letture in lingua e la preziosa collaborazione delle suore Bene Umukana del Burundi e di suore di altre nazionalità presenti nelle congregazioni della diocesi".  

Papa Francesco agli artisti del Rony Roller: la “bellezza porta a Dio”. Nei giorni scorsi sotto il tendone una celebrazione eucaristica

5 Gennaio 2022 -

Città del Vaticano - “Ringrazio tutti i ragazzi e le ragazze del Circo che hanno fatto questo spettacolo. È uno spettacolo che ci mette in contatto con la bellezza, e la bellezza si tira su sempre, la bellezza si fa andare oltre, la bellezza è una via per andare dal Signore. Grazie, grazie a voi per questo spettacolo". Così Papa Francesco ha voluto salutare gli artisti del Rony Roller Circus presenti questa mattina all'Udienza Generale. Un gruppo di artisti, al termine dell’udienza, si è esibito di fronte a Papa Francesco con vari numeri. Non è la prima volta che accade. "Saluto gli artisti del Rony Roller Circus - ha detto il Papa - e torno a ringraziare questa attività vostra che è curiosa. Dietro di questo che hanno dato, dietro questa bellezza, ci sono ore e ore di allenamento e di lavoro per finire a fare uno spettacolo così. Grazie, grazie…”.

Nei giorni scorsi sotto il tendone del circo una celebrazione eucaristica presieduta dal direttore Migrantes della diocesi di Roma e direttore regionale del Lazio, mons. Pierpaolo Felicolo e concelebrata da don Marco Yaroslav Sehemen e membro del Consiglio d'Amministrazione della Migrantes. Rony Roller ha anche voluto offrire, in questi giorni, uno spettacolo ad un gruppo di diversamente abili della Casa di Pulcinella nata a Roma nel quartiere di San Lorenzo con lo scopo di dare una risposta alla solitudine ed alla “invisibilità” delle persone con disabilità del quartiere.  (Raffaele Iaria)

Canale della Manica: ultima spiaggia dei disperati

5 Gennaio 2022 - Calais - Sognavano di fare il giro del mondo in bici alla scoperta delle altre culture, al di là di ogni frontiera. Ma alla fine, è restando fermi per ben 38 giorni, dall’11 ottobre al 17 novembre, che hanno compiuto il loro viaggio più importante, alla ricerca di un sentimento chiamato «fratellanza». E non è l’unico bel paradosso della coppia composta dai francesi Anais Vogel e Ludovic Holbein, rispettivamente 35 e 38 anni, capaci di scuotere le coscienze a Calais con uno sciopero della fame di solidarietà verso i migranti. Loro che si dicono non credenti, si sono lasciati catturare dal carisma di un sacerdote dall’impegno di lungo corso, il gesuita 72enne Philippe Demeestère, cappellano della Caritas di Calais, accettando di “protestare” pacificamente nella sagrestia della centralissima chiesa intitolata a san Pietro. Un modo anche per saldare simbolicamente l’impegno delle tante associazioni d’ispirazione cristiana e laiche che si battono da anni contro le condizioni di sopravvivenza drammatiche dei migranti, giunti nell’estremo Nord francese con la speranza di approdare sulle coste britanniche. Quando li abbiamo incontrati, proprio nella sagrestia dell’Eglise Saint-Pierre, qualche giorno prima che cessasse il loro sciopero Sdella fame, Anais e Ludovic recavano sul volto i segni profondi della prova estrema. Lui, la barba lunga, ma curata. Con padre Philippe, hanno intrapreso il loro primo sciopero della fame in assoluto, sconvolti dalla morte del 20enne Yasser Abdallah, di padre sudanese e madre eritrea, precipitato da un camion il 28 settembre, sullo sfondo delle evacuazioni di accampamenti mai cessate. Anais e Ludovic non cercano di apparire come eroi, definendosi come «due umani in cerca di quella fratellanza negata a chi arriva come esule da contrade in preda a guerre o carestie». Pur confermando la loro distanza dalla pratica religiosa, dicono di credere «In qualcosa di più grande che ci supera». Con semplicità, ci hanno parlato del primo viaggio italiano che ha schiuso loro l’orizzonte in direzione dell’Africa. Una lunga galoppata in bici da Ventimiglia alla Sicilia. Una sorta di viaggio iniziatico, non solo per assaporare le meraviglie paesaggistiche del Bel Paese. Un viaggio seguito da un altro in Sudafrica, laboratorio estremo di una fratellanza ancora tutta da costruire su una montagna di ferite. Per loro, «il problema dell’accoglienza potrà essere risolto solo a livello europeo». E in vista delle prossime Presidenziali francesi di aprile, Ludovic teme di finire per disertare le urne, avendo perduto «la fiducia nella politica», anche se non quella nelle capacità di un sussulto popolare: «Non credo che i francesi siano razzisti, ma è divenuto alla moda dimenticare il sentimento di fratellanza, che dovrebbe invece essere uno dei nostri capisaldi. Per coesistere, dobbiamo riscoprire l’umanesimo, non abbiamo scelta». Adesso che lo sciopero della fame è finito, Anais e Ludovic proseguiranno il loro impegno per i migranti in altri modi. «Abbiamo avuto l’energia per batterci durante questi 38 giorni, allora adesso immaginate ciò di cui saremo capaci quando mangeremo», ha dichiarato Anais, molto commossa. Pur esprimendo «delusione» per la «svolta della fratellanza» sempre attesa a Calais, i due ex globetrotter possono misurare i primi effetti dell’azione accanto a padre Philippe. Le autorità hanno ad esempio accettato il principio di luoghi al chiuso di riparo provvisorio invernale per i migranti rispettivamente adulti e minorenni: un passo in avanti che prima pareva ad alcuni irraggiungibile. Il tragico naufragio nella Manica dello scorso 24 novembre, nel quale sono morti 27 migranti, ha di nuovo acuito la tensione. Ma come dimostrano pure i tanti messaggi di solidarietà ricevuti da Anais, Ludovic e padre Philippe, lo sciopero ha almeno contribuito a riaccendere la fiamma della speranza: un avamposto d’umanità è sempre possibile, anche in fondo al peggiore incubo. Tutti i loro amici hanno vissuto così feste illuminate da un esempio di umanità semplice, sperando che ciò possa propiziare lo sboccio di un impegno su grande scala per trasformare lo scenario ancora fosco dell’accoglienza in Francia. (Daniele Zappalà - Avvenire)

Papa Francesco: non si venga discriminati per la fede

5 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "Discriminazione e persecuzione religiosa" è il tema dell’intenzione di preghiera per questo mese di gennaio diffusa attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa. "Come può essere che attualmente molte minoranze religiose subiscano discriminazioni o persecuzioni? Come permettiamo, in questa società tanto civilizzata, che ci siano persone che vengono perseguitate semplicemente perché professano pubblicamente la propria fede? Non è soltanto inaccettabile: è disumano, è una follia" dice papa Francesco nel video di presentazione dell’intenzione di preghiera. "La libertà religiosa non si limita alla libertà di culto, ovvero al fatto che si possa avere un culto nel giorno prescritto dai propri libri sacri, ma ci fa valorizzare l’altro nella sua differenza e riconoscere in lui un vero fratello" continua il Pontefice, "Come esseri umani, abbiamo tante cose in comune da poter convivere, accogliendo le differenze con la gioia di essere fratelli. E una piccola differenza, o una differenza sostanziale com’è quella religiosa, non offuschi la grande uniformità di essere fratelli, la grande unità dell’essere fratelli. Scegliamo il cammino della fraternità. Perché o siamo fratelli o perdiamo tutti". "Preghiamo – sono le parole conclusive di Bergoglio – perché tutte le persone che subiscono discriminazione e persecuzione religiosa trovino nelle società in cui vivono il riconoscimento e la dignità che nasce dall’essere fratelli e sorelle".    

Migrantes Forlì-Bertinoro: domenica S.Messa dei Popoli con mons. Corazza

4 Gennaio 2022 - Forlì - Si celebrerà domenica 9 gennaio, alle ore 10,00, nel Duomo di Forlì la S.Messa dei Popoli alla presenza delle Comunità cattoliche straniere della diocesi di Forlì-Bertinoro. La liturgia, presieduta dal vescovo, mons. Livio Corazza e concelebrata dai cappellani e sacerdoti stranieri, sarà animata dai canti delle diverse Comunità migranti presenti in diocesi: Albanese, Rumena ed Ucraina di rito greco cattolico, Polacca, Filippina, Africana di lingua francese, Africana di lingua inglese, Indiana del Kerala di rito Siro Malabarese, Eritrea e Pakistana. La presenza in Cattedrale delle varie genti insieme ai fedeli della Città vuole - spiega il direttore Migrantes Walter Neri -  essere testimonianza di comunione, vicinanza, consapevolezza che siamo tutti discepoli dello stesso Signore. Al termine della S. Messa mons. Corazza distribuirà ai rappresentanti delle Comunità, come segno di presenza e ricordo della giornata, una pergamena con la preghiera del Papa dedicata a S.Giuseppe per chiedere la sua protezione su “coloro che fuggono a causa della guerra, dell’odio, della fame” perché li sostenga e possano trovare accoglienza e solidarietà. L’appuntamento annuale, organizzato dall’ufficio diocesano Migrantes, riveste anche quest’anno particolare importanza per i tempi difficili che le persone straniere hanno dovuto affrontare in ambito sociale, lavorativo, abitativo e sanitario. Ma non per questo le varie Comunità hanno mancato di essere sostegno spirituale e materiale a queste persone, continuando a frequentare la liturgia domenicale e il Vangelo con la celebrazione domenicale e attraverso i social.  

Rom e sinti: oggi mons. Nosiglia visita il campo rom

4 Gennaio 2022 -
Torino -L' arcivescovo di Torino,  mons. Cesare Nosiglia,  visiterà oggi pomeriggio alle 15.00  il campo Rom di strada dell'Aeroporto 235/25  a Torino.
Come ogni anno l'arcivescovo fa visita a un campo Rom  per incontrare il mondo delle periferie non solo fisiche ma anche esistenziali,  dove si trova grande povertà di relazioni  anche a causa delle discriminazioni che si continuano a subire, fa sapere una nota della diocesi piemontese. Mons. Nosiglia incontrerà le singole famiglie nella sua visita al campo,  evitando assembramenti vista l'emergenza COVID-19.  Ad accompagnare il presule il direttore Migrantes della diocesi Sergio Durando e Carla Osella, presidente di AIZO.

Milano: festa dei Popoli in Duomo con mons. Delpini

4 Gennaio 2022 - Milano - Giovedì 6 gennaio è la Festa dell'Epifania, che ricorda la visita dei Magi a Gesù Bambino, come rappresentanti simbolici di tutti i popoli della terra: per questo l'Epifania è anche Festa dei Popoli da "non confondersi con la Festa delle Genti, che nella Chiesa ambrosiana si celebra in occasione della Pentecoste", spiega la diocesi di Milano. Alle ore 11, nel Duomo di Milano, solenne pontificale presieduto dall'arcivescovo: sarà attivo il linguaggio dei segni e il servizio di sottotitolatura. Diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), www.chiesadimilano.it e youtube.com/chiesadimilano.

Migrantes Vicenza: festa dei popoli con mons. Pizziol

4 Gennaio 2022 -
Vicenza - Giovedì 6 gennaio alle 10.30, in occasione della festa solenne dell’Epifania, la chiesa Cattedrale di Vicenza tornerà ad animarsi di colori, suoni e canti di ogni parte del mondo grazie alla Festa dei popoli organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes. La Messa presieduta dal vescovo Beniamino Pizziol sarà partecipata in particolare dai migranti cattolici residenti nel territorio della diocesi, che animeranno la celebrazione con canti e preghiere propri dei diversi Paesi di origine. L’invito in Cattedrale alla Messa dell’Epifania è rivolto non solo ai fedeli migranti, ma a tutti coloro che sono disposti ad “accorciare le distanze” e superare i pregiudizi, dicono alla Migrantes diocesana. “La Festa dei Popoli di quest’anno – spiega padre Sérgio Durigon, responsabile Migrantes Vicenza – assume significati particolari. L’Epifania celebra i magi che incontrano Gesù e ricorda i migranti cattolici che fanno parte della chiesa vicentina e contribuiscono a renderla più bella e universale. I centri per i migranti, accompagnati dai loro cappellani sono una testimonianza delle tante buone pratiche di reale accoglienza che il nostro territorio continua a vivere”. Nella Diocesi di Vicenza, sono 16 i Centri pastorali per migranti di fede cattolica: 7 a Vicenza (per filippini, ghanesi, nigeriani, romeni, srilankesi, latino americani e ucraini), 2 a Bassano del Grappa (per filippini, ghanesi, latino americani e ucraini), 2 a Schio (per ghanesi, nigeriani e romeni), 2 a Valdagno (ghanesi e ucraini) e poi uno a Tezze d’Arzignano (per ghanesi), uno a Creazzo (per africani francofoni) e uno a Chiampo (per ucraini). “La pandemia – continua padre Durigon – ha accentuato le difficoltà nelle famiglie dei migranti, ha fatto emergere situazioni di criticità. Molti migranti hanno perso il lavoro, sono rientrati nel paese di origine oppure hanno cercato uno sbocco in altri Paesi. Come ha sottolineato papa Francesco: «abbiamo capito che le grandi questioni vanno affrontate insieme, perché al mondo d’oggi le soluzioni frammentate sono inadeguate. La solidarietà sembra declinata solo in chiave difensiva ed escludente, come mostra la più recente proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo". "Ascoltiamo - aggiunge ancora Migrantes -  notizie che ci parlano di migranti infreddoliti nei recinti della rotta balcanica o fra campi minati e miliziani che picchiano al confine tra Bielorussia, Polonia e Lituania; sono nei campi dell’isola di Lesbo, nei centri di detenzione in Libia o in mano a trafficanti; sono bersaglio dei fucili spianati a Ceuta e Melilla o nelle ‘giungle’ di Calais. Noi crediamo che nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente. In effetti, dovunque si trovi, ogni battezzato è a pieno diritto membro della comunità ecclesiale locale, membro dell’unica Chiesa, abitante nell’unica casa, componente dell’unica famiglia. La nostra preghiera oggi si fa comunione con i migranti che sono esposti a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere, a quanti hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba”.
 

Migrantes Modena: mons. Castellucci visita il circo Busnelli

4 Gennaio 2022 - Modena - L'arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Capri, mons. Erio Castellucci ha visitato, nei giorni scorsi, il Circo Busnelli Niuman, in questi giorni a Modena, per portare la sua benedizione a tutti gli artisti circensi. Ad accompagnarlo i direttori Migrantes delle due diocesi, Giorgio Bonini e Stefano Croci con alcuni operatori pastorali. Il Circo Busnelli - che resterà a Modena fino a domenica 9 gennaio - propone ai suoi spettatori produzioni sempre rinnovate, in un mix tra numeri di famiglia e una selezione di attrazioni che hanno girato tutta l’Europa. Una compagnia fresca e giovane per due ore di grande spettacolo per bambini e adulti.

Naufragi e morte sulla rotta iberica

4 Gennaio 2022 - Madrid - Tre migranti morti nel naufragio di due barconi a 15 miglia a sudest del Cabo de Gata, in Almeria. In 16 sono stati tratti in salvo, mentre altre dieci persone sono disperse, ingoiate dalle onde. Un inizio 2022 tragico sulle rotte migratorie dall’Algeria e dall’Africa verso le coste spagnole, iniziato com’era terminato l’anno appena concluso di morte e di dolore. A lanciare l’Sos, poco dopo l’una della notte fra domenica e lunedì è stato il mercantile ’Spica’, dopo aver avvistato un gruppo di persone in acqua in alto mare. Una motovedetta del Salvamento Marítimo assieme a un elicottero sono subito accorsi nella zona. I migranti di origini algerine viaggiavano su due barcacce, una semi affondata e l’altra ribaltata. I mezzi di soccorso sono riusciti a recuperare 16 persone ancora vive e tre cadaveri. Secondo le testimonianze dei superstiti raccolte dalla Croce Rossa, sulle due imbarcazioni erano salpati 29 algerini, dei quali almeno dieci ’desaparecidos’ in mare, inclusa una ragazza di 17 anni. Almeno 134 persone su 14 imbarcazioni sono giunte in Almeria il 1º gennaio, che si sono aggiunte ad altre 178 arrivate fra il 30 e il 31 dicembre, lungo la rotta più battuta dall’Algeria. I flussi ininterrotti anche in direzione delle isole Canarie, dove nei primi tre giorni dell’anno - secondo i dati del ministero degli interni citati da El Pais - sono sbarcati 379 migranti. «Le politiche di dissuasione e contenimento lungo le rotte del Mediterraneo occidentale verso l’Europa hanno dirottato definitivamente i flussi migratori verso l’Atlantico, con l’arcipelago delle Canarie come principale destinazione delle persone in movimento», assicura Helena Maleno, coordinatrice della Ong Caminando Fronteras. «È una delle vie più pericolose non solo per le grandi distanze e i rischi delle traversate nell’oceano, ma anche per gli interessi geostrategici e le dispute territoriali marittime e geografiche nella zona compresa fra Laauyne e la frontiera di Mauritania», aggiunge. Nel dossier presentato ieri, la Ong ha contato 4.404 vittime sulla frontiera occidentale euro-africana nel 2021, fra le quali 628 donne e 205 minori. Sono il doppio che nel 2020, quando furono 2.170, nonostante gli sbarchi irregolari si mantengano sostanzialmente invariati, con 22.200 persone su 540 imbarcazioni giunte alle Canarie al 28 dicembre scorso, rispetto alle 22.680 del 2020, secondo i dati del ministero degli Interni. Caminando Fronterasbasa il pesantissimo bilancio sulle richieste di soccorso lanciata dai migranti in mare o sulle segnalazioni dei familiari che reclamano i dispersi, attraverso due telefoni di allerta attivi dal 2007. «Queste persone sono morte o scomparse», assicura la Maleno, nel confermare che la rotta verso le Canarie «è la più letale» con 4.016 vittime nel 2021. Cui si aggiungono i 191 migranti dispersi nel tragitto dall’Algeria alla penisola iberica, i 95 ’ desaparecidos’ nel mare di Alborán e i 102 nello Stretto di Gibilterra. «Le ’ pateras’ salpano dalla Mauritania, dal Senegal, perfino da Gambia. In maggioranza sono gommoni che si lanciano dalle coste situate fra Capo Boiador e Guelmin. Sono fragili e inadatti alle dure condizioni dell’Atlantico». Le vittime provenivano da almeno 21 paesi, in maggioranza africani, ma anche da Irak, Pakistan, Yemen e Sri Lanka. E solo il 5,2% dei corpi è stato recuperato, mentre il restante 94,8% resta sepolto nell’oceano. «Come democrazia abbiamo fallito nella difesa della vita», è la constatazione di Caminando Fronteras. «Abbiamo contattato i numeri del salvataggio marittimo e ci hanno passato quello di assistenza al cliente della Croce Rossa», denuncia la Maleno. Assieme alla «passività degli Stati e degli organismi internazionali rispetto alla cruda realtà dei muri e delle necropolitiche migratorie della fortezza Europa». (Paola Del Vecchio - Avvenire)

Migrantes Palermo: il 6 gennaio la Festa dei Popoli con mons. Lorefice

3 Gennaio 2022 - Palermo - Saranno 11 le lingue che verranno usate per la celebrazione dell’Epifania che l’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, presiederà in Cattedrale. Nel 2021 "abbiamo continuato a vivere le difficoltà causate dalla pandemia. Apriamo il 2022 con la speranza che questo virus venga debellato dalla medicina e dalla nostra adesione responsabile alle indicazioni di chi ci governa", spiega la Migrantes di Palermo: "noi cristiani aggiungiamo anche la preghiera che nutre la certezza che niente è impossibile a Dio. Il nostro ritrovarci in Cattedrale per celebrare l’Epifania vuole essere una preghiera che si innalza a Dio con la voce di tutti i popoli presenti nella nostra città, perché quanti sono costretti a fuggire dalla loro patria, dai Paesi asiatici, africani e dell’America latina a causa di piccole e grandi guerre, a causa delle discriminazioni economiche e degli effetti devastanti del clima, possano trovare una casa, un lavoro e la possibilità di vivere un’esistenza dignitosa e pacifica. Interessarci dei migranti è interessarci di noi stessi perché viviamo tutti sulla medesima terra, siamo parte della medesima 'famiglia umana'”. Papa Francesco ci ricorda che Il 6 gennaio 2022 dalle ore 11,00 nella Cattedrale di Palermo, tutti i popoli sono invitati a manifestare la "volontà di voler vivere in armonia nel medesimo territorio, accogliendo la Pace portata da Gesù".

Calabria: incendio alla tendopoli di San Ferdinando

3 Gennaio 2022 - Reggio Calabria - Il rogo di Capodanno. L’ennesimo nella tendopoli di San Ferdinando che accoglie centinaia di stranieri impegnati nelle campagne agricole della piana di Gioia Tauro, a cominciare dalla raccolta degli agrumi. Il bilancio stavolta è solo d’una ventina di baracche in fiamme, ma è andata bene, anzi molto bene, perché poco lontano dall’alloggio di fortuna nel quale attorno alle 3 del mattino è divampato l’incendio, c’erano cumuli di rifiuti infiammabili, un gruppo elettrogeno e alcune bombole di gas che sono state messe in sicurezza in tempo dai vigili del fuoco prontamente giunti sul posto assieme a carabinieri e polizia che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. L’area colpita dal rogo, di circa 350 metri quadrati, è stata messa in sicurezza, scrive Domenico Marino sul quotidiano Avvenire. Nel marzo 2019 un rogo costò la vita al 32enne senegalese Sylla Naumè, ospite della struttura messa in piedi dalla prefettura di Reggio Calabria. Era uno dei migranti insediati nella baraccopoli demolita poco prima e trasferiti nella successiva tendopoli ministeriale. Sylla era la terza vittima del fuoco da quando i braccianti della Piana erano stati sistemati nella seconda zona industriale di San Ferdinando. Il 16 febbraio un incendio era costato la vita al 29enne sempre senegalese, Moussa Ba. In precedenza, il 2 dicembre 2018, Surawa Jaith era morto pochi giorni prima del suo 18esimo compleanno e il 27 gennaio dello stesso anno, aveva perso la vita Becky Moses, 26enne nigeriana. "La tendopoli abbandonata a se stessa è divenuta una nuova baraccopoli”, ha detto con amarezza Cecè Alampi, direttore della Caritas e della Migrantes diocesana di Oppido Mamertina-Palmi: “Siamo al buio, senza energia elettrica, perché il quadro generale è andato in fumo per il sovraccarico a cui è stato sottoposto, con gli allacci abusivi tramite fili volanti che attraversano tutta la baraccopoli – racconta al Sir il responsabile, da anni impegnato  nell’assistenza ai migranti che arrivano sul territorio -. I bagni e i servizi igienici sono ormai fuori uso, con il liquame che si riversa fuori dai tubi spaccati, le tende logore e strappate non riparano più niente e dove il freddo pungente di questi tempi si fa sentire, con la pioggia che entra dentro facilmente”. Una situazione di “abbandono” a cui “si aggiunge che il lavoro ormai non basta per i circa 350 immigrati”. “Cercano di sopravvivere facendo ogni tipo di attività – aggiunge Alampi – e inventandosi, nella stessa baraccopoli, il riscaldamento dell’acqua, che vendono a cinquanta centesimi al secchio a chi ritorna dal lavoro e vuole lavarsi con acqua calda”. Lì alla tendopoli ci si organizza come meglio si può. “Come già per i migranti che sono passati negli scorsi anni, hanno messo su un piccolo bazar dove si vendono i loro alimenti e i loro sapori”.