Primo Piano

Vangelo Migrante: Battesimo del Signore (Vangelo Lc 3,15-16; 21-22)

5 Gennaio 2022 - Il Battesimo di Gesù, così come riferito dall’evangelista Luca, sembra un fatto che riguarda solo Lui. Una sua esperienza personale. Non si descrive nessun episodio ma si dice solo che “quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera (…) vi fu una voce dal cielo: tu sei il mio figlio l’amato, in te ho posto il mio compiacimento”. Quel fatto, in verità, non è un resoconto privato tra Padre e Figlio ma riguarda tutti. L’evangelista, poco prima, aveva detto che c’era un popolo in attesa tanto da chiedersi se Giovanni il Battista non fosse proprio lui il Messia, l’atteso. In fondo uno come lui, quadrava con gli schemi umani: persona seria, esigente, che sa richiamare le coscienze. Giovanni chiarisce che lui è solo acqua ma il cuore umano deve essere introdotto in un qualcosa che è più di un’aspettativa. Cos’è questo di più? La relazione filiale tra Dio e quel Figlio e, attraverso di Lui, con tutti gli uomini: “tu sei l’amato (…) il mio compiacimento”. Dio non ha una gioia astratta ma è un Padre felice di essere Padre. Ha una gioia destinata al cuore umano. Il cuore dell’uomo che si aspetta un rimprovero è superato dalla rivelazione della paternità di Dio. Il tema del battesimo di Gesù è il nostro battesimo. In esso siamo introdotti nella dimensione filiale e lo Spirito Santo viene su di noi come vera e propria certificazione interiore che Dio è nostro Padre. Dubitare della paternità di Dio è ciò che di più grave può capitare all’uomo. Ritrovarsi figli di Dio è l’uscita da quello stato di distruzione. Essere amati è il fondamento della nostra capacità di amare. Trovarci accolti ci rende aperti all’accoglienza. Il cuore dell’annuncio del Vangelo è proprio questo: passare dalla convinzione di un Dio estraneo, e a volte ostile, alla scoperta che Dio è Padre e ‘a priori’ sta al nostro fianco. “In te ho posto il mio compiacimento” è una parola per noi. Ci dice la nostra verità più autentica. Accogliere questa rivelazione fa sì che quello che sappiamo di noi, figli amati, possiamo saperlo anche del nostro prossimo. (p. Gaetano Saracino)  

Migrantes: in molte diocesi la festa dei Popoli

6 Gennaio 2022 - Roma – Oggi sono tante le celebrazioni eucaristiche presiedute dai vescovi nelle nostre diocesi in occasione della solennità dell’Epifania. La solennità è l’occasione per celebrare la Festa dei Popoli e richiamare l’attenzione sul tema dell’accoglienza. Dal Nord al Sud del nostro Paese nelle chiese cattedrali musiche, preghiere  e canti nelle diverse lingue delle comunità etniche presenti. Momenti di festa promosse soprattutto dagli uffici Migrantes diocesani. Da Bologna a Napoli, da Palermo a Reggio Emilia, da Vicenza a Torino nella giornata si celebra la manifestazione di Gesù a tutti i popoli della terra: tanti popoli che diventano un popolo solo, “il popolo di Dio”.  Il nostro sito www.migrantesonline.it negli ultimi giorni ne ha dato notizia. Partiamo da Bologna dove oggi pomeriggio il cardinale Matteo Zuppi presiederà la “Messa dei popoli” . “La Messa della solennità dell’Epifania – spiega mons.  Andrea Caniato, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes – si caratterizza per la partecipazione delle comunità degli immigrati cattolici presenti nella nostra diocesi, con la ricchezza delle loro lingue e delle loro espressioni culturali”. Undici le lingue usate per la celebrazione dell’Epifania a Palermo presieduta dall’arcivescovo mons. Corrado Lorefice. “Apriamo il 2022 con la speranza che questo virus venga debellato dalla medicina e dalla nostra adesione responsabile alle indicazioni di chi ci governa”, spiega la Migrantes di Palermo: “noi cristiani aggiungiamo anche la preghiera che nutre la certezza che niente è impossibile a Dio”. Questa mattina anche la Cattedrale di Vicenza è tornata ad animarsi di colori, suoni e canti di ogni parte del mondo grazie alla Festa dei popoli organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes. La Messa presieduta dal vescovo Beniamino Pizziol ha visto la presenza di migranti cattolici residenti nel territorio della diocesi, che hanno animato la celebrazione con canti e preghiere propri dei diversi Paesi di origine. “La Festa dei Popoli di quest’anno – spiega padre Sérgio Durigon, responsabile Migrantes Vicenza – assume significati particolari. L’Epifania celebra i magi che incontrano Gesù e ricorda i migranti cattolici che fanno parte della chiesa vicentina e contribuiscono a renderla più bella e universale. I centri per i migranti, accompagnati dai loro cappellani sono una testimonianza delle tante buone pratiche di reale accoglienza che il nostro territorio continua a vivere”. “Ascoltiamo – aggiunge ancora Migrantes –  notizie che ci parlano di migranti infreddoliti nei recinti della rotta balcanica o fra campi minati e miliziani che picchiano al confine tra Bielorussia, Polonia e Lituania; sono nei campi dell’isola di Lesbo, nei centri di detenzione in Libia o in mano a trafficanti; sono bersaglio dei fucili spianati a Ceuta e Melilla o nelle ‘giungle’ di Calais. Noi crediamo che nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente. In effetti, dovunque si trovi, ogni battezzato è a pieno diritto membro della comunità ecclesiale locale, membro dell’unica Chiesa, abitante nell’unica casa, componente dell’unica famiglia. La nostra preghiera oggi si fa comunione con i migranti che sono esposti a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere, a quanti hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba”. La festa dei Popoli è da “non confondersi con la Festa delle Genti, che nella Chiesa ambrosiana si celebra in occasione della Pentecoste”, spiega la diocesi di Milano dove questa mattina si è celebrato un solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo mons. Mario Delpini. A Mantova, nel pomeriggio di oggi, in cattedrale, la celebrazione, presieduta dal vescovo, mons. Marco Busca, dopo la sospensione imposta dalla pandemia lo scorso anno. L’appuntamento è molto sentito dalle comunità: nella diocesi di lombarda si celebra ormai da molti anni e la partecipazione è sempre stata “entusiastica e significativa”. Celebrazione dell’Epifania nella Cattedrale di Treviso, presiduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi animata dai rappresentanti delle comunità cattoliche di migranti presenti in diocesi. E’ ancora una volta un’occasione – spiegano in diocesi – per permettere allo Spirito Santo di “fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza”. Questa mattina celebrazione delle Festa dei Popoli anche in Cattedrale a Reggio Emilia con il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, mons. Massimo Camisasca, presiede la Messa nella solennità dell’Epifania del Signore. Ad animare la liturgia, su iniziativa dell’ufficio Migrantes, le comunità etniche presenti in diocesi. A Torino ad ospitare la Festa dei Popoli con l’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, la Chiesa del Santo Volto su iniziativa della Migrantes diocesana. Nell’omelia ancora una volta l’invito del presule all’accoglienza e a “passare dall’affermazione dei principi di fratellanza e solidarietà a compiere gesti e fatti concreti di accoglienza”. A Rimini sarà il vescovo mons. Francesco Lambiasi, a presiedere , nel pomeriggio nella  Basilica Cattedrale la Messa dei Popoli, animata dalle comunità di immigrati cattolici di ogni nazione presenti sul territorio riminese. Anche a Napoli l’arcivescovo, mons. Mimmo Battaglia, ha presieduto una celebrazione eucaristica in cattedrale in occasione della “Festa dei popoli” con le rappresentanze delle comunità etniche cattoliche di Napoli. Anche ad Alba celebrazione con il vescovo Marco Brunetti. Nella diocesi di Forlì-Bertinoro celebrazione domenica 9 gennaio, alle ore 10,00, nel Duomo di Forlì alla presenza delle Comunità cattoliche straniere della diocesi presieduta dal vescovo, mons. Livio Corazza e concelebrata dai cappellani e sacerdoti stranieri e sarà animata dai canti delle diverse Comunità migranti presenti in diocesi. La presenza in Cattedrale delle varie genti insieme ai fedeli della Città vuole – spiega il direttore Migrantes Walter Neri –  essere testimonianza di comunione, vicinanza, consapevolezza che siamo tutti discepoli dello stesso Signore. Al termine della S. Messa mons. Corazza distribuirà ai rappresentanti delle Comunità, come segno di presenza e ricordo della giornata, una pergamena con la preghiera del Papa dedicata a S.Giuseppe per chiedere la sua protezione su “coloro che fuggono a causa della guerra, dell’odio, della fame” perché li sostenga e possano trovare accoglienza e solidarietà. (Raffaele Iaria)  

Mons. Nosiglia: “passare dall’affermazione dei principi di fratellanza e solidarietà a compiere gesti e fatti concreti di accoglienza”

6 Gennaio 2022 -
Torino - "Il divino bambino di Betlemme è nato per tutti, nessuno escluso, e l’episodio dei Magi lo conferma con tutta la sua carica di novità sconvolgente". Lo ha detto questa mattina l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia celebrando, nella Chiesa del santo Volto, la Festa dei Popoli promossa dall'Ufficio Migrantes nella solennità dell'Epifania del Signore.  Il Vangelo dice che quando i Magi annunciano che è nato il Messia tutta la città di Gerusalemme si turba e in particolare Erode: "È proprio questa la novità che sconvolge e turba Erode e i religiosi di quel tempo e continua a inquietare i potenti di sempre. Sembra assurdo ma è così: sono i poveri che spaventano, per cui vanno aiutati ma a restare poveri, altrimenti se alzano la testa e diventano attivi protagonisti del loro futuro, cambiano la storia del mondo, perchè - ha detto mons. Nosiglia - dalla loro parte si schiera Dio stesso che si fa uno di loro  e  che abbatte i potenti dai troni ed esalta gli umili. Questa è la sfida che interpella anche la nostra città  e invita a lasciarci provocare dalla presenza e dalle richieste espresse o inespresse, ma sempre reali e concrete, dei poveri, degli immigrati, dei senza  dimora, dei lavoratori e le loro famiglie che  soffrono per l’abbandono in cui sono costretti  e rischiano  di perdere il posto di lavoro come i miei amici del ex Embraco". Non bisogna dimenticare - ha quindi aggiunto mons. Nosiglia - che i Magi sono di altri Paesi e anche di religione diversa rispetto a quella del popolo di Israele. A noi oggi capita - ha detto l'arcivescovo di Torino - che "tante persone  bisognose di accoglienza e di solidarietà ci interroghino con la loro presenza, e le loro necessità: Voi che dite di credere in Cristo difensore degli ultimi, sapete indicarci la strada che ci permette di riconoscerlo ed incontrarlo qui e ora nella vostre comunità e nella città? Se la nostra risposta resta estranea ai loro bisogni esistenziali, spirituali ed umani, facciamo come Erode, i sacerdoti e gli scribi, non ci interessiamo delle loro richieste e pensiamo solo a noi stessi. Se invece comprendiamo che la loro provocazione ci stimola ad uscire dalle nostre paure, dal nostro perbenismo e paternalismo, dal nostro dare buoni consigli senza impegnarci in prima persona a farci carico di assumere le loro necessità, allora  il nostro agire diventerà forza di cambiamento anche per la nostra realtà sociale e la renderà più sicura, e concreta" . Torino è "certamente una delle città  più aperte alla accoglienza e integrazione e per questo molti sono gli immigrati e rifugiati che cercano di venire tra noi, anche se la fatica  per riconoscerli come cittadini a tutti gli effetti, soggetti  di uguali diritti e doveri, è ancora grande", ha detto ancora il presule spiegando che "siamo stati un popolo, e in parte lo stiamo ridiventando in questo periodo, di emigranti in tutte le nazioni del mondo e conosciamo bene i pregiudizi e rifiuti di cui sono stati oggetto tanti nostri connazionali, per cui  dovremmo aver imparato a operare perché oggi nel nostro Paese nessuno soffra le stesse situazioni. È un compito di tutte le componenti della popolazione". Da qui l'invito "a passare dalla  pur lodevole  affermazione dei principi di fratellanza e solidarietà a compiere gesti e fatti concreti di accoglienza e di  difesa e promozione dei diritti umani  e civili di immigrati e rifugiati. Apriamo inoltre  le nostre chiese e strutture  alle comunità etniche che necessitano di luoghi di incontro  e  di formazione alla fede e alla vita cristiana". E ancora le istituzioni "che pur impegnandosi  su diversi fronti rischiano di apparire sorde e con risorse sempre più scarse  rispetto ai problemi che loro si presentano. Il loro compito è anche quello di  far sì che gli immigrati possano contribuire  a promuovere la democrazia nel nostro Paese, una comunità  più solidale  e   aperta all’incontro e alla loro valorizzazione sia nel mondo del lavoro che nella partecipazione alla vita civile.." E poi "il  volontariato, che è molto attivo e presente ma spesso chiuso dentro il suo specifico servizio o ambito di intervento e poco collaborativo difronte ad altre iniziative non proprie. Solo l’unità e la sinergia di un lavoro fatto insieme  permetterà di affrontare  con qualche speranza di soluzione i problemi e le attese delle persone e famiglie. Dei mass-media,  che dovrebbero assumersi il compito di educare la gente allo spirito di accoglienza fraterna e  alla comunione  non accentuando una visione troppo  negativa o problematica di fronte  al fenomeno immigratorio". La città nel suo complesso: "occorre sradicare l’individualismo dai cuori e favorire la mutua conoscenza  e relazioni interpersonali e familiari improntate al rispetto e collaborazione, promuovere un’azione di insieme  dei vari organismi cittadini, coinvolgere  le persone   ascoltando e aiutando a inserirsi nel tessuto della società, condividendo la nostra lingua, la cittadinanza in particolare ai minori nati nel nostro Paese, le leggi e i valori,  per offrire così  il loro contributo al suo progresso morale e civile". Occorre - ha concluso l'arcivescovo di Torino - vedere  in ogni  immigrato o rifugiato "non un problema ma una risorsa anche economica e sociale  oltre che  un fratello e una sorella da rispettare e amare come ogni altra persona del nostro Paese. Occorre dunque passare dalla cultura dello scarto a quella dell’incontro". In questo giorno dell’Epifania mons. Nosiglia ha salutato e rivolto un augurio "ai fratelli e sorelle delle comunità di immigrati cattolici  e cristiani che vivono e lavorano tra noi .Per i nostri fratelli e sorelle ortodossi in particolare, oggi è una grande festa, come è per noi cattolici latini, il Natale. Voglia Cristo Signore e la madre di Dio Maria Santissima accogliere le loro preghiere e far risplendere su di essi, le loro famiglie e comunità la luce del suo volto. Anche ai credenti di altre religioni rivolgo il mio saluto e invoco  Dio Santo, giusto e misericordioso perché ci aiuti a promuovere il dialogo interreligioso, la conoscenza e il rispetto delle reciproche tradizioni, la collaborazione per costruire una società, più giusta e pacifica per tutti, dove ogni persona possa trovare accoglienza, integrazione e amore". (Raffaele Iaria)

Migrantes Alba: con l’Epifania un’occasione per educarci all’accoglienza

6 Gennaio 2022 - Alba - Nella solennità dell’Epifania siamo chiamati a celebrare con tutta la Chiesa anche la Festa dei popoli. Proposta in diocesi, come già in passato, dalla Migrantes albese, viene quest’anno coordinata con la Caritas e l’Ufficio missionario. Si tratta di un evento atteso da molti fratelli stranieri, di area cattolica e non; senz’altro può essere una forte opportunità di rinnovata conoscenza reciproca, di dialogo e di apertura comune verso nuove mete positive, concrete e possibili. Tutti dovremmo sentirci stimolati a raccogliere e a trasmettere quei valori alti di accoglienza e di fraternità ai quali ancora in questi giorni ci ha richiamato insistentemente papa Francesco. «Quei fratelli e quelle sorelle che hanno visto violenza e povertà» e che hanno «occhi solcati da troppe lacrime», devono poter trovare accoglienza e vero ascolto da parte di ciascuno, particolarmente in giorni speciali nei quali – pandemia permettendo – ci si augura di poter cominciare a vivere in modo più positivo e più costruttivo il 2022! Il tema su cui siamo chiamati a riflettere si muove sul binario tracciato qualche mese fa dalla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2021, con questo titolo: “Per un noi sempre più grande”. Si tratta di un tema che farà da filtro a quanto avverrà in duomo la mattina di giovedì 6 gennaio, quando fratelli immigrati da vari Paesi del mondo dovranno sperimentare che si può essere “nel nome di Gesù” veri fratelli tra fratelli, con tutto ciò che ne consegue. In pratica, alle 10.30 del 6 gennaio, in cattedrale, gli scout albesi introdurranno la Messa, celebrata da monsignor Marco Brunetti, con una rievocazione storico-religiosa dei santi Magi che da lontano vengono per adorare Gesù, il Verbo incarnato.   Gli stessi scout porteranno anche la Luce di Betlemme che arderà ai piedi dell’altare a simboleggiare la luce della fede e dell’amore portate da Cristo per la salvezza del mondo intero. Coloro che partecipano saranno aiutati a riflettere attraverso canti, testimonianze, intenzioni di preghiera e profili simbolici. A questo punto una richiesta a te che leggi: impègnati a invitare personalmente uno o più fratelli stranieri. Anzi, fai il possibile per accompagnarli a pregare insieme con te il giorno dell’Epifania. Tutto questo avrà un grande significato e darà un senso concreto alla preghiera di quel giorno. A fine funzione verrà lasciato a tutti un piccolo ricordo. Il Signore benedica e ricompensi tutti i collaboratori. (don Paolo Rocca, direttore Migrantes Alba)

Napoli: festa dei Popoli con mons. Battaglia

5 Gennaio 2022 -
Napoli - Domani, per l’Epifania del Signore, l’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, presiederà una celebrazione eucaristica in cattedrale, alle ore 11. In occasione della “Festa dei popoli”, saranno presenti rappresentanze delle comunità etniche cattoliche di Napoli (africana-anglofona; africana-francofona; cinese; cingalese del Gesù Nuovo; etiope-eritrea; filippina; latino-americana; polacca; Sri Lanka dei vergini; tamil). Al termine della celebrazione, ad evitare assembramenti, non si procederà, come per tradizione, al dono dei giocattoli (da parte di Mcl) per i figli degli immigrati, ma l’arcivescovo li consegnerà ai cappellani che provvederanno altrove a farli avere ai bambini della propria comunità.

Migrantes Rimini: Messa dei Popoli domani con mons. Lambiasi

5 Gennaio 2022 - Rimini - Sarà il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, a presiedere  domani alle ore 17.30 nella  Basilica Cattedrale la Messa dei Popoli, animata dalle comunità di immigrati cattolici di ogni nazione presenti sul territorio riminese. La celebrazione, promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi, vedrà la partecipazione di sacerdoti di origine straniera residenti a Rimini e sarà animata dal coro dei popoli, con immigrati di varie nazionalità, che eseguiranno canti nelle varie lingue d’origine. Anche le intenzioni di preghiera saranno recitate negli idiomi di vari Paesi: italiano, francese, spagnolo, ucraino, cinese e  aramaico.

Migrantes Torino: domani la celebrazione di mons. Nosiglia con le comunità etniche della diocesi

5 Gennaio 2022 -

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: festa dei Popoli con mons. Camisasca

5 Gennaio 2022 - Reggio Emilia- Domani, Giovedì 6 gennaio, in Cattedrale a Reggio Emilia, alle ore 11.30, il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, mons. Massimo Camisasca, presiede la Messa nella solennità dell’Epifania del Signore. Nella stessa solennità si celebra anche la Festa dei popoli promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Ad animare la liturgia le comunità etniche presenti in diocesi.  

Mamma migrante muore assiderata per salvare i figli

5 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - L'amore di una madre per i propri figli varca ogni confine. Una migrante afghana, sorpresa da una tempesta di neve e senza un riparo sicuro mentre cercava di raggiungere l’Europa a piedi, non ha esitato a togliersi i calzini per riscaldare le mani ai suoi figli ed è morta assiderata vicino al confine turco, nei pressi del villaggio iraniano di Belasur. Una straziante vicenda di immigrazione e disperazione che arriva dalla rotta iraniano-turca, usata da migliaia di persone per arrivare in Europa in cerca di una nuova vita. La donna camminava con due bimbi piccoli, ritrovati vivi con evidenti segni di assideramento. Proprio per scaldarli, la donna si è tolta i calzini per avvolgerli attorno alle loro manine, rimanendo così a piedi nudi nella neve. (Osservatore Romano)

Migrantes Treviso: Festa dei Popoli con mons. Tomasi

5 Gennaio 2022 - Treviso - La celebrazione dell’Epifania nella Cattedrale di Treviso sarà animata dai rappresentanti delle comunità cattoliche di migranti presenti in diocesi. E’ ancora una volta un’occasione – spiegano in diocesi - per permettere allo Spirito Santo di “fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza”. E dalla celebrazione eucaristica “si estenda ad ogni giorno del 2022 l’impegno per costruire assieme il nostro futuro di giustizia e di pace, assicurando che nessuno rimanga escluso”, evidenzia il direttore Migrantes, don Bruno Baratto. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo, mons. Michele Tomasi.

Manica:  in un anno triplicate le traversate

5 Gennaio 2022 - Milano - Nel 2021 oltre 28mila migranti hanno attraversato il Canale della Manica diretti verso il Regno Unito a bordo di piccole imbarcazioni, il livello più alto mai registrato: è quanto emerge da uno studio dell’agenzia di stampa “PA” basato su statistiche ufficiali. Un totale di 28.395 persone hanno raggiunto le coste britanniche, oltre il triplo rispetto al 2020 (più di 8.400). Il picco c’è stato a novembre, con almeno 6.869: nella sola giornata dell’11 novembre un record di 1.185 migranti sbarcati. Il 24 invece la tragedia del naufragio con 27 annegati, tra i quali due bambini. L’aumento degli ingressi è dovuto in parte all’uso di imbarcazioni più grandi da parte dei trafficanti di esseri umani, che hanno caricato in media su ogni gommone 28 persone e in alcuni casi anche fino a 50.  

Migrantes Mantova: Festa dei Popoli con mons. Busca

5 Gennaio 2022 - Mantova - “Cammineranno le genti alla tua luce…”: il brano del profeta Isaia nella solennità dell’Epifania è forse il contesto migliore per la celebrazione diocesana con le comunità di cattolici provenienti dalle Chiese di altre nazioni. È la Messa (o festa) dei popoli, ormai tradizionale nella diocesi di Mantova con una massiccia presenza di immigrati, che viene organizzata dell’Ufficio Migrantes. Domani, giovedì 6 gennaio alle 16.30, in cattedrale, la celebrazione, presieduta dal vescovo, mons. Marco Busca, dopo la sospensione imposta dalla pandemia lo scorso anno. L’appuntamento è molto sentito dalle comunità: nella diocesi di lombarda si celebra ormai da molti anni e la partecipazione è sempre stata "entusiastica e significativa". Le comunità organizzate che partecipano con propri delegati alla preparazione sono composte da cattolici rumeni, greco-cattolici ucraini, ghanesi (africani anglofoni), brasiliani, ispanici (latinoamericani di lingua spagnola) e filippini. A loro il compito di animare la celebrazione con i canti (ciascuna comunità ne proporrà almeno uno della propria tradizione), le letture (il Vangelo anche in inglese e spagnolo), le preghiere dei fedeli. Sono invitati tutti i cattolici, migranti e italiani, come piccolo segno di comunione. Le comunità sono molto "autonome ed intraprendenti: il servizio dell’Ufficio Migrantes  è di accompagnarle e renderle più visibili nel contesto della diocesi, coordinarle e favorire conoscenze e comunicazioni tra comunità e con comunità di stessa provenienza in altre diocesi", evidenzia una nota. Altri momenti significativi sono la Giornata Mondiale del Migrante e il Pellegrinaggio regionale che nel 2022 è fissato per il 15 maggio al Santuario di Caravaggio, dopo la cancellazione di quello del 2020 a Pavia e la sospensione per il 2021. L'ufficio Migrantes, coordinato da don Simone Zacchi e Matteo Amati (direttore della Caritas diocesana), cerca di incontrarsi con cadenza mensile per organizzare gli eventi, condividere buone pratiche e pensare modalità per raggiungere i cattolici di altri paesi. Come "piccoli frutti del cammino compiuto ci sentiamo di ricordare l’esperienza della parrocchia del Gradaro in città che, a partire dalla Giornata del Migrante lo scorso settembre, ha attivato un coinvolgimento virtuoso dei fedeli di altre provenienze con canti, costumi, letture in lingua e la preziosa collaborazione delle suore Bene Umukana del Burundi e di suore di altre nazionalità presenti nelle congregazioni della diocesi".  

Papa Francesco agli artisti del Rony Roller: la “bellezza porta a Dio”. Nei giorni scorsi sotto il tendone una celebrazione eucaristica

5 Gennaio 2022 -

Città del Vaticano - “Ringrazio tutti i ragazzi e le ragazze del Circo che hanno fatto questo spettacolo. È uno spettacolo che ci mette in contatto con la bellezza, e la bellezza si tira su sempre, la bellezza si fa andare oltre, la bellezza è una via per andare dal Signore. Grazie, grazie a voi per questo spettacolo". Così Papa Francesco ha voluto salutare gli artisti del Rony Roller Circus presenti questa mattina all'Udienza Generale. Un gruppo di artisti, al termine dell’udienza, si è esibito di fronte a Papa Francesco con vari numeri. Non è la prima volta che accade. "Saluto gli artisti del Rony Roller Circus - ha detto il Papa - e torno a ringraziare questa attività vostra che è curiosa. Dietro di questo che hanno dato, dietro questa bellezza, ci sono ore e ore di allenamento e di lavoro per finire a fare uno spettacolo così. Grazie, grazie…”.

Nei giorni scorsi sotto il tendone del circo una celebrazione eucaristica presieduta dal direttore Migrantes della diocesi di Roma e direttore regionale del Lazio, mons. Pierpaolo Felicolo e concelebrata da don Marco Yaroslav Sehemen e membro del Consiglio d'Amministrazione della Migrantes. Rony Roller ha anche voluto offrire, in questi giorni, uno spettacolo ad un gruppo di diversamente abili della Casa di Pulcinella nata a Roma nel quartiere di San Lorenzo con lo scopo di dare una risposta alla solitudine ed alla “invisibilità” delle persone con disabilità del quartiere.  (Raffaele Iaria)

Canale della Manica: ultima spiaggia dei disperati

5 Gennaio 2022 - Calais - Sognavano di fare il giro del mondo in bici alla scoperta delle altre culture, al di là di ogni frontiera. Ma alla fine, è restando fermi per ben 38 giorni, dall’11 ottobre al 17 novembre, che hanno compiuto il loro viaggio più importante, alla ricerca di un sentimento chiamato «fratellanza». E non è l’unico bel paradosso della coppia composta dai francesi Anais Vogel e Ludovic Holbein, rispettivamente 35 e 38 anni, capaci di scuotere le coscienze a Calais con uno sciopero della fame di solidarietà verso i migranti. Loro che si dicono non credenti, si sono lasciati catturare dal carisma di un sacerdote dall’impegno di lungo corso, il gesuita 72enne Philippe Demeestère, cappellano della Caritas di Calais, accettando di “protestare” pacificamente nella sagrestia della centralissima chiesa intitolata a san Pietro. Un modo anche per saldare simbolicamente l’impegno delle tante associazioni d’ispirazione cristiana e laiche che si battono da anni contro le condizioni di sopravvivenza drammatiche dei migranti, giunti nell’estremo Nord francese con la speranza di approdare sulle coste britanniche. Quando li abbiamo incontrati, proprio nella sagrestia dell’Eglise Saint-Pierre, qualche giorno prima che cessasse il loro sciopero Sdella fame, Anais e Ludovic recavano sul volto i segni profondi della prova estrema. Lui, la barba lunga, ma curata. Con padre Philippe, hanno intrapreso il loro primo sciopero della fame in assoluto, sconvolti dalla morte del 20enne Yasser Abdallah, di padre sudanese e madre eritrea, precipitato da un camion il 28 settembre, sullo sfondo delle evacuazioni di accampamenti mai cessate. Anais e Ludovic non cercano di apparire come eroi, definendosi come «due umani in cerca di quella fratellanza negata a chi arriva come esule da contrade in preda a guerre o carestie». Pur confermando la loro distanza dalla pratica religiosa, dicono di credere «In qualcosa di più grande che ci supera». Con semplicità, ci hanno parlato del primo viaggio italiano che ha schiuso loro l’orizzonte in direzione dell’Africa. Una lunga galoppata in bici da Ventimiglia alla Sicilia. Una sorta di viaggio iniziatico, non solo per assaporare le meraviglie paesaggistiche del Bel Paese. Un viaggio seguito da un altro in Sudafrica, laboratorio estremo di una fratellanza ancora tutta da costruire su una montagna di ferite. Per loro, «il problema dell’accoglienza potrà essere risolto solo a livello europeo». E in vista delle prossime Presidenziali francesi di aprile, Ludovic teme di finire per disertare le urne, avendo perduto «la fiducia nella politica», anche se non quella nelle capacità di un sussulto popolare: «Non credo che i francesi siano razzisti, ma è divenuto alla moda dimenticare il sentimento di fratellanza, che dovrebbe invece essere uno dei nostri capisaldi. Per coesistere, dobbiamo riscoprire l’umanesimo, non abbiamo scelta». Adesso che lo sciopero della fame è finito, Anais e Ludovic proseguiranno il loro impegno per i migranti in altri modi. «Abbiamo avuto l’energia per batterci durante questi 38 giorni, allora adesso immaginate ciò di cui saremo capaci quando mangeremo», ha dichiarato Anais, molto commossa. Pur esprimendo «delusione» per la «svolta della fratellanza» sempre attesa a Calais, i due ex globetrotter possono misurare i primi effetti dell’azione accanto a padre Philippe. Le autorità hanno ad esempio accettato il principio di luoghi al chiuso di riparo provvisorio invernale per i migranti rispettivamente adulti e minorenni: un passo in avanti che prima pareva ad alcuni irraggiungibile. Il tragico naufragio nella Manica dello scorso 24 novembre, nel quale sono morti 27 migranti, ha di nuovo acuito la tensione. Ma come dimostrano pure i tanti messaggi di solidarietà ricevuti da Anais, Ludovic e padre Philippe, lo sciopero ha almeno contribuito a riaccendere la fiamma della speranza: un avamposto d’umanità è sempre possibile, anche in fondo al peggiore incubo. Tutti i loro amici hanno vissuto così feste illuminate da un esempio di umanità semplice, sperando che ciò possa propiziare lo sboccio di un impegno su grande scala per trasformare lo scenario ancora fosco dell’accoglienza in Francia. (Daniele Zappalà - Avvenire)

Papa Francesco: non si venga discriminati per la fede

5 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "Discriminazione e persecuzione religiosa" è il tema dell’intenzione di preghiera per questo mese di gennaio diffusa attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa. "Come può essere che attualmente molte minoranze religiose subiscano discriminazioni o persecuzioni? Come permettiamo, in questa società tanto civilizzata, che ci siano persone che vengono perseguitate semplicemente perché professano pubblicamente la propria fede? Non è soltanto inaccettabile: è disumano, è una follia" dice papa Francesco nel video di presentazione dell’intenzione di preghiera. "La libertà religiosa non si limita alla libertà di culto, ovvero al fatto che si possa avere un culto nel giorno prescritto dai propri libri sacri, ma ci fa valorizzare l’altro nella sua differenza e riconoscere in lui un vero fratello" continua il Pontefice, "Come esseri umani, abbiamo tante cose in comune da poter convivere, accogliendo le differenze con la gioia di essere fratelli. E una piccola differenza, o una differenza sostanziale com’è quella religiosa, non offuschi la grande uniformità di essere fratelli, la grande unità dell’essere fratelli. Scegliamo il cammino della fraternità. Perché o siamo fratelli o perdiamo tutti". "Preghiamo – sono le parole conclusive di Bergoglio – perché tutte le persone che subiscono discriminazione e persecuzione religiosa trovino nelle società in cui vivono il riconoscimento e la dignità che nasce dall’essere fratelli e sorelle".    

Migrantes Forlì-Bertinoro: domenica S.Messa dei Popoli con mons. Corazza

4 Gennaio 2022 - Forlì - Si celebrerà domenica 9 gennaio, alle ore 10,00, nel Duomo di Forlì la S.Messa dei Popoli alla presenza delle Comunità cattoliche straniere della diocesi di Forlì-Bertinoro. La liturgia, presieduta dal vescovo, mons. Livio Corazza e concelebrata dai cappellani e sacerdoti stranieri, sarà animata dai canti delle diverse Comunità migranti presenti in diocesi: Albanese, Rumena ed Ucraina di rito greco cattolico, Polacca, Filippina, Africana di lingua francese, Africana di lingua inglese, Indiana del Kerala di rito Siro Malabarese, Eritrea e Pakistana. La presenza in Cattedrale delle varie genti insieme ai fedeli della Città vuole - spiega il direttore Migrantes Walter Neri -  essere testimonianza di comunione, vicinanza, consapevolezza che siamo tutti discepoli dello stesso Signore. Al termine della S. Messa mons. Corazza distribuirà ai rappresentanti delle Comunità, come segno di presenza e ricordo della giornata, una pergamena con la preghiera del Papa dedicata a S.Giuseppe per chiedere la sua protezione su “coloro che fuggono a causa della guerra, dell’odio, della fame” perché li sostenga e possano trovare accoglienza e solidarietà. L’appuntamento annuale, organizzato dall’ufficio diocesano Migrantes, riveste anche quest’anno particolare importanza per i tempi difficili che le persone straniere hanno dovuto affrontare in ambito sociale, lavorativo, abitativo e sanitario. Ma non per questo le varie Comunità hanno mancato di essere sostegno spirituale e materiale a queste persone, continuando a frequentare la liturgia domenicale e il Vangelo con la celebrazione domenicale e attraverso i social.  

Rom e sinti: oggi mons. Nosiglia visita il campo rom

4 Gennaio 2022 -
Torino -L' arcivescovo di Torino,  mons. Cesare Nosiglia,  visiterà oggi pomeriggio alle 15.00  il campo Rom di strada dell'Aeroporto 235/25  a Torino.
Come ogni anno l'arcivescovo fa visita a un campo Rom  per incontrare il mondo delle periferie non solo fisiche ma anche esistenziali,  dove si trova grande povertà di relazioni  anche a causa delle discriminazioni che si continuano a subire, fa sapere una nota della diocesi piemontese. Mons. Nosiglia incontrerà le singole famiglie nella sua visita al campo,  evitando assembramenti vista l'emergenza COVID-19.  Ad accompagnare il presule il direttore Migrantes della diocesi Sergio Durando e Carla Osella, presidente di AIZO.

Milano: festa dei Popoli in Duomo con mons. Delpini

4 Gennaio 2022 - Milano - Giovedì 6 gennaio è la Festa dell'Epifania, che ricorda la visita dei Magi a Gesù Bambino, come rappresentanti simbolici di tutti i popoli della terra: per questo l'Epifania è anche Festa dei Popoli da "non confondersi con la Festa delle Genti, che nella Chiesa ambrosiana si celebra in occasione della Pentecoste", spiega la diocesi di Milano. Alle ore 11, nel Duomo di Milano, solenne pontificale presieduto dall'arcivescovo: sarà attivo il linguaggio dei segni e il servizio di sottotitolatura. Diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), www.chiesadimilano.it e youtube.com/chiesadimilano.

Migrantes Vicenza: festa dei popoli con mons. Pizziol

4 Gennaio 2022 -
Vicenza - Giovedì 6 gennaio alle 10.30, in occasione della festa solenne dell’Epifania, la chiesa Cattedrale di Vicenza tornerà ad animarsi di colori, suoni e canti di ogni parte del mondo grazie alla Festa dei popoli organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes. La Messa presieduta dal vescovo Beniamino Pizziol sarà partecipata in particolare dai migranti cattolici residenti nel territorio della diocesi, che animeranno la celebrazione con canti e preghiere propri dei diversi Paesi di origine. L’invito in Cattedrale alla Messa dell’Epifania è rivolto non solo ai fedeli migranti, ma a tutti coloro che sono disposti ad “accorciare le distanze” e superare i pregiudizi, dicono alla Migrantes diocesana. “La Festa dei Popoli di quest’anno – spiega padre Sérgio Durigon, responsabile Migrantes Vicenza – assume significati particolari. L’Epifania celebra i magi che incontrano Gesù e ricorda i migranti cattolici che fanno parte della chiesa vicentina e contribuiscono a renderla più bella e universale. I centri per i migranti, accompagnati dai loro cappellani sono una testimonianza delle tante buone pratiche di reale accoglienza che il nostro territorio continua a vivere”. Nella Diocesi di Vicenza, sono 16 i Centri pastorali per migranti di fede cattolica: 7 a Vicenza (per filippini, ghanesi, nigeriani, romeni, srilankesi, latino americani e ucraini), 2 a Bassano del Grappa (per filippini, ghanesi, latino americani e ucraini), 2 a Schio (per ghanesi, nigeriani e romeni), 2 a Valdagno (ghanesi e ucraini) e poi uno a Tezze d’Arzignano (per ghanesi), uno a Creazzo (per africani francofoni) e uno a Chiampo (per ucraini). “La pandemia – continua padre Durigon – ha accentuato le difficoltà nelle famiglie dei migranti, ha fatto emergere situazioni di criticità. Molti migranti hanno perso il lavoro, sono rientrati nel paese di origine oppure hanno cercato uno sbocco in altri Paesi. Come ha sottolineato papa Francesco: «abbiamo capito che le grandi questioni vanno affrontate insieme, perché al mondo d’oggi le soluzioni frammentate sono inadeguate. La solidarietà sembra declinata solo in chiave difensiva ed escludente, come mostra la più recente proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo". "Ascoltiamo - aggiunge ancora Migrantes -  notizie che ci parlano di migranti infreddoliti nei recinti della rotta balcanica o fra campi minati e miliziani che picchiano al confine tra Bielorussia, Polonia e Lituania; sono nei campi dell’isola di Lesbo, nei centri di detenzione in Libia o in mano a trafficanti; sono bersaglio dei fucili spianati a Ceuta e Melilla o nelle ‘giungle’ di Calais. Noi crediamo che nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente. In effetti, dovunque si trovi, ogni battezzato è a pieno diritto membro della comunità ecclesiale locale, membro dell’unica Chiesa, abitante nell’unica casa, componente dell’unica famiglia. La nostra preghiera oggi si fa comunione con i migranti che sono esposti a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere, a quanti hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba”.
 

Migrantes Modena: mons. Castellucci visita il circo Busnelli

4 Gennaio 2022 - Modena - L'arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Capri, mons. Erio Castellucci ha visitato, nei giorni scorsi, il Circo Busnelli Niuman, in questi giorni a Modena, per portare la sua benedizione a tutti gli artisti circensi. Ad accompagnarlo i direttori Migrantes delle due diocesi, Giorgio Bonini e Stefano Croci con alcuni operatori pastorali. Il Circo Busnelli - che resterà a Modena fino a domenica 9 gennaio - propone ai suoi spettatori produzioni sempre rinnovate, in un mix tra numeri di famiglia e una selezione di attrazioni che hanno girato tutta l’Europa. Una compagnia fresca e giovane per due ore di grande spettacolo per bambini e adulti.