Primo Piano
CEI: Sassoli, “Visione illuminata” e “passione per il bene comune”
Mci Germania e Scandinavia: avviata la Scuola di Teologia per i laici
Comunità cattolica italiana di Bruxelles: Sassoli, “abbiamo tutti ammirato l’alta professionalità ed il suo stile gentile”
RIM: il ricordo di Sassoli
Migrantes: Sassoli si è impegnato in una democrazia diffusa, di cui l’Europa doveva essere lo strumento
Parlamento Europeo: è morto David Sassoli. A Novembre un messaggio alla presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo
Mci Amburgo: nel 2022 festeggia 70 anni
Oggi i funerali dei piccoli Christian e Birka morti nel rogo al campo rom
Mci Germania-Scandinavia: morto mons. Eraldo Carpanese
Papa Francesco: “Ue trovi coesione interna nella gestione delle migrazioni”
Papa Francesco: i migranti non sono “merce di contrattazione”
Ragusa: il vescovo invita a partecipare al questionario sui motivi dell’emigrazione
La Domenica del Papa: Preghiera, dialogo con Dio
Preghiera dei Fedeli – Domenica 9 gennaio 2022 – Battesimo del Signore – Anno C
A Dio, che ha manifestato tutto il suo amore donandoci il Figlio suo per mezzo della Vergine Maria, rivolgiamo con fiducia le nostre invocazioni:
Confermaci nel tuo Spirito, Signore.
Per tutti i battezzati, per i genitori e i padrini, perché professino gioiosamente la fede in Dio Padre che ci ha creati, in Dio Figlio che ci ha redenti, in Dio Spirito Santo che ci ha santificati, preghiamo.
Per la famiglia, Chiesa domestica, perché nella fedeltà al patto nuziale e nella partecipazione alla mensa eucaristica manifesti il quotidiano prodigio dell’amore che sempre si rinnova in Cristo sposo e Signore, preghiamo.
Per i pastori del popolo di Dio, per tutti i ministri della carità e del Vangelo, per i catechisti, per i poveri e i sofferenti, perché nell’adesione fiduciosa alla volontà del Padre, sappiano costruire con amore la Chiesa pellegrina nel mondo, preghiamo.
Perché noi cristiani non ci stanchiamo mai di provare gli stessi sentimenti del Signore Nostro Gesù Cristo che s’immerse nelle acque del Giordano, con tutti i peccatori, per essere battezzato. Egli pregò per tutti noi e in particolare per i deboli, gli emarginati, gli scartati dalla società, gli assetati, affamati, per tutti i fratelli che noi dovremmo amare, preghiamo.
O Padre, che nell’acqua del Battesimo, nell’unzione dello Spirito, nella benedizione nuziale, fai risuonare la tua voce che invita a seguire Cristo tuo Figlio, trasformaci in testimoni luminosi della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.
Viminale: da inizio anno sbarcate 368 persone migranti sulle coste italiane
Cesano: messa dell’Epifania con i magi di diversi Paesi
Festa dei Popoli: a Palermo anche un messaggio alla Chiesa locale
Festa dei Popoli a Rimini: dal canto dei filippini al coro dei congolesi: la sinfonia delle diversità
Rimini - Decine di bandiere colorate sventolano festose, ma non siamo allo stadio, tra i tifosi della squadra del cuore. Gli “spalti” sono quelli della Cattedrale di Rimini, il “fischio d’inizio” è la processione della Messa dei popoli, la tradizionale liturgia che ogni anno, da 27 stagioni, la diocesi di Rimini propone in occasione della festa dell’Epifania. L’animazione è a cura delle comunità di immigrati cattolici presenti sul territorio riminese. È un momento molto sentito dai cattolici immigrati, posti al centro della liturgia, con le loro espressioni di preghiere, di canti, di gesti. Molti sono vestiti in abiti tradizionali. Le comunità di immigrati con la loro partecipazione esprimono la loro appartenenza alla chiesa di Rimini senza perdere identità e tradizioni. La Messa è stata preparata da Caritas e Migrantes diocesana, insieme a diverse comunità di stranieri residenti a Rimini, con momenti vissuti in ben tredici lingue. Per dare il massimo valore cattolico alla festa, sono stati invitati a concelebrare tutti i sacerdoti di origine straniera residenti a Rimini, anche di rito bizantino come padre Cristian (Chiesa greco-cattolica rumena) e don Viktor (Chiesa grecocattolica ucraina), che hanno concelebrato con il vescovo Francesco Lambiasi. Anche le intenzioni di preghiera sono state recitate negli idiomi di vari Paesi, persino in aramaico (dalla comunità etiope). Durante la processione offertoriale rappresentanti in costumi tipici tradizionali del Perù, Cina, Filippine, Ucraina hanno portato all’altare alimenti e oggetti tipici. Un canto in tagalog (filippino) è stato eseguito dalle suore della congregazione delle Sorelle dell’Immacolata di Miramare, un altro dal coro cinese della comunità di Montetauro mentre a intonare il Santo ci hanno pensato la comunità congolese e zairese.
«La Messa dei popoli – commenta don Mathieu Malick Faye, direttore diocesano della Migrantes – è una bella occasione per esprimere la festa e la fede, ciascuno nella propria cultura. Ma questi nostri fratelli arrivati da lontano ci ricordano anche il dramma di tanti immigrati, costretti a fuggire dal loro paese in cerca di pace, di lavoro e di una vita dignitosa ». «I Magi sono la primizia degli uomini di tutti i popoli che incontrano Cristo e lo seguono come Dio e Signore – ha detto il vescovo Lambiasi – l’amore verso lo straniero e verso il povero non è solo una esigenza sociale o etica o morale, ma è la riproduzione del modo di agire di Dio». (Paolo Guiducci - Avvenire)