Tag: Emigrazione
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La chiesa dei cattolici italiani di Atene. Una breve testimonianza di p. Cerantola
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La visita del direttore generale della Fondazione Migrantes agli italiani di Londra
“Speranze. Dall’Andrea Doria alla Summer Love. Migrazioni di ieri, migrazioni di oggi”. A 70 anni dal naufragio dell’Andrea Doria
Tornare in Italia dopo aver vissuto la genitorialità all’estero. Partecipa o condividi la nuova indagine di Fondazione Migrantes
Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes) in visita alla comunità italiana del Belgio
A S. Giovanni Teatino (CH), “L’Italia oltre i confini”
Libri, “Tondi orizzonti. Emigranti italiani nel mondo”. Tornano le storie di Luigi Dal Cin e le illustrazioni di Cristiano Lissoni
“Bentornati in Italia. Ma siete contenti?”. Una nuova ricerca della Fondazione Migrantes sulle famiglie “ex expat”
Il contesto: un fenomeno grande, ancora poco studiato
Negli ultimi vent’anni, tra il 2006 e il 2024, sono tornati a vivere in Italia circa 827mila connazionali; quasi 114mila nel solo biennio 2023-2024 – i dati provengono dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. I Paesi da cui si rientra di più sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia e gli Stati Uniti. Le mete preferite al ritorno sono Lombardia, Lazio, Sicilia, Veneto, Piemonte. Oltre tre quarti di chi rientra ha meno di cinquant’anni, con un’età media di trentacinque: e alcuni di loro hanno figli al seguito. Eppure le famiglie che rientrano dall’estero restano ancora oggi largamente invisibili alla ricerca e al dibattito pubblico. Non esistono studi sistematici sulla loro esperienza, sulle difficoltà che incontrano, sulle loro aspettative e su quanto esse vengano confermate o deluse dalla realtà italiana. Proprio questo vuoto la nuova ricerca si propone di colmare.Perché questa ricerca
«Dopo aver tanto parlato di presenza all’estero è tempo di parlare dell’Italia rinnovata, arricchita dall’esperienza estera, plasmata dal progetto migratorio» dice la ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes: «Il più grande desiderio della ricerca sociale oggi dedicata all’Italia e agli italiani è quello di poter parlare di rientri, di poter dare indicazioni numeriche e di raccontare le storie di chi è rientrato. Chi torna non è mai la stessa persona, lo stesso professionista, la stessa famiglia che è partita. Si tratta di persone diverse per visione, bagaglio culturale, esperienze professionali. La loro presenza ci costringe a riconoscerci un paese internazionale protagonista oggi dell’epoca delle migrazioni». «Questa ricerca non nasce solo dal desiderio di raccogliere dati» conferma Eleonora Voltolina: «Nasce dalla consapevolezza che le famiglie ex expat portano con sé uno sguardo molto particolare sull’Italia: uno sguardo che viene dall’aver vissuto altrove, dall’aver sperimentato sistemi diversi. Sono persone che hanno un doppio metro con cui valutare la realtà. Questo doppio metro è prezioso, sia per la ricerca sia per il dibattito pubblico».Chi può partecipare
Possono compilare il questionario tutti i genitori — in coppia o single, con partner italiano o straniero, con figli biologici o adottivi — che abbiano almeno un figlio o una figlia al di sotto dei 25 anni e che siano rientrati a vivere in Italia dopo aver vissuto con la propria famiglia all’estero. Restano esclusi dalla rilevazione coloro che non avevano figli durante il periodo di residenza all’estero, e che ne hanno avuti solo dopo il rientro in Italia; così come chi è tornato in Italia quando i figli erano già adulti e non li hanno quindi seguiti nel trasferimento; o chi per altre ragioni è tornato senza i figli. La ricerca è aperta a famiglie di qualsiasi configurazione e composizione: coppie partite dall’Italia già con figli, famiglie formate all’estero, nuclei che si sono allargati durante gli anni di espatrio: «Ogni voce che riusciremo a raccogliere contribuirà a costruire un quadro più ricco e più vero» sottolinea Voltolina. I risultati della ricerca verranno elaborati e presentati al pubblico, e verranno pubblicati in un saggio del Rapporto Italiani nel Mondo 2026 della Fondazione Migrantes.🔗 Il questionario è disponibile al seguente link: https://fs25.formsite.com/ventidue/kylndb2svg/index
(aggiornato l'8 luglio 2026)
A Enna il convegno “Da marginalità a centralità: lo sviluppo e il futuro delle aree interne della Sicilia”. Con mons. Perego
Lussemburgo, “Mobilità italiana e lavoro in Europa e Lussemburgo”
- Giuseppe Peri, responsabile dipartimento Estero Inca-Cgil.
- Paola Cairo, presidentessa PassaParola asbl.
- Roberto Serra, presidente Circolo ricreativo e culturale "E. Curiel".
- Antonio Libonati, segretario Partito democratico Lussemburgo.
- Beppe De Sario, ricercatore della Fondazione "Di Vittorio"
- Edoardo Pizzoli, ricercatore dell'Università del Lussemburgo.
Il programma completo della giornata.
Presentato il volume “Crescere expat”. Mons. Felicolo: “Un’immagine onnicomprensiva dell’Italia ‘internazionale’ del futuro”
Sul sito della Camera dei deputati il video integrale della presentazione.
In Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Eleonora Voltolina presenta oltre 30 istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza a una sterminata varietà di situazioni. Storie intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero.
Il libro è disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/
sia in versione ebook https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/
Come si crescono figli italiani lontano dall’Italia? Una ricerca sulle famiglie expat
Soddisfazione, speranza, dispiacere
Per esplorare questo tema, tra il 2024 e il 2025, ho effettuato, grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, una ricerca che ha visto la partecipazione di oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero (per un 81% mamme, e il restante 19% papà), che hanno risposto a un set di oltre 200 domande condividendo la loro esperienza. Nell’edizione 2025 del RIM, il Rapporto Italiani nel Mondo, è già apparso un piccolo assaggio dei risultati: risulta subito chiaro che queste famiglie sono contente della loro scelta. Le emozioni più frequentemente associate al crescere i figli all’estero sono infatti “soddisfazione” e “speranza”; anche se il 57% ammette di avvertire un senso di colpa, o dispiacere, per averli allontanati dai nonni. I genitori expat sono generalmente soddisfatti della loro vita (tre su cinque danno un voto tra 8 e 10 al tenore di vita raggiunto) e, forse per questo, solo un terzo di loro avverte un concreto desiderio di rientrare in Italia. Conciliare lavoro e famiglia sembra più facile quando si è all’estero. Per esempio, le penalizzazioni verso chi lavora e ha figli sono ben più frequenti in Italia che nel resto del mondo: se un 15,5% di genitori expat racconta di aver subito mobbing nel Paese di approdo, tra coloro che avevano già figli quando ancora vivevano in Italia la percentuale di esperienze negative nel mercato del lavoro italiano sale addirittura al 49%. La suddivisione dei lavori di cura tra madri e padri è più equilibrata all’estero che in Italia, con un più alto livello di parità di genere nelle famiglie; non a caso il congedo di paternità italiano si prende una sonora bocciatura quando viene messo a confronto con quelli vigenti altrove, spesso di durata maggiore.Un libro per raccontare i risultati
I risultati della ricerca sono raccontati in un libro che ai dati intreccia le storie di oltre 30 genitori italiani all’estero, per costruire un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia”. Molti i temi toccati: le ragioni che spingono a partire; le differenze tra le famiglie 100% italiane e quelle miste, con genitori di nazionalità diverse. E ancora: le strategie di costruzione e consolidamento dell’identità italiana quando si vive lontano; l’importanza e la complessità di mantenere l’italiano in casa e fuori casa, e trasmettere la lingua ai figli; la diversità nei sistemi sanitari e in quelli scolastici. A proposito, in particolare, di calendari scolastici, non sorprende che una decisa maggioranza di genitori expat sia convinta che sia più facile gestire varie settimane di vacanza distribuite durante l’intero corso dell’anno, anziché tutte in blocco d’estate, come ancora si fa in Italia!Politiche di sostegno alle famiglie
Ben tre quarti dei genitori expat affermano che è più facile fare figli nel loro Paese d’approdo rispetto all’Italia. Un verdetto netto, che si basa sul fatto che all’estero le famiglie sono aiutate di più, e sul quale la classe politica italiana dovrebbe riflettere. Il maggior aiuto pubblico messo a disposizione di chi ha figli all’estero è lo sgravio fiscale, uno sconto sulle tasse dovuto al fatto di avere uno o più figli: ben il 51% di chi ha partecipato alla ricerca racconta che il Paese in cui vive prevede questo tipo di agevolazione. E poi generosi assegni mensili di sostegno economico per ciascun figlio, spesso addirittura indipendenti dal reddito del nucleo familiare; contributi o rimborsi per spese varie, come le attività extra-scolastiche o il babysitting; servizi di assistenza e counseling gratuiti o a prezzo calmierato, dopo il parto e nei primi mesi (o addirittura anni) di vita del bambino, come il servizio di puericultura a domicilio. Altro che bonus bebè! All’estero sembrano aver capito che aiutare le famiglie con una somma una tantum alla nascita non basta, e che è necessario prevedere aiuti e servizi continuativi. La ricerca e il libro vogliono mettere a disposizione dei policymaker e del dibattito pubblico proposte e idee direttamente dai genitori italiani residenti all’estero, per far tornare l’Italia un Paese accogliente per tutti coloro che hanno desiderio di fare famiglia. (Eleonora Voltolina, in "Migranti Press" 1 2026)“Con le mani. Casa”: un laboratorio teatrale con le donne italiane all’estero
Fare figli all’estero è più facile? Un nuovo volume della Fondazione Migrantes con Tau editrice
Nella prefazione di Crescere expat, Maria Chiara Prodi – segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e a sua volta mamma italiana di stanza a Parigi – sottolinea come sia importante «tenere insieme dati aggregati e intimità delle esperienze», andando a ricercare anche «alcuni “universali”, necessari per costruire finalmente delle autostrade di senso in cui ritrovarci e riconoscerci».
«Le comunità delle cittadine e dei cittadini italiani che risiedono all’estero sono e devono essere considerate come parte dinamica, attiva e imprescindibile dell’Italia» scrive nella postfazione mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes: «Per questo le famiglie vanno tutelate, ascoltate, rese partecipi. Come fa questo libro», disegnando un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia” e toccando molti temi. Alcuni già spesso discussi, come l’integrazione e la costruzione di identità “multinazionali”, il costo dei figli e il sostegno statale, l’importanza e complessità di non dimenticare l’italiano, o la diversità nei sistemi e nei calendari scolastici.
Altri ancora poco esplorati, come il rapporto con i nonni. Perché la decisione di vivere all’estero ha anche un impatto sulle famiglie d’origine, e rende più complessa la costruzione dei legami intergenerazionali. La stessa Voltolina, che dal 2020 è residente in Svizzera con la sua famiglia, confida che il trasferimento ha comportato la «necessità di pianificare meglio e con più cura le occasioni di contatto tra nonni italiani e nipote transfuga, e contrastare la malinconia dell’accresciuta distanza».
Per la ricerca Voltolina ha trovato una «formidabile alleata» nella ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. «Da tempo studiamo le famiglie italiane in mobilità, e desideravamo uno studio sistematico, una ricerca che le mettesse al centro della riflessione: sia quelle nate a seguito di una esperienza migratoria, sia quelle che avviano progetti di mobilità» afferma Licata: «Analizzare l’Italia fuori dell’Italia dalla prospettiva della famiglia significa, oggi, per il nostro Paese, capire quanto il processo di mobilità nell’epoca della migrazione sia parte integrante della nostra storia e del nostro presente, delle nostre storie e dei nostri territori».
Il libro, disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo sia in versione ebook per permetterne la lettura anche a quei tantissimi expat che vivono in posti dove i libri in italiano non arrivano, racchiude «storie singole che diventano universali» scrive Voltolina: «Quasi tutti gli italiani all’estero hanno voglia di interagire con l’Italia, creare vasi comunicanti – anche perché le loro vite sono letteralmente costruite sul confine. Molte volte è difficile. Ma qualche volta qualche idea, qualche storia, qualche esperienza riesce a forare il muro di gomma. La speranza è che questo libro rappresenti una di quelle volte».
In un momento di inverno demografico, con le nascite in caduta libera, è più che mai interessante chiedersi se all’estero sia più facile fare famiglia rispetto all’Italia, e tracciare un confronto tra le politiche di sostegno alle famiglie. Nell’ultimo capitolo del libro sono racchiusi anche spunti e proposte dei genitori expat che, se implementati, potrebbero aiutare l’Italia a ridiventare un Paese in cui i giovani non abbiano paura di mettere su famiglia.
Eleonora Voltolina, Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Tau editrice, 228 pagine.
In libreria dal 20 febbraio 2026.
Sul sito Tau editrice (carta): https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/
Solo versione ebook: https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/
ℹ️ Per informazioni:
- Eleonora Voltolina, eleonora@jfsc.ch, +41 79 6913090
- Ufficio stampa Fondazione Migrantes, ufficiostampa@migrantes.it, +39 0666179039
- Tau editrice: info@editricetau.com, +39 075 898041
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