Tag: Emigrazione

A Nembro (BG) arriva la Festa dell’emigrante. Con due progetti legati alla memoria di Marcinelle

29 Luglio 2026 - Si tiene dal 2 al 4 agosto a Nembro (BG) la 31ma edizione della tradizionale "Festa dell'emigrante", organizzata presso il Museo della miniera e dell’emigrazione dall’associazione "Nembresi nel mondo APS". La festa viene anticipata di qualche giorno per consentire a una delegazione dell’associazione di partecipare l’8 agosto a Marcinelle alla cerimonia commemorativa della catastrofe mineraria del Bois du Cazier. Anche per questo motivo, l'evento di punta di questa edizione sarà la presentazione del libro a fumetti Sotto le stesse stelle, ispirato alla storia di Lino Rota, oggi 97enne, che in quella nefasta giornata di 70 anni fa, allora giovane emigrante, era stato chiamato a far parte delle squadre di soccorso. Il volume è disegnato da Mario Fattorini e curato da Paolo Riva e Silvia Butera. Lo stesso Paolo Riva, giornalista e scrittore, e attualmente emigrante in Belgio, è anche il curatore, insieme al fotografo Diego Ravier, con la produzione di Dario Palladini di Intreccimedia, e la voce narrante del podcast Gli ultimi minatori. 8 agosto Marcinelle, già disponibile su tutte le principali piattaforme di ascolto, (guarda e ascolta anche il trailer). Entrambi i progetti editoriali sono stati realizzati anche con il contributo della Fondazione Migrantes.

La chiesa dei cattolici italiani di Atene. Una breve testimonianza di p. Cerantola

20 Luglio 2026 - "Nella grande città di Atene esiste, da una sessantina di anni, una chiesa che raccoglie gli italiani emigrati. La chiesa è intitolata ai santi Francesco e Chiara ma è comunemente conosciuta come «la chiesa degli italiani». La comunità che vi si raduna, con il passare degli anni, è diminuita a motivo delle gravi difficoltà economiche attraversate dalla Grecia, ma la chiesa rimane ancora un punto di riferimento, anche per i turisti". Inizia così la testimonianza di p. Romano Cerantola, cappellano dei cattolici italiani di Atene e in Grecia, affidata alla pagine di Settimana News. Una realtà molto peculiare: "Tutto si vive avvertendo un contesto diverso da quello a cui si è abituati in Italia. Uscendo dalla porta, oltre a trovarti in una nazione straniera, sei anche in un paese ortodosso, dove la presenza cattolica è quasi insignificante".

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Atene MCI

La visita del direttore generale della Fondazione Migrantes agli italiani di Londra

17 Luglio 2026 - Dal 17 al 21 luglio, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, è a Londra per una serie di incontri con i cappellani e con la comunità cattolica italiana residente nella capitale del Regno Unito. In particolare, domenica 19 luglio partecipa, a partire dalle ore 15.30 locali, alla tradizionale processione in onore di Nostra Signora del Monte Carmelo e presiede la successiva celebrazione eucaristica per la comunità cattolica italiana di Londra, presso la Chiesa di S. Pietro in Clerkenwell Road. La chiesa, voluta nel 1845 da san Vincenzo Pallotti per gli emigrati italiani, fu la prima costruita in stile basilicale romano in Gran Bretagna. Consacrata nel 1863 come chiesa di san Pietro per tutte le nazioni, è oggi un monumento nazionale. Al termine della processione e della s. Messa, è in programma "La Sagra": una festa con musica e stand gastronomici. "Si tratta di una festa importante, - spiega mons. Felicolo - di tradizione antica che ha radunato generazioni di italiani. Per questo i padri pallottini, e oggi con don Antonio Serra che è il delegato nazionale peri missionari italiani nel Regno Uniti, hanno mantenuto questa tradizione. C'è l'Italia dei giovani che sono arrivati qui che si incontra e si inserisce nella tradizione antica. E la Chiesa si fa riferimento, accoglienza, testimonianza di fede, vicinanza umana". St. Peter Italian Church

“Speranze. Dall’Andrea Doria alla Summer Love. Migrazioni di ieri, migrazioni di oggi”. A 70 anni dal naufragio dell’Andrea Doria

15 Luglio 2026 - A settant'anni dal naufragio dell'Andrea Doria, il polo culturale del mare e delle migrazioni dedica quattro giornate di iniziative a uno dei simboli più evocativi della storia della navigazione italiana. Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, durante la traversata verso New York, il transatlantico fu speronato nella nebbia dal mercantile svedese "Stockholm" al largo dell'isola di Nantucket. Riuscirono a mettersi in salvo oltre 1.600 passeggeri e membri dell'equipaggio prima dell'affondamento, ma il tragico incidente provocò la morte di 51 persone. Al Galata Museo del Mare e al Mei, Museo nazionale dell’emigrazione italiana, dal 17 al 26 luglio, incontri, spettacoli, visite guidate e appuntamenti speciali offriranno al pubblico l'occasione di ricordare non solo una delle più grandi tragedie del mare del Novecento, ma anche il significato universale del viaggio, della speranza e delle migrazioni, temi che continuano a interrogare il nostro presente. Il programma si aprirà venerdì 17 luglio alle ore 18.30 al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana con "Speranze. Dall'Andrea Doria alla Summer Love. Migrazioni di ieri, migrazioni di oggi". Attraverso il confronto tra il direttore del MEI Pierangelo Campodonico e il giornalista Fabio Pozzo autore del libro "Assolvete l'Andrea Doria", seguito dalle riflessioni del presidente del MEI Paolo Masini, del coordinatore diocesano delle comunità etniche di Genova don Pietro Pigollo e del consigliere comunale Si Mohamed Kaabour, l'Andrea Doria diventerà il punto di partenza per riflettere sulle migrazioni di ieri e di oggi, in un percorso arricchito anche da un videomessaggio del cardinale Matteo Zuppi. L’evento, ad ingresso libero fino a esaurimento posti, si concluderà al memoriale lungo il percorso che ricorda le vittime dell’emigrazione. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Fondazione Migrantes. Andrea Doria Mei

Tornare in Italia dopo aver vissuto la genitorialità all’estero. Partecipa o condividi la nuova indagine di Fondazione Migrantes

8 Luglio 2026 - Com’è tornare in Italia dopo aver vissuto la genitorialità all’estero? Che Paese hanno trovato, al ritorno, rispetto a quella che avevano lasciato? Un’Italia a misura di famiglia? Ecco le domande al centro di nuova indagine curata da Eleonora Voltolina, autrice del recente Crescere expat, con il sostegno della Fondazione Migrantes. La ricerca, rivolta agli italiani all'estero che sono rientrati in Italia con i propri bambini, vuole esplorare alcuni temi importanti come: le agevolazioni fiscali per il "rientro dei cervelli", il cambiamento delle relazioni familiari, il confronto tra i servizi per l'infanzia. Il lavoro dei curatori si avvale di un questionario (anonimo) indirizzato a chi ha almeno un/a figlio/a under 25 ed è rientrato in Italia negli ultimi anni. Il questionario (a questo link) richiede circa 20-25 minuti di tempo per la compilazione. L’obiettivo ultimo è dunque quello di raccogliere dati per tracciare un quadro aggiornato, approfondito e ricco delle “gioie e dolori” delle famiglie italiane che rientrano dall'estero, che restano ancora oggi largamente invisibili alla ricerca e al dibattito pubblico. Non esistono, infatti, studi sistematici sulla loro esperienza, sulle difficoltà che incontrano, sulle loro aspettative e su quanto esse vengano confermate o deluse dalla realtà italiana. I risultati della ricerca, sostenuta dalla Fondazione Migrantes, verranno inclusi in una prossima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo.

Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes) in visita alla comunità italiana del Belgio

23 Giugno 2026 - Si apre, il 23 giugno, con una conferenza di commemorazione per gli 80 anni degli "Accordi Italo-Belgi" (1946-2026) a Genk, una lunga visita del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, alla comunità italiana in Belgio e ai missionari operanti nel Paese. Nel corso del viaggio sono previsti anche due incontri, fuori dai confini belgi, a Den Haag (Paesi Bassi) e in Renania (Germania), e precisamente a Moers e Krefeld, con i missionari operanti in quei territori. La visita si concluderà domenica 28 giugno dopo la Celebrazione eucaristica nella chiesa dei minatori italiani a Genk, un appuntamento particolarmente significativo alla vigilia del 70° anniversario della tragedia nella miniera di carbone Bois du Cazier a Marcinelle (8 agosto 1956). "Quest'anno - ha spiegato mons. Felicolo - si intrecciano tre anniversari molto importanti, se includiamo anche gli 80 anni della Repubblica italiana. Tre anniversari che ci ricordano quanto il rapporto tra l’Italia e i suoi migranti abbia radici profonde, quanto la migrazione italiana, che ha trovato un nuovo impulso dopo l’accordo tra Belgio e Italia, abbia contribuito alla crescita di questo Paese, diventato casa per tanti e tante di voi da generazioni, e alla crescita della Penisola italiana. Nel ricordare la nostra storia, attraverso la commemorazione e il dialogo, capiamo l’evoluzione e la trasformazione dei processi sociali. Conosciamo il nostro passato e riconosciamo noi stessi. Dobbiamo essere spinti dall’obiettivo di costruire una cultura della fraternità e della solidarietà, che ci aiuta a superare stereotipi e pregiudizi, oggi ancora presenti quando parliamo di migrazione".

A S. Giovanni Teatino (CH), “L’Italia oltre i confini”

19 Giugno 2026 - Sabato 20 giugno 2026, alle 9,30, presso l’Auditorium della Scuola civica musicale di San Giovanni Teatino (CH) è in programma il convegno dal titolo "L’Italia oltre i confini". L’evento, promosso dalle Acli di Chieti in stretta collaborazione con il circolo Acli Achille Grandi di Basilea (Svizzera), sarà l’occasione per presentare il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 edito dalla Fondazione Migrantes. Il programma prevede i saluti istituzionali del sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, e dell’assessore Paolo Cacciagrano per la Scuola Civica Musicale, accanto ai presidenti promotori Antonello Antonelli e Maria Concetta Di Paolo. Sono poi previste le relazioni di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo per la Fondazione Migrantes: di Paolo Masini, presidente del Museo nazionale dell’emigrazione italiana di Genova (Mei), e di Lidia Di Pietro, direttrice regionale per Abruzzo e Molise della Fondazione Migrantes. L’incontro, moderato da Maurizio Adezio, responsabile della comunicazione delle Acli di Chieti, sarà concluso dall’intervento di Matteo Bracciali, vicepresidente della Federazione Acli Internazionali (Fai). San Giovanni Teatino_RIM_2026

Libri, “Tondi orizzonti. Emigranti italiani nel mondo”. Tornano le storie di Luigi Dal Cin e le illustrazioni di Cristiano Lissoni

4 Giugno 2026 - Lettere ritrovate, inviate alla madre da una giovane donna partita da un piccolo paese d’Italia per emigrare oltreoceano: la prima scritta su un piroscafo, l’ultima due giorni prima della tragedia che la colpirà. Parole che accomunano in un medesimo abbraccio chi è partito per il mondo. Racconti di vita che congiungono gli orizzonti delle dieci nazioni in cui gli italiani sono emigrati in maggior numero. Sarà in libreria e disponibile su terre.it dal 5 giugno, Tondi orizzonti. Emigranti italiani nel mondo. Tornano le storie di Luigi Dal Cin e le illustrazioni di Cristiano Lissoni (Terre di Mezzo edizioni), realizzate in collaborazione con Fondazione Migrantes. Insieme hanno già pubblicato Sulla porta del mondo. I drammi delle navigazioni, gli imbrogli delle agenzie d’emigrazione, i bambini delle fornaci e quelli tenuti nascosti, lo sfruttamento nelle miniere, i pregiudizi, le promesse tradite, le vite strappate. Ma anche il coraggio delle madri, l’impegno generoso dei lavoratori, la creatività degli artisti e degli imprenditori, la lotta di donne e uomini per i diritti e la giustizia. E, sempre, l’istruzione e la cultura come vie di dignità e di riscatto. Una narrazione commossa e appassionante. Per riportare a casa sogni e speranze, e custodirne la memoria. AUTORE: Luigi Dal Cin ILLUSTRAZIONI: Cristiano Lissoni COLLANA: L'Acchiappastorie 192 pagine – 15,00 euro FORMATO: Cartonato 17 x 23,5 cm ETÀ DI LETTURA CONSIGLIATA dagli 11 anni. Tondi Orizzonti Dal Cin

“Bentornati in Italia. Ma siete contenti?”. Una nuova ricerca della Fondazione Migrantes sulle famiglie “ex expat”

7 Maggio 2026 - Sono partiti con i figli, o li hanno messi al mondo all’estero. Hanno vissuto in Germania, nel Regno Unito, in Francia, in Svizzera, negli Stati Uniti o in decine di altri Paesi nel mondo. E poi, a un certo punto, hanno scelto di tornare. Di rifare le valigie, questa volta in direzione Italia: e ricominciare da qui, con bambini e ragazzi cresciuti almeno in parte con un altro sistema scolastico, un’altra lingua, un altro modello di welfare. Chi sono questi genitori “ex expat”? Cosa li ha spinti a rientrare? Come stanno? Sono contenti della scelta che hanno fatto? E soprattutto: che Italia hanno trovato, al ritorno, rispetto a quella che avevano lasciato? Un’Italia a misura di famiglia? A queste domande prova a rispondere una nuova ricerca, appena avviata dalla giornalista Eleonora Voltolina – autrice del libro “Crescere Expat”, uscito a febbraio per Tau Editrice – con il sostegno della Fondazione Migrantes. Il questionario online resterà aperto fino a luglio 2026: chiunque abbia almeno un figlio o una figlia under 25 e sia rientrato a vivere in Italia dopo un periodo all’estero con la propria famiglia può partecipare, in modo completamente anonimo.
Il contesto: un fenomeno grande, ancora poco studiato
Negli ultimi vent’anni, tra il 2006 e il 2024, sono tornati a vivere in Italia circa 827mila connazionali; quasi 114mila nel solo biennio 2023-2024 – i dati provengono dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. I Paesi da cui si rientra di più sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia e gli Stati Uniti. Le mete preferite al ritorno sono Lombardia, Lazio, Sicilia, Veneto, Piemonte. Oltre tre quarti di chi rientra ha meno di cinquant’anni, con un’età media di trentacinque: e alcuni di loro hanno figli al seguito. Eppure le famiglie che rientrano dall’estero restano ancora oggi largamente invisibili alla ricerca e al dibattito pubblico. Non esistono studi sistematici sulla loro esperienza, sulle difficoltà che incontrano, sulle loro aspettative e su quanto esse vengano confermate o deluse dalla realtà italiana. Proprio questo vuoto la nuova ricerca si propone di colmare.
Perché questa ricerca
«Dopo aver tanto parlato di presenza all’estero è tempo di parlare dell’Italia rinnovata, arricchita dall’esperienza estera, plasmata dal progetto migratorio» dice la ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes: «Il più grande desiderio della ricerca sociale oggi dedicata all’Italia e agli italiani è quello di poter parlare di rientri, di poter dare indicazioni numeriche e di raccontare le storie di chi è rientrato. Chi torna non è mai la stessa persona, lo stesso professionista, la stessa famiglia che è partita. Si tratta di persone diverse per visione, bagaglio culturale, esperienze professionali. La loro presenza ci costringe a riconoscerci un paese internazionale protagonista oggi dell’epoca delle migrazioni». «Questa ricerca non nasce solo dal desiderio di raccogliere dati» conferma Eleonora Voltolina: «Nasce dalla consapevolezza che le famiglie ex expat portano con sé uno sguardo molto particolare sull’Italia: uno sguardo che viene dall’aver vissuto altrove, dall’aver sperimentato sistemi diversi. Sono persone che hanno un doppio metro con cui valutare la realtà. Questo doppio metro è prezioso, sia per la ricerca sia per il dibattito pubblico».
Chi può partecipare
Possono compilare il questionario tutti i genitori — in coppia o single, con partner italiano o straniero, con figli biologici o adottivi — che abbiano almeno un figlio o una figlia al di sotto dei 25 anni e che siano rientrati a vivere in Italia dopo aver vissuto con la propria famiglia all’estero. Restano esclusi dalla rilevazione coloro che non avevano figli durante il periodo di residenza all’estero, e che ne hanno avuti solo dopo il rientro in Italia; così come chi è tornato in Italia quando i figli erano già adulti e non li hanno quindi seguiti nel trasferimento; o chi per altre ragioni è tornato senza i figli. La ricerca è aperta a famiglie di qualsiasi configurazione e composizione: coppie partite dall’Italia già con figli, famiglie formate all’estero, nuclei che si sono allargati durante gli anni di espatrio: «Ogni voce che riusciremo a raccogliere contribuirà a costruire un quadro più ricco e più vero» sottolinea Voltolina. I risultati della ricerca verranno elaborati e presentati al pubblico, e verranno pubblicati in un saggio del Rapporto Italiani nel Mondo 2026 della Fondazione Migrantes.

🔗 Il questionario è disponibile al seguente link: https://fs25.formsite.com/ventidue/kylndb2svg/index

(aggiornato l'8 luglio 2026)

A Enna il convegno “Da marginalità a centralità: lo sviluppo e il futuro delle aree interne della Sicilia”. Con mons. Perego

14 Aprile 2026 - Le sfide, le opportunità e il rilancio socio-economico del cuore della Sicilia saranno al centro del convegno "Da marginalità a centralità: lo sviluppo e il futuro delle aree interne della Sicilia". L’evento si terrà mercoledì 15 aprile, a partire dalle ore 14:30, presso l’Auditorium “N. Colajanni” (Plesso A - Rettorato) dell’Università degli Studi di Enna “Kore”. L’iniziativa rappresenta il primo momento pubblico di confronto previsto nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto a gennaio da Cesi, Cisl Sicilia e Università Kore di Enna, finalizzato a rafforzare il ruolo strategico delle aree interne dell’Isola e a promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale. Il convegno sarà occasione per presentare una prima analisi sulle condizioni socio-economiche delle aree interne siciliane e avviare un dialogo con istituzioni, imprese e attori sociali sui percorsi di sviluppo possibili. L’introduzione sarà curata anche da mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes. (fonte: cislsicilia.it) Enna 2026 Aree interne Perego

Lussemburgo, “Mobilità italiana e lavoro in Europa e Lussemburgo”

20 Marzo 2026 - Domenica 22 marzo, dalle ore 14, nell'ambito della 43ma edizione del Festival delle migrazioni, delle culture e della cittadinanza, si terrà in Lussemburgo (Luxexpo-Kirchberg) una conferenza sul tema "Mobilità e lavoro degli italiani in Europa e in Lussemburgo", con la relazione di Delfina Licata (Fondazione Migrantes), sociologa e curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo. Sono previsti i saluti di:
  • Giuseppe Peri, responsabile dipartimento Estero Inca-Cgil.
  • Paola Cairo, presidentessa PassaParola asbl.
  • Roberto Serra, presidente Circolo ricreativo e culturale "E. Curiel".
  • Antonio Libonati, segretario Partito democratico Lussemburgo.
Intervengono:
  • Beppe De Sario, ricercatore della Fondazione "Di Vittorio"
  • Edoardo Pizzoli, ricercatore dell'Università del Lussemburgo.

Il programma completo della giornata.

Lussemburgo RIM 2026

Presentato il volume “Crescere expat”. Mons. Felicolo: “Un’immagine onnicomprensiva dell’Italia ‘internazionale’ del futuro”

12 Marzo 2026 - È stato presentato a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, il volume Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo (Tau editrice) di Eleonora Voltolina, frutto di una ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Migrantes. Il testo analizza cosa significhi costruire o far crescere una famiglia fuori dall’Italia, esplorando la quotidianità delle italiane e degli italiani e dei loro figli, per mostrare opportunità, difficoltà e cambiamenti culturali legati alla scelta di una vita, o di una parte della propria vita, all’estero. A interloquire con l'autrice, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo e il vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera, Toni Ricciardi. Ha moderato l'incontro la giornalista Rai, Veronica Fernandes. L'intervento del direttore generale delle Fondazione Migrantes si è concentrato, in particolare, su quattro questioni che emergono nel libro. La prima: le famiglie sono sempre più mobili e si inseriscono a pieno titolo all’interno del più ampio contesto della mobilità italiana. In considerazione di questa mobilità, il concetto di casa cambia: non è un luogo fisico univoco e statico. In terza istanza, e di conseguenza, il bilinguismo e/o il plurilinguismo rappresentano un dono cognitivo immenso. La lingua italiana è spesso essenziale nel legame emotivo genitore-figlio, si prova a preservarla. Infine, è stata sottolineata la rilevanza della rete. Alla rete degli affetti lasciata in Italia, si unisce quella che si è capaci di creare e ricreare nel Paese estero. "Nel libro - ha detto mons. Felicolo - la parola è lasciata ai protagonisti, che si mettono in gioco, che investono nel loro futuro e si vedono confrontati a sfide, che talvolta sono sottoposti a rinunce. Persone che, allo stesso tempo, non perdono mai la speranza. Chi parte ha senza dubbio per compagna di viaggio una profonda speranza, forgiata dalla fatica, dalla nostalgia, dalla capacità di ricominciare, dal sogno di una vita migliore per sé e per i propri figli. Le famiglie, con la loro forza, sono in grado di costruire ponti e di essere un ponte, un contatto tra Paesi. Un ruolo a cui questo lavoro rende merito, riflettendo sulle famiglie e con le famiglie e restituendo un’immagine onnicomprensiva, dando misura dell’Italia di oggi all’estero e di quella che sarà l’Italia 'internazionale' del futuro oltre i confini della Penisola".

Sul sito della Camera dei deputati il video integrale della presentazione.


Crescere Expat VoltolinaIn Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Eleonora Voltolina presenta oltre 30 istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza a una sterminata varietà di situazioni. Storie intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero.

Il libro è disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/

sia in versione ebook https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/

Come si crescono figli italiani lontano dall’Italia? Una ricerca sulle famiglie expat

5 Marzo 2026 - Giovedì 12 marzo, alle ore 16 a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei deputati (via della Missione 4/8) viene presentato il volume “Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo” (Tau editrice) di Eleonora Voltolina, frutto di una ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Migrantes. Ripubblichiamo l'articolo in cui l'autrice ha presentato il suo lavoro su "Migranti Press". Gli italiani che vivono all’estero ne hanno abbastanza di sentirsi definire “cervelli in fuga”: una etichetta cliché che piace ai giornalisti, ma rende un servizio davvero povero alla comunità degli italiani fuori dall’Italia, che è molto ricca e variegata, e composta da expat molto diversi per titolo di studio, età, situazione professionale e personale. Continuare a parlare di cervelli in fuga lascia da parte tantissime persone che, invece, hanno bisogno e voglia di essere raccontate a tutto tondo, e ascoltate. Per esempio, una condizione peculiare che accomuna molti, nel Paese di approdo, è quella di portare avanti una famiglia. In due accezioni: aver effettuato un progetto migratorio familiare – ed essere partiti quindi con figli al seguito – o aver messo al mondo dei figli direttamente all’estero.
Soddisfazione, speranza, dispiacere
Per esplorare questo tema, tra il 2024 e il 2025, ho effettuato, grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, una ricerca che ha visto la partecipazione di oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero (per un 81% mamme, e il restante 19% papà), che hanno risposto a un set di oltre 200 domande condividendo la loro esperienza. Nell’edizione 2025 del RIM, il Rapporto Italiani nel Mondo, è già apparso un piccolo assaggio dei risultati: risulta subito chiaro che queste famiglie sono contente della loro scelta. Le emozioni più frequentemente associate al crescere i figli all’estero sono infatti “soddisfazione” e “speranza”; anche se il 57% ammette di avvertire un senso di colpa, o dispiacere, per averli allontanati dai nonni. I genitori expat sono generalmente soddisfatti della loro vita (tre su cinque danno un voto tra 8 e 10 al tenore di vita raggiunto) e, forse per questo, solo un terzo di loro avverte un concreto desiderio di rientrare in Italia. Conciliare lavoro e famiglia sembra più facile quando si è all’estero. Per esempio, le penalizzazioni verso chi lavora e ha figli sono ben più frequenti in Italia che nel resto del mondo: se un 15,5% di genitori expat racconta di aver subito mobbing nel Paese di approdo, tra coloro che avevano già figli quando ancora vivevano in Italia la percentuale di esperienze negative nel mercato del lavoro italiano sale addirittura al 49%. La suddivisione dei lavori di cura tra madri e padri è più equilibrata all’estero che in Italia, con un più alto livello di parità di genere nelle famiglie; non a caso il congedo di paternità italiano si prende una sonora bocciatura quando viene messo a confronto con quelli vigenti altrove, spesso di durata maggiore.
Un libro per raccontare i risultati
I risultati della ricerca sono raccontati in un libro che ai dati intreccia le storie di oltre 30 genitori italiani all’estero, per costruire un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia”. Molti i temi toccati: le ragioni che spingono a partire; le differenze tra le famiglie 100% italiane e quelle miste, con genitori di nazionalità diverse. E ancora: le strategie di costruzione e consolidamento dell’identità italiana quando si vive lontano; l’importanza e la complessità di mantenere l’italiano in casa e fuori casa, e trasmettere la lingua ai figli; la diversità nei sistemi sanitari e in quelli scolastici. A proposito, in particolare, di calendari scolastici, non sorprende che una decisa maggioranza di genitori expat sia convinta che sia più facile gestire varie settimane di vacanza distribuite durante l’intero corso dell’anno, anziché tutte in blocco d’estate, come ancora si fa in Italia!
Politiche di sostegno alle famiglie
Ben tre quarti dei genitori expat affermano che è più facile fare figli nel loro Paese d’approdo rispetto all’Italia. Un verdetto netto, che si basa sul fatto che all’estero le famiglie sono aiutate di più, e sul quale la classe politica italiana dovrebbe riflettere. Il maggior aiuto pubblico messo a disposizione di chi ha figli all’estero è lo sgravio fiscale, uno sconto sulle tasse dovuto al fatto di avere uno o più figli: ben il 51% di chi ha partecipato alla ricerca racconta che il Paese in cui vive prevede questo tipo di agevolazione. E poi generosi assegni mensili di sostegno economico per ciascun figlio, spesso addirittura indipendenti dal reddito del nucleo familiare; contributi o rimborsi per spese varie, come le attività extra-scolastiche o il babysitting; servizi di assistenza e counseling gratuiti o a prezzo calmierato, dopo il parto e nei primi mesi (o addirittura anni) di vita del bambino, come il servizio di puericultura a domicilio. Altro che bonus bebè! All’estero sembrano aver capito che aiutare le famiglie con una somma una tantum alla nascita non basta, e che è necessario prevedere aiuti e servizi continuativi. La ricerca e il libro vogliono mettere a disposizione dei policymaker e del dibattito pubblico proposte e idee direttamente dai genitori italiani residenti all’estero, per far tornare l’Italia un Paese accogliente per tutti coloro che hanno desiderio di fare famiglia. (Eleonora Voltolina, in "Migranti Press" 1 2026)

“Con le mani. Casa”: un laboratorio teatrale con le donne italiane all’estero

25 Febbraio 2026 - Il 26 febbraio, alle ore 17.30 viene presentato online “Con le mani. Casa”, un laboratorio di narrazione teatrale pensato e dedicato a donne italiane migranti, promosso dalla Fondazione Migrantes. Il laboratorio si svolgerà tra il 2 e il 29 marzo, gratuitamente, ed è finalizzato alla creazione di un allestimento artistico pubblico. Il progetto si articola in due fasi e cinque città. La prima fase è la raccolta dei materiali attraverso dei laboratori di storytelling teatrale indirizzati a tutte le donne migranti di origine italiana e maggiorenni. I laboratori si terranno a Bilbao, Lisbona, Colonia, Basilea e Lione e saranno ospitati rispettivamente dall’ACLI di Basilea e Wholen, da Euskaditalia a Bilbao e dai rispettivi Comites nelle altre città. “Con le mani. Casa” è un progetto di ricerca che usa gli strumenti dell’indagine narrativa e dell’espressione teatrale per dare contesto e voce alle donne migranti in Europa. “Esploratrici, avventuriere, amazzoni. Volevo immaginare così le donne che, oggi, possono permettersi di costruire progetti di mobilità nello spazio dell’Unione Europea. Ho invece scoperto che la narrazione delle migrazioni come “storie di successo”, storie di libertà e sogni realizzati, nasconde, o quantomeno mette in secondo piano, il groviglio di emozioni che spinge alcune donne a migrare – ha spiegato la curatrice Valentina Bischi -. Ecco dove ho trovato gli interrogativi di ricerca: quali sono le conseguenze di questa apparentemente irrefrenabile libertà? Cosa c’è dietro la mobilità svincolata da famiglia e tradizione? Come si fa, una volta che si è approdate altrove, a ricostruire un luogo chiamato “casa”? E perché talvolta si torna?”. Per partecipare all'incontro di presentazione di domani, giovedì 26 febbraio (ore 17.30) è possibile connettersi a questo link. (fonte: aise)

Fare figli all’estero è più facile? Un nuovo volume della Fondazione Migrantes con Tau editrice

16 Febbraio 2026 - Negli ultimi vent’anni oltre 1 milione 700mila italiani si sono iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero; nello stesso periodo i rimpatri sono stati la metà. 123mila persone sono partite nel corso del solo 2024, di cui15mila minorenni – bambini e ragazzi a seguito delle loro famiglie. Inoltre, almeno 25 mila nuovi piccoli italiani (il numero è purtroppo incerto) nascono ogni anno in giro per il mondo: sono soprattutto figli di persone recentemente espatriate. Bastano questi numeri per far capire l’enorme raggio d’azione di Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, in uscita il 20 febbraio nella collana “Quaderni Migrantes” della Tau editrice, realizzata con la Fondazione Migrantes. In questo libro la giornalista Eleonora Voltolina raccoglie le storie di tanti genitori italiani all’estero: Erika, che si è lasciata alle spalle Torino per l’Australia, e racconta che il marito va a fare surf sull’oceano ogni mattina prima di andare in ufficio; ma anche che soffre perché suo padre, non potendo prendere l’aereo, in dodici anni non è mai potuto andare a trovarla. Francesco, che dopo aver vissuto in mezzo mondo si è innamorato di una donna greca, e adesso vive a Londra con lei e un figlio che a quattro anni parla già fluentemente tre lingue. Giulia, che è partita con il suo compagno dall’Emilia Romagna, ha avuto il primo figlio in Danimarca e la seconda in Portogallo, e racconta le due esperienze molto diverse anche per il diverso approccio culturale alla maternità. Oltre trenta istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza alla sterminata varietà di queste situazioni: «Famiglie che vivono dall’altra parte del mondo, e che per tornare in Italia si devono fare trenta ore di volo, e famiglie che vivono giusto al di là del confine. Famiglie tradizionali, famiglie allargate e ricomposte, famiglie monogenitoriali, famiglie arcobaleno». Le storie sono intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Migrantes che ogni anno pubblica il Rapporto Italiani nel Mondo: nell’edizione 2025, uscita lo scorso novembre, un saggio dava un piccolo assaggio dei risultati. Crescere Expat Voltolina Nella prefazione di Crescere expat, Maria Chiara Prodi – segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e a sua volta mamma italiana di stanza a Parigi – sottolinea come sia importante «tenere insieme dati aggregati e intimità delle esperienze», andando a ricercare anche «alcuni “universali”, necessari per costruire finalmente delle autostrade di senso in cui ritrovarci e riconoscerci». «Le comunità delle cittadine e dei cittadini italiani che risiedono all’estero sono e devono essere considerate come parte dinamica, attiva e imprescindibile dell’Italia» scrive nella postfazione mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes: «Per questo le famiglie vanno tutelate, ascoltate, rese partecipi. Come fa questo libro», disegnando un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia” e toccando molti temi. Alcuni già spesso discussi, come l’integrazione e la costruzione di identità “multinazionali”, il costo dei figli e il sostegno statale, l’importanza e complessità di non dimenticare l’italiano, o la diversità nei sistemi e nei calendari scolastici. Altri ancora poco esplorati, come il rapporto con i nonni. Perché la decisione di vivere all’estero ha anche un impatto sulle famiglie d’origine, e rende più complessa la costruzione dei legami intergenerazionali. La stessa Voltolina, che dal 2020 è residente in Svizzera con la sua famiglia, confida che il trasferimento ha comportato la «necessità di pianificare meglio e con più cura le occasioni di contatto tra nonni italiani e nipote transfuga, e contrastare la malinconia dell’accresciuta distanza». Per la ricerca Voltolina ha trovato una «formidabile alleata» nella ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. «Da tempo studiamo le famiglie italiane in mobilità, e desideravamo uno studio sistematico, una ricerca che le mettesse al centro della riflessione: sia quelle nate a seguito di una esperienza migratoria, sia quelle che avviano progetti di mobilità» afferma Licata: «Analizzare l’Italia fuori dell’Italia dalla prospettiva della famiglia significa, oggi, per il nostro Paese, capire quanto il processo di mobilità nell’epoca della migrazione sia parte integrante della nostra storia e del nostro presente, delle nostre storie e dei nostri territori». Il libro, disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo sia in versione ebook per permetterne la lettura anche a quei tantissimi expat che vivono in posti dove i libri in italiano non arrivano, racchiude «storie singole che diventano universali» scrive Voltolina: «Quasi tutti gli italiani all’estero hanno voglia di interagire con l’Italia, creare vasi comunicanti – anche perché le loro vite sono letteralmente costruite sul confine. Molte volte è difficile. Ma qualche volta qualche idea, qualche storia, qualche esperienza riesce a forare il muro di gomma. La speranza è che questo libro rappresenti una di quelle volte». In un momento di inverno demografico, con le nascite in caduta libera, è più che mai interessante chiedersi se all’estero sia più facile fare famiglia rispetto all’Italia, e tracciare un confronto tra le politiche di sostegno alle famiglie. Nell’ultimo capitolo del libro sono racchiusi anche spunti e proposte dei genitori expat che, se implementati, potrebbero aiutare l’Italia a ridiventare un Paese in cui i giovani non abbiano paura di mettere su famiglia.

Eleonora Voltolina, Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Tau editrice, 228 pagine.

In libreria dal 20 febbraio 2026.

Sul sito Tau editrice (carta): https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/

Solo versione ebook: https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/


ℹ️ Per informazioni:

“Europa deserta e obsoleta: quali opportunità lavorative servono ai giovani per non fuggire dai loro Paesi?”. Un seminario a Firenze

16 Febbraio 2026 - Ha preso il via il 16 febbraio, a Firenze, tra Palazzo Medici Riccardi e Grand Hotel Adriatico, un seminario internazionale di studi europei sul tema: "Europa deserta e obsoleta: quali opportunità lavorative servono ai giovani per non fuggire dai loro Paesi?". Istituzioni e sindacati internazionali si incontrano per definire strategie concrete a sostegno dei giovani e dei territori. L’evento è organizzato da Eza (Centro europeo per le questioni del lavoro), sotto gli auspici dell’Unione Europea, con la collaborazione di Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori), Efal (Ente Formazione e Addestramento Lavoratori), Uso (Unión Sindical Obrera) e patrocinato dalla Città Metropolitana di Firenze. In particolare, martedì 17 febbraio presso il Grand Hotel Adriatico dalle ore 11.30, è in programma un panel dal titolo "Quando i giovani italiani lasciano il Paese: cause e dinamiche sociali", animato dagli interventi di Delfina Licata (sociologa, Fondazione Migrantes) e Lanfranco Senn, (professore emerito di Economia regionale).

🔗 Il programma completo.

  Firenze Eza

Mons. Felicolo in visita alla Missione cattolica italiana di Atene

30 Gennaio 2026 - 30 Gennaio 2026 - Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, visiterà la Missione cattolica italiana di Atene e in Grecia, presso la Parrocchia dei santi Francesco e Chiara in Atene. Durante la visita, mons. Felicolo incontrerà in particolare i bambini, il sabato pomeriggio, e le famiglie a cena. Celebrerà le Eucaristie del sabato e della domenica, e al termine di quest'ultima è previsto un momento di fraternità con la comunità. "Vado ad Atene perché è una piccola comunità che da tanto tempo non è stata visitata. Perché il mio desiderio è farmi vicino a tutte le realtà cui siamo legati; vicino agli italiani che frequentano la comunità ovunque si trovino e qualunque sia il loro numero; vicino ai missionari che sono lì". Parrocchia italiana Atene

Ice, perché Minneapolis? La testimonianza di “un italiano d’America”

29 Gennaio 2026 - Anticipiamo l'editoriale del prossimo numero di "Migranti Press", a firma di Massimo Faggioli, che attualmente insegna Ecclesiologia presso il "Trinity College" di Dublino, in Irlanda. La sua famiglia è nata a Minneapolis e ha vissuto molti anni negli Stati Uniti. La nostra famiglia, i Faggiolis, è nata come tale a Minneapolis, una delle due città gemelle, le Twin Cities affacciate sul fiume Mississippi. Mia moglie e io abbiamo insegnato sette anni nell’università cattolica in quelle città, che mi hanno fatto conoscere l’America vera, non quella finta di telefilm come Happy Days o Friends. Abbiamo ancora molti colleghi, amici e parenti in quella zona urbana plasmata come poche dalla presenza delle chiese – protestanti (luterani scandinavi in particolare), ancora prima di quelle cattoliche. Nel resto dell’America, uno dei modi di definire quelli del Minnesota è Minnesota nice, per dire di una gentilezza particolare nei modi di fare, all’opposto dei modi bruschi degli americani di New York o Boston. Quando un minnesotano che non ti conosce non è d’accordo con te, dice that’s interesting oppure that’s different, per non esacerbare il disaccordo. Non stupisce che quella città sia stata uno dei centri dell’ecumenismo negli Stati Uniti. Su quelle rive del Mississippi nacque anche, cent’anni fa esatti, il movimento per la riforma liturgica in Nordamerica, che poi seguì la corrente del fiume fino al Midwest più a sud. Quella chiesa locale è la culla del cattolicesimo sociale americano (cercare su Google monsignor John Ryan), che influenzò le politiche del New Deal di Franklin D. Roosevelt. La cultura sociale solidarista non è solo materia di politiche pubbliche, ma anche di stili di vita: aiutarsi tra colleghi in momenti complicati (il trasloco, la nascita di un figlio/a) era parte integrante della vita in una città (quella di Charles Schulz, il padre di Snoopy e Charlie Brown dei Peanuts) molto fredda nelle temperature, ma calda nei rapporti umani. La comunità somala e quella Hmong (rifugiati dal Laos, una delle conseguenze della guerra in Vietnam) sono parte integrante della vita della città, e da decenni. È una chiesa locale in cui la liturgia eucaristica viene celebrata anche in forma inculturata per i nativi americani. Sono molti i motivi di contrasto tra le scene di violenza da parte delle forze federali per le strade di Minneapolis e i ricordi personali che ho di quella città. Ma non stupisce la scelta di prendere di mira quella zona del paese da parte dell’amministrazione Trump: per le sue tradizioni politiche solidariste e democratiche, ma anche per la presenza capillare e pacifica di chiese e religioni (compresi ebraismo e islam) nel tessuto politico e sociale. Una parte di America in cui religioni e democrazia si ispirano reciprocamente, in modi molto diversi dall’ideologia del Make America Great Again. (Massimo Faggioli)

Genova, Festival euromediterraneo “Pontos”: un talk dedicato a “Il viaggio delle donne: una storia di emancipazione”

12 Gennaio 2026 - Nell'ambito della terza edizione del Festival euromediterraneo Pontos (13-16 gennaio 2026), mercoledì 14 gennaio dalle ore 14.30 la sala conferenze del Museo nazionale dell'emigrazione italiana (Mei) a Genova, ospiterà un talk dal titolo "Il viaggio delle donne: una storia di emancipazione" con Roberta Leverone, Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Anna Maria Saiano. Il viaggio, per le donne, non è mai stato solo uno spostamento, ma un gesto di libertà e trasformazione. Dalle viaggiatrici del passato alle esperienze contemporanee, muoversi ha significato sfidare ruoli imposti, confini sociali e immaginari patriarcali. In questo intervento il viaggio femminile viene raccontato come atto politico e culturale, capace di ridefinire identità, conquistare spazio e costruire nuove narrazioni. Nel contesto mediterraneo, crocevia di storie e attraversamenti, il viaggio diventa così uno strumento di emancipazione, di riappropriazione della propria voce e di apertura a possibilità plurali e inclusive.

🔗 Scarica il programma completo del festival Pontos.

  Pontos 2026

Solenne chiusura del 125° anniversario della missione cattolica di Ginevra. Con mons. Perego

12 Dicembre 2025 - Domenica 14 dicembre, presso la cappella della missione cattolica italiana di Ginevra-Carouge, si è chiuso solennemente il 125° anniversario della nascita della Missione, con una S. Messa presieduta da S.E. mons. Giancarlo Perego, presidente della Commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes. Mons. Perego ha concluso così la sua omelia, commentando Mt 11,2-11: "La cura dei poveri – e spesso all’inizio del cammino migratorio lo sono stati anche gli emigranti italiani in Svizzera e a Ginevra – è al centro della vita e della missione della Chiesa: 'i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo' (DT 110) – scrive papa Leone XIV. Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, sono passati 125 anni di impegno ecclesiale a favore degli emigranti italiani. Un cammino insieme. 'La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano – ci ha ricordato il Concilio Vaticano II, ripreso da papa Leone -. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo è credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità' (DT 75). Queste parole di Leone XIV ci indicano il compito da sempre della Chiesa prossima ai migranti. Per questo ringraziamo il Signore anche per il dono di una Chiesa in Svizzera che ha aperto le porte e ha permesso in questi 125 anni che i migranti fossero accompagnati dai loro sacerdoti, riconoscendo in essi un dono e una benedizione". Sono state numerose nel corso del 2025 le iniziative per celebrare l'anniversario. In particolare, di recente, l’8 novembre scorso, presso il Théâtre de l’Espérance è stato presentato il film-documentario “Costruttori di speranza”, patrocinato dal Consolato Generale d’Italia a Ginevra. Un’opera che racconta, attraverso testimonianze autentiche, il percorso di intere generazioni di italiani giunti in città in cerca di futuro, lavoro, dignità e casa. Disponibile anche il libro fotografico dei 125 anni della Missione Cattolica Italiana di Ginevra: si può acquistare presso la Missione alla rue de la Mairie 15, Genève. Info: +41 022.736.83.82, mci.geneve@bluewin.ch   125° MCI di Ginevra