Primo Piano

Diocesi Forlì-Bertinoro: alla scuola di formazione all’impegno politico si parlerà di Migrazioni

15 Febbraio 2023 -

Forlì - Si svolgerà il prossimo 7 marzo - dalle ore 20,45 -  nell’ambito della Scuola Diocesana di Formazione all’Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Forlì-Bertinoro, l’incontro online “Migranti e integrazione nell’Italia di oggi”. Interverranno per la Fondazione Migrantes l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni dellòa Cei e della Fondazione  Migrantes, e Simone Varisco, co-curatore del Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Agli interventi seguiranno riflessioni con riferimento alla situazione del territorio forlivese. Per informazioni: pastlav@forli.chiesacattolica.it

Ridiamo anima alle parole

15 Febbraio 2023 - Roma - Si dialoga sempre meno; non si discute; lo scambio di opinioni diventa spesso pretesto per sfogare le proprie frustrazioni e aggressività. Questa istantanea restituisce uno dei frutti marci dei social media: la polarizzazione, ovvero quella tensione che estremizza vari punti di vista contrapponendoli tra loro. Il risultato finale è la perdita di senso dell’incontro e della ricchezza che questo genera. “Se ci intendessimo prima sul significato delle parole che si usano – affermava Blaise Pascal – la maggior parte delle discussioni non si farebbe”. Forse il problema è proprio qui: l’incapacità di sintonizzarsi su un registro linguistico aperto e accogliente. Ridiamo anima alle parole. E facciamolo tutti insieme, prima che la polarizzazione divori la nostra quotidianità. (Vincenzo Corrado)

Catania: con la mediazione abitativa permesso un ricongiungimento familiare

15 Febbraio 2023 -
Catania - In Italia da oltre vent’anni, Jude adesso ha trovato una casa per la sua famiglia grazie anche alla mediazione abitativa degli operatori della Caritas di Catania. L’uomo, proveniente dallo Sri Lanka, è riuscito a ricostruirsi una vita a partire da Panarea, dove ha lavorato a lungo nel settore della ristorazione, e, in seguito, a Catania, trovando un’occupazione nell’ambito turistico. Da un paio di anni, una sostanziale stabilità lavorativa gli ha consentito anche di ritrovare la sua famiglia – la moglie e due figli – che ha fatto giungere in Sicilia dal suo Paese d’origine. Un ricongiungimento solo parziale visto che hanno vissuto in città differenti per la difficoltà di trovare un alloggio in grado di accoglierli nell’area etnea. Da qualche mese, grazie alla sinergia tra la Migrantes di Caltanissetta che ha segnalato il caso e la Caritas di Catania che si è impegnata in prima linea nella ricerca di un’abitazione adeguata alle esigenze del nucleo, la famiglia si è riunita nel territorio catanese.

Tavolo Asilo e Immigrazione: il decreto legge 1/2023 non va convertito

14 Febbraio 2023 - Roma - "Il Parlamento si appresta a votare il Disegno di Legge di conversione del decreto ONG: chiediamo ai parlamentari e alle parlamentari di opporsi affinché la legge non venga approvata. L’Italia deve garantire una maggiore tutela dei diritti delle persone in cerca di protezione e non ostacolare chi salva le persone che rischiano di
morire in mare". E' quanto si legge in un nota del Tavolo Asilo diffuso oggi. Il decreto ordina alle Ong di procedere allo sbarco subito dopo ogni operazione di salvataggio. Una misura  -spiega il Tavolo Asilo - che ostacola ulteriori salvataggi, "contrastando con quanto sancito dall’Unclos, che obbliga il capitano a prestare assistenza immediata alle persone in difficoltà. A questo si aggiunge la recente prassi governativa di assegnare come porti di sbarco luoghi lontani dalle aree di salvataggio: di fatto, le Ong sono obbligate a trascorrere molto tempo in mare, con a bordo persone già in situazione di vulnerabilità, e senza poter effettuare altri salvataggi".
"In assenza di uno sforzo di pattugliamento e soccorso statale italiano ed europeo - spiegano le associazioni firmatarie - l’allontanamento forzato delle navi di soccorso delle Ong aumenta il rischio di perdita di vite umane in mare. Il decreto impone inoltre compiti eccessivi e ingiustificati al comandante della nave, che dovrebbe raccogliere i dati dei richiedenti asilo: un processo che è invece a carico degli Stati e, come evidenziato dall’Unhcr, deve essere svolto solo dopo lo sbarco in un luogo sicuro e una volta soddisfatte le necessità immediate". Il Tavolo Asilo fa appello  a tutti i membri del Parlamento italiano affinché "si oppongano al decreto legge 1/2023 impedendone la conversione" e chiedono al Governo di "non intervenire con ulteriori provvedimenti contro chi pratica la solidarietà. L’Italia deve garantire una maggiore tutela dei diritti e delle persone che cercano protezione". Con questo provvedimento "l’Italia - prosegue la nota - rischia un ulteriore isolamento in Europa". Alle 14.00 di domani, mercoledì 15 febbraio 2023, presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio a Roma è prevista una conferenza stampa con la partecipazione delle associazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, delle ONG che operano salvataggio in mare e dei parlamentari che si oppongono alla conversione in legge del Decreto del Governo.

Consiglio d’Europa: In Italia “non è stato adottato alcun quadro legislativo nazionale specifico per la protezione di Rom e Sinti”

14 Febbraio 2023 - Bruxelles - Il Consiglio d’Europa richiama l’Italia sulla tutela delle minoranze linguistiche “numericamente inferiori”. “Non è stato adottato alcun quadro legislativo nazionale specifico per la protezione di Rom e Sinti. L’Italia dovrebbe adottare tutte le misure necessarie”. È quanto emerge dal parere pubblicato dal Comitato consultivo sulla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa. In Italia, “il ritratto negativo di Rom e Sinti rimane diffuso nella percezione generale, anche sui social media”. I diritti delle minoranze sono protetti e attuati in modo molto asimmetrico: la tutela delle minoranze linguistiche storiche “è ulteriormente rafforzata” in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige. Anche “l’insegnamento nelle e delle lingue minoritarie è asimmetrico” nel Paese. “Occorre compiere degli sforzi per assicurare accesso continuo, nelle aree rurali o di montagna, all’insegnamento nelle lingue minoritarie”, si ribadisce. Inoltre, si invitano le autorità a “migliorare l’efficienza del meccanismo per il sostegno delle lingue e delle culture minoritarie attraverso, tra l’altro, l’adattamento della legislazione alle priorità delle minoranze linguistiche, comprese quelle numericamente inferiori, e la semplificazione delle procedure di concessione per accedere ai finanziamenti, rendendoli più sostenibili”. Infine, il parere chiede di prevedere i programmi Rai anche nelle lingue minoritarie e la rappresentanza delle comunità linguistiche negli organi di monitoraggio dei media.      

Terremoto Turchia e Siria: il dramma della famiglia Hassan partita da Varese

14 Febbraio 2023 - Varese - Erano volate in Turchia per celebrare la vita, e purtroppo hanno trovato la morte uccise dal devastante terremoto di una settimana fa. Shouha Ibrahim, 44 anni, e le sue due figlie, Sabrin e Uafa, sono rimaste sepolte sotto le macerie a Antiochia. Residenti a Busto Arsizio (Varese), ma di origine siriana, Shouha e Uafa avevano raggiunto la figlia e sorella maggiore, Sabrin, che aveva appena dato alla luce la sua bambina in Turchia. A casa era rimasto il papà, Khalid Hasan, dipendente di un'officina di Vanzaghello (Milano), insieme ad altri 4 figli. Sabato mattina il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva dato la notizia del decesso delle donne, da anni residenti in Lombardia e con passaporto italiano. «Una famiglia felice, serena, che in Italia aveva messo radici, con i figli impegnati nelle scuole di Busto e con ottimi risultati, perfettamente integrati, gli Hasan stavano vivendo la gioia di abbracciare la prima nipotina»: così li descrive chi conosce la famiglia a Busto Arsizio.

Più irregolari in mare e su terra

14 Febbraio 2023 - Milano - I flussi migratori non si fermano. Neppure per decreto. I dati dei primi quaranta giorni del 2023 fotografano ingressi in crescita nel nostro Paese, via mare e via terra. Su tutti, è il dato del cruscotto del Viminale, che viene quotidianamente aggiornato dal ministero, a dare il polso della situazione: dal 1° gennaio 2023 al 13 febbraio 2023, sono stati 6.460 i migranti sbarcati. Erano 4.024 nell’analogo periodo del 2022 e 2.341 nel 2021. Una crescita netta, dunque, confermata anche dai dati macro a livello europeo. Ieri è toccato a Frontex certificare l’aumento degli arrivi sulla rotta del Mediterraneo centrale. Con 4.500 attraversamenti, è stata proprio questa la rotta che ha registrato il maggior incremento di profughi irregolari rilevati, nel solo mese di gennaio questa volta, rispetto allo stesso mese del 2022 (+49%). La rotta dei Balcani occidentali, invece, è quella che ha fatto segnare, in percentuale, il maggior numero di attraversamenti (43% a gennaio), anche se la situazione rispetto allo scorso anno rimane sostanzialmente invariata, con un -5% su base annua. Le rotte che a gennaio hanno registrato il maggior calo nei flussi migratori sono state invece quelle dell’Africa occidentale e del Mediterraneo Occidentale, rispettivamente dell’82% e del 49%, principalmente a causa delle condizioni meteorologiche avverse che hanno influenzato le partenze. Un altro motivo di questa diminuzione, osserva Frontex, è l’aumento delle attività di pattugliamento e prevenzione messe in atto dai Paesi extra Ue, Marocco in primis. Complessivamente, infatti, a gennaio, sono stati rilevati più di 13.200 attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell'Ue, in calo del 12% rispetto a un anno fa. Resta il fatto che la situazione degli irregolari preoccupa non soltanto per i controlli alle frontiere, nazionali e d europee, ma anche per la presenza crescente nelle grandi città. Oltre 800 cittadini stranieri si sono radunati due notti fa a Milano, nel corso della notte, fuori dalla caserma Annarumma della Polizia di Stato dove si trova la sede distaccata dell’ufficio Immigrazione. Il Reparto mobile è dovuto intervenire per bloccare quasi 400 cittadini egiziani che si erano mossi insieme per tentare di forzare il blocco: l’obiettivo era guadagnare le prime file della coda, strategiche visti i tempi lunghi di attesa per l’esame delle domande di protezione da parte della Questura. Proprio il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intanto, ha voluto ribadire ieri l’importanza di politiche rigorose sul tema immigrazione. Fondamentali, da questo punto di vista, sono gli interventi per favorire i rientri in patria pr gli stranieri che non possono restare in Italia. «I Cpr, i centri di permanenza per il rimpatrio, per questo governo sono strutture importanti per l’implementazione e miglioramento delle politiche di rimpatrio degli stranieri irregolari» ha spiegato il titolare del Viminale, rilevando che tra le persone che vengono trattenute presso i Cpr la capacità di eseguire rimpatri va dal 50 al 55% mentre tra coloro che non passano attraverso i Cpr è del 2%. Quanto all'adeguamento delle strutture, Piantedosi ha precisato che «noi speriamo che si verifichino sempre meno le cause per cui i Cpr talvolta vengono messi in condizioni di non funzionare bene, che sono tutte cause autoindotte». Secondo l’esponente di governo, «noi, ovviamente, staremo sempre dietro al mantenimento di condizioni adeguate perché è giusto sia così ma confidiamo che non siano altri a mettere i Cpr in condizioni di non presentarsi in maniera adeguata alle esigenze di trattenimento delle persone». (Giulio Isola - Avvenire)  

Viminale: da inizio anno sbarcate 6.460 persone migranti sulle coste italiane

13 Febbraio 2023 -
Roma - Sono 6.460 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 1.032 sono di nazionalità ivoriana (16%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (967, 15%), Guinea (912, 14%), Egitto (430, 7%), Tunisia (373, 6%), Siria (338, 5%), Afghanistan (336, 5%), Bangladesh (253, 4%), Eritrea (236, 4%), Camerun (225, 3%) a cui si aggiungono 1.358 persone (21%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Fino ad oggi sono stati 838 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Scalabriniane: un nuovo logo “Humilitas” sostiene la missione per i migranti

13 Febbraio 2023 - Roma - Per un mondo senza frontiere e per accendere ancora una volta i riflettori sul mondo dei migranti. Questi sono i due obiettivi del nuovo piano di immagine della Congregazione delle Suore Missionarie di san Carlo Borromeo - Scalabriniane, che sin dalla loro fondazione vivono la missione di essere al fianco dei migranti e dei rifugiati. La X Assemblea generale della Congregazione che si è chiusa di recente ha scelto di rilanciare con rinnovato impegno il logo chiamato a esprimere il carisma delle suore impegnate in tutto il pianeta. “Siamo presenti in 27 Paesi del mondo, camminando con gioia seguendo i passi di Gesù Cristo, insieme ai migranti e ai rifugiati – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – Questo logo illumina gli aspetti più significativi del nostro carisma e si basa sui valori e sui principi congregazionali. Spero che sia sempre più condiviso da religiosi e laici per rafforzare l'unità, l'articolazione e la sinergia del nostro essere”. Il logo “Humilitas/Scalabriniane”, si ispira al motto Humilitas del patrono della Congregazione, san Carlo Borromeo. “Rappresenta per noi uno stile di vita e un modo di agire – prosegue suor Neusa – Siamo donne consacrate per la missione con i migranti e i rifugiati, viviamo una spiritualità del cammino. Nell'itineranza siamo alla ricerca di un atteggiamento permanente di incontro con l'altro. Essere suore Scalabriniane, oggi, vuol dire considerare un mondo di pace, senza frontiere, in grado di sostenere la speranza e la virtù dei piccoli. Secondo l'insegnamento biblico, camminiamo umilmente con il nostro Dio”.

Migranti tratti in salvo al largo delle Canarie

13 Febbraio 2023 - Roma - Nove giorni in balia del mare, a bordo di un gommone di fortuna: è la storia di 23 migranti, tratti in salvo nella notte al largo di Tenerife, nelle isole Canarie. Partiti dall’Africa, i naufraghi — 14 uomini, 5 donne e 4 minori — sono finiti alla deriva fino a quando non sono stati soccorsi dalle forze spagnole che li hanno trovati disidratati e in
«pessime condizioni» di salute.
Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, durante la traversata - scrive l'Osservatore Romano - sarebbero morti altri 6 migranti che facevano parte dello stesso gruppo.
Le 23 persone tratte in salvo davanti a Tenerife si aggiungono ai 107 migranti soccorsi complessivamente l’8 febbraio, a largo di Lanzarote e di Gran Canaria.
Questa rotta migratoria marittima, infatti, si sta rivelando sempre più battuta e sempre più letale: secondo Caminando Fronteras, ong specializzata in interventi e analisi del fenomeno migratorio nel Mediterraneo occidentale, sono almeno 464 le persone che, nel 2022, sono morte o risultano disperse mentre tentavano di raggiungere la Spagna
via mare, partendo dall’Africa.

MCI Berna: il 16 febbraio la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

13 Febbraio 2023 - Berna - Sarà presentato, il 16 ottobre prossimo, presso la Missione cattolica di lingua italiana di Berna il Rapporto Italiani nel Mondo 2022. Ospite dell’incontro, patrocinato dal Comites di Berna, sarà Delfina Licata, curatrice del Rapporto della Fondazione Migrantes, che dialogherà con Rosita Fibbi, sociologa all’Università di Neuchatel. Sarà l'occasione per riflettere e confrontarsi sugli arrivi degli italiani in Svizzera e sul loro inserimento. (R.I.)

Assemblea sinodale di Praga: l’impegno dei vescovi

13 Febbraio 2023 - Praga - I vescovi del continente europeo hanno preso l’impegno di sviluppare ulteriormente “una Chiesa sinodale”, seguendo le indicazioni di Papa Francesco, rallegrandosi di come i lavori dell’Assemblea Continentale di Praga siano stati “segno evidente dell’unica appartenenza a Cristo”. L’impegno è contenuto nella nota conclusiva dei vescovi, riuniti a Praga dal 10 al 12 febbraio per discernere sui contenuti del documento finale dell’Assemblea Sinodale che si era appena conclusa. L’appuntamento dei vescovi era stato incoraggiato dal Documento per la Tappa Continentale (n. 108). Dopo aver partecipato all’Assemblea eccesiale, di cui sono state già pubblicate le conclusioni e verrà presto diffuso un ampio documento finale già recepito dall’assemblea, i vescovi hanno delineato quali siano le sfide e i nodi da sviluppare per fare sì che il cammino sinodale diventi pratica concreta nella Chiesa. Nella nota conclusiva, i vescovi mettono in luce come  “l’ascolto reciproco, il dialogo fecondo, il racconto di come le nostre comunità ecclesiali hanno vissuto la prima fase del processo sinodale e si sono preparate a questo appuntamento continentale” siano “il segno evidente dell’unica appartenenza a Cristo”. I vescovi si impegnano quindi “a continuare a vivere e promuovere il processo sinodale nelle strutture e nel vissuto delle nostre diocesi”, sottolineando che “questa esperienza della sollecitudine per tutta la Chiesa in Europa ci ha rincuorato nel nostro impegno per vivere con fedeltà la nostra missione universale”. “Ci impegniamo – scrivono i vescovi – a sostenere le indicazioni del Santo Padre, successore di Pietro, per una Chiesa sinodale alimentata dall’esperienza della comunione, della partecipazione e della missione in Cristo”. Circa 200 i partecipanti all’Assemblea continentale del Sinodo a Praga, 156 delegati dalle 39 Conferenze Episcopali d’Europa e 44 invitati dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. A questi, si sono aggiunti 270 delegati online. L’Assemblea si è tenuta dal 5 al 9 febbraio, e si è conclusa con l’accettazione di un documento conclusivo, recepito anche dai vescovi nella loro riunione finale.

La bussola da ritrovare

13 Febbraio 2023 -
Roma - “Come si difende una Costituzione democratica? Questa domanda è diventata impellente negli ultimi venti anni. Un’epoca nella quale all’espansione della democrazia, che aveva caratterizzato il 1989, ha fatto seguito un suo netto arretramento”. Tania Groppi, professoressa ordinaria di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Siena, apre così un commento sullo stato di salute della Costituzione. Oltre la scintilla di “Sanremo 2023”. Da tempo la domanda è al centro di valutazioni e commenti di opinionisti ed esperti che sui media prendono la parola alla luce di quanto sta avvenendo nella vita politica, sociale e culturale. C’è un dato che vien posto al centro delle analisi e dei commenti: la sottile e progressiva erosione della democrazia costituzionale causata da interventi normativi che presi singolarmente sembrano innocui ma che nel loro insieme lasciano intravvedere un processo di indebolimento della Carta. Per rendersene conto basterebbe confrontare gli articoli della Costituzione che sanciscono i diritti fondamentali con scelte legislative negli ambiti del lavoro, della sanità, della scuola, della cittadinanza, dell’immigrazione, della manifestazione del pensiero. Non c’è bisogno di dettagliare, i media ne parlano ogni giorno documentando l’incerta direzione dei passi. Occorre vigilare, occorre tenere vigile la coscienza attraverso la conoscenza della Costituzione, della sua anima oltre che della sua architettura democratica, del suo sistema di pesi e contrappesi. Il contributo di esperti e studiosi è prezioso ma non basta. Sono soprattutto i cittadini i primi custodi di un’eredità consegnata da uomini e donne che hanno sacrificato la vita per la libertà, per la democrazia, per la giustizia, per la pace. Un’eredità ricevuta da uomini e donne che nell’Assemblea costituente da posizioni diverse hanno lavorato insieme per dare una bussola al Paese. Sono i cittadini che ritrovata la Costituzione possono ritrovare le ragioni e la forza della partecipazione, della corresponsabilità e quindi possono risalire la china. Scrive Tania Groppi: “Contribuire a nutrire questa cultura è il compito di tutti coloro che credono nella democrazia costituzionale come strumento di convivenza pacifica nelle società pluraliste”. Di questa cultura sono orfani i giovani e di un diffuso analfabetismo costituzionale sono responsabili gli adulti smemorati oppure quelli più preoccupati del consenso elettorale immediato che del futuro di un Paese peraltro circondato da guerre, ingiustizie e tragedie ambientali. Così si lascia spazio a scelte che si inchinano alle diverse maschere dell’egoismo. Eppure, un’altra strada è possibile e la Costituzione si pone oggi più che mai come bussola di un nuovo cammino. (Paolo Bustaffa)

La fede: storia d’amore con Dio

13 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - Nella mente, e nel cuore, le immagini di devastazioni che giungono dalla Turchia e dalla Siria, immagini di una catastrofe, dice Papa Francesco all’Angelus. Parla di “dolore” per questi popoli e chiede di pregare e di pensare a “cosa possiamo fare per loro”. Non manca il pensiero all’Ucraina, una guerra iniziata quasi un anno fa: “il Signore apra vie di pace e dia ai responsabili il coraggio di percorrerle”. E nemmeno per il Nicaragua, un vescovo arrestato e condannato a 26 anni di carcere, persone deportate negli Stati Uniti: “prego per loro e per tutti quelli che soffrono in quella cara Nazione, e chiedo la vostra preghiera”. Invita poi i responsabili a cercare la pace “che nasce dalla verità, dalla giustizia, dalla libertà e dall’amore e si raggiunge attraverso l’esercizio paziente del dialogo”. Forse non è azzardato dire che monsignor Rolando Àlvarez, vescovo di Matagalpa, con il suo rifiuto di salire sull’aereo che lo avrebbe portato in esilio negli Usa assieme a 222 oppositori del regime di Daniel Ortega, con il suo impegno in difesa dei diritti umani, vive concretamente il messaggio del discorso della montagna, che ritroviamo in questa sesta domenica del tempo ordinario. Abbiamo ascoltato l’annuncio sconvolgente delle beatitudini che, se vissute, portano a essere sale della terra e luce del mondo. Questa è la domenica del discorso delle antitesi, quel “ma io vi dico” che risuona sei volte nel testo di Matteo e che è un programma, “la chiave per comprendere parole antiche ma sempre nuove”. Gesù, leggiamo, poteva essere visto come colui che non rispettava la legge, i profeti: d’altra parte non era entrato nella casa del pubblicano? Non aveva compiuto azioni il sabato? Matteo ci fa capire bene cosa sia la giustizia proclamata da Gesù; non una giustizia diversa, ma superiore che va oltre quella proclamata de scribi e farisei e, in un certo senso, la completa, la porta a “compimento”. Papa Francesco, nelle parole che pronuncia prima della preghiera mariana, invita a interrogarsi sul significato di questo compimento. “La Scrittura dice di ‘non uccidere’ – afferma il vescovo di Roma – ma questo per Gesù non basta se poi si feriscono i fratelli con le parole”; ancora, non commettere adulterio, “ma ciò non basta se poi si vive un amore sporcato da doppiezze e falsità”; “non giurare il falso”, ma, dice il Papa, “non basta fare un solenne giuramento se poi si agisce con ipocrisia”. Anche chi si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto a giudizio, leggiamo in Matteo, così chi dice pazzo “sarà destinato al fuoco della Gaenna”. Come dire, siamo messi male un po’ tutti e quel “ma io vi dico” ci tocca davvero da vicino. Francesco si sofferma sull’esempio che troviamo in Matteo, dell’offerta all’altare e del riconciliarsi con il fratello: “facendo un’offerta a Dio si ricambiava la gratuità dei suoi doni”. Era un rito molto importante, ricorda, “tanto importante che era vietato interromperlo se non per motivi gravi. Ma Gesù afferma che si deve interromperlo se un fratello ha qualcosa contro di noi, per andare prima a riconciliarsi con lui: solo così il rito è compiuto”. Il messaggio è chiaro, afferma il Papa: “le norme religiose servono, sono buone, ma sono solo l’inizio: per dare loro compimento è necessario andare oltre la lettera e viverne il senso”. I comandamenti poi “non vanno rinchiusi nelle casseforti asfittiche dell’osservanza formale, se no rimaniamo in una religiosità esteriore e distaccata, servi di un ‘dio padrone’ piuttosto che figli di Dio Padre”. L’obbedienza alla legge che chiede Gesù è quella di chi è pronto ad accogliere l’amore che viene dal padre. La giustizia o l’ingiustizia non riguardano soltanto la sfera delle azioni, ma anche quella più profonda delle intenzioni e dei desideri del cuore. La fede afferma il vescovo di Roma “è una questione di calcoli, di formalismi, oppure una storia d’amore con Dio? Mi accontento di non fare del male, di tenere a posto ‘la facciata’, o cerco di crescere nell’amore a Dio e agli altri? E ogni tanto mi verifico sul grande comando di Gesù, mi chiedo se amo il prossimo come lui ama me? Perché magari siamo inflessibili nel giudicare gli altri e ci scordiamo di essere misericordiosi, com’è Dio con noi”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Mattarella: “muri e reticolati generano diffidenza, paura, conflitti”

10 Febbraio 2023 -
Roma "La storia ci ha insegnato che la differenza è ricchezza, non una malapianta da estirpare. Che i muri e i reticolati generano diffidenza, paura, conflitti. Che il nazionalismo esasperato, fondato sulla repressione delle minoranze, sulle pretese di superiorità o di omogeneità etnica di lingua e cultura, produce inevitabilmente una spirale di violenza e di guerra. Che le ideologie basate sulla negazione dei diritti individuali, in nome della superiorità dello Stato o di un partito, lungi dal risolvere le controversie, opprimono i cittadini e sfociano in gravissime tragedie. Che la prepotenza e l’uso della forza non producono mai pace e benessere, ma generano violenza e gravi ingiustizie”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento pronunciato questa mattina durante le celebrazioni al Quirinale per il Giorno del Ricordo. “Sono passati ottanta anni da quella immane tragedia che colpì i nostri concittadini nelle zone di occupazione jugoslava”, ha osservato il capo dello Stato, sottolineando che “oggi possiamo guardare, con sguardo più limpido e consapevole, al grande, concreto, storico progresso politico, culturale, di amicizia e di cooperazione che la democrazia e il percorso europeo hanno recato in quelle zone un tempo martoriate da scontri etnici e ideologici”. “Progresso – ha aggiunto – ulteriormente consolidato dall’inserimento, da qualche giorno, della Croazia nel prezioso ambito di pienezza dell’Unione rappresentato dall’area Schengen”. “La civiltà della convivenza, del dialogo, del diritto internazionale, della democrazia è l’unica alternativa alla guerra e alle epurazioni, come purtroppo ci insegnano – ancora oggi – le terribili vicende legate all’insensata e tragica invasione russa dell’Ucraina”, ha ammonito Mattarella, ribadendo che si tratta di “un tentativo inaccettabile di portare indietro le lancette della storia, cercando di tornare in tempi oscuri, contrassegnati dalla logica del dominio della forza”. “Così come – ha proseguito – la presenza di segnali ambigui e regressivi, con rischi di ripresa di conflitti, ammantati di pretesti etnici o religiosi, richiede di rendere veloce con coraggio e decisione il cammino dell’integrazione europea dei Balcani occidentali. Italia, Slovenia e Croazia, grazie agli sforzi congiunti e al processo di integrazione europea hanno fatto, insieme, passi di grande valore”. “Lo testimoniano – come è stato poc’anzi ricordato – Gorizia e Nova Gorica designate insieme unica capitale europea della cultura del 2025”, ha spiegato il presidente.    

Migrantes: a Messina la presentazione de “Il Diritto d’Asilo”

10 Febbraio 2023 - Messina - Il prossimo 17 febbraio alle ore 17.30 presso l'Aula magna del Dipartimento Cospecs di Messina verranno presentati i dati sulle migrazioni forzate a partire dal Report sul "Diritto d’Asilo" della Fondazione Migrantes. Sarà presente Mariacristina Molfetta, antropologa culturale e co-curatrice del Report. I lavori verranno introdotti da Santino Tornesi, direttore dell'Ufficio diocesano Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Dopo la relazione principale seguiranno gli interventi di Korka Barry, studente del cds in Scienze politiche e relazioni internazionali, Tiziana Tarsia e Andrea Nucita (dipartimento Cospecs). A seguire un momento di dibattito. L'incontro, organizzato nell'ambito della rete della Terza edizione del ciclo di seminari “Trame migranti”, vuole essere uno spazio di riflessione e discussione aperto a tutta la cittadinanza. Gli studenti interessati a partecipare possono mandare una mail al seguente indirizzo mail: tarsia.tiziana@unime.it. Per ogni informazione relativa all’evento e al volume della Fondazione Migrantes potete scrivere al seguente indirizzo mail: migrantes.me@alice.it.

In duemila al circo su invito di papa Francesco

10 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - Domani, sabato 11 Febbraio, 2000 persone, su invito di papa Francesco, parteciperanno ad uno spettacolo del circo Rony Roller. Tra le persone invitate - spiega il il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa - ci sono profughi, senza tetto, carcerati, famiglie con bambini dall’Ucraina, dalla Siria, dal Congo, dal Sudan. Saranno inoltre presenti alcune famiglie che vivono nei palazzi occupati di Roma, più di 150 persone dalle strade di Torvaianica e da vari dormitori, accompagnate dai volontari, tra i quali le Suore di Madre Teresa. Lo spettacolo circense “ci mette in contatto con la bellezza che ci tira su sempre” come ha detto il Papa in un incontro con degli artisti, e “fa andare oltre, è una via per arrivare al Signore”. "Rendere possibile la partecipazione a questo spettacolo - aggiunge il porporato -  è un modo per dare qualche ora di serenità a chi si misura con una vita dura e ha bisogno di aiuto per alimentare la speranza. Lo spettacolo inoltre ricorda come dietro quest’arte e questa bellezza ci siano ore e ore di allenamento, rinunce, per poter raggiunger il traguardo: gli artisti del Circo sono la conferma che perseverare può rendere possibile l’impossibile". Un segno significatico che dimostra ancira una volta come il circo apre le porte alla solidarietà. (Raffaele Iaria)

Profughi ucraini: Anci, “in un limbo oltre 4mila posti resi disponibili dai Comuni”. Biffoni, “situazione al limite del surreale”

10 Febbraio 2023 - Roma - A meno di un mese dalla scadenza dello stato d'emergenza Ucraina, ad oggi fissato al 3 marzo 2023, i Comuni sono ancora in attesa di conoscere le sorti degli oltre 4mila posti Sai finanziati per l'accoglienza di famiglie ucraine e scaduti a fine dell'anno scorso. "Siamo di fronte ad una situazione che è al limite del surreale". Così Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all'Immigrazione, ha commentato il ritardo nella pubblicazione dell'ordinanza che la Protezione civile ha già predisposto per prorogare il finanziamento dei progetti approvati nel settembre scorso: "Non si comprende come sia possibile che un'ordinanza, che per sua natura ha carattere di urgenza, possa perdersi nei meandri del ministero dell'economia". Con la legge di bilancio 2023 il Dipartimento della Protezione civile viene autorizzato ad adottare ordinanze allo scopo di assicurare la prosecuzione delle attività e delle misure per garantire la continuità della gestione emergenziale, che viene nella stessa sede prorogata al 3 marzo, in coerenza con le disposizioni europee. "L'impegno dei Comuni, che presentano ad ogni bando progetti per numeri di posti molto più elevati rispetto a quelli messi a disposizione - sottolinea ancora il sindaco di Prato - non va mortificato. È grave che i Comuni siano lasciati in una terra di mezzo, senza conoscere le sorti dei propri progetti e di tutto ciò che ne consegue. "È chiaro, infatti, che l'incertezza della situazione impone prudenza e molti Comuni, che pure si erano detti disponibili ad accogliere, non sono stati in grado di attivare i posti, dato anche il poco tempo rimasto. Non dimentichiamoci - prosegue Biffoni - che parliamo nella maggior parte dei casi di nuclei familiari, spesso con un gran numero di bambini. Noi il peso della responsabilità su queste persone lo sentiamo tutto". "Ci chiediamo come mai, peraltro, il modo di garantire la prosecuzione delle altre forme di accoglienza sia stato trovato. Desta stupore che nell'incertezza sia rimasto solo il Sai", denuncia il delegato Anci, osservando: "Facciamo attenzione, perché credo davvero che scoraggiare la disponibilità dei Comuni non convenga a nessuno. Vediamo la tragedia immane che ha scosso Turchia e Siria e che attiverà, senza ombra di dubbio, conseguenze rilevanti in termini di flussi di persone in cerca di protezione, verso l'Europa e quindi l'Italia". "Suggerisco sommessamente - conclude Biffoni - di fare esattamente il contrario di come si è gestita questa partita. Consolidiamo il Sai, rendiamolo flessibile e in grado di rispondere con efficienza alle emergenze, che purtroppo non hanno mai cessato di accadere. A partire da questi 4mila posti, da stabilizzare in via definitiva".

Vangelo Migrante: VI domenica del tempo ordinario|Vangelo (Mt 5,17-37)

10 Febbraio 2023 - “Sta scritto… ma io vi dico”, è la Parola che risuonerà nel Vangelo di questa domenica. Nessuna divisione o polarizzazione, come forse piacerebbe. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare l’amore. “Avete inteso che fu detto agli antichi: non ucciderai;” ma chi non ama, uccide già. Il non-amore è già un incubatore di violenza e omicidi oltre che un lento morire. E Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l’ira, l’insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L’uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell’altro. Questo fa innanzitutto il non-amore. “Avete inteso che fu detto: non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona. ‘A(du)lterio’ significa alterare, cambiare, falsificare, manipolare la persona; e, quindi, rubare a quella persona il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpare il volto alto e puro dell’umano che c’è il lei. E conclude: “avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non giurerai il falso (…) Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no”. Gesù va fino in fondo: dal divieto del giuramento, arriva al divieto della menzogna. Dì sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell’intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; è necessario guarire il cuore per poi guarire la vita. È la pagina tra le più radicali di tutto il Vangelo ma, per contrasto, capisci che è anche la più umana, perché agisce su tre leve decisive della vita di ciascuno: la violenza, il desiderio, la sincerità.  Gesù annuncia la Vita, sempre; e lo fa con le parole proprie della Vita: “Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno” dice il libro dei Proverbi. Con linguaggio corrente, viste anche le tante parole ‘cantate’ e confuse di questi giorni (Sanremo) potremmo commentare: “…e non finirai nell’immondezzaio della storia”.  

Card. Zuppi: costruire qualcosa che resta solo se va oltre di noi

10 Febbraio 2023 - Roma – La Basilica di san Giovanni in Laterano piena immigrati, rifugiati, rom, sinti, senza dimora per il 55mo anniversario della Comunità di Sant’Egidio. Una celebrazione presieduta da uno dei primi” figli sin dalla fondazione: il card. Matteo Zuppi, oggi arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “A volte sperimentiamo, con amarezza quando i ritardi sono colpa degli uomini, la nostra fragilità e limite, ma senza rinunciare a cercare le risposte. È successo così con i corridoi umanitari, che hanno aperto il muro impenetrabile del ‘non c’è niente da fare’, ‘si può solo aspettare’”, ha detto il porporato nell’omelia: “migliaia di persone che lo aspettavano hanno avuto futuro. Poche? Chi salva un uomo - un uomo - salva il mondo intero, perché ogni persona è un mondo, unico e insostituibile. Ricordiamoci sempre e per tutti che chi perde un uomo, perde un mondo intero. Questi anni ci confermano che è sempre possibile amare la vita, difenderla, cambiare questo mondo perché la fraternità sia reale, che tutti possono farlo e farlo riempie di felicità, libera dalla tristezza o da un amore ridotto a adrenalina. La voce persuasiva del falso realismo ripete continuamente di lasciare perdere, di pensare che non vale la pena, rende vane energie e sciupa tanti mezzi e possibilità. Tanti. E speriamo che in questo tempo di piani per il futuro sappiamo costruire qualcosa che resta solo se va oltre di noi”. Alla celebrazione anche ministri, la figlia del Capo dello Stato laura Mattarella e tanti cardinali, vescovi e sacerdoti: il card. Gualtiero Bassetti,  il card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, il card. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, i cardinali Walter Kasper e Kevin Farrell, il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi. Per Zuppi occorre continuare ad “accendere luci di speranza e a mostrare un mondo migliore quando intorno c'è il buio della violenza, della guerra, ma anche quello della solitudine e dell'insignificanza”. E poi l’invito a continuare nel gettare semi di pace per costruire “un mondo diverso, per iniziare già oggi dove siamo il cessate il fuoco, disarmando le mani e le menti e riempiendole di sentimenti e legami di amore”. A portare il saluto della comunità, fondata da Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo che oltre ai saluti istituzionali ha voluto salutare i tanti immigrati arrivati in Italia e oggi “perfettamente integrati nel nostro Paese” e i tanti che lavorano per costruire un futuro diverso. (Raffaele Iaria)