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L’Italia delle partenze e dei ritorni. Pensionati migranti di ieri e oggi: Un convegno INPS e Fondazione Migrantes

5 Ottobre 2023 - Roma - “L’Italia delle partenze e dei ritorni. Pensionati migranti di ieri e oggi”. Sarà questo il titolo del convegno promosso dall’INPS  e dalla Fondazione Migrantes che si svolgerà martedì 10 ottobre, dalle 9,30, a Roma (Palazzo Wedekind, piazza Colonna 366). Sono previsti interventi sull’andamento dei trasferimenti all’estero e degli anziani che emigrano, sulle pensioni pagate all’estero, sul rientro in Italia da pensionati dei nostri emigranti oltre ad una tavola rotonda su “Quale futuro per le italiane e gli italiani che invecchiano? Tra pensione e mobilità”. Interverranno, nell'ordine, Delfina Licata della Fondazione Migrantes; Vito La Monica, Direttore centrale pensioni dell’INPS; Susanna Thomas, Direzione centrale Pensioni dell’INPS; Toni Ricciardi, storico delle migrazioni all’Università di Ginevra; Daniele Russo, Dirigente Direzione centrale Pensioni dell’INPS e Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes al quale sono affidate le conclusioni prima della tavola rotonda. A quest'ultima interverranno, moderati da Fabio Insenga, vice direttore Adn Kronos, Micaela Gelera, Commissario Straordinario dell’INPS, Mons. Gian Carlo Perego, Presidente Fondazione Migrantes e Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale.  

Lontano da casa, essere a casa

5 Ottobre 2023 - Francoforte - Voglio parlarvi di un tema che tocca profondamente il cuore e l'anima di molti di noi: l'emigrazione in Germania. È una storia di persone che lasciano la propria terra d'origine in cerca di nuove opportunità e di una vita migliore. E mentre intraprendono questo viaggio, una presenza costante li accompagna ovunque vadano: la Chiesa e nel modo specifico della Germania le Missioni/Comunità cattoliche italiane. In Germania, una delle nazioni più influenti d'Europa, l'emigrazione dall'Italia è stata una costante per molti decenni. Le ragioni possono essere molteplici: lavoro, studio, o semplicemente una nuova avventura. Indipendentemente dalla motivazione, chi emigra spesso si trova a dover affrontare sfide immense, che vanno dalla lingua e dalla cultura diverse all'adattamento a una nuova realtà. Ma una delle cose più notevoli nell'esperienza di chi emigra in Germania è il ruolo importante che le Missioni cattoliche italiane hanno svolto nel fornire sostegno spirituale, sociale ed emotivo. Le Missioni e le Comunità cattoliche italiane hanno offerto e offrono tutt'oggi un rifugio per coloro che cercano un senso di appartenenza in un ambiente nuovo e sconosciuto. Il Convegno Nazionale (Palermo 03-06 ottobre) che la Delegazione delle Missioni Cattoliche italiane in Germania ha organizzato in collaborazione con la Fondazione Migrantes e la Cesi (Conferenza episcopale siciliana), rappresenta un'occasione importante per riflettere su come la Chiesa affronta le sfide dell'emigrazione e come continui a svolgere un ruolo cruciale nel supportare le comunità italiane all'estero. Questo convegno offre l'opportunità di condividere esperienze, apprendere dalle testimonianze di chi ha vissuto l'emigrazione e trovare modi innovativi per continuare a sostenere coloro che sono lontani da casa. Le Comunità non si limitano a fornire solo assistenza spirituale; sono un punto di riferimento per coloro che cercano aiuto materiale e sociale. Molte Missioni/Comunità organizzano iniziative di beneficenza, offrono corsi di lingua e aiutano nella ricerca di alloggio e lavoro. In questo modo, la missione cattolica diventa un faro di speranza per coloro che cercano un nuovo inizio in Germania. Inoltre, le missioni svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la comprensione interculturale e il dialogo religioso. Alle quattro giornate di Palermo, volte a far conoscere la realtà delle comunità cattoliche all'estero, in particolare in Germania, sono presenti 150 persone, e giornalisti della stampa cattolica seguiranno il convegno. Molti saranno i presuli presenti, così come un Vescovo, due referenti pastorali e il direttore nazionale della Conferenza Episcopale Tedesca. Indipendentemente da dove ci troviamo, La Chiesa è con noi, pronta a offrire conforto, guida e un senso di appartenenza. E questo è un messaggio di speranza che vale la pena condividere. (Licia Linardi - Corriere d'Italia, mensile delle Missioni cattoliche Italiane in Germania)

Mci Germania: la seconda giornata dei lavori del Convegno nazionale

5 Ottobre 2023 - Palermo - Per affrontare il tema della seconda giornata del convegno nazionale delle Missioni cattoliche Italiane in Germania – in corso fino a domani a Palermo - si sono posti a confronto e in dialogo le istituzioni della Chiesa italiana con quelli della Chiesa tedesca. Confronto e dialogo che si è sviluppato su tre livelli. Un primo livello è quello che ha posto uno di fianco all’altro due responsabili delle comunità di altra madre lingua di due diocesi tedesche: sono Hans-Paul Dehm, referente diocesano per le comunità di altra madrelingua a Fulda, e Sebastian Schwertfeger, vice-referente diocesano per le comunità di altra madrelingua dell’arcidiocesi di Berlino. “L’idea era quella di ascoltare le loro esperienze – spiega don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Mci in Germania–, ma anche  cercare di prospettare il futuro delle nostre comunità”. Per il secondo livello la parola è passata a due vescovi, entrambi legati alle Commissioni per le migrazioni: mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, presidente Migrantes e CEMI della Conferenza episcopale italiana, e mons. Peter Birkhofer, vescovo ausiliare di Friburgo, membro della Commissione Migrantes  della Conferenza episcopale tedesca. “Una sorta di mutuo soccorso tra due Chiese sorelle e su come la Chiesa italiana può essere di supporto e di aiuto alle missioni di lingua italiana in Germania, come ad esempio la sofferenza che esse vivono per la mancanza di personale”. Il confronto, nel pomeriggio, si è spostato sul terzo ed ultimo livello dando la parola ai due direttori: il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Paolo Felicolo, e il direttore nazionale della Germania della pastorale per gli stranieri, Lukas Schreiber. In serata la messa nella Cattedrale di Palermo, presieduta dall’arcivescovo mons. Corrado Lorefice, delegato Cesi per le Migrazioni, con l’animazione del coro “Arcobaleno di popoli”. A chiudere la seconda giornata, la cena a cura del ristorante “Moltivolti” nel quartiere Ballarò.  

Migrantes e Caritas: il 17 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione

3 Ottobre 2023 - Roma - Sarà presentato il prossimo 17 ottobre 2023 dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso NH Hotel – The Church Palace il XXXII Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, sul tema “Liberi di scegliere se migrare o restare”. A fare da sfondo alla nuova edizione del Rapporto Immigrazione è la scelta di lasciare il proprio Paese di origine: le ragioni della partenza, le insidie del viaggio, le sfide dell’inclusione, le ricchezze di una società plasmata da molteplici apporti sociali, culturali, spirituali ed economici. L’evento si svolgerà esclusivamente in presenza.

Il Mediterraneo, teatro di vite spezzate e sogni infranti

22 Settembre 2023 - Marsiglia - Papa Francesco a Marsiglia ha rivolto lo sguardo al Mediterraneo e ha richiamato “la tragedia di chi non c’è l’ha fatta, di chi è morto in mare”. E ha ricordato alla nostra coscienza che “sono vite spezzate e sogni infranti”. Il mare ricorda in questo porto di Marsiglia che la morte chiede solo ‘silenzio’ ha detto. In fondo al mare ci sono le speranze di tanti migranti. Così commenta mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, presente a Marsiglia agli “Incontri del Mediterraneo”. L’intervento di papa Francesco è stato pronunciato davanti al Memoriale dedicato ai marinai e ai migranti dispersi in mare nel corso di un momento di raccoglimento con i leader religiosi e i 65 Vescovi presenti a Marsiglia e provenienti dalle sponde del Mediterraneo. Lo splendido mare è diventato ‘un cimitero ‘ ha detto ancora papa Francesco ricordando “che siamo di fronte a un bivio: o scegliamo la cultura della fraternità o la cultura dell’indifferenza. Soccorrere chi è in mare è un dovere di civiltà”, ha detto. Abramo – spiega mons. Perego riprendendo le parole di papa Francesco - con la sua ospitalità è a “fondamento di tutte le religioni del Mediterraneo. Il suo esempio deve diventare per le religioni motivo di collaborazione  di fronte ai drammi del Mediterraneo. Oggi occorre scegliere la via dell’incontro, a partire dalle religioni. Marsiglia è stata esempio di Dialogo interreligioso e deve continuare ad essere un esempio per l’Europa. Non facciamo naufragare la speranza”. Il presidente di Migrantes sottolinea che una parola di solidarietà il Papa “l’ha avuta per  coloro che soccorrono in mare e trovano alcuni ostacoli segno di ingenerosità e di fratellanza”. Un discorso, quello di papa Francesco – ha concluso mons. Perego “appassionato e al tempo stesso addolorato, fermo nel riaffermare la centralità della tutela dei migranti in fuga e che chiedono accoglienza”. Un discorso che accompagnerà l’azione pastorale e sociale della Chiesa a favore dei migranti.

Card. Montenegro a Lampedusa: “accogliamo sorridenti Gesù nei fratelli che vengono dall’altro continente”.

9 Luglio 2023 - Lampedusa - “Sono passati dieci anni dal primo viaggio apostolico di papa Francesco. Viaggio, secondo me, iniziato a Lampedusa ma non ancora concluso. Venne per piangere le vittime della migrazione, della cultura dello scarto e dell’indifferenza”. Lo ha detto questa mattina il card. Francesco Montenegro, nella celebrazione eucaristica, nella parrocchia di Lampedusa, a conclusione di tre giorni in ricordo del X° anniversario della visita nell’Isola, di papa Francesco. L’iniziativa – promossa dall’Apostolato del Mare della Cei, dalla Fondazione Migrantes e dalla diocesi di Agrigento – si inserisce nelle celebrazioni per la Domenica del Mare che si celebra oggi. Molto spesso, “voi di Lampedusa e Linosa – ha detto il porporato -  avete visto queste donne e uomini piangere e avete pianto con loro, e non solo il 3 ottobre di dieci anni fa; li avete soccorsi ravvisando in loro fame e sete di speranza e desiderio di vita migliori; avete persino aperto le vostre case perché avessero il ristoro di una doccia, il tepore di un tè… e la consolazione di un abbraccio. Avete condiviso il pesce pescato da voi stessi con loro, coi quali lo avete arrostito e mangiato. Avete pregato insieme, pur nel rispetto di altre fedi e altri riti. E, con i loro sguardi ricchi di speranza ma carichi di orrore, avete ascoltato le loro storie di persecuzioni, di stupri e vessazioni, di percosse violente e molestie di ogni genere… insieme alla struggente nostalgia di casa e degli affetti più cari”. Per il card. Montenegro la fraternità è “la festa della paternità di Dio. Invochiamo lo Spirito perché ciò avvenga. È vero che la fraternità la vogliamo e costruiamo noi, ma è vero che è dono dello Spirito. Senza lo Spirito che è Pace, Giustizia, Amore, Libertà, Verità, la fraternità rischia di essere semplice velleità.  Continuiamo perciò con Papa Francesco il viaggio della speranza, cominciato da qui; non stanchiamoci; il Crocifisso sopra l’altare che il Papa ci ha regalato ce lo ricordi; osiamo come Papa Francesco, non lasciamolo solo ma soprattutto accogliamo sorridenti Gesù nei fratelli che vengono dall’altro continente”. (Raffaele Iaria - www.migrantesonline.it)

Papa Francesco: “morte di innocenti è grido assordante”

  8 Luglio 2023 - Lampedusa – “In questi giorni in cui stiamo assistendo al ripetersi di gravi tragedie nel Mediterraneo, siamo scossi dalle stragi silenziose davanti alle quali ancora si rimane inermi e attoniti. La morte di innocenti, principalmente bambini, in cerca di una esistenza più serena, lontano da guerre e violenze, è un grido doloroso e assordante che non può lasciarci indifferenti. E' la vergogna di una società che non sa più piangere e compatire l'altro". Dieci anni fa papa Francesco compiva il suo primo viaggio apostolico. In occasione di questo anniversario il Pomtefice ha inviato un messaggio dicendosi "vicino con l'affetto, la preghiera e l'incoraggiamento", all'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano, che ne ha dato lettura alla “Porta d’Europa” in occasione dell’incontro promosso nell’Isola delle Pelagie promosso dall’Ufficio Nazionale per l’Apostolato del Mare della Cei, dalla Fondazione Migrantes e dala diocesi di Agrigento. "Sono trascorsi 10 anni dal viaggio che ho voluto compiere nella comunità lampedusana per manifestare il mio sostegno e la paterna vicinanza a chi dopo penose peripezie, in balia del mare, è approdato sulle vostre coste”, si legge nel testo: “il consumarsi di sciagure così disumane deve assolutamente scuotere le coscienze. Dio ci chiede: 'Adamo dove sei? Dov'è tuo fratello?'. Vogliamo perseverare nell'errore, pretendere di metterci al posto del Creatore, dominare per tutelare i propri interessi, rompere l'armonia costitutiva tra lui e noi? Bisogna cambiare atteggiamento. Il fratello che bussa alla porta è degno di amore, di accoglienza e di ogni premura. E' un fratello che, come me, è stato posto sulla terra per godere di ciò che vi esiste e condividerlo in comunione". In tale contesto per papa Francesco “tutti siamo chiamati ad un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. È necessario quindi che la Chiesa, per essere realmente profetica, si adoperi con sollecitudine per porsi sulle rotte dei dimenticati, uscendo da sé stessa, lenendo con il balsamo della fraternità e della carità le piaghe sanguinanti di coloro che portano impresse nel proprio corpo le medesime ferite di Cristo”. L’esortazione del Papa è quella di “non restare imprigionati nella paura o nelle logiche di parte”, ma essere “cristiani capaci di fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo codesta Isola, posta nel cuore del Mare Nostrum, affinché ritorni a splendere nella sua originaria bellezza”. (Raffaele Iaria - www.migrantesonline.it)

Card. Montenegro: “Sogniamo che si scelga la civiltà dell’amore e non il suo naufragio”

  8 Luglio 2023 - Lampedusa - “Immigrati morti in mare”. Dieci anni fa papa Francesco, “pellegrino a Lampedusa, iniziava così la sua omelia, tracciando poi una linea di distinzione tra le acque della morte e quelle della vita. Se dovesse tornare, purtroppo, ripeterebbe le stesse parole”. Lo ha detto, questa mattina, il card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, davanti alla “Porta d'Europa” nel decimo anniversario della visita, la prima del suo pontificato, papa Francesco a Lampedusa l'8  luglio 2013. A Lampedusa, ieri, l’inizio di una tre giorni in occasione dell’anniversario del viaggio e della Domenica del Mare che l’ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare della Cei ha voluto celebrare nell’Isola delle Palagie. Un serie di eventi, promossi insieme alla Fondazione Migrantes e alla diocesi di Agrigento,  sul tema “Chi di noi ha pianto? Il mare luogo di vita”. Nel Libro dell’Esodo – ha detto il card. Montenegro - la libertà degli oppressi “non prevede la costruzione dei lager, o dei container adibiti a luoghi di inumana detenzione. Invece, nelle acque delle tante Lampeduse politiche, prima che fisiche, si assiste all'opera malefica di smarrimento, di cancellazione della memoria dei ‘nomi’ - sono solo migranti non esseri umani - trasformando la nostra in una civiltà senza memoria e una società senza dolore”. Così nelle Lampeduse che sono Cutro, Lesbo, Lampedusa…naufragano insieme il nome di Dio e i nomi delle sue figlie e dei suoi figli, delle sue bambine e dei suoi bambini…naufraga la civiltà”. La “Porta d'Europa” di Lampedusa, come il molo Favarolo, sono “testimoni silenti del processo che va contro la creazione di Dio. Sono testimoni di una guerra non meno fratricida della guerra in Ucraina e delle altre guerre che insanguinano il mondo solo che qui gli arsenali sono costituiti  non da armi dai corpi dei migranti. Corpi che la politica esibisce come numeri, se restano vivi; corpi di reato, che non meritano neppure di essere contati, se muoiono per annegamento nel Mediterraneo o  nell'Egeo e/o di stenti nella rotta balcanica, di sete nel deserto del Niger, di stupri e violenze nei lager della Libia”. Per il porporato, nella “triste vicenda delle migrazioni questo nostro porto da luogo di vita è diventato approdo di salme e/o di esseri ‘mezzi vivi’: avamposto della tumulazione per i primi, primo luogo di ‘trattenimento’ per i secondi, considerati subito stranieri irregolari”. Un porto, questo di Lampedusa, “testimone tanto del transito pietoso di numerosi morti,  quanto delle vite estratte dalla morsa della morte. Vite salvate, nutrite, curate… da sanitari, forze dell'ordine, volontari, cittadini e cittadine mossi, non importa se dalla fede o dal senso del dovere,  certamente da compassione e tenerezza che sottraggono i corpi dei migranti defunti al ludibrio e allo scempio custodendoli prima nella pietà e poi nei loculi dei cimiteri”. “Sogniamo” qui con tutti, perché “si scelga la civiltà dell’amore e non il suo naufragio”, ha concluso il porporato. Questa mattina, prima dell’arrivo alla “porta d’Europa”, il percorso commemorativo dal sagrato della chiesa parrocchiale di Lampedusa con interventi, durante il percorso, di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, di mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento e di don Bruno Bignami, direttore nazionale dell’Apostolato del mare della Cei. Alle 21.00 è prevista inoltre una tavola rotonda a cui prenderanno parte mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, don Stefano Nastasi, già parroco di Lampedusa, Enzo Riso, pescatore, e i rifugiati Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara del Centro Astalli. Domani una celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale presieduta dal card. Montenegro. All'incontro è presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. (Raffaele Iaria- Migrantesonline)  

Mons. Perego: decreto flussi “non basta senza politiche”

8 Luglio 2023 -
Roma - «Il decreto flussi triennale di 452.000 lavoratori stranieri - circa 150mila lavoratori annualmente - va certamente incontro a esigenze di settori sempre più diversi del mondo del lavoro italiano. Ci sono però alcuni aspetti non considerati e che chiedono assolutamente una attenzione per evitare tempi lunghi di irregolarità e irregolarità diffuse». Lo sottolinea l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, analizzando il decreto flussi. Il presule segnala in particolare criticità da superare. «I tempi lunghi di irregolarità - spiega mons. Perego - sono dettati da almeno sei mesi di attesa dalla domanda all'appuntamento in Questura e altri tre mesi per avere il permesso: nove mesi di attesa per un permesso stagionale di un anno. L'irregolarità che continua a diffondersi riguarda un impianto strutturale che non considera l'incontro fra domanda e offerta di lavoro. Anche le conversione dei permessi che valgono per stagionali e studenti universitari e tirocinanti sono positivi, ma non considerano anche la necessità degli alloggi per chi lascia uno studentato universitario o appartamenti affittati annualmente per studenti: il tema casa non è affrontato». L'irregolarità si diffonde «perché non è prevista una conversione in permesso per lavoro per chi ha un permesso di protezione temporanea o ha fatto una richiesta d'asilo. In altre parole - sottolinea il presidente della Migrantes - non basta aumentare i flussi se la struttura burocratica di esame delle domande non funziona e se manca una politica migratoria che coniughi casa, lavoro, ricongiungimenti familiari e inserimento sociale».

Cei: una tre giorni a Lampedusa nel X° anniversario della visita di papa Francesco

4 Luglio 2023 - Roma -

Roma – L’8 luglio di dieci anni fa, papa Francesco raggiungeva l’isola di Lampedusa per piangere gli oltre 20mila morti, donne uomini e bambini, nella tomba del Mediterraneo. Il primo viaggio apostolico del nuovo Papa ha raggiunto quest’isola delle Pelagie che è diventata approdo, casa, ponte per migliaia di persone in fuga da drammi, povertà, guerre, spesso legati a politiche internazionali in Africa, nel Medio Oriente in Asia. Per ricordare questo viaggio l’Ufficio dell’Apostolato del Mare della Cei, dalla Fondazione Migrantes e dalla diocesi di Agrigento hanno promuovono, da venerdì 7 a domenica 9 luglio, tre giornate nell’Isola sul tema “‘Chi di noi non ha pianto’. Il mare luogo di vita”. Il programma prevede per venerdì sera, nella chiesa parrocchiale di S. Gerlando di Lampedusa un concerto sul tema “Musiche e parole dal mare” e una riflessione sul tema “Chi di noi ha pianto?“ curata dall’attore  Michele La Ginestra. Sabato un percorso commemorativo dal sagrato della Chiesa parrocchiale S. Gerlando alla Porta d’Europa dove sono previsti interventi di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa e mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento. Seguirà, davanti al porto, una riflessione sul tema “Il mare è vita” affidata a don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale CEI dell’Apostolato del Mare. Davanti, poi, Porta d’Europa una riflessione affidata al card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e che nel 2013 accolse Papa Francesco. In serata, sul sagrato della parrocchia  di Lampedusa, una tavola rotonda con testimonianze e gli interventi del giornalista di Avvenire Nello Scavo, mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes; don Stefano Nastasi, già Parroco di Lampedusa; Enzo Riso, pescatore; Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara, rifugiati del Centro Astalli di Roma. Domenica la celebrazione eucaristica conclusiva presieduta dal card. Montenegro. (Raffaele Iaria)

Migrantes: il lavorare insieme e la cittadinanza al corso di pastorale migratoria

4 Luglio 2023 - Roma - Il tema della cittadinanza e il costruire il lavoro insieme sono stati al centro della seconda parte della prima giornata del Corso di pastorale migratoria promosso a Roma dalla Fondazione Migrantes. Sul tema della cittadinanza Sonny Olumati, vice presidente di “Italiani senza cittadinanza” ha parlato della richiesta che avanzano ragazzi, figli di migranti che, pur nati e cresciuti in Italia non hanno diritto alla cittadinanza. Olumati racconta del suo impegno di attivista e “creativo” per costruire una società più inclusiva, per superare il controsenso di essere italiani ma non essere riconosciuti tali dalla legge. In Italia i minori di seconda generazione sono 1 milione e 300 mila, il 13% di tutta la popolazione dagli 0 ai 17 anni. Un intervento, quello di Olumati, che riflette su come ci si concentri ancora sul colore della pelle quando l'appartenenza passa da altri elementi quali il linguaggio, la cultura e l’educazione. Il costruire il lavoro insieme è stato al centro dell’intervento di Marco Ruopoli e Dullal Ghosh della cooperativa Sophia. Ruopoli ha raccontato come la sua esperienza, partita  da un percorso spirituale guidato in una parrocchia di Roma da don Alessandro di Medio, abbia fatto nascere in lui il desiderio di scoprire la sua vocazione a partire dalla realizzazione di una impresa. Nel discernimento, scopre che “la voce di Dio è la gioia” e realizzando piccoli passi nel mondo del lavoro si rende conto che “lavorare insieme ai migranti gli dà gioia”. In quell’anno, 2013, incontra Dullal Ghosh, che racconta ai corsisti la sua storia: vende fazzoletti e accendini ad un semaforo di via Cristoforo Colombo a Roma. Lì incontra Marco. Comincia così la loro avventura fatta di dialogo, creatività e fiducia che ha portato Dullal a diventare socio della Cooperativa Sophia e protagonista del progetto Educare Senza Confini che ha formato sul tema della migrazione nelle scuole circa 12.000 studenti.

Migrantes: da oggi il corso di formazione “linee di pastorale migratoria”

3 Luglio 2023 - Roma - Provengono da 30 diocesi italiane e da alcune Missioni Cattoliche Italiane in Europa i circa 50 sacerdoti e laici che parteciperanno, da oggi pomeriggio al 7 luglio, al corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes a Roma presso Villa Aurelia. Il Corso è rivolto ai direttori diocesani Migrantes di nuova nomina, ai missionari italiani all’estero, ai nuovi coordinatori nazionali e cappellani etnici e agli operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei Rom, Sinti e caminanti. Una settimana intensa che vedrà anche la presenza, domani, martedì 4 luglio, del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, che presiederà una liturgia eucaristica animata da un gruppo cattolico filippino. Al corso, che sarà introdotto dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, sono previsti molti interventi sulla pastorale migratoria in Italia e molte testimonianze dai diversi territori. A concludere il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego. (Raffaele Iaria)

Bologna: domani l’incontro sulle migrazioni nel 10° anniversario del viaggio del Papa a Lampedusa con il card. Zuppi

1 Luglio 2023 - Bologna - Domenica 2 luglio alle ore 9.30 a Villa Pallavicini a Bologna  l’incontro internazionale “Per la sensibilizzazione sulla questione migratoria” organizzato da Fondazione Migrantes e Coordinazione nazionale per la Pastorale dei cristiani di lingua francese in Italia con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana, del Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar e della diocesi di Bologna. L’evento è promosso  nella commemorazione del 10° anniversario del viaggio di papa Francesco a Lampedusa. Oltre a testimonianze e alla presenza di Ambasciatori dei Paesi africani presso la Santa Sede, del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo e di personalità politiche, civili e militari, vi saranno anche gli interventi di responsabili di Uffici Migrantes  e Cooperazione missionaria, del card. Fridolin Ambongo, Presidente del Secam, e del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente Cei, che concluderà l’incontro. Seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dal card. Zuppi che sarà animata dal Coro delle Comunità cattoliche africane di lingua francese e inglese in Italia. "Dieci anni fa Papa Francesco, a quattro mesi dalla sua elezione, si recò a Lampedusa – spiega don Luis Gabriel Tsamba, Coordinatore nazionale Migrantes per la Pastorale dei cristiani di lingua francese in Italia – a seguito di un naufragio che aveva “seppellito” in mare centinaia di immigrati africani, finiti in fondo al Mediterraneo. Quella piccola isola, segno del mondo sofferente, è anche un faro, simbolo di speranza e coraggio di un’accoglienza fraterna per chi cerca una vita migliore". Il Programma. Il programma prevede alla preghiera e il saluto di don Gabriel Tsamba, coordinatore nazionale per la pastorale dei cattolici africani francofoni e gli interventi su "Migrazioni: contesto geopolitico e fenomeno strutturale" affidato a p. Giulio Albanese, direttore Ufficio Comunicazioni sociali e Cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma; "Magistero di Papa Francesco sulla pastorale dei migranti" affidata a don Denis Kibangu Malonda, direttore Ufficio pastorale Migrantes di Tivoli e Palestrina; "Linee di Pastorale dei migranti" affidata a mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguiranno la testimonianza di un sopravvissuti messaggio di saluto di uno degli ambasciatori presenti, l'intervento del card. Ambongo. A concludere il card.  Zuppi, che poi presiederà la Messa, animata dal Coro comunità cattoliche africane di lingua francese e inglese in Italia. (Raffaele Iaria)

Migrantes: a Salerno l’incontro dei coordinatori nazionali

26 Giugno 2023 - Roma – Si svolgerà a Salerno, domani, l’incontro dei coordinatori etnici nazionali Migrantes guidato dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. La Giornata prevede, in mattinata, una visita ad un centro di Accoglienza per migranti a Battipaglia per conoscere la realtà delle strutture di accoglienza, degli aspetti gestionali, dei percorsi di inserimento e degli aspetti procedurali e di accompagnamento all’ottenimento del permesso di soggiorno.  Passando attraverso la zona litoranea della Piana del Sele si potranno osservare le campagne e gli aggregati abitativi che vedono una forte presenza di migranti di diverse generazioni, nazionalità, fedi e stato sociale di inserimento. Nel pomeriggio celebrazione eucaristica nella cripta del Duomo di Salerno e l’incontro con l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi seguito dall’incontro con le comunità etniche presenti in diocesi e con l’equipe Migrantes, guidata dal direttore regionale Antonio Bonifacio ed alcuni rappresentanti della Consulta dei Popoli. (R.Iaria)

Roma: nasce la medicina delle fragilità con il contributo della Fondazione Migrantes

26 Giugno 2023 - Roma - Sarà presentata a Roma, queata mattina, l'accordo per una Medicina delle Fragilità a Tor Bella Monaca, grazie a un accordo tra Policlinico di Tor Vergata, Municipio Roma VI Le Torri, Fondazione Migrantes e Istituto di Medicina Solidale. Alla presentazione saranno presenti il card. Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes; i vescovi ausiliari di Roma  mons. Dario Gervasi e mons. Riccardo Lamba; Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio; Nicola Franco, Presidente del Municipio Roma VI Le Torri; Giuseppe Quintavalle, direttore generale del policlinico Tor Vergata; Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata; Giuseppe Sartiano, presidente Medicina Solidale e Lucia Ercoli, responsabile Unit Medicina delle Fragilità Sociale del PTV e responsabile sanitario Medicina Solidale. Questo servizio offrirà interventi socio sanitari di prossimità rivolti a tutte le persone vulnerabili. L’Istituto di Medicina Solidale metterà a servizio dell'ambulatorio l'esperienza maturata in questi 20 anni di servizio per le persone sole e la rete di supporto dei suoi ambulatori di strada. (R.Iaria)

Migrantes e Caritas: “La terra è di tutti e ogni persona ha diritto di muoversi liberamente”

15 Giugno 2023 - Una tragedia tra le più dolorose e gravi degli ultimi dieci anni. Così Fondazione Migrantes e Caritas Italiana commentano la strage di migranti avvenuta nel Mar Egeo davanti alle coste greche. Nell’esprimere dolore per questo ennesimo tragico naufragio, Migrantes e Caritas sottolineano “la necessità di canali regolari d’ingresso in Europa che evitino la morte a uomini, donne e bambini costretti a fuggire per vivere una vita più dignitosa. Occorre una maggiore consapevolezza a livello europeo, affinché si superi presto il regolamento di Dublino e non si chiudono le frontiere”. La terra è di tutti e ogni persona ha diritto di muoversi liberamente senza alcuna limitazione. Papa Francesco – ricordano Fondazione Migrantes e Caritas Italiana – nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il prossimo settembre, sottolinea questa libertà a partire dal titolo “Liberi di scegliere se migrare o restare”. Due diritti fondamentali come “il diritto di vivere nella propria terra o migrare liberamente. Diritti oggi a rischio perché spesso non si conoscono – o non si vogliono conoscere – le reali motivazioni delle partenze specialmente da luoghi dove c’è guerra o si vivono situazioni di estrema povertà. Dovrebbe essere chiaro per tutti che per comprendere bisogna conoscere”.

Don Kodrari: la comunità albanese in Italia “si è integrata perfettamente nel tessuto sociale e culturale”

14 Giugno 2023 - Roma - “Per me questo non è altro che un ulteriore segno della manifestazione dell'amore di Dio nei miei confronti e allo stesso tempo una grande responsabilità che mi offre la possibilità di mettermi al servizio degli altri. Spero che il Signore mi aiuti e mi dia la grazia affinché io veda il Suo volto in quello del mio prossimo e che io abbia la grazia per considerare il diverso come abitazione dello Spirito santo”. Lo dice al quotidiano “Osservatore Romano” don Anton Kodrari, da poche settimane nominato coordinatore nazionale Migrantes della pastorale dei cattolici albanesi in Italia dal Consiglio Episcopale Permanente della Cei. Dopo aver raccontato la sua storia al giornale vaticano il sacerdote, incardinato nella diocesi di Fiesole, spiega che quella  albanese è “una comunità che mantiene ancora saldi legami familiari tra una sponda e l'altra dell'Adriatico, ma che si è integrata perfettamente nel tessuto sociale e culturale italiano. Molti albanesi, soprattutto quelli emigrati in età adulta, sono ancora legati alle tradizioni religiose delle terre natie; da qui la necessità di un grande piano pastorale incentrato anche sul rapporto con i sacramenti del battesimo, della confessione e del matrimonio”. L'arrivo degli albanesi in Italia può dividersi in tre periodi storici distinti e in altrettanti gruppi. I primi che arrivarono furono gli Arbëreshë che, a seguito della morte dell'eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg e alla conseguente avanzata degli ottomani, si stabilirono in Italia nel XV secolo per non abiurare alla propria fede. Proprio agli Arbëreshë è legata l'immagine della Madonna del Buon Consiglio che la tradizione vuole sia stata trasportata dagli angeli, assieme a due pastori scutarini che la seguirono senza accorgersi di nulla, dall'Albania alla città di Genazzano, a pochi chilometri da Roma, spiega il sacerdote. Il gruppo Arbëreshë, ancora oggi, fa parte della Chiesa italo-albanese, una Chiesa sui iuris di tradizione bizantina e in piena comunione con il Papa. Il secondo gruppo è formato da coloro che subirono la diaspora albanese che vide la fuga e l'esilio di sacerdoti, politici e di tante altre persone con l'instaurarsi della dittatura comunista. Il terzo gruppo arrivò invece negli anni '90 con la caduta del regime comunista e si è distribuito geograficamente in tutta la Penisola. I cattolici albanesi del secondo e terzo gruppo “utilizzano il rito romano nell'amministrazione dei sacramenti, nella settimana santa, nelle feste di precetto e in tutte le manifestazioni della liturgia cattolica”. Don Kodrari evidenzia che la Chiesa italiana ha “sempre espresso vicinanza e affetto verso tutte le Chiese e in modo particolare a quella della mia terra di origine dove, dalla caduta del regime, ha sempre inviato missionari, suore e volontari laici per rialzare e fortificare la Chiesa di Albania tanto provata dagli anni della dittatura. Non sono mancati gli aiuti umanitari, l'invio di materiale sanitario e negli ultimi anni tanto si è investito nell'istruzione e la formazione umana con scuole e università”. Per quanto riguarda “il contributo del mio ufficio, con l'aiuto di tanti collaboratori, cerchiamo di diffondere la Parola celebrando la messa in lingua albanese, confessare quanti non conoscono l'italiano, dare un aiuto concreto e caritatevole a quanti hanno bisogno e, non ultimo, organizzare pellegrinaggi per le festività a noi più care come la Madonna del Buon Consiglio e la festa dei martiri d'Albania”. (Raffaele Iaria

S-cambiamo il mondo: l’altro e i diritti attraverso il cinema a Roma

6 Giugno 2023 - Roma - Unendo la forza dell’immagine all’emozione di una storia, prestandoci lo sguardo di un personaggio e amplificando l’empatia con la musica, il cinema è un modo perfetto per conoscere l’altro, anche se l’altro è straniero, se proviene da luoghi lontani, se ha esperienze e saperi diversi. Il cinema è un modo perfetto anche per dare corpo all’idea astratta di diritto umano, perché fa vedere quanto è essenziale garantirlo, e le conseguenze di quando è calpestato, che ciò avvenga dall’altra parte del mondo o nelle nostre stesse città. Se ne accorgerà chi passerà da Villa Borghese a Roma il prossimo fine settimana, entrerà nella Casa del Cinema rinnovata, che inaugura in questi giorni la sua nuova stagione, e prenderà parte alla rassegna dal titolo S-cambiamo il mondo – Per i diritti di tutti. L’iniziativa è un preziosissimo appuntamento fisso, il sesto quest’anno, sostenuta dalla Fondazione Migrantes e patrocinata dalla Regione Lazio, da Amnesty International e dall’Alto commissariato ONU per i rifugiati tra gli altri. La organizza DUN-Onlus, associazione nata nel 2015 per offrire supporto psicologico a chi migra in Italia, che da allora coltiva il dialogo interculturale, anche attraverso l’arte e il cinema in modo particolare. Il programma di quest’anno, curato dalla fondatrice e presidente di DUN, la psicologa e psichiatra Barbara Massimilla, avrà al centro due concetti basilari eppure non scontati, la relazione e la vita, declinati nelle molte forme dello scambio interpersonale e della lotta per il diritto ad esistere, dell’individuo o di un popolo intero. Il messaggio passerà da tanti linguaggi diversi, quante sono le opere scelte, tutte accomunate da uno sguardo attento sul presente: dall’esperimento del cortometraggio Intrecci, della stessa Massimilla, a Nezouh di Soudade Kaadan, una fiaba di guerra ambientata in Siria; dalla cronaca commovente dei fratelli Dardenne in Tori e Lokita, storia di due bambini alle prese con la legge dell’immigrazione, alla viva voce di chi ha camminato la rotta balcanica, nel docufilm "Trieste è bella di notte" di Calore, Collizzolli e Segre; e ancora, da una parte all’altra del mondo, Argentina 1985 di Santiago Mitre e Leila e i suoi fratelli di Saeed Roustayi. Le riflessioni saranno affidate agli incontri, tra una proiezione e l’altra: interverranno tra i molti Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, Riccardo Noury di Amnesty International, le attiviste Ziba Gul, afghana, e Zahra Tawfiq, iraniana. Le due giornate saranno arricchite dall’esposizione delle creazioni dei laboratori di DUN, frutto dell’incontro tra culture che l’associazione mette in pratica ogni giorno, dalla moda alla musica. Sabato 10 e domenica 11 giugno, dalle 15 in poi, con ingresso libero.

Mci Zurigo: da domani la visita di mons. Felicolo per la festa della Missione

2 Giugno 2023 - Zurigo – “Giovani e famiglie”. La sfida della migrazione”. Questo il tema di una relazione che mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, terrà domani sera presso la Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo. L’iniziativa si colloca all’interno della Festa della Missione che si concluderà il prossimo 17 giugno. Mons. Felicolo incontrerà la comunità italiana che vive nel territorio della città di Zurigo e i rappresentanti e i gruppi della parrocchia dedicata a San Giovanni Bosco. Qui – ci dice il parroco don Fulvio Gamba, vivono circa 14mila italiani. La visita di mons. Felicolo si concluderà domenica alle 11 con la celebrazione della santa Messa nella chiesa della Missione Cattolica Italiana animata dalla corale musicale Santa Cecilia. La visita di mons. Felicolo in Svizzera proseguirà poi a Basilea dove parteciperà alla seconda edizione dell’Italian & Swiss Summer Festival. La Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo nasce alla fine del diciannovesimo secolo quando i salesiani decisero di inviare alcuni sacerdoti per seguire pastoralmente gli italiani che arrivavano in quegli anni in Svizzera. Il nucleo originario delle strutture pastorali e ricreative non risulta più presente, in quanto periodicamente vennero effettuati lavori di demolizione e di trasformazione.  Gli edifici attuali risalgono al 1952, la Chiesa e agli anni ’80 del ventesimo secolo la Missione. (Raffaele Iaria)

Certini: l’esperienza di accoglienza e di integrazione vissute nelle comunità ecclesiali potranno esercitare una forza straordinaria di pressione culturale e politica

1 Giugno 2023 - Roma – “Oggi, di fronte alla crescita delle povertà di ogni genere, di fronte al folle aumento della produzione bellica, alle migliaia di migranti in fuga che perdono la vita nel nostro mare, occorre riscoprire il ruolo politico delle città, come declinato da Giorgio La Pira, il quale considerava la città come una grande casa e una grande famiglia”. Lo ha detto ieri Maurizio Certini, Consigliere del Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” di Firenze, intervenendo sul tema “Come costruire una cultura dell’accoglienza alla luce della Scrittura” all’incontro dei coordinatori etnici nazionali promosso dalla Fondazione Migrantes. Oggi, per Certini, legare la parola “accoglienza” alla parola “cittadinanza”, come ci propone Papa Francesco “ci richiama alla necessità di una politica-compito il cui compito strutturale è quello di favorire le condizioni per lo sviluppo di buone relezioni tra le persone e la costruzione del bene comune”. La cultura dell'accoglienza “apre alla cittadinanza, rispetta le identità: ha un benefico effetto politico ma anche ecclesiale; un effetto vasto, concreto, che guarda al futuro e può incidere sulle strutture della società, dandole qualità e umanizzandole”. Certini si è detto convinto che “l'esperienza di accoglienza e di reale integrazione vissute nelle comunità ecclesiali in questi anni potranno esercitare, man mano, una forza straordinaria di pressione culturale e politica sia a livello nazionale che internazionale”. Ad introdurre l’incontro il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.