3 Ottobre 2019 -
Roma - Il 3 ottobre del 2013, un’imbarcazione carica di migranti, in maggioranza eritrei, affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Si trattò del più grave naufragio accertato in termini di vite umane. I morti certi furono 368, 20 quelli presunti e 155 i superstiti, di cui 41 bambini. Nel 2016, per volontà del Parlamento, quella data fu proclamata Giornata nazionale delle vittime di immigrazione, con l’intento, si disse, di sensibilizzare al rispetto della vita e all'accoglienza. In realtà, quella del Mediterraneo continua ad essere – si legge in una nota stampa della Campagna “Io Accolgo” – “la rotta più pericolosa e funestata da vittime, soprattutto dopo la soppressione delle missioni di salvataggio e recupero come Mare nostrum e la guerra dichiarata alle Ong, costrette a pagare un prezzo altissimo, in termini di diffamazione e non solo, per svolgere quello che è il dovere di ogni essere umano: salvare la vita a un proprio simile in pericolo”. I tanti comitati territoriali in cui è articolata la Campagna “Io accolgo” hanno organizzato, per ricordare le vittime di quella strage, iniziative in tutta Italia, reperibili sul sito della campagna a questo link http://www.ioaccolgo.it/eventi . Flash mob, letture collettive, creazione di murales, dibattiti, iniziative nelle scuole, proiezioni di film, mostre fotografiche, e persino un Festa degli aquiloni. Durante le iniziative saranno allestiti banchetti per raccogliere le firme all’appello che chiede l’abrogazione dei due decreti sicurezza e l’annullamento degli accordi con la Libia, oltre a una più complessiva revisione della legislazione sull’immigrazione. A riguardo, ricordiamo che l’appello si può firmare anche online sul sito della Campagna a questo link http://www.ioaccolgo.it/firma-lappello
Primo Piano
Migranti: oggi ricorre il sesto anniversario della tragedia di Lampedusa
3 Ottobre 2019 - Lampedusa - Sono passati sei anni da quella che è stata considerata una delle più gravi stragi di migranti del Mediterraneo: era il 3 ottobre 2013 quando una nave partita dalla Libia si rovescia a 800 metri dall’Isola dei Conigli, a Lampedusa.
L’imbarcazione ha a bordo tra 520 e 550 persone. Nonostante i tentativi di aggrapparsi a pezzi di relitto, 368 persone muoiono affogate. I superstiti saranno 155, ma qualcuno sostiene che ci siano anche una ventina di dispersi.
Da dieci anni una rete internazionale per liberare le schiave
3 Ottobre 2019 - Roma - Per festeggiare i primi 10 anni di vita, Talitha Kum, rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone, si è riunita nei giorni scorsi in assemblea generale a Roma e ha raccolto delle testimonianze di persone liberate. «È importante far conoscere esternamente quello che è il dramma della tratta – spiega suor Gabriella Bottani, coordinatrice della rete internazionale –. Lo è per chi racconta la storia perché sta facendo un percorso e ad un certo punto sente come terapeutico il raccontarsi… dall’altra parte ciò può diventare una gabbia che chiude la persona dentro una storia e non la vediamo più come persona con il proprio nome, ma la identifichiamo come sopravvissuta. C’è sempre una tensione tra il bene che una storia può fare a chi la legge e che può sensibilizzarsi e può capire, attraverso storie vere, che la schiavitù oggi continua ad esistere… ma allo stesso tempo dobbiamo tutelare questo mondo di cura e di crescita nella libertà che stiamo costruendo con gesti semplici, quotidiani che sono quelli del prendersi cura della vita».
Una necessaria premessa per capire la fatica e la delicatezza che ogni storia porta con sé. Come quella di Sophia, originaria della Bielorussia, che racconta del suo matrimonio forzato: «La mia famiglia era povera ma felice. Tutto è cambiato quando sui social media ho conosciuto un uomo che viveva in California. Dopo un periodo di conversazioni in chat è venuto a trovarmi e poi mi ha proposto di sposarlo e trasferirmi da lui. Ma all’euforia dei primi mesi seguirono le violenze. Mi resi conto lentamente che il nostro non era un vero matrimonio ma un modo per ottenere denaro, avere una domestica a tempo pieno e un corpo su cui sfogare aggressività e rabbia. Una mattina ho chiamato una cooperativa e tramite loro sono riuscita a scappare. Mi hanno detto che ero vittima di 'schiavitù per corrispondenza' e mi hanno affidato a una casa-rifugio gestita da suore. Ho potuto frequentare la scuola, mi sono iscritta all’università e lì ho conosciuto il mio nuovo marito. Ora ho una famiglia felice». O come quella di Paola, colombiana: «Sono stata rapita dalle Farc – le forze armate rivoluzionarie della Colombia – quando ero solo una ragazzina e fin dal giorno dopo fui costretta a indossare un’uniforme: era di un militare che era stato ucciso dai guerriglieri. In questi anni ho subito lavori forzati e sfruttamento sessuale. Avevo diversi obblighi: sorvegliare il campo, tagliare la legna, prendere l’acqua dal fiume, cucinare. Ma anche caricare gli esplosivi e sollevare trincee a difesa degli attacchi nemici. È stato solo grazie a Talitha Kum se sono riuscita a scappare e a trovare supporto fisico e psicologico. Il mio cammino è aperto alla speranza da quando ho incontrato il mio attuale compagno, anche lui ex guerrigliero, oggi padre dei miei bambini». E come tante altre. «È importante parlare di processi di libertà e di liberazione – conclude suor Bottani – quando siamo liberi allora siamo persone con la nostra esperienza, il nostro vissuto, i limiti e le ricchezze. Meno etichette diamo, più spazio lasciamo a queste nostre sorelle e fratelli di costruire la vita in pienezza per considerarli come altri da me, ma con lo stesso valore e dignità». (Luisa Pozzar – Avvenire)
Prato: 25 giovani cinesi oggi all’Udienza generale con Papa Francesco
2 Ottobre 2019 - Città del Vaticano - Da Prato sono arrivati – per partecipare all’Udienza Generale del mercoledì con Papa Francesco - venticinque giovani cattolici, originari della Cina. Sono studenti e professionisti con cui la diocesi ha, da tempo, instaurato un rapporto diretto per uno scambio di esperienze e di amicizia
Brescia: venerdì la presentazione del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes
2 Ottobre 2019 - Brescia - Nell’ambito della campagna #IoAccolgo, l’Ufficio Migrantes, l’Ufficio per l’Impegno Sociale e la Caritas Diocesana di Brescia, promuovono, il 4 ottobre, un momento di riflessione sul tema delle migrazioni con la presentazione della nuova edizione del “Rapporto Immigrazione 2018-2019” curato dalla Fondazione Migrantes e dalla Caritas Italiana. Il titolo del rapporto è lo stesso del tema del messaggio del Papa per la 105° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Non si tratta solo di migranti”.
“È un momento importante perché crediamo possa offrire degli strumenti oggettivi che ci aiutino a valutare questo fenomeno nella sua globalità, in un tempo in cui in tanti cercano di offrire punti di vista e verità diverse”, sottolineano i promotori.
Alla presentazione interverranno don Roberto Ferranti, Direttore Area Pastorale per la Mondialità della Diocesi di Brescia; don Maurizio Rinaldi, Direttore Area Pastorale per la Società della Diocesi di Brescia e Simone Varisco della Fondazione Migrantes.
Ismu: dal 2013 hanno perso la vita nel Mediterraneo oltre 19mila persone
2 Ottobre 2019 - Milano - Domani 3 ottobre ricorre il sesto anniversario della tragedia del 2013 quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti nel Mediterraneo dall’inizio delle ondate migratorie di questi recenti anni. Dal 2013 al 30 di settembre 2019 sono stati oltre 19mila i migranti morti e dispersi nelle acque del Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda la Fondazione Ismu in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra il 3 ottobre.
Nonostante il considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee nel corso dell’ultimo biennio, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, si continua a morire in mare e resta alto il tasso di mortalità, sottolinea l’Ismu: più di 1000 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2019, 13 ogni mille sbarcati. In particolare il viaggio verso l’Italia è il più pericoloso: due terzi dei morti e dispersi nel Mediterraneo è partito dal Nord Africa ed era diretto in Italia.
Dal 1° gennaio al 29 settembre del 2019 sono sbarcate in Italia 7.453 persone, mentre i morti e i dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale (in partenza principalmente dal Nord Africa) verso l’Italia sono stati 669 morti (234 nel solo mese di luglio).
Tra i morti e dispersi ci sono anche numerosi bambini: il recente rapporto IOM Fatal Journeys. Missing Migrant Children affronta il tema dei bambini che intraprendono viaggi pericolosi e spesso fatali e che risultano sempre più numerosi. Secondo il Missing Migrants Project dell'IOM, tra il 2014 e il 2018 sono stati segnalati quasi 1.600 bambini morti o dispersi in tutto il mondo durante la migrazione. I dati disponibili indicano che la maggior parte dei bambini è morta nel Mediterraneo, con 678 decessi documentati tra il 2014 e il 2018. La maggior parte delle morti registrate è avvenuta nel Mediterraneo orientale, dove almeno 443 bambini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia dalla Turchia.
La pericolosa traversata del Mediterraneo centrale ha provocato la morte di almeno 200 bambini dal 2014. Tuttavia, questo numero, è “sicuramente sottostimato, poiché le informazioni sull'età sono disponibili solo per il 14% degli incidenti registrati nel Mediterraneo centrale”, spiega la Fondazione Ismu.
Scout e Focsiv: appello al Parlamento Ue per gestire le migrazioni a vantaggio del bene comune e nel rispetto della persona
2 Ottobre 2019 - Bruxelles - Un “appello al Parlamento europeo” perché nelle sue scelte politiche dimostri che è possibile gestire il fenomeno delle migrazioni a vantaggio del bene comune e nel fondamentale rispetto della persona, sarà consegnato al presidente David Sassoli il prossimo 8 ottobre a Bruxelles dai Movimenti nazionali adulti scout e guide di molti Paesi europei e dalla Federazione delle ong italiane di ispirazione cristiana, Focsiv.
Dopo un percorso di riflessione e mobilitazione, iniziato nel 2016 in Italia, gli scout di diversi Paesi ora chiedono impegni precisi che vanno dal riformare il Regolamento di Dublino per un sistema di asilo europeo, a non intrappolare i migranti in zone cuscinetto, sostenere l’integrazione dei migranti nei Paesi ospitanti, combattere il traffico di esseri umani, prevedere canali regolari di immigrazione, tutelare i diritti dei minori e delle minoranze, promuovere tra i giovani l’interculturalità. La consegna dell’appello avverrà nel corso di un incontro in cui è previsto, oltre all’intervento di Sassoli, un dibattito con la partecipazione di Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale, e di Mathius Lukwago, presidente del Comitato mondiale scout. Le conclusioni saranno affidate a Laura Corrado (Commissione europea), Beatrice Covassi (già capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea) e all’eurodeputata italiana Patrizia Toia.
Memoria è dialogo
2 Ottobre 2019 - Roma - “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia.
Il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2020 ci consegna diversi spunti di riflessione. Come ogni anno, avremo modo di approfondirli nei mesi che seguiranno la pubblicazione del messaggio, ma al momento ne possiamo cogliere almeno due che si tengono a vicenda e ci provocano in quanto comunicatori.
Innanzitutto l’importanza della memoria per la comunicazione odierna: leggere l’attualità contestualizzandola nella storia e afferrare il frammento riconducendolo all'insieme non sono semplici slogan, ma un programma di lavoro. Senza memoria, non c’è identità. E questo vale soprattutto per un mondo, quello dell’informazione, i cui confini - sotto la spinta delle moderne tecnologie - diventano sempre più labili.
C’è, poi, un secondo spunto: la memoria non è statica, ma dinamica. E in questa sua dinamicità permette lo sviluppo del dialogo tra le generazioni. Una sfida, questa, da vivere appieno: se colta nella sua essenza, infatti, ne beneficerà tutta la società che verrà ricomposta e pacificata nelle sue mille sfaccettature. (Vincenzo Corrado)
Migrantes Messina: il ricordo delle vittime dell’immigrazione
2 Ottobre 2019 - Messina - L’Ufficio diocesano Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, domani, 3 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione propone alcuni momenti di testimonianza e riflessione.
Il primo, domani mattina al Cimitero Monumentale, preghiera interreligiosa e offerta dei fiori sulle tombe dei migranti forzati. “Ascolteremo la testimonianza di chi ha vissuto il dramma del viaggio, di chi ha praticato accoglienza nelle strutture preposte, di chi ha aperto la propria casa per accogliere un richiedente protezione”, dice il direttore Migrantes, Santino Tornesi. Parteciperanno gli studenti di alcuni Licei cittadini che, aiutati dagli operatori dell’Ufficio diocesano Migrantes, nei giorni a seguire approfondiranno le tematiche che riguardano le migrazioni forzate. In serata, al Monte di Pietà, serata di memoria e riflessione con parole, immagini, musiche e danze. Tanti artisti hanno aderito per “dare, gratuitamente, il loro contributo” e per raccontare una “nuova narrazione” su un tema così “sensibile che coinvolge la vita di tanta umanità impoverita e discriminata”. L’iniziativa è in collaborazione con l’Arciconfraternita degli Azzurri e della Pace dei Bianchi.
La Giornata delle vittime dell’Immigrazione è stata istituita con la Legge dello Stato n. 45 del 21 marzo 2016, ricordando la data del 3 ottobre 2013, quando un'imbarcazione carica di migranti, in maggioranza eritrei, affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Si trattò del naufragio più grave accertato in termini di perdite di vite umane: 368 morti certi, altri venti presunti, 155 superstiti, di cui 41 bambini. Nei 3 articoli che compongono la Legge, viene evidenziato che essa è stata voluta per conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria.
Papa Francesco apre il Mese missionario straordinario
2 Ottobre 2019 - Città del Vaticano – “Questo Mese missionario straordinario vuole essere una scossa per provocarci a diventare attivi nel bene. Non notai della fede e guardiani della grazia ma missionari”.
Papa Francesco, ieri pomeriggio, ha aperto, con i Vespri, il Mese Missionario Straordinario, da lui voluto, sul tema “Battezzati ed inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.
Per il papa si diventa missionari “vivendo da testimoni: testimoniando con la vita di conoscere Gesù”. il Mese Missionario straordinario cade nel centenario della lettera “Maximum Illud” di Benedetto XV. Quel documento, cento anni fa, separò l’opera di evangelizzazione dall’opera di colonizzazione e pose le basi per la creazione di un clero e di una gerarchia autoctoni nelle terre di missione.
“Per favore, non viviamo una fede ‘da sacrestia’”, ha detto il pontefice nell’omelia indicando tre testimoni, tre “servi” che hanno “portato molto frutto”: Santa Teresa di Gesù Bambino, “che fece della preghiera il combustibile dell’azione missionaria nel mondo”, San Francesco Saverio, “uno dei grandi missionari della Chiesa”, e la venerabile Pauline Jaricot, operaia che, “con le offerte che detraeva dal salario, fu agli inizi delle Pontificie Opere Missionarie”. Questo, osserva, “è anche il mese del Rosario”. Di qui una domanda e un monito: “Facciamo di ogni giorno un dono per superare la frattura tra Vangelo e vita? Per favore, non viviamo una fede ‘da sacrestia’”. La religiosa, il sacerdote e la laica appena richiamati “ci dicono che nessuno è escluso dalla missione della Chiesa”.
In Italia i sacerdoti inviati dalle diocesi a fare una esperienza di missione ad gentes sono circa 400: negli anni 90 erano oltre 1.300. (R. Iaria)
Migrantes Torino: le Famiglie accoglienti si formano
1 Ottobre 2019 - Torino - "Cosa c'è di meglio per una persona che arriva da lontano, per sentirsi integrata nella nostra comunità, che essere accolta in una famiglia?". Sono le parole pronunciate da Sonia Schellino, vice-sindaca della Città di Torino in occasione dell’incontro “Presentazione Formazione famiglie accoglienti”, organizzato a Torino ieri, 30 settembre, dall'Ufficio Migrantes della diocesi in collaborazione con l’Associazione delle Famiglie Accoglienti.
Un ciclo di quattro incontri, dal 21 ottobre al 25 novembre, rivolti a singoli e famiglie che vogliono sperimentare l'accoglienza di un rifugiato nella propria casa. Oltre 50 persone hanno partecipato all'appuntamento dove sono stati presentati i temi che verranno affrontati: aspettative, diritti e confronto sui temi dell'accoglienza diffusa.
"Voglio ribaltare la prospettiva: fin qui si è parlato del bisogno di essere accolti, pensiamo anche al bisogno di accogliere, di aprirsi, di creare ponti, di sentirsi meno soli", ha sottolineato il Direttore Migrantes di Torino, Sergio Durando, che ha voluto porre l’attenzione sula valenza biunivoca di un’esperienza come quella del progetto “Rifugio diffuso”. "Abbiamo iniziato nel 2009 con 20 famiglie e 5 associazioni, in 5 anni abbiamo inserito 143 persone all'interno di circa 120 famiglie. Oggi siamo a più di 1000", ha affermato Salvatore Bottari dell’Ufficio Stranieri del Comune di Torino con cui la Pastorale Migrantes collabora su questa esperienza dal 2015.
Per informazioni potete scrivere a rifugiodiffuso@upmtorino.it
Piacenza: con “Humans” una mostra e un reading sul tema della GMMR
1 Ottobre 2019 -
Piacenza - "Humans: non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità”. Riprendendo le parole di Papa Francesco le suore scalabriniane hanno dato questo nome a un evento che si terrà nella Casa provinciale delle sorelle, in piazzetta San Savino 29 a Piacenza, sabato 5 e domenica 6 ottobre. "Humans" è una mostra fotografica e un reading musicale a cui prenderanno parte la fotografa Alice Asinari e la cantautrice Antonella Mattei. La mostra sarà visitabile sabato 5 dalle 19 alle 22.30 e domenica 6 dalle 10 alle 17.30. Il reading musicale, invece, è previsto alle 20.30 di sabato: si tratta di un momento in cui la musica si alterna ad alcune riflessioni con un tema centrale, quello dell’accoglienza e della migrazione. Le letture riguarderanno proprio le storie dei migranti fotografati.
"Le parole dette da Papa Francesco nel corso della Giornata mondiale per i migranti e i rifugiati di domenica scorsa sono per noi uno sprone per fare di più e sempre meglio - ha detto suor Milva Caro, superiora provinciale - Non possiamo restare indifferenti perché deve vincere, sempre, il concetto di umanità nella vita. Questo piccolo evento ha un grande valore simbolico. Noi suore teniamo aperta la porta della nostra casa a tutta la comunità, a chi accoglie e a chi viene accolto".
Migrantes Reggio C.-Bova: la pastorale con i circensi
1 Ottobre 2019 -
Reggio Calabria - Durante l'anno pastorale 2018/2019 a Reggio Calabria abbiamo avuto l'opportunità di condividere con i circensi il messaggio del Vangelo. Il sacerdote don Antonino Russo, insieme al diacono Mario Casile ed altri collaboratori, hanno celebrato, presso la postazione assegnata al circo, la messa domenicale. L'intera famiglia del circo presente in quel momento è intervenuta alla celebrazione manifestando il loro profondo spirito cristiano. A testimonianza di questo, noi presenti abbiamo notato la commozione di un giovane circense che ha seguito l'intera funzione con le lacrime agli occhi. Un particolare ricordo di quella mattina è il gioioso scambio della pace che ha trasmesso tutta l'allegria e i sorrisi che i circensi sono in grado di donare con il loro lavoro, anche a chi vive momenti di tristezza. Il momento più emozionante è stato quando tutte le coppie presenti si sono avvicinate al sacerdote e hanno presentato a lui i loro figli per farli benedire. Ultimamente in occasione delle feste patronali abbiamo avuto modo di celebrare l'Eucaristia insieme ai giostrai, che hanno portato il luna park presso la nostra città, per far divertire grandi e bambini. Anche con loro abbiamo vissuto una bella esperienza di condivisone della parola di Dio, insieme al sacerdote don Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, anche perché una delle coppie presenti ha avuto la possibilità di incontrare nuovamente i ministri che erano presenti nel giorno del loro matrimonio e che hanno partecipato al battesimo dei loro figli. Naturalmente speriamo che con questi piccoli momenti abbiamo potuto risvegliare in loro l'amore per Cristo e contiamo di rincontrarci presto per celebrare ancora insieme l'amore di Gesù. (Migrantes Reggio Calabria-Bova)
Papa Francesco: “in questo Mese missionario straordinario lo Spirito Santo susciti una nuova primavera missionaria”
1 Ottobre 2019 - Città del Vaticano - “Oggi è necessario un nuovo impulso nell’attività missionaria della Chiesa per affrontare la sfida di annunciare Gesù morto e risorto”. È questo l’invito che papa Francesco lancia nel video messaggio di ottobre, realizzato dalla Rete mondiale di preghiera del Papa per diffondere ogni mese le sue intenzioni.
Lo sfondo su cui matura l’intenzione del Papa sono i 100 anni dalla lettera apostolica “Maximum Illud” di Papa Benedetto XV. Per questo motivo, e per la vitalità missionaria espressa in questi anni del suo magistero, chiaramente evidenziata nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, il papa ha indetto il Mese missionario straordinario Ottobre 2019 con il tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.
“Arrivare alle periferie, agli ambienti umani, agli ambienti culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo: in questo consiste quella che definiamo missio ad gentes – prosegue il Papa nel video messaggio -. E ricordare che il cuore della missione della Chiesa è la preghiera. In questo Mese missionario straordinario preghiamo perché lo Spirito Santo susciti una nuova primavera missionaria per tutti i battezzati e inviati dalla Chiesa di Cristo”.
Camera Deputati: presentato il film “Mother Cabrini” dedicato alla Santa “Patrona degli emigranti”
1 Ottobre 2019 - Roma – Nei giorni scorsi, in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata domenica 29 settembre, è stata ricordata, nel corso di un incontro alla camera dei Deputati, Madre Francesca Cabrini, fondatrice della Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e patrona dei migranti. A lei è dedicato il film “Mother Cabrini” di Daniela Gurrieri, presentato nell’Aula dei gruppi parlamentari alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico e di Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione. Fico ha ricordato che è dal 1914 che la Chiesa cattolica celebra la Giornata del Migrante e del Rifugiato per ricordare tutte le persone che lasciano il proprio Paese per “scappare dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e dalle persecuzioni e cercano altrove una esistenza dignitosa ed una prospettiva per il loro futuro. La figura di Santa Francesca Cabrini, protagonista del film – ha aggiunto - ha un fortissimo valore simbolico e presenta una grande attualità non soltanto per i cattolici ma anche per i laici e non credenti”. Il presidente della Camera dei Deputati ha quindi ricordato l’opera della religiosa a favore degli italiani che partivano per le Americhe: fra il 1880 e il 1915 quattro milioni di italiani approdarono negli Stati Uniti, mentre ulteriori 5 milioni emigrarono verso altri Paesi delle Americhe. “Questi nostri connazionali lasciavano spesso alle loro spalle miseria e fame; affrontavano viaggi lunghi e faticosi attraverso l'Oceano e, una volta sbarcati, erano sottoposti a controlli medici e amministrativi severissimi e umilianti”, ha sottolineato ricordando che essi “vivevano ammassati in stanze sovraffollate e sfruttati, in gran parte con impieghi precari e massacranti, in fabbrica o nei cantieri. Molti erano i morti sul lavoro e migliaia gli orfani abbandonati a sé stessi. Gli italiani erano poi considerati "gente indesiderata" dalla popolazione locale e vittime di pregiudizi e stereotipi secondo cui essi erano sporchi, ignoranti, criminali e mafiosi, non integrabili in alcun modo nella società americana. Spesso, quando si affronta oggi il tema della immigrazione, dimentichiamo le sofferenze e umiliazioni cui eravamo sottoposti noi appena cento anni fa. E dimentichiamo quanti sforzi ha richiesto l'integrazione dei nostri connazionali negli Stati Uniti e negli altri Paesi di destinazione”.
Lampedusa: il 3 ottobre cerimonia notturna e marcia verso la Porta d’Europa
1 Ottobre 2019 - Lampedusa - Una cerimonia notturna alle 3.30 in piazza, nell’orario in cui è avvenuto il naufragio, con l’inaugurazione del memoriale “Nuova Speranza”. E poi, alle 9, da piazza Castello, la marcia verso la Porta d’Europa dove si terrà un momento di raccoglimento con i migranti superstiti del naufragio, gli studenti, la comunità locale, rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle istituzioni, della Chiesa, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni. Sono i principali momenti in programma a Lampedusa il 3 ottobre, riferisce il Sir, sesto anniversario di quella che viene ricordata come una delle più gravi stragi di migranti del Mediterraneo. Un’imbarcazione con a bordo oltre 500 persone è affondata quando ormai si trovava di fronte alla costa di Lampedusa: morirono 366 migranti, 155 furono salvati. E proprio in quello specchio d’acqua in cui è avvenuto il naufragio, al termine della marcia, sarà deposta una corona di fiori. Mentre alle 16,30, in piazza Piave, sarà inaugurata una targa dedicata ai “Giusti”. Le iniziative sono organizzate nell’ambito del progetto comunitario “Snapshots from the Borders”, di cui il Comune di Lampedusa e Linosa è ente capofila. Quest’anno, oltre alle iniziative che si svolgeranno a Lampedusa e a Palermo, nell’ambito del progetto Snapshots sono stati organizzati eventi in 30 capitali e città europee (appuntamenti culturali, proiezione di documentari, dibattiti, mostre, flash-mob, concerti per sensibilizzare i cittadini sui differenti temi e aspetti legati alle migrazioni e per sostenere la petizione che ha come obiettivo la richiesta alle istituzioni dell’Ue di proclamare il 3 ottobre “Giornata europea della memoria e dell’accoglienza”. Presenti in questi giorni a Lampedusa anche 500 studenti provenienti da diverse città italiane e d’Europa insieme con i superstiti e i familiari delle vittime dei naufragi del Mediterraneo. Saranno coinvolti in quattro giornate di dibattiti, workshop, eventi formativi, visite guidate, eventi musicali. Il progetto “P(r)onti per l’accoglienza” è promosso dall’amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa e dal Comitato 3 Ottobre.
Friuli Venezia Giulia: oggi in Consiglio regionale la 2º Giornata dei friulani nel mondo
1 Ottobre 2019 - Trieste – Oggi, 1 ottobre, in Consiglio regionale si celebrerà la 2º Giornata dei friulani all'estero. Dopo l'introduzione del presidente del Consiglio Piero Mauro Zanin e il saluto dei presidenti delle Associazioni, Tommaso Piffer, ricercatore di storia contemporanea all'Università di Udine, parlerà della "Mobilità del capitale umano: rischi ed opportunità di un fenomeno globale", cui seguiranno le testimonianze dirette dei protagonisti. Prima delle conclusioni, affidate al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, saranno consegnati i riconoscimenti a 12 persone che si sono particolarmente distinti. Al termine della seduta verrà inaugurata la mostra fotografica dell'artista Davide Degano corregionale in Olanda, "Beyond the land of castles - Oltre la terra dei castelli".
Una barca in piazza San Pietro per non dimenticare
1 Ottobre 2019 - Città del vaticano - Erano tutti presenti: migranti arrivati in Europa e che si sono inseriti nella società, rifugiati scampati alle guerre, perseguitati costretti ad abbandonare le loro case e a cercare un futuro altrove. Ma idealmente in piazza San Pietro — dove il Papa ha presieduto la messa per la 105ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato — c’erano anche i tanti che stanno per lasciare i loro Paesi di origine o che, dopo una traversata spesso lunga e difficile, si preparano a sbarcare sulle coste europee.
Quarantamila persone si sono strette intorno al Pontefice domenica mattina, 29 settembre. Un’assemblea vivace e variopinta, un miscuglio di razze e di culture, dove era possibile vedere, gli uni accanto agli altri, i discendenti degli indios dell’America latina, con i caratteristici copricapi di mille colori, uomini e donne in costume tradizionale africano o sudamericano, famiglie di europei.
Tutti uniti in nome di Cristo e della solidarietà e dell’accoglienza. Anche il coro multietnico — i cui membri indossavano una maglia con la scritta: “Non si tratta solo di migranti”, tema della Giornata — ha voluto sottolineare l’importanza di sentirsi cittadini del mondo, dove nessuno è estraneo in nessun luogo. Le maglie dei cantori erano di cinque colori: blu, verde, rosso, giallo e bianco, a ricordare i cinque continenti e il rosario missionario. Provenivano da vari Paesi: Romania, Congo, Messico, Sri Lanka, Filippine, Italia, Indonesia, India e Perú. Il coro, coordinato da Antonella Mattei, è stato diretto da Jurij Gianluca Ricotti.
Anche i protagonisti dell’offertorio erano di varie nazionalità: famiglie provenienti da Italia, Nigeria, Siria, Filippine e Slovacchia.
Gli stessi canti scelti per la celebrazione hanno espresso l’universalità della Chiesa e il bisogno di non costruire barriere.
Alla preghiera dei fedeli sono state elevate intenzioni in cinese, per riaccendere il desiderio di tendere alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla penitenza e alla mitezza; in italiano, per i governanti; in arabo, per i migranti, i forestieri, i prigionieri; in francese, per i cristiani perseguitati; in swahili, per i defunti.
Un altro elemento della liturgia ha assunto il valore di un segno di solidarietà con i migranti: l’incenso. Proveniva dal campo profughi di Bokolmanyo, nell’Etiopia meridionale, che ospita quarantamila rifugiati. L’impiego di questo incenso di alta qualità vanta una tradizione antica che risale a 600 anni fa. È grazie alla sua raccolta e alla sua vendita che i rifugiati riescono a emanciparsi economicamente, andando ben oltre la condizione di mera sopravvivenza. L’incenso è stato donato al Papa dal principe Jaime de Bourbon de Parme, già ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede. Attualmente collabora con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Al momento della consacrazione sono saliti all’altare i cardinali Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo De Donatis, Vicario generale per la Diocesi di Roma, Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e il vescovo Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes. Insieme con Francesco hanno concelebrato undici porporati e sedici presuli, tra i quali l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Erano presenti l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, e monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura.
Al termine della celebrazione eucaristica, il cardinale Bassetti ha rivolto un breve saluto al Pontefice, nel quale ha sottolineato come in questa occasione si siano riuniti intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. “Questa piazza vivace e colorata — ha detto — ha raccolto gente di ogni dove, unita nello spirito di lode al Signore, padre di tutta l’umanità. La fede e la potenza del risorto ci fanno sentire fratelli e ci spingono ad amare tutti, come Lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi”. Il Presidente della CEI ha poi sottolineato come la Chiesa che è in Italia si senta “interpellata dal mondo delle migrazioni. Milioni di uomini e donne, bambini, giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità”. Si tratta, ha aggiunto, “di un vasto movimento di popoli tormentati dalla violenza, dalla fame, dalla disperazione, che cerca aiuto presso i paesi più ricchi e capaci. Essi stendono la mano come il povero Lazzaro, chiedendo almeno le briciole del pane per sfamarsi. Ma il ricco epulone della parabola non vuole vedere né sentire, la sua ricchezza lo ha reso povero di sentimento e gli ha inaridito il cuore. Egli non vuol condividere con altri le sue ricchezze e la prosperità la considera cosa privata”. Eppure il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, “ci invita a essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l’empietà. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno. La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli”.
Il porporato ha concluso assicurando che la Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes, “cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei — ha detto al Papa — e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al cielo con maggior vigore”.
Dopo il giro della piazza in papamobile, il Pontefice ha inaugurato il monumento dedicato ai migranti allestito sul lato sinistro del colonnato. La scultura intitolata Angels unware (“Angeli inconsapevoli”), realizzata in bronzo e argilla dall’artista canadese Timothy Schmalz, è stata promossa dalla Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, tramite uno dei due sottosegretari, padre Michael Czerny, che verrà creato cardinale nel prossimo Concistoro.
Come spiega l’artista al nostro giornale, il tema dell’opera rimanda al passo della Lettera agli Ebrei (13, 2): «Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli». La scultura, racconta Schmalz, raffigura una barca a grandezza naturale in cui trovano posto migranti di ogni epoca, religione, razza e cultura. Al centro svettano due ali di angelo per mostrare che dietro ogni migrante c’è una realtà che lo trascende. Secondo l’artista, ognuno di noi almeno per una volta è stato migrante nella storia. Per realizzare la scultura Schmalz ha impiegato un anno, lavorando ogni giorno dalle 4 alle 17. È toccato a una famiglia originaria del Camerun alzare il telo che copriva il monumento. All’inaugurazione, oltre al cardinale Turkson e a padre Czerny, erano presenti il cardinale Giuseppe Bertello e il vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e padre Rafael García de La Serrana Villalobos, direttore della Direzione delle infrastrutture e servizi del Governatorato. (Nicola Gori – Osservatore Romano)
MCI Olanda: domenica la Festa della Missione
1 Ottobre 2019 -
Roma - Domenica 6 ottobre 2019 festa della Missione Cattolica Italiana in Olanda. “Siete tutti invitati a festeggiare la Festa della Missione. Sarà l'occasione per conoscere nuovi membri delle nostre comunità, rivederne altri e passare una giornata tutti insieme”, si legge in una nota. La giornata inizierà con la celebrazione della Santa Messa alle ore 12.00 presso la Chiesa di Leiden (Kerkelijk Centrum De Regenboog, Watermolen 1). La MCI informa che per tutte le persone che ne avessero bisogno, sarà disponibile un servizio navetta dalla stazione di Leiden, che si può richiedere nei giorni precedenti scrivendo a leiden@missionecattolicaolanda.org
Migrantes: il 25 ottobre il Rapporto Italiani nel Mondo
30 Settembre 2019 - Roma – Sarà presentato a Roma il prossimo 25 ottobre, il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.
Giunto alla XIV edizione il Rapporto presenta annualmente la realtà dell’emigrazione italiana nel Mondo con il contributo di oltre 50 studiosi dall’Italia e dal Mondo.
Si tratta dell’unico Rapporto interamente dedicato all’Italia e alla sua mobilità nel mondo: dati quantitativi (statistici) e qualitativi del fenomeno migratorio degli italiani all’estero.