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Camera Deputati: presentato il film “Mother Cabrini” dedicato alla Santa “Patrona degli emigranti”

1 Ottobre 2019 - Roma – Nei giorni scorsi, in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata domenica 29 settembre, è stata ricordata, nel corso di un incontro alla camera dei Deputati,  Madre Francesca Cabrini, fondatrice della Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù  e patrona dei migranti. A lei è dedicato il film “Mother Cabrini” di Daniela Gurrieri, presentato nell’Aula dei gruppi parlamentari alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico e di Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione. Fico ha ricordato che è dal 1914 che la Chiesa cattolica celebra la Giornata del Migrante e del Rifugiato per ricordare tutte le persone che lasciano il proprio Paese per “scappare dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e dalle persecuzioni e cercano altrove una esistenza dignitosa ed una prospettiva per il loro futuro. La figura di Santa Francesca Cabrini, protagonista del film – ha aggiunto - ha un fortissimo valore simbolico e presenta una grande attualità non soltanto per i cattolici ma anche per i laici e non credenti”. Il presidente della Camera dei Deputati ha quindi ricordato l’opera della religiosa a favore degli italiani che partivano per le Americhe: fra il 1880 e il 1915 quattro milioni di italiani approdarono negli Stati Uniti, mentre ulteriori 5 milioni emigrarono verso altri Paesi delle Americhe. “Questi nostri connazionali lasciavano spesso alle loro spalle miseria e fame; affrontavano viaggi lunghi e faticosi attraverso l'Oceano e, una volta sbarcati, erano sottoposti a controlli medici e amministrativi severissimi e umilianti”, ha sottolineato ricordando che essi “vivevano ammassati in stanze sovraffollate e sfruttati, in gran parte con impieghi precari e massacranti, in fabbrica o nei cantieri. Molti erano i morti sul lavoro e migliaia gli orfani abbandonati a sé stessi. Gli italiani erano poi considerati "gente indesiderata" dalla popolazione locale e vittime di pregiudizi e stereotipi secondo cui essi erano sporchi, ignoranti, criminali e mafiosi, non integrabili in alcun modo nella società americana. Spesso, quando si affronta oggi il tema della immigrazione, dimentichiamo le sofferenze e umiliazioni cui eravamo sottoposti noi appena cento anni fa. E dimentichiamo quanti sforzi ha richiesto l'integrazione dei nostri connazionali negli Stati Uniti e negli altri Paesi di destinazione”.