Primo Piano

Unhcr: 72 migranti al mese perdono la vita in Africa occidentale

29 Luglio 2020 -
Sono come minimo 1.750 le persone che hanno perso la vita durante i viaggi della speranza attraverso il deserto del Sahara e l’Africa occidentale nel 2018 e nel 2019. Si tratta di almeno 72 decessi al mese, un andamento che rende la rotta una delle più mortali al mondo per rifugiati e migranti. I dati parziali del 2020 ne contano almeno 70, tra cui una trentina di persone uccise per mano di trafficanti a Mizdah a fine maggio. Sono le stime contenute in un rapporto pubblicato oggi dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e dal Mixed migration centre del Danish Refugee Council. Queste morti si sommano a quelle delle migliaia di persone che negli ultimi anni hanno perso la vita nel Mediterraneo nel tentativo di approdare in Europa. Circa il 28% delle morti registrate nel 2018 e nel 2019 si è verificato nel corso dei tentativi di traversata del deserto del Sahara. Altre località potenzialmente mortali comprendono Sebha, Cufra, e Qatrun nella Libia meridionale, l’hub del traffico di esseri umani Bani Walid, a sudest di Tripoli, e numerose località lungo la parte di rotta che attraversa l’Africa occidentale, tra cui Bamako e Agadez. I sopravvissuti spesso presentano malattie mentali gravi a causa dei traumi subiti. Nei centri in Libia sono costretti a subire “abusi raccapriccianti, quali esecuzioni sommarie, torture, lavori forzati e pestaggi. Altri continuano a riferire di essere stati vittime di violenze brutali, tra cui essere ustionati con olio bollente, plastica sciolta, od oggetti in metallo riscaldati, di aver subito scariche elettriche e di essere stati legati e costretti a posizioni di stress”. Donne e bambine, ma anche uomini e bambini, “sono a rischio elevato di divenire vittime di stupri e violenza sessuale e di genere, in particolare presso checkpoint e aree di frontiera, e durante le traversate del deserto”. I trafficanti risultano essere stati “i primi responsabili di violenza sessuale in Africa settentrionale e orientale, come registrato nel 60% e nel 90% delle testimonianze”. In Africa occidentale “i responsabili di aggressioni sono stati funzionari delle forze di sicurezza, militari o di polizia, avendo commesso un quarto degli abusi denunciati”.

Mci Olanda: don Robert Kurvers “pro parroco”

29 Luglio 2020 - Amsterdam - Per quasi 30 anni p. Tommaso De Jong è  stato “diligente” parroco della Missione Cattolica Italiana in Olanda. E’ morto all’inizio di questo mese di lui in modo improvviso. Oggi, in un messaggio ai fedeli della Mci, don Robert Kurvers lo ricorda e informa che, dopo la sua morte, il vescovo di Rotterdam, mons. J.H.J. van den Hende, “mi ha chiesto di diventare per questo periodo ‘Administrator parochialis’ (pro-parroco) della Missione, fino a quando troveremo un successore per padre Tommaso”. Don Robert conosce la comunità Italiana da molto tempo: dal 1992 è stato assistente nella comunità a Oegstgeest, Warmond, Leiden e Den Haag. “Purtroppo mai ad Amsterdam; quella parte della comunità non la conosco, ma spero che questo cambierà dopo il periodo di vacanze. Stiamo all’inizio delle vacanze: molti di voi andranno in Italia oppure in altri posti. Non ci saranno - come tutti gli anni - celebrazioni in lingua Italiana fino a domenica 6 settembre”, si legge nel messaggio. E a causa del Covid-19, dal 6 settembre fino al 4 ottobre, “ci saranno celebrazioni solo a Leiden, perché le chiese di Amsterdam e Den Haag sono troppo piccole per poter mantenere le adeguate distanze, permettendo la partecipazione delle nostre comunità”. La speranza è “che si possano trovare nuovi spazi in Amsterdam e Den Haag per celebrare di nuovo in tutte e tre le comunità a partire dall'11 ottobre”. Il 6 settembre a celebrare sarà il vescovo di Rotterdam a Leiden.

Lesbo: una nuova missione delle Scalabriniane

29 Luglio 2020 -
Roma - Oggi parte per Lesbo una nuova missione temporanea delle Suore Missionarie Scalabriniane. Ad agosto si succederanno due gruppi di religiose. Grazie alla collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio svolgeranno un servizio di assistenza ai profughi che arrivano nell’isola greca. A comporre l’equipe di servizio saranno suor Marlene Vieira, brasiliana che opera in Belgio, suor Leticia Gutierrez Valderrama, messicana che lavora in Spagna e due giovani in formazione, la postulante argentina Monica Leticia Tozzi e l’aspirante italiana Laura Lazzoni, di Roma.
"Lesbo è uno dei luoghi del mondo nel cuore di Papa Francesco, perché è un corridoio umanitario che punta all'integrazione dei profughi – spiega suor Milva Caro, superiora provinciale delle Scalabriniane -  Ringraziamo la Comunità di Sant’Egidio per la collaborazione straordinaria perché, sin da subito, ci ha aperto le porte. Ci motiva il nostro carisma che ci invia a stare e a camminare accanto ai migranti, anche alla luce della nostra esperienza legata al servizio itinerante, che ci vede nei luoghi più ‘caldi’ dei flussi migratori, anche in Europa". Le suore saranno coinvolte nella preparazione dei pasti quotidiani per i rifugiati (circa 150 al giorno), nell’insegnamento della lingua inglese, nel servizio di assistenza ai bambini e nella collaborazione per la comunità cattolica francofona. «Accogliere è un concetto universale – prosegue suor Milva – In ogni angolo del mondo, anche ai tempi del Covid, tendere una mano d'aiuto vuol dire essere umani, regalare pezzetti di futuro e speranza. Stiamo andando  in punta di piedi  per chiedere il permesso di fare un po' di bene, come diceva il beato Scalabrini,  nostro fondatore e padre dei migranti, seguendo l'esempio di Gesù Cristo e volendo anche essere le braccia e le orecchie di Papa Francesco, che a Lesbo ha il cuore rivolto alla situazione dei profughi".

“Festival delle Spartenze”: domani l’edizione 2020 a Maratea

29 Luglio 2020 - Roma - Il Festival delle Spartenze, nato in Calabria a Paludi, fa tappa a Maratea da domani. Parteciperanno 14 giovani provenienti da Istituti Superiori della Basilicata (Liceo Scientifico “Galilei” e IIS "Leonardo Da Vinci" - “Nitti” di Potenza) ed 8 della Calabria, che proseguendo nell’azione di sensibilizzazione e conoscenza del fenomeno migratorio con l’obiettivo di lavorare per restare al Sud ma anche di guardare al rapporto con le comunità migranti, parteciperanno a seminari di studio e di conoscenza come realizzato lo scorso anno. Tema dell’appuntamento – promosso dal Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e da AsSud - sarà “Giovani Sud Emigrazione di ieri e di oggi”. L’appuntamento, giunto quest’anno alla sesta edizione, si propone come un progetto itinerante che vede, oltre la Calabria, anche la Basilicata, il Molise e l’Abruzzo, la Svizzera. I lavori saranno introdotti da Giuseppe Sommario, direttore di AsSud e Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e vedranno interventi di Eugenio Marino (Consigliere del Ministro per le Politiche sull’emigrazione e i rapporti con gli Italiani nel Mondo), Raffaella Bisceglia (Direttore Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo), Renato Cantore (giornalista e scrittore di storie di Lucani nel Mondo). In serata la partecipazione del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano.

Viminale: 13094 i migranti arrivati sulle coste italiane nel 2020

29 Luglio 2020 -

Roma - Sono 13.094 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato è del Ministero dell'Interno ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Degli oltre 13.000 migranti sbarcati in Italia 5.031 sono di nazionalità tunisina pari al 38%. Gli altri arrivano, prevalentemente, da Bangladesh (1.830, 14%), Costa d’Avorio (819, 6%), Algeria (582, 4%), etc.

R.I.

Centro Astalli: “inviare l’esercito rafforza narrativa strumentale e alimenta la paura”

29 Luglio 2020 - Roma - “Si parla di 12.000 arrivi, tre volte di più dello scorso anno ma se raffrontati agli anni precedenti sono molto contenuti. È una narrativa strumentale: inviare l’esercito può tutelare e tranquillizzare l’opinione pubblica – ricordiamo però che l’esercito è stato chiamato anche per il Covid e la movida – ma rafforza anche l’idea che ce n’è bisogno e che siamo invasi”.
Così padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli di Roma, commenta al Sir i consistenti arrivi di migranti sulle coste siciliane, le polemiche politiche e le fughe dalla tensostruttura di Porto Empedocle, che hanno portato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese alla decisione di inviare in zona l’esercito. “I migranti – osserva padre Ripamonti – negli ultimi anni sono diventati il capro espiatorio che serve a prendere voti, spostare gli assi politici e impaurire le persone. Ora che non siamo più nel picco dell’epidemia e i piccoli focolai vengono dall’esterno, i migranti diventano, per eccellenza, coloro che portano la malattia e vengono strumentalizzati. In questo modo si rischia di alimentare la paura”. A suo avviso “la strumentalizzazione del fenomeno migratorio per fini politici non ne aiuta la gestione, che dovrebbe essere ordinaria e programmata”. “Si poteva immaginare due mesi fa che le persone sarebbero arrivate anche quest’estate e in emergenza Covid – afferma il gesuita all'agenzia –. Se si fosse programmato per tempo non ci saremmo trovati a gestire in modo approssimativo queste situazioni. Anche sistemare in tensostrutture molte persone insieme in periodo di Covid non è una soluzione adeguata”. Il governo sta pensando di affittare una nuova nave-quarantena. Secondo padre Ripamonti questa “può essere una soluzione-tampone in alcune situazioni ma non può essere l’unica modalità”.

Migrantes: a Torino il Corso di Alta Formazione

29 Luglio 2020 - Roma - Si svolgerà a Pianezza (Torino), dal 31 agosto al 4 settembre,  la prima edizione del Corso di alta formazione organizzata dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute). Si tratta di un novità, creata dopo che molti direttori diocesani Migrantes avevano manifestato la volontà di occasioni per continuare ad incontrarsi e a formarsi. Secondo le previsioni, si terrà ogni anno nella regione italiana scelta per la celebrazione solenne della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in modo anche da valorizzare le buone pratiche presenti nei nostri uffici territoriali, spiega la Migrantes.  

Viminale: da inizio anno sbarcati 12.533 migranti sulle nostre coste

28 Luglio 2020 -
Sono 12.533 i migranti sbarcati sulle coste italiane da inizio anno. Il dato del Ministero degli Interni,  è aggiornato alle  8 di questa mattina.
Degli oltre 12.500 migranti sbarcati in Italia 4.537 sono di nazionalità tunisina (36%) mentre gli altri  provengono da Bangladesh (1.786, 14%), Costa d’Avorio (799, 6%), Algeria (567, 4%). I minori non accompagnati sono stati finora 1.441.

R.I.

Braccianti stagionali: chiude la tendopoli nella Piana di Gioia Tauro

28 Luglio 2020 -
Roma - “L’amministrazione comunale comunica ai signori ospiti che sono in atto le procedure di chiusura definitiva della tendopoli […]. I signori ospiti sono pertanto invitati ad individuare una nuova e diversa soluzione abitativa”. Così, con un volantino diffuso il 24 luglio tra i braccianti agricoli ancora presenti, il Comune di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro, ha comunicato la prossima operazione di smantellamento della tendopoli ministeriale nata per accogliere i lavoratori agricoli sfruttati nelle campagne. Medici per i diritti umani (Medu), Mediterranean Hope – programma migranti e rifugiati della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), Sos Rosarno chiedono quali “alternative abitative sono previste per queste persone che inevitabilmente torneranno a riversarsi sul territorio nella prossima stagione di raccolta agrumicola, come accade da oltre dieci anni”. “Un ennesimo trasferimento presso i centri di prima e seconda accoglienza, già tentato all’indomani dello sgombero di marzo e dimostratosi del tutto fallimentare – sottolineano in una nota ripresa oggi dal Sir -, rappresenterebbe un’ennesima occasione persa e un inutile costo per la collettività”. Le associazioni chiedono “che vengano indicate le misure che le istituzioni intendono mettere in atto per contrastare con forza lo sfruttamento e per promuovere finalmente condizioni di vita e di lavoro dignitose per i braccianti stranieri e per gli abitanti della Piana”.
Allestita nel marzo 2019, la tendopoli ha ospitato ufficialmente, nei mesi di picco della raccolta agrumicola, oltre 400 braccianti al giorno (ma le presenze reali raggiungevano anche le 1.000 persone) in condizioni igienico-sanitarie precarie e, durante i mesi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, senza iniziative istituzionali di prevenzione e screening. Secondo un recente rapporto pubblicato da Medu i lavoratori stagionali della Piana sono giovani uomini con un’età media di 30 anni e nel 90% dei casi con un regolare permesso di soggiorno. I due terzi dei braccianti assistiti nel 2019 hanno un contratto di lavoro ma solo uno su dieci riceve una regolare busta paga. La paga giornaliera si aggira tra i 25 e i 35 euro e quasi tutti si vedono riconosciuti i contributi per un numero di giornate inferiore rispetto a quelle svolte.

Migrantes Caltanissetta: creare delle accoglienze diffuse sul territorio per una integrazione più facile

28 Luglio 2020 -   Roma – Si fa sempre più difficile la situazione in Sicilia dove sono aumentati gli sbarchi. Tra quelli avvistati questa mattina, un barchino con 26 tunisini. Tra questi anche un giovane paralizzato dalla nascita, secondo quanto è stato riferito ai soccorritori. A Caltanissetta, intanto, le forze dell’ordine hanno rintracciato 139 migranti fuggiti dall’hotspot della cittadina siciliana. Saranno tutti messi in quarantena. “Il problema - spiega Donatella D’Anna, direttore dell’Ufficio Migrantes di Caltanissetta intervistata da Vatican News - è che, essendo tutti tunisini, probabilmente sanno che le possibilità di essere inseriti in un percorso di regolarizzazione sono molto deboli, in quanto non arrivano da un paese in zona di guerra, e rischiano di essere rimpatriati. Queste poche speranze sicuramente sono il motivo principale che li ha indotti a cercare altre soluzioni. C’è da aggiungere che il centro di accoglienza, a causa dei tagli che ci sono stati negli ultimi tempi, vive in una situazione complicata a differenza di qualche anno fa, quando i ragazzi si accampavano fuori dal centro di Pian del Lago per poter entrare poichè vedevano in questo centro un buon primo step per la regolarizzazione. Ma oggi non è più così”. Secondo la direttrice Migrantes questi centri “spesso accolgono grandi numeri e molte volte si trovano alla periferia delle città. In questo modo si rischia una ghettizzazione di questi ragazzi. Bisognerebbe creare delle accoglienze diffuse sul territorio, in questo modo anche l'integrazione sarebbe più facile”. D’Anna parla dell’esperienza di Casa Santa Barbara, dove vengono ospitati ragazzi di nazionalità e religioni differenti tra loro. “A questi giovani che arrivano, io sottolineo sempre che noi dobbiamo rappresentare per loro solo un punto di partenza, perché se nel periodo in cui vivono lì non riusciamo ad aiutarli a trovare una loro strada per il futuro, ma siamo stati solo un alloggio momentaneo dove mangiare e dormire al riparo, allora abbiamo fallito”, afferma la direttrice Migrantes di Caltanissetta evidenziando ciò che viene fatto a partire dai corsi di li corsi di italiano, stiamo facendo prendere la patente ad alcuni di loro e abbiamo avviato già tre percorsi di regolarizzazione con la sanatoria. Perché l’accoglienza dignitosa è questa: dare a questi giovani, come si fa con i figli, ali per volare da soli senza farsi male”.

Raffaele Iaria

 

Siria: una conferenza a 7 anni dal rapimento di p. Dall’Oglio

28 Luglio 2020 - Roma -  A sette anni dal sequestro a Raqqa di padre Paolo Dall'Oglio, domani, mercoledì 29 luglio 2020, alle 11, la sede della Fnsi ospita una conferenza stampa per ricordare la sua opera e i lati ancora oscuri del suo sequestro. Intervengono con la sorella di padre Paolo, Francesca Dall'Oglio, accompagnata dal suo legale, il prefetto per le Comunicazioni della Santa Sede, Paolo Ruffini; il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in collegamento; il presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi; il direttore dell'Osservatore Romano, Andrea Monda; il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti; il presidente e il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso; la portavoce di Articolo21, Elisa Marincola. Coordina il fondatore dell'associazione Giornalisti amici di padre Dall'Oglio, Riccardo Cristiano.

Fondazione Missio: ad agosto le Giornate Nazionali di Formazione missionaria

28 Luglio 2020 - Roma - Si terrà dal 27 al 30 agosto la 18° Edizione delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità Missionaria, a cura dell’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese e della Fondazione Missio. Quest’anno la partecipazione sarà possibile solo in modalità OnLine; agli iscritti verranno comunicati i link per seguire il programma, trasmesso in diretta da Assisi. Fin dal titolo, “Tessitori di fraternità, eccomi manda me”, appare chiaro - si legge in una nota - "il legame con il Mese Missionario Straordinario (2019) a cui vogliamo dare continuità: 'battezzati e Inviati', per realizzare il progetto di Gesù che è fare di tutti gli uomini una sola famiglia; inviati come Tessitori di una Fraternità universale". Aiuterà in questo discernimento, nella prima giornata di lavori, don Armando Matteo, docente della Pontificia università Urbaniana, con una relazione sociologica che parlerà della “sfida” della fraternità in questo tempo di particolarismi. Il giorno successivo, venerdì 28 agosto, si entra nel vivo del tema, andando ad indagare le radici della fraternità tramite una relazione pastorale di monsignor Ezio Falavegna, docente alla Facoltà Teologica del Triveneto. Il sabato 29 agosto una lettura teologica di Giuseppina De Simone, docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. E, a seguire, una riflessione culturale ed economica, a cura di suor Alessandra Smerilli, docente alla Facoltà Auxilium, che parlerà della fraternità e delle sue ripercussioni virtuose su un’economia di stampo solidale. Le relazioni formative saranno alternate da riflessioni bibliche, nello stile della lectio divina, guidate da don Augusto Barbi, docente dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Verona. Il 30 agosto don Nicola Agnoli, illustrerà un’icona biblica, quella del cieco di Gerico, mostrando come Gesù educa i suoi discepoli alla fraternità. Chiude i lavori don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio che trarrà le conclusioni della tre giorni di riflessioni. Per il programma cliccate qui.

Campagna “io accolgo”:”Stop accordi con la Libia”

28 Luglio 2020 -

Roma - Un “bombardamento” di posta elettronica per chiedere al governo di sospendere gli accordi con la Libia. Quelli cioè che renderebbero l’Italia “complice” delle violenze delle autorità libiche contro i migranti. L’iniziativa è stata lanciata ieri dalla Campagna “Io accolgo” – cartello di associazioni laiche e cattoliche, di sindacati e fondazioni – che ha aderito all’appello “I sommersi e i salvati” per rilanciarne le richieste promuovendo, nella giornata di lunedì 27 un’azione di mailbombing, invitando a inondare di mail le caselle di posta del Presidente del consiglio, della Ministra Lamorgese e del Ministro Di Maio. Un presidio dei promotori era ieri pomeriggio a Piazza San Silvestro a Roma.

«Nel Mediterraneo si sta consumando da anni una tragedia che nessuno può più ignorare», si legge nell’appello. «Decine di migliaia di migranti sono morti nel tentativo di raggiungere le coste europee – affermano i promotori – o intercettati dalla guardia costiera libica e rinchiusi in veri e propri lager, sottoposti a terribili violenze e torture, quando non venduti come una qualsiasi mercanzia». Secondo le organizzazioni di “Io accolgo” quindi «l’indignazione, da sola, non basta più. È il tempo di agire, chiedendo con tutti i mezzi di cui disponiamo l’annullamento dei famigerati accordi con la Libia, a partire dalla fine dei finanziamenti agli aguzzini della c.d. guardia costiera libica, dalla chiusura dei lager, trasferendo i migranti lì detenuti in paesi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, alla individuazione di corridoi umanitari per attraversare senza pericoli il Mediterraneo». Come cioè stanno già facendo da alcuni anni a proprie spese Cei, Comunità di Sant’Egidio, Chiese evangeliche e Tavola Valdese.«Avevamo sperato che il nuovo governo – conclude l’appello – cambiasse radicalmente le proprie politiche sui migranti che fuggono da fame, violenze, guerre. Così ancora non è. Di fronte alle tragedie che continuano a consumarsi è tempo di dire basta, adesso». L’appello “I sommersi e i salvati” è stato lanciato da Luigi Manconi, Roberto Saviano, Sandro Veronesi. Sono nel Comitato promotore di “Io accolgo”, tra gli altri: Acli, Arci, Caritas, Centro Astalli, Cir, Cnca, S.Egidio, Evangelici, Focsiv, Migrantes, Forum Terzo Settore, Gruppo Abele, Intersos Legambiente, MSF, Oxfam. (Luca Liverani - Avvenire)

Campagna “Io accolgo”: mailbombing alle istituzioni per “sospendere accordi con Libia”

27 Luglio 2020 - Roma - La Campagna “Io accolgo”, che ha aderito alla manifestazione-appello di oggi “I sommersi e i salvati” rilancerà le richieste promuovendo oggi un’azione di mailbombing, inondando cioè di mail le caselle di posta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, della Ministra Luciana Lamorgese e del Ministro Luigi Di Maio. Sarà inoltre presente al presidio promosso dai promotori dell’appello nel pomeriggio a piazza San Silvestro a Roma. “Nel Mediterraneo – ricordano i promotori della Campagna, che riunisce tutte le principali organizzazioni laiche e cattoliche impegnate con i migranti – si sta consumando da anni una tragedia che nessuno può più ignorare. Decine di migliaia di migranti morti nel tentativo di raggiungere le coste europee o intercettati dalla guardia costiera libica e rinchiusi in veri e propri lager, sottoposti a terribili violenze e torture, quando non venduti come una qualsiasi mercanzia ai trafficanti di esseri umani”. Le associazioni chiedono di nuovo “l’annullamento dei famigerati accordi con la Libia, a partire dalla fine dei finanziamenti agli aguzzini della cosiddetta guardia costiera libica, dalla chiusura dei lager, trasferendo i migranti lì detenuti in Paesi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, alla individuazione di corridoi umanitari per attraversare senza pericoli il Mediterraneo”. “Avevamo sperato che il nuovo governo cambiasse radicalmente le proprie politiche sui migranti che fuggono da fame, violenze, guerre – affermano –. Così ancora non è. Di fronte alle tragedie che continuano a consumarsi è tempo di dire basta, adesso”. Fanno parte del Comitato promotore della Campagna, tra gli altri, Acli, ActionAid, Aoi, Arci, Asgi, Caritas italiana, Casa della Carità, Cefa, Centro Astalli, Cgil, Ciac, Ciai, Cir, Cnca, Comunità di S. Egidio, Conngi, Ero Straniero, Fcei, Focsiv, Fondazione Migrantes, Forum Terzo settore, Gruppo Abele, Intersos, Legambiente, Medici senza frontiere, Oxfam, Refugees welcome Italia, Save the Children Italia.

“Bonus Bebè” agli stranieri extracomunitari: la Consulta si rivolge alla Corte UE

27 Luglio 2020 - Roma - L’8 luglio scorso la Corte costituzionale ha esaminato le questioni sollevate dalla Corte di Cassazione sulla disciplina dell’assegno di natalità e di quello di maternità, là dove richiede il permesso di soggiorno UE di lungo periodo per il riconoscimento di entrambe le misure agli stranieri extracomunitari. In attesa del deposito dell’ordinanza, la Corte fa sapere che il Collegio ha riunito i giudizi e ha deciso di sospenderli per sottoporre alla Corte di Giustizia dell’Unione europea un quesito pregiudiziale alla decisione definitiva. La Consulta chiede se il requisito del permesso di lungo soggiorno, previsto come condizione per corrispondere il cosiddetto bonus bebè agli stranieri extracomunitari, sia compatibile con il principio di parità di trattamento tra cittadini dei paesi terzi e cittadini degli Stati membri nel settore delle prestazioni familiari, nei termini in cui tale principio è sancito dal diritto dell’Unione europea. (A. Pertici)  

Migrantes Massa Carrara-Pontremoli: parte lo “Spettacolo viaggiante” per i giovani itineranti

27 Luglio 2020 - Massa Carrara - Da diversi anni, l’ufficio Migrantes della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, diretto da Ivonne Tonarelli, è impegnato nell’ambito dell’insegnamento scolastico con progetti rivolti a giovani, bambini e ragazzi del mondo del circo e dei luna-park. La vita itinerante, infatti, comporta una discontinuità delle attività didattiche, che favorisce il precoce abbandono degli studi. Per contrastare tale fenomeno, l’ufficio ha messo a punto alcune iniziative atte a sensibilizzare le famiglie sull’importanza dell’istruzione per le generazioni future. Tra queste, merita particolare menzione “Lo Spettacolo viaggiante”, realizzato da Ivonne Tonarelli e Sara Vatteroni in collaborazione con la Fondazione “Migrantes”, che ha consentito a molti giovani circensi e lunaparkisti di assolvere l’obbligo formativo, frequentando la stessa scuola per tutto l’anno. In un primo momento il progetto fu realizzato in alcune scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia apuana. Da circa dieci mesi, però, è approdato anche alle scuole superiori: dapprima all’Istituto “Salvetti” di Massa e sei anni dopo all’Istituto “Einaudi-Fiorillo” (sede associata del “Barsanti”), dove gli studenti itineranti hanno conseguito i migliori risultati. Il progetto si è rivelato utile soprattutto durante il periodo del lockdown, grazie all’impegno dei tutor e di Ivonne Tonarelli: “Quando il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza, il mio pensiero è andato subito ai miei ragazzi. Molti di loro sono rimasti bloccati in alcune piazze d’Italia, spesso senza connessione internet o supporti tecnologici che gli consentissero di seguire le lezioni online. Mi sono attivata per garantire a tutti i ragazzi del circo e dei luna-park il diritto all’istruzione e, con l’aiuto dei miei collaboratori, ho creato una rete su tutto il territorio nazionale, che assicurasse il prosieguo delle attività didattiche”. In genere, “Lo Spettacolo viaggiante” prevede la didattica a distanza per chi frequenta le scuole superiori, ma non per chi va ancora alla scuola primaria o secondaria inferiore: “Secondo una prassi consolidata, i bambini del circo e dei luna-park iscritti alla scuola primaria ed alle medie, partecipano alle lezioni frontali in aula. Tuttavia, durante il lockdown, anche per loro è stata sospesa la frequenza scolastica. Pertanto, con la collaborazione dei tutor dell’Ufficio Migrantes, siamo riusciti a far avere alle famiglie di questi alunni i mezzi tecnologici necessari alla partecipazione online delle lezioni. Inoltre, abbiamo offerto un servizio gratuito a distanza di assistenza allo studio”. La formula si è rivelata vincente, dal momento che tutti i bambini sono stati promossi e molti di coloro che frequentavano la terza Media hanno ottenuto una votazione finale eccellente. Anche alle scuole superiori, dove la didattica avviene da tempo a distanza con percorsi scolastici studiati appositamente per i giovani itineranti, il progetto ha avuto successo. Il corso di studi prevede anche un breve inserimento nella classe di appartenenza ogni due mesi, ma, a causa della pandemia, quest’anno non è stato possibile effettuarlo. Se i ragazzi hanno continuato a formarsi e ad informarsi, il merito è proprio dei tutor della Migrantes, professionisti che si formano in corsi organizzati dalla Fondazione. La speranza è che da settembre le attività riprendano con cadenza regolare: in presenza, per i bambini della scuola primaria e media inferiore; online, con lezioni frontali circoscritte nel tempo, per i ragazzi delle scuole superiori. (E.G – Corriere Apuano.)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 12.228 migranti sulle nostre coste

27 Luglio 2020 - Roma - Sono 12.228 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato aggiornato alle 8 di questa mattina dal Ministero degli Interni. Degli oltre 12.200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 4.354 sono di nazionalità tunisina (36%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (1.786, 15%), Costa d’Avorio (799, 6%), Algeria (555, 4%), Sudan (465, 4%), Marocco (370, 3%), Pakistan (358, 3%), Guinea (245, 2%), Somalia (234, 2%), Egitto (201, 2%) a cui si aggiungono 2.861 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  

GMMR: a Torino ospiterà la Giornata nazionale

27 Luglio 2020 - Torino - Non a caso la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta come sede principale per la celebrazione in Italia della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 27 settembre prossimo. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, Mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio del Papa “Costretti a fuggire come Gesù Cristo” che papa Francesco ha scritto il 13 maggio scorso (il testo integrale https://migrantesonline.it/2020/05/15/come-gesu-cristo-costretti-a-fuggire-accogliere-proteggere-promuovere-e-integrare-gli-sfollati-interni-il-messaggio-di-papa-francesco-per-la-gmm2020/). L’anno scorso la celebrazione della giornata si era tenuta il 29 settembre con la concelebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro. «Siamo onorati della scelta della CEI nei confronti della Chiesa piemontese: l’impegno delle nostre diocesi per i migranti e i rifugiati ha una lunga tradizione, a partire dai santi sociali che accoglievano i contadini dalle campagne, all’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora con le nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra come la Siria», ricorda Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes. «Uno sforzo che continua: dalla vicenda dell’ex Moi che ha avuto risonanza nazionale dove l’impegno della diocesi di Torino a mettere in rete tutte le istituzioni per non creare conflitti nello sgombero delle palazzine occupate e trovare soluzioni di accoglienza per le famiglie di migranti, mettendo insieme tutte le forse in campo; alla diocesi di Saluzzo in prima linea  nel sostegno alla manodopera straniera sfruttata nella filiera della raccolta della frutta; alla diocesi di Susa in campo nell’accoglienza dei clandestini che rischiano la vita per varcare il confine francese fino all’impegno di tutte le diocesi nel difficile periodo dell’emergenza covid che ha messo in ginocchio le fasce più deboli delle popolazione tra cui gli immigrati». La Giornata, sottolinea Sergio Durando, non è solo la celebrazione della Messa in diretta Rai, «ma per le nostre diocesi, che stanno mettendo a punto le settimane che precedono la Giornata, è un’occasione per riflettere, pregare e valorizzare il tema della mobilità umana e dell’accoglienza che ci coinvolge tutti, sia come comunità cristiana che come cittadini italiani, popolo con una storia di emigrazione che prosegue anche ai nostri giorni. La Giornata ci richiama tutti a un cambio di mentalità e a considerare che il migrante non è solo un problema, ma una risorsa. La mobilità non riguarda solo chi sbarca a Lampedusa: il migrante è uno di noi perché la mobilità è parte della storia dell’umanità, riguarda i nostri nonni e i nostri figli: migrante, come ricorda il Papa, è stato Gesù Cristo. Del resto, come ha richiamato più volte il Papa, figlio di emigranti piemontesi in Argentina, la Giornata dei Migranti è stata istituita in Italia nel 1914 in Italia, sotto il Pontificato di Pio X, e dietro sollecitazione anche di vescovi come Scalabrini e Bonomelli, allo scoppio della Prima guerra mondiale e di fronte al dramma di tanti profughi e rifugiati, soprattutto italiani che, emigranti «gittati» («gettati» come diceva Mons. Bonomelli) all’estero, perdevano ogni cosa ed erano costretti a rientrare in Italia. In  preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes promuove un Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione rivolto ai Direttori della Pastorale Migrantes della diocesi e ai collaboratori. I lavori, 50 i partecipanti attesi, si terranno a Villa Lascaris a Pianezza da lunedì 31 agosto a venerdì 4 settembre. La giornata di giovedì 3 in particolare sarà incentrata sull’incontro con le realtà dell’accoglienza torinese (tra cui il Sermig) e sarà conclusa con la Messa presieduta da Mons. Nosiglia. (Marina Lomunno – La Voce e il Tempo)  

Una responsabilità che interpella

27 Luglio 2020 - Roma - “Non sempre l’abbondanza comunicativa è sinonimo di completezza e chiarezza: il tempo di pandemia ha richiamato tutti ad una forte responsabilità nel comunicare in modo rigoroso e sobrio, per evitare confusione e trasmissione di contenuti deboli e non originali”. Nel riflettere sul contesto comunicativo di questi mesi, gli incaricati regionali per le comunicazioni sociali delle CEI hanno fotografato in questi termini rischi e opportunità di una situazione inedita per tutti. Convocati dall'Ufficio nazionale il 21 luglio per un incontro on line di bilancio e prospettive per il futuro, i diversi rappresentanti hanno offerto un quadro concreto dei vari territori. Ora, è stato detto, l’orizzonte cui tendere è quello di una comunicazione come servizio di carità che permetta alla Chiesa di rispondere alle attese dell’uomo di oggi. Ecco perché “è fondamentale trasformare i contatti ottenuti dai diversi media in relazioni reali, nella consapevolezza che non si può sostituire il rapporto personale. Solo attraverso il dialogo e il confronto è possibile costruire le comunità”. Un’indicazione che apre già un cammino per il futuro. (Vincenzo Corrado)