Primo Piano

“Prega con noi”: questa sera con mons. Marcianò

19 Agosto 2020 -

Roma - Prosegue in questo mese di agosto l’iniziativa promossa da Tv2000 e da InBlu Radio intitolata "Prega con noi". Si tratta della recita del Rosario ogni settimana da un Santuario o una parrocchia lungo la nostra Penisola.Questa volta la recita della preghiera mariana più popolare si svolgerà dalla chiesa dell’ordinariato militare per l’Italia,dedicata a Santa Caterina a Magnanapoli, che si trova a Roma. A presiedere la preghiera sarà l’ordinario militare per l’Italia, l’arcivescovo mons. Santo Marcianò. L’ordinariato ha giurisdizione su tutti i cappellani militari presenti nel nostro Paese. Curano la pastorale all’interno delle caserme e delle strutture militari. Nell’ambito della cura pastorale vi è anche la realizzazione di pellegrinaggi in Santuari mariani in Italia e anche in Europa, appuntamenti molto partecipati dai militari italiani. La nuova tappa di questo cammino di preghiera, promosso dalla televisione e la radio della Chiesa italiana, coinvolgerà dunque l’ordinariato. La trasmissione del Rosario avverrà oggi alle 21 su Tv2000 e InBlu Radio.

Viminale: 207mila le domande per emersione rapporti di lavoro

18 Agosto 2020 -
 
Roma - Si è conclusa la procedura di emersione dei rapporti di lavoro, avviata lo scorso 1 giugno ai sensi dell'articolo 103, comma 1, del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, che ha riguardato i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e dell'assistenza alla persona. Il totale delle domande ricevute dal portale del ministero dell'Interno ammonta a 207.542.  Il dato, fornito dal Ministero dell'Interno, evidenzia una prevalenza di quelle riguardanti il lavoro domestico e di assistenza alla persona, che costituisce l’85% del totale delle domande trasmesse (176.848), rispetto alle domande per l'emersione del lavoro subordinato, che hanno riguardato quindi il 15% del totale (30.694). La Lombardia è la regione da cui sono state inviate il maggior numero di richieste per il settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona (47.357) mentre al primo posto per il lavoro subordinato si trova la Campania (6.962). A livello provinciale ai primi tre posti ci sono Milano (22.122), Napoli (19.239) e Roma (17.318) per le domande per l'emersione del lavoro domestico, e Caserta (2.904), Ragusa (2.005) e Latina (1.897) per l'emersione del lavoro subordinato. Sui 176.848 datori di lavoro che hanno presentato domanda di emersione per il settore domestico, 136.138 sono di nazionalità italiana, mentre, per il lavoro subordinato, sono italiani 28.013 datori su 30.694 richiedenti. Rispetto al Paese di provenienza del lavoratore, infine, ai primi posti risultano l'Ucraina, il Bangladesh e il Pakistan per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l'Albania, il Marocco e l'India per il lavoro subordinato. Per quanto riguarda invece le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri (ai sensi dell'articolo 103, comma 2, del decreto rilancio), il totale ammonta a 12.986. I dati conclusivi, forniti dal Viminale, mostrano, a livello provinciale, nelle prime tre posizioni nell'invio di questa tipologia di domande, Verona (675), Cuneo (466) e  Cosenza (423), seguite  da Milano (406).

R.I.

 

Xenofobia: vari episodi dal Nord al Sud Italia

18 Agosto 2020 - Roma - La retorica del contagio “d’importazione” – che prende di mira i migranti dimenticando la leggerezza dei nostri ragazzi al rientro dalle vacanze – è solo la manifestazione più superficiale della xenofobia nel nostro Paese. Perché l’Italia che odia, specie in questa estate post lockdown, è capace di prendere forme molto più concrete e pericolose. Lo dimostrano i 159 episodi di razzismo registrati da Lunaria nel 2020. Dati che si fermano al 31 marzo scorso e all’appello mancano molti altri casi. L’ultimo caso è avvenuto ieri a Grosseto, sul litorale della Giannella. Un ragazzo di colore di 18 anni è stato aggredito fisicamente e verbalmente da un turista romano di 40 anni. «Sei negro, te ne devi andare», gli ha urlato in faccia l’uomo. Visibilmente ubriaco, si è avvicinato al ragazzo e lo ha preso per il collo strattonandolo e urlandogli che non doveva esserci lì, poi è scappato. I militari quando lo hanno rintracciato hanno scoperto che il quarantenne aveva il corpo con tatuaggi inneggianti al Ventennio fascista. Il 40enne avrebbe anche precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato direttamente dai carabinieri per lesioni personali con l’aggravante dell’odio e della discriminazione razziale. Nella città toscana non è il primo caso. Nei giorni scorsi un episodio analogo era toccato a Mamady Dabakh Mankara, senegalese di 25 anni regolarmente residente a Grosseto e assunto in una cooperativa impegnata con ragazzi disabili. Il 3 agosto scorso, sulla spiaggia libera di Castiglione della Pescaia, è stato preso a pugni per il solo fatto essersi sdraiato all’ombra di un gazebo, evidentemente troppo vicino al padre di famiglia sistemato lì accanto. Che per questo ha deciso di aggredirlo, dopo averlo insultato e avergli intimato di allontanarsi. A cercare di trattenere l’uomo dalla rabbia, oltre ad alcuni bagnanti di passaggio, anche il figlio, che ha inutilmente tentato di spiegare al papà che lì c’era posto per tutti. E ancora. Per le vie della movida di Marsala, un gruppo di ragazzi ha pensato bene di circondare un giovane di colore, impedendo ai passanti di intervenire mentre un bullo lo pestava a sangue. Ci sono poi le numerose aggressioni documentate dai reportage di Avvenire ai danni dei braccianti agricoli del Foggiano. Il 4 agosto, Victor, un ragazzo nigeriano di 22 anni, stava andando al lavoro in bicicletta. A un tratto è stato affiancato da due persone a bordo di uno scooter che, senza dire una parola, gli hanno sparato con una pistola a pallini. Tre colpi lo hanno raggiunto a un braccio e alle gambe. Qualche giorno prima, il 30 luglio, è stato aggredito anche Luis, nigeriano come Victor. Stava andando a prendere l’autobus per l’area industriale, dove lavora per la Princes, la grande multinazionale conserviera di zona. Mentre camminava ha visto arrivare il solito motorino. Una delle due persone a bordo gli ha lanciato contro il treppiede di un ventilatore, colpendolo a un piede. Poi gli insulti, «Bastardo!» e infine la fuga. Ma l’intolleranza non è appannaggio esclusivo del Mezzogiorno e l’odio non risparmia gli immigrati neanche al Nord. Lo dimostra il caso di Ivrea, dove neanche una settimana fa, sul muro di una palazzina di via Olivetti, è comparsa una scritta che invitava «i negri» a lasciare la città. Mentre a una 40enne di colore, ma nata in Italia, è stato recapitato un pacco contenente un grosso ratto morto. Ma non basta, perché ciclicamente anche la comunità cinese torna ad essere oggetto di aggressioni razziste. Era successo l’estate scorsa ed è accaduto di nuovo, a Livorno. Pochi giorni fa, in pieno giorno, uno sconosciuto ha gettato una scatola in un negozio gestito da cinesi. Era un piccolo ordigno rudimentale, che esplodendo ha causato un incendio. La titolare e un dipendente sono rimasti feriti e lievemente intossicati dal fumo della combustione. Nella stessa città, il giorno prima degli avvenimenti, un uomo di 65 anni era stato arrestato dopo aver confessato di essere l’autore, nel corso dei mesi precedenti, degli spari contro un palazzo occupato abusivamente, un kebab, un minimarket gestito da immigrati provenienti dal Bangladesh e un circolo Arci. (M.Marcelli-Avvenire)

Uganda: “l’eroe del Covid” tra i rifugiati del campo di Palabek è il salesiano don Roger

18 Agosto 2020 - Roma - Don Roger Mukadi Mbayo, giovane sacerdote salesiano della Repubblica Democratica del Congo, vive a Palabek, nel nord dell'Uganda e condivide le sfide quotidiane con oltre 54.000 rifugiati sud sudanesi. Con strutture minime per l'istruzione, l'assistenza medica e la sicurezza di base, la situazione a causa della pandemia è ancora più difficile. I rifugiati del posto lo chiamano “Covid hero”, l’eroe del Covid. La sua storia è racconta dall'agenzia dei salesiani Ans. Tra gli sfollati sud sudanesi del campo di Palabek vi sono almeno 25.000 bambini che non vanno più a scuola a causa del lockdown e vivono una situazione di stress ed isolamento. Conoscendo la loro situazione, i salesiani hanno organizzato attività educative e giovanili, seguendo le linee guida per proteggere la loro salute. Ogni giorno raggiungono più di 400 bambini e giovani. Alcune delle attività sono state anche orientate alla generazione di reddito e alla realizzazione di strutture per il futuro. I giovani hanno seminato l'erba nei campi da gioco, piantato centinaia di alberi, preparato orti, registrato canzoni e video per sensibilizzare sulla diffusione del Coronavirus. Tutte le attività sono state coordinate da don Roger. Ordinato sacerdote nel 2018, è al suo primo incarico. (Patrizia Caiffa - Sir)

Migrantes: a Torino il Corso di Alta Formazione

18 Agosto 2020 -
Roma – Si svolgerà a Pianezza (Torino), dal 31 agosto al 4 settembre,  la prima edizione del Corso di alta formazione organizzata dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute).
Si tratta di un novità, creata dopo che molti direttori diocesani Migrantes avevano manifestato la volontà di occasioni per continuare ad incontrarsi e a formarsi. Secondo le previsioni il Corso si terrà ogni anno nella regione italiana scelta per la celebrazione solenne della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in modo anche da valorizzare le buone pratiche presenti nei nostri uffici territoriali, spiega la Migrantes. Quest'anno la regione ecclesiastica scelta per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è Piemonte-Valle d'Aosta. Il 27 settembre la celebrazione eucaristica principale si terrà a Torino, presieduta dall'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia e sarà trasmessa, alle ore 11, da Rai Uno.

R.I.

 

Migrantes Asti: da domani il progetto “Migrantespoint”

14 Agosto 2020 - Asti – “Migrantespoint”. Questo il progetto promosso dall’Ufficio Migrantes di Asti e che partirà il prossimo 18 agosto. Si tratta di un centro di ascolto e servizi rivolto agli stranieri presenti nel territorio diocesano. Il progetto nasce dal dialogo dell’Ufficio con le diverse comunità etniche presenti e dalla consapevolezza delle “molteplici difficoltà che devono affrontare i cittadini di origine straniera nel comprendere il funzionamento delle procedure italiane per quanto riguarda documenti, accesso ai servizi, ricerca del lavoro e della casa”. Da qui la necessità di un luogo dove “non solo si possano reperire informazioni utili, ma anche imparare a diventare autonomi e gestire in modo indipendente il proprio futuro, un luogo dove gli stranieri possano sia ottenere risposta alle domande circa documenti, accesso a possibilità di istruzione, lavoro e abitare, ma anche un accompagnamento nei vari percorsi, non un semplice sportello, ma uno strumento di riscatto e d’emersione”, spiegano a Migrantes. Per questo saranno presenti dal martedì al sabato, in via Carducci 22, due operatori e una rete di volontari delle diverse comunità etniche. Figura preziosa sarà anche un mediatore culturale, che si occuperà di accompagnare fisicamente le persone nello sbrigare le varie necessità (es. accompagnare in questura, in ospedale, al centro per l’impiego e così via) e prendere consapevolezza della realtà astigiana. Lo sportello, inoltre, prevede di diventare un polo di incontri di orientamento e formazione sulle varie tematiche di interesse del mondo migrante. Per informazioni è possibile  scrivere a migrantespoint@gmail.com.

R.Iaria

Lesbo: in pellegrinaggio al Lifejacket Graveyard il “cimitero dei giubbotti di salvataggio”

17 Agosto 2020 - Lesbo - Una croce fatta col legno delle barche naufragate sulle coste di Lesbo ha accompagnato il pellegrinaggio silenzioso di una delegazione della Comunità di Sant'Egidio al luogo dove vengono gettati i giubbotti di salvataggio e i gommoni dei viaggi verso l'Europa. Raccontano tanta ingiustizia e sofferenza i poveri effetti personali - giacche a vento, biberon, radioline - in questo “che è un non-luogo, che non ha neppure un nome” ed e genericamente indicato come "Lifejacket Graveyard": un “simbolo evidente della chiusura dell'Europa” e di quella "cultura dello scarto" di cui parla papa Francesco. Insieme ai 30 volontari, provenienti da Italia, Polonia, Spagna e Ungheria, in questi giorni sull'isola greca, alcuni rifugiati afgani, siriani e di vari paesi africani, che conoscono bene quel breve e pericolosissimo tratto di mare che separa la Turchia dalla Grecia: in esso “hanno perso la vita loro sorelle, fratelli e amici”, spiega la Comunità di Sant’Egidio. Dopo la preghiera della croce e l'invocazione per la protezione di Maria sulla vita di tutti i migranti, è stato deposto un mazzo di fiori in memoria delle vittime.  

Emigrazione italiana: domani la notte dei ricercatori

17 Agosto 2020 - Paludi - Nuovo appuntamento per il "Piccolo Festival delle Spartenze", promosso dall'Associazione asSud e giunto quest'anno alla quinta edizione. Sarà l'occasione, per diversi studiosi di origine calabrese e italiana che vivono all'estero e all'estero si sono affermati dal punto di vista culturale e professionale. In particolare studiosi e ricercatori  che si stanno occupando specificatamente della pandemia in corso. Sarà una notte Covid, dove gli ospiti si confronteranno sulle ultime novità circa gli esiti dell’analisi del virus e delle disposizioni legislative in materia, spiega il direttore del Festival, Giuseppe Sommario che domani sera sarà collegato da un luogo emblematico della diaspora calabrese del territorio del rossanese:  l’Abbazia di Santa Maria ad Gruttam, davanti alla quale gli emigranti si recano prima di partire. All'evento parteciperanno parlamentari di origine calabrese  eletti in Calabria e all’estero, che daranno il loro contributo circa l’impegno della politica nella questione dell’emigrazione universitaria e interagiranno con i protagonisti della serata. Con loro i sindaci dei due borghi dell’entroterra che condividono la bellezza dell’Abazia di Santa Maria ad Gruttam, Cropalati e Paludi e il parroco don Agostino De Natale. A parlare della loro attività sul fronte Civid19, via web e in presenza, saranno Federico Caobelli, medico specialista, responsabile della diagnostica cardionucleare presso l’ospedale universitario di Basilea; Rosa Manzo, ricercatrice con esperienza in diritto internazionale generale e diritto ambientale internazionale nella città di Oslo; Laura Surace, specializzata in “Molecular Biology and Genetic” che conduce i suoi studi sul sistema immunitario e le malattie complesse in Francia presso l’Istituto Pasteur e Romina Vuono, esperto in Biotecnologie e Bio-Patologia Molecolare che opera nell’università di Kent. È possibile interagire con loro attraverso domande e quesiti da inviare alla mail segreteriadellespartenze@gmail.com oppure tramite i commenti della Diretta Facebook. Durante la serata, verrà presentata inoltre una nuova collana diretta da Giuseppe Sommario ed edita dall'editore rossanese Ferrari.

R.Iaria

Latina: minacce al sociologo Omizzolo per il suo impegno accanto ai braccianti migranti.

17 Agosto 2020 - Latina - “Qualcuno chiama alle 08.00 del mattino. Numero sconosciuto. Voce maschile…Dice che ‘devo smetterla con le mafie... perché ci stai facendo perdere la pazienza’ (traduzione mia). Continua con altre minacce e accuse. Lo avverto (con toni e parole, devo dire la verità, poco carine) che denuncerò tutto alla polizia e che non mi faccio intimidire da nessuno”. Lui risponde male dicendo che non gliele importa nulla e Omizzolo gli dice “Allora se sei così coraggioso dimmi come ti chiami. “Attacca subito dopo. Sono solo vigliacchi senza dignità”. A descrivere quanto accaduto è lo stesso giornalista e sociologo, Marco Omizzolo che nei giorni scorsi ha ricevuto minacce per il suo impegno a favore dei braccianti agricolo, soprattutto migranti, impegnati nella zona di Latina e dintorni. Omizzolo ha ricevuto una serie di messaggi di solidarietà: tra queste quella del sindaco di Latina Damiano Coletta e il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis.

La vita inizia con l’incontro con i fratelli e tra i fratelli: la storia di Adam

14 Agosto 2020 - Salerno - 6 agosto 2019 “si fa doccia nudo in strada”... arrestato... portato in carcere...Ma chi era? "Un ragazzo nigeriano di circa 30 anni, viveva in strada, mangiava in strada, dormiva in strada, non parlava con nessuno, aveva paura della confusione, aveva delle problematiche di socializzazione e di relazione". Lo racconta il direttore dell'Ufficio Migrantes Salerno-Campagna-Acerno, Antonio Bonifacio parlando della storia di Adam, un senza fissa dimora. "Dopo un procedimento giudiziario per far riconoscere la sua difficoltà psichiatria che aveva necessità di una Cura non di una Repressione - racconta Bonifacio -  viene accolto in una esperienza cristiana cattolica per farlo iniziare a vivere quella 'umanità' di cui aveva bisogno. Cose semplici: un letto, una doccia, vestiti e,  cosa forse determinante fratelli che si prendono cura del fratello. Inizia il suo parlare, il suo aver cura di se, aver attenzione nel vestirsi, nel lavarsi, il raccontare la sua storia, l'aver cura degli spazi dove viveva. Il dialogo ed impegno condiviso con l'Asl porta all'accoglienza in un centro specializzato per la cura del suo disagio e quindi l'inserimento in una comunità con il recupero giorno per giorno della sua socialità". Dopo un anno... 10 agosto 2020 inizia un lavoro... inizia un nuovo cammino di vita...  "La vita inizia con l'incontro con i fratelli e tra i fratelli", spiega Bonifacio.

GMMR: il quarto video di Papa Francesco in preparazione alla Giornata

14 Agosto 2020 - Città del Vaticano - Domenica 27 settembre 2020, si celebrerà la 106° Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati (GMMR). Quest’anno, con il titolo “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”, Papa Francesco invita a scoprire la realtà degli sfollati interni in modo più profondo. Ogni mese, un video di Papa Francesco e altri materiali multimediali approfondiscono i sotto-temi presenti nel Messaggio. Il tema di questo mese, il quarto, il Papa esplora il sotto-tema “Condividere per crescere”. Il video offre la testimonianza di vita vera di una persona sfollata interna che spiega come come la condivisione ci rende più umani, ci fa credere di più in Dio e sente che siamo i Suoi figli. Nel video, Papa Francesco esorta a condividere per crescere insieme, senza escludere nessuno (Il video si può scaricare dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale).

“Welcome tour” con i nuovi italiani

14 Agosto 2020 -

Parma - Portare richiedenti asilo e rifugiati appena arrivati a Parma alla scoperta della città, facendo conoscere loro non solo storia e cultura locale, ma anche i servizi istituzionali e le informazioni utiliper la vita quotidiana. È l’obiettivo del "Welcome tour" ideato dall’associazione Kwa Dunìa – in swahili 'con la terra' – che da venticinque anni diffonde i valori della solidarietà internazionale e del dialogo fra le differenti culture.

L’iniziativa, ripartita dopo l’interruzione forzata causata dal lockdown, rientra nel più ampio progetto della rete europea Migrantour, ed è arrivata nel capoluogo emiliano in occasione di «Parma capitale italiana della cultura 2020» (titolo valido anche per il ’21). La particolarità delle passeggiate è di essere condotte dai cittadini italiani di origine straniera – sia immigrati della prima ora sia giovani di seconda generazione – che abitano da anni a Parma e sono stati formati come accompagnatori interculturali.

Attualmente sono sedici, originari soprattutto di Paesi africani e dell’America latina: Camerun, Gabon, Marocco, Nigeria, Senegal, Uganda, Rwanda, Argentina, Brasile, Cile, Perù, Messico, ma anche Filippine, Belgio e Polonia.

Il «Welcome tour» è realizzato in collaborazione con diverse realtà del territorio tra cui Ciac onlus, Università di Parma, Centro servizi volontariato e Movimento dei Focolari. (Matteo Billi)

Vangelo Migrante: XX domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 15, 21-28)

13 Agosto 2020 - Gesù, inascoltato nella Sua patria si ritira in una terra straniera: Tiro e Sidone. L’incontro con una donna, una madre, che non si arrende ai silenzi e alle risposte di Gesù, che ricalcano la supponenza farisaica, gli apre il cuore alla fame e al dolore di tutti i bambini, che siano d'Israele, di Tiro e Sidone, figli di Raqqa o dei barconi, poco importa: la fame è uguale, il dolore è lo stesso, identico l'amore delle madri. Dice la donna a Gesù: ‘tu non sei venuto solo per quelli di Israele, ma anche per me, tu sei Pastore di tutto il dolore del mondo’. Anche i discepoli sono coinvolti nell'assedio tenace della donna: ‘Rispondile, così ci lascia in pace’. Ma la posizione di Gesù è molto netta e brusca: ‘io sono stato mandato solo per quelli della mia nazione, quelli della mia religione e della mia cultura’. La donna però non si arrende: ‘aiuta me e mia figlia!’ Gesù replica con una parola ancora più ruvida: ‘Non si toglie il pane ai figli per gettarlo ai cani’. I pagani, dai giudei, erano disprezzati come tali. Nella risposta geniale della donna c’è la svolta: “è vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. Nel regno di Dio, non ci sono figli e no, uomini e cani. Ma solo fame e figli da saziare, e figli sono anche quelli che pregano un altro Dio. “Donna, grande è la tua fede!”, conclude Gesù. Lei che non va al tempio, che non conosce la Bibbia, che prega altri dei, per Gesù è donna di grande fede. Lei non conosce la fede dei catechismi, ma possiede quella delle madri che soffrono. Lei conosce Dio dal di dentro: crede che è presso di Lui la mensa della salvezza. C’è chi l’ha rifiutata e chi si fa bastare anche le briciole. “Avvenga per te come desideri”. Gesù ribalta la domanda della madre, gliela restituisce: ‘Sei tu e il tuo desiderio che comandate. La tua fede e il tuo desiderio sono il grembo che partorisce il miracolo’. Nel racconto si realizza l’abbraccio di Dio al mondo, come ricorda la prima lettura: “la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli”. La terra è l'unica grande casa, con una tavola ricca di pane, il Suo, e ricca di figli, tutti Suoi. Nessuno escluso. E tutti, tutti gli apparteniamo.

p. Gaetano Saracino

Mons. Palmieri: sgombero campo rom senza progetto di ricollocazione

13 Agosto 2020 - Roma - «Li hanno sgomberati come rifiuti. E senza nessun progetto di ricollocazione. Si è intervenuti solo per un’emergenza costruita mediaticamente. Ma non va bene». È l’amara denuncia di mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma, delegato per la Carità, la Pastorale Migrantes e Rom della diocesi capitolina. Il presule ha seguito - informa il quotidiano "Avvenire"  lo sgombero del campo Rom tra via del Foro Italico e il fiume Aniene. «Siamo andati a vedere perché lo riteniamo un intervento anomalo». E ci tiene in primo luogo a raccontare la realtà di questo insediamento. «Non si tratta di un campo abusivo ma 'tollerato'. Il Comune aveva installato i bagni chimici, mandava il pulmino per portare i bambini a scuola e aveva dato il permesso di avere lì la residenza». Inizialmente erano serbi, arrivati qui nel 1995 dopo uno sgombero a Tor Bella Monaca. Poi si sono aggiunte altre famiglie. Attualmente c’erano circa 250 persone, ma quando l'altro ieri alle 7 è scattato il blitz del Comune, con 80 uomini della Polizia municipale e alcune ruspe, erano rimasti solo in 12. «Non sappiamo dove sono finite. Probabilmente in zona. E ora andranno a ingrossare gli insediamenti informali» accusa il vescovo, molto preoccupato. Il Comune giustifica l’intervento con la necessità di eliminare l’enorme discarica sorta accanto al campo. «Potrebbe essere pericoloso innanzitutto per chi ci abita» ha spiegato Marco Cardilli, delegato alla sicurezza del Campidoglio. «Tutto è nato da un servizio delle Iene che hanno fatto vedere la discarica – rivela don Gianpiero –. Ma il Comune conosceva da anni la situazione. Per questo non è stato fatto bene questo intervento. Si poteva programmare per tempo, senza provocare questa fuga». Durante lo sgombero - aggiunge mons. Palmieri - "c’erano solo due operatori dei servizi sociali e molte più persone che si sono preoccupate di mettere in salvo gli animali".

Mci Mosca: domenica riprendono le messe in Italiano

13 Agosto 2020 - Mosca - Domenica 16 agosto riprende la messa in Italiano per la Missione Cattolica. La cappellania italiana informa che sabato prossimo 15 agosto, Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo, nella Chiesa di San Luigi dei Francesi non sarà celebrata la Santa Messa in Italiano.  Le celebrazioni saranno solo in russo alle ore 9.00 e alle ore 19.00.  Domenica 16 agosto, XX Domenica del Tempo Ordinario, nella Chiesa  la Santa Messa in italiano alle 13,30. "Si raccomanda vivamente tutti coloro che verranno in chiesa per la santa messa delle ore 13:30 di indossare la maschera protettiva ed i guanti e di mantenere la distanza sociale di m 1,50 anche quando ci si disporrà in fila per ricevere la santa comunione", si legge nella nota.

Papa Francesco: “no a indifferenza e individualismo, guardare i bisogni e i problemi degli altri”

12 Agosto 2020 -
Città del Vaticano - “La pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo”. Lo ha detto Papa Francesco, nell’udienza generale di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca privata, continuando il nuovo ciclo di catechesi sul tema: “Guarire il mondo” e incentrando la sua meditazione sull’argomento “Fede e dignità umana”. Lodando “l’impegno di tante persone che in questi mesi stanno dando prova dell’amore umano e cristiano verso il prossimo, dedicandosi ai malati anche a rischio della propria salute”, il Pontefice ha ricordato che “tuttavia, il coronavirus non è l’unica malattia da combattere, ma la pandemia ha portato alla luce patologie sociali più ampie”. Una di queste citate dal Papa è “la visione distorta della persona, uno sguardo che ignora la sua dignità e il suo carattere relazionale”. “A volte guardiamo gli altri come oggetti, da usare e scartare – è il monito di Francesco -. In realtà, questo tipo di sguardo acceca e fomenta una cultura dello scarto individualistica e aggressiva, che trasforma l’essere umano in un bene di consumo”. La prospettiva suggerita dal Papa, invece, è quella di Dio che “guarda all’uomo e alla donna in un altro modo”. “Egli ci ha creati non come oggetti, ma come persone amate e capaci di amare, a sua immagine e somiglianza”. Papa Francesco ha poi evidenziato che “in questo modo ci ha donato una dignità unica, invitandoci a vivere in comunione con Lui, con le nostre sorelle e i nostri fratelli, nel rispetto di tutto il creato”. Quindi, da parte sua l’incoraggiamento all’armonia. “Cercare di arrampicarsi nella vita ed essere superiori agli altri distrugge l’armonia: è la logica di dominare gli altri – ha aggiunto, parlando a braccio -. L’armonia è un’altra cosa: è il servizio”. Di qui la richiesta al Signore di “darci occhi attenti ai fratelli e alle sorelle, specialmente a quelli che soffrono”. “Come discepoli di Gesù non vogliamo essere indifferenti né individualisti. L’armonia creata da Dio ci chiede di guardare i bisogni degli altri, i problemi degli altri. Vogliamo riconoscere in ogni persona, qualunque sia la sua razza, lingua o condizione, la dignità umana”.

Meeting per l’amicizia tra i popoli: la cooperazione allo sviluppo tra i temi affrontati nell’edizione 2020

12 Agosto 2020 -

Rimini - Il Meeting per l’amicizia tra i popoli cambia volto, almeno per quest’anno, ma rimane sempre un’occasione di conoscenza, di incontro e di giudizio su temi di attualità e sulle grandi questioni che interrogano l’uomo. Incontri, spettacoli e mostre saranno ospitati dal 18 al 23 agosto al Palacongressi di Rimini, dove - in ottemperanza alle disposizioni sulla sicurezza sanitaria - potrà entrare un numero limitato di persone e solo su prenotazione. Ma tutti gli eventi saranno disponibili online sul portale (www.meetingrimini.org) e sui social legati alla manifestazione, per consentire a chiunque di seguirli da casa o nei punti di incontro promossi in più di 70 città dai volontari legati alla kermesse.

La cooperazione allo sviluppo è uno dei temi affrontati quest’anno. Se ne parlerà giovedì 20 in un incontro dal titolo suggestivo: “#Inostrigoal. Calcio e cooperazione giocano nella stessa squadra”. Verranno presentate alcune esperienze promosse in Uganda e Giordania dalla Cooperazione Italiana, dall’Associazione Italiana Calciatori e dalla ong AVSI per valorizzare il calcio come strumento di inclusione sociale e di crescita psico-fisica. Sabato 22 sarà la volta di un focus su Africa e nuove tecnologie, con la presenza di Bitange Ndemo (Università di Nairobi) e di Letizia Moratti in qualità di presidente di E4Impact Foundation, una realtà da tempo impegnata nella formazione di manager e imprenditori nell’area subsahariana del continente. Nell’incontro verranno presentate alcune significative storie di imprese nate e cresciute nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e con una forte connotazione nelle nuove tecnologie. Domenica 23 è previsto un confronto su tematiche di bruciante attualità: come sta cambiando il modo di operare nella cooperazione internazionale allo sviluppo dopo l’esperienza ancora in corso della pandemia? Come sono cambiati i modi di implementare i progetti quando la mascherina è d’obbligo e non si possono più tenere incontri in presenza ravvicinata? Dove vanno ora i fondi per lo sviluppo? Fino a che punto e in quali modalità la tecnologia e il digitale possono sostituire, supplire o rilanciare la cooperazione?

Sullo sfondo di tutti gli incontri in programma c’è il titolo dell’edizione 2020 del Meeting, tratto da una frase del filosofo ebreo Abraham Heschel rilanciata da don Luigi Giussani nel suo libro più noto, “Il senso religioso”: “Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime”. Parole che evocano la crisi di tante persone, con le agende sempre più piene di cose da fare e con il cuore sempre meno capace di cogliere la verità delle cose, di stupirsi di fronte alla realtà che chiede di essere guardata con uno sguardo profondamente umano. E la pandemia generata dal coronavirus è una sfida che costringe tutti a misurarsi con le grandi domande sull’esistenza e a cercare cosa davvero conta, cosa è essenziale nella vita.

Giorgio Paolucci

Calabria: entra nel vivo il “Festival delle Spartenze”

12 Agosto 2020 - Paludi – Entra nel vivo, con una serie di iniziative, il Festival delle Spartenze 2020 anche se con molte limitazioni dovute alla pandemia in corso. Dopo l’evento interamente online “Punto Calabro” di qualche giorno fa con la partecipazione dei giovani residenti all’estero e dei giovani calabro-discendenti il programma prevede per il 17 agosto a Corigliano Rossano la proiezione del film “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Il giorno successivo a Santa Maria ad Gruttam a Paludi “La Notte (Covid) dei Ricercatori Italiani nel Mondo”. Il 19 da Corigliano Rossano l’incontro “La mille e una Calabria: la diaspora calabra, risorsa o zavorra?” mentre il 23 agosto da Santa Maria ad Gruttam “Punto Italia” con il confronto tra diversi esponenti del mondo dell’emigrazione italiana, soprattutto giovanile. Il festival si concluderà il prossimo 10 ottobre con una tavola rotonda sul tema “Turismo delle radici e destino dei borghi”. L’edizione 2020 del Festiva è dedicato alla “casa” inteso come consapevolezza di cosa s’intenda per sentirsi a casa”, spiega il direttore del festival, Giuseppe Sommario.

R.I.

 

Palermo: i rifugiati diventano guide per le visite nel quartiere di Ballarò

12 Agosto 2020 -
Palermo - Giovani rifugiati diventano guide per i turisti che vogliono visitare Ballarò, a Palermo. Un’iniziativa possibile grazie al progetto di turismo responsabile “Attraverso i miei occhi” dell’associazione MoltiVolti. Ragazzi provenienti da diversi Paesi africani, accolti in città, si occupano dei tour in lingua italiana o inglese: accompagnano i visitatori nei luoghi dello storico quartiere del capoluogo siciliano e li raccontano alla luce della loro esperienza personale. Quindi, il mercato per Malick è il luogo che rievoca il lavoro nei campi del Gambia, mentre lo sguardo di Ibra, musulmano, si sofferma su uno dei luoghi in cui va a pregare. “‘Attraverso i miei occhi’ nasce dalla volontà di creare relazioni più simmetriche con lo straniero, il quale, grazie al progetto, da ‘migrante’ portatore di bisogni diventa ‘viaggiatore’ depositario di risorse da condividere con la comunità – spiega Giovanni Zinna, socio fondatore di MoltiVolti –. Farsi prendere per mano, lasciandosi accompagnare in questi tour, è un’esperienza che permette di avere una visione diversa della città, una passeggiata attraverso i rapporti, le storie, le trame del tessuto profondo del mercato Ballarò. Il nuovo abitante condivide così la sua storia e il suo speciale punto di osservazione della realtà e del quartiere”. Infatti, sono immancabili le domande dei turisti sul percorso migratorio e sulla storia dei rifugiati, che i visitatori ascoltano con interesse. (Sir)

Il “Telesia for Peoples” è promosso unicamente da “Icosit”

11 Agosto 2020 - Telese Terme - La manifestazione “Telesia for Peoples” 2020, in programma dal 22 al 23 agosto prossimo nelle Terme di Telese, è promossa ed organizzata esclusivamente dall’associazione no profit “Icosit”, con il patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio di Benevento.

E' quanto si legge in una nota dell'associazione "Icosit" precisando, dopo alcuni articoli pubblicati sulla stampa, che l’evento, pur essendo nato da un’idea dell’Associazione italoamericana “Icosit” e della Fondazione Migrantes della Cei nel 2013, oggi il “Telesia for Peoples”, giunto alla sua settima edizione, è "esclusivamente promosso ed organizzato dall’associazione ICOSIT".