Primo Piano

“Welcome tour” con i nuovi italiani

14 Agosto 2020 -

Parma - Portare richiedenti asilo e rifugiati appena arrivati a Parma alla scoperta della città, facendo conoscere loro non solo storia e cultura locale, ma anche i servizi istituzionali e le informazioni utiliper la vita quotidiana. È l’obiettivo del "Welcome tour" ideato dall’associazione Kwa Dunìa – in swahili 'con la terra' – che da venticinque anni diffonde i valori della solidarietà internazionale e del dialogo fra le differenti culture.

L’iniziativa, ripartita dopo l’interruzione forzata causata dal lockdown, rientra nel più ampio progetto della rete europea Migrantour, ed è arrivata nel capoluogo emiliano in occasione di «Parma capitale italiana della cultura 2020» (titolo valido anche per il ’21). La particolarità delle passeggiate è di essere condotte dai cittadini italiani di origine straniera – sia immigrati della prima ora sia giovani di seconda generazione – che abitano da anni a Parma e sono stati formati come accompagnatori interculturali.

Attualmente sono sedici, originari soprattutto di Paesi africani e dell’America latina: Camerun, Gabon, Marocco, Nigeria, Senegal, Uganda, Rwanda, Argentina, Brasile, Cile, Perù, Messico, ma anche Filippine, Belgio e Polonia.

Il «Welcome tour» è realizzato in collaborazione con diverse realtà del territorio tra cui Ciac onlus, Università di Parma, Centro servizi volontariato e Movimento dei Focolari. (Matteo Billi)

Vangelo Migrante: XX domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 15, 21-28)

13 Agosto 2020 - Gesù, inascoltato nella Sua patria si ritira in una terra straniera: Tiro e Sidone. L’incontro con una donna, una madre, che non si arrende ai silenzi e alle risposte di Gesù, che ricalcano la supponenza farisaica, gli apre il cuore alla fame e al dolore di tutti i bambini, che siano d'Israele, di Tiro e Sidone, figli di Raqqa o dei barconi, poco importa: la fame è uguale, il dolore è lo stesso, identico l'amore delle madri. Dice la donna a Gesù: ‘tu non sei venuto solo per quelli di Israele, ma anche per me, tu sei Pastore di tutto il dolore del mondo’. Anche i discepoli sono coinvolti nell'assedio tenace della donna: ‘Rispondile, così ci lascia in pace’. Ma la posizione di Gesù è molto netta e brusca: ‘io sono stato mandato solo per quelli della mia nazione, quelli della mia religione e della mia cultura’. La donna però non si arrende: ‘aiuta me e mia figlia!’ Gesù replica con una parola ancora più ruvida: ‘Non si toglie il pane ai figli per gettarlo ai cani’. I pagani, dai giudei, erano disprezzati come tali. Nella risposta geniale della donna c’è la svolta: “è vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. Nel regno di Dio, non ci sono figli e no, uomini e cani. Ma solo fame e figli da saziare, e figli sono anche quelli che pregano un altro Dio. “Donna, grande è la tua fede!”, conclude Gesù. Lei che non va al tempio, che non conosce la Bibbia, che prega altri dei, per Gesù è donna di grande fede. Lei non conosce la fede dei catechismi, ma possiede quella delle madri che soffrono. Lei conosce Dio dal di dentro: crede che è presso di Lui la mensa della salvezza. C’è chi l’ha rifiutata e chi si fa bastare anche le briciole. “Avvenga per te come desideri”. Gesù ribalta la domanda della madre, gliela restituisce: ‘Sei tu e il tuo desiderio che comandate. La tua fede e il tuo desiderio sono il grembo che partorisce il miracolo’. Nel racconto si realizza l’abbraccio di Dio al mondo, come ricorda la prima lettura: “la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli”. La terra è l'unica grande casa, con una tavola ricca di pane, il Suo, e ricca di figli, tutti Suoi. Nessuno escluso. E tutti, tutti gli apparteniamo.

p. Gaetano Saracino

Mons. Palmieri: sgombero campo rom senza progetto di ricollocazione

13 Agosto 2020 - Roma - «Li hanno sgomberati come rifiuti. E senza nessun progetto di ricollocazione. Si è intervenuti solo per un’emergenza costruita mediaticamente. Ma non va bene». È l’amara denuncia di mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma, delegato per la Carità, la Pastorale Migrantes e Rom della diocesi capitolina. Il presule ha seguito - informa il quotidiano "Avvenire"  lo sgombero del campo Rom tra via del Foro Italico e il fiume Aniene. «Siamo andati a vedere perché lo riteniamo un intervento anomalo». E ci tiene in primo luogo a raccontare la realtà di questo insediamento. «Non si tratta di un campo abusivo ma 'tollerato'. Il Comune aveva installato i bagni chimici, mandava il pulmino per portare i bambini a scuola e aveva dato il permesso di avere lì la residenza». Inizialmente erano serbi, arrivati qui nel 1995 dopo uno sgombero a Tor Bella Monaca. Poi si sono aggiunte altre famiglie. Attualmente c’erano circa 250 persone, ma quando l'altro ieri alle 7 è scattato il blitz del Comune, con 80 uomini della Polizia municipale e alcune ruspe, erano rimasti solo in 12. «Non sappiamo dove sono finite. Probabilmente in zona. E ora andranno a ingrossare gli insediamenti informali» accusa il vescovo, molto preoccupato. Il Comune giustifica l’intervento con la necessità di eliminare l’enorme discarica sorta accanto al campo. «Potrebbe essere pericoloso innanzitutto per chi ci abita» ha spiegato Marco Cardilli, delegato alla sicurezza del Campidoglio. «Tutto è nato da un servizio delle Iene che hanno fatto vedere la discarica – rivela don Gianpiero –. Ma il Comune conosceva da anni la situazione. Per questo non è stato fatto bene questo intervento. Si poteva programmare per tempo, senza provocare questa fuga». Durante lo sgombero - aggiunge mons. Palmieri - "c’erano solo due operatori dei servizi sociali e molte più persone che si sono preoccupate di mettere in salvo gli animali".

Mci Mosca: domenica riprendono le messe in Italiano

13 Agosto 2020 - Mosca - Domenica 16 agosto riprende la messa in Italiano per la Missione Cattolica. La cappellania italiana informa che sabato prossimo 15 agosto, Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo, nella Chiesa di San Luigi dei Francesi non sarà celebrata la Santa Messa in Italiano.  Le celebrazioni saranno solo in russo alle ore 9.00 e alle ore 19.00.  Domenica 16 agosto, XX Domenica del Tempo Ordinario, nella Chiesa  la Santa Messa in italiano alle 13,30. "Si raccomanda vivamente tutti coloro che verranno in chiesa per la santa messa delle ore 13:30 di indossare la maschera protettiva ed i guanti e di mantenere la distanza sociale di m 1,50 anche quando ci si disporrà in fila per ricevere la santa comunione", si legge nella nota.

Papa Francesco: “no a indifferenza e individualismo, guardare i bisogni e i problemi degli altri”

12 Agosto 2020 -
Città del Vaticano - “La pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo”. Lo ha detto Papa Francesco, nell’udienza generale di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca privata, continuando il nuovo ciclo di catechesi sul tema: “Guarire il mondo” e incentrando la sua meditazione sull’argomento “Fede e dignità umana”. Lodando “l’impegno di tante persone che in questi mesi stanno dando prova dell’amore umano e cristiano verso il prossimo, dedicandosi ai malati anche a rischio della propria salute”, il Pontefice ha ricordato che “tuttavia, il coronavirus non è l’unica malattia da combattere, ma la pandemia ha portato alla luce patologie sociali più ampie”. Una di queste citate dal Papa è “la visione distorta della persona, uno sguardo che ignora la sua dignità e il suo carattere relazionale”. “A volte guardiamo gli altri come oggetti, da usare e scartare – è il monito di Francesco -. In realtà, questo tipo di sguardo acceca e fomenta una cultura dello scarto individualistica e aggressiva, che trasforma l’essere umano in un bene di consumo”. La prospettiva suggerita dal Papa, invece, è quella di Dio che “guarda all’uomo e alla donna in un altro modo”. “Egli ci ha creati non come oggetti, ma come persone amate e capaci di amare, a sua immagine e somiglianza”. Papa Francesco ha poi evidenziato che “in questo modo ci ha donato una dignità unica, invitandoci a vivere in comunione con Lui, con le nostre sorelle e i nostri fratelli, nel rispetto di tutto il creato”. Quindi, da parte sua l’incoraggiamento all’armonia. “Cercare di arrampicarsi nella vita ed essere superiori agli altri distrugge l’armonia: è la logica di dominare gli altri – ha aggiunto, parlando a braccio -. L’armonia è un’altra cosa: è il servizio”. Di qui la richiesta al Signore di “darci occhi attenti ai fratelli e alle sorelle, specialmente a quelli che soffrono”. “Come discepoli di Gesù non vogliamo essere indifferenti né individualisti. L’armonia creata da Dio ci chiede di guardare i bisogni degli altri, i problemi degli altri. Vogliamo riconoscere in ogni persona, qualunque sia la sua razza, lingua o condizione, la dignità umana”.

Meeting per l’amicizia tra i popoli: la cooperazione allo sviluppo tra i temi affrontati nell’edizione 2020

12 Agosto 2020 -

Rimini - Il Meeting per l’amicizia tra i popoli cambia volto, almeno per quest’anno, ma rimane sempre un’occasione di conoscenza, di incontro e di giudizio su temi di attualità e sulle grandi questioni che interrogano l’uomo. Incontri, spettacoli e mostre saranno ospitati dal 18 al 23 agosto al Palacongressi di Rimini, dove - in ottemperanza alle disposizioni sulla sicurezza sanitaria - potrà entrare un numero limitato di persone e solo su prenotazione. Ma tutti gli eventi saranno disponibili online sul portale (www.meetingrimini.org) e sui social legati alla manifestazione, per consentire a chiunque di seguirli da casa o nei punti di incontro promossi in più di 70 città dai volontari legati alla kermesse.

La cooperazione allo sviluppo è uno dei temi affrontati quest’anno. Se ne parlerà giovedì 20 in un incontro dal titolo suggestivo: “#Inostrigoal. Calcio e cooperazione giocano nella stessa squadra”. Verranno presentate alcune esperienze promosse in Uganda e Giordania dalla Cooperazione Italiana, dall’Associazione Italiana Calciatori e dalla ong AVSI per valorizzare il calcio come strumento di inclusione sociale e di crescita psico-fisica. Sabato 22 sarà la volta di un focus su Africa e nuove tecnologie, con la presenza di Bitange Ndemo (Università di Nairobi) e di Letizia Moratti in qualità di presidente di E4Impact Foundation, una realtà da tempo impegnata nella formazione di manager e imprenditori nell’area subsahariana del continente. Nell’incontro verranno presentate alcune significative storie di imprese nate e cresciute nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e con una forte connotazione nelle nuove tecnologie. Domenica 23 è previsto un confronto su tematiche di bruciante attualità: come sta cambiando il modo di operare nella cooperazione internazionale allo sviluppo dopo l’esperienza ancora in corso della pandemia? Come sono cambiati i modi di implementare i progetti quando la mascherina è d’obbligo e non si possono più tenere incontri in presenza ravvicinata? Dove vanno ora i fondi per lo sviluppo? Fino a che punto e in quali modalità la tecnologia e il digitale possono sostituire, supplire o rilanciare la cooperazione?

Sullo sfondo di tutti gli incontri in programma c’è il titolo dell’edizione 2020 del Meeting, tratto da una frase del filosofo ebreo Abraham Heschel rilanciata da don Luigi Giussani nel suo libro più noto, “Il senso religioso”: “Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime”. Parole che evocano la crisi di tante persone, con le agende sempre più piene di cose da fare e con il cuore sempre meno capace di cogliere la verità delle cose, di stupirsi di fronte alla realtà che chiede di essere guardata con uno sguardo profondamente umano. E la pandemia generata dal coronavirus è una sfida che costringe tutti a misurarsi con le grandi domande sull’esistenza e a cercare cosa davvero conta, cosa è essenziale nella vita.

Giorgio Paolucci

Calabria: entra nel vivo il “Festival delle Spartenze”

12 Agosto 2020 - Paludi – Entra nel vivo, con una serie di iniziative, il Festival delle Spartenze 2020 anche se con molte limitazioni dovute alla pandemia in corso. Dopo l’evento interamente online “Punto Calabro” di qualche giorno fa con la partecipazione dei giovani residenti all’estero e dei giovani calabro-discendenti il programma prevede per il 17 agosto a Corigliano Rossano la proiezione del film “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Il giorno successivo a Santa Maria ad Gruttam a Paludi “La Notte (Covid) dei Ricercatori Italiani nel Mondo”. Il 19 da Corigliano Rossano l’incontro “La mille e una Calabria: la diaspora calabra, risorsa o zavorra?” mentre il 23 agosto da Santa Maria ad Gruttam “Punto Italia” con il confronto tra diversi esponenti del mondo dell’emigrazione italiana, soprattutto giovanile. Il festival si concluderà il prossimo 10 ottobre con una tavola rotonda sul tema “Turismo delle radici e destino dei borghi”. L’edizione 2020 del Festiva è dedicato alla “casa” inteso come consapevolezza di cosa s’intenda per sentirsi a casa”, spiega il direttore del festival, Giuseppe Sommario.

R.I.

 

Palermo: i rifugiati diventano guide per le visite nel quartiere di Ballarò

12 Agosto 2020 -
Palermo - Giovani rifugiati diventano guide per i turisti che vogliono visitare Ballarò, a Palermo. Un’iniziativa possibile grazie al progetto di turismo responsabile “Attraverso i miei occhi” dell’associazione MoltiVolti. Ragazzi provenienti da diversi Paesi africani, accolti in città, si occupano dei tour in lingua italiana o inglese: accompagnano i visitatori nei luoghi dello storico quartiere del capoluogo siciliano e li raccontano alla luce della loro esperienza personale. Quindi, il mercato per Malick è il luogo che rievoca il lavoro nei campi del Gambia, mentre lo sguardo di Ibra, musulmano, si sofferma su uno dei luoghi in cui va a pregare. “‘Attraverso i miei occhi’ nasce dalla volontà di creare relazioni più simmetriche con lo straniero, il quale, grazie al progetto, da ‘migrante’ portatore di bisogni diventa ‘viaggiatore’ depositario di risorse da condividere con la comunità – spiega Giovanni Zinna, socio fondatore di MoltiVolti –. Farsi prendere per mano, lasciandosi accompagnare in questi tour, è un’esperienza che permette di avere una visione diversa della città, una passeggiata attraverso i rapporti, le storie, le trame del tessuto profondo del mercato Ballarò. Il nuovo abitante condivide così la sua storia e il suo speciale punto di osservazione della realtà e del quartiere”. Infatti, sono immancabili le domande dei turisti sul percorso migratorio e sulla storia dei rifugiati, che i visitatori ascoltano con interesse. (Sir)

Il “Telesia for Peoples” è promosso unicamente da “Icosit”

11 Agosto 2020 - Telese Terme - La manifestazione “Telesia for Peoples” 2020, in programma dal 22 al 23 agosto prossimo nelle Terme di Telese, è promossa ed organizzata esclusivamente dall’associazione no profit “Icosit”, con il patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio di Benevento.

E' quanto si legge in una nota dell'associazione "Icosit" precisando, dopo alcuni articoli pubblicati sulla stampa, che l’evento, pur essendo nato da un’idea dell’Associazione italoamericana “Icosit” e della Fondazione Migrantes della Cei nel 2013, oggi il “Telesia for Peoples”, giunto alla sua settima edizione, è "esclusivamente promosso ed organizzato dall’associazione ICOSIT".

Viminale: da inizio anno sbarcate 14.977 persone migranti sulle nostre coste

11 Agosto 2020 -
Roma - Sono 14.977 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato, aggiornato a questa mattina alla ore 8, è del Ministero dell'Interno. Dei quasi 15.000 migranti la maggioranza sono di origine tunisina: 6.185 (41%). Gli altro provengono da Bangladesh (2.338, 16%), Costa d’Avorio (858, 6%), Algeria (732, 5%), Pakistan (555, 3%), Sudan (544, 4%), Marocco (492, 3%), Somalia (343, 2%), Egitto (328, 2%), Guinea (284, 2%). I minori stranieri non accompagnati sono stati 1.923. Il dato, questa volta, è aggiornato a ieri, 1o agosto.

R.I.

Viminale: dopo il lockdown ricollocati in Europa 189 richiedenti asilo, 57 i dublinanti trasferiti dall’Italia

11 Agosto 2020 -
Roma - Germania, Francia, Irlanda, Portogallo. Questi i Paesi che, dopo il lockdown, hanno accolto il maggior numero di richiedenti asilo trasferiti nell'ambito della procedura europea di ricollocazione volontaria. In questo periodo post Covid-19, il dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione, diretto dal prefetto Michele di Bari,  ha organizzato la ricollocazione di 189 richiedenti asilo: 106 verso la Germania, 62 verso la Francia, 20 verso l'Irlanda e 1 verso il Portogallo, riferisce il Ministero dell'Interno. Le modalità operative, approvate dalla Commissione europea e dagli Stati interessati a seguito della Dichiarazione di Malta del 23 settembre 2019, hanno consentito di effettuare i trasferimenti in sicurezza. Per quanto riguarda l'applicazione del sistema di Dublino, i trasferimenti da e per l’Italia sono ripresi dopo la loro sospensione per permettere alle autorità di predisporre le necessarie misure sanitarie anti Covid-19. Dall'Italia agli altri Paesi europei (outgoing) sono stati trasferiti 57 richiedenti asilo: 15 ad aprile, 4 a maggio, 10 a giugno, 26 a luglio e 2 fino al 10 agosto. Tra gennaio e febbraio i trasferimenti erano stati 198. Sempre nella fase 2 dell’emergenza sanitaria, i trasferimenti di dublinanti dagli altri Paesi europei all’Italia (ingoing) sono stati 39: 1 a maggio, 26 a luglio, 12 fino al 10 agosto. Nei primi due mesi dell’anno, erano stati 895, sempre secondo i dati del Viminale.  

Card. Betori: “permangono ostacoli all’integrazione dei migranti”

11 Agosto 2020 -
Firenze - “Per un verso sentiamo di poterci rallegrare per come l’emergenza sanitaria è stata affrontata con senso di responsabilità dalla grande maggioranza della popolazione, con competenza e dedizione da chi opera nel sistema sanitario, con presenza e generosità dal mondo del volontariato”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia della messa che ha celebrato ieri nella basilica di San Lorenzo, nella giorno della solennità. “Ora però dobbiamo chiederci se questo spirito di partecipazione e condivisione saremo capaci di farlo vivere anche oltre la fase dell’emergenza sanitaria – ha aggiunto –, per nutrire anche quest’ulteriore fase, di emergenza economico-sociale, non meno problematica per il futuro della società”. È questa, secondo il cardinale, “la sfida che ci attende e che impone responsabilità e coerenza da parte di tutti, amministratori, imprenditori, lavoratori”. “La cultura della condivisione è necessaria anche sul versante economico, particolarmente nella nostra città, per la quale la pandemia ha svelato squilibri che le masse turistiche occultavano e al tempo stesso alimentavano”. Nelle parole del card. Betori, la consapevolezza che “la città, questo quartiere di San Lorenzo hanno bisogno di trovare un loro proprio assetto umano che animi e alimenti anche il tessuto economico”. “Abbiamo bisogno di favorire la presenza di nuclei familiari stabilmente residenti, che creano rapporti e danno un contesto di identità civile e di umana accoglienza a chi viene tra noi da fuori”, ha ribadito il cardinale, ricordando che “un’economia fiorisce sulla base di relazioni sociali e non su bisogni artificiosamente indotti”. L’arcivescovo denuncia anche “il permanere di condizioni che ostacolano l’integrazione di persone giunte tra noi in forza delle migrazioni che caratterizzano i nostri tempi, con la conseguente creazione di sacche di illegalità che alimentano comprensibili disagi e preoccupazioni tra la gente”. Infine, un richiamo alla “responsabilità, soprattutto nelle fasce di popolazione giovanile, per il rispetto delle precauzioni che ancora oggi sono necessarie al fine di contenere la diffusione della pandemia”.

GMMR: in distribuzione la rivista MigrantiPress dedicata alla Giornata

10 Agosto 2020 - Roma - “Come Gesù Cristo costretti a fuggire: accogliere, proteggere, programmare, integrare gli sfollati interni”: questo il tema della 106ma Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Alla Giornata è dedicato il numero di Migranti-Press, mensile della Fondazione Migrantes, in distribuzione in questi giorni per permettere alle diocesi e alla parrocchie di poter preparare adeguatamente la Giornata. Il giornale di apre con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata e il commento del presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino di Tora e del Direttore generale dell'organismo pastorale della Cei, don Giovanni De Robertis e una scheda informativa sul tema della Giornata: gli sfollati interni. Nel numero anche diversi sussidi per le famiglie, i giovani, gli adulti, una preghiera affidata a  don Francesco dell’Orco e una riflessione biblica di sr. Elizangela Chaves Dias. La rivista, alcuni sussidi online e altro materiale si può trovare sul sito www.migrantes.it.

R.I.

 

Cassazione: la richiesta di protezione umanitaria da parte dello straniero entrato minorenne in Italia deve essere valutata tenendo conto dei profili di particolare vulnerabilità

10 Agosto 2020 - Roma - Con sentenza n. 14307 dell’8 luglio 2020, la II sezione civile della Corte di cassazione è intervenuta sul tema della protezione umanitaria stabilendo che la valutazione dell’integrazione nel territorio nazionale dello straniero giunto in Italia da minorenne deve tener conto dei profili di vulnerabilità connessi all’età del te. In particolare, ad avviso della Suprema corte, va tenuto in considerazione l’eventuale percorso scolastico seguito dallo straniero poiché potrebbe escludere che egli abbia potuto accostarsi al mondo del lavoro ovvero esporlo ad una specifica vulnerabilità qualora, ove rimpatriato, venisse pregiudicato il suo diritto a completare il percorso di studi avviato. (A.P.)

Suore scalabriniane: diario da Lesbo (1)

10 Agosto 2020 - Lesbo - Un’isoletta nel mare può essere una frontiera, cuore dei flussi di esseri umani che dal Medio Oriente arrivano in Europa. Lesbo, un’isoletta che politicamente della Grecia ma che è vicinissima, a livello geografico, alla Turchia, per noi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Siamo in quattro, partite grazie alla collaborazione stretta tra la Comunità di Sant’Egidio e la nostra Congregazione religiosa, le Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, Scalabriniane. Viviamo per i migranti: questo è il nostro carisma. Siamo Suor Marlene e suor Leticia e due donne in formazione, Monica Leticia, postulante e l’aspirante Laura. Veniamo da storie e da luoghi diversi del mondo, ed essere qui è per noi una nota di orgoglio. Per chi ancora non ha emesso i voti è bello cominciare da qui, in un luogo dove il sole picchia forte, in un angolo di mondo conosciuto fino a poco tempo fa per le spiagge e per la sua destinazione turistica da ‘Paesi ricchi’, che per noi ha una veste completamente diversa. L’isola di Lesbo, proprio come Lampedusa in Italia, sta dimostrando la sua forza nell’accoglienza. Ci sono circa 15.000 tra profughi e rifugiati che vengono a chiedere aiuto. Siamo arrivate a fine luglio e ci siamo messe subito al lavoro per cercare di capire come dare una mano. La terra brulla e ocra dell’isola ti entra fin nella pelle. La mascherina fa sentire ancor più il calore dell’estate del Mediterraneo. Il sole picchia, come dicevamo, ed è stato doveroso creare uno spazio, ombreggiato, dove creare un’area mensa. L’abbiamo ricavata all’interno di un vecchio frantoio. Uno spazio che, rispettando le misure di contenimento del Covid-19, arriva ad avere circa 300 posti a sedere. Cerchiamo, in questo modo, di rendere loro più semplice la vita. A Lesbo, dopo un viaggio che ha il sapore della scommessa della vita, i rifugiati vivono qui in tende o baracche più o meno improvvisate, luoghi che diventano roventi con questo caldo. Girare per le loro case di fortuna, però, non ci avvilisce perché hanno un tesoro da mostrare: il loro sorriso. Lo fanno i grandi ma soprattutto i più piccoli. Sorridono perché hanno la speranza, perché in Europa si sentono più al sicuro, perché hanno modo di toccare con mano che siamo qui per aiutare loro, per cercare di tendere una mano con la speranza che il loro futuro sia più a colori. La cosa che ci fa sbalordire sono i bambini: hanno una forza di vivere e un coraggio da vendere. Non si voltano, guardano sempre in avanti.

Papa Francesco: all’Angelus, “preghiamo per il popolo in Libano che soffre tanto”

10 Agosto 2020 - Città del Vaticano - “La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai libanesi, a collaborare per il bene di questo amato Paese. Il Libano ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte". È la preghiera pronunciata ieri  da Papa Francesco al termine dell’Angelus. Nelle sue parole, un accorato appello alla comunità internazionale, affinché si adoperi per "un generoso aiuto", ma anche alla Chiesa libanese perché resti "vicina al popolo nel suo Calvario come sta facendo in questi giorni, con solidarietà e compassione, con il cuore e le mani aperte alla condivisione". Un’esortazione cui ha unito un’ulteriore raccomandazione. “Per favore - ha aggiunto parlando a braccio - chiedo ai vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi del Libano che stiano vicini al popolo e che vivano con uno stile di vita improntato alla povertà evangelica, senza lusso, perché il vostro popolo soffre, e soffre tanto". Prima della preghiera, che il Papa ha concluso invocando la benedizione della "Vergine di Harissa, Regina del Libano”, Francesco ha rinnovato il suo appello al disarmo. Dopo aver ricordato i tragici bombardamenti del 6 e del 9 agosto di Hiroshima e Nagasaki, ha rievocato con gratitudine la visita dello scorso anno in Giappone rinnovando "l’invito a pregare e a impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari”. Tutto incentrato sull’abbandonarsi “con fiducia a Dio in ogni momento della nostra vita, specialmente nell’ora della prova e del turbamento”, l’invito che Papa Francesco ha rivolto ai fedeli presenti in piazza San Pietro. Commentando il brano evangelico in cui Gesù cammina sulle acque, il Papa ha indicato nella barca in balia della tempesta l’immagine della Chiesa, che "incontra venti contrari, a volte prove molto", come "certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso, e anche oggi, in alcune parti”. Situazioni che possono generare la tentazione di pensare che “Dio l’abbia abbandonata anche se in realtà – ha aggiunto – è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede, la testimonianza dell’amore, la testimonianza della speranza”. Per questo, ha ribadito il Pontefice, “quando nei momenti difficili della vita, dove tutto diventa buio e come Pietro sentiamo forte il dubbio e la paura e ci sembra di affondare, non dobbiamo vergognarci di gridare e come Pietro: ‘Signore, salvami!’. Bussare al cuore di Dio, al cuore di Gesù: ‘Signore, salvami!’. È una bella preghiera e possiamo ripeterla tante volte”. E “il gesto di Gesù, che subito tende la sua mano e afferra quella del suo amico – ha concluso – va contemplato a lungo: Gesù è questo, Gesù fa questo, Gesù è la mano del Padre che mai ci abbandona; la mano forte e fedele del Padre, che vuole sempre e solo il nostro bene”.

Amerigo Vecchiarelli

Marcinelle, Rossini: monito per tenere viva attenzione su lavoro e diritti migranti

8 Agosto 2020 -

Roma - La tragedia di Marcinelle, dove 64 anni fa persero la vita 262 minatori, di cui 132 italiani, è "un richiamo fondamentale che deve farci tenere sempre viva l’attenzione sul lavoro e sui diritti dei migranti”. Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini. “Oggi gli sfruttati e gli ultimi provengono da altri Paesi e le Acli, che sono presenti in sedici stati del mondo, cercano di essere sempre dalla loro parte con i servizi di segretariato sociale e con l’attività associativa”.

“L’impatto del Covid sui dati dell’emigrazione italiana sarà un banco di prova importante rispetto alla salute sociale del nostro Paese. – ha aggiunto Matteo Bracciali, vicepresidente federazione internazionale Acli -. Intanto le reti sociali hanno funzionato bene e, in molti casi, sono riuscite a rispondere alle difficoltà di rimpatrio e di sostegno economico nei casi più difficili”.

Di Maio: la promozione di un lavoro equo, tutelato e sostenibile deve essere anche oggi al centro della nostra risposta alle gravi conseguenze economiche e sociali della crisi sanitaria

8 Agosto 2020 - Roma – “La promozione di un lavoro equo, tutelato e sostenibile deve essere anche oggi al centro della nostra risposta alle gravi conseguenze economiche e sociali della crisi sanitaria. L’Italia – membro fondatore dell’UE e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro – intende continuare a portare avanti questa istanza anche in ambito europeo e internazionale”. Lo ha scritto in un messaggio il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, in occasione del 64° anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio. Quest’anno, a causa della pandemia da COVID-19, “onoriamo il ricordo della tragedia di Marcinelle in una condizione di distanza fisica, ma di grande vicinanza e solidarietà”. Anche “l’attuale emergenza sanitaria ha visto il sacrificio di quanti, in Italia e all’estero, hanno perso la vita – ha scritto Di Maio - mentre si dedicavano al loro lavoro, come anche ad attività di volontariato e di sostegno. Penso a medici, infermieri, al personale sanitario e a tutti coloro che hanno lavorato per mesi senza sosta, pagando con il prezzo della loro vita l’aiuto dato agli altri e alla nostra società tutta”. Nel 1956 – ricorda il responsabile della Farnesina - il sacrificio del Bois du Cazier “spinse i Governi dei Paesi partecipanti alla nascente integrazione europea a mettere la sicurezza e la salute dei lavoratori al centro dei progetti che poi avrebbero costituito le fondamenta della casa comune europea”. Solo le società che garantiscono il diritto al lavoro e la sicurezza del reddito “possono progredire. Perché ci sia vero progresso, il lavoro e i lavoratori devono ricevere le giuste tutele. E questo vale anche per tutti i connazionali che nel corso della nostra storia hanno lasciato l’Italia per emigrare all’estero in cerca di realizzazione. I loro diritti e la loro tutela acquistano ancora più valore, in considerazione delle tante difficoltà che hanno dovuto sostenere. L’emigrazione italiana nel mondo ha sempre mostrato il talento, la dedizione e la professionalità dei nostri connazionali”. Ai familiari delle vittime di Marcinelle, ai familiari di tutte le vittime italiane cadute sul lavoro, “di coloro che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione nel corso della pandemia, ai cari di quanti hanno reso onore all’immagine dell’Italia nel mondo con il loro sacrificio, va oggi il mio pensiero e la mia vicinanza”.

R.Iaria

 

Casellati: “Marcinelle monito attuale, di lavoro si deve vivere, non morire”

8 Agosto 2020 -
Roma - "La strage di Marcinelle dell'8 agosto 1956 è stata uno dei più gravi drammi sul lavoro della storia e rappresenta un monito ancora tristemente attuale. Di lavoro si deve vivere, non si può morire. È inaccettabile che ancora oggi in Italia, perdano la vita 3 lavoratori ogni giorno". Lo ha detto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando l'incendio nelle miniere di carbone in Belgio in cui morirono 262 persone, tra cui 136 emigrati italiani e nella Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. "Le vittime di Marcinelle - ha aggiunto il presidente del Senato -  sono il drammatico emblema delle morti bianche di ogni epoca. Ma ricordarle non basta. Le istituzioni e la politica hanno il dovere di far sì che non vi siano più lavoratori senza diritti e senza tutele".

R.I.

Marcinelle: una celebrazione ridotta ma intensa con i 262 rintocchi della campana e la lettura dei nomi delle vittime

8 Agosto 2020 -

Roma . Si è conclusa poco fa la celebrazione a Marcinelle nel ricordo della tragedia dell'8 agosto 1956 che ha causato 262 morti. Tra questi 136 italiani. Erano le 8,10 del mattino quando nella miniera scoppiò un incendio di vaste proporzione che non lasciò scampo. Pochi furono i supersiti.In quel momenti, infatti, erano di turno 274 uomini quando, a quasi un chilometro sotto terra, quota 975, si scatenò l’inferno. Oltre ai 136 italiani  morirono 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 3 algerini, 3 ungheresi, 2 francesi, 1 inglese, 1 olandese, 1 russo e 1 ucraino.

Per la prima volte da qual giorno la celebrazione, a causa della pandemia in corso, si è svolta in forma ridotta con la partecipazione di 50 persone  ammessi alla miniera di carbone di Bois du Cazier, in rappresentanza delle associazioni dei minatori e dei familiari delle vittime. La delegazione italiana è stata guidata dall'ambasciatrice d'Italia in Belgio, Elena Basile, che ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, subito dopo i 262 rintocchi della campana di Maria Mater Orphanorum intervallati dalla lettura dei nomi delle vittime.

“Anche quest’anno la cerimonia al Bois du Cazier è particolarmente commovente. Il ricordo del sacrificio dei minatori spinge a dedicare un pensiero anche alle vittime del Covid-19 e agli operatori sanitari che hanno perso la vita nell’esercizio del loro lavoro. Marcinelle incarna anche quest’anno la speranza di una società migliore dove il lavoro sia protetto e tutelato” – ha dichiarato l’Ambasciatrice Basile.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di corone di fiori a nome del Presidente della Repubblica Italiana, del Presidente della Camera dei deputati e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Raffaele Iaria