Primo Piano

Le Chiese europee per i migranti

18 Giugno 2021 - Ginevra - Informazioni, materiali liturgici consistenti in preghiere, canti e meditazioni, proposte di azione e riferimenti bibliografici, con l’aggiunta anche di alcune fotografie che ritraggono alcuni luoghi simbolo come un cimitero improvvisato al confine greco-turco e quello di Lampedusa. È quanto contenuto in un documento congiunto inviato da Conferenza delle Chiese europee (Kek) e Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme) per esortare le Chiese membro a celebrare la Giornata mondiale del rifugiato, in programma il 20 giugno, commemorando in particolare le migliaia di persone morte nel tentativo di trovare un futuro nel vecchio continente. Nel ricordo dell’iniziati - va di una «Giornata di intercessione in memoria di coloro che hanno perso le loro vite ai confini dell’Europa» istituita nel 2009 dalla Kek riunita a Lione: un impegno poi ripreso anche dalle successive assemblee di Budapest (2013) e Novi Sad (2018) dove si è sottolineata la necessità per il continente europeo di fare sempre di più per chi ha sacrificato l’esistenza in cerca di un mondo migliore, un continente invitato nel documento “a essere più umano”. Come Chiese e cristiani, è scritto nel documento, «la nostra chiamata divina è quella di essere testimoni e servitori della risurrezione e di una nuova vita in giustizia e pace per tutti, indipendentemente dall’etnia, dalla nazionalità o dalla religione. Ricordiamo insieme coloro che sono morti vicino ai nostri confini, cercando salvezza dalla violenza, dalla guerra o dalla disperazione economica. Condividiamo il nostro dolore nella preghiera». Nel testo sono presenti specifiche riflessioni tra cui un’analisi dell’importanza del ricordo, del “fare memoria” in una prospettiva biblica, che è «molto più di un esercizio mentale. È un riconoscimento che può sia portare che derivare da un’azione appropriata». La commemorazione, si legge in un altro passaggio, è la risposta attuata per risvegliare le coscienze e accrescere la consapevolezza delle persone, per suscitare una reazione positiva, attiva, che in nome della giustizia, del rispetto della dignità delle persone, prevenga future perdite umane. A tal proposito vengono citate le iniziative realizzate in vari Paesi dalle diverse Chiese, come quella evangelica in Germania (Ekd), le comunità di fede finlandesi, il Consiglio delle Chiese cristiane svedesi e la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), di cui vengono ricordati gli appelli alla comunità internazionale e ai governi e le varie collaborazioni di solidarietà con le organizzazioni umanitarie impegnate nelle attività di soccorso e salvataggio in mare. Commentando i dati sui morti degli ultimi tre decenni, il documento rimarca come la migrazione non sia «un peccato, ma molti continuano a descriverla come una minaccia per le comunità europee» con i rischi connessi alla propaganda di alcuni movimenti populisti contro i profughi. Alcuni leader, viene osservato, usano apertamente discorsi d’odio, contribuendo a diffondere «un’immagine negativa del fenomeno, dando nomi disumanizzanti a migranti e rifugiati, ricordando che “l’Europa è piena”», e spingendo l’acceleratore su campagne contro i cosiddetti migranti illegali presenti sul loro territorio. «Tali dichiarazioni — lamentano gli estensori del testo — creano stereotipi che si diffondono in modo crescente tra i cittadini europei, e possono portare ad abusi e atti violenti contro rifugiati e migranti». (Osservatore Romano)  

Migrantes Toscana: ieri incontro con il Card. Lojudice

17 Giugno 2021 - Siena - Ieri mattina i direttori Migrantes delle diocesi della Toscana si sono ritrovati a Siena con il vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana, il card. Paolo Lojudice. Durante l'incontro l’impegno di collaborazione con le Caritas diocesane e regionale e con gli uffici missionari, delle iniziative sulla prossima Giornata Mondiale del Migrantes e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 26 settembre e sull'importanza del direttore Migrantes in tutte le diocesi della regione. Durante l'incontro anche il tema dei circhi e lunapark che in questo tempo di pandemia hanno avuto molte difficoltà. A Siena, come ha ricordato il Card. Lojudice, la diocesi è stata molto presente accanto al circo Vassallo. Lo stesso porporato è andato diverse volte a trovarli. Anche ieri ha avuto un incontro con i lavoratori di questo circo.  

Migrantes Padova: la protezione è un diritto

17 Giugno 2021 - Padova - La Convenzione di Ginevra del 1951 traccia le forme di protezione legale, assistenza e diritti sociali, che il rifugiato dovrebbe ricevere dagli Stati aderenti alla Convenzione. All'articolo 1 il rifugiato è colui che «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese». Uno dei principi essenziali della Convenzione è il principio di non respingimento (no refoulement): chi chiede protezione non può essere in nessun caso respinto verso luoghi dove la sua libertà e la sua vita sarebbero minacciati. La Costituzione italiana, all'articolo 10, così si esprime sul diritto di asilo: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge». Nell'Unione Europea sono attualmente accolti 3,6 milioni di rifugiati, di cui 1 milione in Germania e mezzo milione in Francia. Sono invece i Paesi in via di sviluppo ad avere l'85 per cento dei rifugiati: la Turchia è il Paese che ne ospita il maggior numero (3,6 milioni), seguita da Colombia (1,8 milioni), Pakistan (1,4 milioni), Uganda (1,4 milioni). L'incidenza sulla popolazione europea è dello 0,7 per cento; in Italia è ancor più bassa, lo 0,4. Bastano queste cifre per capire che gli Stati europei sono più impegnati a limitare gli ingressi che a proteggere le persone costrette a fuggire o ad agire sulle cause che le obbligano alla fuga. L'Europa è più interessata a rafforzare le politiche delle porte chiuse, più che a mostrare segni di impegno con la ridistribuzione dei migranti e la revisione del "sistema Dublino", due snodi importanti per la gestione del fenomeno, ma che ancora rimangono lettera morta. Nonostante il "Nuovo patto su asilo e migrazioni", presentato nel settembre dello scorso anno, che raccomanda una gestione più umana, solidale e coerente con i diritti umani nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti, continuano le stragi nel Mediterraneo, diventato il cimitero più grande d'Europa. Eppure, per evitare i viaggi della morte lungo la rotta mediterranea e balcanica, già nel 2015 sono stati indicati i "corridoi umanitari" nei Paesi di transito, vale a dire la concessione di visti umanitari per raggiungere regolarmente e in sicurezza l'Europa. (Gianromano Gnesotto - Vice direttore Migrantes Padova)  

Vangelo Migrante: XII domenica del Tempo Ordinario – B (Vangelo Mc 4,35-41)

17 Giugno 2021 - Una notte di tempesta e di paura sul lago, e Gesù dorme. È l’immagine della vita, quella dove nessuna esistenza sfugge all’assurdo e alla sofferenza, e Dio sembra non parlare, rimane muto. E nella notte nascono le grandi domande: ‘Non ti importa niente di noi? Perché dormi? Destati! Vieni in aiuto!’ E Gesù: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?” Dio non è altrove e non dorme. È qui. È presente, non secondo le nostre aspettative ma per come è Lui veramente. “Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”, si chiederanno, alla fine, i discepoli. Vorremmo tanto che il Signore gridasse subito all’uragano: ‘taci’; e alle onde: ‘calmatevi’; e alla nostra angoscia ripetesse: ‘è finita’. Il risorto invece è Colui che vuole salvarci e lo fa chiedendoci di mettere in campo tutte le nostre capacità, tutta la forza del cuore e dell’intelligenza. Non interviene al posto nostro, ma insieme a noi; non ci esenta dalla traversata, ma ci accompagna nell’oscurità. Non ci custodisce dalla paura, ma nella paura. “Non ti importa che moriamo?”, urlano i discepoli. La risposta di Gesù, senza parole, è raccontata dai gesti: ‘mi importa di te, mi importa la tua vita, tu sei importante. E sono qui. A farmi argine e confine alla tua paura. Sono qui nel riflesso più profondo delle tue lacrime, come mano forte sulla tua, inizio d’approdo sicuro’. L’intera nostra esistenza può essere descritta come una traversata pericolosa, un passare all’altra riva. Una traversata è anche iniziare a sperare; andare incontro al futuro che si apre davanti; è vincere paure, ma è anche accogliere, fare posto a poveri e stranieri ... C’è tanta paura lungo la traversata, anche legittima. Ma le barche non sono state costruite per restare ormeggiate al sicuro nei porti. Il Signore non è un maestro che dà istruzioni né un ospite illustro della barca. Il viaggio deve iniziare da Lui, prima ancora che ci sorprenda la tempesta: chi parte da sé stesso arriva a sé stesso; chi parte con Dio arriva a Dio! (p. Gaetano SARACINO)    

Cies: un percorso di inserimento lavorativo e sociale a partire dai sogni dei giovani migranti

17 Giugno 2021 - Roma - Un percorso di inserimento lavorativo e sociale di rifugiati attraverso un approccio innovativo e originale che parte dai “saperi formali e informali” dei migranti e i loro sogni e desideri. Centinaia di ragazzi e ragazze sono stati formati e molti hanno trovato collocamento lavorativo in grandi aziende come Eataly, Fassi, Samas, Ginger. È quanto propone il Cies onlus (Centro informazione educazione allo sviluppo) per la Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno) attraverso Sofel, lo Spazio di orientamento alla formazione e al lavoro che ha come obiettivo promuovere spazi di inclusione socio-economica e percorsi individuali di inserimento lavorativo per giovani, con una specializzazione nel campo dei migranti forzati. Un luogo dove si possono mettere a fuoco le potenzialità e le vocazioni lavorative senza mai rinunciare ai sogni. Dal 2017 a oggi sono stati orientati 500 giovani in percorsi di inserimento lavorativo o di formazione di questi, circa il 20% nel settore ristorazione. “Sofel non è un ufficio di collocamento – dichiara Etta Melandri, presidente del Cies onlus -, è uno spazio collocato dentro al nostro ‘Centro giovani e Scuola d’arte Matemu’, che prende in carico a 360 gradi il ragazzo o la ragazza che si vuole avviare al lavoro, partendo dall’aiuto a recuperare fiducia in sé e mettere a fuoco le proprie potenzialità e le progettualità”. Si avvia - scrive oggi il Sir - un percorso formativo che vede il migrante accompagnato nelle sedi lavorative con un tutoraggio che instaura un colloquio stabile anche con i datori di lavoro che imparano a vedere questi nuovi cittadini come un prezioso patrimonio non da sfruttare ma da valorizzare. Orientamento, sviluppo delle competenze, empowerment, formazione professionale, efficaci collaborazioni con le aziende, ma soprattutto focus sulla persona, la sua storia, i suoi saperi formali e informali, i suoi desideri. Sono gli ingredienti con i quali il Cies presenta il suo servizio e festeggia la Giornata mondiale del rifugiato 2021 dedicata alla piena inclusione dei rifugiati in ogni ambito della società, dal lavoro allo studio allo sport. “C’è un tesoro nascosto nelle nostre società – conclude Melandri – che è il patrimonio migrante. È la chiave di volta non solo per un rilancio umanitario e il rispetto dei diritti, ma per la ripartenza della nostra stessa economia. Al di là del diritto, l’esperienza di questi anni a Sofel ci dice che smettere di sfruttare, legalizzare, regolarizzare e in modo particolare puntare sul migrante e le sue abilità, conviene, non è buonismo, fa bene a tutti, a cominciare dal mercato”.

 

Ordine di Malta: “noi in mare perché ogni vita in pericolo merita impegno, speranza, umanità”

17 Giugno 2021 -   Roma - I rifugiati sono tra le persone più vulnerabili al mondo: lo ricorda un messaggio delle Nazioni Unite, a cui si deve l’istituzione, nel 1951, della Giornata Mondiale loro dedicata (20 giugno). Alla vigilia del 70° anniversario della ricorrenza, il CISOM, il Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, "riafferma il suo impegno quotidiano, sin dal 2008, per la salvaguardia di tutte le vite umane in pericolo in mare, in particolare nel Canale di Sicilia". In base ai dati ONU, ogni minuto 20 persone lasciano tutto per sfuggire a un destino di dolore e miseria e in tutto il mondo sono 70,8 milioni le persone costrette ad abbandonare la propria terra, la casa e gli affetti a causa di conflitti e persecuzioni. Tra questi vi sono quasi 30 milioni di rifugiati, di cui più della metà ha meno di 18 anni. Il CISOM si occupa di primissima assistenza sanitaria in mare sin dal 2008, avendo partecipato attivamente ai progetti europei che si sono susseguiti nel corso di oltre un decennio, da Mare Nostrum a Triton, fino all’Operazione Sophia. Oggi l’impegno quotidiano - sottolinea una nota - si dispiega nel contesto del Progetto Passim 3 (Primissima Assistenza Sanitaria in Mare), a bordo delle unità navali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, con team sanitari formati da un medico ed un infermiere. Nel solo 2020 il CISOM ha effettuato 570 interventi in mare e ha messo in salvo 9.196 esseri umani. E il primo semestre del 2021 non ha visto diminuire l’impegno: 4.914 i migranti recuperati in 83 operazioni di soccorso, effettuate tutte nel Canale di Sicilia. “Dinanzi a una vita in pericolo, il CISOM non si volterà mai dall’altra parte. – spiega il Presidente Gerardo Solaro del Borgo – Quando un essere umano, indebolito da un viaggio di settimane, in condizioni al limite della sopravvivenza, rischia di rimanere inghiottito dalle acque, non vi sono considerazioni da fare se non quelle dettate dai nove secoli di tradizione umanitaria dell’Ordine di Malta, da cui il nostro Corpo di Soccorso discende. Il Canale di Sicilia non può essere il mare della disperazione, vogliamo che sia mare di speranza, futuro, vita e umanità”. Ogni mese il CISOM impiega 5 medici e 5 infermieri nelle operazioni di salvataggio e prima accoglienza, team dislocati sull’Isola di Lampedusa poiché è da qui che le motovedette partono per i soccorsi in emergenza. Inoltre un medico del CISOM è presente 24 ore su 24 a bordo degli aeromobili presso la base volo della Guardia Costiera di Catania, pronto per effettuare soccorsi in emergenza (MEDEVAC). Come racconta il dottor Danilo Tolomeo, medico in pensione e volontario del CISOM di stanza a Catania, con all’attivo decine di missioni di soccorso in mare: “Quello che non puoi dimenticare è l’espressione di terrore nei loro occhi. Il nostro intervento a bordo di un elicottero arriva nella fase più drammatica, quella dove si decide tra la vita e la morte, e leggere il terrore nei loro occhi ti può bloccare, riesci a vedere tutta la loro storia, quella che li ha portati ad abbandonare la propria casa e a intraprendere un viaggio pieno di pericoli. Una mamma che affronta il deserto, la prigione, eventuali torture, angherie e poi il viaggio in mare con condizioni meteo particolarmente avverse per dare un futuro migliore al proprio figlio o figli, ti porta a vedere le cose da una prospettiva diversa.”      

Migrantes: dal 5 luglio il Corso di formazione per i nuovi direttori

17 Giugno 2021 - Roma - Si svolgerà a Roma, dal 5 al 9 luglio il Corso di formazione per i nuovi direttori e collaboratori degli uffici Migrantes. Il corso è destinato principalmente ai nuovi Direttori Migrantes regionali e diocesani e i loro collaboratori, i cappellani etnici di recente nomina che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e i missionari per gli italiani all’estero di nuova nomina che devono perfezionare il proprio “Attestato provvisorio” rilasciato dalla CEMi (Commissione Episcopale per le Migrazioni), ma anche religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni, seminaristi, juniores e tutti coloro che desiderano aggiornarsi sulle nostre materie di operatività quotidiana.  

“Fratelli Tutti”: un corso online di Alta Formazione al Seraphicum

17 Giugno 2021 - Roma – Si chiama “Fratelli tutti”, come l’enciclica di Papa Francesco, il corso di alta formazione promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum, per andare al cuore della fraternità nelle sue declinazioni ecclesiologica, teologica, sociale, politica ed economica. Il corso online, che sarà avviato a partire dal nuovo anno accademico (prima lezione il 5 ottobre), vede la collaborazione di realtà attivamente impegnate sul campo, come la Comunità di Sant’Egidio e il “Progetto economia di comunione”. Tre i moduli previsti per studiare la Fratelli tutti, anticipati dalle lezioni introduttive di fra Ugo Sartorio (teologo dei frati minori conventuali e giornalista) che consentiranno di avere uno sguardo d’insieme sulla ricchezza del documento, per poi approfondire le specifiche tematiche. Ci si soffermerà quindi sull’aspetto relativo all’ecclesiologia, mettendo in evidenza la visione di Chiesa e di fraternità in papa Francesco, nell’enciclica e, più in generale, nel suo magistero. Seguirà la parte relativa alle religioni con la partecipazione di esperti in tema di dialogo interreligioso, così da analizzare il “metodo Bergoglio” nel dialogo con le altre fedi. Quindi si passerà all’ambito politico-economico, per esaminare quanto papa Francesco suggerisce alla Chiesa e all’umanità in tema di politica e di economia. Il corso viene proposto nelle modalità on line e in presenza, tutti i martedì dalle ore 15 alle 19, per un totale di 120 ore (dal 5 ottobre 2021 al 31 maggio 2022, con obbligo di presenza per almeno i 2/3 delle lezioni), al termine delle quali dovrà essere presentata una tesina che consentirà di ottenere il certificato di frequenza. Accompagneranno gli studenti nell’approfondimento della Fratelli tutti, i teologi Ugo Sartorio, Simona Segoloni ed Enzo Galli; mons. Marco Gnavi della Comunità di Sant’Egidio, direttore dell’Ufficio ecumenismo e dialogo per la Diocesi di Roma, con l’equipe della Comunità di Sant’Egidio; Luigino Bruni, economista e storico del pensiero economico con l’equipe del “Progetto Economia di Comunione”. “Con questo Corso di alta formazione – spiega fra Raffaele Di Muro, Preside e responsabile dell’iniziativa formativa – la Facoltà intende sviluppare temi molto cari a papa Francesco e assai importanti sotto i profili umano, sociale ed ecclesiale. Dall’enciclica del Papa emerge chiaramente la sua visione di Chiesa, il legame tra le religioni e il programma per una politica ed una economia sostenibili. Nel corso delle lezioni, gli esperti invitati ci aiuteranno a fare luce su queste dimensioni, così da approfondire l’enciclica alla luce di tutto il magistero di papa Francesco. Siamo certi che i partecipanti trarranno un grande beneficio formativo, anche in considerazione della preparazione dei docenti invitati. A tal proposito, sento di ringraziare tutti docenti, in particolare la teologa Simona Segoloni, la Comunità di Sant’Egidio e lo staff del “Progetto Economia di Comunione per la preziosa collaborazione”. Per ulteriori informazioni, si può visitare il sito web  https://www.sanbonaventuraseraphicum.org/it/corsi-di-alta-formazione  o scrivere a segreteria@seraphicum.org. Termine delle iscrizioni il prossimo 30 settembre. Scarica qui la brochure del corso. Qui la domanda di iscrizione.    

Save the children: “centinaia respinti illegalmente alle frontiere del nord Italia”

17 Giugno 2021 - Roma - Centinaia di ragazzi stranieri soli in transito subiscono abusi, sono testimoni di violenze inaudite lungo la rotta balcanica e sono respinti illegalmente alle frontiere del Nord Italia, nonostante la minore età. È la denuncia contenuta nel rapporto che Save the children pubblica oggi, in vista della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno. Il nuovo rapporto è stato realizzato lungo le rotte tra Oulx, Ventimiglia, Udine e Trieste. I minori migranti si spostano a piedi, nascosti sotto i camion o sui treni, trasportati in macchina in autostrada dai “passeur”, attraversano boschi e montagne pericolose come il Passo della morte tra Italia e Francia, spesso di notte, per superare confini blindati, vengono respinti una, due, dieci, venti volte, “in modo spesso brutale e illegale, nonostante abbiano meno di 18 anni, anche tra Paesi membri dell’Ue”. Hanno raccontato a Save the children le atrocità subite o a cui hanno dovuto assistere, soprattutto lungo la rotta balcanica: derubati, picchiati, denudati in Croazia, detenuti e sottoposti a violenze in Bulgaria. “Una volta arrivati in Italia, minori e famiglie continuano a essere vittime di respingimenti alle frontiere interne, che per i minori soli sono illegali”. A Oulx, sul confine italo-francese, ogni giorno sono almeno tre/quattro i minori soli ad approdare a un rifugio che li accoglie dopo i traumi e le fatiche del loro viaggio. Sono in gran parte maschi, ma non mancano i casi di ragazze in viaggio da sole, in particolare da Paesi dell’Africa Occidentale, quindi più esposte al rischio tratta a scopo di sfruttamento sessuale. In Francia, a Mentone, i minori soli oltre a venire rinchiusi in container come gli adulti, si vedono la propria data di nascita cambiata per risultare maggiorenni e quindi respingibili verso Ventimiglia, mentre tra la cittadina italiana di Claviere e la francese Monginevro, come denunciano gli operatori, “se trovi il ‘poliziotto buono’ sei accolto e tutelato, altrimenti vieni considerato maggiorenne e devi tornare da dove sei partito qualche ora prima”. Nel 2020 sono state effettuate verso la Slovenia 301 riammissioni dalla provincia di Gorizia e 1.000 dalla provincia di Trieste, ma “potrebbero esserci diversi minori”, denuncia il rapporto. In tutto il Friuli Venezia Giulia gli arrivi sono in crescita, nei primi quattro mesi del 2021 si registra un aumento dei flussi già del 20% rispetto allo stesso periodo del 2020. A fine aprile 2021 erano 6.633 le ragazze e i ragazzi stranieri non accompagnati censiti sul territorio italiano; nello stesso mese in 302 si sono allontanati dalle strutture di accoglienza. Sempre ad aprile 2021 gli ingressi registrati in Italia sono stati 453, di cui 149 da sbarchi. Gli altri 304 sono invece stati rintracciati sul territorio, probabilmente passati dalla rotta balcanica a piedi o con i camion.  

Card. Bassetti: corridoi umanitari espressione di “accoglienza, fraternità ed integrazione, ma anche di legalità”

17 Giugno 2021 - Roma - Occorre riscoprire «il coraggio di chinarsi sul prossimo e di curargli le piaghe», per dirsi davvero fratelli. Così il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ieri ha parlato dei corridoi umanitari evidenziando come essi siano «una salvezza», espressione di «accoglienza, fraternità ed integrazione, ma anche di legalità». La Chiesa italiana, attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, li promuove a sua volta e anche la prossima settimana arriveranno 43 profughi dal Niger salvati attraverso questo strumento. La dimostrazione, continua il cardinale, che «anche la Chiesa italiana vuole fino in fondo chinarsi sull’umanità. I corridoi umanitari sono quello che Gesù chiede a noi credenti e che la comune natura umana a cui apparteniamo, chiede a tutti noi».  

Istat: la cittadinanza “ha un ruolo importante” nel determinare la condizione socio-economica della famiglia

16 Giugno 2021 - Roma - In base alla cittadinanza dei componenti della famiglia, l’incidenza di povertà relativa è pari all’8,6% per le famiglie di soli italiani, ma triplica per le famiglie con almeno uno straniero (26,5% contro 25,7% per quelle di soli stranieri). I valori più bassi si registrano per le famiglie di soli italiani nel Nord (4,4%), quelli più alti per le famiglie con stranieri nel Mezzogiorno (44,3%, 44,9% se di soli stranieri). Lo certifica oggi il Rapporto Istat sulla povertà evidenziando che la cittadinanza "ha un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica della famiglia".  

Istat: elevata la povertà assoluta tra gli stranieri

16 Giugno 2021 - Roma - Elevata la povertà assoluta tra gli stranieri. Lo certifica l’Istat nel Report Povertà pubblicato oggi. Le persone straniere in povertà assoluta sono oltre un milione e 500mila, con una incidenza pari al 29,3%, contro il 7,5% dei cittadini italiani. Le famiglie in povertà assoluta sono nel 71,7% dei casi famiglie di soli italiani (oltre 1 milione e 400mila) e per il restante 28,3% famiglie con stranieri (oltre 568mila), pur rappresentando queste ultime solo l’8,6% del totale delle famiglie. Per le famiglie con almeno uno straniero – si legge nel Report - l’incidenza di povertà assoluta è pari al 25,3% (22,0% nel 2019); è al 26,7% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri (24,4% nel 2019) e al 6,0% per le famiglie di soli italiani (dal 4,9% del 2019). Per l’Istituto di statistica italiano la “criticità” per le famiglie con stranieri è più marcata nei comuni fino a 50mila abitanti (27,1%, contro il 6,5% delle famiglie composte da soli italiani). Le famiglie con almeno uno straniero dove sono presenti minori mostrano un’incidenza di povertà pari al 28,6% (301mila famiglie), valore dell’incidenza uguale a quello delle famiglie di soli stranieri, che è oltre tre volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (8,6%). Nel Mezzogiorno e nel Nord l’incidenza supera il 30% nelle famiglie con stranieri dove sono presenti minori, (rispettivamente 35,2% e 30,7%, contro l’11,8% e il 7,0% delle famiglie di soli italiani con minori). Nelle famiglie con stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione, l’incidenza della povertà assoluta è pari al 29,1% (per un totale di 39mila famiglie); se la persona di riferimento è occupata, la condizione di povertà riguarda invece una famiglia su quattro (25,4%). A livello territoriale, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie di soli stranieri in povertà quasi quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 31,9% e 8,4%). Nel Nord, le famiglie di soli stranieri registrano valori dell’incidenza pari al 28,4% mentre nel Centro i valori sono più contenuti (19,9%). Rispetto al 2019, segnali di peggioramento si registrano per le famiglie del Nord (di soli italiani, miste o con stranieri), mentre nel Mezzogiorno il peggioramento riguarda le famiglie di soli italiani (dal 7,4% all’8,4%).  

 

Verso la Settimana Sociale di Taranto: il 18 e il 19 giugno il Seminario del Centro Italia

16 Giugno 2021 -   Roma - Saranno i giovani i protagonisti del Seminario del Centro Italia che si terrà il 18 e il 19 giugno, sulla piattaforma Zoom, sul tema “L’Italia riparte: visioni di futuro. #tuttoèconnesso”. L’appuntamento, organizzato in preparazione alla 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani di Taranto (21-24 ottobre), unisce la riflessione e l’approfondimento all’attività laboratoriale e alla condivisione. Nella mattinata di venerdì, dalle 10.30 alle 12.30, sono previste infatti le relazioni di Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione con il Sud, di Cristiana Avenali, Responsabile dell’Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio, di Edoardo Zanchini, Vice Presidente di Legambiente, e di Stefania Proietti, Sindaco di Assisi e docente di Economia ambientale. Nel pomeriggio invece, dalle 14.30 alle 18, i partecipanti si divideranno in gruppi per elaborare delle proposte negli ambiti della formazione, delle policy, della comunicazione e della cittadinanza attiva. I risultati saranno presentati sabato mattina, dalle 9.30 alle 11, in una sessione volta anche a individuare delle strategie per mettere in campo i progetti ideati, con l’obiettivo di creare alleanze strategiche con diocesi, organizzazioni e imprese presenti sul territorio. Dalle 11.30 alle 13, di nuovo in gruppo, i giovani lavoreranno per scrivere il loro appello per la prossima Settimana Sociale. “Viviamo tempi schizofrenici dove sembra impossibile mettere in uno stesso sguardo progetto, programma politico, dignità e qualità del lavoro, creazione di lavoro e di impresa, transizione ecologica, ricchezza di senso del vivere. La nostra visione insegna che è possibile e le centinaia di buone pratiche trovate nel Paese che sanno coniugare le quattro dimensioni possono aiutarci a trovare nuove soluzioni”, spiegano gli economisti Leonardo Becchetti e suor Alessandra Smerilli, membri del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali. “Per progettare assieme bene comune e sviluppo sostenibile – aggiungono – testimoni autorevoli e competenti incontrano le agorà digitali dei giovani che stanno lavorando a progetti di formazione, comunicazione e politiche locali e nazionali in vista della Settimana Sociale. L’obiettivo è arrivare a Taranto con idee per i cittadini, le imprese, le amministrazioni che sappiano aiutarci a fare passi avanti nel progresso civile”.      

Rosario per l’Italia: oggi la recita dalla chiesa Madonna della Grazia a Venosa con mons. Ciro Fanelli

16 Giugno 2021 - Roma - Torna l'appuntamento con la preghiera mariana del Rosario.  Tv2000 e InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi oggi, mercoledì 16 giugno alle 20.50, per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky) e InBlu2000, oltre che su Facebook. La preghiera sarà trasmessa dalla chiesa Madonna della Grazia a Venosa (Pz), con mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa.     https://youtu.be/u6xbkwR4z60  

Card. Parolin: guardiamo i migranti con il Vangelo

16 Giugno 2021 - Città del Vaticano – “Oggi siamo chiamati a rigettare proclami individualistici e astratti per integrarci invece in proposte solidali". A parlare, ieri sera, il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, in occasione della veglia di preghiera “Morire di Speranza”, durante la quale sono stati letti alcuni dei nomi di migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Dal 1990 sono stati 43.390 le persone scomparse senza contare i dispersi. In loro ricordo anche una candela accesa per ognuno dei nomi pronunciati. "L’Europa - ha detto il porporato - sarà in grado di prospettare un futuro coeso solo se sarà in grado di andare oltre gli interessi particolari e perseguire politiche volte a una integrazione sempre più imprescindibile. L’Europa se non trova l’unità nella solidarietà difficilmente la troverà in altro, i soli interessi non uniscono veramente, solo la solidarietà è la via per uscire dalla tempesta”. Nell’omelia il segretario di Stato ha esortato a volgere lo sguardo verso “tante vite spezzate mentre, per terra o per mare, erano in cerca di speranza”: “una tragedia che da anni bussa alle porte di casa nostra e soprattutto alla porta della nostra coscienza. E che potrebbe ancora più tristemente degenerare in un vero e proprio naufragio di civiltà”. Il Mar Mediterraneo da tempo “è più luogo di scontro che simbolo di incontro”. “Attorno alle acque che hanno visto sorgere alcune tra le civiltà più splendenti della storia - ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin - si assiste a una regressione del vivere comune, tra naufragi, morti, scene di rabbia e di miseria, dibattiti e discussioni senza fine, strumentalizzazioni di varia natura e soprattutto tanta, troppa indifferenza”. L’antico nome dato dai Romani al Mediterraneo, mare nostrum, “rischia così di tramutarsi in un desolante mare mortuum”. Per il card. Parolin “la solidarietà è la via per uscire dal buio della tempesta”. E ha esortato a pregare “anche per i governanti e i responsabili della società civile”. “Preghiamo - ha concluso - per le istituzioni europee, perché la questione migratoria trovi finalmente una risposta solidale. L’Europa, infatti, sarà in grado di prospettare un futuro coeso solo se saprà andare oltre la ricerca di interessi particolari e perseguire politiche di ampie vedute, volte a un’integrazione sempre più imprescindibile. Se non si trova l’unità nella solidarietà, difficilmente la si troverà in altro. Gli interessi, infatti, non uniscono veramente, ma chiudono in sé stessi”. La veglia è stata promossa dal Centro Astalli, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ACSE. (R. Iaria)    

Barche a vela e barconi

16 Giugno 2021 - Roma - In questi giorni dodici barche a vela sono giunte nel porto di Genova provenienti dal nord della Francia dopo aver gareggiato nel mar Baltico.  Sono le prime vele europee che si preparano al “The Ocean Race” (La corsa oceanica) che avrà inizio nell’autunno del 2022 per concludersi nel giugno 2023. Una gara assai impegnativa che correrà sulle onde nel fruscio delle vele e nel soffio del vento. Potrebbe sembrare fuori luogo guardare attraverso un evento così lontano dagli sport ordinari la storia che l’uomo e il mondo stanno vivendo. C’è però un messaggio che potrebbe essere colto anche se non si conosce o si pratica questa disciplina. Innanzitutto ci sono la determinazione e il coraggio nell’affrontare un mare in burrasca governando le vele perché non subiscano ma sfruttino la forza del vento. In questa immagine si coglie il cammino dell’uomo di fronte al male, agli ostacoli, alla mancanza di riferimenti sicuri. Un cammino che si è aperto non solo con la pandemia perché molti altri sono le ferite del pianeta e il cuore dell’uomo è ogni giorno messo alla prova da piccoli e grandi egoismi, da piccole e grandi offese che puntualmente la cronaca registra. Un giornale, cartaceo o elettronico, è come un mare in burrasca, le pagine appaiono come onde violente e a volte non bastano quelle distese per riprendere fiducia. Si avverte sempre più frequente l’esigenza di un riferimento per continuare la navigazione verso un porto sicuro. Si comprende quanto sia forte a angosciante questa esigenza in coloro che attraversano il mare nella notte con la speranza di incontrare l’alba. La dodici barche a vela accolte nel porto di Genova al termine del “The Ocean Race Europe” possono essere dunque uno splendido evento sportivo per pochi addetti ma possono anche far nascere pensieri nuovi sul futuro dell’umanità e del pianeta. A partire dall’ascolto del silenzio mentre si naviga quale esperienza che intreccia il valore di una competizione sportiva con il valore della vita dell’uomo. Le vele e il vento sono i simboli di una postura intellettuale che nella complessità e nell’incertezza consente di scoprire e vivere l’alleanza tra la fragilità e la forza nel costruire il bene comune. Anche le barche a vela ricordano che il mare è una grande scuola di umanità per i velisti come per quei pescatori che nei giorni scorsi a Lampedusa si sono buttati in acqua per soccorrere alcune persone in pericolo durante il trasbordo dal barcone che li stava trasportando dall’Africa. La barca a vela può stare accanto al relitto del barcone naufragato il 18 aprile 2015 che, ha ricordato Papa Francesco, è stato accolto domenica 13 giugno nel porticciolo di Augusta. (Paolo Bustaffa)    

“Migrantes”: a fianco degli ucraini a Roma nell’insegnamento della lingua e cultura italiana

15 Giugno 2021 - Roma - Da diversi anni la Fondazione Migrantes aiuta gli stranieri appena arrivati ad apprendere gratuitamente le basi della lingua italiana. A tal fine, la Fondazione ha creato uno speciale Progetto di formazione lingua e cultura italiana per l'integrazione, che viene attuato in diverse parrocchie cattoliche a Roma, che visitano le comunità nazionali. Non fa eccezione la comunità ucraina, che ha la possibilità di acquisire gratuitamente la conoscenza della lingua e della cultura italiana grazie al fatto che la sede dei cardinali greco-cattolici ucraini si trova a Roma - Basilica minore di Santa Sofia. Quest'anno si sono formati due gruppi di ucraini: uno per principianti e l’altro focalizzato sul miglioramento delle competenze linguistiche esistenti dell'italiano. "Sentiamo il bisogno di aiutare chi viene in Italia. Ci sono molte ragioni per cui le persone lasciano la loro patria, quindi per rendere la loro vita un po' più facile, offriamo questi corsi a varie comunità cattoliche a Roma. Conduciamo formazione in un giorno non lavorativo per i migranti, di solito dopo o prima della Liturgia”, ha affermato mons.  Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma: "tra gli studenti del corso ci sono anche persone che vivono nel paese da molto tempo, ma vogliono conoscere la lingua a un livello molto più alto. A causa delle restrizioni dovute alla pandemia quest'anno la formazione si è svolta online. "Era importante per noi non fermarci, ma continuare gli studi. Abbiamo in programma di realizzare in futuro questo progetto di una sorta di scuola di lingue per aiutare i migranti. Penso che sia estremamente necessario per loro, perché possono parlare una lingua straniera gratuitamente e rapidamente ", ha spiegato. Secondo Felicia D'Alessandro, responsabile del Progetto formazione lingua e Cultura italiana per l'integrazione, la formazione per gli ucraini è iniziata cinque anni fa. Un progetto simile è frequentato da comunità cinesi, filippine, rumene e indù nelle loro parrocchie a Roma. "Non abbiamo potuto tenere lezioni in classe quest'anno, quindi le abbiamo spostate online. Naturalmente, i giovani apprendono lo studio online molto più velocemente. Ecco perché abbiamo implementato una doppia lente di lezioni: l'apprendimento della lingua e l'apprendimento delle competenze informatiche per coloro che non sanno come farlo ", ha detto. Secondo D'Alessandro il progetto coinvolge almeno trenta insegnanti che insegnano l'italiano non solo ai migranti, ma anche a diverse istituzioni religiose e collegi. A causa del lavoro, gli ucraini chiedono di tenere lezioni una volta alla settimana e siamo sempre attenti alle circostanze in cui vivono i nostri studenti. Dopo le vacanze estive, a settembre, inizieremo a formare nuovi gruppi di studenti, spero in aula", ha aggiunto. Dell'efficacia di questo progetto linguistico e culturale è convinto p. Marco Semegen, presidente della Società religiosa “Santa Sofia”: “Sebbene il corso sembri poco appariscente e tranquillo, i suoi frutti sono grandi". Quest’anno due gruppi di ucraini hanno studiato online, spiega sottolineando la responsabilità di ogni studente del corso, perché nonostante sia gratuito, "comporta molto lavoro di volontariato" . Al termine della formazione, i partecipanti al progetto hanno sostenuto un test per il livello di conoscenza della lingua italiana. “Grazie a Dio e al Patriarch Josif Slipyj, abbiamo questa casa della Società religiosa “Santa Sofia”, dove possiamo dare la possibilità agli ucraini che non conoscono l'italiano di studiarla. Una persona che vive all'estero deve conoscere la lingua per poter prima comprendere i suoi diritti, le sue responsabilità e potersi tutelare” ha concluso p. Marco. (Ruslana Tkachenko)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 17.698 persone migranti sulle coste italiane

15 Giugno 2021 - Roma - Sono 17.698 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Di questi 2.704 sono di nazionalità bengalese (15%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (2.627, 15%), Costa d’Avorio (1.417, 8%), Egitto (1.066, 6%), Eritrea (1.009, 6%), Guinea (952, 5%), Sudan (911, 5%), Marocco (632, 4%), Mali (572, 3%), Algeria (550, 3%) a cui si aggiungono 5.258 persone (30%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Sempre secondo il Viminale fino ad oggi sono stati 2.824 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 76.744 persone su tutto il territorio nazionale di cui 1.411 negli hot spot (1.194 in quelli della Sicilia e 217 in quelli della Puglia), 49.577 nei centri di accoglienza e 25.756 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 9.779 persone), seguita da Emilia Romagna e Sicilia (10%), Lazio e Piemonte (9%), Campania (7%), Toscana, e Puglia (6%).    

Corridoi umanitari: domani un convegno con il card. Bassetti

15 Giugno 2021 - Roma - Domani, mercoledì 16 giugno, a Roma, all’Ambasciata d’Italia presso la Sede, il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, concluderà l’evento “Governare le migrazioni. La buona pratica dei corridoi umanitari”, organizzato dall’Ambasciata e dalla Comunità di Sant’Egidio. Dopo il saluto iniziale dell’ambasciatore Pietro Sebastiani, sono previsti gli interventi di Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio; Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, e Paolo Naso, Coordinatore di “Mediterranean Hope” (programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia).  

“Morire di Speranza”: dal 1990 oltre 43mila i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa

15 Giugno 2021 - Roma - 43.390 persone morte, senza contare i dispersi, dal 1990 a oggi, nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Sono i dati che forniscono i promotori della veglia interreligiosa "Morire di Speranza" che si svolgerà questo pomeriggio a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, presieduta dal card. Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. Un "conteggio drammatico", che si è ulteriormente aggravato nell’ultimo anno: sono infatti 4071 le persone che, da giugno 2020 ad oggi, hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le vie di terra nel tentativo di raggiungere il nostro continente, soprattutto dalla Libia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Durante la veglia verranno ricordati alcuni nomi di chi è scomparso e accese candele in loro memoria. Parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare. L'iniziativa, on occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è promossa da Comunità di Sant’Egidio,  Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ACSE.