Primo Piano

Ucraina: Cei, gesti concreti di vicinanza e solidarietà

24 Marzo 2022 - Roma - Il dolore e la preoccupazione per quanto sta accadendo in Ucraina hanno attraversato l’intera sessione primaverile del Consiglio Permanente della Cei. L’invocazione del card. Gualtiero Bassetti perché «questa “inutile strage” del nostro tempo sia fermata» è diventata “preghiera corale, condivisione di un impegno comune per l’accoglienza dei profughi e per la costruzione della pace”. Nei diversi interventi è emersa la “necessità di recuperare la tensione all’educazione alla pace centrale nel magistero pontificio e in diversi documenti della CEI”. I Vescovi del Consiglio Permanente hanno quindi approfondito il tema dell’accoglienza dei profughi, in maggioranza donne e minori, sollecitati dalla testimonianza del direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, che ha guidato una delegazione al confine con l’Ucraina, in Romania, Moldavia e Polonia per manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia. Proprio mentre erano in corso i lavori del Consiglio Permanente, centinaia di cittadini ucraini sono arrivati nel nostro Paese, grazie ai voli umanitari e presi in carico da una ventina di Caritas diocesane. Mentre “si è apprezzata la scelta di un’accoglienza diffusa sul territorio e l’impegno di famiglie – si legge nel comunicato finale - parrocchie e istituti religiosi, comunità greco-cattoliche ucraine, con il coordinamento delle Caritas e il sostegno della Migrantes, in collaborazione con le Prefetture e la Protezione civile, è stato auspicato un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, per permettere l’inserimento nel mondo del lavoro e l’autonomia, la partecipazione degli alunni alla vita scolastica – in Italia o attraverso il collegamento con le scuole in Ucraina – la tutela sanitaria, la mobilità nel territorio europeo. A questo proposito, si è richiamata l’esigenza di un unico modello convenzionale per tutti i rifugiati che continuano ad approdare nelle nostre terre, evitando disparità di trattamento e avviando un superamento dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) per una scelta di servizi di accoglienza personalizzati nei Comuni. Una preoccupazione particolare è stata segnalata in ordine ai minori non accompagnati o accompagnati da figure adulte o parentali diverse dai genitori, perché sia attivato da subito il percorso con i servizi sociali e il Tribunale dei minori per un affidamento familiare”. Nel corso dei lavori, i membri del Consiglio Permanente hanno chiesto di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme e di esprimere vicinanza e solidarietà alla Chiesa ucraina attraverso la visita di una delegazione di Vescovi italiani. Le Diocesi italiane, intanto, si stanno attivando per una giornata di raccolta fondi da inviare alla Caritas, entro il 15 maggio. I Vescovi hanno infine rinnovato l’invito ad intensificare la preghiera perché si ponga la parola “fine” all’atrocità di un conflitto folle.

Cei: i lavori del Consiglio Permanente

24 Marzo 2022 - Roma - La guerra in Ucraina, che sta provocando morte e distruzione oltre ad alimentare tensioni e inquietudini a livello internazionale, è stata al centro delle riflessioni e delle preghiere del Consiglio Episcopale Permanente della Cei che si è riunito a Roma, dal 21 al 23 marzo, sotto la guida del card. Gualtiero Bassetti. Nel ribadire la disponibilità all’accoglienza dei profughi e nell’invocare un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, i Vescovi che venerdì 25 marzo si uniranno a papa Francesco per l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina si sono soffermati sulla pace, richiamando il magistero pontificio e i documenti della CEI sul tema. Inoltre, hanno formulato "la richiesta di manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia alla Chiesa ucraina con un gesto concreto, la cui realizzazione è stata affidata al discernimento del Presidente, e di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme".
Durante i lavori, i Vescovi si sono concentrati sul Cammino sinodale che in tutte le Diocesi italiane ha permesso di attivare percorsi di ascolto e coinvolgimento di numerose persone e realtà, facendo riscoprire il senso di appartenenza alla comunità e mostrando il volto di una Chiesa accogliente e attenta. In vista delle prossime tappe, il Consiglio ha approvato il cronoprogramma elaborato dal Gruppo di Coordinamento nazionale che contiene le linee operative per raggiungere gli obiettivi prefissati per il primo anno. Rientra in questo processo di ascolto anche il tema dei ministeri istituiti: è stata presentata infatti una prima Nota che recepisce le indicazioni magisteriali dei due Motu Proprio sui ministeri dell’Accolitato, del Lettorato e del Catechista, orientando la prassi concreta delle Chiese che sono in Italia e facendo sì che questi percorsi rientrino nell’alveo del Cammino sinodale in quanto opportunità per rinnovare la “forma Ecclesiae” in chiave più comunionale.

Un approfondimento ha riguardato lo stato dell’arte delle attività di prevenzione, formazione e accoglienza per le vittime di abusi promosse attraverso i Servizi diocesani per la tutela dei minori e
i 140 Centri d’ascolto già costituiti. Al riguardo, i Vescovi intendono promuovere una "migliore conoscenza del fenomeno per valutare e rendere più efficaci le misure di protezione e prevenzione.
Nel riaffermare l’impegno a favore dei sofferenti e dei loro familiari, il Consiglio Permanente ha auspicato l’avvio di un dialogo costruttivo e scevro da polarizzazioni sterili sul fine vita".
Nel corso dei lavori, è stata avviata una prima riflessione sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i seminari” alla luce della “Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis” ed è stato
presentato un report sui Tribunali Ecclesiastici e le strutture giuridico pastorali.
Un "sentito" e "corale" ringraziamento è stato espresso al card. Bassetti, al suo ultimo Consiglio Permanente, per "la paternità con cui ha accompagnato la Chiesa che è in Italia in questi cinque anni".

Ucraina: una Perugia-Assisi straordinaria

24 Marzo 2022 -

Roma - Il logo scelto per questa edizione è lo stesso usato nel 1999 per un’altra edizione speciale della Marcia della pace, l’immagine di una mamma tra i proiettili che stringe il suo bambino. Era quella contro la guerra in Kosovo, un conflitto che in molti oggi leggono come un segnale di quanto sta succedendo oggi. La Perugia-Assisi si mobilita dunque per una nuova edizione straordinaria, contro la guerra della Russia in Ucraina. Dopo quella di ottobre, i pacifisti torneranno a percorrere domenica 24 aprile i 25 chilometri che separano il capoluogo dell’Umbria dalla città di San Francesco. Seguendo l’appello di Papa Francesco: «Fermatevi! La guerra è una follia». Con un anticipo domenica prossima 27 marzo, in piazza San Pietro. La 'Marcia della pace e della fraternità PerugiAssisi', che aveva riarrotolato gli striscioni pochi mesi fa dopo la consueta edizione biennale, deve ripartire sull’urgenza del conflitto in Ucraina. «È una Perugia-Assisi che non avremmo mai voluto convocare», annuncia Flavio Lotti, coordinatore del comitato promotore, presentando l’iniziativa a Perugia. «Non è importante quello che faremo tra un mese - aggiunge - ma quello che faremo in questi giorni. Già domenica saremo in piazza per l’Angelus con le scuole e gli enti locali, per stringere il Papa in un grande abbraccio e unire la nostra piccola voce alla sua. Gli consegneremo le 655 mila firme raccolte dal 26 gennaio per la prima giornata di digiuno e preghiera e Ucraina. Sarà la marcia - spiega Lotti - di chi la pace la fa, non di chi la proclama. Il nuovo nome della pace è la cura, di chi fa la pace prendendosi cura degli altri e dell’ambiente, con al centro ancora una volta le scuole impegnate nella pace e nella fraternità».

«Avremmo voluto convocare il popolo della pace - commenta la presidente della provincia di Perugia Stefania Proietti - per allargare la pace, non per fermare una guerra. Non sarà un appello disperato, ma di speranza. Abbiamo tempi stretti per organizzare tutto, ma non potevamo non essere vicini agli ucraini, così come ai giovani russi che protestano in patria rischiando le botte e l’arresto». Giuseppe Giulietti, presidente del sindacato dei giornalisti, intervenuto al telefono, ricorda che anche stavolta la Federazione nazionale della stampa sarà in marcia da Perugia ad Assisi, annunciando una iniziativa in programma il giorno prima: «Verremo ad Assisi il 23 aprile - annuncia Giulietti - con una delegazione di giornalisti ucraini, bielorussi e russi per lanciare un appello per aiutare tutti quei giornali e voci indipendenti che hanno chiuso o che stanno per chiudere a causa di questa guerra». Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i giovani in servizio civile che stanno curando l’organizzazione della Marcia: Elena Belia, Marco Zucchetta, Tancredi Marini e Mariam Bouchraa. «Marcerò anch’io il 24 aprile, durante il mese del Ramadan - dice Mariam - anche se sarà un po’ più faticoso. E una delle motivazioni sarà la mia fede, che mi spinge tutti i giorni ad agire con giustizia e per la giustizia». (Luca Liverani)

Ucraina: prima i piccoli per davvero

24 Marzo 2022 -

Milano - Non sappiamo quanti minori non accompagnati arriveranno nel nostro Paese in fuga dall’Ucraina. Sappiamo però che ciascuno di loro avrà sulle spalle un macigno di sofferenza e di angoscia, porterà nel cuore il ricordo delle atrocità viste o ascoltate dal racconto dei familiari e comunque subìte, vivrà a lungo il trauma silenzioso ma urlante di tante, sconvolgenti separazioni, dal papà e anche dai fratelli rimasti a combattere, dalla casa distrutta, dai luoghi conosciuti e amati ora sconvolti dalla devastazione dei bombardamenti. Questi bambini e ragazzi, bambine e ragazze, non potranno semplicemente essere accolti ma dovranno essere accompagnati da un lavoro specialistico attento e prudente di ricostruzione interiore. E sarà un privilegio aiutarli, evitare loro conseguenze peggiori, così come prevenire per quanto possibile le tante insidie già tese da una criminalità più che mai perversa, attirata dall’abbondanza di facili prede da destinare al mercato della pedofilia, della tratta, degli organi, della prostituzione infantile. Tutt’altro che pericoli ipotetici. Segnalazioni di bambini spariti e di criminali all’opera arrivano già da tutte le vie di approdo dei profughi, ai confini dell’Ucraina. Dall’orrore della guerra a quello dello sfruttamento, sessuale e non solo. Aiutare, proteggere, accompagnare in modo garantito i bimbi e le bimbe d’Ucraina è dovere morale, certamente, ma anche compito difficile e impegnativo. Ecco perché l’accoglienza e la successiva gestione degli interventi non possono essere lasciate all’improvvisazione, né organizzate in modo solo volontaristico, affidandosi alle pur preziose buone intenzioni di associazioni e famiglie. Né tantomeno – come auspicato da qualche politico in modo improvvido – si può immaginare proprio ora di 'sburocratizzare' il percorso di affido e adozione. Certo, la nostra legge a riguardo, non è proprio la più agile, ma in questo fase il rischio generato da un 'alleggerimento' irriflessivo sarebbe troppo elevato.

Niente azzardi, quindi, e interventi prudenti, coordinati dalle autorità più adeguate che, almeno sulla carta, sono procure e tribunali per i minorenni. Solo sulla carta? Il dubbio non riguarda la competenza degli addetti ai lavori e neppure la preparazione professionale e l’esperienza, ma le gravissime carenze tecniche e di organico che ormai da anni impediscono agli uffici giudiziari minorili di svolgere al meglio i propri compiti. Abbiamo più volte segnalato su queste pagine (Avvenire, ndr), spesso in risposta alla facile demagogia che, dopo il caso Bibbiano, avrebbe voluto cancellare con un solo colpo di spugna tutto il nostro sistema di protezione dei minori fuori famiglia, i tanti aspetti problematici, le tante storture e incongruenze che certamente esistono e vanno corrette.

Come abbiamo dato voce alle perplessità sui contenuti della riforma che, gradualmente, e comunque entro il 2024, trasformerà i Tribunali dei minorenni in Tribunali della persona e della famiglia.

Senza entrare nel merito di un intervento discusso e complesso, che cambierà profondamente il volto della nostra giustizia minorile – in peggio secondo giudici e procuratori, in meglio, evidentemente, a parere di chi ne ha promosso l’approvazione – occorre ricordare che i primi effetti della riforma cominceranno a farsi sentire già dal prossimo giugno. Ora, a fronte di una situazione straordinaria, con l’arrivo di centinaia e centinaia di minori da accogliere e assistere nel modo più attento possibile, rischiamo di avere un sistema che, già in sofferenza strutturale, vivrà come ulteriore aggravio, un percorso di trasformazione radicale di cui nessuno può prevedere le conseguenze visto che quasi tutti gli attori saranno chiamati a ricoprire ruoli diversi dagli attuali. Certo, di fronte alla tragedia di un popolo e dei suoi figli più fragili e indifesi, tutti sono chiamati a dare il massimo, oltre perplessità e indugi.

Ma sarebbe davvero così strano, proprio per il rispetto e l’attenzione che dobbiamo anche ai piccoli ucraini, fermare il percorso della riforma per un tempo congruo a fronteggiare l’emergenza, fornendo allo stesso tempo agli uffici giudiziari quelle risorse umane e tecniche che auspicano da tempo? È una domanda che nasce da un timore e da una preoccupazione. Ma se dovesse servire a rendere un po’ più tranquillo e garantito il cammino di tanti piccoli già feriti dentro oltre l’indicibile, perché no? (Luciano Moia - Avvenire)

 

Aversa: sabato festa dei Popoli, serata di poesia contro la guerra  

23 Marzo 2022 - Aversa - "Verso un 'noi' sempre più grande": il tema scelto da papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021 diventa anche il titolo di un evento organizzato dalla diocesi di Aversa, nell’ambito del cammino della “Festa dei Popoli”, giunto quest’anno alla undicesima edizione. L’appuntamento, previsto per sabato 26 Marzo 2022 alle 18, vedrà come protagonista la “poesia nei luoghi di conflitto”. “Sarà un piccolo ma significativo momento che ci aiuterà a riflettere sul dramma della guerra che si sta consumando in Ucraina, nel cuore dell’Europa, come in altre parti del mondo”, commenta don Giuseppe Esposito, direttore dell’ufficio diocesano per l’Ecumenismo. “La lettura delle poesie sarà affidata ai bambini della comunità greco-cattolica che insiste nella nostra diocesi e ad altri fratelli stranieri, che da anni sono attivi nel campo della solidarietà e del volontariato. Si tratta di persone che provengono da paesi ancora oggi martoriati da conflitti devastanti ma troppo spesso dimenticati, proprio perché geograficamente lontani dal nostro continente europeo”. Per l’occasione i testi contro ogni guerra sono stati selezionati dalla "Casa della Poesia", un progetto virtuoso nato a Baronissi nel 1996 che da anni organizza rassegne e grandi festival di poesia, letteratura e creatività in genere. Oltre a don Giuseppe Esposito, saranno presenti don Carmine Schiavone, direttore della Caritas diocesana; don Evaristo Rutino, direttore dell’ufficio diocesano Migrantes; padre Ihor Horishnyy della Chiesa Greco-Cattolica di Rito Bizantino; Sergio Iagulli e Giancarlo Cavallo della "Casa della Poesia". L’evento vedrà inoltre la partecipazione degli alunni del III Circolo Didattico "A. Stefanile" di Aversa e di alcune donne e bambini ucraini, “che sono giunti nelle ultime settimane nel nostro territorio, trovando diverse famiglie disposte ad accoglierli con grande spirito di solidarietà cristiana e umana”. La diocesi ricorda che il tema “Verso un noi sempre più grande” è stato riproposto  anche come filo conduttore della XI Edizione della Festa dei Popoli, evento che si snoda in molteplici tappe nel corso dell'anno pastorale e che vivrà il suo momento culminante durante il mese di maggio. Proprio in preparazione alla “Festa dei Popoli”, la cui giornata finale sarà ospitata quest’anno nella forania di Giugliano, lunedì prossimo 28 marzo alle ore 20, presso la Parrocchia S. Massimiliano Kolbe, si svolgerà una serata di riflessione sul tema "Accoglienza, integrazione e fraternità per una grammatica della pace".  

Ucraina: papa Francesco, “con la guerra tutto si perde”

23 Marzo 2022 -
Città del Vaticano - "Vorrei prendere un minuto per ricordare le vittime della guerra. Le notizie delle persone sfollate, delle persone che fuggono, delle persone morte, delle persone ferite, di tanti soldati caduti da una parte e dall’altra, sono notizie di morte". Così papa Francesco al termine dell'Udienza generale di questa mattina. "Chiediamo al Signore della vita - ha detto -  che ci liberi da questa morte della guerra. Con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra: tutto è sconfitto. Che il Signore invii il suo Spirito perché ci faccia capire che la guerra è una sconfitta dell’umanità, ci faccia capire che occorre invece sconfiggere la guerra. Lo Spirito del Signore ci liberi tutti da questo bisogno di auto-distruzione, che si manifesta facendo la guerra". Il Pontefice ha quindi chiesto di pregare anche perché i governanti "capiscano che comprare armi e fare armi non è la soluzione del problema. La soluzione è lavorare insieme per la pace e, come dice la Bibbia, fare delle armi strumenti per la pace". E poi la recita di una Ave Maria alla Madonna. Poco prima, salutamdo i pellegrini di lingua polacca ha detto che quest’anno, nel cammino di penitenza quaresimale, "digiuniamo e chiediamo a Dio la pace, sconvolta dalla guerra in corso in Ucraina".  In Polonia - ha quindi aggiunto - "voi ne siete testimoni accogliendo i rifugiati e ascoltando i loro racconti. Mentre ci prepariamo a vivere un giorno speciale di preghiera nella solennità dell’Annunciazione del Signore, chiediamo che la Madre di Dio sollevi i cuori dei nostri fratelli e sorelle afflitti dalla crudeltà della guerra”.(Raffaele Iaria)

Ucraina, Lamorgese, fare ordine, dopo gli spontaneismi

23 Marzo 2022 - Roma - Quello dall’Ucraina è un esodo «tragico e senza precedenti in tempi recenti», sottolinea l’agenzia dell’Onu per i rifugiati. Sia per l’entità – sono oltre 3 milioni e mezzo le persone fuggite finora dalla guerra – sia per la velocità con cui questo flusso di donne e bambini si riversa nei Paesi vicini e amici. In Italia sono 61.493 i profughi ucraini arrivati dall’inizio del conflitto, e per loro il governo nell’ultimo decreto ha stanziato 507,5 milioni di euro. Intanto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha lanciato un appello: basta spontaneismo. «Noi siamo un popolo accogliente ma questo spontaneismo mai come ora deve essere riportato ad unità, deve avere un ordine, un coordinamento generale perché si rischia di non avere una situazione chiara sul territorio» ha detto la titolare del Viminale, parlando della gestione dei profughi ucraini che arrivano in Italia. Proprio la maggior parte delle risorse loro destinate – 348 milioni per il 2022 – va all’accoglienza, che procede su un doppio binario: il Contributo di autonoma sistemazione (Cas) copre le spese d’affitto dei rifugiati e riguarderà fino a 60mila persone per una durata massima di 90 giorni (poi sarà necessario rifinanziarlo); e l’accoglienza diffusa, che coinvolgerà fino a 15mila persone. Si tratta degli ucraini ospitati attraverso il terzo settore, gli istituti religiosi o direttamente dalle famiglie che se ne stanno facendo carico, a cui dovrebbero andare «20-25 euro a persona» ospitata al giorno, ha spiegato il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio.

Ucraina: Draghi, “su accoglienza l’Italia farà la sua parte”

23 Marzo 2022 - Roma - "La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto ieri di utilizzare i fondi europei con la massima flessibilità a sostegno di chi scappa dalla guerra in Ucraina, e di stanziare altri 3 miliardi di euro a favore degli Stati membri coinvolti nell'accoglienza. L'Italia appoggia con convinzione la posizione della Commissione e continua a fare la sua parte con determinazione, altruismo, solidarietà". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in aula alla Camera durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Ucraina: Ania, polizzeRc auto gratis in Italia per i rifugiati

23 Marzo 2022 - Roma - L’Ania comunica che, su propria iniziativa, il mercato assicurativo si farà carico dei premi relativi alle polizze Rc auto di frontiera per i rifugiati ucraini che arrivano in macchina in Italia. «La drammatica situazione di questi giorni - spiega l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici - sta, infatti, determinando l’ingresso in Italia di veicoli provenienti dai territori in guerra, privi di Carta Verde o di altra valida assicurazione. Così, l’Ufficio centrale italiano emetterà polizze di frontiera gratuite della durata di 30 giorni per i rifugiati. Un aiuto concreto ai profughi in fuga dalla guerra». Per ottenere queste polizze di frontiera occorre inviare la richiesta all’indirizzo polizzefrontiera@ucimi.it allegando copia fronte retro del libretto di circolazione del veicolo, copia della terza pagina del passaporto e l’autocertificazione compilata e firmata.

Ucraina: voli umanitari, annullata conferebza stampa. Era prevista per oggi alle 17.30 presso l’Aeroporto di Fiumicino

22 Marzo 2022 - Roma - Il volo umanitario che da Varsavia trasporterà in Italia oggi centinaia di profughi ucraini purtroppo arriverà soltanto in serata per sopraggiunti problemi tecnici che ne stanno ritardando la partenza. Pertanto non potrà aver luogo la prevista conferenza stampa che doveva tenersi in coincidenza con l’arrivo del volo presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.

Ucraina: le suore scalabriniane lasciano la loro casa ai profughi

22 Marzo 2022 - Roma - Non appena hanno visto in tv le scene degli ucraini che scappavano dal loro Paese, a causa delle guerra, le Suore non ci hanno pensato due volte e hanno deciso di fare spazio per accogliere le donne profughe con i loro bambini. Hanno fatto la valigia e sono andate tutte in un’altra comunità, nella casa che le ospitava fin quando erano attive. Sono alcune delle suore anziane della Congregazione delle missionarie di San Carlo Borromeo, le Scalabriniane che sin dalla loro fondazione si occupano dell’assistenza ai migranti. Ebbene da Casaliggio, a poca distanza da Piacenza, ottantenni e novantenni, alcune delle quali con profonda difficoltà a deambulare, hanno deciso di confermare la loro scelta, una vita a servizio dei migranti sempre, anche in età avanzata, dando un ennesimo segnale di vicinanza e solidarietà nei confronti dei migranti. In questi giorni sono arrivate le prime 4 donne rifugiate ucraine con i loro bambini. A loro andrà l’assistenza e la cura delle suore. “Abbiamo aperto per loro le porte della nostra casa allestita in pochissimo tempo grazie all’aiuto di tanti volontari. Ci stiamo prendendo cura di loro – spiega suor Milva Caro, superiora provinciale delle Suore Scalabriniane in Europa – La loro volontà nel fare qualcosa per le rifugiate ucraine è stata così grande che hanno deciso di lasciare spazio a chi fugge dalla guerra». La casa di Casaliggio ha di fronte un’altra struttura delle Scalabriniane (ora dedicata al noviziato) che giusto due anni fa venne lasciata ai sanitari che venivano a Piacenza per la gestione dell’emergenza Covid. Oggi, a pandemia non ancora finita, Casaliggio e chi vi abita, ascolta e risponde al grido di chi ha bisogno. “La guerra non deve lasciarci indifferenti – commenta suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – Spero che questo gesto sia un segno del nostro impegno nella Chiesa a servizio dei migranti e rifugiati, e auspico che possano sorgere tante iniziative di pace,  motivare altri nell’accoglienza e solidarietà ai più vulnerabili. Accogliere l’altro vuol dire aprire le porte a Cristo”.

Ucraina: Chiese in Europa, porre fine alla guerra

22 Marzo 2022 - Roma - I membri del Comitato Congiunto della Conferenza delle Chiese Europee (CEC) e del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) fanno appello ai capi delle Nazioni e alla comunità internazionale affinché facciano tutto ciò che è in loro potere per porre fine all'attuale guerra che sta distruggendo vite e causando indicibili sofferenze. Il Comitato Congiunto CEC-CCEE ha rilasciato una dichiarazione durante l’incontro del 21 marzo a Bratislava, in Slovacchia. La dichiarazione sottolinea che il “cuore della fede cristiana sono la pace e la riconciliazione, esemplificate nella vita di Gesù Cristo” citando Fratelli Tutti,238: “Mai Gesù Cristo ha invitato a fomentare la violenza o l’intolleranza. Egli stesso condannava apertamente l’uso della forza per imporsi agli altri”. “La religione non può essere usata come mezzo per giustificare questa guerra. Tutte le religioni, e noi come cristiani, siamo uniti nel condannare l’aggressione russa, i crimini che vengono commessi contro il popolo dell’Ucraina e la blasfemia che rappresenta l’uso improprio della religione in questo contesto”, si legge nella dichiarazione. Il Comitato Congiunto ha ringraziato per il lavoro fatto dalle Chiese e dalle ONG, insieme alle autorità dei paesi vicini all’Ucraina e non solo, nell’accogliere coloro che fuggono dalla guerra. Hanno riconosciuto in particolare le voci del popolo russo, che protesta fortemente contro l'invasione. “Continuiamo a pregare per il dono della pace e invitiamo tutti i cristiani a unirsi a noi in preghiera, rafforzando i loro sforzi per affermare il valore della vita e per promuovere attivamente la riconciliazione”.  

Fondazione Moressa: in Lombardia il maggiuor numero di imprenditori stranieri

22 Marzo 2022 - Roma - La prima regione per numero di imprenditori stranieri in Italia è la Lombardia, con poco meno di 160 mila unità (oltre un quinto del totale nazionale). In questo caso, la componente immigrata rappresenta l’11,7% dell’imprenditoria complessiva. La seconda regione è il Lazio, con oltre 85 mila imprenditori. Seguono poi tre regioni con oltre 60 mila imprenditori stranieri: Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. L’incidenza maggiore si registra in Liguria (13,2%), Lazio e Toscana (entrambe a 12,9%) e generalmente è superiore alla media nelle regioni del Centro-Nord. Il dato è stato elaborato oggi dalla Fondazione Moressa che evidenzia come nell’ultimo anno gli imprenditori immigrati sono aumentati in quasi tutte le regioni ad eccezione del Lazio, e ben 9 regioni hanno registrato incrementi maggiori del 3%. La crescita maggiore si è registrata in Trentino – Alto Adige (+5,7%). A livello provinciale, in termini assoluti le concentrazioni più importanti di imprenditori immigrati sono nelle grandi città: Milano, Roma, Torino e Napoli. Se invece consideriamo l’incidenza sul totale imprenditori, il picco massimo si raggiunge a Prato, dove il 24,8% degli imprenditori è nato all’estero. Altre tre province segnano un valore al di sopra del 15%: Trieste, Imperia e Milano. Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “la crescita dell’imprenditoria immigrata non è più una sorpresa. Nonostante la pandemia, negli ultimi due anni prosegue il trend, tanto che gli imprenditori nati all’estero sono ormai un decimo del totale. Si tratta di un fenomeno con luci e ombre, ma anche di una sfida per il nostro Paese, da non sottovalutare nella prospettiva di ripresa economica".  

Fondazione Moressa: aumentano imprenditori immigrati in Italia

22 Marzo 2022 - Roma - Gli imprenditori nati all’estero crescono anche nel 2021, arrivando a toccare il 10% del totale. Lo sottolinea oggi la Fondazione Moressa.   Nel 2021 gli imprenditori nati all’estero sono 753.064, pari al 10% del totale. Volgendo lo sguardo agli ultimi dieci anni, appare evidente la differenza tra nati in Italia (-8,6%) e nati all’estero (+31,6%). Anche nel 2021, nonostante il protrarsi dell’emergenza sanitaria, il numero è aumentato (+1,8%), mentre quello dei nati in Italia è rimasto invariato. La Cina si conferma il primo paese (76.417 imprenditori), in lievissima crescita rispetto all’anno precedente (+0,7%). Anche la Romania conta più di 70 mila imprenditori. Nell’ultimo anno gli aumenti più significativi si sono registrati tra le comunità dell’Est Europa: Romania (+2,6%), Albania (+7,2%), Moldavia (+10,7%), Ucraina (+6,6%). In crescita anche Pakistan (+5,2%) e Nigeria (+3,7%). Rallenta invece il Bangladesh (-0,3%), che negli ultimi dieci anni aveva registrato un raddoppio dei propri imprenditori. Il settore con più imprenditori nati all’estero è il Commercio, con oltre 240 mila imprenditori (32,1% del totale). Seguono Servizi e Costruzioni, rispettivamente col 23,6% e il 22,0% del totale. Per quanto riguarda l’incidenza dei nati all’estero per settore, i valori massimi si registrano nelle Costruzioni (16,5%), nel Commercio (13,5%) e nella Ristorazione (12,4%). Nell’ultimo anno sono aumentati tutti i settori ad eccezione del Commercio; l’incremento maggiore si è registrato in Agricoltura e Costruzioni, con oltre il 4%.

Rom e Sinti: oggi evento conclusivo del progetto “Latcho Drom” contro la discriminazione

22 Marzo 2022 -
Roma - Si è svolto queata mattina l’evento conclusivo online del progetto “Latcho Drom” contro la discriminazione di Rom e Sinti. “Latcho Drom” è un progetto finanziato dal Programma “Rights, equality and citizenship”dell’Unione europea. Il progetto è stato avviato ad agosto 2019 ed è coordinato dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in partenariato con il Comune di Rimini e il Center for the study of democracy in Bulgaria. “Latcho Drom” intende contribuire a ridurre le discriminazioni nei confronti delle comunità rom e sinti e favorire la loro piena inclusione sociale attraverso un percorso pilota rivolto alle stesse comunità rom e sinti in tre città italiane (Cuneo, Torino e Rimini), agli operatori del settore, alla cittadinanza e alle autorità locali. Durante la conferenza sono stati presentati il progetto e i principali risultati raggiunti.

Cgie: cordoglio con le famiglie e con la Comunità italiana di La Louvrière per la tragedia del Carnevale

22 Marzo 2022 - Roma - Nella città belga di La Louvrière domenica scorsa, nelle prime ore del mattino, prima dell’inizio delle sfilate del carnevale si è verificato un grave incidente: una macchina ad alta velocità si è abbattuta su un nutrito gruppo di persone, che si avviava verso il centro della città per partecipare alle sfilate, causando 6 morti e oltre una decina di feriti. Il carnevale di La Louvrière è conosciuto anche fuori dal Belgio per essere uno degli eventi più pittoreschi e rinomati della Vallonia, attrae migliaia di visitatori per la sua convivialità e accoglie migliaia di partecipanti in costume, ricorda in una nota il segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Michele Schavone: “nell’orrore di questa tragedia sono coinvolte numerose famiglie e anche nostri connazionali di prima, seconda e terza generazione”. A loro, al sindaco Jacques Gobert all’intera Comunità di La Louvrière è rivolto “il profondo cordoglio” del Cgie espresso dai tre consiglieri residenti in Belgio  - Eleonora Medda, Fernando Marzo e Angelo Santamaria – il “profondo cordoglio”. Alla Comunità locale che negli anni è cresciuta anche valorizzando la presenza italiana il CGIE – dice Schiavone – “esprime vicinanza e solidarietà. Alle famiglie delle vittime che in questa tragedia hanno perso i propri cari sono rivolte le condoglianze del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero”.

Cei: proseguono i lavori del Consiglio Permanente

22 Marzo 2022 - Roma -  L’introduzione del cardinale presidente della Cee, Gualtiero Bassetti, ha aperto la sessione primaverile del Consiglio permanente  che si concluderà domani.
L’agenda dei lavori prevede la presentazione del programma dell’Assemblea generale ordinaria (23-27 maggio 2022) che avrà per tema: “In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio. Il primo
discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”.
All’ordine del giorno, poi, un aggiornamento sulle attività di contrasto agli abusi promosse dal Servizio nazionale per la tutela dei minori, le proposte dei percorsi di accesso ai ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista e alcune prime riflessioni sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i Seminari” alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis.

Ue: una piattaforma per la didattica on-line ai profughi

22 Marzo 2022 - Bruxelles - «Per i bambini» delle famiglie in fuga dall' Ucraina «è essenziale ritrovare un minimo di normalità, come andare a scuola». Certo impresa ardua per famiglie che nel giro di pochi giorni si sono trovate all' estero e senza riferimenti. E per le tante che saranno costrette a chiedere accoglienza in un Paese Ue. Per questo «stiamo lavorando a un sistema in remoto che permetta agli insegnanti ucraini di insegnare on-line e che possa essere usato dalle scuole di tutta l' Unione Europea» ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, ieri in visita ufficiale in Estonia. «Stiamo anche analizzando - ha aggiunto la commissaria - come fornire libri di testo in ucraino per aiutare gli Stati membri» che stanno accogliendo minori dal Paese in guerra. E mentre si moltiplicano le raccolte di fondi e le iniziative di solidarietà, ci sono tanti i modi in cui si può manifestare solidarietà ad una popolazione colpita dalla guerra: una scelta di certo significativa è quella di Netflix, uno dei colossi dello streaming mondiale. In segno di accoglienza ai cittadini ucraini ha deciso di introdurre i sottotitoli e l' audio in lingua ucraina tra la lista delle lingue da poter selezionare. Questo nel giorno in cui il Consiglio europeo ha formalmente approvato lo Strategic Compass, la cosiddetta bussola strategica, «in un momento in cui siamo testimoni del ritorno della guerra in Europa». Lo ha reso noto un comunicato definendolo «un piano ambizioso di azione per rafforzare la sicurezza dell' Unione Europea e la politica di Difesa entro il 2030». Frattanto l' Alto commissario per la politica estera Ue, Josep Borrell, ha dichiarato che «tutti gli Stati membri sono uniti nel sostenere l' Ucraina». Borrell ha annunciato ieri a Bruxelles che è stato raggiunto l'«accordo politico per altri 500 milioni di euro nell' ambito dell' European Peace Facility» per l' acquisto di armi. In mattinata la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, aveva già annunciato che l' aiuto complessivo dell' Unione per le spese militari dell' Ucraina sarebbe infatti salito a un miliardo. «Sono convinto che Vladimir Putin usi i rifugiati come un' arma, mandandone il più possibile» dall' Ucraina nell' Ue. Lo ha sottolineato sempre l' Alto rappresentante dell' Ue Josep Borrell, sempre durante una conferenza stampa a Bruxelles. Tanto è vero, aggiunge, che i russi «non hanno distrutto le infrastrutture: terrorizzano i civili per farli scappare ». Ma in Europa, ha concluso, «siamo pronti ad accoglierli». (Luca Geronico - Avvenire)

Mediterraneo: 25 migranti morti in un naufragio

21 Marzo 2022 - Tunisi -  È salito a 25 il bilancio delle vittime provocate da un naufragio nelle ultime ore al largo della Tunisia. Lo ha riferito l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Le autorità hanno soccorso sei persone e recuperato i corpi, ma le operazioni non sono ancora finite: ci sarebbero altre persone disperse. La nave trasportava infatti 60 migranti, provenienti in buona parte da Siria e Tunisia. Ed è sempre l’Oim a riferire che, che dall’inizio del 2022 ad oggi, sono 215 i migranti annegati nel Mar Mediterraneo. Di questi, 70 sono annegati solo nelle ultime due settimane. Secondo le stime dell’Unhcr, nel mese di febbraio, sono giunti in Europa, via mare e via terra, circa 4.321 migranti.

Ucraina: card. bassetti, “si attui un piano distribuzione profughi in Ue”

21 Marzo 2022 - Roma – “Di fronte alla fuga di milioni di persone, soprattutto donne e bambini, esprimiamo il nostro vivo e sincero ringraziamento a quanti, in Italia e in tanti altri Paesi, sono impegnati a dare forma e anima all’accoglienza”. Così il card. Gualtiero Bassetti, in apertura del Consiglio Permanente della Cei: “è una testimonianza di carità e di fraternità che diventa impegno concreto per un futuro di pace contro il virus dell’egoismo e dell’indifferenza”. La solidarietà dei Paesi di confine con l’Ucraina – ha aggiunto il card. Bassetti - è stata “davvero commovente; nessuno ha rinunciato a fare la sua parte”. Degli oltre 3 milioni di ucraini in fuga, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, l’80% si trova in Polonia, un’altra gran parte in Romania, Moldavia, Ungheria e Slovacchia. Le Chiese di questi Paesi e degli altri limitrofi si “sono adoperate fin da subito per fornire assistenza, beni di prima necessità, alloggi, mezzi di trasporto per raggiungere destinazioni sicure. Sono numerose poi le organizzazioni della società civile, di carattere nazionale e internazionale, che sono intervenute per offrire soccorso e accoglienza, coadiuvate da tantissimi volontari. Il numero degli sfollati è tuttavia un dato che è destinato ad aumentare e che nel prossimo futuro, se non cesseranno le ostilità, registrerà l’arrivo di persone ancora più fragili e povere di quelle che sono già riuscite a fuggire. Non si può pensare dunque che i Paesi di confine – ha sottolineato il presidente della Cei - possano sostenere da soli questo impegno umanitario: occorrerà che l’Unione Europea decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione dei cittadini ucraini nei vari Stati membri. Stiamo, peraltro, assistendo all’arrivo di profughi anche nel nostro Paese”. Nelle prossime ore, alcuni voli umanitari, da Varsavia, giungeranno in Italia con circa 600 profughi che verranno accolte nelle diocesi italiane. Sono – ha detto il card. Bassetti – “numeri che cresceranno e che richiederanno un’accoglienza di non breve periodo”. Le chiese in Italia “stanno facendo e faranno la loro parte nell’accoglienza e nell’apertura di corridoi per favorire l’arrivo in sicurezza delle persone che sono bloccate nei Paesi di transito, che non riescono più a proseguire il loro viaggio o sono troppo vulnerabili per farlo. Anche questo è un contributo prezioso alla pace”. (R.Iaria)