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Lamorgese: “da Europa e Africa impegno reciproco per prevenire e combattere il traffico”

13 Luglio 2020 -
Roma - “È stato un confronto proficuo che ci permette di rafforzare l’impegno reciproco nel prevenire e combattere il traffico dei migranti. Tutti i Paesi hanno anche condiviso la sfida che ci impone di garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità delle persone, ridurre la sofferenza umana di chi è più esposto ad ogni ricatto”. Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha commentato quanto emerso nel corso della Conferenza ministeriale per contrastare il traffico di migranti ospitata dall’Italia a cui stamattina hanno partecipato i ministri dell’Interno di Francia, Germania, Malta e Spagna e i Commissari europei per gli Affari interni e per il Vicinato e l’allargamento e nella quale hanno incontrato le loro controparti provenienti da Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia al fine di rafforzare l’impegno reciproco nel prevenire e combattere il traffico di migranti. “Utilizzeremo tutti gli strumenti disponibili, compresi i partenariati bilaterali, per individuare e perseguire le reti criminali che sfruttano le persone più vulnerabili. Anche promuovendo una più stretta cooperazione di polizia per rafforzare gli strumenti operativi e le attività investigative”, ha proseguito Lamorgese. “Oggi tutti insieme abbiamo avviato un importante percorso che ci vede protagonisti, europei ed africani, per tentare di governare il complesso fenomeno delle migrazioni”, ha concluso il ministro.

Lamorgese: “l’immigrazione è un fenomeno strutturale che va gestito senza alimentare le paure”

17 Giugno 2020 - Milano – “L’immigrazione è un fenomeno strutturale che va gestito senza alimentare le paure. I fenomeni migratori, piuttosto, vanno governati facendo perno sul senso di responsabilità dell’Europa e favorendo, quando ci sono le condizioni, i corridoi umanitari per l’ingresso in sicurezza di chi scappa dalle zone di guerra e dalle dittature”. Lo afferma il ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, in un’intervista a tutto campo rilasciata a Famiglia Cristiana, che il settimanale pubblica nel numero in edicola da domani e anticipata oggi. Per Lamorgese l’Europa, con il contributo di alcuni Paesi “più generosi di altri, che hanno dato vita a settembre del 2019 all’accordo di Malta, ha già espresso grande solidarietà nei confronti dell’Italia: e fino a al 20 febbraio, prima che l’emergenza Covid-19 bloccasse i trasferimenti, i numeri dei ricollocamenti ci hanno dato ragione. Anche per questo, ora, c’è la necessità di una nuova strategia migratoria per l’Unione europea, un passo in più che metta a regime un sistema basato su un meccanismo di ricollocazione a carattere obbligatorio dei migranti. Questo punto, insieme alla specificità della gestione delle frontiere marittime, costituisce l’architrave del documento sottoscritto da Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta e poi inviato alla Commissione, che sta preparando la sua proposta su una rivisitazione del Trattato di Dublino”. Chi dall’Africa e dall’Asia si mette in marcia per cercare “un futuro migliore, non si lascia – sottolinea il ministro dell’Interno nell’intervista ad Alberto Chiara - scoraggiare da un lungo viaggio anche se questo si rivela costellato di insidie e di pericoli: lo abbiamo visto anche in questi ultimi tre mesi di emergenza Covid-19, in cui i flussi delle due rotte che più interessano l’Italia, quella mediterranea e quella balcanica, non si sono certo esaurite. Per questo a febbraio, ben prima dell’inizio del lockdown dell’8 marzo, il Viminale ha chiesto al ministero della Salute la definizione di un protocollo per il rafforzamento dei controlli sanitari sui migranti che arrivano in Italia via mare e via terra. In seguito abbiamo dovuto disporre l’utilizzo anche di traghetti per la quarantena dei migranti, in modo da non pesare sulle strutture del Servizio sanitario nazionale già sotto pressione a causa del Covid-19. I casi di contagio tra i migranti sono stati, almeno fino a ora, pochissimi, nell’ordine delle unità”. E parlando del decreto per l’emersione del lavoro nero sottolinea che i primi dati che arrivano “ci indicano una consistente linea di tendenza crescente ed evidenziano picchi di circa 2.500 domande registrate ogni giorno, con un peso maggiore del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona”. E rispondendo ad una domanda sul fatto che la regolarizzazione è stata limitata all’agricoltura e al lavoro domestico “ricordiamoci – ha detto Lamorgese - che un provvedimento di emersione non veniva fatto dal 2012 e quindi io rimango dell’idea di vedere in positivo anche un passo che altri giudicano parziale. Tutto è migliorabile, ma è un fatto importante che il Governo sia riuscito a trovare un accordo su un tema molto sensibile per la maggioranza”.

R.Iaria