Primo Piano

Marcinelle: Fico, esigenza governare flussi di chi cerca lavoro

8 Agosto 2022 - Roma - In occasione del sessantaseiesimo anniversario della tragedia di Marcinelle e della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, "desidero unirmi a voi nel ricordo dei centotrentasei lavoratori italiani e dei tanti altri provenienti da numerosi Paesi che persero la vita nella miniera del Bois du Cazier2. Lo scrive, in una nota, il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico: "fu quella la più grande sciagura sul lavoro della storia del nostro Paese, una pagina dolorosa di cui ancora oggi si ricorda la tragica portata . E che - ha aggiunto - ci fa ripercorrere le storie di sofferenza e di esclusione vissute dai nostri emigrati che, per sfuggire alla povertà, hanno conosciuto sacrifici e umiliazioni. Ancora oggi, in Italia e nel nostro continente, le morti sul lavoro rappresentano una piaga grave ed inaccettabile, in aperto contrasto con i principi comuni ai nostri ordinamenti e con i valori di una società che abbia come priorità la tutela dei lavoratori e della loro dignità. Grazie al processo di integrazione europea, c'è stata un'evoluzione in termini di riconoscimento dei diritti dei lavoratori nell'Unione. Ma altri passi vanno fatti per garantire la convergenza di tutti gli Stati membri verso livelli massimi di sicurezza sul luogo di lavoro. La memoria di Marcinelle - aggiunge il presidente della Camera - e delle storie dell'emigrazione italiana devono inoltre richiamare la nostra attenzione sulla esigenza di governare a livello europeo, con regole e strumenti comuni ed equi, i flussi di persone che cercano nel nostro continente, lontano dal proprio Paese, una opportunità di vita e lavoro dignitosa. La ricorrenza odierna deve infine essere l'occasione per ricordare i tanti italiani, uomini e donne, che operano in molte parti del pianeta in esperienze professionali o di ricerca, in attività di volontariato o nella promozione dei valori della pace, della cooperazione, della solidarietà. Alcuni di loro hanno perso, in tragiche circostanze, la vita nell'assolvimento degli impegni e nella realizzazione dei progetti di vita. È in tutti loro che continua a rispecchiarsi, oggi come sessantasei anni fa, una delle immagini migliori del nostro Paese. Con questi sentimenti, e ringraziando il dott. Jean Louis Delaet, che nel suo ruolo di direttore del complesso museale del Bois du Cazier si è impegnato in questi anni nel dare risalto al contributo degli immigrati italiani in Belgio, invio a voi tutti i miei più sentiti auguri per il pieno successo dell'iniziativa", conclude Fico.

Marcinelle: Casellati, ricordo sempre vivo nella memoria collettiva

8 Agosto 2022 - Roma - Il presidente del Senato,  Maria Elisabetta Alberti Casellati ha voluto rivolgere oggi il suo saluto e quello di tutto il Senato della Repubblica ai partecipanti alla commemorazione dell'anniversario della tragedia di Marcinelle. Il ricordo -ha scritto in un messaggio -  delle 262 vittime di quella terribile sciagura, di cui 136 connazionali, "resta sempre vivo nella memoria individuale e collettiva".  "Le storie  - ha aggiunto - di questi lavoratori sono l'espressione della volontà di riscatto, del coraggio e della tenacia di intere famiglie che, nel secondo dopoguerra, lasciarono il loro paese d'origine per cercare un futuro migliore. Il loro sacrificio e la loro determinazione hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell'Italia di oggi e al rafforzamento delle radici della stessa Unione Europea. Guardiamo dunque a quel passato doloroso con la consapevolezza che i vincoli di solidarietà tra persone e popoli, e un rinnovato sentimento di condivisione e reciproca fiducia, ci consentiranno di affrontare le sfide così complesse del nostro presente".

Migrantes Campania: costruire il futuro con i migranti e i rifugiati

8 Agosto 2022 - Napoli - Il giorno 01 agosto 2022 al porto di Salerno è attraccata la nave Ocean Wiking che portava in salvo 387 migranti soccorsi nel mar Mediterraneo e provenienti da diversi paesi : Mali, Costa d’Avorio, Nigeria, Eritrea, Egitto, Bangladesh, Gambia, ecc.., terre tormentate da violenza e miseria che, è sotto i nostri occhi, aumentano più che diminuire, complici le crisi internazionali legate anche alla guerra in Ucraina e che ci chiedono di essere pronti a rendere disponibili porti sicuri per poi procedere ad una immediata e attenta gestione degli arrivi sul nostro territorio. La procedura di sbarco e di prima accoglienza ha visto impegnate le diverse istituzioni, l’associazionismo e diverse Caritas diocesane per il ristoro ed i beni di prima necessità. Si è messa in moto una grande macchina di accoglienza che ha permesso di collocare i numerosi fratelli e sorelle migranti in diversi centri di accoglienza nella nostra regione. Dall’incontro con i fratelli arrivati, dai loro sguardi, dalle loro storie emerge fin da subito la necessità di impegnarci con costanza ed attenzione : all’ACCOGLIENZA, intesa come ferma volontà di incontro, di ascolto, di conoscenza, di superamento delle paure reciproche all’ACCOMPAGNAMENTO nella quotidianità della vita in un paese nuovo, diverso per tradizioni, cultura, storia dal loro paese di origine e di partenza all’INTEGRAZIONE nei percorsi di inserimento umano, sociale, scolastico, lavorativo. attraverso la PROMOZIONE del valore della PERSONA ed alla centralità del SOGNO che ha visto questi nostri fratelli partire dalle loro terre di origine nella ricerca di una vita migliore, lontana da guerre, da carestie, da crisi ambientali o difficoltà di vita e nella speranza di aiutare nella terra natia i propri cari. Fare nostra la loro domanda di pace e di speranza aiuterà anche noi a costruire un futuro migliore per tutti. Accanto alle risposte, concrete e corrette, ai bisogni primari a carico dei diversi interlocutori, l’impegno costante che ci vedrà impegnati sarà il “camminare accanto” anche per la CURA di tutti gli aspetti della loro vita, come ad esempio nel curare i legami con affetti lasciati, nel curare la spiritualità e la fede professata Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. (Papa Francesco – Messaggio per la GMMR 2022) Il Vescovo delegato Migrantes - Mons. Giuseppe Mazzafaro Il coordinatore Migrantes Campania - Antonio Bonifacio

Migrantes: 8 agosto, la giornata del lavoro italiano all’estero

8 Agosto 2022 - Roma - L’8 agosto di ogni anno - giorno del ricordo della tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 minatori, oltre la metà dei quali italiani – è diventata la Giornata del ricordo dei lavoratori italiani neòl mondo, di ieri e di oggi. L’Europa è stata ricostruita nel Dopoguerra grazie anche il sacrificio di tanti lavoratori italiani emigrati all’estero: come anche la ricostruzione italiana deve molto ai sacrifici e alle rimesse di milioni di lavoratori italiani emigrati all’estero, soprattutto nei Paesi europei, lontani dai loro familiari. Questo sacrificio, questo lavoro dei nostri emigranti continua anche oggi, con molti giovani e famiglie costretti a lavorare all’estero. L’unica Italia che cresce – come ha ricordato l’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes -  è l’Italia all’estero. Anche oggi non sempre il lavoro italiano nel mondo, come quello degli immigrati in Italia, viene riconosciuto nei diritti fondamentali: precarietà, lavoro nero, sfruttamento avvengono anche in altri Paesi nei confronti dei nostri lavoratori. Questa Giornata ricorda i tanti lavoratori di ieri, ma non può dimenticare questi tanti lavoratori italiani di oggi che vivono all’estero. C’è un legame che il nostro Paese non può dimenticare e che deve crescere nell’attenzione alla tutela dei diritti civili e sociali, nelle pari opportunità. Anche l’Italia nel mondo è fondata sul lavoro, e i lavoratori all’estero non possono essere dimenticati, anche dalla Chiesa, che cammina con loro. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)

Marcinelle: Cisl, ricordo delle tante vittime un monito forte per tutti

8 Agosto 2022 -
Roma - “Sessantasei anni fa la tragedia di Marcinelle una delle pagine più buie dell’immigrazione italiana nel mondo. Il ricordo dei quei morti continua ancora oggi ad essere un monito forte per tutti. Accoglienza, integrazione , sicurezza , inclusione sono la base di un’Europa davvero coesa e unita”. E’ quanto sottolinea su twitter il Segretario Generale della Cisl Luigi Sbarra ricordando oggi l’anniversario della tragedia di Marcinelle dove morirono 262 minatori di cui 136 italiani.

Marcinelle: Mattarella, l’emigrazione italiana e il sacrificio che questa ha comportato hanno segnato l’identità dell’Italia

8 Agosto 2022 - Roma – “L’emigrazione dei nostri connazionali e il sacrificio che questa ha comportato hanno segnato l’identità dell’Italia e anche lo stesso processo d’integrazione europea”. Lo scrive oggi il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in occasione del 66°anniversario della tragedia di Marcinelle e della 21° Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Il Capo dello Stato ha voluto rivolgere “un commosso pensiero” ai minatori che l’8 agosto 1956 perirono a Marcinelle. Quella tragedia costò la vita, tra gli altri, a 136 italiani. “Le dolorose esperienze dei lavoratori migranti, maturate nei decenni precedenti il Trattato di Maastricht – ha scritto ancora Mattarella - hanno sollecitato la promozione dei diritti dei lavoratori al livello europeo, contribuendo alla creazione di un’Europa coesa, solidale, fondata anche su un pilastro sociale”. Il Presidente della Repubblica, rinnovando ai familiari delle vittime di quella tragedia e di tutti gli altri episodi che hanno “tristemente coinvolto i nostri connazionali in altri contesti, i sentimenti di solidale partecipazione al loro dolore” ha rivolto a tutti gli italiani che lavorano all’estero, “le espressioni della riconoscenza della comunità nazionale”.

Italiani nel Mondo: oggi il 66mo anniversario della tragedia di Marcinelle

8 Agosto 2022 - Bruxelles - Ricorre il 66 anniversario della tragedia avvenuta l'8 agosto del 1956 al Bois du Cazier di Marcinelle che costò la vita a 262 minatori, dei quali 136 italiani. Questa mattina la commemorazione negli spazi della miniera di carbone, oggi patrimonio dell'Unesco. A dare il via alle cerimonia, la lettura dei nomi delle vittime e i 262 rintocchi di campana che scandiscono i minuti che, 66 anni fa, furono teatro della tragedia. Alla cerimonia partecipano, il segretario del Pd Enrico Letta e l'ambasciatore italiano in Belgio Francesco Genuardi, i familiari delle vittime di Marcinelle, una delegazione di lavoratori venuti dall'Italia e impegnati in altre miniere del Belgio, una delegazione degli Alpini e, per la prima volta dopo diversi anni, un gruppo di studenti del liceo romano Francesco Vivona. (R.I.)

Vangelo Migrante: XIX Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 12, 32-48)

4 Agosto 2022 - Il messaggio centrale del Vangelo di questa domenica è la costante vigilanza, necessaria per ogni discepolo. Rispetto a cosa? Per chi? Rispetto al primato di Dio e al suo Regno. “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”, dice Gesù. A Dio è piaciuto consegnare il Suo Regno, l’unico vero tesoro, ai discepoli. Per quel tesoro, Gesù raccomanda di disfarsi in fretta dei beni esposti alla minaccia dei ladri e del tempo che passa e consuma. È necessario, invece, conseguire un tesoro che non si consuma, guidati dalla fiducia incrollabile che il Padre non lascerà mai mancare al suo piccolo gregge il necessario per vivere. Strettamente collegata all’impegno di disfarsi dei beni materiali, Gesù pone l’esigenza della vigilanza per attendere, svegli e pazienti, un tempo oltre quello presente: la vita eterna. Come fanno quei servi che attendono il padrone che torna dalle nozze, non per dovere o paura, ma perché desiderato. E quel ‘desiderato’, Dio, quando viene, si pone a servizio della felicità dei suoi e della loro pienezza di vita! Immagine clamorosa, che solo Gesù ha osato: Dio servo degli uomini! Una fortuna ed una beatitudine che non deriva dalla fedeltà o dalla bravura dei servi, ma da un Dio così! Intanto Pietro, sempre lui, spera che Gesù abbia detto queste cose per tutti, visto che lui e i suoi sodali hanno molte ragioni per pensare che sono tra i più convinti e generosi discepoli del Maestro; e, quindi, se la parabola è per tutti, loro possono stare tranquilli. Sono già tra i migliori. Sono gli altri che eventualmente devono imparare ad essere più vigilanti e generosi nel compiere i loro doveri. Gesù delude le attese di Pietro. E parla di un amministratore fedele e saggio che è pronto a consegnare al padrone una casa in ordine in qualunque momento il padrone lo chiami a rapporto. Ribadisce la costante vigilanza e mette in evidenza cosa scatena anche il solo pensare che “il padrone tarda a venire”. Esso provoca l’atteggiamento dove il bene divino diventa occasione di tristezza e non di gioia e da cui scaturiscono noia, tristezza, mancanza di concentrazione, ozio, indolenza e continua ricerca di distrazioni. L’amministratore della parabola, investito da questo vizio, continua Gesù, comincia a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi. questo fa l’accidia. Alle nostre latitudini, la spia di questo atteggiamento sono le domande: “chi me lo fa fare? A cosa serve? Ne vale la pena?”. Proprio per non lasciarsi vincere da questo vizio che paralizza lo spirito e intristisce la vita, Gesù esorta ripetutamente alla vigilanza. La fortuna di ogni discepolo, conclude il Vangelo sta proprio nell’avere un padrone così, pieno di fiducia verso i suoi, che non nutre sospetti, che affida la casa, le chiavi, le persone. È la Sua fiducia che conquista, commuove, e chiede una risposta. A ciascuno secondo le sue responsabilità: “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Esse non sono per tutti uguali. Non bisogna regolarsi sugli altri per verificare la propria vita cristiana. L’unico criterio valido è rappresentato da Gesù e dal suo vangelo. Vigilanza e generosità sono richieste a tutti, sarà il Signore, poi, a valutare come ciascuno avrà messo a frutto i tanti o i pochi doni ricevuti. Il molto ricevuto non deve essere considerato come un peso o una sfortuna, ma come una grande grazia. Il vangelo è lieta novella che rende la vita bella e piena, e non annuncio triste, deludente e noioso. E, come ogni cosa bella, esige impegno e serietà per poter essere raggiunta ed apprezzata. (p. Gaetano Saracino)  

Mons. Perego: curiamo il cuore e le relazioni

4 Agosto 2022 - Roma - Nel centro di Civitanova Marche, in questa calda estate, Alika, nigeriano di 39 anni, padre di un bambino di 8 anni e sposato con Charity, è stato ucciso di botte da un coetaneo italiano, Fabrizio, di 32 anni, nell’indifferenza di tutti. Ancora una volta, in una piccola città marchigiana, si è ripetuta la storia biblica di Caino che ha ucciso il fratello Abele. Un fratello ha ucciso un fratello, nell’indifferenza di altri fratelli. ‘Fratelli tutti’. Alika, invalido per un incidente subito più di un anno fa, quando un automobilista ubriaco lo aveva investito, costringendolo a usare ormai una stampella per camminare, offriva ai passanti delle vie vicino alla stazione fazzoletti di carta, accendini e altre piccole cose in cambio di un’offerta, per arrotondare la sua pensione di invalidità di 300 euro. Questo gesto, questa presenza, ha scatenato odio e generato in pochi minuti la morte di un innocente. Alika era arrivato in Italia dalla Nigeria, il più popoloso Paese africano, con 200 milioni di persone, e tante risorse, ma dove miseria e terrorismo, tratta degli esseri umani e instabilità politica costringono i giovani a mettersi in cammino, oltre 100.000 dei quali hanno raggiunto in questi decenni l’Italia, 4000 le Marche, 50 Civitanova. Alla preghiera e al silenzio chiesti dall’arcidiocesi di Fermo di fronte a questo tragica morte, non possiamo non unire alcune domande: cosa ha scatenato questa violenza brutale? Perché questa indifferenza? Siamo consapevoli della fatica del cammino di tanti nostri fratelli migranti? Le risposte a queste domande chiamano in causa la responsabilità di tutti. Una responsabilità anzitutto nella cura delle relazioni, dei gesti e delle parole, troppe volte cariche di violenza, di disprezzo nei confronti di chi arriva da un altro Paese tra noi. Le parole che accompagnano gli sbarchi che si stanno ripetendo in questa estate costruiscono l’idea di una falsa invasione di 40.000 persone sbarcate sulle nostre coste provenienti da Paesi vicini e lontani, Tunisia e Bangladesh, da Paesi da anni in guerra, come la Siria, l’Eritrea, la Somalia, l’Afghanistan. I gesti di disprezzo che si moltiplicano sui social, sulle strade, in tante piazze delle nostre città alimentano gli episodi di razzismo, che da 400 sono diventati nell’ultimo anno più di 2000 in Italia, solo quelli segnalati. La mancanza di relazioni crea pregiudizi e non costruisce esperienze di conoscenza e di amicizia, la cultura dell’incontro che genera comunità e partecipazione, cittadinanza attiva. Senza relazioni manca la cura, soprattutto dei più piccoli, delle persone fragili, e non ci accorgiamo di una madre, che vive tra noi, e che sta lasciando morire di fame e di sete la figlia, la piccola Diana. Senza responsabilità, senza rispetto, senza cittadinanza cresce la paura, il pregiudizio, l’odio, la speculazione politica, con il rischio che le nostre città da luoghi di fraternità si trasformino in luoghi di conflittualità, di violenza. Città morte. (Mons. Gian Carlo Perego, Presidente Cemi e Fondazione Migrantes - Famiglia Cristiana)

Cerreto Sannita: oggi la “Cena dei Popoli”

4 Agosto 2022 -
Cerreto Sannita - “Una serata all’insegna della fraternità e della condivisione culturale multietnica, attraverso le specialità culinarie dei Paesi di origine di alcuni nostri amici”. E’ questo il biglietto da visita dell’Azione Cattolica interparrocchiale di Cerreto Sannita per la Cena dei Popoli che si svolgerà questa sera, 4 agosto, a Cerreto nelle piazze Manni e San martino, in collaborazione con la cooperativa sociale di comunità iCare, con il Forum Dei Giovani di Cerreto, con la Protezione Civile Titerno e con la Croce Rossa-Comitato di San Lorenzello. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cerreto Sannita. Pietanze tipiche di alcuni Paesi, notizie e proverbi provenienti da queste nazioni, tra curiosità e tradizioni. Un’occasione per "conoscere meglio tante famiglie che abitano nel nostro territorio", spiega una nota: "un giro del mondo di cibo, sapori e musica. Un approfondire la cultura dell’incontro, auspicata da papa Francesco nella Fratelli Tutti, attraverso una modalità gastronomica multiculturale. E per incontrarci e aiutarci a vicenda abbiamo, anzitutto, bisogno di dialogare. Un dialogo paziente e generoso fatto di incontro, relazione autentica, vicinanza, accoglienza, conoscenza, ascolto, sguardi e ricerca dei numerosissimi punti di contatto tra le persone". (R.Iaria)

Il circo in estate: il litorale di Cecina ospita il Circo di Vienna

4 Agosto 2022 - Il litorale di Cecina, in provincia di Livorno ospita in questi giorni il Circo di Vienna delle famiglie Vassallo e Caveagna. Sotto lo chapiteau che sosta in città fino al 14 agosto si alternano numeri di alta scuola circense con acrobati, funamboli, numeri con animali, accompagnati dall’ilarità e dall’allegria del clown Jeson Caveagna. L’eleganza del trapezio, della corda e dei cerchi è presentata da due ragazze provenienti dalle scuole circensi inglese e tedesca che con raffinatezza nello stile ed eleganza nei movimenti, suscitano stupore e trasmettono serenità al pubblico. Alex Caveagna propone un numero di alto funambolismo sulle fasce. La pista si anima poi con numeri equestri di cavalli, cavallini poni e altri animali. Nella seconda parte dello spettacolo, come è consuetudine, visto il necessario tempo per preparare la pista scendono nell’arena quattro stupende tigri siberiane e Kaly una bianca tigre della Malesia, con il loro ammaestratore Giordano Caveagna. L’esibizione dei fratelli Flavio e Claudio Vassallo con un numero di equitazione ed equilibrismo in groppa ad uno splendido stallone, conclude la serata. “Lo spettacolo che proponiamo in quest’estate 2022 - dice Ellen Vassallo – vede la presenza di tanti giovani; la gran parte di loro è nata al circo, lo ama, lo cura e lo difende, soprattutto nei confronti degli animalisti che vogliono eliminare gli animali dai nostri circhi”. “Le tigri fanno parte della mia famiglia e mi dispiace quando sento dire che noi circensi non amiamo i nostri animali e li sfruttiamo. Non è così, gli animali del circo fanno parte della nostra vita, sono la nostra famiglia”, ricorda Giordano Caveagna. Nelle piazze di sosta il circo è attesa, amato e rispettato dalle persone e “di questo ce ne accorgiamo dalla presenza della gente agli spettacoli che proponiamo; quanti bambini sono felici assieme ai loro genitori ed entusiasti quando visitano lo zoo” dice Gianni Vassallo del Circo di Vienna. Il nostro grazie per l’accoglienza e l’ospitalità va alle chiese diocesane, ai vescovi, ai preti, alle suore e ai catechisti che abbiamo incontrato nel tempo del lockdown, ma soprattutto alla Fondazione Migrantes che non si dimentica mai di noi. (MDT)

Mons. Fragnelli: feste occasioni per “testimoniare il nostro volto accogliente a migranti e turisti”

4 Agosto 2022 - Trapani - “È un’occasione per testimoniare con il nostro volto accogliente ai migranti e ai turisti l’anima cristiana e mariana della nostra convivenza cittadina". E' quanto ha detto il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, parlando del ritorno, in città, dopo 2 anni di sospensione a causa della pandemia di Covid19, della processione del 7 agosto in onore di Sant’Alberto degli Abati, patrono della città e dal 2007 patrono secondario della diocesi, e quella del 16 agosto in onore della Madonna di Trapani, patrona dell’intera diocesi. "Le feste - ha aggiunto il presule - ce lo auguriamo, saranno anche un sollievo per l’economia dell’accoglienza. Senza dimenticare il tempo difficile che stiamo vivendo: l’estate 2022 ci obbliga a ripensare gli orrori della guerra cieca promossa dalla Russia contro il popolo ucraino e nello stesso tempo a riflettere seriamente sugli errori della cultura occidentale profondamente individualista e tentata di militarizzare gli animi”. Da qui l'invito a pregare per la pace ed incoraggiare tutti coloro che si sono prodigati nell’accoglienza dei profughi, a chiedere insieme a lui l’intercessione di Sant’Alberto, “perché le navi di grano che fece arrivare a Messina, salvando la città dalla carestia, possano incoraggiare una concreta politica di pace, così che torni il grano nei porti di tutti i Paesi poveri con l’abbondanza che solo la grazia di Dio può procurare”. (R. Iaria)

Rom e sinti: una mostra sull’olocausto a Bratislava. All’inaugurazione l’ambasciatrice italiana

4 Agosto 2022 -
Bratislava - In occasione della Giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto dei Rom, l’Ambasciatrice italiana a Bratislava, Catherine Flumiani, ha partecipato all’inaugurazione di una mostra sulle persecuzione dei Rom durante la Seconda Guerra Mondiale ospitata dal Museo dell’Olocausto di Sered. Assieme alle autorità slovacche e membri del corpo diplomatico presenti ha visitato il nuovo allestimento, le cui finalità sono state illustrate dal Direttore del Museo Martin Korcok e dal curatore della mostra Matej Beranek e che offre al pubblico numerose testimonianze, documenti e materiale fotografico. Sono state altresì presentate attività di volontariato da parte di alcuni ragazzi della comunità Rom in Slovacchia.

Caritas-Migrantes Latina su “Campo Rom Al Karama”

3 Agosto 2022 - Latina - Ad un mese dall’incendio del campo rom Al Karama di Latina una nota degli uffici Caritas e Migrantes della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno circa la situazione che vivono oggi gli sfollati e dei piani futuri per la loro sistemazione. Da anni le persone abitanti nel campo nomadi di Borgo Montello sono seguite dai volontari Caritas e Migrantes della diocesi laziale  i quali si sono attivati anche nell’immediatezza dello sgombero del campo a seguito dell’incendio continuando ad assistere gli sfollati nell’attuale allocazione presso il Polo fieristico Ex Rossi Sud. «A un mese dall’incendio che, lo scorso 2 luglio, ha distrutto il cosiddetto “campo rom di Al Karama”, una nota dell’Associazione 21 luglio, che da anni svolge attività di analisi e studio sulle condizioni delle comunità rom in emergenza abitativa nel nostro Paese e sulle politiche a loro rivolte, sottolinea di nuovo e con forza la necessità che la riflessione si allarghi, fino a toccare la vera questione, che Caritas e Migrantes della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno  pongono da sempre: cioè se quella sistemazione, in un “campo”, dislocato ai margini del territorio comunale, in una situazione di completa emarginazione, ben distante dagli occhi e dai cuori di tutti, sia dignitosa, rispettosa cioè della dignità di quelle persone, neonati, minori, anziani, donne e uomini, costretti a vivere in un “ghetto”. Di questo infatti si tratta, per il pensiero che c’è dietro, per come il campo viene trattato e vissuto, e per l’immaginario collettivo», si legge nella nota dei due uffici: "eppure, quando per quel luogo si scelse un nome, tanti anni fa (era il tempo dell’attuazione della Legge Martelli, sull’immigrazione, e sembrava dovesse essere il fiore all’occhiello per l’accoglienza degli immigrati), si optò per Al Karama, termine arabo che vuol dire “dignità”. Ma pochi immigrati hanno goduto di dignità in quel luogo, abbandonato dopo pochi anni, con uno sperpero enorme di denaro pubblico. Sicuramente – la dignità – non l’hanno trovata le famiglie rom che fino ad oggi l’hanno utilizzato come un rifugio. Un rifugio oggi diventato una trappola, che il 2 luglio ha rischiato di essere letale e da cui ora le stesse famiglie rom devono tenersi alla larga». Caritas e Migrantes, facendo proprie le preoccupazioni e le attese delle persone di Al Karama, e anche dei tanti volontari e cittadini che le hanno seguite e sostenute negli anni (e lo fanno ancora oggi nell’area ex-Rossi Sud), chiedono che «la politica faccia la sua parte, mettendo fine, una volta per tutte, alle lungaggini burocratiche, alle decisioni rinviate, ai protocolli mai realizzati. E invitano i futuri decisori della città a mettere le persone di Al Karama al centro di un confronto onesto, aperto e chiaro, che è l’unica possibilità concreta per superare definitivamente il concetto stesso di “campo”».  

Nuovi interventi della Farnesina in Africa

3 Agosto 2022 - Roma - La Farnesina ha avviato con il Fondo Migrazioni un pacchetto di interventi del valore totale di 37,2 milioni di euro quale contributo alla stabilizzazione dei flussi migratori in Nord Africa, Sahel e Africa Occidentale. Un provvedimento che conferma l’attenzione dell’Italia alla lotta al traffico di migranti e al supporto per i Paesi più esposti alle conseguenze dell’aggravarsi della crisi alimentare in ambito migratorio. In particolare, sono stati finanziati tre progetti in Libia, due in Niger ed uno nel Sahel, finalizzati a migliorare la gestione delle frontiere e combattere il traffico di esseri umani. A questi interventi si affiancheranno diverse attività in Africa Occidentale.

Migrantes Massa Carrara-Pontremoli: ieri celebrazione per le famiglie del luna park con il vescovo Vaccari

3 Agosto 2022 - Massa Carrara - L'ufficio Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli ha organizzato, ieri mattina, una celebrazione per le famiglie del luna park.  La liturgia eucaristica, presieduta dal vescovo, mons. Mario Vaccari, si è svolta nella chiesa parrocchiale della Ss.ma Annunziata a Bassagrande. Durante la celebrazione il ricordo degli operatori della spettacolo viaggiante scomparsi recentemente ed è stata ricordata anche un volto noto tra gli operatori pastorali Migrantes, Elisa Tongiani, 49 anni,  scomparsa lo scorso 13 dicembre, figlia di Ivonne Tonarelli, direttrice Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. "Famiglia. È così che Elisa definiva il mondo del lunapark. Una grande famiglia itinerante, sempre pronta ad accoglierla e a far festa con lei. Non mancava giorno in cui Elisa non parlasse del mondo luminoso delle giostre e di tutti quei volti amici parte, per l’appunto, di quella famiglia allargata che tanto amava". "Mi sembra ancora di sentire la sua risata davanti alle luci delle giostre e di vedere il suo sorriso quando vinceva qualche premio!": così è stata ricordata Elisa: "oggi qui, tutti insieme, proprio come si fa in una famiglia, vogliamo ricordare la nostra cara Elisa e tutti coloro che si trovano con lei nella grazia del Signore. A nome di Ivonne e di tutti i suoi cari vogliamo rivolgervi un’unica parola….GRAZIE! Grazie per chi ha frequentato Elisa, grazie per averla sempre fatta sentire parte di questo mondo, grazie per averle donato affetto gentilezza e per avere fatto vivere momenti spensierati nonostante la malattia. Siamo certi che Elisa in questo momento sia qui con noi e ci illumina con il suo sorriso". (R. Iaria)

Migranti: 23 anni fa la morte di Yaguine e Fodé, giovani migranti che sognavano un futuro diverso.

3 Agosto 2022 - Roma - Era 2 agosto 1999 quando Yaguine Coita e Fodé Tounkara, due ragazzi guineani, vennero ritrovati morti assiderati nel carrello di un aereo all'aeroporto di Bruxelles, cuore dell'Europa, in arrivo da Conakry, capitale della Guinea. Purtroppo negli anni altre giovani vittime sono andate incontro alla stessa sorte, come ad esempio Laurent Barthélémy Guibahi Ani, un quattordicenne ivoriano che nel gennaio 2020 fu ritrovato morto assiderato all'aeroporto di Parigi, o il bambino maliano ritrovato con la pagella cucita negli abiti. Storie di speranza, di disperazione, e, ancora, drammaticamente, di morte, sottolinea la Comunità di Sant'Egidio. Yaguine e Fodè avevano scritto e portato con sé una lettera, indirizzata alle  'Loro eccellenze i signori membri e responsabili dell’Europa' e ripercorreva i tanti problemi che i bambini e i giovani africani pativano e le grandi aspettative che riversavano sull’Europa e i suoi governanti. Nel tempo della pandemia il divario tra paesi avanzati e sud del mondo rischia di allargarsi ancora, a causa della diseguale disponibilità del vaccino e quel grido, lanciato da Yaguine e Fodè, oggi è più che mai attuale, ma purtroppo spesso rimane inascoltato. Scrivevano allora "Se vedete che ci sacrifichiamo e che mettiamo a rischio la nostra vita è perché in Africa si soffre troppo. Noi abbiamo la guerra, le malattie, la mancanza di cibo”. La storia di Yaguine e Fodè, che misero a rischio la propria vita e la sacrificarono, è "storia di oggi, storia di tanti che ogni giorno cercano un futuro pericolosamente e perdono la vita nell'incontro drammatico con l'inaccoglienza di un'Europa ancora troppo chiusa".

Rifugiati: iniziata ad Atene la Summer School dei Giovani per la pace nel campo di Schisto

3 Agosto 2022 -
Roma - Sono arrivati ad Atene i Giovani per la Pace della Comunità di Sant'Egidio da Roma e dalla Germania. Lunedì, dopo un weekend di preparativi, è iniziata  infatti la Summer School con i bambini dello Schisto Camp, campo profughi ufficiale nelle colline ai margini di Atene, poco distante dal porto del Pireo. Per le prossime tre settimane, i giovani volontari animeranno le giornate dei bambini del campo, regalando loro un'estate all'insegna dell'amicizia e del recupero o avviamento scolastico. Molti dei volontari sono rimasti in contatto con i loro amici conosciuti la scorsa estate nel campo profughi di Eleonas ed oggi trasferiti a Schisto. Dopo la missione invernale, questa sarà quindi un'occasione per rivederli e aggiornarsi sulla loro vita, purtroppo ancora ferma tra le lamiere dei campi profughi. I volontari hanno predisposto una colletta per autofinanziarsi.

Marcinelle: il ricordo dei Bellunesi nel Mondo

2 Agosto 2022 - Belluno - Era l’8 agosto del 1956, quando un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana. 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi, 136 italiani. La tragedia, con il suo dolore, permise tuttavia di far luce sulle deplorevoli condizioni di lavoro nelle miniere, contribuendo finalmente all’introduzione delle maschere antigas. Per il 66.mo anniversario di questa immane tragedia e per la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” l’Associazione Bellunesi nel Mondo organizza una semplice commemorazione davanti al monumento dell’emigrante presso la sede dell'associazione a Belluno. Nell'occasione verrà consegnata una pergamena ai famigliari di Giovanni Bortot, parlamentare e sindaco di Ponte nelle Alpi. «Fu infatti uno degli autori, nel 1972, alla modifica della legge sulla silicosi – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – e per far meglio comprendere le problematiche mediche relative a questa malattia convocò a Roma, per un’audizione in Parlamento, il dottor Valentino Dal Fabbro».

Rom e sinti: la giornata del 2 agosto occasione di riflessione sul male generato dalle ideologie razziste

2 Agosto 2022 - Roma - La memoria del Porrajmos è “occasione di riflessione sul male generato dalle ideologie razziste, che hanno preparato il terreno alla discriminazione e all’annientamento nei campi di concentramento e sterminio”. Lo evidenzia oggi la comunità di Sant’Egidio in occasione del Roma Genocide Remembrance Day, la giornata in ricordo del genocidio dei Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale, definito in lingua romanì Porrajmos (divoramento) o Samudaripé (sterminio) che provocò mezzo milione di vittime di questa popolazione. “È – aggiunge la Comunità - una storia di disprezzo e persecuzioni della minoranza più numerosa d’Europa. Una ferita del continente europeo, che interroga le coscienze su quante parole e atteggiamenti violenti siano ancora rivolti al popolo Rom e quanto ancora sia lontana una piena integrazione scolastica, sanitaria e abitativa di una minoranza giovanissima, composta ancora oggi soprattutto di minori". (R.Iaria)