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Il lavoro della Guardia costiera di Lampedusa: “In mare un istante in più di attesa può decidere della vita o della morte”

7 Febbraio 2025 - «Nel mare non c’è la corsia d’emergenza, non puoi accendere le quattro frecce e aspettare, nel mare un istante in più di attesa può decidere della vita o della morte di un essere umano». Il tenente di vascello Flavio Verde, Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo e Comandante della 7^ Squadriglia della Guardia costiera di Lampedusa, pronuncia queste parole senza enfasi: come le donne e gli uomini che lavorano al suo fianco, è addestrato a non mettere il sentimento davanti alla professionalità. Eppure il filo intrecciato dell’emozione e dell’orgoglio costituisce la trama preziosa del loro impegno: «Alle persone che operano nel soccorso – afferma, infatti, il tenente di vascello Verde – può capitare di non dormire o di non mangiare per un’intera giornata e più, e alla fine essere felici per avere strappato alla morte bambini, donne incinte, uomini». L'incontro con la Guardia costiera di Lampedusa era nel programma della 4 giorni sull'isola della Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana, assieme al vescovo delegato, mons. Corrado Lorefice.
Una macchina rodata
Per soccorrere le migliaia di persone che ogni anno scelgono la rotta del Mediterraneo centrale è stata messa a punto una macchina i cui ingranaggi sono rodati da anni. Lampedusa del resto è più vicina all’Africa che all’Europa, le coste tunisine sono ad appena 113 chilometri, Pantelleria a 140, Malta a 176 e la Sicilia a 215. Gli equipaggi della Guardia costiera italiana che partono da Lampedusa si spingono anche nelle acque territoriali maltesi o tunisine per mettere in sicurezza donne e uomini in fuga. Per fare questo il tenente di vascello Verde può contare su un personale composto da 85 unità, sette navi delle "classi" 200 e 300 che oltre al soccorso devono garantire tutta una serie di altre attività.
Oltre i numeri
«Nel 2023 – spiega il comandante Verde – abbiamo soccorso 60mila migranti, nel 2024 sono stati 39.336 e nel primo mese di quest‘anno 2.728. Due anni fa abbiamo portato a termine 1.800 missioni, percorrendo 61.100 miglia nautiche, pari a tre volte le circonferenza della Terra. Non soccorriamo solo i migranti, ma vigiliamo su chi va per mare, dai pescatori ai diportisti. L’altro giorno, per fare un esempio, con la collaborazione dei Vigili del fuoco, abbiamo tratto in salvo un pescatore rimasto bloccato su una scogliera a 35 metri sopra il livello del mare nei pressi del Faro di Ponente. Loro si sono calati dall’alto e noi siamo intervenuti con una motovedetta. Alla fine lo abbiamo recuperato e consegnato al 118».
Il fattore umano
«Ci mettiamo in mare – prosegue il tenente Verde – dopo aver ricevuto l’allerta dal Centro operativo nazionale di Roma o dal Settore operativo regionale di Palermo, che raccolgono le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà. Spesso si tratta di barchini in ferro di circa 9 metri, stracarichi, che quando si fermano per un’avaria o perché è finito il carburante rischiano di affondare in poco tempo. La segnalazione può venire da un aereo di ricognizione del sistema di soccorso (Sar, Search and rescue) o anche da una nave mercantile o da un peschereccio che ha l’obbligo di prestare i primi soccorsi. A volte la segnalazione parte dal telefono satellitare di uno dei migranti: in quel caso la ricerca è più difficile, anche se cerchiamo di ricostruire le coordinate della loro posizione». «I nostri equipaggi – tiene a precisare il comandante – sono costituiti da sette persone, con un soccorritore marittimo che, quando agganciamo l’imbarcazione in difficoltà, deve essere pronto a tuffarsi per favorire il trasbordo delle persone attraverso una sorta di lettiga-salvagente. A bordo ci sono anche un medico e un infermiere del Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) e un mediatore culturale dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni). Sono figure fondamentali: l’equipe sanitaria tratta immediatamente i migranti raccolti e predispone il soccorso a terra, segnalando se ci sono casi particolari, emergenze o donne in stato di gravidanza; mentre il mediatore culturale riceve e fornisce indicazioni fondamentali per la riuscita dell’operazione di soccorso». Il collaudo della generosità Le motovedette sono collaudate per accogliere un centinaio di migranti accanto agli uomini e alle donne dell’equipaggio. Eppure non è raro vederle tornare in porto con molte più persone a bordo. «La legge del mare ci obbliga a salvare le vite e – osserva ancora il comandante Verde – in determinate condizioni, può accadere di doversi spingere un po' più in là. Non è solo la Guardia costiera ad agire così, ma tutte le forze armate, anche di altri paesi presenti a Lampedusa. Con tutti c’è un clima di collaborazione duraturo e forte. Al momento ci sono unità navali svedesi, danesi e lituane che, nell’ambito dell’operazione europea Frontex, partecipano all’operazione "Italy", mentre un nostra motovedetta tra qualche giorno dovrà raggiungere le acque greche». All’interno dell’imbarcazione di soccorso c’è un crocifisso: «Non è un caso se sta lì – dice il maresciallo Roberto Triolo – insieme ai giubbotti e alle cinture di salvataggio. Prima di partire per un’operazione di soccorso lo guardiamo e facciamo il segno della croce perché ci assista». (Nino Arena – Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela).

L’istinto di Lampedusa per l’accoglienza. Intervista a Pierangela Allegro

6 Febbraio 2025 - Nel fitto calendario di incontri organizzato dalla Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale siciliana, in “trasferta” a Lampedusa, non mancherà un momento di condivisione, fissato per la giornata di domani 7 febbraio, con i ragazzi del Centro diurno per il disagio psichico, la cui responsabilità, a partire dal 2021, è nelle mani della dottoressa Pierangela Allegro, tecnico della riabilitazione psichiatrica. Una giovane professionista, da sempre innamorata del suo lavoro e dei suoi pazienti, che nell’arcipelago delle Pelagie ha trovato la propria dimensione. Perché quello con Lampedusa potrebbe davvero essere definito un “amore a prima vista”, «sebbene fino a quel momento, pur essendo siciliana, e più precisamente palermitana, non fossi neanche consapevole di dove fosse collocata geograficamente l’isola».
L’attività del centro diurno
Una scoperta nella scoperta, dunque, per la dott.ssa Allegro, a cui è bastato poco per decidere di trasferirsi in pianta stabile a Lampedusa, «con cui si è creato un legame speciale, nonostante le difficoltà che possono esserci». Difficoltà che si accentuano nei mesi invernali, quando torna a prendere il sopravvento la dimensione più “selvaggia” dello “scoglio”, quella che Pierangela ama di più, al punto che «nel periodo estivo, oltre che dedicarmi al lavoro preferisco stare più a casa», come in una sorta di letargo a senso inverso. «Il Centro diurno semiresidenziale – spiega la dottoressa – esiste dal 2005, e in questi anni sono state prese in carico circa 500 persone. All’interno vengono svolte sia attività strutturate, di gruppo, sia attività singole per quegli utenti che hanno dei piani riabilitativi personalizzati. Parliamo di utenti con terapie farmacologiche anche abbastanza importanti che hanno bisogno di essere seguiti bene. Sul posto sarebbe necessaria la presenza di un’equipe multidisciplinare, composta da altri tecnici della riabilitazione, un medico specializzato in psichiatria, un infermiere e, lì dove necessario, anche un operatore socio-sanitario (OSS). Nei fatti, però, sono stabilmente presente sul posto solo io, che in alcuni giorni della settimana mi avvalgo del supporto di un medico specialista in psichiatria che svolge attività ambulatoriale».
La decisione di rientrare in Sicilia
Un impegno costante, dunque, quello profuso da Allegro, la cui decisione di prendere parte alla selezione pubblica indetta dall’Azienda sanitaria provinciale competente per l’individuazione di un tecnico della riabilitazione psichiatrica, «è stata figlia di alcune domande esistenziali che mi sono posta dopo il periodo del Covid. Ho lavorato per oltre 10 anni in Lombardia, all’ospedale “San Paolo” di Milano e, come ben sappiamo, nel nord Italia sia la prima che la seconda ondata della pandemia, nel 2020 e nel 2021, hanno avuto degli effetti disastrosi. Mi sono cominciata a interrogare su cosa effettivamente volessi dalla mia vita, se fossi disposta a stare ancora così lontano dalla mia famiglia… E mi sono risposta di no». Cogliendo quindi la possibilità di partecipare a questa selezione ha deciso di tornare «e oggi eccomi qui, a Lampedusa». Dove è riuscita a coniugare sia l’aspetto professionale che quello affettivo: «La mia compagna è lampedusana, gestisce un’attività di ristorazione e stiamo progettando di costruire qualcosa di importante insieme».
Lampedusa e la sua capacità di accoglienza
Sull’accoglienza, quella che in fondo lei stessa ha potuto sperimentare in prima persona, la dottoressa Allegro non ha dubbi: «Lo spirito di accoglienza dei lampedusani è qualcosa che non si trova da nessun’altra parte, è quasi un istinto» e per cercare di far capire meglio il suo pensiero, torna con la mente all’estate del 2023, quella degli arrivi che portarono l’hotspot di Contrada Imbriacola a non essere più sufficiente in termini di capienza: «Ricordo in particolare uno sbarco in cui arrivarono moltissime donne e bambini. La mia compagna ha subito organizzato un passaparola e nel giro di poche ore siamo stati letteralmente riempiti di vestiti e giochi per bambini e neonati. Così come sono rimasta sorpresa – continua Pierangela –, dalla compostezza e dall’ordine con cui, sempre in uno di quei giorni in cui l’hotspot non riusciva più a contenere i migranti, quest’ultimi si sono pacificamente spinti verso il centro del paese fino a raggiungere il sagrato della chiesa di San Gerlando, in attesa di ricevere un piatto di pasta». Scene non nuove alle latitudini lampedusane, che spesso, però, vengono oscurate da immagini, a senso unico, dal sapore di “invasione”. (Elena De Pasquale – Ufficio Migrantes Diocesi Messina Lipari S. Lucia del Mela). [caption id="attachment_53938" align="aligncenter" width="1024"]Pierangela Allegro Pierangela Allegro all'interno del Centro di cui è responsabile.[/caption]

La Fondazione Migrantes torna a Lampedusa, “cuore del Mediterraneo”

5 Febbraio 2025 - Dal 6 al 9 febbraio l’arcipelago delle Pelagie farà da cornice all’incontro della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana. Sono passati esattamente 14 anni, era il febbraio 2011, da quando Lampedusa, la più grande delle due isole che compongono l’arcipelago delle Pelagie, si ritrovò investita dall’ondata della "emergenza nord-Africa", così come fu ribattezzata dal governo italiano. Era l'effetto diretto della Primavera Araba, la grande rivoluzione dei giovani che nel 2010 interessò i Paesi del Maghreb. E così, nel giro di poco meno di un anno, migliaia e migliaia di giovani, spinti da un desiderio di libertà, abbandonarono le coste del Nord-Africa dirigendosi verso l’Italia alla ricerca di futuro e soprattutto di speranza. Quella speranza che, nonostante tutto, nonostante tutti, gli abitanti dell’isola di Lampedusa sono stati in grado di donare alle migliaia di migranti giunti sulle coste di quel fazzoletto di terra geograficamente più vicino all’Africa che all’Italia. Una testimonianza di coraggio e di prossimità che la Fondazione Migrantes ha deciso di raccontare a fianco dei lampedusani sulla spinta delle parole dell’allora parroco dell’isola, don Stefano Nastasi: «Certe cose non possono essere raccontate, devono essere vissute, qui accanto a noi, se non venite a vedere con i vostri occhi non lo potete capire».
Raccontare la speranza
La prima fase del progetto, intitolato “La Migrantes a Lampedusa. Raccontare la Speranza”, ha narrato un altro volto dell’Isola, cercando di captarne l’animo e il cuore, dando la parola a chi ne conosceva e ne conosce tuttora anche l’angolo più remoto. Le testimonianze sono state raccolte in un “Diario di Bordo” diventato non solo un contenitore di cronaca, ma anche di emozioni, di sentimenti, che gli isolani, grazie al rapporto instauratosi, hanno deciso di rivelare e raccontare. Mantenendo un filo conduttore con il tema centrale della missione lampedusana, ovvero “Raccontare la Speranza”, l’idea della Fondazione, sempre nel 2011, è stata quella di ritornare nel cuore del Mediterraneo per raccontare, ma soprattutto raccogliere, entro la “cornice” di un libro dal titolo “Sullo stesso barcone. Lampedusa e Linosa si raccontano”, i pensieri e le testimonianze degli isolani dopo la fase clou dell’emergenza. Il testo, in cui sono state raccolte oltre 40 testimonianze, è riuscito a far comprendere, a quanti hanno osservato i fatti di Lampedusa attraverso la tv, che le vicende vanno analizzate e considerate sotto diversi punti di osservazione: nel caso specifico quello della comunità lampedusana, che in tutte le sue componenti ha affrontato i giorni dell’emergenza con profondo spirito di collaborazione e condivisione delle sofferenze altrui. "Sullo stesso barcone" (copertina) Il “viaggio” editoriale attraverso le strade di Lampedusa e Linosa e la volontà di raccontare qualcosa di diverso oltre l’emergenza ci ha fatto ben presto comprendere anche le tante emergenze che caratterizzano la quotidianità degli isolani. Nasce così il progetto “Lampedusa e Linosa 365 giorni in rete”, un contenitore di articoli scritti di pugno dagli isolani. Una “finestra” aperta su un territorio poco conosciuto, o conosciuto solo in certe parti, i cui contorni sono stati disegnati esclusivamente dagli abitanti dell’Isola.
La voglia di una vita dignitosa: cuore pulsante del Mediterraneo
Ed arriviamo ad oggi, perché l’Ufficio Regionale per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana, grazie al supporto fornito dalla Fondazione Migrantes, ha deciso di tenere proprio nell’isola delle Pelagie il primo incontro del 2025 della Commissione composta dai direttori Migrantes delle diciotto Chiese di Sicilia, presieduta dal vescovo delegato S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e membro della Commissione Episcopale per le Migrazione della Conferenza Episcopale Italiana. L’evento, che rappresenta un momento centrale per quanti, in Sicilia, si occupano della pastorale migratoria, sarà una nuova occasione di studio, ascolto e riflessione delle diverse anime di un’Isola che continua comunque a rappresentare un punto di passaggio per quanti attraversano la rotta migratoria del Mediterraneo centrale per raggiungere i Paesi europei. Al netto, infatti, delle numerose evoluzioni normative che hanno interessato e interessano la materia delle migrazioni - caratterizzate da logiche securitarie mirate a rendere la categoria dei “migranti forzati”, ma non solo loro, un pericolo sociale da affrontare non con logiche di inclusione ma di esclusione - Lampedusa continua a essere testimone diretta di un fenomeno, quello migratorio, impossibile da contenere, perché animato dal desiderio che è essenza stessa del mondo: la voglia di vivere e sopravvivere. Cuore pulsante di un Mediterraneo, sempre meno “mare nostrum” e sempre più “mare mortuum”. (Elena De Pasquale - Ufficio Migrantes Diocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela)

Si riunisce a Lampedusa la Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana

4 Febbraio 2025 - Dal 6 al 9 febbraio si riunisce a Lampedusa la Commissione dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della Conferenza episcopale Siciliana, assieme al vescovo delegato, mons. Corrado Lorefice. Nel corso delle quattro giornate di presenza a Lampedusa, si darà voce alle diverse anime dell’Isola e si toccheranno alcuni luoghi simbolo, in un percorso di riflessione animato da intensi momenti di confronto. Troveranno spazio gli studenti delle scuole medie e superiori coinvolti nel progetto formativo “Il Viaggio della Vita”, sostenuto in questi anni dalla Fondazione Migrantes; il parroco don Carmelo Rizzo; le suore della comunità intercongregazionale e gli operatori pastorali della parrocchia di “San Gerlando”; don Stefano Nastasi, parroco a Lampedusa durante gli accadimenti relativi alla Primavera Araba e per la visita apostolica di Papa Francesco dell’8 luglio 2013; gli uomini e le donne di Guardia Costiera e Guardia di Finanza, tasselli fondamentali della macchina dei salvataggi e dei soccorsi in mare; i volontari, gli uomini e le donne del Poliambulatorio; i rappresentanti e le voci delle organizzazioni umanitarie e delle associazioni presenti sull’isola pelagica (aggiornato il 5 febbraio 2025).
Il programma completo
Mercoledì 5 febbraio ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. Giovedì 6 febbraio ore 16.00 - Incontro presso la sede della Guardia Costiera. ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. ore 19.00 - Incontro con la comunità parrocchiale. Venerdì 7 febbraio ore 09.00 - Incontro con gli studenti delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado I.C. “Luigi Pirandello”. ore 10.45 - Incontro con gli studenti delle terze classi della scuola secondaria di secondo grado liceo “Ettore Maiorana”. ore 12.30 - Incontro con gli operatori del Poliambulatorio e con gli utenti del Centro Diurno, persone con disagio psichico. ore 16.00 - Incontro della Commissione Regionale per le Migrazioni della C.E.Si. “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli” (Eb 13,2). ore 18.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”. ore 21.00 - Incontro con Giacomo Sferlazzo. Artista, cantautore, cantastorie, attivista. Sabato 8 febbraio (Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone) ore 08.30 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando” ore 09.00 - Incontro con il direttore scientifico e gli operatori del progetto educativo “Il Viaggio della Vita”, finanziato dalla Fondazione Migrantes, per gli insegnanti e gli alunni dalle elementari al liceo. ore 10.15 - Percorso di preghiera e riflessione nei luoghi simbolo dell’Isola: Porta d’Europa, Molo Favaloro, Hot spot. ore 16.00 - Incontro presso la sede della Guardia di Finanza. ore 17.00 - Visita al Museo Archeologico delle Pelagie. ore 19.00 - Tavola rotonda aperta alla comunità civile “Lampedusa, il Mediterraneo e la profezia del Vangelo”. Con S.E. mons. Corrado Lorefice, don Stefano Nastasi (già parroco di Lampedusa) e don Carmelo Rizzo (parroco di Lampedusa). A concludere, preghiera interreligiosa per la pace Domenica 9 febbraio ore 08.30 - Visita al Santuario della Madonna di Porto Salvo. ore 09.45 - Visita al Cimitero, preghiera e testimonianze. ore 11.00 - Celebrazione eucaristica parrocchia “S. Gerlando”.

Per informazioni: migrantes.me@alice.it

“Per insegnare come si è fratelli”. All’IIS Carlo Jucci di Rieti, un’assemblea d’istituto dedicata all’immigrazione

4 Febbraio 2025 - Il 21 gennaio 2025, nella palestra del Liceo Classico Marco Terenzio Varrone, si è svolta l’assemblea d’istituto dell’IIS Carlo Jucci di Rieti, organizzata per riflettere sul tema dell’immigrazione. La mattinata è iniziata ascoltando Franca Palumbo (Ufficio Migrantes della diocesi di Rieti) e Antonella Liorni (Sai Il Samaritano), le quali hanno sensibilizzato la comunità studentesca sul fenomeno immigratorio ripercorrendo l’evoluzione che quest’ultimo ha avuto negli anni, soffermandosi soprattutto sulla questione del diritto d’asilo. Successivamente c'è stato un confronto con i ragazzi e le ragazze dell’associazione Il Samaritano: Jabbar Mohammed Hasan, Allou N'Goran Annemarie, Ullah Habib e Alassar Abdalrahman. Ciascuno ha raccontato la propria storia, le difficoltà che sono stati costretti ad affrontare e che stanno affrontando tutt’oggi: dall'apprendimento della lingua italiana fino a tutti i sacrifici che hanno dovuto fare e che ancora oggi stanno facendo, inclusa l'impossibilità prolungata di vedere i propri parenti. "Anche una semplice assemblea scolastica - hanno scirtto gli studenti e le studentesse nel loro resoconto dell'incontro - può essere fondamentale, come scrisse Pier Paolo Pasolini nella poesia Profezia (1964), nota anche come Alì dagli occhi azzurri: “Per insegnare come si è fratelli”, è necessario infatti che si parli dei fenomeni che caratterizzano il mondo di oggi, con l’auspicio che noi cittadini di domani, da questo dialogo, possiamo divenire più consapevoli e capaci di azioni più inclusive e umane nei confronti del prossimo".

“Intercultura: il passo dei giovani”. A Brescia, il III convegno Migrantes Lombardia

3 Febbraio 2025 - Nella giornata di Sabato 8 Febbraio 2025 l’Ufficio per i Migranti della Diocesi di Brescia organizza e ospita il III Convegno Migrantes Lombardia. Il convegno, intitolato “Intercultura: il passo dei giovani”, si svolgerà presso la Curia diocesana di Brescia (Sala dei Vescovi) e sarà dedicato alla particolare prospettiva dei giovani rispetto al tema dell’incontro di culture e delle migrazioni. Al mattino sono previsti gli interventi del coordinatore dell’area pastorale Mondialità della diocesi di Brescia, don Roberto Ferranti, e di S. Em. il card. Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Nel pomeriggio, una tavola rotonda dedicata al focus "oratorio e intercultura". Di seguito il programma dettagliato della giornata.
PROGRAMMA
Ore 9.30 Accoglienza e registrazione Ore 10.00 Saluti, mons. PIERANTONIO TREMOLADA, vescovo di Brescia. Riflessione Biblica, mons. FRANCO AGNESI, vescovo delegato CEL per la Pastorale Migranti. Intercultura: il passo dei giovani, visione del video reportage e descrizione del percorso realizzato nella Diocesi di Brescia, don ROBERTO FERRANTI, coordinatore area pastorale per la Mondialità, Diocesi di Brescia. Ore 11.00 Giovani e intercultura: un’alleanza per la pastorale e per la vita comunitaria, alla luce del Magistero di Papa Francesco, card. FABIO BAGGIO, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale Testimonianze, N’DIAWAR GUEYE e SIMONE ZENDRA, giovani bresciani. Ore 12.30 Pranzo Ore 14.00 Tavola rotonda – Parrocchia e Oratorio alla prova dell’Intercultura don MARCO MORI, Parroco S. Polo in Brescia, DANIEL MASSA, educatore all’oratorio di San Faustino in Brescia e MICHELE OTTONELLO, educatore all’oratorio della Beata Vergine Addolorata in San Siro a Milano. Modera don ANDREA ZANI, coordinatore delle Cappellanie etniche, Diocesi di Brescia. Seguono domande e dibattito con i relatori Ore 16.00 Conclusioni, don ALBERTO VITALI, direttore Migrantes Lombardia.

ISCRIZIONI INDISPENSABILI (entro il 4 Febbraio) cliccando al seguente link: https://forms.gle/2aWLJMVEpb3RkCHz6

Possibilità di parcheggio presso il Centro Pastorale Paolo VI (con accesso da Via Callegari 4bis, Brescia)

Per chi arriva con i mezzi pubblici, fermata della Metro Vittoria

Per info: migranti@diocesi.brescia.it   tel. 030.3722350

Carlo Stasolla, presidente di “Associazione 21 luglio”, nominato Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

3 Febbraio 2025 - Sabato 1 febbraio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Carlo Stasolla (59 anni, presidente di Associazione 21 luglio), Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. L'associazione presieduta da Stasolla è sostenuta tra gli altri anche dalla Fondazione Migrantes.
Nella stessa giornata il Presidente, motu proprio, ha infatti conferito 31 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a favorire il dialogo tra i popoli, contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell'inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo.
La motivazione che accompagna l'onorificenza per Stasolla è la seguente: “Per supportare persone e gruppi in condizione di estrema segregazione e discriminazione. Da molti anni con l’Associazione 21 luglio, tocca con mano le problematiche del disagio e delle discriminazioni diventando un punto di riferimento anche per organismi internazionali ed europei". La cerimonia di consegna delle onorificenze si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il 26 febbraio alle 11 e 30.

A Mestre, la “Casa di Amadou” ospita il Report sul diritto d’asilo

31 Gennaio 2025 - Anche quest’anno, la Casa di Amadou ospita a Mestre - sabato 1° febbraio, presso il Museo del '900 in Via Pasoli 11, a partire dalle ore 10.30 - la presentazione dell'ultima edizione del Report "Il Diritto d'Asilo" (Tau editrice), realizzato dalla Fondazione Migrantes.
Presenteranno il Report:
  • Cristina Molfetta, co-curatrice del Report.
  • Sarà Petenà, operatrice socio-legale dell’associazione "Casa di Amadou".
A seguire, ampio spazio al pubblico per le domande e per riflettere sui numerosi cambi sia a livello europeo che nazionale che nel 2024 si sono attuati ma che si dispiegheranno con più evidenza nel 2025 e nel 2026.
 

A Torino, per parlare di “popoli in cammino senza diritto d’asilo”

21 Gennaio 2025 - Venerdì 24 gennaio alle ore 10, presso il Salone della Pastorale Migranti della diocesi di Torino, in via Cottolengo 22,  sarà presentato il Report 2024: “Il diritto di asilo. Popoli in cammino … senza diritto di asilo” (Tau Editrice), elaborato dalla Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei. Il Report raccoglie i dati e le norme aggiornate, ma anche le storie di chi è costretto a lasciare la propria terra e il valore dell’accoglienza. La riunione sarà introdotta da mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, e i contenuti del rapporto saranno illustrati da Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes), tra le curatrici del volume, antropologa culturale impegnata da tempo nella Cooperazione Internazionale. In video interverrà Anna Carfora, teologa e docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, che presenterà il suo contributo al rapporto, riguardante la cosiddetta "Teologia del Mediterraneo". Sono stati invitati i rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni operanti nel settore. Al momento hanno assicurato la loro presenza Abdullahi Ahmed, consigliere comunale di Torino, fondatore dell’associazione culturale  GenerAzione Ponte e ideatore del «Festival dell’Europa Solidale e del Mediterraneo» di Ventotene, e Uberto Moreggia, dirigente  del Servizio Stranieri e Promozione della Coesione Sociale del Comune di Torino. Per iscrizioni bit.ly/reportasilo24 e per informazioni segreteria@upmtorino.it

(fonte: Ufficio pastorale migranti dell'Arcidiocesi di Torino)

La cover de "Il Diritto d'Asilo - Report 2024" della Fondazione Migrantes

Arriva anche a Londra il “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes

16 Gennaio 2025 - Lunedi 20 gennaio, alle ore 18, il Consolato Generale d'Italia a Londra, con il coordinamento dell'on. Raffaele Fantetti e la collaborazione del Comites di Londra, ha organizzato la presentazione del “Rapporto Italiani nel Mondo - RIM 2024” a cura della Fondazione Migrantes. La partecipazione è libera e gratuita. Per questioni organizzative, dato il limitato numero di posti, si richiede di segnalare la propria presenza con una email a segreteria@comiteslondra.info.

La locandina dell'evento.

Presentazione RIM 24 a Londra    

A Parma si parla di Diritto d’Asilo con il Report della Fondazione Migrantes

15 Gennaio 2025 - Il 16 gennaio 2025, presso la sala conferenze della Casa Madre dei Saveriani di Parma, è stato presentato il report "Il diritto di asilo – Popoli in cammino… senza diritto d’asilo". Numeri, storie e dinamiche che riguardano il diritto d’asilo in Italia e in Europa, per riflettere sulle sfide enormi che rifugiati e richiedenti asilo affrontano ogni giorno. All'incontro, aperto da Nicola Colasuonno - padre Saveriano e direttore Ufficio Pastorale dei Migranti di Parma - sono intervenute le curatrici del volume Chiara Marchetti (Ciac) e Maria Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes), e l’avvocato Livio Neri (Asgi). Ogni anno, il report della Fondazione Migrantes, offre uno spunto per capire cosa succede davvero ai confini dell’Europa e dentro le nostre frontiere, quando si parla di asilo e protezione internazionale. Quest’anno, il focus è sulla crescente difficoltà di accesso al diritto d’asilo, sulle politiche migratorie che non sempre sono a misura di umanità e su come le persone che cercano protezione si trovano a dover affrontare barriere sempre più alte.

(aggiornato il 20 gennaio 2025)

 

Messina, la festa di Natale dei giovani ortodossi etiopi

13 Gennaio 2025 - 13 Gennaio 2025 - Gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo peloritano, appartenenti alla Comunità ortodossa etiope Tewahedo di Messina, e che hanno trovato accoglienza nella Chiesa di Sant’Elia, Rettoria consegnata all’Ufficio diocesano Migrantes, per un momento di preghiera settimanale, hanno potuto vivere due giorni di festa in occasione del Natale ortodosso. Ogni giovedì pomeriggio, infatti viene preparato un programma che all’ascolto della Sacra Scrittura alterna la preghiera, le testimonianze dei giovani e i canti liturgici dalle trascinanti melodie. Mentre Venerdì 10 e sabato 11 gennaio, con il sostegno della Migrantes diocesana, è stato invitato un sacerdote ortodosso della Comunità etiope di Roma. Un momento tanto atteso dai giovani che, subito dopo il Natale ortodosso, hanno avuto la possibilità di potersi confessare e finalmente celebrare una liturgia con la presidenza di un ministro sacro. Una liturgia ricca di segni che ha visto la presenza di tanti fedeli. Tra gli invitati Padre Giovanni Amante, parroco della Chiesa Ortodossa San Giacomo Maggiore di Messina, e il Papàs Antonio Cucinotta, parroco della Chiesa di S. Maria del Graffeo per i fedeli di rito greco. La giornata si è conclusa con l’agape fraterna. Tante le pietanze da degustare, preparate dai giovani universitari con la collaborazione dei messinesi, di origine etiope, che da sempre sostengono queste iniziative, come Roberto Brunetto, presidente dell’Associazione Axum, e la signora Aialnesh Bedulu che con la sua materna attenzione è un punto di riferimento per i giovani etiopi presenti in città. [caption id="attachment_52622" align="aligncenter" width="1024"]Festa giovani ortodossi etiopi a Messina (foto: Rosario Zona)[/caption]

Aosta, emigrazione e immigrazione in Italia: i Rapporti della Fondazione Migrantes

13 Gennaio 2025 - 13 Gennaio 2025 - Lunedì 13 gennaio alle ore 18 presso il Salone Ducale del comune di Aosta verranno presentati il Rapporto Italiani nel mondo 2024 e il Rapporto Immigrazione 2024, curati come ogni anno dalla Fondazione Migrantes della CEI. All'incontro, promosso dalla Fondazione Chanoux, parteciperanno:
  • Gianni Nuti, Sindaco di Aosta.
  • S.E. Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta
  • Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
  • Delfina Licata, curatrice "Rapporto Italiani nel Mondo"  della Fondazione Migrantes.
  • Andrea Gatto, responsabile Migrantes della Diocesi di Aosta.
  • Michela Ceccarelli, Comitato scientifico della "Fondation Chanoux".
Aosta, Rapporti Migrantes 2024

Epifania: la tradizione della “Messa dei popoli”. A Bologna ha presieduto il card. Zuppi

8 Gennaio 2025 - «Noi siamo i nuovi Magi, tutti cercatori di futuro, di luce che non finisce, di speranza per la vita, di luce vera che non deluda». L'arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi ha presieduto nella Cattedrale bolognese la cosiddetta "Messa dei Popoli", in occasione della solennità dell'Epifania. Il rito quest'anno è stato caratterizzato dai sacramenti della vita cristiana, che il Cardinale ha conferito a cinque studenti universitari di nazionalità cinese. Il culmine delle  celebrazioni natalizie viene vissuto da decenni a Bologna, come in altre diocesi, con la partecipazione delle comunità Migrantes, che fondono voci, lingue e culture diverse nella gioia dell'unica fede. Si è trattato a tutti gli effetti del primo pellegrinaggio giubilare dopo la solenne apertura dell'Anno Santo, avvenuta domenica 29 a Bologna. La celebrazione è stata organizzata dall'Ufficio Diocesano Migrantes, che attraverso le comunità e i gruppi di immigrati cattolici, offre una cura pastorale a persone e famiglie provenienti da tutto il mondo, mostrando così la ricchezza del nome cattolico: africani francofoni e anglofoni, eritrei, bangladesi, cinesi, filippini, latinoamericani ispanofoni, brasiliani, polacchi, romeni, cingalesi, tamil, ucraini, indiani siro-malabaresi, swahili, arabi. Durante la celebrazione hanno ricevuto si sacramenti al termine di un percorso di catecumenato cinque giovani cinesi, che come tanti altri studenti internazionali hanno scelto Bologna per un periodo di studio, che è diventato anche occasione di ricerca spirituale e di incontro con Cristo. Il rito battesimale era stato preceduto dal canto delle Litanie dei Santi. Anche queste sono diventate un viaggio spirituale attraverso i nomi di martiri, di ragazzi, uomini e donne, che da ogni parte della terra sono stati testimoni della fede e dell'amore di Dio. Al momento dell'offertorio si è rinnovato quasi visivamente il mistero della prima Epifania. Dopo i nuovi battezzati e cresimati che hanno portato all'altare il pane e il vino per l'Eucarestia, i rappresentanti di gruppi e comunità hanno portato al Vescovo i doni destinati alle opere di carità. I sacerdoti delle comunità Migrantes hanno offerto al Vescovo una nuova mitra per il Giubileo. Il Cardinale ha invitato le comunità a essere unite nella fede e nel servizio del Vangelo. «Ci ha portato tutti qui, nella casa del Signore, per essere noi tutti la sua casa, la sua famiglia, senza confini, fratelli e sorelle tutti. Che gioia vederlo, sentirlo, viverlo. E ciascuno di noi si ricordi di vivere ovunque come un fratello o una sorella di Gesù e quindi di tutti. Una famiglia davvero universale, cattolica. Amiamo questa casa, le nostre comunità. Facciamole crescere invitando altri che, come noi, cercano speranza, luce, futuro, che qualche volta non ne hanno più. E noi possiamo essere un pochino di quella stella che gli dice «vieni, c'è luce, ti porto la luce, l'amore di Gesù». Siamo e restiamo diversi, - ha proseguito il Cardinale - ma per noi la diversità non è un problema, anzi è un dono, una ricchezza, ci dà forza. E la Chiesa, con questo suo unico cuore, aiuta tutti a essere se stessi, insieme e non divisi, una ricchezza gli uni per gli altri.

(fonte: Ufficio Migrantes / Arcidiocesi di Bologna)

[caption id="attachment_52397" align="aligncenter" width="1024"]"Messa dei popoli" a Bologna (6 gennaio 2025) (foto: Arcidiocesi di Bologna)[/caption]

A Rimini, il 6 gennaio tutti “in viaggio coi Re Magi”

27 Dicembre 2024 - Lunedì 6 gennaio, nel giorno dell'Epifania, si terra a Rimini la seconda edizione de "In viaggio con i Re Magi", una parata multiculturale organizzata e promossa anche dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Rimini. Un evento all'insegna dell'inclusione e della tradizione natalizia con 400 figuranti in abiti storici, 200 musicisti e rappresentanti di diverse comunità internazionali. La manifestazione si terrà nuovamente nel centro storico di Rimini e vedrà la partecipazione di cittadini provenienti da diverse nazioni, tra cui Perù, Senegal, Albania, Filippine, Argentina e Cina, oltre ai riminesi. Organizzato da Made Officina Creativa in collaborazione con il Comune, la Diocesi, l'Associazione Ponte dei Miracoli Rimini, l'Associazione Il Brillio, l'evento inizierà dal Ponte di Tiberio e si snoderà per le vie del centro fino al Tempio Malatestiano. Tra i protagonisti dell'evento vi sono i cori Cappella musicale malatestiana, il coro di CL, il Corone e l'Einstein Youth OrcheStar and Choir, che porterà 100 giovani musicisti ad animare la tappa finale. La narrazione sarà affidata a Raymond Bahati, attore e musicista originario del Congo. In piazza Cavour sarà esposta una riproduzione del dipinto "Adorazione dei Magi" conservato nell'Abbazia di Scolca, nella frazione di San Fortunato, affiancata da altre opere ispirate alla stessa tematica.

(aggiornato il 9 gennaio)

[caption id="attachment_51904" align="aligncenter" width="1024"] (foto: madeofficinacreativa.com)[/caption]

Al Festival della Migrazione “frammenti di guerra e percorsi di pace”

20 Dicembre 2024 - L'Ufficio Interdiocesano Migrantes di Modena e Carpi ha organizzato e realizzato un incontro dedicato al tema della pace nell'ambito del programma del "Post" Festival della Migrazione. All'evento, dal titolo "Frammenti di guerra. Percorsi di pace dal basso", moderato da Estefano Tamburrini del settimanale diocesano Nostro Tempo, sono intervenuti Katiusca Camargo (Venezuela, associazione "Unendo Voluntades"), padre Ibrahim Faltas (custodia Terra Santa), Daoud Nassar ("Tent of Nations") e Rufì Cerdan (direttore Caritas Valencia) Di particolare e drammatica attualità le testimonianze dalla Terra Santa di p. Faltas e di Nassar.

📺 Il video integrale dell'incontro.

Padre Faltas, che da 36 anni vive in Terra Santa, e ha vissuto la prima e la seconda Intifada e altri momenti sanguinosi del conflitto israelo-palestinese, ha dichiarato di non avere "mai visto una situazione del genere. La Chiesa è molto preoccupata, il Santo Padre è molto preoccupato". P. Faltas ha inoltre ricordato che l'Italia "è sempre stata vicina e sensibile al problema della terra Santa", e l'ha descritta come "la coscienza del mondo". Ha chiuso il suo intervento con un appello: "Due stati e due popoli sono l'unica soluzione per avere la pace. Chiedo al popolo italiano di tornare come pellegrini". Daoud Nassar è un esempio di resistenza pacifica: un cristiano palestinese che ha fondato Tent of Nations col motto “ci rifiutiamo di essere nemici e di cadere nella logica dello scontro”. “Dal 1991 - ha spiegato Nassar - abbiamo intrapreso una battaglia legale per evitare la confisca delle terre da parte degli israeliani". Una battaglia lunga 33 anni. "Ma non non ci arrendiamo perché siamo persone di speranza, e persone che credono nella giustizia". Le alternative sono la violenza, sedersi a piangere, oppure abbandonare. "Noi non vogliamo arrenderci e abbandonare - ha detto Nassar -. Le nostre pene, il nostro dolore, sono incanalati in modo costruttivo per resistere. Siamo testimoni di ciò che sta accadendo qui".  

Salerno, il Premio Solidarietà 2024 ad Antonio Bonifacio

  20 Dicembre 2024 - Nella Giornata internazionale della solidarietà umana, il Comune di Salerno ha consegnato il Premio Solidarietà 2024 ad Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, nonché direttore regionale Migrantes per la Campania. Il Premio va a un cittadino salernitano per la sua dedizione gratuita all'accoglienza dei migranti e dei senza fissa dimora.
Le motivazioni
"Sin dagli anni giovanili, ispirato dall'esempio dei genitori Elio e Velia, Antonio si è dedicato con costanza e passione al servizio di accoglienza dei migranti e dei senza fissa dimora presenti sul nostro territorio. Animato da una profonda fede e da grande umiltà, ha scelto di essere accanto agli ultimi, coordinando il servizio mensa parrocchiale, accogliendo chi vive in strada durante le notti più difficili, partecipando al servizio di unità di strada e offrendo sostegno spirituale alle comunità migranti di fede cristiana. Sempre aperto al dialogo interreligioso, costruisce relazioni autentiche e profonde con persone di ogni credo. Mosso da una forte spinta all'impegno sociale, mette in campo azioni volte a rispondere al bisogno dell'altro, tessendo reti tra le realtà operanti sul territorio cittadino e non solo, senza che vi sia la ricerca di una ricompensa esterna. Antonio è anche promotore e coordinatore della Festa dei Popoli della nostra città, contribuendo attivamente a diffondere una cultura di accoglienza e interculturalità. Noto e stimato professionista, riesce a coniugare il suo impegno lavorativo con un'azione solidale esemplare, incarnando i valori di altruismo e responsabilità che rendono la nostra comunità più unita e inclusiva". [caption id="attachment_51898" align="aligncenter" width="1024"] (foto: liratv.it)[/caption]

“Il Natale Multietnico” a Reggio Calabria

16 Dicembre 2024 - Ormai si tratta di una piacevole tradizione a Reggio Calabria, quella del "Natale multietnico" che è stato organizzato domenica 15 dicembre nella parrocchia S. Agostino dall’Ufficio “Migrantes” dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Alla presenza dell’arcivescovo, S.E. mons. Fortunato Morrone, si sono avvicendate le comunità etniche provenienti da Romania, Polonia, Filippine, Congo, Georgia, Ucraina e Italia, riunite intorno al tema della serata, ispirato a quello del Giubileo: “Pellegrini di speranza”. Indossando costumi tradizionali, i vari gruppi hanno presentato poesie, preghiere e canti tipici natalizi di diversi Paesi del mondo, intonati attorno al presepio, in un’atmosfera di Chiesa e di fraternità. Ogni gruppo ha espresso l’augurio per un felice Natale nell’idioma tipico della propria nazione. Nella seconda parte della serata, ciascuna comunità ha presentato piatti tipici natalizi: un modo per tornare anche solo per un momento alla familiarità, ai profumi e ai sapori della terra natia. La diversità di tanti cibi su un’unica tavola è stata il simbolo finale dell’unione di tanti popoli nel nome del Bambino Gesù. [gallery link="file" size="medium" ids="51705,51706,51707,51708,51709"]

Rapporto Immigrazione, dibattito in Consulta a Bologna il 14 dicembre

12 Dicembre 2024 - Si è riunita sabato 14 dicembre presso la Curia arcivescovile di Bologna, la Consulta regionale Migrantes dell’Emilia-Romagna, che raccoglie i direttori degli uffici diocesani della regione. Si è voluto dare a questo incontro un carattere formativo, attorno ai temi salienti del Rapporto Immigrazione 2024, che è stato presentato da Simone Varisco, curatore della pubblicazione per la Fondazione Migrantes. Le diocesi che compongono la regione ecclesiastica sono molto diverse per consistenza territoriale, abitativa e per caratteristiche del territorio. In molti casi gli operatori Migrantes hanno anche incarichi ecclesiali, soprattutto in ambito Caritas. L’incontro è stato presieduto dal vescovo delegato regionale, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (CEMi) e della Fondazione Migrantes. (aggiornato il 16 dicembre 2024)  

Rapporto Immigrazione 2024 a Perugia. Maffeis: “Troppe volte le nostre sono letture superficiali”

10 Dicembre 2024 - È stato presentato lunedì 9 dicembre alle ore 11:00 presso la Sala “don Giacomo Rossi” del Villaggio della Carità di Perugia il XXXIII Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. L’incontro si è aperto con i saluti don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, e di Simone Foresi, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano. Sussiste il «problema della lentezza ed estrema farraginosità che affligge il sistema delle procedure burocratiche e amministrative necessarie per il rilascio dei documenti o il riconoscimento dello stato di protezione internazionale», ha detto Foresi. «Questo rappresenta il vero ostacolo verso un processo di integrazione nelle società di accoglienza e, nella maggior parte dei casi, del pieno riconoscimento di un effettivo diritto alla cittadinanza». «Nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità l'integrazione di nuove culture arricchisce il patrimonio culturale italiano, promuovendo uno scambio di idee e pratiche che va ben oltre le frontiere nazionali», ha spiegato mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. «Diciamolo chiaramente, anche alla luce del “Decreto flussi” recentemente approvato: la manodopera di origine straniera è essenziale per molte industrie, e spesso svolge lavori che gli italiani tendono a evitare. Inoltre, l'invecchiamento della popolazione italiana rende i contributi dei lavoratori stranieri fondamentali per sostenere il sistema previdenziale e la crescita economica del Paese». La relazione centrale, a cura di Simone Varisco, è partita da un inquadramento dei dati e delle prospettive future a livello nazionale e internazionale, per focalizzare l’attenzione alla situazione dell’Umbria e della provincia di Perugia. Molte le tematiche intercettate, dall'economia alla fede, dalla cultura alla scuola. In tal senso, è significativo il dato che vede l’Umbria come la seconda regione, dopo il Veneto, per percentuale di alunni “stranieri” nati in Italia ma senza cittadinanza italiana: il 69,9%, rispetto ad una media nazionale del 65,4%. «Troppe volte le nostre letture sono letture superficiali, dettate dalle paure, dalla non conoscenza», ha detto S. E. Mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, cui sono state affidate le conclusioni della mattinata lavori. «Il primo frutto del Rapporto Immigrazione è quello di metterci in contatto con la realtà».