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GMMR: a Torino ospiterà la Giornata nazionale

27 Luglio 2020 - Torino - Non a caso la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta come sede principale per la celebrazione in Italia della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 27 settembre prossimo. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, Mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio del Papa “Costretti a fuggire come Gesù Cristo” che papa Francesco ha scritto il 13 maggio scorso (il testo integrale https://migrantesonline.it/2020/05/15/come-gesu-cristo-costretti-a-fuggire-accogliere-proteggere-promuovere-e-integrare-gli-sfollati-interni-il-messaggio-di-papa-francesco-per-la-gmm2020/). L’anno scorso la celebrazione della giornata si era tenuta il 29 settembre con la concelebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro. «Siamo onorati della scelta della CEI nei confronti della Chiesa piemontese: l’impegno delle nostre diocesi per i migranti e i rifugiati ha una lunga tradizione, a partire dai santi sociali che accoglievano i contadini dalle campagne, all’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora con le nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra come la Siria», ricorda Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes. «Uno sforzo che continua: dalla vicenda dell’ex Moi che ha avuto risonanza nazionale dove l’impegno della diocesi di Torino a mettere in rete tutte le istituzioni per non creare conflitti nello sgombero delle palazzine occupate e trovare soluzioni di accoglienza per le famiglie di migranti, mettendo insieme tutte le forse in campo; alla diocesi di Saluzzo in prima linea  nel sostegno alla manodopera straniera sfruttata nella filiera della raccolta della frutta; alla diocesi di Susa in campo nell’accoglienza dei clandestini che rischiano la vita per varcare il confine francese fino all’impegno di tutte le diocesi nel difficile periodo dell’emergenza covid che ha messo in ginocchio le fasce più deboli delle popolazione tra cui gli immigrati». La Giornata, sottolinea Sergio Durando, non è solo la celebrazione della Messa in diretta Rai, «ma per le nostre diocesi, che stanno mettendo a punto le settimane che precedono la Giornata, è un’occasione per riflettere, pregare e valorizzare il tema della mobilità umana e dell’accoglienza che ci coinvolge tutti, sia come comunità cristiana che come cittadini italiani, popolo con una storia di emigrazione che prosegue anche ai nostri giorni. La Giornata ci richiama tutti a un cambio di mentalità e a considerare che il migrante non è solo un problema, ma una risorsa. La mobilità non riguarda solo chi sbarca a Lampedusa: il migrante è uno di noi perché la mobilità è parte della storia dell’umanità, riguarda i nostri nonni e i nostri figli: migrante, come ricorda il Papa, è stato Gesù Cristo. Del resto, come ha richiamato più volte il Papa, figlio di emigranti piemontesi in Argentina, la Giornata dei Migranti è stata istituita in Italia nel 1914 in Italia, sotto il Pontificato di Pio X, e dietro sollecitazione anche di vescovi come Scalabrini e Bonomelli, allo scoppio della Prima guerra mondiale e di fronte al dramma di tanti profughi e rifugiati, soprattutto italiani che, emigranti «gittati» («gettati» come diceva Mons. Bonomelli) all’estero, perdevano ogni cosa ed erano costretti a rientrare in Italia. In  preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes promuove un Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione rivolto ai Direttori della Pastorale Migrantes della diocesi e ai collaboratori. I lavori, 50 i partecipanti attesi, si terranno a Villa Lascaris a Pianezza da lunedì 31 agosto a venerdì 4 settembre. La giornata di giovedì 3 in particolare sarà incentrata sull’incontro con le realtà dell’accoglienza torinese (tra cui il Sermig) e sarà conclusa con la Messa presieduta da Mons. Nosiglia. (Marina Lomunno – La Voce e il Tempo)  

“Festa” de I nuovi salentini: il 30 luglio presentazione con il direttore Migrantes don De Robertis

23 Luglio 2020 - Lecce - Giovedì 30 luglio alle ore 19.30 in piazza Carducci a Lecce, negli spazi all’aperto della Biblioteca Bernardini  è in programma la prima presentazione “in presenza” del nuovo libro di Giorgia Salicandro, I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d’Italia, edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes. L’evento si inserisce nella rassegna ExtraConvitto. Più lib(e)ri in piazza promossa dal Polo Bibliomuseale di Lecce e dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia. Dopo il lungo periodo del lockdown che ha reso necessario inaugurare online il tour di presentazioni del libro, è finalmente possibile incontrarsi dal vivo nella “Festa de I nuovi salentini”, un’occasione per celebrare la ricchezza delle culture portate sul territorio da cittadini provenienti da ogni latitudine, le faticose avventure che li hanno condotti in Italia, i loro sogni, i mille aspetti della vita in comune tra “vecchi e nuovi salentini” che, come scrive l’autrice nel libro, «rendono questa terra un mondo più grande». L’evento inaugura il tour estivo di presentazione che farà tappa in diversi comuni del Salento. Dopo i saluti istituzionali di Loredana Capone, assessore all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia e di Fabiana Cicirillo, assessore alla Cultura del Comune di Lecce, introduce l’incontro don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. La presentazione del libro è affidata a Luigi De Luca, direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce, in dialogo con Giorgia Salicandro. A seguire, gli interventi di alcuni protagonisti del libro: l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Florence Torres, promotrice del fair trade territoriale, Sarah Scott, portavoce del gruppo "Salento interculturale", Redi Hasa, musicista.  

Carta di Leuca: stasera incontro web sul tema “La solidarietà vince le paure”

17 Luglio 2020 -
Roma - Un incontro virtuale sul tema “La solidarietà vince le paure”. Si svolgerà oggi, venerdì 17 luglio, dalle 19, in diretta web (sul sito www.cartadileuca.it, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube), in preparazione all’evento “#cartadileuca2020 – Mediterraneo, una rete di solidarietà”. I partecipanti avranno la possibilità di visitare via web la casa natale di don Tonino Bello, e successivamente incontrarne il pensiero. All’interno del primo appuntamento si ascolterà la testimonianza sul tema della pace della giovane Rosanna Serignano, impegnata nel dialogo islamico-cristiano. L’iniziativa è la prima di una serie di incontri virtuali che avranno come tema “La solidarietà” e che si svolgeranno fino al 7 agosto, ogni venerdì alle 19, da vari luoghi di Alessano, in preparazione a “Carta di Leuca 2020”. Dal 2016, la Fondazione Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” propone “Carta di Leuca”, un laboratorio permanente, interculturale e interreligioso, che nel mezzo dell’estate diventa un campo di volontariato e un cammino condiviso con la marcia notturna “Verso un’Alba di pace”, dalla tomba di don Tonino Bello alla basilica santuario di Santa Maria di Leuca. L’evento, dall’11 al 14 agosto prossimi, prevede quattro giornate che consentiranno ai giovani, con culture, sensibilità e fedi differenti, di sperimentare esperienze di condivisione e di fraternità, all’insegna del dialogo ecumenico e interreligioso.

Carta di Leuca: dall’11 al 14 agosto l’edizione 2020 su “Mediterraneo, una rete di solidarietà”

15 Luglio 2020 -

Roma - Si svolgerà dall’11 al 14 agosto la “#cartadileuca2020 – Mediterraneo, una rete di solidarietà”. La manifestazione, organizzata dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca con il Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, giunge alla quinta edizione. Un laboratorio permanente, interculturale e interreligioso, che si concluderà con la marcia notturna “Verso un’Alba di Pace”, che, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, dalla tomba di don Tonino Bello raggiungerà la basilica santuario di Santa Maria di Leuca. Al cammino, a causa dell’emergenza Covid-19 e nel rispetto del protocollo di sicurezza del distanziamento sociale, parteciperanno solo 25 persone.

L’edizione di quest’anno della Carta di Leuca si svolgerà prevalentemente in diretta web (su zoom, sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube). Anche in questa edizione, a confrontarsi per redigere il documento saranno le centinaia di ragazzi che dai vari Paesi d’Europa e del Mediterraneo si collegheranno virtualmente con il Capo di Leuca, per ascoltare riflessioni ma soprattutto per incontrarsi e confrontarsi. Ogni venerdì, a partire dal 17 luglio fino al 7 agosto, sempre alle 19, in diretta web, da vari luoghi del paese natale di don Tonino Bello, in preparazione a “Carta di Leuca 2020”, si svolgeranno degli incontri virtuali sul tema della “solidarietà”.

E subito riprende il viaggio: a fine novembre la quinta edizione del Festival della Migrazione a Modena

14 Luglio 2020 -

Roma - Torna a Modena il 26, 27 e 28 novembre il Festival della Migrazione che quest’anno ha per tema: “E subito riprende il viaggioGiovani generazioni, nuove energie per superare le fragilità”.

L’appuntamento, che si svolgerà in presenza e online, metterà al centro i giovani migranti, sia coloro che arrivano in Italia sia i nostri connazionali che si spostano in altri Paesi.

“La sfida delle migrazioni non riguarda più tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni differenti, sappiano comporsi in una realtà più ricca”, sottolinea don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, per il quale “per troppo tempo abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di troppi) e portarlo in un porto italiano: questo è solo il primo passo”. La vera sfida, osserva don De Robertis, “è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”.

Nel corso del Festival, che prevede approfondimenti, dibattiti e tavoli tematici su cooperazione, economia e lavoro, sarà presentato in anteprima il “Rim Junior” della Fondazione Migrantes (il Rapporto Italiani nel Mondo dedicato ai ragazzi). È in programma anche un flash mob al quale parteciperanno i responsabili delle associazioni impegnate nella formazione dei giovani.

L’obiettivo “è quello di rappresentare la diversità, le sfumature e l’esperienza soggettiva all’interno della migrazione, partendo dal comune denominatore dell’appartenenza all’umanità. Vogliamo sfidare la retorica che riduce i migranti a categorie semplicistiche: nemici attivi o vittime passive. Quest’anno abbiamo anche arricchito il comitato scientifico di figure di alto livello e abbiano nominato Edoardo Patriarca portavoce della manifestazione”, rileva Luca Barbari, presidente di Porta Aperta.

“Quando parliamo di migranti parliamo di persone, di storie, di volti. E puntare l’attenzione sui giovani è ancora più importante: sono migranti che approdano in Europa per cercare un futuro migliore, sono italiani che qui non trovano prospettive e le cercano altrove”, aggiunge da parte sua il portavoce del Festival, Edoardo Patriarca.

Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes con le diocesi del territorio emiliano, il Terzo settore (con Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni), l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena e altri enti locali.

R.I.

Don De Robertis: “sentenza Consulta è grande risultato che non risolve elementi di incostituzionalità dei decreti Sicurezza”

10 Luglio 2020 - Roma - “È un grande risultato quello che abbiamo raggiunto con questa sentenza che dichiara la norma introdotta con il primo decreto sicurezza, sia irrazionale, perché non agevola il controllo del territorio, sia irragionevole, per la disparità di trattamento che rende più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi”. Lo afferma don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, che ha esaminato le questioni di legittimità sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo. “Nonostante ciò – sottolinea De Robertis – resta il problema che i due decreti sicurezza non sono stati ancora cambiati, sebbene presentino numerosi elementi in contrasto con la Costituzione. Rendendo così percorribile solo l’iter giudiziario per smantellarli, che richiede però tempi molto più lunghi, con il rischio che le persone siano costrette a subire violazioni di diritto magari per anni”.

Migrantes: oggi le conclusioni del corso di formazione

10 Luglio 2020 - Roma - Con una riflessione sul "Cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia Covid19?", afidata a  don Bruno Baratto,  direttore Migrantes di Treviso si apre, questa mattina, l'ultima giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes che si è svolto a Roma da lunedì scorso. Dopo l'intervento di don Baratto spazio al dibattito e poi alle conclusioni affidate al direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis che indicherà anche le prospettive e i prossimi impegni Migrantes. All’incontro hanno partecipato  circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina.

Migrantes: immigrazione e diritto di asilo oggi al corso di formazione

9 Luglio 2020 - Roma - Spazio al tema migratorio, al diritto d’asilo e al dialogo ecumenico ed interreligioso nella cura pastorale dei migranti nella terza giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes che si aprirà questa mattina a Roma . Domani le conclusioni con una riflessione su come cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia.

Morire di Speranza: questa sera veglia a Novara

8 Luglio 2020 - Novara – Si terrà questa sera a Novara la preghiera “Morire di speranza”, riflessione in memoria di quanti hanno perso la vita nei viaggi verso l’Europa e il Nord del mondo. Un gesto, spiegano i promotori (a livello novarese la Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la Caritas diocesana), “per mettere al centro dell’attenzione di tutti, simbolicamente, coloro che la pandemia ha messo in ombra: uomini, donne, bambini, che continuano a morire nel mar Mediterraneo e in tante aree del mondo, alla ricerca di una vita migliore”. L’appuntamento è per le 21, per la prima volta in piazza Duomo e all’aperto, proprio nel cuore del capoluogo novarese. La serata viene organizzata per la Giornata Mondiale del Rifugiato e, a livello nazionale, vede l’adesione anche di Centro Astalli, Fondazione Migrantes, Fondazione Chiese Evangeliche in Italia, Acli, Scalabrini Migration International Network (Simn), Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi (Acse). A presiedere la preghiera, sarà don Giorgio Borroni, direttore della Caritas diocesana. Nei giorni scorsi un momento dii preghiera anche a Torino presso chiesa dei Ss. Martiri presieduto dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. Nel corso della veglia – a cura di Comunità di Sant’Egidio, Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network (Simn), Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione comboniana servizio emigranti e profughi (Acse) – sono stati saranno letti i nomi di quanti hanno perso la vita nei viaggi di speranza intrapresi verso l’Europa. Come ricorda una nota pubblicata sul sito della diocesi di Torino  “nel mondo, è la drammatica denuncia dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, oggi ci sono circa 80 milioni di persone in fuga dalle loro case e dai loro Paesi – l’1% della popolazione mondiale – molti di questi sono sfollati interni a cui Papa Francesco ha dedicato il messaggio per la 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebra il prossimo 27 settembre”.

Migrantes: gli ambiti della pastorale della mobilità umana al corso di formazione in corso a Roma

8 Luglio 2020 -  Roma – I lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes proseguiranno oggi con i lavori di gruppo dedicati ai vari settori della mobilità umana: Si parlerà del ruolo dei cappellani etnici, dell’organizzazione degli uffici diocesani Migrantes e dei missionari con gli italiani all’estero. Nel pomeriggio delle cappellanie etniche e del magistero sociale sulle migrazioni Nei prossimi giorni spazio al tema migratorio, al diritto d’asilo e al dialogo ecumenico ed interreligioso nella cura pastorale. Non mancheranno alcune testimonianze. I lavori saranno conclusi venerdì da una riflessione su come cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia.

Migrantes: prosegue il corso di pastorale migratoria

7 Luglio 2020 -

Roma - E’ stato il card. Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli a concludere, ieri sera, la prima giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes . All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. Ad aprire l’edizione 2020 del corso il saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora,  rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes mentre alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane è stato affidata la prima relazione sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Questa mattina i lavori proseguiranno con gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes che traccerà un quadro sulla storia dell’organismo pastorale mentre don De Robertis illustrerà lo statuto della Fondazione. nel pomeriggio Caterina Boca si soffermerà su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e Marco Omizzolo si soffermerà su “le condizioni dei migranti e l’impegno per la giustizia”. In serata uno spettacolo di Vincenzo Sorrentino”.

R.I.

Migrantes: da oggi il corso “linee di pastorale migratoria”

6 Luglio 2020 - Roma - Con un saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora – rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes -  si è aperto a Roma il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” 2020. All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. La prima relazione è stata affidata alla biblista,  sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane che si è soffermata sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.

Migrantes: dal 6 al 10 luglio il corsi di pastorale migratoria

30 Giugno 2020 - Roma - Si svolgerà dal 6 al 10 luglio 2020 presso Casa La Salle (Via Aurelia 472, Roma) il Corso di formazione "Linee di pastorale migratoria" 2020. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all'estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. Il corso è aperto, però, anche ai religiosi, alle religiose e ai laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni, ai seminaristi e alle juniores, nonché a coloro che desiderano aggiornarsi sulle tematiche della mobilità umana.  

Migrantes: una piazza dedicata a mons. Garsia a Caltanissetta

26 Giugno 2020 - Caltanissetta - Una piazza dedicata al vescovo Alfredo M. Garsia, per anni Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni. Sarà inaugurata lunedì, 29 giugno, Festa dei SS. Pietro e Paolo a Caltanissetta dal vescovo mons. Mario Russotto e dal sindaco della città, Roberto Gambino. L’area scelta è quella del cosiddetto Ponte Bloy a Caltanissetta che sarà denominato “Piazza Mons. Alfredo M. Garsia, VII Vescovo di Caltanissetta”. Il presule, infatti, ha guidato la diocesi dal 1974 al 2003 la diocesi siciliana e l’organismo pastorale della Cei dal 1995 al 2003. Sulla stessa area la sera del 9 maggio 1993, provenendo da Agrigento atterrò l'elicottero con papa Giovanni Paolo II, in Visita Apostolica a Caltanissetta, invitato da mons. Garsia che accolse il pontefice. Nello stesso luogo sostano circhi e giostre, realtà socio-pastorali di cui mons. Garsia si è preso cura per moltissimi anni.

R.Iaria

Mons. Russo: “fare emergere tanti ‘nuovi europei’ dalla condizione di invisibili”

18 Giugno 2020 - Roma - “Oggi siamo insieme a numerosi amici e amiche che hanno varcato il Mediterraneo o sono giunti in Europa attraverso vie di terra: molti fra voi hanno dolorosamente perso amici e parenti”. Lo ha detto questa sera il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, nell’omelia della veglia di preghiera “Morire di Speranza” nella Basilica di Santa Maria in Trastevere promossa dalla Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, la Federazione Chiese Evangeliche in Italia, lo Scalabrini Migration International Network, le Acli, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, l’Associazione Comboniana Migranti e Profughi. “Sigle – ha detto mons. Russo - che possono apparire distanti a chi non ha familiarità con queste realtà, ma in verità ad ognuna di queste sigle corrispondono persone che si spendono ogni giorno per vivere quella prossimità che diventa un obbligo del cuore quando come cristiani ci rendiamo conto che questa può diventare una risposta importante alla chiamata che il Signore fa agli uomini e alle donne del nostro tempo. Questa assemblea liturgica si allarga ai tanti che sono collegati e alle altre veglie che hanno luogo a Roma, in Italia e nel mondo”. Il presule ha invitato a riascoltare le parole di papa Francesco sul sagrato deserto di Piazza S. Pietro nel periodo pasquale: parole “rimaste impresse in modo indelebile nel nostro cuore ed hanno raggiunto i confini della terra caratterizzando particolarmente questo nostro tempo che oserei dire ‘fuori del tempo’. Riascoltiamo le sue parole, portando nel cuore non solo le attese personali, ma facendo nostre quelle dei profughi, dei rifugiati, dei migranti che, lungo quest’anno e ancor più nel tempo eccezionale della pandemia, muoiono e vivono nella disperata ricerca della salvezza”. “I venti contrari sono certo forti e chi più ne soffre sono i poveri: nel tempo della pandemia, come non pensare a chi è costretto nei campi profughi sovraffollati, a chi non vede alcuna via di uscita? In Africa, in Asia - pensiamo ai Rohingya -, nel campo di Moira a Lesbo, già Europa, o chi si accalca alle sue frontiere. Lontano da noi, a Tapachula, di fronte al confine con il Messico. O ai siriani, nei campi libanesi”, ha detto il segretario generale della Cei: “luoghi di dolore, dove, più di prima, mancano cibo, vestiti, tende, cure sanitarie. Il lockdown inasprisce condizioni già invivibili, con uomini, donne e bambini impossibilitati al distanziamento fisico e senza accesso all’acqua per lavarsi, con il terrore di essere sterminati dal coronavirus. Quante preghiere salgono dai 50 milioni di sfollati interni che popolano i diversi continenti? Quante dai profughi detenuti in Libia, sottoposti a ogni genere di abusi, e da quelli che fuggendo vengono nuovamente respinti?”. “Di questo tutti abbiamo responsabilità, nessuno può sentirsi dispensato”, ha ricordato papa Francesco, domenica scorsa parlando della situazione in Libia al termine della preghiera dell'Angelus. “Se siamo qui è perché non solo non ci sentiamo dispensati, ma perché sappiamo che Gesù non è mai indifferente, anzi: salì sulla barca dei suoi amici e la sua presenza calmò le acque”, ha quindi aggiunto mons. Russo: “è quindi la sua presenza a donarci nuovamente l’audacia e la forza: della preghiera e del gesto. E non dimentichiamo, in questo tempo dopo la Pentecoste, che, non il vento del Mar di Galilea, ma il vento dello Spirito spinse i discepoli frastornati incontro ai popoli allora conosciuti, parlando una lingua nuova che tutti potevano intendere. La lingua dell’amore, che particolarmente nel tempo della pandemia ha visto molti soccorrere i più soli e i più esposti. Fra essi abbiamo presenti i volti di tanti e tante badanti, delle colf, di immigrate e rifugiate che si sono prese cura degli anziani impedendo che fossero abbandonati alla solitudine e preda del contagio negli Istituti. Sono stati tanti quelli che hanno avuto compassione e hanno portato il loro contributo per sfamare chi era senza casa”. Prima della preghiera il saluto del vescovo ausiliare di Roma, mons. Daniele Libanori e poi il ricordo di alcuni fra i nomi di coloro che sono morti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Sono, secondo alcuni dati, 40.900 persone morte, dal 1990 a oggi, nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte dell’immigrazione verso l’Europa. Un conteggio drammatico, che si è ulteriormente aggravato nei primi mesi del 2020, quando, nonostante la situazione di emergenza causata dal Covid-19 sono state 528 - per metà donne e bambini - le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro continente, soprattutto dalla Libia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. “È una tragedia dell’umanità di cui occorre fare memoria” sottolineano i promotori della veglia. “Ciascuno di loro è prezioso agli occhi di Dio, e lui, che non dimentica nessuno, aiuti noi, le nostre comunità di fede, il nostro Paese, la speranza di chi cerca un approdo di bene, di vita, di pace”, ha concluso mons. Russo che ha anche speso una parla sull’“occasione propizia che ci è data di fare emergere tanti stranieri, ‘nuovi europei’ dalla condizione di invisibili, valorizzando il loro lavoro e la loro presenza, preziosa per l’Italia e per loro stessi”. Alla veglia hanno partecipato anche il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, il direttore generale della Fondazione Migrantes don Gianni De Robertis e quello della Migrantes di Roma il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e il presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti  e per gli scalabriniani,  p.  Gabriele Beltrami.

Raffaele Iaria

“Morire di Speranza”: domani veglia di preghiera con mons. Russo

17 Giugno 2020 -

Roma - In occasione della Giornata mondiale del rifugiato del prossimo 20 giugno, domani sera, 18 giugno, presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere la veglia di preghiera  “Morire di Speranza”, organizzata da diverse associazioni e movimenti impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant'Egidio, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ACSE.). Durante la veglia  verranno ricordate le 40.900 persone morte, dal 1990 a oggi, nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Un conteggio drammatico - si legge in una nota -  che si è ulteriormente aggravato nei primi mesi del 2020, quando, nonostante la situazione di emergenza causata dal Covid-19 sono state 528 - per metà donne e bambini - le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro continente, soprattutto dalla Libia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Si tratta di un bilancio troppo pesante, per essere considerato, come troppo spesso accade, come una statistica accanto alle altre. È invece "una tragedia dell’umanità di cui occorre fare memoria pensando soprattutto alle migliaia di persone che si trovano in questo momento nei centri di detenzione in Libia - per i quali è più che mai urgente aprire i canali dei corridoi e dell'evacuazione umanitaria - o nei campi profughi di Lesbo, dove alle condizioni disumane si è aggiunto il pericolo della pandemia".

Durante la veglia di Santa Maria in Trastevere, che sarà presieduta, da mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, verranno ricordati alcuni nomi di chi è scomparso e accese candele in loro memoria. Parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare.

“Morire di Speranza”: a Roma veglia di preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa

15 Giugno 2020 - Roma - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno, la Basilica di Santa Maria in Trastevere, giovedì 18 Giugno, ospiterà la veglia di preghiera “Morire di speranza" in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa. L’iniziativa, come ogni anno, è promossa dalla Fondazione Migrantes, la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, la Caritas Italiana, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, i padri Scalabriniani, le ACLI, la Comunità Papa Giovanni XXIII e l'ACSE. A presiederla il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo e sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagine web della comunità di Sant'Egidio.

Il card.  Turkson visita la baraccopoli di Castel Romano per l’emergenza Coronavirus

13 Giugno 2020 - Città del Vaticano - Oggi pomeriggio il card. Peter K.A. Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, si è recato in visita al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, dove ha incontrato i volontari dell’Associazione 21 luglio, presieduta da Carlo Stasolla. L’Associazione realizza ogni settimana 250-300 pacchi alimentari per bambini da 0 a 3 anni che vivono nelle baraccopoli e nei campi rom della Capitale, al fine di contrastarne la malnutrizione, soprattutto in questo tempo di emergenza dovuta alla pandemia. Nell’occasione, riferisce una nota del Dicastero diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede - il porporato ha distribuito – con il contributo della Farmacia Vaticana, partner della Commissione Vaticana per il Covid-19 istituita presso il Dicastero – 3000 guanti in vinile, 6000 mascherine chirurgiche, 200 mascherine in stoffa lavabili, 500 confezioni di paracetamolo. Successivamente, nel corso del pomeriggio, il card. Turkson ha visitato il campo rom di Castel Romano, dove sono stati consegnati i pacchi famiglia in alcuni insediamenti che costituiscono la baraccopoli. Il card. Turkson  ha portato a tutte le persone presenti, ai volontari impegnati nell’assistenza alle comunità, alle famiglie e ai bambini delle baraccopoli, il segno del "Suo paterno abbraccio e l’espressione del sentimento di spirituale vicinanza in questo momento difficile e di prova". “Come ripete spesso Papa Francesco, nessuno deve essere lasciato indietro", ha detto il card. Turkson: "siamo qui oggi per testimoniare il sostegno a tutti coloro che vivono situazioni di sofferenza e vulnerabilità, e che spesso vengono dimenticati, soprattutto in questo tempo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. Ricordiamoci che lo sviluppo integrale dell’uomo è connesso alla cura del Creato: fallendo nell’uno falliremo anche nell’altro”. Insieme al cardinale mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Est e Delegato Migrantes per la Conferenza Episcopale Laziale e delegato per per la Carità, la Pastorale dei Migranti e dei Rom della diocesi di Roma; don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes; Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore dell'Ufficio Migrantes di Roma e  Maria Rosaria Giampaolo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che con il camper ospedaliero del progetto “Non ti scordar di me” da tempo visita e monitora regolarmente lo stato di necessità sanitaria delle comunità presenti nelle baraccopoli.

Migrantes: in distribuzione il numero di MigrantiPress di giugno

5 Giugno 2020 - Roma -“Mediterraneo… quanto resta della notte”: questo il titolo di copertina della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “MigrantiPress” in distribuzione in questi giorni. Il numero si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della Cei, don Giovanni De Robertis, che si sofferma su questi mesi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia COVID-19 e i tanti altri drammi, che pure continuano a consumarsi e rimasti invisibili. La Migrantes ha cercato di essere vicina ed accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi perché già in condizioni di lavoro ed economiche precarie (immigrati e rifugiati, colf, lunaparkisti e circensi, Rom): “abbiamo cercato di mantenere viva l’attenzione” verso queste persone, si legge nell’editoriale. Nel numero anche il tema degli sfollati a partire dal messaggio di papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, storie legate alla pandemia, esperienze di integrazione, la pandemia e gli italiani in Germania e in Spagna e la visita dell’arcivescovo mons. Erio Castellucci alle famiglie del luna park di carpi e dell’arcivescovo di Salerno, mons. Andrea Bellandi al circo Lidia Togni fermo a Salerno dopo le norme di contenimento a causa del covid 19. Un primo piano anche sulla “vita” degli eremiti in tempo di pandemia con due interviste.  

Tavolo Asilo: favorire emersione e regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri presenti in Italia

1 Giugno 2020 - Roma - “Il Tavolo Asilo nazionale, che ha tra i suoi obiettivi l’emersione e la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri presenti sul nostro territorio, sostiene gli emendamenti che su questa materia la campagna Ero straniero ha elaborato perché vengano presentati alla Camera durante il dibattito sulla conversione in legge del ‘decreto Rilancio’. Il fine è quello di ampliare il più possibile il numero delle persone che potranno beneficiare della regolarizzazione”. Lo si legge in un comunicato del Tavolo Asilo, composto da una trentina di sigle nazionali fra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Acli, Comunità Papa Giovanni, Centro Astalli. “In primo luogo va dunque consentito ai datori di lavoro di tutti i settori economici, che impiegano personale straniero, di poterlo assumere e mettere in regola. Se si vuole combattere davvero l’illegalità e l’invisibilità di centinaia di migliaia di lavoratori, non ha senso limitarsi soltanto a quelli impegnati in attività agricole o in lavori domestici e di cura. Sappiamo infatti che gli stranieri sono largamente impiegati nell’edilizia, nella logistica, nel settore manifatturiero e in molti altri. La possibilità di avere un contratto di lavoro è fondamentale per usufruire di tutti quei diritti di cui godono i lavoratori regolari, uscendo così dall’emarginazione e dallo sfruttamento”. Un altro punto “che va modificato è quello relativo alla documentazione che il lavoratore straniero deve presentare per dimostrare di essere presente nel Paese da prima dell’8 marzo 2020 e poter così accedere alla regolarizzazione, che invece va garantita a tutti coloro che hanno i requisiti per mettersi in regola, semplificando le pratiche richieste per dimostrare la presenza richiesta”. Infine, “è indispensabile prevedere un termine che vada oltre il 15 luglio per la presentazione della domanda, tenendo conto dei tempi di approvazione delle misure e la poca chiarezza sulle procedure”. Il Tavolo Asilo si unisce dunque all’appello rivolto alla maggioranza perché queste proposte vengano accolte dal Parlamento “e l’intervento di regolarizzazione coinvolga il maggior numero di persone straniere possibile”.