Tag: Fondazione Migrantes
“Festa” de I nuovi salentini: il 30 luglio presentazione con il direttore Migrantes don De Robertis
Carta di Leuca: stasera incontro web sul tema “La solidarietà vince le paure”
Carta di Leuca: dall’11 al 14 agosto l’edizione 2020 su “Mediterraneo, una rete di solidarietà”
Roma - Si svolgerà dall’11 al 14 agosto la “#cartadileuca2020 – Mediterraneo, una rete di solidarietà”. La manifestazione, organizzata dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca con il Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, giunge alla quinta edizione. Un laboratorio permanente, interculturale e interreligioso, che si concluderà con la marcia notturna “Verso un’Alba di Pace”, che, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, dalla tomba di don Tonino Bello raggiungerà la basilica santuario di Santa Maria di Leuca. Al cammino, a causa dell’emergenza Covid-19 e nel rispetto del protocollo di sicurezza del distanziamento sociale, parteciperanno solo 25 persone.
E subito riprende il viaggio: a fine novembre la quinta edizione del Festival della Migrazione a Modena
Roma - Torna a Modena il 26, 27 e 28 novembre il Festival della Migrazione che quest’anno ha per tema: “E subito riprende il viaggio. Giovani generazioni, nuove energie per superare le fragilità”.
L’appuntamento, che si svolgerà in presenza e online, metterà al centro i giovani migranti, sia coloro che arrivano in Italia sia i nostri connazionali che si spostano in altri Paesi.
“La sfida delle migrazioni non riguarda più tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni differenti, sappiano comporsi in una realtà più ricca”, sottolinea don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, per il quale “per troppo tempo abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di troppi) e portarlo in un porto italiano: questo è solo il primo passo”. La vera sfida, osserva don De Robertis, “è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”.
Nel corso del Festival, che prevede approfondimenti, dibattiti e tavoli tematici su cooperazione, economia e lavoro, sarà presentato in anteprima il “Rim Junior” della Fondazione Migrantes (il Rapporto Italiani nel Mondo dedicato ai ragazzi). È in programma anche un flash mob al quale parteciperanno i responsabili delle associazioni impegnate nella formazione dei giovani.
L’obiettivo “è quello di rappresentare la diversità, le sfumature e l’esperienza soggettiva all’interno della migrazione, partendo dal comune denominatore dell’appartenenza all’umanità. Vogliamo sfidare la retorica che riduce i migranti a categorie semplicistiche: nemici attivi o vittime passive. Quest’anno abbiamo anche arricchito il comitato scientifico di figure di alto livello e abbiano nominato Edoardo Patriarca portavoce della manifestazione”, rileva Luca Barbari, presidente di Porta Aperta.
“Quando parliamo di migranti parliamo di persone, di storie, di volti. E puntare l’attenzione sui giovani è ancora più importante: sono migranti che approdano in Europa per cercare un futuro migliore, sono italiani che qui non trovano prospettive e le cercano altrove”, aggiunge da parte sua il portavoce del Festival, Edoardo Patriarca.
Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes con le diocesi del territorio emiliano, il Terzo settore (con Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni), l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena e altri enti locali.
R.I.
Don De Robertis: “sentenza Consulta è grande risultato che non risolve elementi di incostituzionalità dei decreti Sicurezza”
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Migrantes: immigrazione e diritto di asilo oggi al corso di formazione
Morire di Speranza: questa sera veglia a Novara
Migrantes: gli ambiti della pastorale della mobilità umana al corso di formazione in corso a Roma
Migrantes: prosegue il corso di pastorale migratoria
Roma - E’ stato il card. Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli a concludere, ieri sera, la prima giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes . All’incontro partecipano circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina. Ad aprire l’edizione 2020 del corso il saluto di don Gianni De Robertis e una introduzione di mons. Guerino Di Tora, rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Migrantes mentre alla biblista, sr. Elizangela Schaves Dias delle Scalabriniane è stato affidata la prima relazione sul tema “Il forestiero nella Sacra Scrittura”.
Questa mattina i lavori proseguiranno con gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes che traccerà un quadro sulla storia dell’organismo pastorale mentre don De Robertis illustrerà lo statuto della Fondazione. nel pomeriggio Caterina Boca si soffermerà su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e Marco Omizzolo si soffermerà su “le condizioni dei migranti e l’impegno per la giustizia”. In serata uno spettacolo di Vincenzo Sorrentino”.
R.I.
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R.Iaria
Mons. Russo: “fare emergere tanti ‘nuovi europei’ dalla condizione di invisibili”
Raffaele Iaria
“Morire di Speranza”: domani veglia di preghiera con mons. Russo
Roma - In occasione della Giornata mondiale del rifugiato del prossimo 20 giugno, domani sera, 18 giugno, presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere la veglia di preghiera “Morire di Speranza”, organizzata da diverse associazioni e movimenti impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant'Egidio, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ACSE.). Durante la veglia verranno ricordate le 40.900 persone morte, dal 1990 a oggi, nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Un conteggio drammatico - si legge in una nota - che si è ulteriormente aggravato nei primi mesi del 2020, quando, nonostante la situazione di emergenza causata dal Covid-19 sono state 528 - per metà donne e bambini - le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro continente, soprattutto dalla Libia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Si tratta di un bilancio troppo pesante, per essere considerato, come troppo spesso accade, come una statistica accanto alle altre. È invece "una tragedia dell’umanità di cui occorre fare memoria pensando soprattutto alle migliaia di persone che si trovano in questo momento nei centri di detenzione in Libia - per i quali è più che mai urgente aprire i canali dei corridoi e dell'evacuazione umanitaria - o nei campi profughi di Lesbo, dove alle condizioni disumane si è aggiunto il pericolo della pandemia".
Durante la veglia di Santa Maria in Trastevere, che sarà presieduta, da mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, verranno ricordati alcuni nomi di chi è scomparso e accese candele in loro memoria. Parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare.