- La condizione dei tanti stranieri senza titolo di soggiorno (si stima siano almeno 600.000) presenti nel nostro paese, persone senza diritti, condannati all’invisibilità, esposti allo sfruttamento lavorativo e di altro genere, e ora anche al contagio. Papa Francesco li ha ricordati più volte in questi mesi, e anche il Cardinal Bassetti si è pronunciato, proprio nei giorni in cui si discuteva in parlamento della norma per consentire l’emersione dal lavoro nero e dalla irregolarità. La legge approvata non corrisponde a quanto avevamo chiesto, e cioè la regolarizzazione di tutti gli “invisibili” presenti sul nostro territorio, indipendentemente dal contratto di lavoro, come condizione indispensabile per il riconoscimento della loro dignità e la tutela della salute loro e di tutti. Tuttavia è un passo in questa direzione e permetterà a molte migliaia di persone una vita più giusta.
- La condizione di tante persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria e che continuano ad essere costrette ad affidarsi a trafficanti senza scrupoli perché non ci sono vie di fuga legali e sicure. Ad essere torturati e violentati nei campi di detenzione libici e a morire lungo il viaggio: “La catastrofe umanitaria più grande dopo la seconda guerra mondiale” (Papa Francesco). E questo ormai come se fosse una cosa normale, inevitabile, senza un sussulto di umanità.
- Occorre moltiplicare le occasioni di ascolto e di incontro, perché impariamo a riconoscerci parte di una stessa umanità. Giustamente qualcuno ha notato che fra il lasciar morire nel Mediterraneo i profughi e il lasciar morire i vecchi, come cinicamente si è fatto in alcuni paesi, il passo è breve. Si tratta di esercitarci in quelle sei coppie di verbi che ci ha suggerito il Papa nel suo messaggio per la prossima GMMR.
- Il prossimo 3 giugno saranno tolti i limiti agli spostamenti fra le regioni e con gli stati esteri, per favorire l’afflusso dei turisti. I nostri porti resteranno vietati solo a quanti fuggono dalla morte?
- Basta con la criminalizzazione delle navi delle ONG accusate di essere complici dei trafficanti e di attentare alla sicurezza del paese. Esse fanno quello che l’Europa dovrebbe fare, garantire l’accesso a un porto sicuro ai richiedenti asilo.
Don Gianni De Robertis
direttore generale Fondazione Migrantes