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Presentato il volume “Crescere expat”. Mons. Felicolo: “Un’immagine onnicomprensiva dell’Italia ‘internazionale’ del futuro”

12 Marzo 2026 - È stato presentato a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, il volume Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo (Tau editrice) di Eleonora Voltolina, frutto di una ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Migrantes. Il testo analizza cosa significhi costruire o far crescere una famiglia fuori dall’Italia, esplorando la quotidianità delle italiane e degli italiani e dei loro figli, per mostrare opportunità, difficoltà e cambiamenti culturali legati alla scelta di una vita, o di una parte della propria vita, all’estero. A interloquire con l'autrice, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo e il vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera, Toni Ricciardi. Ha moderato l'incontro la giornalista Rai, Veronica Fernandes. L'intervento del direttore generale delle Fondazione Migrantes si è concentrato, in particolare, su quattro questioni che emergono nel libro. La prima: le famiglie sono sempre più mobili e si inseriscono a pieno titolo all’interno del più ampio contesto della mobilità italiana. In considerazione di questa mobilità, il concetto di casa cambia: non è un luogo fisico univoco e statico. In terza istanza, e di conseguenza, il bilinguismo e/o il plurilinguismo rappresentano un dono cognitivo immenso. La lingua italiana è spesso essenziale nel legame emotivo genitore-figlio, si prova a preservarla. Infine, è stata sottolineata la rilevanza della rete. Alla rete degli affetti lasciata in Italia, si unisce quella che si è capaci di creare e ricreare nel Paese estero. "Nel libro - ha detto mons. Felicolo - la parola è lasciata ai protagonisti, che si mettono in gioco, che investono nel loro futuro e si vedono confrontati a sfide, che talvolta sono sottoposti a rinunce. Persone che, allo stesso tempo, non perdono mai la speranza. Chi parte ha senza dubbio per compagna di viaggio una profonda speranza, forgiata dalla fatica, dalla nostalgia, dalla capacità di ricominciare, dal sogno di una vita migliore per sé e per i propri figli. Le famiglie, con la loro forza, sono in grado di costruire ponti e di essere un ponte, un contatto tra Paesi. Un ruolo a cui questo lavoro rende merito, riflettendo sulle famiglie e con le famiglie e restituendo un’immagine onnicomprensiva, dando misura dell’Italia di oggi all’estero e di quella che sarà l’Italia 'internazionale' del futuro oltre i confini della Penisola".

Sul sito della Camera dei deputati il video integrale della presentazione.


Crescere Expat VoltolinaIn Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Eleonora Voltolina presenta oltre 30 istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza a una sterminata varietà di situazioni. Storie intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero.

Il libro è disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/

sia in versione ebook https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/

Come si crescono figli italiani lontano dall’Italia? Una ricerca sulle famiglie expat

5 Marzo 2026 - Giovedì 12 marzo, alle ore 16 a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei deputati (via della Missione 4/8) viene presentato il volume “Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo” (Tau editrice) di Eleonora Voltolina, frutto di una ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Migrantes. Ripubblichiamo l'articolo in cui l'autrice ha presentato il suo lavoro su "Migranti Press". Gli italiani che vivono all’estero ne hanno abbastanza di sentirsi definire “cervelli in fuga”: una etichetta cliché che piace ai giornalisti, ma rende un servizio davvero povero alla comunità degli italiani fuori dall’Italia, che è molto ricca e variegata, e composta da expat molto diversi per titolo di studio, età, situazione professionale e personale. Continuare a parlare di cervelli in fuga lascia da parte tantissime persone che, invece, hanno bisogno e voglia di essere raccontate a tutto tondo, e ascoltate. Per esempio, una condizione peculiare che accomuna molti, nel Paese di approdo, è quella di portare avanti una famiglia. In due accezioni: aver effettuato un progetto migratorio familiare – ed essere partiti quindi con figli al seguito – o aver messo al mondo dei figli direttamente all’estero.
Soddisfazione, speranza, dispiacere
Per esplorare questo tema, tra il 2024 e il 2025, ho effettuato, grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, una ricerca che ha visto la partecipazione di oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero (per un 81% mamme, e il restante 19% papà), che hanno risposto a un set di oltre 200 domande condividendo la loro esperienza. Nell’edizione 2025 del RIM, il Rapporto Italiani nel Mondo, è già apparso un piccolo assaggio dei risultati: risulta subito chiaro che queste famiglie sono contente della loro scelta. Le emozioni più frequentemente associate al crescere i figli all’estero sono infatti “soddisfazione” e “speranza”; anche se il 57% ammette di avvertire un senso di colpa, o dispiacere, per averli allontanati dai nonni. I genitori expat sono generalmente soddisfatti della loro vita (tre su cinque danno un voto tra 8 e 10 al tenore di vita raggiunto) e, forse per questo, solo un terzo di loro avverte un concreto desiderio di rientrare in Italia. Conciliare lavoro e famiglia sembra più facile quando si è all’estero. Per esempio, le penalizzazioni verso chi lavora e ha figli sono ben più frequenti in Italia che nel resto del mondo: se un 15,5% di genitori expat racconta di aver subito mobbing nel Paese di approdo, tra coloro che avevano già figli quando ancora vivevano in Italia la percentuale di esperienze negative nel mercato del lavoro italiano sale addirittura al 49%. La suddivisione dei lavori di cura tra madri e padri è più equilibrata all’estero che in Italia, con un più alto livello di parità di genere nelle famiglie; non a caso il congedo di paternità italiano si prende una sonora bocciatura quando viene messo a confronto con quelli vigenti altrove, spesso di durata maggiore.
Un libro per raccontare i risultati
I risultati della ricerca sono raccontati in un libro che ai dati intreccia le storie di oltre 30 genitori italiani all’estero, per costruire un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia”. Molti i temi toccati: le ragioni che spingono a partire; le differenze tra le famiglie 100% italiane e quelle miste, con genitori di nazionalità diverse. E ancora: le strategie di costruzione e consolidamento dell’identità italiana quando si vive lontano; l’importanza e la complessità di mantenere l’italiano in casa e fuori casa, e trasmettere la lingua ai figli; la diversità nei sistemi sanitari e in quelli scolastici. A proposito, in particolare, di calendari scolastici, non sorprende che una decisa maggioranza di genitori expat sia convinta che sia più facile gestire varie settimane di vacanza distribuite durante l’intero corso dell’anno, anziché tutte in blocco d’estate, come ancora si fa in Italia!
Politiche di sostegno alle famiglie
Ben tre quarti dei genitori expat affermano che è più facile fare figli nel loro Paese d’approdo rispetto all’Italia. Un verdetto netto, che si basa sul fatto che all’estero le famiglie sono aiutate di più, e sul quale la classe politica italiana dovrebbe riflettere. Il maggior aiuto pubblico messo a disposizione di chi ha figli all’estero è lo sgravio fiscale, uno sconto sulle tasse dovuto al fatto di avere uno o più figli: ben il 51% di chi ha partecipato alla ricerca racconta che il Paese in cui vive prevede questo tipo di agevolazione. E poi generosi assegni mensili di sostegno economico per ciascun figlio, spesso addirittura indipendenti dal reddito del nucleo familiare; contributi o rimborsi per spese varie, come le attività extra-scolastiche o il babysitting; servizi di assistenza e counseling gratuiti o a prezzo calmierato, dopo il parto e nei primi mesi (o addirittura anni) di vita del bambino, come il servizio di puericultura a domicilio. Altro che bonus bebè! All’estero sembrano aver capito che aiutare le famiglie con una somma una tantum alla nascita non basta, e che è necessario prevedere aiuti e servizi continuativi. La ricerca e il libro vogliono mettere a disposizione dei policymaker e del dibattito pubblico proposte e idee direttamente dai genitori italiani residenti all’estero, per far tornare l’Italia un Paese accogliente per tutti coloro che hanno desiderio di fare famiglia. (Eleonora Voltolina, in "Migranti Press" 1 2026)

Speranze recluse. La “nuova normalità” del diritto d’asilo | “Migranti Press” 1 2026

19 Febbraio 2026 - Il primo numero del 2026 di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, propone in copertina lo sguardo lucido e preoccupato offerto dal Report 2025 sul diritto d’asilo: “Ciò che un tempo sarebbe apparso inaccettabile – respingimenti, accordi con regimi autoritari, esternalizzazione della protezione – diventa tollerato e persino auspicato. È la nuova normalità di un Nord America e di un’Europa sempre più chiuse, e di un mondo che sembra rassegnato alla crisi permanente”, scrivono Giovanni Godio e Mariacristina Molfetta. In evidenza, i due editoriali. In quello firmato dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, una riflessione e una prospettiva su un tema di grande attualità sociale e politica, spesso strumentalizzato anche a spese delle persone migranti: quale sicurezza cerchiamo? Nell’altro editoriale, che abbiamo già anticipato su migrantesonline, Massimo Faggioli – expat a lungo degli Stati Uniti e ora in Irlanda – ci regala una testimonianza personale sulla “sua” Minneapolis e sul perché proprio lì potrebbe essere esplosa per la prima volta la durezza della nuova ICE di Donald Trump. E ancora: Eleonora Voltolina, presentando un volume in uscita il 20 febbraio, racconta la vita, le speranze e le preoccupazioni di chi lascia l’Italia e costruisce una famiglia all’estero. Simone Varisco, commenta 4 studi di recente pubblicazione, per ragionare sul tema della paura e su come essa possa essere legata ai pregiudizi e alla (cattiva) comunicazione. Simone Sereni prima apre una finestra sull’applicazione dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali nell’accompagnamento di migranti e rifugiati, presentando due esperienze: Infocaminante e Sportellino; poi racconta la sua visita alla scuola di italiano del progetto “Sababu”, nel cuore di Torpignattara, a Roma Infine, oltre alla prima puntata della nuova rubrica curata dall’Osservatorio “Vie di fuga”, dedicata alle “Parole in fuga” – un glossario ragionato e incarnato sulle parole che accompagnano la quotidianità dei richiedenti asilo e dei rifugiati –, le nostre pagine fisse dedicate a leggi e giurisprudenza sui migranti, brevi notizie dal mondo della Fondazione Migrantes e alle segnalazioni culturali: libri, cinema, arte, etc.   Copertina Migranti Press 1 2026 rifugiati

Fare figli all’estero è più facile? Un nuovo volume della Fondazione Migrantes con Tau editrice

16 Febbraio 2026 - Negli ultimi vent’anni oltre 1 milione 700mila italiani si sono iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero; nello stesso periodo i rimpatri sono stati la metà. 123mila persone sono partite nel corso del solo 2024, di cui15mila minorenni – bambini e ragazzi a seguito delle loro famiglie. Inoltre, almeno 25 mila nuovi piccoli italiani (il numero è purtroppo incerto) nascono ogni anno in giro per il mondo: sono soprattutto figli di persone recentemente espatriate. Bastano questi numeri per far capire l’enorme raggio d’azione di Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, in uscita il 20 febbraio nella collana “Quaderni Migrantes” della Tau editrice, realizzata con la Fondazione Migrantes. In questo libro la giornalista Eleonora Voltolina raccoglie le storie di tanti genitori italiani all’estero: Erika, che si è lasciata alle spalle Torino per l’Australia, e racconta che il marito va a fare surf sull’oceano ogni mattina prima di andare in ufficio; ma anche che soffre perché suo padre, non potendo prendere l’aereo, in dodici anni non è mai potuto andare a trovarla. Francesco, che dopo aver vissuto in mezzo mondo si è innamorato di una donna greca, e adesso vive a Londra con lei e un figlio che a quattro anni parla già fluentemente tre lingue. Giulia, che è partita con il suo compagno dall’Emilia Romagna, ha avuto il primo figlio in Danimarca e la seconda in Portogallo, e racconta le due esperienze molto diverse anche per il diverso approccio culturale alla maternità. Oltre trenta istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza alla sterminata varietà di queste situazioni: «Famiglie che vivono dall’altra parte del mondo, e che per tornare in Italia si devono fare trenta ore di volo, e famiglie che vivono giusto al di là del confine. Famiglie tradizionali, famiglie allargate e ricomposte, famiglie monogenitoriali, famiglie arcobaleno». Le storie sono intrecciate ai risultati di una ricerca cui hanno partecipato oltre 1.200 genitori italiani residenti all’estero, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Migrantes che ogni anno pubblica il Rapporto Italiani nel Mondo: nell’edizione 2025, uscita lo scorso novembre, un saggio dava un piccolo assaggio dei risultati. Crescere Expat Voltolina Nella prefazione di Crescere expat, Maria Chiara Prodi – segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e a sua volta mamma italiana di stanza a Parigi – sottolinea come sia importante «tenere insieme dati aggregati e intimità delle esperienze», andando a ricercare anche «alcuni “universali”, necessari per costruire finalmente delle autostrade di senso in cui ritrovarci e riconoscerci». «Le comunità delle cittadine e dei cittadini italiani che risiedono all’estero sono e devono essere considerate come parte dinamica, attiva e imprescindibile dell’Italia» scrive nella postfazione mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes: «Per questo le famiglie vanno tutelate, ascoltate, rese partecipi. Come fa questo libro», disegnando un affresco di come si crescono “figli italiani lontano dall’Italia” e toccando molti temi. Alcuni già spesso discussi, come l’integrazione e la costruzione di identità “multinazionali”, il costo dei figli e il sostegno statale, l’importanza e complessità di non dimenticare l’italiano, o la diversità nei sistemi e nei calendari scolastici. Altri ancora poco esplorati, come il rapporto con i nonni. Perché la decisione di vivere all’estero ha anche un impatto sulle famiglie d’origine, e rende più complessa la costruzione dei legami intergenerazionali. La stessa Voltolina, che dal 2020 è residente in Svizzera con la sua famiglia, confida che il trasferimento ha comportato la «necessità di pianificare meglio e con più cura le occasioni di contatto tra nonni italiani e nipote transfuga, e contrastare la malinconia dell’accresciuta distanza». Per la ricerca Voltolina ha trovato una «formidabile alleata» nella ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani del Mondo della Fondazione Migrantes. «Da tempo studiamo le famiglie italiane in mobilità, e desideravamo uno studio sistematico, una ricerca che le mettesse al centro della riflessione: sia quelle nate a seguito di una esperienza migratoria, sia quelle che avviano progetti di mobilità» afferma Licata: «Analizzare l’Italia fuori dell’Italia dalla prospettiva della famiglia significa, oggi, per il nostro Paese, capire quanto il processo di mobilità nell’epoca della migrazione sia parte integrante della nostra storia e del nostro presente, delle nostre storie e dei nostri territori». Il libro, disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo sia in versione ebook per permetterne la lettura anche a quei tantissimi expat che vivono in posti dove i libri in italiano non arrivano, racchiude «storie singole che diventano universali» scrive Voltolina: «Quasi tutti gli italiani all’estero hanno voglia di interagire con l’Italia, creare vasi comunicanti – anche perché le loro vite sono letteralmente costruite sul confine. Molte volte è difficile. Ma qualche volta qualche idea, qualche storia, qualche esperienza riesce a forare il muro di gomma. La speranza è che questo libro rappresenti una di quelle volte». In un momento di inverno demografico, con le nascite in caduta libera, è più che mai interessante chiedersi se all’estero sia più facile fare famiglia rispetto all’Italia, e tracciare un confronto tra le politiche di sostegno alle famiglie. Nell’ultimo capitolo del libro sono racchiusi anche spunti e proposte dei genitori expat che, se implementati, potrebbero aiutare l’Italia a ridiventare un Paese in cui i giovani non abbiano paura di mettere su famiglia.

Eleonora Voltolina, Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo, Tau editrice, 228 pagine.

In libreria dal 20 febbraio 2026.

Sul sito Tau editrice (carta): https://www.taueditrice.it/libro/crescere-expat/

Solo versione ebook: https://www.amazon.it/dp/B0GHZRQBW9/


ℹ️ Per informazioni:

“Vuoi conoscere Roma?”. Un manuale per imparare l’italiano attraverso la scoperta della città

6 Febbraio 2026 - Martedì 10 febbraio, a Roma, a partire dalle ore 17, presso CSV Lazio ETS (via Liberiana 17) viene presentato Vuoi conoscere Roma?, un manuale per imparare l’italiano attraverso la scoperta della città di Roma. Il manuale propone un approccio originale all’apprendimento della lingua italiana, che passa attraverso la scoperta di Roma. 150 pagine di percorsi linguistici, culturali e di orientamento civico, pensati per studenti migranti di livello A1–A2. Il manuale è a cura di Ornella Martella, Mariella Risio e Roberta Rondini docenti della scuola di italiano di ACSE - Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi, con prefazione di Walter Veltroni. La partecipazione gratuita ma l'iscrizione obbligatoria: https://tinyurl.com/458ddjsj

“Non siamo cervelli in fuga”. La complessità della mobilità italiana. Il numero 11-12/2025 di “Migranti Press”

13 Gennaio 2026 - L’ultimo numero del 2025 di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, propone in copertina e approfondisce il tema-guida del Rapporto Italiani nel Mondo 2025: non siamo un Paese di “cervelli in fuga”. L’Italia si racconta come il Paese della grande fuga dei giovani altamente qualificati, ma parlare di “cervelli” è offensivo per chi parte come per chi resta. E l’immagine tragica della “fuga” offusca la dimensione della “scelta”. In evidenza, i due editoriali e l’intervista all’artista Marcello Silvestri. Nell’editoriale del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, che abbiamo già anticipato su migrantesonline.it, troviamo ciò di cui è opportuno dire grazie per il 2025 accanto alle sfide per il 2026, una in particolare… Nell’altro editoriale, Paolo Lambruschi accende un piccolo spot su degli emigrati italiani che non ti aspetti. Mentre con Marcello Silvestri affrontiamo il possibile ruolo dell’arte nel vivere la contemporaneità, con una riflessione particolare su ciò che riguarda la mobilità umana. E ancora, oltre all’ultima puntata della rubrica “Paesi sicuri?” – che ci ha accompagnato per tutto il 2025 – dedicata all’Algeria, due racconti di donne che nel mondo “salvano e si salvano” di Antonella Mariani, la questione del disagio abitativo delle comunità immigrate in Italia, vista da una città come Salerno, la strada fatta insieme a rom, sinti e caminanti, dall’Incontro nazionale degli operatori pastorali di settore a Napoli fino al Giubileo con Leone XIV a Roma.   Infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).
In sommario
Foto di copertina: © Song_about_summer - Adobe Stock
Editoriale I “grazie” per il 2025. E la sfida per il 2026 mons. Pierpaolo Felicolo
L’altro editoriale “Italbangla” a Londra. Gli emigrati italiani che non ti aspetti Paolo Lambruschi Primo Piano Oltre la fuga e la retorica dei “cervelli”. Il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 Delfina Licata L’Italia secondo il RIM. Intervista a Paolo Pagliaro Simone Sereni Immigrati e rifugiati
  • Protagoniste. Donne nel mondo che salvano e si salvano Antonella Mariani
  • La lunga strada verso un “abitare sicuro” Antonio Bonifacio

Il problema abitativo tra le comunità immigrate. Una ricerca specifica dal Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025 Simone Varisco

Paesi sicuri?
Algeria a cura di Mirtha Sozzi e Giovanni Godio
Rom, Sinti e Caminanti
Leggi e giurisprudenza a cura di Alessandro Pertici Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei
Brevi Segnalazioni
[caption id="attachment_70038" align="aligncenter" width="724"]Migranti Press 11-12 2025 Copertina (foto: © Song_about_summer - Adobe Stock)[/caption]

Tratta, “Quattro pezzi da 20”: presentata a “Più libri più liberi” la nuova graphic novel della Fondazione Migrantes

4 Dicembre 2025 - Quattro pezzi da 20. Un futuro oltre la tratta è la terza graphic novel della serie realizzata da Fondazione Migrantes e Tau Editrice. In uscita nel mese di dicembre, è stata presentata in anteprima a Roma nel programma della Fiera "Più Libri Più Liberi", dalla curatrice del progetto, Cristina Molfetta, e dallo sceneggiatore, Emanuele Bissattini. Quattro pezzi da 20 è la storia di Peace, una giovane nigeriana vittima di tratta, ispirata a vicende reali. Ingannata con la promessa di un lavoro, affronta un duro viaggio verso l’Europa, dove riesce a fuggire dallo sfruttamento e a ritrovare sé stessa grazie alla musica e a nuove relazioni. Tra flashback, versi cantati e volti femminili che ne accompagnano il cammino, il fumetto sensibilizza i più giovani su un dramma attuale con un linguaggio diretto, narrativo e visivo coinvolgente. Disponibile in formato cartaceo e online, arricchito da contenuti multimediali. Un fumetto "da ascoltare" e da "completare" anche attraverso il profilo Instagram di Peace: @peace_abdel. Oltre ai già citati Molfetta e Bissattini, hanno collaborato alla realizzazione della graphic novel anche Chiara Marchetti, Manuela Valsecchi, Irene Pagnotta. La tavole sono di Valerio Chiola e Matteo Devicenzi.   Quattro pezzi da 20 graphic novel tratta

“Giovani protagonisti silenziosi”. Che Italia emerge dal Rapporto Immigrazione 2025? | In uscita “Migranti Press” 10/2025

4 Dicembre 2025 - Roma, 4 dicembre 2025.  È in uscita il numero 10/2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina, la “giovane Italia silenziosa” che emerge dal Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025: un’Italia che è cambiata e continua a cambiare, senza clamore, ma con la forza di una trasformazione profonda. È l’Italia dei giovani di origine straniera, nati o cresciuti in un Paese che è anche il loro, che oggi rappresentano non soltanto una componente numerica rilevante, ma soprattutto un laboratorio vivente. In evidenza, l’editoriale della presidente dell’associazione “Tutori in rete”, Paola Scafidi, che chiede “un tutore volontario per ogni minore”: la realtà dei minori stranieri non accompagnati vista da chi vorrebbe prendersene cura, ma ancora non può farlo fino in fondo; e poi, il progetto, da poco concluso a Roma, della Mostra immersiva sull’emigrazione italiana, “Come ponti sul mondo”. E ancora, oltre alla rubrica “Paesi sicuri?”, questa volta dedicata al Sudan, anche “La speranza è una radice”, l’esperienza del Festival dell’Accoglienza di Torino; l’intervista a Marco Omizzolo sulla storia di Balbir Singh e di come si è liberato dalla schiavitù del caporalato; un racconto di una giovane studentessa su Gaza, premiato al concorso “La scrittura non va in esilio” del Centro Astalli.  Infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).

Info:mpress@migrantes.it

Migranti Press 10 2025 Copertina

L’evoluzione della tratta degli esseri umani: i cosiddetti “centri truffa”

4 Dicembre 2025 - Un passaggio di un recente intervento alle Nazioni Unite di mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato vaticana, è lo spunto del saggio che il gesuita statunitense p. William McCormick dedica ai cosiddetti «centri truffa» (scam centers) del Sud-est asiatico, sul numero 4200 della Civiltà Cattolica. Stiamo parlando di luoghi, "che si trovano in aree caratterizzate da debole presenza statale, spesso lungo le frontiere o in regioni contese del Sud-est asiatico", in cui centinaia di migliaia di persone di varie nazionalità sono intrappolate e costrette a commettere frodi online o a collaborare con operazioni criminali. "Le truffe si legge nell'articolo - comprendono un’ampia varietà di schemi online: dai raggiri sentimentali alle frodi d’investimento, dal furto d’identità al phishing, fino alle truffe in criptovalute e ai falsi arresti digitali. Le strategie si perfezionano costantemente". Ma in che modo vengono ingannati e ridotti in schiavitù questi forzati del crimine? P. McCormick lo fa spiegare all’organizzazione International Justice Mission: "I criminali usano le piattaforme di social media per pubblicizzare falsamente lavori redditizi con stipendi elevati e condizioni ideali. I trafficanti organizzano tutto ciò che serve per rendere l’offerta irresistibile. Una volta giunti sul posto, i documenti e i telefoni delle vittime vengono confiscati, impedendo loro di fuggire o di chiedere aiuto. Esse vengono trattenute, e frequentemente subiscono abusi e percosse". "Una questione cruciale - si legge ancora nell'articolo - riguarda ciò che accade alle vittime una volta uscite dal giogo del lavoro forzato". Gli esperti di diritti umani ravvisano la necessità di un approccio centrato sulla vittima, in particolare garantendo "che le vittime non siano perseguite per reati commessi come conseguenza diretta della loro condizione di vittime di tratta". Civiltà Cattolica 4200

In uscita “Migranti Press” 9/2025. “Salto logico”: lo sport di base fotografa la quotidianità di un “Paese reale” che attende solo piena legittimazione

16 Ottobre 2025 - È in uscita il numero 9/2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina, il balzo mondiale di Mattia Furlani da cui prende spunto l’“altro editoriale” di Elena Miglietti, che mostra come dall’osservatorio quotidiano offerto dai piccoli e grandi atleti dello sport di base e dalle loro famiglie emerga già un Paese reale che chiede solo di essere visto, sostenuto e pienamente legittimato. Mattia Furlani MIgranti Press A seguire, dopo l’editoriale di S.E. mons. Gian Carlo Perego sulla specifica rilevanza dei corridoi umanitari per le donne in fuga da violenze e privazioni, in primo piano, la presentazione della nuova edizione del Festival della Migrazione – “Oltre il mare, oltre i muri” –, che compie 10 anni: come costruire città più giuste e inclusive? E poi: il giubileo dei migranti, letto anche alla luce del pellegrinaggio in vita di alcuni giovani santi; l’intervista a p. Pat Murphy, direttore della Casa del Migrante a Tijuana, in Messico, al confine con gli Stati Uniti; e quella a Gabriella Kuruvilla sul ruolo della letteratura della migrazione nel processo di inclusione; e la nostra scheda sui Paesi cosiddetti “sicuri”: questa volta parliamo di Tunisia. E ancora, la memoria della tragedia di Mattmark, a 60 anni da quella “ultima strage” di lavoratori italiani emigrati; l’esperienza del Coro Millecolori a Napoli; il contributo della Fondazione Migrantes all’effettivo esercizio del diritto allo studio per i figli e le figlie delle famiglie dello spettacolo viaggiante in Italia. Infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).
Il sommario completo
  • Editoriale Donne in fuga. Corridoi umanitari e politica europea Gian Carlo Perego 
  • L’altro editoriale I cittadini di fatto di ogni benedetta domenica Nello sport di base vediamo già l’Italia del futuro. E la politica? Elena Miglietti 
  • Primo Piano Oltre il mare, oltre i muri. Il Festival della migrazione compie 10 anni Edo Patriarca 
  • Immigrati e rifugiati
    • La santità è in cammino. Storie di giovani santi, giubilei e migranti Simone M. Varisco
    • A Tijuana è in gioco il “sogno americano”. Intervista a p. Pat Murphy Antonella Palermo
    • La letteratura della migrazione e la nuova Italia Una conversazione con Gabriella Kuruvilla Marina Halaka
    • Paesi sicuri? Tunisia a cura di Mirtha Sozzi e Giovanni Godio 
  • Italiani nel mondo L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana. A 60 anni dalla strage della diga di Mattmark Carlo De Stasio 
  • Rom, Sinti e caminanti Il Coro Millecolori. Le voci di Scampia Eraldo Cacchione 
  • Spettacolo viaggiante Il diritto allo studio dei figli dello spettacolo viaggiante Arianna Cocchi 
  • Leggi e giurisprudenza a cura di Alessandro Pertici. Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei
  • Brevi
  • Segnalazioni

“Migrazioni a fumetti”, esperienze editoriali e progetti culturali sulla mobilità umana

3 Ottobre 2025 - Venerdì 3 ottobre 2025 dalle 14.30 alle 18.00 il Centro Studi Emigrazione (Cser) propone online (canale YT: @fondazionecser5014) l'incontro “Migrazioni a fumetti”. I fumetti, grazie al linguaggio immediato di immagini e parole, offrono oggi nuove prospettive per raccontare le migrazioni: danno voce a storie personali e collettive, favoriscono l’empatia e rendono accessibili temi complessi legati a spostamenti, identità e diritti. Autori, studiosi ed esperti presenteranno esperienze editoriali e progetti culturali, aprendo uno spazio di dialogo tra ricerca, creatività e società civile.
Il programma:
  • 14.30 – 14.45 Lorenzo Prencipe (Cser), Introduzione
Esperienze
  • 14.45 – 15.00 Andrea Giovalè e Assia Ieradi, Draw my life. Tratti d’umanità in cammino (2022) e Draw my life. In senso inverso. Storie di donne in movimento (2024)
  • 15.00 –15.15 Cristina Molfetta e Pierpaolo Felicolo (Fondazione Migrantes), In fuga (2023) e 4 Vite che sono la mia. Percorsi dei minori stranieri non accompagnati in Italia (2024).
  • 15.15 - 15.30 Francesca Ceci (autrice) e Martina Petrucci (casa editrice) Le iniziative di Tunué.
  • 15.30 – 15.45 Francesco Della Puppa (Università di Venezia) e Francesco Saresin (Bologna), La linea dell’orizzonte (2021) e I disconosciuti (2024).
Analisi
  • 16.00 – 16.15 Matteo Sanfilippo (Università della Tuscia), L’emigrante pericoloso: dal feuilleton al fumetto.
  • 16.15 – 16.30 Federico Meschini (Università della Tuscia), Migranti nella produzione Marvel e DC.
  • 16.30 – 16.45 Martina Caschera (Università di Bergamo), La diaspora cinese raccontata nei fumetti.
  • 16.45 – 17.00 Anna Caprarelli (Liceo Linguistico, Bassano Romano), Il fumetto franco-belga.
  • 17.00 – 17.15 Michele Colucci (Ismed-CNR), L’utilità della divulgazione a fumetti.
  • 17.15 – 17.30 Luigi Maria Vignali (Direzione Generale Italiani all’Estero – MAECI) e Simona Binni, I progetti a fumetti del MAECI.
  • 17.30 – 17.45 Marco Pellitteri (Xi‘an Jiaotong-Liverpool University), Le migrazioni nei fumetti.
  • 17.45 Lorenzo Prencipe, Conclusioni
 

Migrazioni, card. Zuppi: “Nella polarizzazione colpevole e ignorante, alimentata nei dibattiti pubblici si creano luoghi comuni distorcenti, pericolosi”

16 Settembre 2025 - "Nella polarizzazione colpevole e ignorante, alimentata nei dibattiti pubblici e in particolare sul tema dell’emigrazione, si creano luoghi comuni distorcenti, pericolosi perché non permettono di comprendere i veri rischi, fanno perdere l’umanità e il rispetto per qualsiasi vita, fondamento del cristianesimo, ma anche dell’umanesimo che da questo è scaturito". Il quotidiano Avvenire ha pubblicato la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi alla nuova ricerca Toniolo sui corridoi umanitari (condotta con 20 donne under 35 da diversi Paesi); il focus è sulle donne, poiché gli studi sulle migrazioni hanno sottolineato che spesso le donne migranti si trovano ad affrontare situazioni più complesse e delicate rispetto agli uomini. Il libro Libere da, libere di? Storie di giovani donne in Italia con i corridoi umanitari (Vita e Pensiero, pagine 272, euro 20,00), a cura di Cristina Pasqualini e Fabio Introini - rispettivamente ricercatrice e professore associato di Sociologia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano -, sarà presentato il 29 settembre in Università Cattolica con il presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, autore della postfazione. E a proposito dei corridoi umanitari, scrive così il card. Zuppi nella prefazione: "Questo programma consente di salvarsi insieme, chi migra e chi accoglie. In Italia sono tante le esperienze virtuose di accoglienza e questo libro le racconta dando voce sia alle donne migranti che ne hanno beneficiato, sia alle comunità che si sono messe in gioco attivandosi nella prossimità".   Corridoi umanitari donne

I migranti e i Giubilei: il nuovo volume della collana “Testimonianze” (Tau editrice) della Fondazione Migrantes

9 Luglio 2025 -
Dal Giubileo del 1950 a quello del 2025: una storia di miseri­cordia, migrazioni e umanità in cammino. Se la misericordia non è virtù estemporanea nella Chiesa, non lo è neppure l’attenzione pastorale alle persone a diverso titolo “migranti”. Lo dimostra il legame con il Giubileo, che accosta la condizione del migrante a quella dell’homo viator, cioè di ogni uomo e donna sulla terra. Come scrive, infatti, S.E. mons. Rino Fisichella, responsabile dell’organizzazione del Giubileo 2025, nella prefazione di questo volume, il pellegrinaggio “appartiene sostanzialmente alla storia dell’umanità. Dove c’è l’uomo lì c’è anche il suo mettersi in cammino. Il pellegrinaggio, il senso del migrare, indica in primo luogo ciò che l’uomo stesso è”.

👉 Acquista il volume.

E così il libro di Simone Varisco - storico e ricercatore della Fondazione Migrantes - evidenzia, a partire da fonti di archivio inedite, il processo di maturazione della sensibilità sociale e pastorale che conduce dal Giubileo del «generale ritorno» indetto da Pio XII nel 1950 al «Giubileo per tutte le culture» del 2000, fino a identificare, nel 2025, i migranti come «missionari di speranza». Di cosa fanno memoria migliaia di rom, sinti e marittimi insieme a Paolo VI nel 1975? In che modo rifugiati e artisti dello spettacolo viaggiante celebrano il passaggio di millennio nel 2000? Che senso hanno, per gli emigrati italiani, i presunti UFO nei cieli del 1950? Dall’analisi dei più recenti Anni giubilari, ordinari e straordinari, emerge un quadro vivido della mobilità, della società e della Chiesa degli ultimi 75 anni, libero – oltre che dalla colpa, per misericordia – anche dall’ipocrisia. “Chi è in cammino sempre – scrive S.E. mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, nella Presentazione – per lavoro, necessità, ricerca, studio, costretto dalla guerra e dai cambiamenti climatici, comprende come è necessario sempre portare con sé l’essenziale, perché il superfluo affatica, rallenta, ferma. Nella vita di fede la ricerca dell’essenziale è fondamentale, per evitare sovrastrutture che disorientano, rendono incapaci di decidere, allontanano da Dio e dalle persone”. Il volume fa parte della collana “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni” della Tau editrice, promossa dalla Fondazione Migrantes della Cei.

Simone M. Varisco Pellegrini di umanità. Storie di Giubilei e migranti Tau editrice, 2025. Prefazione di Rino Fisichella.

[caption id="attachment_61510" align="aligncenter" width="184"]Pellegrini di umanità La copertina del volume "Pellegrini di umanità"[/caption]

“Migranti Press” | Accolti. E poi? Le condizioni socio-economiche dei rifugiati in Italia

3 Luglio 2025 - È in uscita il numero 6 del 2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina, uno studio dell’Unhcr, il primo in assoluto così esteso realizzato in Italia, e uno dei primi in Europa, sulle condizioni socio-economiche dei rifugiati successive all’ottenimento della protezione. In primo piano, l’intervista a S.E. mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per l’Italia meridionale, su Europa, accoglienza dei migranti e sul ruolo e la responsabilità della Chiesa. E poi: l’editoriale di p. Claudio Monge: una possibile traccia per sviluppare una teologia della mobilità umana e dell’ospitalità. E, ancora.
  • La nostra scheda sui Paesi cosiddetti “sicuri”: questa volta parliamo di Costa d’Avorio.
  • Le voci silenziate dell’accoglienza”: l’esperienza quotidiana e le opinioni di migranti e operatori sul sistema italiano.
  • La proposta di convivenza e condivisione tra giovani e migranti del Progetto Combo del Centro Astalli di Trento.
  • Migrazioni e salute mentale: il progetto “La cura di chi cura” della Fondazione Mamre di Torino.
  • “Un manifesto rosa”: un racconto di Luigi Dal Cin per ricordare l’emigrazione italiana in Belgio e la tragedia di Marcinelle.
E, infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).

ℹ mpress@migrantes.it

Migranti Press 6 2025

Specchia (LE), al Festival “Discorsi Mediterranei” il Report sul Diritto d’asilo e la graphic novel della Fondazione Migrantes

22 Giugno 2025 - "Discorsi Mediterranei. Storie di diritti, migrazioni e solidarietà internazionale" in programma a Palazzo Risolo, Specchia (LE), il 28-29 giugno è un festival su diritti, migrazioni e solidarietà internazionale. Spin-off del festival "Armonia. Narrazioni in Terra d'Otranto", "Discorsi Mediterranei" porterà per la prima volta nel Capo di Leuca un’occasione di riflessione approfondita sulle questioni sociopolitiche e culturali del bacino del Mediterraneo, con un approccio intersezionale attento ai legami tra diritti, identità sociali, questioni di genere, contesto ambientale e fenomeni migratori e con un focus sulle nuove narrazioni delle migrazioni e dei Sud globali. Tra gli eventi nel ricco programma, due coinvolgono direttamente la Fondazione Migrantes. Il 28 giugno dalle ore 18 c'è "Mediterraneo: migrazioni e diritto alla mobilità". Intervengono Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes, curatrice del Report “Il Diritto d’Asilo 2024”), Gianfranco Schiavone (presidente ICS - Consorzio italiano Solidarietà e socio ASGI) e Luca Rondi (giornalista Altreconomia). Il 29 giugno, invece, è previsto il "Laboratorio - presentazione" della graphic novel 4 vite che sono la mia. Percorsi dei minori stranieri non accompagnati in Italia (Tau editrice), di Cristina Molfetta, a cura di Fondazione Migrantes. Conduce il laboratorio l’autrice, Cristina Molfetta. Discorsi Mediterranei

“Servizio Migranti”. Pubblicato il primo numero del 2025

5 Giugno 2025 - È uscito il primo numero del 2025 di Servizio migranti, il trimestrale di approfondimento e documentazione della Fondazione Migrantes. In sommario: Editoriale Migranti, esuli, profughi e rifugiati sono segno di speranza Gian Carlo Perego La voce del Papa Lettera del Santo Padre ai Vescovi degli Stati Uniti d’America Papa Francesco La voce dei Vescovi
  • I migranti scelgono altre rotte, più difficili e pericolose Gian Carlo Perego
  • Appello alla Diocesi per l’accompagnamento dei fratelli immigrati Fausto Tardelli
  • Accogliere e ascoltare i minori non accompagnati: due verbi che camminano insieme Gian Carlo Perego
Speciale Convegno INPS-Migrantes (Roma, 23 gennaio 2025)
  • Sintesi degli interventi @Migrazione da fenomeno sociale e fattore identitario
  • L’altra Italia: transnazionalità, interculturalità, complessità Delfina Licata
  • Conclusioni lavori Pierpaolo Felicolo
Esperienze e riflessioni “La preghiera è il respiro della speranza”. Verso il ‘Giubileo dei Migranti’ 2025 Etra Modica Contributi e ricerche Giubileo delle periferie. Opportunità o problema. Disagio, immigrazione, sicurezza Pierpaolo Felicolo Orientamenti e approfondimenti Piena partecipazione dei minori con cittadinanza non italiana al sistema scolastico italiano: un’opportunità di crescita Pierpaolo Felicolo  

ℹ Per informazioni sulla pubblicazione: segreteria.direzione@migrantes.it

Copertina Servizio Migranti 1 2025

Il nuovo numero di Migranti Press: “Ero straniero e mi avete accolto”. Da Francesco a Leone, due Papi figli di emigranti

29 Maggio 2025 - È in distribuzione, in Italia e all’estero, il numero 4-5 del 2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes. In copertina, l’editoriale “doppio” di S.E. mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes. Per ricordare e ringraziare Francesco per il suo magistero e il suo servizio alla Chiesa, e per accogliere papa Leone XIV. In evidenza, l’intervista ad Alba Lala, segretaria generale del Coordinamento nazionale delle nuove generazioni italiane (Conngi), una delle anime del comitato promotore dell’imminente referendum sulla cittadinanza; e il nostro viaggio dentro il volontariato giovanile in Italia, in particolare tra coloro che cercano esperienze di servizio con e per i migranti: cominciamo con le proposte di ASCS, l’Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo. E, ancora. L’esperienza di giornalismo al femminile di “Donne senza frontiere”. L’intervista al prof. Andrea Bassi che racconta genesi e motivazioni della ricerca AVIS – “Il dono che include” – sul rapporto tra cittadini di origine straniera e agire solidaristico. La spinta del tema della prossima Giornata del migrante e del rifugiato sul sentiment positivo verso il Giubileo. La scheda sull’Albania della nostra rubrica “Paesi sicuri?”. Italea, il programma di “viaggi delle radici” per italiani residenti all’estero e italo-discendenti. L’arte come “spazio accogliente” di vita, culture e religioni: l’esperienza di Bottega d’Arte. E, infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).

mpress@migrantes.it

 

Migranti Press 3 2025 | L’integrazione è una bella impresa. Due esperienze che tracciano una rotta possibile

30 Aprile 2025 - Il numero 3 del 2025 di Migranti Press, il periodico della Fondazione Migrantes, era già stampato e in spedizione da qualche giorno quando abbiamo tutti ricevuto la notizia dolorosa della morte di papa Francesco. Abbiamo atteso un tempo più opportuno per presentarne i contenuti. Eccoli. In copertina, la speranza concreta di due belle esperienze di integrazione, nelle quali emergono il rispetto della dignità delle persone e la fiducia in relazioni comunitarie coraggiose: l’esperienza della cooperativa Sophia di Roma e quella del progetto di accoglienza portato avanti dal CIAC di Parma sulla base del modello del community matching. Di che si tratta? Poi, gli editoriali del direttore del JRS, Michael Schöpf SJ, sull’impatto operativo della decisione del governo degli Stati Uniti di congelare gli aiuti esteri; e quello del Delegato nazionale per le Missioni Cattoliche Italiane in Germania, don Gregorio Milone, su come i cattolici italiani stanno vivendo il particolare momento politico ed ecclesiale del paese. E, ancora. La seconda scheda della nostra rubrica sui “Paesi sicuri”: questa volta ci siamo occupati del Bangladesh. Un approfondimento ragionato sui dati Frontex 2024. Il resoconto della missione della Fondazione Migrantes con le Acli in visita presso la comunità italiana di New York City. La prospettiva sulla “fuga dei cervelli” dei ricercatori italiani in America Latina. L’esperienza della “scuola itinerante” per centinaia di bambini e giovani delle famiglie dello spettacolo viaggiante in Italia. E, infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc). Copertina Migranti Press 3 2025

8 marzo, in due volumi Fondazione Migrantes-Tau Editrice tante storie al femminile

8 Marzo 2025 - In due ricerche, raccolte in due recenti volumi promossi dalla Fondazione Migrantes e realizzati con Tau Editrice, si trovano tante storie in cui le donne sono protagoniste di cambiamenti delicati e vitali. «Quando mi hanno chiamato per dirmi che la casa c’era, non potevo crederci. Per anni ho sempre sperato e pensato: “un giorno arriverà un tetto vero per questi bambini? Usciremo dai campi?”». Quella di Bimba è una storia a lieto fine: lei e suo marito si sono trasferiti in un appartamento popolare di Cinecittà lasciando per sempre il container in lamiera del campo rom "La Barbuta" di Ciampino. Come la sua, altre cinque storie di donne, uscite finalmente da situazioni di degrado, povertà e violenza fisica e psicologica (legata al patriarcato), grazie al passaggio dal campo alla casa. Un’alleanza tutta al femminile ha vinto il pregiudizio e la condanna. A second life. Rinascita delle donne Rom nel passaggio dal campo alla casa è un saggio-reportage di Ilaria De Bonis che racconta con grande delicatezza e verità di cronaca, i sogni, le paure e il successo di donne rom che hanno conquistato una “seconda vita”. Eleonora Cucina, invece, è partita trent’anni fa dall'Italia, ha trascorso più anni della sua vita in Germania che nel suo Paese natale. Ha persino la doppia cittadinanza, ma non è la sola. Ha scelto di partire per la voglia di scoprire il mondo. Nella sua famiglia nessuno era andato più in là di Milano. Ha fondato ad Amburgo nel 2010 ReteDonne: «A chi mi chiede perché sono venuta a stare qui, posso fornire la risposta breve: per amore. Ma non è così semplice». Eleonora è la prima delle 10 storie di donne italiane emigrate raccolte da Loredana Cornero in Sulle ali del cambiamento. Narrazioni femminili dell’emigrazione italiana contemporanea. Sono quasi 6 milioni gli italiani che vivono all’estero: il 48,2% è donna. Oltre 2,8 milioni. Cosa sappiamo della crescente emigrazione femminile degli anni 2000, così diversa dalle precedenti? Il saggio cerca di comprendere le cause e le motivazioni che spingono tante donne a partire, inserendo oltre a dati e statistiche la voce di dieci donne che raccontano a cuore aperto la loro scelta di lasciare l’Italia, il loro amore per la madre patria, il loro inserimento e radicamento nel Paese che le ha accolte e il loro desiderio, almeno per il momento, di non rientrare. La copertina di "Sulle ali del cambiamento" (Tau editrice)

Fondazione Migrantes, “Le voci silenziate dell’accoglienza”: a Parma la presentazione del nuovo libro di Michele Rossi

17 Febbraio 2025 - L’immigrazione in Italia è spesso raccontata attraverso numeri, leggi e proclami politici, ma raramente si ascoltano le voci di chi la vive in prima persona. Le voci silenziate dell’accoglienza, il nuovo libro di Michele Rossi, promosso da Fondazione Migrantes e realizzato Tau editrice, nasce proprio per dare spazio a chi solitamente non ne ha: rifugiati, richiedenti asilo e operatori dell’accoglienza.
L’autore presenterà il libro a Parma il 24 febbraio 2025 alle ore 18:00 presso i Missionari Saveriani, in Viale San Martino 8. Sarà un momento di confronto con mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, e Mariacristina Molfetta, antropologa culturale ed esperta della stessa fondazione. Frutto di un’ampia ricerca, il libro raccoglie le testimonianze di quasi 400 migranti – alcuni inseriti nei sistemi di accoglienza, altri esclusi – e 200 operatori. Quali ostacoli incontrano? Quali possibilità di autonomia vedono? Qual è il vero volto dell’accoglienza in Italia per chi la vive?  Attraverso le loro parole emergono bisogni, desideri e frustrazioni, ma soprattutto il modo in cui percepiscono l’accoglienza in Italia. L’accoglienza, come emerge dal libro, non è solo una questione politica e giuridica, ma anche una realtà fatta di relazioni, incomprensioni e fatiche vissute sia da chi arriva sia da chi lavora per supportarlo.

Fonte: Ciac Onlus