Primo Piano

Italiani nel mondo: a Gerusalemme celebrata la Festa della Repubblica Italiana

5 Giugno 2023 -
Gerusalemme - La Custodia di Terra Santa ha onorato con una Messa la festa della Repubblica italiana che si è celebrata a Gerusalemme, come da tradizione, il sabato successivo al 2 giugno. Erano presenti, riferisce la Custodia, il Console Generale d’Italia Giuseppe Fedele, il responsabile dell’Ufficio Consolare Alberto Invernizzi, la responsabile dell’Ufficio Visti Marianna Delle Vedove, l’assistente del Console Tony Khoury e il personale diplomatico civile e militare del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. La liturgia, nella chiesa di San Salvatore, è stata presieduta da padre Alessandro Coniglio, che ha accolto la delegazione e tutti i fedeli presenti in vece del Custode di Terra Santa padre Francesco Patton, impegnato nel viaggio pastorale in Colombia per le celebrazioni dei 400 anni del Commissariato in quel paese. Per la Custodia di Terra Santa questi eventi rappresentano ogni anno un ringraziamento per l’operato svolto nel passato e nel presente da Francia, Belgio, Italia, Spagna, le quattro nazioni cattoliche protettrici e promotrici delle comunità cristiane di Terra Santa. “La messa odierna, come le altre messe consolari, non sono espressioni di vuoto nazionalismo – ha evidenziato padre Coniglio –, ma piuttosto esprimono la gratitudine della Custodia per i legami storici, di affetto e di sostegno concreto che il popolo italiano, attraverso le sue istituzioni pubbliche, ha sempre dimostrato ai frati e alla Custodia. Vogliamo pregare affinché questi legami si approfondiscano sempre di più e continuino a portare i frutti di sviluppo sociale e civile”. “Questa rappresenta una tradizione a cui tutti noi del Consolato Italiano teniamo molto ‒ ha commentato il Console Generale d’Italia Giuseppe Fedele ‒. È la concreta testimonianza di quello che è un rapporto storicamente proficuo e molto profondo. La presenza del Consolato a Gerusalemme implica il nostro speciale ruolo di tutoraggio e, quando possibile, di tutela di quello che è lo status quo nella Città Santa e di protezione dei francescani. Una presenza che noi cerchiamo di promuovere, quando possibile, anche con azioni concrete di sostegno, di supporto delle attività di natura culturale e di tutela del patrimonio storico e artistico”. La Messa si è chiusa sulle note dell’inno d’Italia, interpretato con l’organo della chiesa, prima del consueto scambio di saluti tra tutti i presenti presso la Curia Custodiale.

Il mistero bello della Trinità

5 Giugno 2023 -
Città del Vaticano - “Possiamo pensare Dio attraverso l’immagine di una famiglia riunita a tavola, dove si condivide la vita”. Commenta papa Francesco il dialogo tra Gesù e Nicodemo, è il Vangelo di Giovanni, e parla così, nel discorso che precede la recita dell’Angelus, della festa della Santissima Trinità: sentire parlare di Dio come di un rapporto tra padre e figlio “è un’immagine familiare che, se ci pensiamo, scardina il nostro immaginario su Dio”. Festa sconosciuta ai cristiani dei primi secoli, e, ancora oggi, alla tradizione orientale, la Santissima Trinità è entrata in un secondo momento nel calendario delle celebrazioni liturgiche. Segue la Pentecoste – l’effusione dello Spirito Santo sugli apostoli riuniti nel Cenacolo – e precede il Corpus Domini, quasi ad aiutarci a leggere meglio il cammino che abbiamo compiuto nel tempo di Quaresima e della Pasqua. Ma ricordiamo l’unione delle tre persone della Santissima Trinità ogni volta che recitiamo l’atto della nostra fede, il Credo, e questo grazie a due eventi che si sono celebrati trecento anni dopo la morte e la resurrezione di Gesù: il Concilio di Nicea e, 56 anni più tardi, quello di Costantinopoli. Per questo parliamo del Credo niceno-costantinopolitano. L’uguaglianza tra Padre e Figlio è nella prima parte dell’atto di fede, in quel “Dio vero, generato e non creato della stessa sostanza del Padre”. Il legame con lo Spirito Santo lo troviamo più avanti nella preghiera quando diciamo che dà la vita, e “procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”. Ed è qui in questa espressione, in quel Filioque, cioè “e il Figlio”, che troviamo la difficoltà del rapporto con la chiesa ortodossa, disputa teologica che va avanti da mille anni. Anche le letture della Messa ci aiutano a comprendere meglio il fil rouge dell’amore fondamento e legame delle tre persone della Trinità. Nell’Esodo leggiamo che Dio è “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. Nella lettera alla comunità di Corinto si legge: vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. Ma troviamo anche una formulazione trinitaria: “la grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”. La festa della Santissima Trinità ricorda tutto questo, ci parla di un amore che supera le piccolezze e i nostri peccati. Se la parola Dio “ci suggerisce una realtà singolare, maestosa e distante”, sentir parlare di un Padre e di un Figlio “ci riporta a casa”, ci ripropone l’immagine della mensa “che, allo stesso tempo, è un altare, è un simbolo con cui certe icone raffigurano la Trinità. È un’immagine che ci parla di un Dio comunione”: ma non “solo un’immagine è la realtà” perché “lo Spirito che il Padre mediante Gesù ha effuso nei nostri cuori, ci fa gustare, ci fa assaporare la presenza di Dio: presenza sempre vicina, compassionevole e tenera”. Non solo il Credo, ma anche il segno della croce, “il gesto più semplice che abbiamo imparato da bambini”, ci ripropone il “mistero della Trinità”. Infatti, ha detto il Papa, “tracciando la croce sul nostro corpo ci ricordiamo quanto Dio ci ha amato, fino a dare la vita per noi; e ripetiamo a noi stessi che il suo amore ci avvolge completamente, dall’alto in basso, da sinistra a destra, come un abbraccio che non ci abbandona mai. E al tempo stesso ci impegniamo a testimoniare Dio-amore, creando comunione nel suo nome”. Il vescovo di Roma invita i presenti a fare il segno della croce e, successivamente a chiedersi: “noi testimoniamo Dio-amore oppure è diventato a sua volta un concetto, qualcosa di già sentito, che non smuove e non provoca più la vita? Le nostre comunità sanno amare? Sono delle famiglie? Teniamo la porta sempre aperta, sappiamo accogliere tutti come fratelli e sorelle? Offriamo a tutti il cibo del perdono di Dio e il vino della gioia evangelica? Si respira aria di casa o assomigliamo più a un ufficio o a un luogo riservato dove entrano solo gli eletti?”. Nel dopo Angelus Francesco ha manifestato vicinanza alle vittime dell’incidente ferroviario in India e ha affidato a Maria “le popolazioni provate dal flagello della guerra, specialmente la cara e martoriata Ucraina”. (Fabio Zavattaro)

Mcli Zurigo: mons. Felicolo, “sentirsi figli abbracciati da Dio senza nessuna distinzione”

5 Giugno 2023 - Zurigo - Con una celebrazione eucaristica nella Chiesa dedicata a San Giovanni Bosco, si è conclusa, ieri mattina, la visita di mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, alla Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo. “La mia non è una visita di cortesia ma un desiderio del cuore”, ha detto nell’omelia mons. Felicolo evidenziando il bisogno di conoscere e incontrare gli italiani che vivono all’estero e i sacerdoti che li seguono pastoralmente per “sentirsi figli abbracciati da Dio senza nessuna distinzione”. La visita del direttore generale della Migrantes si è collocata all’interno della Festa della Missione che si concluderà il prossimo 17 giugno. Alla celebrazione eucaristica, concelebrata dal Missionario e parroco della parrocchia San Giovanni Bosco don Fulvio Gamba e animata dalla corale parrocchiale Santa Cecilia,  hanno partecipato molti italiani che vivono nel territorio di Zurigo: tanti anziani, molte famiglie giovani con bambini piccoli e tanti giovani. Il giorno prima mons. Felicolo aveva incontrato i giovani e le famiglie giovani della comunità italiana e aveva parlato sul tema “Giovani e famiglie”. La sfida della migrazione”. Nel territorio della Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo vivono circa 14mila italiani. L’attività pastorale inizia alla fine del diciannovesimo secolo quando i salesiani decisero di inviare alcuni sacerdoti per seguire pastoralmente gli italiani che arrivavano in quegli anni in Svizzera. (Raffaele Iaria)

Migrantes Cosenza-Bisignano: a Rende il Meeting “Comunità Accoglienti: Liberi dalla Paura”

5 Giugno 2023 - Cosenza - Si svolgerà a Rende (Cs) il prossimo 12 giugno, il “Meeting Comunità Accoglienti: Liberi dalla Paura” promosso dall’’ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano, in occasione della Giornata del Rifugiato 2023 ed all’interno della Festa di Sant’Antonio della Parrocchia Sant’Antonio dei Frati Minori di Rende. Il programma prevede, alle 17.30, un momento di riflessione con l’introduzione iniziale di Pino Fabiano, Direttore della Migrantes diocesana e i saluti del parroco p. Luigi Loricchio. Seguirà una relazione di p. Alessandro Manaresi che metterà in evidenza il fenomeno delle migrazioni forzate nel mondo, in Europa ed in Italia e l’accoglienza dei rifugiati nell’esperienza del Centro Astalli di Roma mentre sr. Loredana Pisani, Direttrice dell’Ufficio Migrantes di Crotone-Santa Severina, racconterà i giorni di impegno durante la tragica esperienza del naufragio di Cutro con la morte di 94 persone. Le testimonianze di alcuni rifugiati provenienti da zone di conflitti precederanno poi le conclusioni di mons. Giovanni Checchinato – Arcivescovo di Cosenza-Bisignano che presiederà anche la Liturgia animata da alcuni rifugiati presenti nel territorio.  Alle 20.30 spazio alla musica, con Moussa Ndao e Bito Sissoko, ed alla cucina dal mondo grazie alla presenza di alcuni stand di realtà di accoglienza di rifugiati del territorio (MOCI Cosenza, Coop. Strade di Casa, Casa Ismaele, CAS San Martino).            

Papa Francesco affida a Maria “le popolazioni provate dal flagello della guerra”

5 Giugno 2023 - Città del Vaticano - A Maria, "madre premurosa, affido le popolazioni provate dal flagello della guerra, specialmente la cara e martoriata Ucraina”. Al termine dell’Angelus di ieri, papa Francesco ha affidato ancora una volta a Maria la popolazione ucraina. Dopo aver assicurato la sua preghiera “per le numerose vittime dell’incidente ferroviario avvenuto due giorni fa in India”, il Pontefice ha salutato, tra gli altri, in maniera speciale i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, “che ringrazio per la vicinanza quotidiana alla popolazione”, ha detto il Papa: “La Virgo Fidelis, vostra Patrona, protegga voi e le vostre famiglie”.

Ucraina: oggi e domani il card. Zuppi a Kiev

5 Giugno 2023 - Città del Vaticano - "Con riferimento a quanto comunicato in precedenza dalla Santa Sede, si dà notizia che nei giorni 5-6 giugno 2023, il Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, compirà una visita a Kyiv quale Inviato del Santo Padre Francesco". Lo comunica questa mattina una nota della Sala Stampa della Santa Sede: "si tratta di una iniziativa che ha come scopo principale quello di ascoltare in modo approfondito le Autorità ucraine circa le possibili vie per raggiungere una giusta pace e sostenere gesti di umanità che contribuiscano ad allentare le tensioni". (R.Iaria)

Mci Zurigo: da domani la visita di mons. Felicolo per la festa della Missione

2 Giugno 2023 - Zurigo – “Giovani e famiglie”. La sfida della migrazione”. Questo il tema di una relazione che mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, terrà domani sera presso la Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo. L’iniziativa si colloca all’interno della Festa della Missione che si concluderà il prossimo 17 giugno. Mons. Felicolo incontrerà la comunità italiana che vive nel territorio della città di Zurigo e i rappresentanti e i gruppi della parrocchia dedicata a San Giovanni Bosco. Qui – ci dice il parroco don Fulvio Gamba, vivono circa 14mila italiani. La visita di mons. Felicolo si concluderà domenica alle 11 con la celebrazione della santa Messa nella chiesa della Missione Cattolica Italiana animata dalla corale musicale Santa Cecilia. La visita di mons. Felicolo in Svizzera proseguirà poi a Basilea dove parteciperà alla seconda edizione dell’Italian & Swiss Summer Festival. La Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo nasce alla fine del diciannovesimo secolo quando i salesiani decisero di inviare alcuni sacerdoti per seguire pastoralmente gli italiani che arrivavano in quegli anni in Svizzera. Il nucleo originario delle strutture pastorali e ricreative non risulta più presente, in quanto periodicamente vennero effettuati lavori di demolizione e di trasformazione.  Gli edifici attuali risalgono al 1952, la Chiesa e agli anni ’80 del ventesimo secolo la Missione. (Raffaele Iaria)

Migrantes Vicenza: domenica 11 giugno Festa dei Popoli

1 Giugno 2023 - Vicenza - Domenica 11 giugno festa dei Popli nella diocesi di Vicenza. Tema della festa, che si svolgerà a Bassano, sarà "Scalabrini padre dei migranti". Al centro della riflessione anche il tema dei diritti come evidenziato da papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con l'attenzione al diritto a partire ma anche al diritto a restare. Il programma della Festa  prevede alle 10.30 la messa animata dalle comunità migranti, il pranzo comunitario e alle 14 musica, presentazioni e giochi vari. L'evento che coinvolge anche le comunità parrocchiali del bassanese, è promosso dall'Ufficio Migrantes della Diocesi di Vicenza, dal Centro Pastorale Scalabrini di Bassano, dai Laici Scalabriniani e dalle Comunità etniche del bassanese.

Mci Germania: da domani il meeting dei giovani a Friburgo

1 Giugno 2023 - Friburgo - “Nessuno disprezzi la tua giovinezza, ma fatti esempio ai credenti con la parola, il comportamento, l’amore”. Questo versetto tratto dalla Lettera di San Paolo a Timoteo sarà il tema del meeting dei giovani delle Missioni cattoliche Italiane in Germania che si svolgerà dal 2 al 4 giugno a Friburgo. La città scelta – ha spiegato uno dei organizzatori, Salvatore Milone, è sede nuovamente – dopo la chiusura degli anni scorsi - di una comunità cattolica italiana. Quindi “ripartire da questa città è stata una scelta condivisa dalla commissione organizzatrice per dare un segnale forte di ripartenza, di riscatto, cominciare un ciclo di rilancio sia della comunità locale sia per ragazzi, dopo il periodo della pandemia”. Le giornate saranno alternate da momenti di giochi, attività ricreative fra cui una visita culturale alla città di Friburgo, a momenti di catechesi e adorazione eucaristica. Obiettivo del meeting è quello di dare l’opportunità ai giovani di “conoscersi tra di loro, esprimersi e formare un gruppo da portare avanti nel tempo. Ed è anche un’occasione da parte nostra di ascolto e dialogo con le nuove generazioni”, spiega Milone. (R.Iaria)

Italiani nel Mondo: a Basilea l’Italian & Swiss Summer Festival

1 Giugno 2023 - Basilea - Si svolgerà il 3 e 4 giugno a Basilea la seconda edizione dell’Italian & Swiss Summer Festival,  manifestazione dedicata all’Italia e alla Svizzera, alle voci, alle associazioni, all’arte, alla musica, al dibattito, all’incontro dei  due Paesi. L'iniziativa è nata da un’idea del GIR – Giovani in Rete – e del Quartiertreffpunkt di Erlenmatt/Rosental, con il sostegno  del Consolato d’Italia in Basilea e del Comites di Basilea, con la partecipazione di numerose associazioni ed Enti italiani e svizzeri, e alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, del Console d’Italia a Basilea.  Quella che sta per aprirsi è “una ricca seconda edizione di un Festival della comunità italiana organizzata a Basilea che sta divenendo un appuntamento fisso, un’iniziativa per conoscere le numerose associazioni, Enti, realtà e i loro rispettivi servizi, preziosi tanto per l’emigrazione tradizionale, di cui spesso ne rappresentano la storia pulsante, quanto per rispondere alle esigenze composite ed eterogene della nuova mobilità” sottolinea il GIR. Il programma prevede sabato 3 giugno anche la presenza del Ministro del Territorio Esther Keller, che terrà il discorso di apertura del Festival.  Questa seconda edizione potrà contare anche sulla presenza della Consigliera Nazionale SP, Sarah Wyss, e della Consigliera Cantonale SP, Amina Trevisan, che terranno un panel dedicato alle Pari Opportunità di salute nel contesto migratorio. La giornata di sabato 3 giugno proseguirà in musica, con Tonino Castiglione che si esibirà in uno dei suoi concerti e si concluderà con un Dj-Set dedicato ai più giovani amanti della musica Italian-House e Tech-House. Il giorno successivo, alla presenza dell’l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano, della Console d’Italia a Basilea, Benedetta Romagnoli e dell’On. Toni Ricciardi, impegnato, alle ore 15.45, insieme alla sociologa Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e al Direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierapaolo Felicolo, nella presentazione del volume “I Figli del Vento” di Licata.

Certini: l’esperienza di accoglienza e di integrazione vissute nelle comunità ecclesiali potranno esercitare una forza straordinaria di pressione culturale e politica

1 Giugno 2023 - Roma – “Oggi, di fronte alla crescita delle povertà di ogni genere, di fronte al folle aumento della produzione bellica, alle migliaia di migranti in fuga che perdono la vita nel nostro mare, occorre riscoprire il ruolo politico delle città, come declinato da Giorgio La Pira, il quale considerava la città come una grande casa e una grande famiglia”. Lo ha detto ieri Maurizio Certini, Consigliere del Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” di Firenze, intervenendo sul tema “Come costruire una cultura dell’accoglienza alla luce della Scrittura” all’incontro dei coordinatori etnici nazionali promosso dalla Fondazione Migrantes. Oggi, per Certini, legare la parola “accoglienza” alla parola “cittadinanza”, come ci propone Papa Francesco “ci richiama alla necessità di una politica-compito il cui compito strutturale è quello di favorire le condizioni per lo sviluppo di buone relezioni tra le persone e la costruzione del bene comune”. La cultura dell'accoglienza “apre alla cittadinanza, rispetta le identità: ha un benefico effetto politico ma anche ecclesiale; un effetto vasto, concreto, che guarda al futuro e può incidere sulle strutture della società, dandole qualità e umanizzandole”. Certini si è detto convinto che “l'esperienza di accoglienza e di reale integrazione vissute nelle comunità ecclesiali in questi anni potranno esercitare, man mano, una forza straordinaria di pressione culturale e politica sia a livello nazionale che internazionale”. Ad introdurre l’incontro il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.

Colombia-Ecuador: i vescovi delle diocesi di frontiera si incontrano per affrontare il tema migratorio

1 Giugno 2023 -
Roma - Su iniziativa dal dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale del Vaticano, i vescovi delle otto giurisdizioni ecclesiastiche di frontiera situate tra la Colombia e l’Ecuador, insieme ai membri delle loro équipe di pastorale sociale e ai rappresentanti della rete latinoamericana Clamor e della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni, si sono riuniti in questi giorni nella diocesi di Pasto, nel sud della Colombia. L’incontro, come riferisce la Conferenza episcopale colombiana, aveva tre scopi principali: approfondire le questioni legate all’attuale situazione migratoria nella regione, conoscere la risposta data da entrambe le Conferenze episcopali ai diversi bisogni dei migranti e definire azioni congiunte per rafforzare la missione della Chiesa a questo proposito. Nello specifico, all’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle Chiese particolari colombiane di Pasto, Ipiales, Tumaco, Popayán e Cali; e nel caso dell’Ecuador, dei vicariati apostolici di Esmeraldas e San Miguel de Sucumbíos, nonché della diocesi di Tulcán. L’incontro è stato accompagnato anche dal nunzio apostolico in Ecuador, mons. Andrés Carrascosa Coso, e dal rappresentante della Nunziatura apostolica in Colombia. A livello metodologico, l’incontro è stato un’opportunità per entrambe le Chiese di scambiare visioni, approcci, metodologie e materiali di lavoro sulla migrazione e la mobilità umana. Secondo mons. Omar Alberto Sánchez Cubillos, arcivescovo di Popayán e vicepresidente dell’episcopato colombiano, una delle proposte più rappresentative emerse durante l’incontro è stata la necessità di sviluppare, in modo integrato, una pastorale delle frontiere con un’équipe che rafforzi la lettura di questa realtà e contribuisca a una presenza più completa ed efficace della Chiesa cattolica dal punto di vista dell’accoglienza, dell’integrazione e della protezione. Di fronte a problemi sociali come la xenofobia, è sorta la necessità di rafforzare la vocazione dei volontari laici a sostenere i migranti nelle diverse giurisdizioni. Secondo mons. Sánchez, questo incontro rappresenta il secondo passo compiuto dal Dicastero in questa direzione. “Questo processo è iniziato alla frontiera con il Venezuela, ora in Ecuador, e si sta spostando verso Apartadó, verso Necoclí, verso quest’altro punto di incontro di tanti migranti, dove si sta dando una risposta e dove dovrebbe esserci anche un altro luogo di analisi, riflessione e impegni condivisi”, ha aggiunto il vicepresidente della Conferenza episcopale colombiana.

Piacenza: oggi messa con mons. Cevolotto per la festa liturgica di S. Giovanni Scalabrini

1 Giugno 2023 - Roma - "Oggi, 1° giugno 2023, celebriamo per la prima volta san Giovanni Battista Scalabrini, padre di tutti i migranti". Queste le parole di suor Giuliana Bosini, missionaria scalabriniana superiora provinciale della provincia Europea, in occasione della celebrazione del santo Scalabrini: "Il nostro Santo Fondatore è stato veramente un uomo di Dio, ma allo stesso tempo moderno e contemporaneo, e ci ha lasciato in eredità un carisma di fede e una cultura attuale perché le persone continuano ad essere costrette a migrare e spesso non sono libere di restare nella propria terra". "Lo spirito che anima la congregazione - ha quindi aggiunto - è quello di riconoscere, accogliere e amare Cristo nella persona del migrante". Giovanni Battista Scalabrini fu vescovo di Piacenza, fondatore della Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo e della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane, e ispiratore delle Suore Missionarie Secolari Scalabriniane. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento i flussi migratori erano molto intensi e, rendendosi conto di questo fenomeno, San Scalabrini si interrogò: "Di fronte a una situazione così deplorevole, mi sento umiliato nella mia qualità di sacerdote e di italiano, e mi chiedo: come posso aiutarli?". Da questo pensiero è iniziata la sua missione, prima organizzando conferenze per sensibilizzare l'opinione pubblica e poi dando sostegno spirituale e materiale alle persone costrette a migrare. Ha protetto i migranti dalle speculazioni, li ha sostenuti durante il percorso di integrazione nelle loro nuove comunità in Sud e in Nord America. Ed è anche per questa idea di grande famiglia che è considerato il padre di tutti i migranti. La sua visione profetica dei flussi migratori, che sono aumentati nel corso della storia, ispira ancora il desiderio di costruire una grande famiglia umana con migranti e rifugiati in tutte le parti del mondo. Il 9 ottobre 2022, durante la Santa Messa in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha proclamato Scalabrini santo. Inoltre, in questo giovedì 1° giugno 2023, alle 18.30, nel duomo di Piacenza si terrà una celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Piacenza, mons.  Adriano Cevolotto, in occasione della prima festa liturgica di San Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza e padre dei migranti.

Vangelo Migrante: Domenica 4 giugno – SS. Trinità

1 Giugno 2023 -
Celebriamo oggi la Festa della Santissima Trinità. Perché si celebra? Apparentemente potrebbe sembrare una festa astratta. In realtà la Festa della Santissima Trinità è la Festa della nostra Salvezza: lo Spirito Santo è l’unione tra il Pastore e la pecora, è il Signore della Comunione, il Signore della relazione. È Lui che ci fa incontrare Gesù vivo che ci salva e questa esperienza della salvezza, attraverso il Figlio, ci fa conoscere il Padre. E così non viviamo più da servi o da soli, con tutto lo zaino della vita sulle spalle, ma viviamo nella libertà dei figli che si sentono amati dal Padre. Abbiamo bisogno, di conseguenza, di festeggiare Dio che è Padre e che ci genera sempre come Figli in ogni fatto della vita, anche negli eventi di morte, della nostra vita: anche la morte fisica sarà la strada che ci apre il cielo, che ci apre il Paradiso. Abbiamo poi bisogno di credere che Gesù è l’unico vero Signore, così possiamo disobbedire a tutti gli altri padroni che dominano la nostra vita e ci rendono schiavi. Infine, abbiamo bisogno di credere nello Spirito Santo che è Signore e che ci insegna la vita, correggendoci e consolandoci. È nella consapevolezza della Trinità che facciamo l’esperienza di quel “tanto” che Gesù dice a Nicodemo nel Vangelo di oggi: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito”. Noi, attraverso lo Spirito, riceviamo Gesù come il dono del Padre, come l’amore del Padre, per non andare perduti, poiché tutti rischiamo di andare perduti, cioè di sprecare la nostra vita. Abbiamo, quindi, bisogno della vita di Dio che si riceve su questa terra, per vivere tutto con la “qualità” della fede. “Egli è venuto, non per condannare, ma per salvare”. Abbiamo la concreta possibilità di perderci, la concreta possibilità di dire “no”, ma “chi non crede è già stato condannato”: che cos’è questa condanna? Aggiunge Giovanni:” Perché non crede nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”, cioè la condanna è legata al nome.   Di quali nomi si sta parlando? Si sta parlando di Paolo, di Francesca, di Luigi? No. Chi non crede è condannato dagli altri nomi che vengono dagli altri padri, ma quanti nomi abbiamo? Per rispondere facciamo riferimento al rito del Battesimo, laddove è molto interessante la domanda che viene fatta all’inizio: “che nome date al vostro bambino?”. Ovviamente i genitori non danno il nome in quel momento, avendolo già scelto e registrato all’anagrafe. Quella prima domanda del rito del Battesimo è, in realtà, una presa di consapevolezza che il primo nome lo riceviamo dai nostri genitori, dalla vita che loro ci hanno dato, tanta o poca, bella o brutta, vuota o piena; c’è poi un secondo nome, che è quello che ci diamo da soli per reagire al nome che ci è stato dato dai nostri genitori: quindi se devo essere quello “bravo”, farò di tutto per soddisfare le loro aspettative o farò di tutto per non essere bravo. È chiaro che questo nome non è “libero” in quanto è solo la mia reazione al primo nome ricevuto; il terzo nome, invece, è quello che mi dà il Padre: quando mi dà questo nome? Nel Battesimo, ma diventa concreto nel momento in cui io mi rendo conto che da solo non posso cambiare il mio nome, ma lascio amare il mio nome al Padre ed esso diventa per me: “vivere tutto da figlio amato”, per cui io non mi sento condannato dalla mia vita o nella mia vita, ma io vivo da salvato. Questo è il senso di quel Nome che nella prima lettura il Signore proclama sul monte a Mosè, che è andato a portar su le Tavole con la Legge di pietra a cui il popolo non è capace di obbedire e di servire. Lì Mose riceve quel Nome da imporre sulle spalle del popolo, un popolo di dura cervice. Un Nome che è misericordia, un Nome che è salvezza. È molto diverso fare esperienza di Dio nella vita e conoscere Dio per Nome. Un conto è aver incontrato Dio nella vita, e un conto è vivere in comunione con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo nel segno di quella preghiera semplice che ci è stata insegnata da bambini, che non dice “Il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo….”, ma “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.”. La Trinità o si vive da dentro o si vive da fuori e questo cambia tutto. (Francesco Bruno)
 

Ismu: tornano a crescere le acquisizioni di cittadinanza italiana  

31 Maggio 2023 - Milano - Fondazione ISMU evidenzia che, in base agli ultimi dati Istat ed Eurostat, nel 2022 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati in totale 133.236 (per il 50,9% femmine e per il 49,1% maschi), il 9,7% in più rispetto al 2021, anno in cui si sono registrati 121.457 nuovi cittadini.  In media, nel 2022, è divenuto italiano uno ogni 38 stranieri residenti. Nell’ultimo decennio si è passati dai minimi del 2012 (65.383) ai picchi del 2015 con 178.035 e del 2016 con 201.591 acquisizioni, per poi scendere a 146.605 l’anno seguente (2017) e a 112.523 nel 2018, e infine tendenzialmente risalire - anche se in misura minore - durante gli ultimi quattro anni. Acquisizioni di cittadinanza in Europa. Dagli ultimi dati disponibili di Eurostat che si riferiscono al 2021 emerge che tra i Paesi dell’Unione Europea la Svezia è lo stato in cui si registra il maggior tasso annuo di acquisizione di cittadinanza (uno ogni 10 stranieri residenti), seguita dai Paesi Bassi (uno ogni 19) e dalla Romania (uno ogni 22), mentre l’Italia si posiziona al nono posto. Interessante notare che l’Italia dal 2014 al 2021 è sempre oscillata fra il quinto e il decimo posto in classifica. Nel 2021 (ultimi dati disponibili) ad ottenere la cittadinanza italiana sono stati soprattutto albanesi (22.493), marocchini (16.588), rumeni (9.435), brasiliani (5.460), bangladeshi (5.116), indiani (4.489), pakistani (4.410), argentini (3.669, più del doppio rispetto al 2020, anno in cui se ne contavano 1.717), moldovi (3.633) ed egiziani (3.531). L’alto numero di acquisizioni da parte di brasiliani e argentini è dovuto alla possibilità di naturalizzazione per ius sanguinis e cioè grazie alla presenza di avi italiani.      

Mci Germania: a Pentecoste il pellegrinaggio a Zwiefalten

31 Maggio 2023 - Zwiefalten - Sono stati migliaia gli italiani che, in occasione della Pentecoste e del lunedì di Pfingsten, hanno partecipato al pellegrinaggio delle comunità italiane in Germania, al santuario della Madonna di Zwiefalten, nella diocesi di Baden-Wurtemberg. Il pellegrinaggio ha visto la partecipazione del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo e del Delegato nazionale delle Missioni Cattoliche italiane in Germania e Scandinavia, don Gregorio Milone. E’ stata l’occasione per il direttore Migrantes di incontrare e conoscere, in questo viaggio, le comunità italiane. Il clima durante la celebrazione, con canti solenni, si è arricchito successivamente con momenti di festa in cui il calore dei nostri connazionali si è sentito fortemente. Come fortemente sono sentite, tra gli italiani che vivono in Germania e in tanti altri Paesi del Mondo, le tradizioni italiane. “E’ stata una grande testimonianza di fede e di cultura – ha detto mons. Felicolo: “ho visto tanta gente in preghiera ma anche con tanta voglia di stare insieme, in festa".  (Raffaele Iaria)

Papa Francesco dedica la catechesi a Matteo Ricci, missionario italiano in Cina

31 Maggio 2023 - Città del Vaticano - Papa Francesco continua le sue catechesi del Mercoledì sul tema dello zelo apostolico. E parlando di questo questa mattina ha dedicato la catechesi a  Matteo Ricci, gesuita, missionario in Cina tra il XVI e il XVII secolo. Dopo averne ripercorso brevemente la vita il Pontefice ha sottolineato che  "lo spirito e il metodo missionario di Matteo Ricci costituiscono un modello vivo e attuale" aggiungendo che il missionario ha seguito "sempre la via del dialogo e dell'amicizia con tutte le persone che incontrava, e questo gli ha aperto molte porte per l'annuncio della fede cristiana". "Dopo il tentativo di Francesco Saverio, altri venticinque Gesuiti - ha detto papa Francesco -  avevano provato inutilmente ad entrare in Cina. Ma Ricci e un suo confratello si prepararono molto bene, studiando accuratamente la lingua e i costumi cinesi, e alla fine riuscirono a ottenere di stabilirsi nel sud del Paese. Ci vollero diciotto anni, con quattro tappe attraverso quattro città differenti, prima di arrivare a Pechino, che era il centro. Con costanza e pazienza, animato da una fede incrollabile, Matteo Ricci poté superare difficoltà e pericoli, diffidenze e opposizioni. Qual è stato il segreto? Ha seguito sempre la via del dialogo e dell'amicizia con tutte le persone che incontrava, e questo gli ha aperto molte porte per l'annuncio della fede cristiana". "Per inserirsi nella cultura e nella vita cinese in un primo tempo si vestiva come i bonzi buddisti, all'usanza del Paese, ma poi capì - ha detto ancira il Papa - che la via migliore era quella di assumere lo stile di vita e le vesti dei letterati, come i professori universitari. Studiò in modo approfondito i loro testi classici, così da poter presentare il cristianesimo in dialogo positivo con la loro saggezza confuciana e con gli usi e i costumi della società cinese". Per papa Francesoc questo si chiama "atteggiamento di inculturazione". Tra i maggiori pregi della missione e della vita di padre Matteo Ricci - ha sottolineatro il papa - "oltre alla dottrina" c'era quello della "coerenza" nella "testimonianza di vita religiosa, di virtù e di preghiera". "Questi missionari pregavano - ha sottolineato -, andavano a predicare, facevano mosse politica, ma pregavano. E' quello che alimenta la vita missionaria". Quindi "la sua carità, la sua umiltà e il suo totale disinteresse per onori e ricchezze, che inducono molti dei suoi discepoli e amici cinesi ad accogliere la fede cattolica - ha detto ancora -. Perché vedevano un uomo intelligente, così saggio, così furbo anche nel portare avanti le cose: dicevano 'quello che dice è vero, perché dà testimonianza con la vita di quello che annuncia'". E questo, secondo papa Francesco, "vale per tutti noi cristiani". (Raffaele Iaria)

Srilankesi in Italia: la festa di Nostra Signora di Madhu a Roma con il card. Ranjith

31 Maggio 2023 - Roma - E' stato il card. card. Malcom Ranjith, arcivescovo di Colombo, a presiedere, domenica scorsa, l'annuale festa della comunità cattolica dello Sri Lanka che vive a Roma. La celebrazione in occasione della festa parrocchiale di Nostra Signora di Madhu presso la parrocchia di Santa Maria dei Pellegrini all’Infernetto. Conil porporato ha concelebrato mons. Neville Joe Perera, Coordinatore Nazionale Migrantes per gli immigrati cattolici dello Sri Lanka in Italia e altri 10 sacerdoti srilankesi che vivono e studiano in vari atenei pontifici di Roma. Durante la celebrazione alcuni ragazzi hanno ricevuto per la prima volta la Santa Comunione e altri hanno ricevuto il sacramento della Cresima.  Durante l’omelia il porporato ha invitato i cresimandi a diventare cooperatori della missione che il Signore gli affida con l’esperienza della Pentecoste: “Se non lasciate agire lo Spirito Santo in voi, questo rito diventa un rito vuoto. I doni dello Spirito Santo vi aiuteranno a fare le giuste scelte nella vita” ha detto. E rivolgendosi ai bambi che hanno ricevuto la Prima Comunione: “ricevete oggi il Signore che vi dà forza e coraggio ed iniziate oggi un nuovo cammino”. Mons. Neville ha ringraziato l’arcivescovo di Colombo per la sua presenza e don Isira Jayasuriya, vice cappellano della comunità Srilankese di Roma che con i volontari ha organizzato la festa di Nostra Signora di Madhu.

Papa Francesco: “pregare di più per la cara e martoriata Ucraina che tanto soffre”

31 Maggio 2023 - Città del Vaticano - “Pregare di più per la cara e martoriata Ucraina, che tanto soffre”. È l’invito, a braccio del Papa, al termine dell’udienza di oggi in piazza San Pietro, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana. “Accolgo con affetto i giovani di Rondine Cittadella della Pace di Arezzo, accompagnati dal vescovo Monsignor Andrea Migliavacca – ha detto poi il Pontefice - con un pensiero grato per quanti, venendo dall’Ucraina e dalla Russia e da altri Paesi di guerra, hanno deciso di non essere nemici, ma di vivere da fratelli. Il vostro esempio possa suscitare propositi di pace in tutti, anche in coloro che hanno responsabilità politiche”. “E questo ci deve portare a pregare di più per la martoriata Ucraina, ed essere vicini”. Infine il Papa ha affidato alla “materna intercessione” di Maria “quanti sono provati dalla guerra, specialmente la cara e martoriata Ucraina che tanto soffre”.

8X1000 Chiesa Cattolica: in tutto il Paese migliaia di opere rese possibili da una semplice firma

31 Maggio 2023 - Roma - La domanda è più che lecita: ma dove vanno i soldi dell’8xmille che i contribuenti hanno deciso di destinare con la loro firma alla Chiesa cattolica? In Italia in realtà non si può fare un passo senza incrociare qualche opera o qualche segno nato da quel semplice gesto, la firma nell’apposito modulo del Modello Redditi, del Modello 730 o del Modello CU (Certificazione unica). È per questo che si è deciso di mettere l’accento proprio sulle «migliaia di gesti di amore» che si compiono nel momento in cui si sceglie di destinare alla Chiesa cattolica gli otto millesimi delle tasse che si pagano sul reddito dell’intero gettito Irpef. E per rendersene conto basta dare uno sguardo al rendiconto, facilmente rintracciabile nel sito www.8xmille.it. Lì è possibile scorrere le migliaia di interventi per la carità e la pastorale a livello nazionale e nelle 227 diocesi italiane, per i progetti caritativi e umanitari nei Paesi in via di sviluppo e per il sostentamento dei sacerdoti diocesani impegnati nelle parrocchie o in missione nei paesi poveri. La prima risposta alla domanda iniziale allora è semplice: i fondi dell’8xmille raggiungono tutti. Sostenendo opere che danno un futuro diverso a chi è in difficoltà, aiutando i sacerdoti a compiere il loro ministero in mezzo alla gente, permettendo la cura dei luoghi in cui si ritrovano le comunità cristiane, arrivando a donare speranza a chi vive in Paesi lontani ma segnati dalla povertà, l’effetto è quello di costruire una società più umana e più giusta. Tutto questo non in un futuro lontano, ma qui e ora. Dietro le cifre riportate nella mappa della destinazione dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica ci sono persone, storie di vita e di famiglie, percorsi di riscatto e rinascita. Nel 2022 la quota gestita dalle diocesi sul loro territorio, quindi in tutta la Penisola, è stata di 661 milioni di euro. Di questi, quasi 150 sono stati impiegati per opere di carità, che includono progetti a favore di chi non ha casa o lavoro, ma anche per i malati, i giovani, i poveri. Ma la quota per la carità diventa di 283 milioni, sommando gli 80 milioni per i Paesi in via di sviluppo e i 53 per esigenze di rilievo nazionale. Sono poco meno di 158 milioni i fondi spesi dalle diocesi per le esigenze di culto e pastorale, che significa sostanzialmente progetti che permettano alle comunità locali non solo di ritrovarsi per celebrare la propria fede ma anche spazi dove dare sostanza a tutte le proprie attività, spazi che sono sempre aperti a tutti e che esercitano un ruolo fondamentale nel tessuto sociale. Infine sono 353 i milioni utilizzati dalle diocesi per il sostentamento dei circa 32mila sacerdoti al servizio delle comunità locali. (Matteo Liut)