Primo Piano
Centro Astalli: “non usiamo la pandemia per coprire i mali del mondo di cui siamo responsabili”
Vangelo Migrante: XXX domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 22, 34-40)
Migrantes: martedì 27 ottobre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2020
545 bambini immigrati ancora separati dai genitori al confine col Messico
Viminale: da inizio anno sbarcate 26.659 persone sulle coste italiane
Mattarella firma il nuovo decreto immigrazione
Libia: nuovo naufragio
Milano - Ancora un naufragio al largo delle coste della Libia. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha segnalato ieri su Twitter un disastro avvenuto martedì di fronte al distretto di Sabratha, 75 chilometri a ovest di Tripoli, nel quale hanno perso la vita “almeno 15 persone”. Secondo l’Oim sarebbero sopravvissuti in cinque, salvati e portati a riva da alcuni pescatori. Si tratta di “migranti disperati”, che continuano a rischiare la vita “in fuga da abusi e sfruttamento, in assenza di capacità di salvare vite”. “Almeno 500 morti nel Mediterraneo centrale quest’anno. Alcune a causa di ritardi nell’assistenza. La mancanza di sforzi guidati dagli Stati per salvare vite umane lungo questa rotta pericolosa è tanto dolorosa quanto vergognosa” ha scritto su Twitter Eugenio Ambrosi, capo staff dell’Oim. Sempre martedì, più di settanta profughi sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica e riportati indietro in Libia. “Mentre l’Agenzia europea Frontex investe altri 100milioni di euro in droni per il controllo delle frontiere, 15 persone muoiono in mare senza soccorsi”, la presa di posizione dell’Ong Mediterranea Saving Hu- mans. Secondo il progetto «Missing Migrants» dell’Oim dal 2014 sono 20.014 le persone che hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo oppure sono risultate disperse in mare. Un elenco di vittime a cui si aggiungono quei naufragi più difficili da documentare, di cui si perde ogni traccia nel silenzio delle onde.
Ecco l’Italia degli immigrati oltre forzature e dicerie
Rosario per l’Italia: oggi la preghiera da Gorizia con mons. Redaelli
Migrantes: il 27 ottobre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo
Card. Bassetti: dinanzi al fenomeno delle migrazioni, “si possano trovare soluzioni appropriate ed eque”
Un divario da colmare
Papa Francesco: “La pace è la priorità di ogni politica”
Popoli e religioni uniti per la pace: ieri a Roma l’incontro interreligioso con Papa Francesco
Cavalieri al merito: tra questi anche tre giovani stranieri
Roma -
Questa mattina si svolta al Quirinale la consegna delle OMRI - Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Una cerimonia speciale dedicata a quelle persone che con il loro operato o attraverso azioni particolari si sono distinte durante l’emergenza da Covid-19, così come annunciato lo scorso 2 giugno a Codogno “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge nella nota della Cerimonia di Consegna - ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”. Ad essere ospitati nel salone del Quirinale ci sono stati uomini e donne che operano nel settore sanitario, nelle forze dell'Ordine, volontari, operatori del commercio, un tassista, una preside. Tutti in qualche modo in prima linea a fronteggiare l'epidemia. Tra i 56 nomi risultano anche alcuni cittadini stranieri come Mahmoud Lutfi Ghuniem, in Italia dal 2012, che fa il rider, che ha regalato alla Croce Rossa di Torino uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua nei primi giorni dell'emergenza. Yvette Batantu Yanzege, originaria del Congo, che assieme al suo collega Marco Buono della Croce Rossa di Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze. E poi Mata Maxime Esuite Mband, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma. Mahmoud Lutfi Ghuniem in alcune interviste spiegò come quel gesto fosse un modo per sdebitarsi di quanto ha fatto l'Italia per lui. Ora il nuovo cavaliere che “si è particolarmente distinto, in questi mesi, nell'aiutare la comunità nella fase dell'emergenza", vuole tornare a fare il suo mestiere, quello di infermiere.Festival del circo di Latina: un ringraziamento alla Fondazione Migrantes
CEI: Assemblea generale in programma a novembre
Roma - La Conferenza Episcopale Italiana sta preparando la prossima Assemblea generale programmata dal 16 al 19 novembre. Una plenaria che, come sottolineato nell’ultimo Consiglio permanente (21-23 settembre scorsi) costituirà “per la Chiesa italiana un’opportunità da cui avviare un processo di essenzializzazione: partendo dall’ascolto di questo tempo segnato dalla prova, s’intende riscoprire il primato dell’evangelizzazione e le forme della testimonianza cristiana”. In tal senso, guardando alla prossima Assemblea generale, in sede di Consiglio permanente “rispetto alla prospettiva di assumere gli Orientamenti pastorali per il quinquennio, si è preferito lasciarsi provocare innanzitutto dalla domanda evangelica: “Sapete leggere questo tempo?”; quesito al quale “s’intende rispondere mettendosi in ascolto della realtà e assumendo alcuni impegni per costruire il futuro”. Una prospettiva che “comporta un investimento nella formazione a un nuovo senso ecclesiale e a una nuova responsabilità ministeriale; impegna a valorizzare appieno i momenti delle celebrazioni; richiama a saper tornare all’incontro personale e comunitario con il Risorto, per poi poterlo offrire quale messaggio di vita e di senso”.
Migrantes Caltanissetta: le iniziative dello sportello per gli stranieri
Caltanissetta – Sono una ventina i primi destinatari dello sportello per gli stranieri promosso dall’Ufficio Migrantes di Caltanissetta ad una settimana dall’apertura. Tra le iniziative il corso di alfabetizzazione degli adulti, un primo orientamento legale, l'assistenza burocratica e il disbrigo pratiche e anche il centro di ascolto. Il pomeriggio, fa sapere la direttrice dell’Ufficio Migrantes Donatella D’Anna, partirà presto il dopo scuola dei bambini della primaria. Per l'attivazione dello sportello – spiega la direttrice Migrantes - è stata fondamentale la collaborazione di p. Massimiliano Novembre, che ha messo a disposizione i locali della chiesa, ma anche le suore dell'Unione Internazionale Superiore Generali che si occupano del servizio di mediazione linguistica e da sempre impegnate con le sorelle e i fratelli migranti: sentinelle delle condizioni dei più deboli. “Aprire lo sportello Migrantes alla Provvidenza e non in un altro luogo della città è stata una scelta consapevole, in un’ottica di prossimità anche fisica, perché è proprio in questo quartiere che vivono tanti stranieri. Lo sportello è situato proprio nei pressi di una discarica improvvisata, dove durante il giorno giocano i bambini che eludono l'obbligo scolastico e dove di notte è già capitato che vengano incendiati i cumuli di spazzatura. Nonostante queste difficoltà l'ufficio Migrantes vuole esserci, come un segno di speranza, creando un luogo dignitoso e curato in cui ognuno si possa sentire a casa”.
Italiani a Londra: un studio statistico del Consolato italiano
Londra - La crescita numerica della comunità italiana nel Regno Unito negli ultimi anni è stata impetuosa. Gli iscritti all’AIRE in Inghilterra e Galles sono più che raddoppiati nel giro di 8 anni, passando da poco meno di 200 mila a più di 415 mila. Lo evidenzia il Consolato Generale d’Italia a Londra che ha diffuso uno studio statistico su “La presenza italiana in Inghilterra e Galles”, frutto, scrive il console generale d’Italia a Londra Marco Villani, dell’analisi dei dati disponibili nell’anagrafe consolare del Consolato Generale d’Italia a Londra (aggiornata al luglio 2020) e rappresenta “una fotografia che, sebbene soggetta a invecchiamento data la dinamicità della nostra presenza nel Regno Unito, costituisce una bussola e un punto di partenza per qualsiasi eventuale studio futuro”. Questo studio, attraverso i dati AIRE della Sede e dell'Home Office, analizza la collettività attraverso vari criteri statistici (es. età, titolo di studio, tipo di impiego, luogo di residenza e nascita etc.). Una studio - spiega ancora il console – che “intende gettare luce sulla comunità italiana residente in Inghilterra e Galles. O meglio, sulle diverse comunità italiane che vi convivono. La prima cosa che stupisce, anche ad uno sguardo superficiale, è la complessità di questa grande realtà italiana. Il 10% dei nostri connazionali ha più di 65 anni, circa il 20% meno di 18. Oltre agli studenti, sono rappresentate tutte le categorie professionali: impiegati, operatori sanitari, accademici, addetti alla ristorazione e all’ospitalità, artisti, scrittori, insegnanti, operai, imprenditori, funzionari, dirigenti, agricoltori, giornalisti e religiosi (l’elenco potrebbe continuare…). Circa metà dei nostri cittadini sono nati in Italia, un quarto nel Regno Unito e il rimanente quarto nel resto del mondo. Un affascinante caleidoscopio culturale dove si incontrano nuova cittadinanza e cittadini italiani divenuti tali per discendenza. In un contesto, in cui chi è arrivato nell’ultimo decennio (più della metà dei nostri cittadini) si aggiunge a chi chiama ‘casa’ questa isola da decenni. Per questo dobbiamo parlare di ‘comunità’ al plurale. Pur convivendo accanto le une alle altre, le nostre comunità si sfiorano, senza praticamente toccarsi. Senza neanche accorgersi, o quasi, della presenza delle altre”. Comunità che sono “lo specchio dell’Italia, ma uno specchio particolare, che ci permette di guardare non solo l’immagine riflessa del presente, ma anche quella del passato”.