Primo Piano
Asilo: domande in calo in Europa
Migrantes Catania a sostegno degli artisti del circo Greca Orfei
Vangelo Migrante: IV domenica di Pasqua (Vangelo Gv 10, 11-18)
Lamine e l’integrazione che crea valore: un percorso concreto fatto insieme.
A maggio maratona di preghiera nei santuari
Messina: ricordato l’attentato nello Sri Lanka
Marche: sorprendente finale per un migrante
Barikamà: insieme migranti e persone con disabilità in un progetto di resilienza ed eccellenza gastronomica
Ucraina, in un mese +72% domande di asilo per Europa
Bruxelles - A febbraio 2021 gli Ucraini hanno presentato il 72% in più delle richieste di asilo nell'Ue+ (ossia i Paesi Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) rispetto al mese di gennaio, rendendoli una delle prime dieci nazionalità dei richiedenti. Sono i dati pubblicati in un'analisi dell’Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (Easo) che mira a studiare le tendenze delle richieste di asilo in Europa. I dati riportati nello studio indicano che a febbraio 2021 sono state presentate complessivamente circa 38.300 richieste di protezione internazionale nell'Ue+. Tra queste si è registrato un incremento significativo delle domande d'asilo depositate da parte di cittadini ucraini (il 72% in più, quasi mille) rispetto ai mesi precedenti, il dato più alto in quattro anni. Questo aumento improvviso non solo è in netto contrasto con le tendenze di altre nazionalità che presentano ancora molte meno domande di asilo nell'Ue+ rispetto ai livelli pre-Covid-19, ma pone anche l'Ucraina tra i primi dieci Paesi di origine per la prima volta dal 2016. Gli altri principali Paesi di origine a febbraio sono stati Siria, Afghanistan, Pakistan, Iraq e Nigeria. Il numero di domande da parte dei siriani si è stabilizzato sopra i 10.000, più di quello degli altri sei paesi di origine messi insieme. I siriani da soli rappresentano un quarto di tutte le domande di asilo presentate nell'Ue+. (Pis/Dire)
Da oggi l’Italia multiculturale in una serie disponibile su Netflix
Campagna Ero straniero, “regolarizzazioni in stallo, si intervenga subito”
Migrantes Forlì-Bertinoro: mons. Corazza visita la Comunità Africana Anglofona
In 26 nazioni del mondo la libertà religiosa è soffocata dalla persecuzione
Un premio su informazione e migranti
Centro Astalli: l’accoglienza dei rifugiati: i tempi si allungano le risposte si fanno più complesse
Centro Astalli: l’emergenza dimenticata: dove sono i migranti che non riescono a raggiungere l’Europa?
Unicef e Save the children: “30 famiglie e 570 minori non accompagnati assistiti a Ventimiglia e Lampedusa”
Roma - Nei primi tre mesi e mezzo del 2021 sono giunti sulle nostre coste più di 8.520 migranti e rifugiati, di cui 1.196, il 14%, minori stranieri non accompagnati. Tra dicembre e marzo a Ventimiglia sono stati assistiti 72 nuclei familiari con 116 bambini a carico e raggiunti oltre 169 minori non accompagnati, tra cui 6 ragazze, a Lampedusa 59 famiglie con 130 bambini, di cui 52 bambine, 181 donne e 404 minori stranieri non accompagnati, di cui almeno 33 ragazze. Dopo i primi 4 mesi di attività, Unicef e Save the children hanno rinnovato la collaborazione congiunta fino a dicembre 2021 a supporto dei minori migranti in arrivo attraverso la rotta del Mediterraneo centrale e quella balcanica con team a Lampedusa e Ventimiglia. Tra gli interventi: primo soccorso psicologico, informazioni sui loro diritti, nonché sui servizi e sulle opportunità disponibili, una valutazione tempestiva delle potenziali vulnerabilità e problemi di protezione specifici, tra cui quelli connessi alla violenza di genere, e con la distribuzione di kit contenenti materiali utili per il viaggio e l’igiene personale. A disposizione c’è uno spazio per ragazze, lo Youth corner, realizzato nel Child friendly space, un luogo sicuro che offre ascolto e protezione a minori soli e famiglie, il servizio di Helpline minori migranti di Save the children e di informativa tramite la piattaforma on-line U-report on the move di Unicef. Lampedusa continua ad essere uno dei principali punti di arrivo e ciclicamente l’hotspot ospita molte più persone di quanto la struttura sia capace di accogliere: “Di fatto, non sempre sono garantiti spazi dedicati a minori soli, famiglie con bambini e donne”, informano le organizzazioni. A Ventimiglia “la situazione appare ancora drammatica”. Secondo dati raccolti dal team di Save the children, circa 200 minorenni soli hanno oltrepassato la frontiera nel 2020. Dopo la chiusura del Campo Roja a luglio 2020, “si sono ulteriormente ridotti fino a quasi scomparire i servizi di assistenza e accoglienza per bambini, adolescenti e famiglie. Tanti minori dichiarano inoltre di essere respinti alla frontiera con la Francia e rinviati in Italia, vedendo così rifiutato il diritto alla protezione per minore età”.