Primo Piano
Albanesi in Italia: una messa per ricordare l’arrivo dei primi emigrati in Italia nel 1991
Viminale: da inizio anno sbarcate 8.864 persone migranti sulle coste italiane
Aziz e l’integrazione che crea valore: dare prima di ricevere
Migrantes Rieti: non si possono dimenticare le famiglie circensi e lunaparkisti
Vescovi Sicilia: “un grido non ascoltato che ci interroga”
“Morire di speranza”: a Frosinone preghiera per i migranti
Sant’Egidio: oggi veglie in memoria delle vittime del naufragio davanti alla Libia
Albanesi in Italia: oggi celebrazione al santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano
Sacerdoti, nel segno di Cristo
Papa Francesco: “ancora morti nel Mediterraneo, è il momento della vergogna”
Mons. Lorefice: “ci perdonino tutti coloro che hanno perso la vita in questi anni e ci infondano il coraggio di cambiare, insieme!”
Card. Bassetti: povertà italiana, vittime nel nostro mare. È l’ora di fare ciò che giusto
La Giornata mondiale delle Vocazioni e le migrazioni
Assindatcolf: procedure rallentate per la sanatoria causa Covid
Sant’Egidio: cordoglio per le vittime del naufragio
Roma - Al largo della Libia si è consumato l’ennesimo dramma dell’immigrazione con un bilancio di vittime che alcune Ong stimano ad oltre cento. La Comunità di Sant’Egidio esprime innanzitutto il suo "cordoglio alle famiglie dei migranti, che nel loro viaggio hanno patito sofferenze e soprusi dalla partenza dal loro paese fino alla tragica sorte nelle acque del Mediterraneo. Un sentimento di pietà che occorre riaffermare di fronte ad una notizia che rischia di passare in secondo piano in questo amaro tempo di pandemia". Sant’Egidio lancia un appello alle autorità che "avrebbero potuto provare - si legge in una nota - a soccorrere il battello di fortuna andato alla deriva, a fronte di segnalazioni già arrivate nella giornata di mercoledì, perché vengano garantiti i salvataggi in mare di chi è in pericolo di vita". Per questo è "urgente rispondere al più presto alla domanda di aiuto proveniente dai migranti in transito verso l’Europa, in particolare di quelli attualmente in Libia, con progetti a lungo respiro che puntino a svuotare i luoghi di detenzione, a esaminare le situazioni delle singole persone e a consentire vie di salvezza legali come i corridoi umanitari. Al tempo stesso occorre costruire un futuro vivibile nei paesi di origine, soprattutto per i giovani, con il sostegno dell’Unione europea".