Primo Piano

Ucraina: card. Bassetti, “fermare questa “inutile strage”

21 Marzo 2022 - Roma – “Ci ritroviamo insieme mentre alle porte dell’Europa una guerra devastante sta seminando terrore, morte e distruzione. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e a quanti sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un luogo sicuro: uniamo la nostra voce a quella del Santo Padre, affinché ‘in nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi’. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha aperto i lavori del Consiglio Permanente. La “nostra voce sale a Dio perché questa ‘inutile strage’ – ha detto con forza il porporato -  del nostro tempo sia fermata”.

Ucraina: domani voli umanitari con oltre 600 persone

21 Marzo 2022 - Roma - Prosegue l’impegno della Chiesa che è in Italia per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, nelle nazioni limitrofe e nel nostro Paese. In questa settimanasono stati organizzati tre voli umanitari grazie alla collaborazione con la ong Solidaire e il supporto di Open Arms. Questi voli, che da Varsavia giungeranno negli aeroporti di Fiumicino, Cagliari e Palermo, permetteranno a oltre 600 cittadini ucraini di arrivare in Italia e di essere accolti da circa 40 Caritas diocesane del nostro Paese, isole comprese. In coincidenza con l’arrivo previsto presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino nella giornata di domani, martedì 22 marzo 2022, alle 17.30 si terrà una Conferenza stampa alla quale interverranno il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Enrique Piñeyro presidente di Solidaire, Oscar Camps, fondatore di Open Arms. Saranno inoltre presenti mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e Presidente di Caritas Italiana e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Presidente della Fondazione Migrantes.  

Ucraina: diocesi Vittorio Veneto, camminata per la pace con la comunità ucraina

21 Marzo 2022 - Vittorio Veneto - Si è svolta sabato sera nella città di Vittorio Veneto la “camminata della Pace”, per continuare a vivere la vicinanza e la solidarietà con il popolo ucraino. La marcia per la pace, organizzata dalla diocesi Vittoriese e dalla consulta delle aggregazioni laicali, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, è stata presieduta dal vescovo mons. Corrado Pizziolo. Erano presenti il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, e il sindaco di Colle Umberto, Sebastiano Coletti. La manifestazione, conclusasi nella piazza della Cattedrale, ha visto la partecipazione di circa 500 persone, tra le quali una folta rappresentanza della comunità ucraina cattolica presente in diocesi, accompagnata dall’assistente don Yuri Khodan. Tra essi c’erano anche alcuni profughi giunti in questi giorni e, tramite la Caritas diocesana, ospitati da famiglie resesi disponibili all’accoglienza. Il vescovo nel suo intervento, prendendo spunto da alcuni pensieri di don Giussani, di Chiara Lubich e di Baden-Powell, rivolti agli aderenti ai movimenti da loro fondati, ha ricordato l’impegno di tutti a costruire la pace tra le persone e tra le nazioni, come annuncia il profeta Isaia: “Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo” (Is 2, 4). Nella sua riflessione sul senso che ha in questi giorni questa parola di Dio, il presule ha sottolineato che questo è il desiderio di Dio! Perciò, come uomini e donne non dobbiamo mai perdere la fiducia e la speranza nella Parola del Signore. Ma perché la pace tra i popoli possa diventare realtà, Dio chiede a tutti noi di sforzarci ad essere suoi collaboratori con la preghiera e con le opere. Mons. Pizziolo, infine, ha ricordato ai presenti la necessità di pregare perché il Signore tocchi il cuore di chi può fermate questa violenza. La lettura della preghiera della pace, composta dalla comunità ucraina, e il canto alla Vergine Maria, anch’esso proposto in lingua ucraina, hanno concluso la serata, che ha avuto eco anche sulla stampa locale.    

Mci Ungheria: testimonianze e riflessioni a Radio Mater

21 Marzo 2022 -

Milano – Domani, martedì 22 marzo 2022, andrà in onda la settima puntata de «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro». La trasmissione – in diretta su Radio Mater dalle ore 17.30 alle ore 18.30, l’ultimo martedì di ogni mese – presenta alcune Missioni cattoliche italiane, soprattutto europee. Esse, sono animate da circa 700 operatori (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore). Lo spazio radiofonico di marzo, ospiterà alcune testimonianze dall’Ungheria. Si collegheranno il francescano fra Sergio Tellan, delegato della locale Comunità cattolica italiana e Ida Addesa, impegnata nella medesima MCI, sposata con un ungherese.

Nell’occasione, con Massimo Pavanello – sacerdote della diocesi di Milano, ideatore e conduttore della trasmissione, con la consulenza della Fondazione Migrantes – gli ospiti descriveranno anche le attività che i nostri connazionali stanno svolgendo a Budapest, in ordine all’accoglienza dei profughi provenienti dalla confinante Ucraina. Radio Mater si può ascoltare – in Italia – attraverso la radio (sia in Fm sia in Dab) o la televisione (Digitale terrestre – Canale 403). In tutto il mondo all’indirizzo internet https://www.radiomater.org/it/streaming.htm

Mci Germania-Scandinavia: è morto p. Mosna

21 Marzo 2022 - Cesenatico - E’ morto ad 88 anni come addormentato nel silenzio del suo appartamento, steso sul divano a  Darmastadt (Germania) la sera del 7 marzo 2022 alla fine della giornata della sua vita terrena  come un lavoratore rientrato al riposo. Ed infatti p. Corrado Mosna, trentino di nascita (Vigolo Terlago 16 maggio 1934) , sacerdote del Sacro Cuore ( dehoniano) si è prodigato  ininterrottamente per ben 48 anni  nell’assistenza a comunità italiane in Germania senza fermarsi nemmeno in età di pensione. Ha iniziato nel 1974 nella Missione Cattolica Italiana di Gross Gerau ( Assia, diocesi di Magonza). Ma per un solo anno perché chiamato a dirigere il settimanale per gli italiani in Germania, il  "Corriere d’Italia”. Ne aveva i titoli per la sua vasta cultura, la laurea in Storia della Chiesa presso l'Università Gregoriana di Roma con successivo insegnamento nello  Studentato Teologico dehoniano di Bologna e  la chiarezza di idee. “Tredici anni (scrive in una  relazione del 1988 ) di pieno servizio e lotta lasciando la situazione  cambiata in meglio". Contemporaneamente però assiste  la Missione Cattolica Italiana di Ruesselsheim dal 1978 al 1989 prima come assistente e poi dal 1988 come parroco. Dopo l’esperienza giornalistica e la cura di Rueselshiem viene inviato come parroco  ad una sede   più impegnativa, Darmstadt,  per quella numerosa comunità italiana di  quasi 10mila persone. Ma don Corrado non è la persona  che si siede e blocca in una posizione.  E dopo 14 anni nel 2003 passa alla Missione di Giessen  (sempre in Assia e diocesi di Magonza) fino al pensionamento quando si ritira nella precedente città di Darmstadt a dare regolarmente una mano al parroco del momento. Nemmeno la malattia lo aveva fermato. Veramente “alta fedeltà”! Riconosciuta da tutti anche dal Vescovo di Magonza, card. K . Lehmann,   che nel 1998 lo ha nominato “Consulente sacerdotale” (Geistlicher Rat) . Il Delegato nazionale  delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, suo confratello, p. Tobia Bassanelli, ha concluso il necrologio con ammirazione ed affetto: “Dopo le tante battaglie  che hai sostenuto, sempre per il bene delle persone, ora riposa in pace nella casa del Padre !". (mons. Silvano Ridolfi)  

La pazienza di Dio

21 Marzo 2022 - Città del Vaticano - Ogni luogo è buono per ascoltare e accogliere la parola di Dio: può essere un luogo un po’ misterioso e ricco di fascino in cui incontrarlo nell’intensità di un dialogo misto a stupore, come accaduto a Mosè sul monte di Dio, l’Oreb, davanti al roveto ardente, è il libro dell’Esodo. Oppure nella quotidianità della nostra vita, segnata anche da ferite e eventi drammatici, come Saulo che lungo la via che porta a Damasco diventa Paolo. L’importante è cogliere un senso, una presenza che interpella e che ci chiama a una reale conversione. “Siamo nel cuore del cammino quaresimale” ricorda Francesco all’Angelus, che dice: “è il peccato che produce la morte; sono i nostri egoismi a lacerare le relazioni; sono le nostre scelte sbagliate e violente a scatenare il male”. Conversione, dunque, sempre ma soprattutto in questo tempo difficile, tempo in cui gli avvenimenti, terribili e incredibili, alle porte dell’Europa, contengono la parola insistente di un Dio che chiede la pace, che ama la vita. Così Francesco anche in questa domenica rinnova il suo appello per la fine del conflitto; parla di “violenta aggressione”, di “guerra ripugnante” e di “crudeltà disumane e sacrileghe”. Ogni giorno si ripetono “scempi e atrocità” e “non c’è giustificazione per questo”, afferma il Papa, nel consueto appuntamento domenicale. Chiede alla comunità internazionale di impegnarsi per far cessare la guerra. Ricorda, quindi, la sua visita all’ospedale Bambino Gesù, parla di bambini feriti, di missili e bombe che si sono abbattuti su civili, anziani, madri incinte; parla di “milioni di rifugiati ucraini che devono fuggire lasciando indietro tutto e provo un grande dolore per quanti non hanno nemmeno la possibilità di scappare. Tanti nonni, ammalati e poveri, separati dai propri familiari, tanti bambini e persone fragili restano a morire sotto le bombe, senza poter ricevere aiuto e senza trovare sicurezza nemmeno nei rifugi antiaerei. Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego”, va contro la sacralità della vita umana “che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia!”. E in quel “sacrilego” vi è un chiaro riferimento alla citazione del Vangelo di Giovanni fatta da Putin nella manifestazione di venerdì a Mosca. Parla dell’urgenza dell’accoglienza il Papa, non solo nell’emergenza, perché poi “l’abitudine ci raffredda un po’ il cuore e ci dimentichiamo”. Parla di proteggere donne e bambini dagli “avvoltoi” della società. Infine, invita fedeli e comunità a unirsi in preghiera, venerdì 25 marzo, per il solenne Atto di consacrazione dell’umanità, specialmente della Russia e dell’Ucraina, al Cuore immacolato di Maria, preghiera alla Regina della pace. Nelle parole che hanno preceduto l’appello per l’Ucraina, Francesco commenta il brano di Luca e si sofferma sul fatto di cronaca riportato, ovvero la repressione romana per volere di Pilato e i morti per il crollo della torre di Siloe, per dire: “quando il male ci opprime rischiamo di perdere lucidità e, per trovare una risposta facile a quanto non riusciamo a spiegarci, finiamo per incolpare Dio”, e quante volte “attribuiamo a lui le nostre disgrazie, attribuiamo le sventure del mondo a lui che, invece, ci lascia sempre liberi e dunque non interviene mai imponendosi, solo proponendosi; a lui che non usa mai violenza e, anzi, soffre per noi e con noi”. Da Dio, afferma il Papa, “non può mai venire il male perché non ci tratta secondo i nostri peccati, ma secondo la sua misericordia. È lo stile di Dio”. Ecco il secondo episodio che troviamo nel testo lucano; lo “possiamo leggere nella prospettiva di un tempo donato all’uomo per cambiare, per convertirsi”, è il tempo per Francesco “della pazienza di Dio che sa ascoltare, attendere”. L’albero di fico che non da frutto e che il padrone chiede venga tagliato; “lascialo ancora quest’anno finché gli avrò zappato attorno, vedremo se porterà frutti…” risponde il contadino. Il racconto di Luca finisce qui, ma quello che conta, nel racconto, è la capacità di accogliere la proposta, cioè la possibilità di un tempo ulteriore per portare frutto. Lo sguardo del contadino è lo sguardo del Signore che va oltre il fallimento evidente e concede i tempi supplementari, diremmo con una immagine calcistica. È “il Dio di un’altra possibilità”, per Papa Francesco. (Fabio Zavattaro - Sir)

Preghiere dei fedeli: Domenica 20 marzo 2022, III Settimana  di Quaresima

20 Marzo 2022 - Fratelli, chiediamo al Padre la sapienza dello Spirito, perché ci aiuti a capire che la nostra conversione sarà autentica, se ci prenderemo a cuore le necessità morali e materiali dei nostri fratelli. Invochiamo insieme:  Illumina i tuoi figli, Signore.   Per tutta la Chiesa, perché sempre più chiaramente si manifesti come luogo della riconciliazione, del servizio fraterno e del culto in spirito e verità, preghiamo. Per i popoli e gli individui oppressi da ogni forma di violenza, perché quanti credono nella parola liberatrice di Dio li aiutino a ritrovare dignità, giustizia e pace, preghiamo. Per gli indifferenti, gli atei, i fratelli senza speranza, perché trovino in noi, timidi seguaci di Cristo, l’umile testimonianza di una fede che svela il senso dell’uomo e della vita, preghiamo. Perché i fratelli e le sorelle oppressi, senza famiglia e casa, a causa di guerre spaventose e crudeli, come sta avvenendo in Ucraina, Libia, Siria, Congo, Sud Sudan, Afghanistan, trovino accoglienza, amore, aiuto incondizionato da chi si dichiara cristiano, preghiamo. Per noi qui presenti, perché raccogliamo le occasioni che questo tempo, favorevole alla nostra conversione, ci offre: l'ascolto più prolungato della Parola di Dio, la preghiera della Chiesa e personale, l'Eucaristia e l'attenzione per i fratelli più deboli e sofferenti, preghiamo. Dio di sapienza e di misericordia, aiutaci a far scaturire da questa scuola quaresimale dei discepoli di Gesù,i gesti e le parole di una conversione sincera e di una carità cordiale ed efficace. Per Cristo nostro Signore. AMEN.    

Ucraina: Commissione Ue, regole comuni per accoglienza rifugiati

18 Marzo 2022 -
Bruxelles - Dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina il 24 febbraio, più di 3 milioni di persone sono fuggite dal Paese, con stime delle Nazioni Unite che suggeriscono che più della metà di loro sono bambini. “Per rispondere a questa situazione senza precedenti, l’Ue – si legge in una nota odierna della Commissione europea – ha deciso in tempi record di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per aiutare le persone in fuga dalla guerra in Ucraina”. La direttiva è diventata immediatamente applicabile il 4 marzo e offre protezione immediata e uno status giuridico chiaro a milioni di persone. La Commissione presenta ora alcuni “orientamenti operativi per supportare gli Stati membri nell’applicazione della direttiva”. Gli orientamenti “aiuteranno coloro che arrivano ad avere un livello di diritti coerente ed efficace e gli Stati membri ad assumersi le loro nuove responsabilità”. Il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, commenta: “la decisione senza precedenti di garantire una protezione immediata” a tutti coloro che fuggono dall’Ucraina “si sta ora traducendo in pratica. Per contribuire a rendere questo processo il più agevole possibile, la Commissione sostiene gli Stati membri con orientamenti operativi. Ad esempio, per garantire che le persone possano muoversi senza ostacoli nell’Unione, chiariamo che dovrebbero poter ricevere visti della validità di 15 giorni alla frontiera e che in ogni caso non dovrebbero essere multati i vettori per averli trasportati senza documentazione”. Schinas specifica: “una delle maggiori preoccupazioni ora è il numero di bambini che arrivano non accompagnati che devono essere registrati e ricevere cure specialistiche”.

Ucraina: corsi di italiano gratuiti della Dante per i profughi

18 Marzo 2022 -
Roma - Corsi di lingua italiana gratuiti per permettere ai profughi ucraini accolti in Italia di inserirsi nel nostro tessuto sociale e di affrontare una nuova vita. La Società Dante Alighieri, l’Ente presieduto da Andrea Riccardi che dal 1889 diffonde la lingua e la cultura italiane nel mondo, ha deliberato di mettere a disposizione la propria rete di Sedi e Comitati diffusa su tutto il territorio nazionale per organizzare corsi in presenza, nelle diverse sedi, oppure anche on line. L’iniziativa, espressione dell’identità della Dante Alighieri legata alla responsabilità sociale e alle stesse radici statutarie, sarà sostenuta da un fondo di solidarietà che è già stato attivato. Il presidente Andrea Riccardi ha commentato così il progetto: <Noi vorremmo che la lingua e la cultura fossero le ultime frontiere da chiudere e per questo la Dante Alighieri sta creando spazi di insegnamento per tutti i profughi di guerra in arrivo in Italia. Lo faremo con Roma Capitale e con tutte le altre amministrazioni italiane che vorranno sostenere la nostra iniziativa di solidarietà>. Sono in corso contatti col Viminale e con altre istituzioni Il programma, coordinato dal segretario generale Alessandro Masi, parte con la sede di Roma e ha già raccolto la piena adesione di numerosi Centri didattici (Benevento, Bolzano, Campobasso, Casarano, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Forlì-Cesena, Genova, Gorizia, Imola, La Spezia, Merano, Palermo, Perugia, Pordenone, Rovigo, Salerno, Siena, Siracusa, Terni, Trieste, Venezia, Verbania, Vulture) e altri si stanno aggiungendo. Alla fine dei corsi la Dante Alighieri potrà anche rilasciare il certificato PLIDA Progetto Lingua Dante Alighieri.

Ucraina: primi contributi dalla Migrantes e dalla Caritas di Cosenza-Bisignano

18 Marzo 2022 -
Cosenza - Nei giorni scorsi la Caritas della diocesi di Cosenza-Bisignano incaricata della raccolta e della trasmissione delle offerte delle parrocchie ha inviato alla Caritas italiana i primi 35.000 euro pervenuti dalle comunità della diocesi. Un impegno concreto e diretto - scrive il settimanale diocesano "Parola di Vita" - a favore della popolazione ucraina in fuga che trova una prima assistenza proprio grazie alle strutture nazionali dei paesi confinanti dove operano le Caritas. Intanto in coordinamento con l’Ufficio Migrantes sono stati accolti quaranta ucraini e predisposti luoghi di accoglienza direttamente afferenti alle parrocchie locali e alla collaborazione con esse. Per informazioni si può fare riferimento alla Caritas diocesana o all’Ufficio Migrantes presso la Curia di Cosenza.

Scuola: presentati gli Orientamenti interculturali

18 Marzo 2022 -
Roma - Una scuola che sia sempre più in grado di accogliere, di includere e di educare alla multiculturalità. È questo l’obiettivo degli “Orientamenti Interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunne e alunni provenienti da contesti migratori”, il documento curato dall’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale del Ministero dell’Istruzione, che è stato presentato all’Università degli Studi “Roma Tre”. Un documento ancora più attuale, alla luce di quanto sta avvenendo nel contesto internazionale e delle azioni che le scuole italiane stanno mettendo in campo per accogliere bambine e bambini provenienti dall’Ucraina.
Sono intervenuti, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il Sottosegretario Rossano Sasso, la Direttrice generale per lo studente, l'inclusione e l’orientamento scolastico, Maria Assunta Palermo, il Direttore generale dell’Università degli Studi “Roma Tre”, Pasquale Basilicata, e il Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dello stesso ateneo, Massimiliano Fiorucci. Oltre a esperti, rappresentanti dei territori, dirigenti scolastici e docenti, che hanno raccontato le proprie esperienze di inclusione, condividendo le buone pratiche in atto nel sistema d’istruzione. Il documento aggiorna e attualizza le precedenti Linee guida per l’integrazione degli alunni stranieri del 2014 e si propone di offrire modalità organizzative e indicazioni operative per favorire l’inclusione di ogni studentessa e studente e una dimensione interculturale in ogni istituto. Sono anche sviluppati focus sul sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni, sull’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, sulla cittadinanza e le nuove generazioni, sull'insegnamento della Lingua italiana e la valorizzazione del plurilinguismo. “Siamo portati spesso a definire i nostri bambini e ragazzi ‘nativi digitali’. I giovani oggi sono anche ‘nativi multiculturali’, viviamo in società aperte e interconnesse, in relazione tra loro. La nostra scuola ha una grande tradizione di inclusione – ha dichiarato il Ministro Patrizio Bianchi – che dobbiamo aggiornare alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni, dalla pandemia a ciò che sta accadendo in Ucraina. Ma anche alla luce della sensibilità delle nuove generazioni. Essere cittadini deve voler dire saper rispettare e valorizzare la diversità, essere solidali, vedere nello scambio e nell’interazione una fonte di arricchimento. Possiamo potenziare il lavoro delle nostre comunità scolastiche in tal senso grazie all’Educazione civica. Ma dobbiamo impegnarci anche a collaborare sempre più con i territori, le associazioni, le famiglie, tutti i soggetti coinvolti, per far sì che ogni bambino e ragazzo che arriva nel nostro Paese possa trovare tra i banchi una formazione qualificata, un orientamento al futuro, una rete di relazioni”. Gli Orientamenti costituiscono un punto di riferimento per le scuole e gli Uffici Scolastici Regionali anche per la definizione di interventi e misure che saranno resi possibili grazie alle risorse stanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per quanto riguarda, ad esempio, il superamento dei divari territoriali, la formazione continua e l’orientamento. “In questi giorni i nostri istituti scolastici stanno dimostrando che la scuola è casa e rifugio per chi fugge dalla guerra. Stanno accogliendo bambini e ragazzi ucraini, dando testimonianza concreta di cosa sia la solidarietà richiesta dalla nostra Costituzione. La scuola deve essere luogo di riscatto e crescita, di futuro. È qui che si costruisce, attraverso la conoscenza e l’educazione, la nostra comunità democratica, per tutti”, ha concluso Bianchi.

Comunità francofone in Emilia Romagna: il 27 marzo incontro a Ferrara

18 Marzo 2022 - Ferrara - In collaborazione con l’Ufficio Migrantes diocesano di Ferrara-Comacchio, le comunità francofone dell’Emilia-Romagna organizzano per domenica 27 marzo una giornata di ritiro spirituale, per fare un’esperienza comune d’incontro, preghiera e condivisione della vita fraterna. Don Mathieu Malick Faye, coordinatore nazionale Migrantes delle comunità francofone in Italia, guiderà la meditazione del ritiro spirituale basato sul Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, sul tema “Tempo di Quaresima, tempo di Grazia...”. L’incontro si terrà nella parrocchia di S. Maria Codifiume (via Fascinata, 15). La Messa pontificale concelebrata sarà presieduta da mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, e animato dal Coro “Po’ o Si” di Ferrara. Il programma prevede alle ore 9 l’accoglienza e il saluto di benvenuto, alle 9.30 la meditazione, alle 10.30 le confessioni, una pausa e l’adorazione silenziosa, alle 11.30 la Messa, alle 13.30 l’animazione e alle 15 le conclusioni e i saluti.

Ucraina: Tavolo Asilo, “protezione temporanea per tutti, anche a ucraini già presenti in Italia”

18 Marzo 2022 -
Roma - “Vogliamo ancora una volta sottolineare l’importanza di consentire a tutte le persone che chiederanno la protezione temporanea di accedere ai servizi (scolastico, sanitario, formativo, lavorativo, ecc.) alle stesse condizioni degli italiani e di non dover aspettare per questo il titolo di soggiorno, ma di poterlo fare già con il cedolino della richiesta, come peraltro previsto dal Testo unico sull’immigrazione”. Lo chiedono le organizzazioni cattoliche e laiche che fanno parte del Tavolo Asilo e immigrazione, in riferimento all’arrivo sul territorio nazionale di profughi ucraini in fuga dalla guerra. “Il ritardo sull’implementazione della Direttiva 55/2001, attraverso un Dpcm che non è stato ancora pubblicato, produce incertezza e confusione – fanno notare -. Ribadiamo la necessità di offrire protezione anche a tutti gli ucraini già presenti in Italia e senza titolo di soggiorno, per i quali è evidente l’impossibilità di tornare in Ucraina”. Decine di migliaia di studenti universitari, ad esempio, “rischierebbero altrimenti di dover abbandonare percorsi avviati con grande difficoltà e perdere la possibilità di finire un percorso di studi. Non è in alcun modo giustificata l’eventuale sospensione della procedura asilo per coloro che vorranno allo stesso tempo chiedere la protezione temporanea”. Invitano inoltre le istituzioni ad evitare, per l’accesso alla protezione temporanea, “la dimostrazione dell’uscita dal Paese dopo il 24 febbraio, documentazione che difficilmente è recuperabile in condizioni di guerra. Per questo suggeriamo di ricorrere all’auto dichiarazione, peraltro prevista dalla nostra legislazione”. Sul sistema d’accoglienza, già in difficoltà prima della crisi ucraina, ritengono “necessario avere innanzitutto una regia unitaria, che oggi pensiamo sia giusto attribuire alla Protezione civile”. Sull’accoglienza in famiglia chiedono “che siano valorizzate le esperienze già consolidate, con una centralità delle associazioni e degli enti locali, con l’obiettivo di non lasciare sole le famiglie che in queste settimane si sono fatte carico dell’accoglienza in misura consistente”. Per le dimensioni della crisi in corso ritengono sia utile “che il governo nomini una commissione indipendente per monitorare la dinamica del sistema d’accoglienza, le procedure, comprese quelle relative al rilascio dei documenti, e la gestione concreta dell’accoglienza”.

Vangelo Migrante: III Domenica di Quaresima | Vangelo (Lc 13,1-9)

17 Marzo 2022 -   Nel cammino quaresimale questa è la domenica della conversione. Nel Vangelo, Gesù l’annuncia come una necessità e non come un rimprovero. E vi ci arriva a partire da un atteggiamento di alcuni che gli presentano un sensazionale fatto di cronaca, dinanzi al quale cercano un colpevole, una causa: Pilato aveva ucciso alcuni Galilei che erano venuti a Gerusalemme per offrire sacrifici. Al sangue dei sacrifici ha aggiunto quello delle persone. Sensazionale per sensazionale, Gesù aggiunge la notizia di una calamità nella quale morirono 18 persone: il crollo della Torre di Siloe. E commenta: credete che quelle vittime, per il fatto che si possa trovare un colpevole o una causa, fossero più meritevoli di quella sorte, rispetto ad altri? “No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete allo stesso modo”. Gesù gira la questione. L’uomo non è stato creato per rovinarsi la vita. Non è Dio l’architetto delle sventure. Né la storia gira attorno alle colpe dell’uno e dell’altro. Cercare nelle teorie colpevolizzanti o nelle leggi causa-effetto le ragioni della vita, e delle tragedie e delle sciagure, è solo una maniera per sfamare il sensazionalismo di cui si nutre la nostra vita e illudersi di quietare forme di razionalità che non spostano di una virgola i fatti e le sventure. Tanto è vero che si ripetono sempre e possono colpire chiunque. Sapere chi è stato, non serve a niente. È come quando una nave sta andando a sbattere: non serve contare i buoni e i cattivi che sono a bordo; serve cambiare rotta: convertirsi! E convertirsi vuol dire innanzitutto farsi interrogare quello che sta capitando. Nella prima lettura a Mosè appare l’angelo di Dio in un roveto ardente che brucia ma non si consuma. Mosè è curioso dello spettacolo che ha dinanzi e vuole vederlo. Dio gli grida: non ti avvicinare. Togliti i sandali. Il luogo dove sei è sacro. Da quel roveto sarà Dio che gli dirà qualcosa; gli rivelerà le sofferenze del suo popolo e gli cambierà la vita inviando proprio lui ad alleviare quelle sofferenze. Non ci si misura con le cose della vita come dei turisti; ma ci si mette dinanzi ai fatti con la domanda: cosa mi chiedono? Per noi oggi: questa guerra, i profughi (di quel fronte e non solo) cosa mi chiedono? Non si trascorre la vita per analizzarla ma per rispondere agli appelli con cui mi parla. La vita non è un ‘cluedo’ esistenziale … per trovare il colpevole. Non è mai tardi per passare dalla sterilità di chi assiste e basta, al portare frutto, come aggiunge ancora Gesù nella parabola del fico sterile. Il primo atteggiamento dinanzi al grido di Dio può essere quello della preghiera; ma la storia della Salvezza ci insegna che tutti coloro che si sono lasciati ‘coltivare’ da Dio, Dio li ha condotti all’azione. Quanti uomini e donne hanno cambiato la loro esistenza dinanzi a certe cose! Se i fatti e le notizie non diventano un appello, resteremo ‘leoni da tastiera’ e opinionisti da salotto (ahinoi! anche nel dramma della guerra in corso). E, sì facendo, non cambieremo nulla né di noi, né della storia! Ma la Pasqua non si arrende ed è ancora lì che sospinge la storia. (p. Gaetano Saracino)

Ucraina: oltre 50mila i profughi arrivati in Italia

17 Marzo 2022 -
Roma - Sono finora 50.649 i profughi in fuga dal conflitto in Ucraina arrivati finora in Italia. La maggioranza rimane composta da donne, 25.846, e da minori, 20.478, mentre gli uomini sono 4.325. Le principali città di destinazione dichiarate al momento dell'ingresso in Italia sono ancora Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Viminale: da inizio anno sbarcate 6.367 migranti sulle coste italiane

17 Marzo 2022 -
Roma - Sono 6.367 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall'inizio anno. Di questi 1.518 sono di nazionalità egiziana (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (1.241, 20%), Tunisia (870, 14%), Afghanistan (469, 8%), Eritrea (341, 5%), Costa d’Avorio (330, 5%), Siria (277, 4%), Guinea (203, 3%), Sudan (140, 2%), Camerun (131, 2%) a cui si aggiungono 847 persone (13%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è aggiornato alle 8 dei questa mattina ed è stato diffuso dal Ministero dell'Interno.  

Cei: da lunedì il Consiglio Permanente

17 Marzo 2022 -
Roma - Si svolgerà da lunedì 21 a mercoledì 23 marzo, a Roma, presso la sede della CEI  la sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente della Cei. Dopo l’Introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti i lavori prevedono la presentazione del programma dell’Assemblea Generale ordinaria (23-27 maggio 2022) che avrà per tema: “In ascolto delle narrazioni del Popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”. All’ordine del giorno, poi, un aggiornamento circa le attività di contrasto agli abusi promosse dal Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le proposte dei percorsi di accesso ai ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista, alcune prime riflessioni sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i seminari” alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis.

Mons. Perego: nella scuola il “passaggio è a percorsi interculturali”

17 Marzo 2022 - Roma – “Occorre costruire in città una nuova relazione diffusa e intelligente, con un’attenzione preferenziale ai più deboli, con un orecchio alle ‘attese della povera gente’: di chi arriva e rimane ai margini della città; di chi è espulso dalla città, di chi è solo tra le case, di chi abbandona la scuola, di chi ha paura – sia in senso fisico che psichico; di chi non ha famiglia, di chi perde il lavoro o coniuga con il lavoro tempi di attesa, di chi lavora irregolarmente ed è schiavo di nuovi meccanismi di caporalato o d’impresa o d’agenzia”. Lo scrive mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, nel volume “Di generazione in generazione”, edito dalla Fondazione Migrantes nella collana “Quaderni” e diffuso questa mattina durante il convegno per la presentazione degli “Orientamenti interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunni e alunne provenienti da contesti migratori”. Nella scuola – ha evidenziato il presidente della Migrantes, “certamente il passaggio richiesto è a percorsi interculturali”.

Mediterranean Hope: in un anno 33mila a Lampedusa e oltre 2mila morti

17 Marzo 2022 -
Lampedusa - Nel 2021 hanno raggiunto Lampedusa 32.841 persone. L’isola si conferma essere il punto d’arrivo principale del fenomeno migratorio che interessa il confine del Mediterraneo Centrale. Nel 2021 più di duemila persone, secondo i dati forniti dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), sono morte o disperse nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia per raggiungere l’Italia, mentre sono 193 le persone morte o scomparse durante i primi due mesi del 2022. Sono i dati contenuti in un report di Mediterranean Hope, l’iniziativa promossa dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. 16.626 persone sono arrivate a Lampedusa dalla Libia. Molte altre sono state respinte dalla cosiddetta guardia costiera libica. Dal Bangladesh all’Egitto, dal Congo alla Somalia, passando per la Siria e il Marocco, sono tantissime le nazionalità che hanno raggiunto l’isola partendo soprattutto dai dintorni delle città costiere di Zuwarah e Zawiyah. La seconda rotta che attraversa il Mediterraneo Centrale riguarda persone tunisine che si imbarcano lungo la costa orientale, da Mahdia fino a Djerba. L’incremento delle partenze di cittadini/e tunisini/e si è verificato in corrispondenza dell’aggravarsi della crisi economica e politica, inasprita dalla pandemia e sfociata nella svolta autoritaria del presidente Kais Saied il 25 luglio 2021. Solo nei mesi estivi di luglio e agosto hanno raggiunto le coste lampedusane 8.118 persone, più della metà di tutte le 15.238 persone che si sono imbarcate dalla Tunisia durante l’anno. Tra loro molte donne, spesso accompagnate da bambini/e anche piccoli/e. In questi ultimi giorni, tra l’11 e il 12 marzo 2022, sono approdate a Lampedusa su cinque diverse imbarcazioni 127 persone. Quattro di queste provenivano dalla Tunisia mentre una era partita dalla Libia.