Primo Piano

Canarie: bimba e donna migranti morte durante traversata

15 Luglio 2022 - Madrid - Una bimba di circa quattro anni e una donna sono state trovate morte su un'imbarcazione di fortuna utilizzata da migranti  per tentare di raggiungere le isole Canarie (Spagna). Lo riporta l'agenzia di stampa Efe - ripresa da Ansa - in base a informazioni dei servizi d'emergenza spagnola. Le due persone decedute sono state trovate nel corso della nottata scorsa, durante la quale sono state effettuate diverse operazioni di salvataggio di migranti. In tutto, sono state fatte sbarcare oltre 100 persone.

Ucraina: quasi 151mila i profughi che hanno raggiunto l’Italia

15 Luglio 2022 -
Roma - Sono 150.791 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 143.405 delle quali alla frontiera e 7.386 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Viminale precisando che “sul totale, 79.945 sono donne, 24.063 uomini e 46.783 minori”. Le principali città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia continuano ad essere Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Card. Zuppi: ci auguriamo uno scatto di responsabilità

15 Luglio 2022 -
Roma - “Guardiamo con grande preoccupazione alla situazione politica che si sta determinando e che rischia di sovrapporsi ad una fase di crisi più generale che sta già incidendo in modo pesante sulla vita delle persone e delle famiglie”. Lo dichiara il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, commentando gli ultimi sviluppi politici. “La guerra in Ucraina e le sue temibili conseguenze; l’inflazione a livelli eccezionali che richiede continuità e tempestività di interventi urgenti; le pandemie che non smettono di colpire; il lavoro mortificato dalla precarietà e dalla generale incertezza sono elementi che impongono chiarezza di decisioni e una forte concertazione con le parti sociali e con l’Europa. Il confronto dialettico e il pluralismo – ricorda il Cardinale – sono una ricchezza irrinunciabile della democrazia ancora di più in vista delle prossime naturali scadenze elettorali, ma in un momento come questo conviene avvenga nel massimo della convergenza e della stabilità per terminare l’avvio di interventi decisivi sui quali da mesi si sta discutendo e che condizioneranno i prossimi anni. Per questo ci auguriamo che vi sia uno scatto di responsabilità in nome dell’interesse generale del Paese che deve prevalere sulle pur legittime posizioni di parte per identificare quello che è necessario e possibile per il bene di tutti”.

Ma davvero a scuola nessuno è straniero

15 Luglio 2022 -
Milano - Secondo il Rapporto statistico del Ministero dell'Istruzione (2021) oggi sui banchi di scuola siedono 876.801 studenti non italiani e, se si includesse in tale stima anche i figli di coppie miste o adottati, e coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, i numeri raddoppierebbero, collocandosi tra il milione e mezzo e i due milioni di alunni (su un totale di circa otto milioni di studenti). Parliamo di persone, bambine e bambini, ragazze e giovani, già in mezzo a noi. Mentre a livello politico si infiamma la battaglia sullo Ius scholae (come ieri quella per lo Ius culturae), la realtà delle nostre aule è molto più avanti dei contrasti di parte e ci racconta come, per gli insegnanti e i dirigenti italiani, a scuola nessuno è straniero, ma ciascuno, nella sua singolarità psicologica, sociale e culturale, è una persona da accogliere e da accompagnare nella crescita, perché possa fiorire. Sarebbe desiderabile che la politica ascoltasse la lezione di realtà che la scuola propone e che contiene una grande saggezza: la possibilità di futuro e di sviluppo di un Paese è legata alla cura dell'intelligenza e del cuore dei bambini e dei giovani che frequentano la scuola. Purtroppo i riflettori dell'attenzione mediatica vengono accesi solo in presenza di episodi di criminalità quando vedono protagoniste persone non italiane, e su questo fanno leva le forze politiche ostili allo Ius scholae per alimentare rabbia e paure, in previsione di un tornaconto elettorale, perdendo così di vista l'unica prospettiva vantaggiosa per il nostro futuro, che è quella dell'accoglienza. Riconoscere il desiderio di questi nuovi italiani di diventare a pieno titolo cittadini italiani, così come oggi, a pieno titolo, fanno parte della classe che frequentano e della scuola del quartiere dove abitano, è investire sul futuro del nostro Paese, oggi interessato da un crescente invecchiamento e da una preoccupante diminuzione del numero di nascite. Dobbiamo poter contare sull'intelligenza, il talento, la passione civile di tutti e la via da seguire è quella dell'inclusione e non dell'esclusione, non solo nella scuola, ma nella comunità sociale. Questo lo hanno capito gli insegnanti, le parrocchie, le associazioni di volontariato, le società sportive e ricreative. È già tanto, ma non è sufficiente. Quello che nella scuola e nella società civile è realtà diffusa chiede oggi alla politica di superare pregiudizi ideologici e calcoli di corto respiro. La scuola è il più grande luogo di inclusione di cui disponiamo, dove gli studenti di ogni età e di ogni appartenenza sociale e culturale, imparano a diventare cittadini. Nel 2019 il Parlamento italiano, con voto unanime, ha approvato la legge n.92, che introduce l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel testo si afferma una idea di cittadinanza non semplicistica o puramente formale, ma attiva, partecipativa, pluridimensionale, inclusiva. Se è stato possibile per il Parlamento trovare un accordo solo qualche anno fa, in tema di cittadinanza, dovrebbe essere in grado di farlo anche oggi, in coerenza con la visione che allora è stata condivisa. (Italo Fiorin - Presidente Scuola di Alta Formazione Eis, Università Lumsa e membro dell'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura del Ministero dell'Istruzione).
Si tratta di una lettera pubblicata oggi su Avvenire

Vangelo Migrante: XVI Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 10,38-42)

15 Luglio 2022 - La storia del Vangelo di questa domenica la conosciamo bene: è quella di Marta e Maria. Gesù e i suoi discepoli sono in viaggio e Marta lo ospitò. Marta ha una sorella di nome Maria ma lei è la primogenita, la generosa ma anche la pratica, l’operativa e, se vogliamo, la servizievole. Lei ospita Gesù, e sua sorella non si mette a collaborare con lei. Dal dialogo che segue con Gesù, comprendiamo che Marta ha un problema: è arrabbiata e, per questo, rimprovera il Signore perché nelle cose che sta dicendo non si interessa di quella ingiustizia domestica. E interviene sulla Sua predica borbottando: “dille che mi aiuti!” Ha ospitato il Signore ma resta nel suo mondo: il Signore deve fare (e dire) quello che dice lei. Gesù le dà una risposta pungente e profonda allo stesso tempo: ci sono altre cose che contano; quelle a cui lei dà importanza, sono ‘a termine’ e, per questo, secondarie. Prima o poi le saranno tolte. Come Marta, anche per noi un Signore che non risponde ai nostri schemi, compreso il nostro senso di giustizia, … sta sbagliando. In chi non vede altro, questo fa rabbia. Tanta. Ma questo non è lo schema del Vangelo. Non è l’assoluto per la vita eterna. Con Gesù i conti non tornano mai. Gesù non è venuto a portare giustizia (un tanto ciascuno) ma è venuto a portare la parte migliore di ogni cosa, a tutti. Le aspettative di Marta sono deluse. Ma ciò che è più grave è che con il suo gesto non accoglie il Signore. Lo alloggia. Accogliere è anche ascoltare; e lei, invece, continua a parlare … È un rischio: si può dare spazio al Signore, essere operativi per Lui ma non lasciarlo parlare. Quando il Signore arriva può chiedere anche qualcosa di diverso da quello che noi pensiamo; qualcosa che potremmo non ritenere importante. Il Signore può visitarci anche come accade con alcune ‘prove’: quante volte ci accorgiamo che potevano essere un’opportunità per cambiare il nostro cuore e, invece, essendoci concentrati sulle soluzioni, non abbiamo permesso che ci parlassero e ci cambiassero. È un Vangelo che mette in crisi uno stile efficentista ed efficace, anche nell’accoglienza. Un’ospitalità solo organizzativa che non prevede l’ascolto … oltre a non esser accogliente rischia anche di essere dannosa. Il problema quel giorno non era preparare il pranzo o fare bella figura ma era accogliere e ascoltare Gesù.  Forse Marta se n’è accorta solo dopo che Gesù se n’è andato! Ma per fortuna Gesù tornerà. Perché torna sempre. (p. Gaetano Saracino)

Cei: quasi nove milioni di euro per 48 nuovi progetti nel Terzo Mondo

14 Luglio 2022 -
Roma - Il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, nella riunione dell'8 e 9 luglio, ha approvato 48 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 8.884.515 così suddivisi: € 3.629.015 per 21 progetti in Africa, € 1.695.096 per 8 progetti in America Latina; € 1.805.035 per 13 progetti in Asia; € 1.605.209 per 4 progetti in Medio Oriente; € 150.160 per 2 progetti nell’Europa dell’Est. Tra gli interventi più significativi, quattro sono in Africa: in Etiopia, le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli costruiranno un centro di formazione professionale per favorire la promozione e lo sviluppo socioeconomico delle giovani donne. Insieme ai corsi di informatica, cucina, taglio e cucito, è previsto anche un servizio di sostegno psicologico per disabili, vittime di violenza e situazioni di disagio. In Ciad, BELACD Caritas offrirà formazione sull’agro-ecologia al fine di assicurare la sicurezza alimentare e nutrizionale e rinforzare l’economia locale attraverso il sostegno alla produzione vegetale ed animale per 4200 famiglie organizzate in 60 gruppi che lavorano presso 6 filiere di produzione. In Mozambico si provvederà invece ad arredare ed attrezzare una scuola agraria.  Nella Repubblica Democratica del Congo, i fondi dell’8xmille serviranno a costruire e equipaggiare un Centro ospedaliero ed oftalmologico con 200 posti letto, dove opererà uno staff di 70 persone. Tra i progetti approvati in America Latina, due saranno realizzati in Brasile: il primo riguarda un centro sociale che accoglierà 160 anziani  in situazione di povertà e vulnerabilità sociale della regione metropolitana di Belém; il secondo ha come destinatari i piccoli produttori di 16 municipi ed è volto a facilitare l’accesso a risorse tecniche e finanziarie per le loro attività, migliorandone le condizioni di vita e promuovendo la difesa dei diritti umani. In Ecuador, grazie al supporto della Caritas locale, verrà creata una Scuola di sviluppo umano integrale e solidale e d’economia sociale e solidale, si potenzierà la capacità di commercializzazione e vendita dei prodotti e si promuoveranno gruppi di risparmio e credito: il tutto a beneficio di 200 nuclei familiari. Nel Continente Asiatico, due interventi riguardano l’India: la Congregazione di Santa Teresa di Lisieux, che gestisce dal 2010 un centro di formazione professionale per infermieri, provvederà ad ammodernare e equipaggiare un laboratorio, una biblioteca, una sala informatica. I Padri Carmelitani di Maria Immacolata, sosterranno invece la formazione di circa 200 persone disabili di 19 villaggi del distretto di Idukki in vista della loro inclusione lavorativa. In Medio Oriente, uno dei progetti verrà sviluppato, grazie alla Caritas, in Turchia: l’obiettivo è migliorare l’inclusione di circa 4000 migranti e persone fragili presenti sul territorio nazionale attraverso l’educazione (con corsi di lingua, attività di doposcuola e corsi professionalizzanti), l’avvio di microimprese, il sostegno economico alle famiglie più povere, la creazione di centri di ascolto e l’offerta di supporto psicologico.

Circo: ad ottobre il festival di Latina

14 Luglio 2022 - Latina - Dal 13 al 27 ottobre prossimo a Latina la 23^ edizione dell’International Circus Festival of Italy, la manifestazione circense, storicamente legata al nome del capoluogo italiano, tesa alla promozione del Circo e dello spettacolo dal vivo. L’evento si snoderà, come ogni anno, attorno alla competizione tra i migliori artisti circensi selezionati nei cinque continenti che si esibiranno di fronte ad una Giuria Tecnica Internazionale composta dai massimi esperti del settore e ad una Giuria della Critica di cui faranno parte giornalisti e personalità del mondo dello spettacolo. I premi “Latina d’Oro”, “Latina d’Argento” e “Latina di Bronzo” saranno consegnati durante la serata finale del 17 Ottobre.

Papa Francesco: a settembre visita ad Assisi e Matera

14 Luglio 2022 - Roma - A settembre papa Francesco sarà ad Assisi e Matera. Due giorni intensi che inizieranno il 24 settembre nella città del Poverello  per l’evento «The Economy of Francesco». Alle 9,30 l’elicottero con a bordo il Papa arriverà nel piazzale antistante il palaeventi di Santa Maria degli Angeli, dove sarà accolto da tre giovani, in rappresentanza dei partecipanti all’evento, e dai membri del comitato promotore: Luigino Bruni, Francesca di Maolo, suor Alessandra Smerilli, rappresentanti delle Famiglie francescane di Assisi e della Pro Civitate Christiana. Alle 10 il Papa raggiungerà il palco per l’incontro con i giovani, che prevede il racconto di esperienze da parte di otto giovani. Poi il discorso del Santo Padre. Alle 11.30, al termine dell’incontro, il Papa raggiungerà in auto il piazzale antistante il Teatro, da dove un quarto d’ora dopo è previsto il decollo da Santa Maria degli Angeli. L’evento coinvolgerà i giovani di oltre 100 Paesi del mondo. Il giorno successivo, domenica 25 settembre, papa Francesco sarà a Matera nella giornata conclusiva del Congresso eucaristico nazionale. Alle 8,30 l’elicottero con a bordo il Santo Padre arriverà nello Stadio comunale XXI Settembre. A Matera Francesco sarà accolto dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, e dalle autorità locali. Subito dopo il trasferimento in auto in cattedrale, dove alle 9 si svolgerà l’incontro con i profughi e i rifugiati. Il programma prevede la presentazione di mons. Caiazzo e le parole di saluto del Papa, che alle 9.30 lascerà la cattedrale. Alle 10, in piazza Matteotti, la concelebrazione eucaristica per la conclusione del Congresso eucaristico nazionale, con l’omelia del Papa e l’Angelus, cui seguiranno le parole di ringraziamento del card. Zuppi. Alle 11.45 Il Santo Padre raggiungerà in auto  la mensa della fraternità intitolata a «Don Giovanni Mele» dove è prevista la benedizione e inaugurazione della nuova struttura. Alle 12.30, nello stadio comunale il saluto alle autorità e la partenza per il Vaticano.

Camminando, in ascolto

14 Luglio 2022 - Roma - Dall’ascolto… ai linguaggi. Le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale, dal titolo “I cantieri di Betania”, disegnano un percorso molto affascinante che richiede un “di più” di progettualità e creatività. Quel “da… a”, infatti, non indica la vastità, la complessità o il paragone, ma l’input iniziale che traccia anche il dispiegarsi nello spazio e nel tempo. È l’ascolto delle persone e della realtà a sostenere l’impegno, come si legge nel testo, a “rimodulare i linguaggi ecclesiali, ad apprenderne di nuovi, a frequentare canali meno usuali…”. E, prima ancora, è l’ascolto dello Spirito a sorprendere come è sempre avvenuto nella nostra storia. È una riscoperta, per quanti sono impegnati nella comunicazione, a tessere le trame di un processo che, se realizzato fino in fondo, porta sempre alla donazione di sé nell’amore. (Vincenzo Corrado)      

Migranti: convenzioni scadute e stop ai mediatori

14 Luglio 2022 -

Dal primo luglio circa 300/350 mediatori sono rimasti a casa e gli uffici immigrazione, già in affanno per ferie e malattie legate al Covid, si ritrovano anche senza questa risorsa essenziale. Senza contare l’aumentato afflusso di pratiche, dovuto all’arrivo dei profughi ucraini.

Due sindacati di polizia hanno scritto alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per avere l’immediato ripristino del servizio. La pubblica sicurezza, dice il segretario del Siulp Fabio Lauri, «non può permettersi di rinunciare a nessuna delle risorse disponibili. Men che meno dei traduttori e degli interpreti che consentono di assolvere alle funzionalità necessarie degli Uffici immigrazione, già oberati da lavoro ordinario e straordinario». Parole analoghe quelle del Sap, Sindacato autonomo di polizia, che richiedono alla ministra «un intervento in favore di una celere definizione della procedura contrattuale ». «Sei mesi e poi ad un certo punto il 30 giugno alle 18 di pomeriggio ci dicono che la trattativa con il Ministero non è andata bene e che dal giorno dopo non lavoriamo più». Mediatori che aiutano da Ventimiglia a Lampedusa, nelle situazioni più delicate. «Alcune questure riescono a riempire quei buchi, altre come Napoli, sono in forte difficoltà – continua Mouktar –. Lì avevamo 13 mediatori che parlavano diverse lingue ed il flusso è di 300 migranti al giorno, di cui 200 ucraini».

Anche R.I., mediatore ad Alessandria, è a casa dal primo luglio, «dall’emergenza nord Africa in poi il mediatore culturale è una figura indispensabile per i lavori degli uffici immigrazione e delle prefetture». Intanto un gruppo di mediatori, a seguito del temporaneo mancato rinnovo del contratto si sta organizzando per parlare con una voce sola con il Ministero, chiedere l’immediato ripristino del servizio e un riconoscimento della professione a livello nazionale che li possa far accedere ad una contrattazione collettiva.

 

GMMR: le celebrazioni in Italia

12 Luglio 2022 - Roma - Le celebrazioni ufficiali della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2022 si svolgeranno quest’anno in Sardegna. L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione promuoverà, dal 29 agosto al 2 settembre ad Alghero, il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire il futuro con” per tutti i direttori e collaboratori diocesani Migrantes d’Italia. In Sardegna anche la celebrazione eucaristica nazionale che si svolgerà domenica 25 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nella cattedrale di Iglesias, alle ore 11, presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo di Iglesias e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Sarda. (R.Iaria)

Migrantes Crotone-Santa Severina: sr Pisani, “non basta accogliere, ma bisogna innescare processi di integrazione”

13 Luglio 2022 - Crotone - Il 27 giugno scorso, a Roccella Jonica, sono arrivati 108 migranti. Il 3 luglio sono sbarcati altri 50. Poche ore dopo, sulle coste calabresi sono arrivate altre 150 persone. “Il mare piatto di questi giorni favorisce gli sbarchi, con le rotte che provengono dalla Afghanistan e dalla Turchia, ma anche dalla Siria”, dice al Sir suor Loredana Pisani, direttrice dell’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Dall’inizio del 2022 sono stati 34 gli sbarchi in Calabria, per un totale di circa 5mila migranti. E con l’estate ancora nel vivo, non c’è dubbio che il numero degli arrivi per l’anno in corso sarà ben superiore rispetto alle 7mila unità fatte registrare nel 2021. Roccella, Siderno, Caulonia, Palizzi, Reggio Calabria, le località dove più di tutte si verificano gli sbarchi. Nel Reggino, infatti, gli approdi nel 2022 sono aumentati, come testimonia Cristina Ciccone, presidente della cooperativa Demetra, nata grazie al Progetto Policoro, impegnata nell’accoglienza nella diocesi di Reggio Calabria-Bova. Tra i nodi da risolvere dell’impegno delle associazioni e delle Istituzioni ecclesiali e civili, c’è quello delle carenze strutturali e della necessità di garantire situazioni di accoglienza dignitose a quanti arrivano in Calabria. Anche perché “da febbraio – spiega Ciccone – da un lato abbiamo dovuto provvedere all’accoglienza dei migranti, per i quali vengono utilizzate anche palestre presenti in città, dall’altro vi è stato il fermento dovuto all’arrivo delle famiglie ucraine, per cui non sempre si riesce a dare accoglienza dignitosa”. Nel Crotonese la situazione non è delle migliori. Il capoluogo pitagorico, grazie al centro di accoglienza “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto, è quello maggiormente impegnato nell’accoglienza dei migranti che arrivano nell’area dello Jonio calabrese. “Il maggior numero di sbarchi si verifica nei mesi primaverili ed estivi perché la costa jonica è sempre accessibile, di conseguenza diventa un punto strategico”, evidenzia suor Pisani. “L’ultimo sbarco, di pochi giorni fa, con 150 persone in due momenti diversi, tra cui anche dei minori, ha visto approdare sulle nostre coste persone provenienti da Afghanistan, Iraq, Iran e Turchia, che sfuggono dalla povertà e dalla guerra. Un fatto è certo: Crotone è un punto di sbarco, ma chi viene qui lo fa per raggiungere altri luoghi, perché starci non conviene; infatti, la pandemia, la mancanza di lavoro e la carenza delle infrastrutture rendono non appetibile il territorio”. In Calabria i migranti arrivano a migliaia, vengono aiutati dalla Capitaneria di Porto, dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa, secondo le sensibilità dei territori. Gli organismi ecclesiali, da parte loro, offrono ascolto, accoglienza, cura pastorale. È essenziale, soprattutto da parte delle associazioni impegnate sui territori, dare un sostegno a quanti arrivano. Così come ha inteso fare Medici senza frontiere (Msf), che a Roccella, durante l’estate, fornirà supporto medico e psicologico ai migranti, con particolare attenzione all’individuazione di persone con vulnerabilità mediche a cui garantire la continuità delle cure nelle strutture di prima e seconda accoglienza. “In questi primi giorni abbiamo visto arrivare, dopo viaggi lunghi giorni e spesso a bordo di imbarcazioni fatiscenti, famiglie, minori soli, donne incinte – afferma Giovanni Perna, capo progetto di Msf a Roccella Jonica -. Siamo qui per supportare la città e in generale tutto il territorio della Prefettura di Reggio Calabria, che dall’inizio dell’anno è stata chiamata a gestire uno sbarco in media ogni 3 giorni”. L’altro segnale viene dalla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, che ha messo a regime tre motovedette classe 300 pronte ad intercettare nelle miglia di competenza quanti arrivano via mare. Gli Uffici diocesani Migrantes e Caritas, unitamente alle parrocchie e alle associazioni legate alla progettualità ecclesiale, sono attenti a quanto accade nei territori. Il 2022 è stata una sorta di palestra, perché arrivi di ucraini e incremento dei migranti hanno chiamato a una nuova responsabilità. Terminata l’esperienza della comunità parrocchiale San Nicola di Roccella Jonica, che per un mese ha accolto 50 giovani profughi sfuggiti dalla guerra, l’impegno nella carità è diffuso a più livelli nelle zone “calde” degli sbarchi: “Il nostro desiderio è quello di offrire assistenza, anche solo una vicinanza di prossimità – chiarisce suor Pisani -. Non basta accogliere, ma bisogna innescare processi di integrazione, imparando a far convivere le diverse culture”. A farle eco Agostino Martino, socio della cooperativa Demetra, responsabile dell’area immigrazione: “Noi non ci occupiamo di prima accoglienza, ma da anni siamo impegnati nel campo dell’immigrazione con diversi progetti di prossimità, una presa in carico olistica per non abbandonare nessuno di quelli che arriva nel Reggino, a partire dalle criticità dell’area di Gioia Tauro, dove si trova la tendopoli di San Ferdinando e, ancora, l’insediamento dei migranti a Taurianova”. Questo perché “la logica dell’assistenza non ha senso: dobbiamo puntare sulla emancipazione”. (Fabio Mandato – Sir)

Centro Astalli: 20 anni legge Bossi-Fini?Non un giorno di più

13 Luglio 2022 - Roma - "Quest'anno compie 20 anni la legge Bossi-Fini: c'è solo da sperare che al consueto 'cento di questi giorni' si sostituisca invece 'non un giorno di più'". Lo afferma sulla newsletter del centro Astalli, servizio dei gesuiti per i rifugiati, il presidente padre Camillo Ripamonti, come riferisce Ansa. "A tale proposito - prosegue - potremmo farci una domanda semplice: l'obiettivo della legge n.189 del 30 luglio 2002 era tra gli altri quello di contrastare l'immigrazione irregolare, ha ottenuto il suo risultato? Sembrerebbe di no! Anzi, una legge pensata per contenere e non per governare il fenomeno migratorio ha ottenuto come risultato quello di aver creato tanta irregolarità, poi affrontata a colpi di sanatorie". "Infatti - sottolinea ancora il gesuita - molte se ne sono susseguite negli anni, camuffate anche in vari modi, ma lasciando oggi il Paese con un chiaro bisogno di manodopera generica e specializzata che non riesce a essere soddisfatto". "Senza contare poi la creazione del binomio migrazione-sicurezza che la legge ha negli anni alimentato favorendo un clima sociale a dir poco diffidente", aggiunge. "Occorre superare l'ideologia per affrontare le questioni con lungimiranza - conclude padre Ripamonti -. La proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero, depositata in Parlamento nel dicembre del 2017, può essere l'inizio di una riflessione adeguata. Occorre non perdere l'occasione".  

Usa: nasce il Premio “Italiani per il futuro

13 Luglio 2022 - Roma - Con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti nasce il Concorso nazionale Premio New York di Poesia “Italiani per il futuro”. Ispirato dal tema scelto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per la XXII settimana della lingua italiana nel mondo: “L’Italiano e i giovani” e dalla 40esima edizione della serata di lettura di poesie in lingua vernacolare siciliana organizzata dal Castel del Golfo Social Club a Brooklyn, il Premio è destinato a testi sia in lingua italiana sia in uno dei dialetti ancora parlati dalle comunità italiane negli USA. Le fasce d’età ufficiali previste dal Concorso sono tre: fino ai 12 anni; dai 13 ai 19; dai 20 ai 35. Gli ultra-trentacinquenni sono comunque invitati a partecipare come categoria fuori concorso, i cui migliori elaborati saranno pubblicati nel volume che raccoglierà le liriche vincitrici e le menzioni onorevoli. La Giuria del Premio è presieduta dal Direttore dell’Istituto Italiano di cultura di New York, Fabio Finotti, e composta da poeti, poetesse, artisti ed esponenti del mondo universitario e della comunità. In rappresentanza delle tre istituzioni che lo hanno creato, il Comitato organizzatore è formato dal Direttore Fabio Finotti, dal Dean del John D. Calandra Italian American Institute del CUNY, Anthony Julian Tamburri, e dalla V. Segretaria generale del CGIE, Silvana Mangione, che lo presiede. La City University of New York è il più grande sistema universitario urbano degli USA, con 25 campus nella Città di New York, che hanno formato finora 13 Premi Nobel. Gli elaborati andranno indirizzati all’Istituto italiano di Cultura: 686 Park Avenue, New York, NY 10065 entro il 10 settembre.

Cammino sinodale delle Chiese in Italia: “I cantieri di Betania” per il secondo anno di ascolto

12 Luglio 2022 -
Roma - Si intitola “I cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile su https://camminosinodale.chiesacattolica.it/. Questo documento – spiega il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, nell’introduzione – “è frutto della sinodalità” e “nasce dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi nel primo anno di ascolto (la fase narrativa), strumento di riferimento per il prosieguo del Cammino che intende coinvolgere anche coloro che ne sono finora restati ai margini”. Secondo il porporato “è tanto necessario ascoltare per capire, perché tanti non si sentono ascoltati da noi; per non parlare sopra; per farci toccare il cuore; per comprendere le urgenze; per sentire le sofferenze; per farci ferire dalle attese; sempre solo per annunciare il Signore Gesù, in quella conversione pastorale e missionaria che ci è chiesta”. Si tratta, dunque, di “una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù”.
Il testo – che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania – presenta tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco.
Il documento viene diffuso all’inizio dell’estate, “perché così abbiamo modo di impostare il cammino del prossimo anno”. “Lo sappiamo: a volte sarà faticoso, altre coinvolgente, altre ancora gravato dalla diffidenza che ‘tanto poi non cambia niente’, ma siamo certi – conclude il Card. Zuppi – che lo Spirito trasformerà la nostra povera vita e le nostre comunità e le renderà capaci di uscire, come a Pentecoste, e di parlare pieni del suo amore”.
In vista della realizzazione dei cantieri, durante l’estate, attraverso il sito dedicato (https://camminosinodale.chiesacattolica.it/), verranno messe a disposizione esperienze e buone pratiche come doni reciproci tra le Chiese locali.

Cattolici e sciiti a confronto: un convegno promosso dalla Comunità di Sant’Egidio

12 Luglio 2022 - Roma - “Cattolici e Sciiti davanti al futuro”. Questo il titolo delle due intense giornate di dialogo, che a partire da domani, 13 luglio, vedranno autorevoli esponenti sciiti da diversi paesi del Medio Oriente assieme a studiosi e rappresentanti della Chiesa cattolica, come i cardinali Louis Raphaël I Sako, patriarca di Baghdad dei Caldei, e José Tolentino De Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Il convegno, che si aprirà con le relazioni di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, e di Jawad Al-Khoei, segretario generale dell’Imam Al-Khoei Institute, nasce dalla proposta di rafforzare i fili di dialogo tra due mondi, cattolico e sciita, dopo lo storico incontro tra Papa Francesco e il Grande Ayatollah Al-Sistani a Najaf del marzo 2021. Nel corso di quattro sessioni, dedicate ai valori umani condivisi, alla responsabilità nella comunità religiosa contemporanea, ai modelli di pensiero e all’incontro tra generazioni, verranno poste le basi per la reciproca comprensione tra queste due realtà religiose.

Dalla beatificazione di un sardo in Argentina una lezione sull’essere Chiesa

12 Luglio 2022 -

La beatificazione il 2 luglio scorso a Oran, in Argentina, di padre Giovanni Antonio Solinas, nativo di Oliena nella diocesi di Nuoro, e con lui di don Pietro Ortiz de Zarate, non può essere configurata solo come una splendida testimonianza di un martire della fede, risalente tra l’altro al 1683. Non sappiamo molto di loro, e neanche dei 18 indios che hanno pagato il loro stesso prezzo di sangue. Eppure il giorno della beatificazione, nella gente, sembrava emergere non un sentimento di distacco, frutto della lontananza dal tempo del martirio, ma piuttosto un’appartenenza viscerale e un coinvolgimento emotivo verso l’evento che mi ha interrogato come vescovo, e con me anche tutto il gruppo della Diocesi di Nuoro, composto da venti persone tra laici, sacerdoti e seminaristi.

Interroga non solo la suggestiva e festosa partecipazione – che in America Latina non è una novità – ma il senso di Chiesa che in essa vi era presente e si manifestava. Noi occidentali, generalmente attrezzati con una razionalità imperturbabile, siamo stati letteralmente spiazzati, persino travolti emotivamente davanti a uno spettacolo di popolo, a uno spettacolo ecclesiale. Sì, perché a emergere e a manifestarsi è stata una Chiesa, un popolo di battezzati convinti e, in mezzo a loro e con loro, i pastori - vescovi, sacerdoti e diaconi - riconosciuti spontaneamente come guide, senza fatica e senza logiche divisive.

Uno spettacolo di fede, prima di tutto, perché a emergere è stato il popolo. Parole e gesti, nella preghiera come nel canto, non facevano altro, ogni volta, che rivelare una sintonia genuina e intensa tra la fede e la vita della gente. Ho riscoperto nuovamente che la fede semplice non è un’assurdità. La fede semplice è sempre vitale, una linfa – nutrimento e vigore insieme – che colma spazi e copre interstizi irraggiungibili dalle sole logiche della razionalità. Essa è passionale perché coinvolge, autentica perché non ha calcoli né maschere. E ricorda l’insegnamento di sant’Agostino, quando scrive: «Se non hai capito, credi! L’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire, perché se non crederete non capirete».

Questa fede, lo dico come europeo, ci manca. E recuperarla ci farebbe bene, anche perché non stride con la sapienza della mente, se questa è ispirata dal cuore. Il nostro popolo di battezzati va oggi aiutato a recuperare la fede come un investimento 'popolare', cioè carico di segni e simboli che, nell’affidamento semplice a Dio, ne riscoprano anche il suo senso comunitario e l’esigenza dell’aggregazione ecclesiale e sociale.

In Argentina, nella sua parte forse più povera – quella del nord, che confina con la Bolivia – ho visto gente felice di appartenere al popolo di Dio. Ho incontrato molti volti provati a causa della povertà materiale, quanto mai reale ed evidente, ma ho sempre visto volti che si accendevano di luce quando sentivano parlare di Dio; facce libere e accoglienti, piene di gratitudine.

Ecco perché una Chiesa di popolo ci salverà sempre. Una Chiesa dove non si applicano le logiche del mondo – quelle che ci dicono che l’istituzione e il carisma non vanno mai d’accordo – ma piuttosto che crede in quello che ci insegna il Concilio Vaticano II, quando ci ricorda che il popolo di Dio è sempre un popolo profetico.

Ho colto dalla gente la consapevolezza che l’Argentina attuale, logorata da una crisi economica drammatica, merita una Chiesa che recuperi la forza di una profezia popolare, a difesa cioè del popolo. Oggi, con un’inflazione galoppante e con un tasso di cambio della moneta libero ma illegale, seppur tollerato dallo Stato, nulla appare certo e nulla di buono sembra promettere il prossimo futuro. La gente, il popolo, sente di poter contare sulla Chiesa come l’unica vera carta di credito, che non va sprecata. Ed è un altro insegnamento, un altro appello che può e deve risuonare in ogni parte del mondo. (mons. Antonello Mura  - Vescovo di Nuoro e Lanusei)

Papa Francesco ai giovani: è legittimo ribellarsi alla guerra

12 Luglio 2022 -

Roma - Papa Francesco invita i giovani europei a ribellarsi alla guerra. E addita l’esempio del beato Franz Jägerstätter che fece obiezione di coscienza di fronte all’ingiunzione di giurare fedeltà a Hitler. Lo fa rivolgendosi ai partecipanti alla Eu Youth Conference in corso a Praga, da ieri e fino a domani, sul tema: 'Impegnarsi insieme per un’Europa sostenibile e inclusiva'. I giovani, afferma il Papa nel suo messaggio, devono far sentire la propria voce perché in un mondo governato da loro «non ci sarebbero tante guerre: coloro che hanno tutta la vita davanti non la vogliono spezzare e buttare via ma la vogliono vivere in pienezza». «Cari giovani – scrive Francesco –, mentre voi state svolgendo la vostra Conferenza, in Ucraina – che non è UE, ma è Europa – si combatte una guerra assurda. Aggiungendosi ai numerosi conflitti in atto in diverse regioni del mondo». Il Papa ricorda che «l’idea di un’Europa unita è sorta da un forte anelito di pace dopo tante guerre combattute nel Continente, e ha portato a un periodo di pace durato settant’anni». «Ora – aggiunge usando parole forti – dobbiamo impegnarci tutti a mettere fine a questo scempio della guerra, dove, come al solito, pochi potenti decidono e mandano migliaia di giovani a combattere e morire. In casi come questo è legittimo ribellarsi!».

Di Ucraina Francesco ha parlato anche domenica. «Rinnovo la mia vicinanza al popolo ucraino – ha detto nel dopo Angelus –, quotidianamente tormentato dai brutali attacchi di cui fa le spese la gente comune. Prego per tutte le famiglie, specialmente per le vittime, i feriti, i malati; prego per gli anziani e per i bambini. Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra!».

Richiamandosi a queste parole del Papa, sulla guerra in corso in Europa è intervenuto anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. «Ascoltiamo il lamento dei popoli dilaniati dalla guerra e onoriamo la memoria delle decine di migliaia di persone uccise in Ucraina. Non smettiamo di interrogarci su cosa dobbiamo fare perché tacciano le armi e prevalga il rispetto della vita!». Così si è espresso l’arcivescovo di Bologna nel giorno della festa del patrono del Vecchio Continente,

san Benedetto, con la preghiera affinché l’Europa «sia unita e giochi un ruolo attivo nella indispensabile ricerca della pace». Il porporato ricorda che san Paolo VI, nella lettera con cui lo dichiarava patrono d’Europa, definiva Benedetto «Messaggero di pace» che fece nascere nel Vecchio Continente «l’aurora di una nuova era». E infine esorta a pregare «perché il suo esempio ci aiuti a costruire fratellanza e speranza, mentre facciamo nostre le parole di Papa Francesco ieri all’Angelus: 'Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra!'». (Gianni Cardinale - Avvenire)

Migrantes: Sri Lanka, “seguiamo con preoccupazione la situazione, in particolare con  le comunità cattoliche in Italia”

11 Luglio 2022 - Roma - “La grave crisi politica ed economica in Sri Lanka, ricordata da Papa Francesco all’Angelus di domenica, preoccupa molto la comunità dei srilanchesi in Italia, formata da oltre 110.000 persone, cingalesi e tamil, parimenti formata da uomini e donne, ma anche da 25.000 minori. Si tratta soprattutto di una comunità di lavoratori occupati nei servizi alla persone nelle nostre case e famiglie, concentrati soprattutto nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli, Palermo) e l’80% in sole cinque regioni: Lombardia, Campania, Veneto, Lazio e Sicilia: con le loro rimesse – pari a circa 270 milioni di euro – sono una risorsa importante per il Paese. Come Migrantes  seguiamo  con preoccupazione la situazione , in particolare con  le comunità cattoliche, numerose in Italia e seguiti da diversi sacerdoti”. Lo dice a www.migrantesonline.it il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. (R. Iaria)