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Spettacolo Viaggiante: riapre il Luna Park di Ostia

8 Giugno 2021 - Roma - Grandi manovre da grande evento. Questo si percepisce passando davanti al Luna Park di Ostia, situato in piazza della Stazione Vecchia. Finalmente riaprirà i battenti il prossimo 19 giugno, dopo circa un anno e mezzo di fermo a causa della pandemia. Questa struttura accoglierà di nuovo il suo festoso pubblico con molte novità come le montagne russe, il dondolino, il barcone, il music box. Un’attesa gioiosa che si percepisce ascoltando la voce di chi vive all’interno di questa realtà che non è solo un luogo di lavoro ma è ben altro: una comunità formata da una decina di famiglia e da due suore. Tutti abitano nelle roulottes situate in uno spazio ben preciso dell’area. Una comunità portata all’attenzione del grande pubblico proprio per la presenza di suor Annamelia e suor Genevieve dell’ordine delle Piccole Sorelle di Gesù di Charles de Foucauld, che si occupano della pastorale dello spettacolo viaggiante. Le due religiose hanno ricevuto, nel 2015, la visita di papa Francesco, in occasione di una visita pastorale alla vicina parrocchia di S. Maria Regina Pacis. “Un ricordo indimenticabile di cui tutti parlano ancora e, anzi, auspicano una nuova visita”, racconta suor Genevieve: “ed è una grande soddisfazione sapere che finalmente si riapre.  Da molto tempo aspettavamo questo giorno. Perché bisogna pensare che se è chiuso non c’è lavoro e non entrano soldi e si fa molta fatica per andare avanti”. La presenza delle due Piccole Sorelle in questo Luna Park risale ad una decina d’anni fa e oramai sono parte integrante della grande famiglia di questa oasi del divertimento di Ostia. “Sono le nostre protettrici e noi proteggiamo loro, è uno scambio”, dice Ginetto Pugliè il proprietario del Luna Park, costruito dal padre. Lui aveva sette anni quando i suoi genitori, papà toscano e mamma emiliana, si stabilirono nella cittadina del litorale laziale. Da allora sono passati cinquant’anni e un momento come questo non era mai stato vissuto da quanti vi lavorano al suo interno, racconta. È stato un anno molto difficile che ha lasciato molto strascico – ribadisce - sia psicologico che economico. E c’è chi non c’è la fatta ma diciamo che c’è stata tanta solidarietà.  Abbiamo fatto il possibile. Io mi sono mosso anche a livello sindacale”. “Tutti aspettiamo con trepidazione il giorno dell’apertura”, continua Ginetto: le nuove attrazioni provengono da fuori. È stato un momento di solidarietà, i proprietari delle nuove attrazioni vivono facendo feste patronali e fiere che ancora sono bloccate. E’ un aiuto reciproco, loro vengono dalla Campania, zona di Napoli e Caserta. Hanno investito spostando queste strutture e noi abbiano messo lo spazio a disposizione dando molto risalto a queste novità. A fargli da eco c’è Massimo Mascia che, da due anni, appoggia il lavoro del proprietario: “Il parco si è rinnovato totalmente la riapertura dovrebbe essere il 15 giugno, ma si riaprirà il 19 che è sabato. Le persone dovranno essere seguite affinché non ci sia assembramento. All’interno del luna park il percorso è lo stesso: si entra al centro e si esce dall’altra parte a destra”. Tutti sono ansiosi di ripartire e il giorno della riapertura è molto atteso, una boccata di ossigeno “perché – commenta Mascia - un anno e mezzo senza lavoro è stato molto duro.  Ci sono stati degli aiuti da parte della Chiesa, della Fondazione Migrantes, della Caritas, anche grazie all’intervento delle suore, ma le famiglie devono vivere del proprio lavoro”.  Non ci sarà una apertura speciale, una inaugurazione, per non fare assembramento: “Senza spingere troppo - dice Mascia - si seguirà il solito orario dalle 15 alle 24, considerando che il coprifuoco dovrebbe essere sospeso. Noi ci atterremo a questo”. Ma i visitatori del Luna Park troveranno un’altra novità, racconta suor Genevieve: “al centro dell’area lo scorso 9 maggio, il giorno della festa della mamma, è stata posta una bella e grande statua della Madonna”.  Per capirci - dice la suora – “quella della Beata Vergine della Medaglia Miracolosa. l’hanno voluta tutti i lunaparkisti. È la madonna che protegge tutto questo settore”. La statua è stata benedetta alla presenza di don Giovanni De Robertis, Direttore della Fondazione Migrantes, e mons. Pierpaolo Felicolo, responsabile Ufficio Fondazione Migrantes di Roma e del Lazio.  (NDB – R.I.)        

Ascoli Piceno: prime Comunioni e Cresime per 7 ragazzi del circo Madagascar

28 Maggio 2021 - Ascoli Piceno – Prime Comunioni e Cresime per sette ragazzi del Circo Madagascar. Si svolgerrano oggi pomeriggio nella chiesa dei Santi Simone e Giuda a Monticelli. Il circo è fermo da 7 mesi nella periferia del quartiere ascolano. A presiedere la celebrazione mons. Domenico Pompili, amministratore apostolico “sede vacante” di Ascoli Piceno. I ragazzi, Connor, Nathan, Tracy, Nicole, Kimberly, Ryan e Christian, si sono preparati per questo importante appuntamento seguiti da Linda Schiavi, Sandro Ciaffoni ed Emidio Luzi, tre catechisti della parrocchia. Oltre al grande significato in sé l’evento odierna suggella il rapporto di solidarietà che si è venuto a creare tra la comunità ascolana e queste famiglie.

Mons. Perego sui migranti: serve uno scatto di umanità e di solidarietà

28 Maggio 2021 - Roma – Mons. Gian Carlo Perego ringrazia i vescovi italiani che lo hanno chiamato alla presidenza della Commissione Episcopale per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes durante l’ultima Assemblea svoltasi a Roma. In questo – ha detto oggi in una intervista a VaticanNews – il presule ha “visto un'attenzione dell'episcopato italiano al tema delle migrazioni come uno dei temi che stanno attraversando non solo l'opinione pubblica, ma anche la coscienza e la vita delle nostre comunità cristiane. Quindi, farmi ritornare, penso che sia stato anche un segno anche per dire di riprendere a rafforzare un cammino, che già era avvenuto, in un tempo nuovo, in un tempo in cui il cammino della Chiesa, che è un cammino sinodale, deve incontrare il cammino anche degli uomini, soprattutto degli uomini migranti che soffrono e che sono in una situazione ancora più difficile, come vediamo dalle immagini tutti i giorni”. In questi giorni c’è una ripresa degli sbarchi che – ha spiegato – “sono quattro volte meno rispetto al 2014-2015, quando arrivavano 150-170mila persone, oggi ne vediamo 35mila, che però  segnalano un disinteresse a riprendere il discorso, soprattutto,  di revisione di Dublino e di responsabilità comune dell'Europa, e su questo la Chiesa italiana è preoccupata. Non si possono abbandonare le persone in mare, vedere morire delle persone. D’altra parte, però, è importante che si arrivi a delle decisioni, da una parte, di redistribuzione dei migranti e dei richiedenti asilo su tutto il territorio europeo, dall'altra a una politica rinnovata con i Paesi al di là del Mediterraneo”. E parlando delle foto, che hanno fatto il giro del mondo, di bambini vittime del mare il neo presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes sottolinea che sono  morti della “indecisione, sono i morti del rinvio”. Occorre “uno scatto non solo di umanità, ma anche di politica, nel senso di come ce lo ricorda il Papa nella Fratelli tutti, nel capitolo V, una politica  che sia attenta al rispetto della dignità della persona, della vita delle persone e che cerchi, effettivamente, di considerare ogni persona un fratello, quindi una politica che sia certamente di solidarietà e non, invece, di ignoranza di questi problemi”. Nell’intervista mons. Perego allarga lo sguardo a tutti i mondi della mobilità: “oltre che ai volti dei richiedenti asilo e degli immigrati in Italia, delle diverse comunità, delle famiglie dei lavoratori e di chi cerca cittadinanza, i volti dei nostri cittadini italiani che vanno all'estero. Penso soprattutto ai più giovani, che si trovano in una situazione di difficoltà in alcuni Paesi, come  quella in cui si trovano gli italiani in Inghilterra da quando è uscita dall’Unione europea. Guarda poi anche a quegli altri piccoli mondi che hanno vissuto drammaticamente la realtà della pandemia, come il mondo dei circensi, dei fieranti e dello spettacolo viaggiante che si sono trovati con i tendoni chiusi, con le attività e le attrazioni chiuse per oltre un anno con la vita fortemente segnata. Fortunatamente – ha aggiunto - c'è stato un buon contributo da parte della Conferenza Episcopale Italiana, grazie all’8 per mille gestito da Migrantes e da Caritas a favore anche di queste imprese e di queste famiglie, circa 80mila persone”. E parlando del prossimo Sinodo, di cui si è parlato nell’Assemblea dei vescovo, ha detto che “l'icona più bella” del sinodo, che “significa camminare insieme, è l’icona dei migranti e, quindi, credo che, anche dalla storia dei migranti, dalla loro esperienza, potrà venire un grosso contributo all’esperienza di una Chiesa in cammino, affinché la Chiesa sia in cammino”.  

Ente Circhi: la gioia per la nomina di mons. Perego a Presidente Migrantes

27 Maggio 2021 - Roma - Per il mondo del circo italiano mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio è “un grade faro e un prezioso amico”. Lo si legge in un post pubblicato dall’Ente Nazionale Circhi. Nella sua esperienza di uomo di fede vissuta insieme agli ultimi, dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1984 e incardinato nella diocesi di Cremona, fra i diversi impegni assunti, dal 2009 al 2017 è stato Direttore Generale della Fondazione Migrantes. Nel corso di questa responsabilità, il presidente dell'Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni e tutto il mondo del circo “hanno potuto conoscere e apprezzare le doti umane e spirituali di mons. Perego. Basti dire che le due udienze in Vaticano che hanno richiamato la gente del viaggio attorno a due papi della statura di Benedetto XVI e Francesco, nel 2012 e nel 2016, sono state organizzate, preparate e vissute insieme a mons. Perego alla direzione della Fondazione Migrantes. Ma la sua vicinanza ai circensi non si è limitata a queste pur importantissime, ed anzi memorabili, occasioni. Tanti sono stati i momenti di confronto, collaborazione e sostegno. I suoi messaggi per la Giornata mondiale del circo sono sempre stati dei punti di luce e di estrema chiarezza”. “Con miopia non si favorisce l’istallazione del Circo nelle zone più accessibili delle città; si penalizza il Circo con animali senza distinzione per chi – come è nella migliore tradizione circense – costruisce una relazione ammaestrativa straordinaria con gli animali, che indica rispetto, cura”, scrisse ad esempio nel 2017 come ricorda l’ENC. Ieri i vescovi hanno eletto mons. Perego alla presidenza della Commissione CEI per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, che succede a mons. Guerino Di Tora al quale “va il ringraziamento dell'Ente Nazionale Circhi per il lavoro svolto. “Sincere felicitazioni a mons. Perego e salutiamo con molta gratitudine la sua elezione. Con lui da ormai molti anni ci sentiamo in profonda sintonia, sostenuti e accolti da un vero padre che non dimentica nessuno e che ha ben compreso l'autentico Dna della gente del circo”, dichiara Buccioni.  

“Il Circo a scuola”: un ciclo di appuntamenti dei circensi nelle scuole di Rieti

25 Maggio 2021 - Rieti - Su iniziativa dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Rieti, Giovanna Palomba, è partita, in questi giorni, “Il Circo a scuola”, un ciclo di appuntamenti che coinvolge le scuole di primo grado, pubbliche e private di Rieti. Clown e giocolieri si recheranno nelle strutture scolastiche aderenti all’iniziativa per regalare sorrisi e momenti di serenità ai bambini. “Il Circo ha offerto subito grande disponibilità verso la Città di Rieti che ha mostrato interesse e vicinanza alla fragile realtà del mondo circense in questo particolare momento storico – spiega l’assessore Giovanna Palomba – Ringrazio, Athos Adami, responsabile del Circo Rolando Orfei che da molti mesi ormai è a Rieti, costretto all’inattività a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni, per aver immediatamente sposato la nostra idea. Questa iniziativa è un segnale di ripresa e di nuovo inizio anche per gli operatori del Circo. Ringrazio gli artisti per la loro sensibilità e capacità di donare, da sempre, tanti momenti di felicità”.

I circhi contro i sindaci: «Ostacolano la ripartenza»

18 Maggio 2021 - Roma - Il mondo del circo si è dovuto fermare a causa della pandemia ma, nonostante le direttive governative permettano la riapertura, stenta a riprendere quota. A causa dello scontro con le amministrazioni locali l'intero settore sta vivendo una situazione di stallo. «Dal punto di vista della legge, dal 26 aprile, possiamo ricominciare a lavorare nelle zone gialle. Qualche timida riapertura c'è stata, ma il problema di fondo proviene dai comuni, che si divertono a interpretare delle direttive del governo - accusa l’'Ente Nazionale Circhi - se i sindaci si attaccano a questioni inverosimili, è difficile ripartire». Gli aiuti dal governo sono stati esigui, ricorda il presidente dell’ENC, Antonio Buccioni, ma in questi mesi di chiusura la solidarietà di realtà come la Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana, Coldiretti e Protezione civile «non ha fatto mancare un solo pasto ad animali e personale». «Mettere in moto un complesso medio grande ha spese altissime» ricorda Paride Orfei, membro della storica famiglia circense, che chiede maggiori certezze al governo. «È vero che c'è la possibilità di riaprire ora, ma non la certezza di rimanere aperti - aggiunge - si vedrà la luce nel momento in cui le istituzioni ci diranno 'riapriamo e non chiudiamo mai più'. Ecco perché molti aspettano l'evolversi della situazione, per poi ripartire con certezze» conclude. “Il circo attira molta gente in un paese», rimarca Buccioni aprendo ad un dialogo con gli assessori locali, rincuorandoli poi sulla controversa tematica degli animali: «Stanno benissimo, in questo periodo c'è stato più tempo per curarli.».

Spettacolo Viaggiante: il 5xmille per la casa di assistenza di Scandicci

14 Maggio 2021 - Scandicci - A Scandicci, in provincia di Firenze, esiste una casa per gli anziani dello spettacolo viaggiante e dei circhi equestri. Una iniziativa voluta da don Dino Torregiani - pioniere della pastorale in questo settore - e da Semiramide Cerchi, madre del Gratta, celebre clown a cui Firenze ha dedicato anche una piazza. Oggi appartiene ad una associazione in parte religiosa e in parte formata da gente dello spettacolo viaggiante. La casa oggi è affidata a mons. Piergiorgio Saviola, già responsabile della pastorale per lo spettacolo viaggiante della Fondazione Migrantes e già direttore generale dell'organismo pastorale della CEI. Si può contribuire anche attraverso il 5X1000 con codice 00745690354. 5permille1

Migrantes Albano: l’esperienza con il mondo dello spettacolo viaggiante

10 Maggio 2021 - Albano - Nell’emergenza in atto in atto l’ufficio Migrantes di Albano  ha avuto l'opportunità di avvicinarsi alla realtà dello spettacolo viaggiante: quella dei lunaparkisti e circensi. Essendo una categoria di persone che per lavoro si sposta continuamente, risulta molto difficile interagire con loro e fare processi di accompagnamento pastorale. Queste persone vivono di queste attività e, poiché non hanno lavorato in questo ultimo periodo, si sono trovati in grosse difficoltà di tipo economico. Hanno quindi bussato alla porta della Caritas e dell'ufficio Migrantes: in totale circa cinque realtà, molto numerose al loro interno. Tra i momenti più critici che hanno vissuto, un gruppo si è ammalato di Covid e, ringraziando Dio, sono già guariti. In un'altra realtà ha preso fuoco una roulotte e in poco tempo questa famiglia, che aveva perso tutto, ha già recuperato le cose necessarie, anche una nuova roulotte. Colpisce la gioia, la serenità e la forza con cui vivono la quotidianità in mezzo a tante limitazioni di servizi indispensabili, spazi ridotti e continuamente esposti alle variazioni delle condizioni meteorologiche. L'emergenza ci ha permesso di scoprire non solo la loro presenza in diocesi e le loro difficoltà, ma anche due cose molto interessanti: le loro ricchezze e la possibilità di fare processi pastorali. Tra le ricchezze abbiamo scoperto che sono persone molto unite tra loro, che si aiutano e condividono. Sono diversi nuclei famigliari ma parenti fra di loro e questo favorisce l'aiuto vicendevole. Vivono veramente, pur senza accorgersi, come in Atti. 4,32 . "La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune".  È stato bello anche constatare che sono persone che si mettono in gioco: dopo essere stati aiutati in un primo momento e avendo lavorato un po' nell' estate, trovandosi chiusi nuovamente, si sono messi a disposizione per aiutare altre persone. Sono amichevoli, abbiamo creato una rete tra Caritas, Migrantes e parroci della zona; non solo per venire incontro con degli aiuti, ma anche per stare insieme, fare amicizia, mangiare insieme: ci hanno aperto le porte delle loro roulotte. Con un gruppo di loro abbiamo avviato un percorso di preparazione per il completamento dell'iniziazione cristiana di alcuni di ragazzi, e speriamo di concluderlo con la celebrazione del sacramento nel prossimo mese.  

Circus Summer Camp: tutto pronto per il centro estivo del Piccolo circo dei sogni

5 Maggio 2021 -

Peschiera Borromeo – Si svolgerà dal 14 giugno al 30 luglio (ed eventualmente anche ad agosto in base all’andamento) il grande tendone che si innalza in via Carducci a Peschiera Borromeo (Milano) e che accoglierà bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 e i 17 anni intenzionati a trascorrere i mesi estivi all’insegna del puro divertimento ma anche della sicurezza “secondo le normative sanitarie vigenti”, spiegano i promotori.

Il Piccolo Circo dei Sogni di Paride Orfei e Sneja Nedeva si sta occupando di organizzare nei minimi dettagli il Circus Summer Camp, ovvero un campus estivo attraverso il quale tutti i partecipanti avranno la possibilità di scoprire in prima persona il mondo circense, sperimentare le molteplici arti (giocoleria, contorsionismo, acrobatica, equilibrismo, discipline aeree), socializzare e divertirsi.  Il Circus Summer Camp, che gode di ampi spazi (sia aperti che al chiuso), inizia ogni giorno (da lunedì a venerdì) alle ore 9.00 e termina alle 17.00, con possibilità di pre-scuola dalle 8.00 alle 9.00 e di post-scuola dalle 17.00 alle 18.00. Le giornate sono così strutturate: accoglienza, riscaldamento muscolare, laboratori di arte circense, stretching post-allenamento, pranzo, compiti e attività ricreative e artistiche, attività videoludica, riscaldamento muscolare, laboratori di arte circense o giochi (basket, pallavolo, calcetto, etc.), merenda.

 «Siamo al lavoro da alcune settimane per allestire i giochi e le innumerevoli attività per il Circus Summer Camp 2021 - spiegano i titolari Paride Orfei e Sneja Nedeva -. I più piccoli, che saranno chiamati al rispetto di regole e limitazioni dettate dal particolare momento storico (ma ormai ci sono abituati), avranno la possibilità di trovarsi in un posto fuori dal comune in cui giocare, svagarsi e conoscere un mondo che certamente li entusiasmerà».

Accademia d’Arte Circense: borse di studio per i giovani in difficoltà

5 Maggio 2021 - Roma -  La pandemia ha messo in ginocchio il settore dello spettacolo viaggiante, come abbiamo più volte raccontato su queste pagine. Per venire incontro a chi è in maggiori difficoltà e ai più meritevoli, il responsabile dell'Accademia d'Arte Circense di Verona, Andrea Togni, ha contattato alcune realtà del territorio veronese che hanno messo a disposizione dei fondi per la creazione di 3 borse di studio . Il bando per l'assegnazione è stato inserito sul sito dell’Accademia ( https://www.accademiadartecircense.it/2021/04/23/bando-per-borse-di-studio-2021-2022/). Lo scopo - spiega Togni - è quello di "non privare i nostri ragazzi di una formazione adeguata a causa delle difficoltà economiche che stiamo vivendo". Togni ricorda il fondatore dell'Accademia, Egidio Palmieri che "ha fatto sì che l’Accademia d’Arte del Circo fosse un punto di riferimento per il mondo circense italiano. Il mio impegno, assieme a quello di sua nipote, la Sig.ra Ivana Cipollina e di tutti i collaboratori dell’Accademia, è quello di dare continuità al suo progetto, mantenendo vivi i valori e gli insegnamenti ricevuti". Il futuro del circo è nelle mani - conclude Andrea Togni - dei nostri giovani che senza una scolarizzazione adeguata e una preparazione artistica al passo con i tempi non garantirebbero il futuro del circo"

Migrantes Rieti: non si possono dimenticare le famiglie circensi e lunaparkisti

26 Aprile 2021 - Rieti - Tra i ricordi belli della mia infanzia nella terra vicentina c’è la festa del patrono. Si aspettava con ansia perché era un giorno di  gioia, di aggregazione, di risate, di libertà. A prescindere dall’aspetto religioso ciò che coinvolgeva maggiormente noi bambini e gli adolescenti era l’arrivo delle giostre. I soldi che a volte i genitori ci davano come mancia li usavamo per farci qualche giro in giostra e per comprarci qualche dolcetto. Momenti bellissimi di spensieratezza. Sono passati tanti anni ma i lunaparkisti e circensi  ci sono ancora e continuano a portare i loro spettacoli nelle nostre città per regalare soprattutto ai bambini momenti di bellezza e di spensieratezza. Anche a Rieti. Purtroppo la pandemia, come sappiamo,  ha duramente colpito e non ha risparmiato il mondo dello spettacolo. Forse tra i più colpiti ci sono proprio loro. Non sono servite le manifestazioni fatte anche a Roma per sollecitare l’attenzione della politica e per ottenere  qualche aiuto concreto. “Non abbiamo ammortizzatori ma ci chiedete le tasse”: è il loro lamento.  Ma anche il silenzio e il disinteresse dell’informazione sono alti.  La pandemia che stiamo attraversando non ha solo conseguenze sanitarie ma anche economiche e certamente le più colpite sono le tante realtà fragili spesso vengono dimenticate. Il dramma sta nel fatto che, perdurando la situazione,  lunaparkisti e circensi “non potranno lavorare per diversi mesi ancora”. La denuncia arriva dalla Fondazione Migrantes. Il mondo delle giostre e dei circhi stanno vivendo una grave condizione dal punto di vista economico. Il direttore generale della Migrantes, don Giovanni De Robertis,  sottolinea che è una realtà che “fa fatica a chiedere visto che sono sempre andati avanti con il proprio lavoro. La sospensione delle attività pubbliche a carattere culturale e ricreativo ha significato l’impossibilità per queste categorie di soddisfare i bisogni più elementari delle proprie famiglie. Queste persone sono oggi prive di ogni reddito e tuttavia continuano a sostenere spese rilevanti senza avere possibilità di entrate. Sono persone che hanno anche difficoltà a chiedere il contributo “buoni spesa” ai comuni di residenza considerato che sono distanti dal luogo dove la pandemia ha costretto a sostare i circhi e i luna-park. Anche qui a Rieti da molti mesi sono bloccati i lunaparkisti (5 famiglie, 33 persone tra bambini e adulti) e il Circo Rolando Orfei fermo nel piazzale antistante il palazzetto dello sport.  La Chiesa reatina ha supplito ed aiutato attraverso anche la solidarietà di alcune parrocchie e di cittadini sensibili. Però i mesi sono tanti e la pandemia ancora impedisce la ripresa delle loro attività. Data la situazione non è sufficiente la solidarietà.  Le istituzioni pubbliche, infatti, non possono e non devono dimenticare queste persone. Spetta a loro garantire  la possibilità di sopravvivenza e di continuare a sperare e a conservare il loro lavoro. Non va dimenticato, infatti, che «il circo e il luna park costituiscono una parte importante della cultura e tradizione italiana che non possono finire con questa pandemia» (don Giovanni De Robertis).  E se la solidarietà deriva dal riconoscersi fratelli allora essa è voce del verbo amare ed è un aspetto costitutivo della nostra identità umana prima ancora che cristiana. Come ha ricordato Papa Francesco nel suo discorso ad Ur dei Caldei: nel mondo d’oggi, che spesso dimentica l’Altissimo, i credenti sono chiamati a testimoniare la sua bontà e a mostrare la sua paternità mediante la loro fraternità. “I clowns sono sempre esistiti, a quanto pare. Esisteranno sempre. Buoni o cattivi. Essi avranno, come li hanno avuti per il passato, nomi diversi. Ecco tutto. Ogni volta che è stato necessario, sono risorti dalle ceneri. Sono emersi dai ricordi. Il tempo, con la sua falce, non li ha mai sfiorati. Essi sono eterni, come l’erba dei sentieri, come i frutti selvatici e i fiori di montagna  (Tristan Remy).  E se il clown nel circo è una figura amatissima dai bambini e anche da noi adulti, fuori dal circo, nella vita politica e sociale,  coloro che debbono assumersi le responsabilità e difendere i diritti di ognuno non possono nascondersi dietro una maschera di ipocrisia e trasformarsi in clown. La politica non è fatta per far ridere e quando se ne dimentica, purtroppo, genera pianto, amarezza e delusione. (Luisella Maino – Migrantes Rieti)    

Migrantes Catania a sostegno degli artisti del circo Greca Orfei

22 Aprile 2021 - Catania - L’Ufficio Migrantes della diocesi di Catania, nell’ambito dell’attività Pastorale dello Spettacolo Viaggiante, in questi ultimi sei mesi ha dato assistenza e solidarietà agli artisti del circo Greca Orfei in sosta presso il parcheggio di un noto centro commerciale del comune di Misterbianco, in provincia di Catania. Su indicazione della direzione generale della Fondazione Migrantes e grazie all'intervento concreto da parte dell’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, della Parrocchia di San Leone Vescovo (Caritas parrocchiale) e del Banco Alimentare della Sicilia sono stati forniti beni alimentari di prima necessità e prodotti per l’igiene della persona, mentre le forniture di fieno e carne per gli animali del circo sono stati offerti dall’Associazione Coldiretti Sicilia e dalla Società Avimecc di Modica. Il personale circense, circa 40 persone, compresi alcuni bambini che vivono in carovane, è rimasto bloccato (dal mese di novembre 2020 a tutt’oggi) a causa del perdurare dell'emergenza Covid 19. Il Circo si trova in grande difficoltà economica per le spese derivanti dall’affitto del terreno di parcheggio, dal consumo dell’energia elettrica e dalle bombole di gas.  

Circensi: tra le iniziative della Giornata mondiale momenti di “leggerezza” sui siti web

17 Aprile 2021 - Roma - Ancora una volta, per il secondo anno consecutivo, la “Giornata Mondiale del Circo” non può essere vissuta con spettacoli e con la partecipazione del pubblico. La situazione dei lavoratori del circo oggi è diventata difficile. Ma il mondo del circo non demorde. E oggi, in occasione di questa giornata, diversi circhi hanno deciso di proporre, sui propri siti o profili social, spettacoli e momenti per “tenere” in compagnia gli spettatori. Tra questi l’iniziatva, che coinvolge l’American Circus, il Circo Nazionale Lidia Togni, il Circo Rony Roller e associazioni curcesi che, ale 15,00, propone la Giornata finale dell’International Circus Festival of Italy dell’ottobre scorsi, sulle pagine web che hanno aderito all’iniziativa che – spiega Fabio Montico - “volutamente semplice ma al tempo stesso significativa intende porsi quale opportunità per trascorrere alcune ore di ‘leggerezza’ in un tempo assai complesso per tutti; ed intende farlo non solo attraverso la promozione della bellezza ma anche ricercando la partecipazione corale e concorde dei diversi interlocutori che si renderanno disponibili alla trasmissione delle immagini sui propri canali”. L’edizione che si è scelto di trasmettere è totalmente all’insegna del “made in Italy”: i giovani talenti in competizione appartengono alle famiglie storiche del circo italiano. Con la partecipazione alla Giornata Mondiale del Circo, l’Associazione Culturale “Giulio Montico” - che propone ogni anno il Festival - intende ancora una volta “sollecitare nell’opinione pubblica una riflessione sulla valenza culturale del Circo che, forte della sua antichissima tradizione, si pone quale opportunità di gioia e felicità per quanti, capaci di rendersi liberi da preconcetti o da inclinazioni al temerario giudizio, sapranno farsi intercettare dal suo fascino”. (Raffaele Iaria)  

La Migrantes e la Giornata Internazionale del Circo

16 Aprile 2021 - Roma - Si celebra sabato 17 aprile la “Giornata Mondiale del Circo”, “il World Circus Day”. La Fondazione Migrantes, chiamata ad annunciare il Vangelo al mondo dei Viaggianti, è stata vicina in questi mesi di pandemia ai fratelli e alle sorelle circensi. Nel ringraziare tutti gli operatori impegnati su questo fronte pastorale, il direttore generale, don Giovanni De Robertis, rivolge un pensiero al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante, ricordando l’importanza del cammino compiuto insieme alla Chiesa che è in Italia. “Se, come ebbe a ricordare papa Francesco, la festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità – afferma don De Robertis – auguro che presto possiate riprendere la vostra missione di portare gioia e festa nelle nostre comunità. Ogni momento di letizia è sempre segno della presenza di Dio nella nostra vita e, come amava ripetere don Tonino Bello, il Signore ci dona quello che non abbiamo: il coraggio di sognare! Abbiamo tutti bisogno di sognare per non lasciarci sopraffare dalla paura e dallo smarrimento causati dalla pandemia. Cari fratelli circensi, ricordiamoci che Dio è sempre dalla nostra parte”. (R.Iaria) ​

Spettacolo viaggiante: domani la Giornata Internazionale del Circo. La presenza della Chiesa

16 Aprile 2021 -   Roma - È ormai consuetudine che il terzo sabato di aprile la grande famiglia internazionale del Circo celebri la “Gionata Mondiale del Circo”, “il World Circus Day”, organizzato dalla Federazione Mondiale del Circo, sotto la Presidenza onoraria di sua altezza Stéphanie di Monaco. Quest’anno la data della festa sarà domani, sabato 17 aprile 2021. Storia, arte, cultura e tradizione sono l’anima dello spettacolo sotto gli chapiteaux che ancora oggi, rendono il circo unico perché portatore di gioia di festa non solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Per il perdurare del periodo di pandemia da Covid-19 non sarà possibile vivere l’annuale evento con gli spettacoli presentati dal vivo e proposti sulle piste degli chapiteaux dei nostri circhi. Infatti anche il Circo italiano sta vivendo questo tempo di lockdown nella sofferenza e nella prova lontano dalla gente che ama il magico mondo dello spettacolo circense, in attesa che il Governo italiano riapra il settore dei beni e delle attività culturali di cui fa parte il Circo. Nonostante le ristrettezze dovute alla pandemia, la Federazione Mondiale del Circo, nella sua pagina web ha ricordato che l’11ª Giornata Mondiale del Circo sarà “… un’occasione meravigliosa per condividere l’arte della felicità anche con chi non ha una comprensione più profonda della bellezza e della abilità alita del circo; il suo crescente ruolo sociale e il suo crescente prestigio”. La Fondazione Migrantes della CEI, chiamata ad annunciare il Vangelo al mondo dei Viaggianti, è stata vicina in questi mesi di lockdown ai bisogni dei fratelli e delle sorelle impegnati nel mondo del Circo. Antonio Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi, apprezzando l’operato della Chiesa tra i circensi ha più volte ringraziato la Fondazione Migrantes per l’attenzione avuta nei riguardi della grande famiglia del Circo italiano. “la Migrantes - dice Buccioni – è stata di grande sostegno alle tante famiglie circensi che dal mese di febbraio 2020 non hanno più potuto lavorare. L’impegno di Migrantes, coadiuvata da Caritas italiana, non si è limitato per un periodo limitato o in un’aera dell’Italia, ma è stata una presenza direi sistematica e ben organizzata in tutto il territorio nazionale”. Armando Orfei riconosce che il ruolo della Fondazione Migrantes è stato fondamentale per la sopravvivenza del suo Circo in questo tempo dove, dice Orfei “più volte ho visto il buio attorno a me, alla mia famiglia e agli animali che da anni possiedo. La vicinanza e il sostegno della Chiesa mi ha aiutato ad affrontare i momenti più duri di questo anno che, spero, possa passare al più presto!”. (Mirko Dalla Torre)    

La Migrantes per la Giornata nazionale del Circo

15 Aprile 2021 - Roma - Si celebra sabato 17 aprile la “Giornata Mondiale del Circo”, “il World Circus Day”. La Fondazione Migrantes, chiamata ad annunciare il Vangelo al mondo dei Viaggianti, è stata vicina in questi mesi di pandemia ai fratelli e alle sorelle circensi. Nel ringraziare tutti gli operatori impegnati su questo fronte pastorale, il direttore generale, don Giovanni De Robertis, rivolge un pensiero al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante, ricordando l’importanza del cammino compiuto insieme alla Chiesa che è in Italia. “Se, come ebbe a ricordare papa Francesco, la festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità – afferma don De Robertis – auguro che presto possiate riprendere la vostra missione di portare gioia e festa nelle nostre comunità. Ogni momento di letizia è sempre segno della presenza di Dio nella nostra vita e, come amava ripetere don Tonino Bello, il Signore ci dona quello che non abbiamo: il coraggio di sognare! Abbiamo tutti bisogno di sognare per non lasciarci sopraffare dalla paura e dallo smarrimento causati dalla pandemia. Cari fratelli circensi, ricordiamoci che Dio è sempre dalla nostra parte”.

Ad Ascoli vince la solidarietà, anche con i circensi

7 Aprile 2021 - Ascoli - Ancora una volta la comunità di Monticelli (quartiere di Ascoli) si fa riconoscere per la grande generosità. Nel periodo di Pasqua grazie al crowdfunding lanciato dalle parrocchie dei Ss. Simone e Giuda e di S. Rita, insieme ad altre offerte consegnate in parrocchia, è stato possibile offrire il pranzo di Pasqua (preparato dal ristorante pizzeria “il Sentiero” di Brecciarolo) alle oltre 50 persone del Circo Madagascar che da ormai 5 mesi sosta nel territorio fra Monticelli e Brecciarolo e in difficoltà a causa dello stop agli spettacoli dovuto alla pandemia. Inoltre sono state consegnati vino e spumante offerto da Velenosi vini e uova di Pasqua ai bambini e ragazzi offerti dal gruppo Gabrielli. A 40 famiglie bisognose della parrocchia sono state invece donate altrettante gift card da 50 euro da spendere presso i punti vendita del Gruppo Gabrielli. Grande partecipazione alla benedizione 2.0 organizzata il giorno di Pasqua. Siccome a causa della pandemia non è stato possibile quest'anno attivare la tradizionale visita alle famiglie nel periodo di Quaresima, si è pensato di utilizzare il collegamento streaming per far sentire la comunità unita il giorno di Pasqua. Nei giorni scorsi, in totale sicurezza, sono stati consegnati dei kit contenenti una bottiglietta di acqua benedetta, uno schema per la preghiera in famiglia invitando tutti a collegarsi alle ore 12.40 sul canale YouTube Parrocchia Monticelli. Dalla chiesa parrocchiale dei Ss. Simone e Giuda, dove erano presenti don Orlando Crocetti, parroco di S. Giovanni Evangelista, don Giampiero Cinelli, parroco dei Ss. Simone e Giuda, il diacono Franco Bruni che presta il suo servizio nella comunità dei Ss. Simone e Giuda e don James Saenz, sacerdote colombiano, ospite nel periodo di Pasqua della Comunità di Monticelli, con puntualità svizzera alle 12.40 in punto, sotto la regia dei giovani dei gruppi parrocchiali (che avevano già ben animato tutto il triduo pasquale), è partita la diretta. Oltre 500 famiglie si sono collegate, hanno partecipato alla preghiera comune e poi ciascuno ha benedetto la propria famiglia e la propria abitazione. Tantissimi i messaggi di ringraziamento pervenuti per un momento che ha fatto sentire la comunità unita in questo momento in cui si è costretti al distanziamento a causa del Covid. E, quale sorpresa, quando uno dei messaggi è pervenuto addirittura da Mosca da dove la famiglia Buko ha scritto: “Don Giampiero e tutti i parrocchiani di Monticelli ad Ascoli Piceno! La nostra famiglia vi augura felice Pasqua! Vi ricordiamo tutti nelle nostre preghiere. Ricordiamo la calorosa accoglienza, la Santa Messa insieme a voi, meravigliosi sacerdoti (soprattutto don Mauro). Possa il Cristo risorto aiutare tutti voi a superare rapidamente i momenti difficili. Quando preghiamo insieme, le nostre preghiere diventano più forti. Cristo è risorto!” Era una famiglia ospite nel 1995 della parrocchia, (in occasione dell’evento Eurhope che si svolse a Loreto) e che trovava il link per la preghiera sul web. Si è così ristabilita un’amicizia. (G.C.)    

Migrantes Brescia: uno spettacolo online del Circo Grioni

1 Aprile 2021 -

Brescia - La famiglia Grioni vive l’esperienza di un lavoro che coinvolge tutta la famiglia: mamma, papà e quattro figli (13, 11, 8 e 5 anni) sono il cuore di questa comunità che vive, come in molte famiglie, grazie alla collaborazione dei nonni e che si allarga a collaboratori (una decina) provenienti da varie esperienze e uniti nell’avventura degli spettacoli viaggianti.

L’entusiasmo e la fatica connotano tanto l’attività professionale quanto quella personale. Essere circense è una dimensione che pervade la propria esistenza ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, una famiglia che vive spostandosi da un paese all’altro per esibirsi non è una bolla che rimane impermeabile ai luoghi che raggiunge ma è una comunità viaggiante che entra in un’altra comunità, la incontra, la anima e può addirittura aiutarla a riscoprirsi tale. In un’epoca moderna in cui le piazze sono disertate un po’ per colpa del virus e un po’ perché meno riconosciute come il cuore del paese e della città, il tendone del circo diventa una piazza capace di coniugare la nostalgia delle cose semplici a un sentimento tutt’altro che malinconico. C’è allegria, c’è apprezzamento per l’esibizione che lascia intravedere il lavoro propedeutico, c’è simpatia, solidarietà e incoraggiamento anche quando il numero non riesce perfettamente e l’artista ci riprova, perché si coglie l’autenticità. Il virtuale ci è stato di grande aiuto ma il reale con il “bello della diretta” ha un sapore insostituibile. E la famiglia Grioni è felice di essere un’occasione di incontro, di vitalità, di animazione che abbia il sapore della semplicità, dell’entusiasmo gioioso dei bambini, della poesia e della magia proprie del circo.

Da sempre la Pastorale Migrantes nella diocesi di Brescia, ha una attenzione particolare alle persone che vivono l’itineranza come i circensi; così anche il nostro ufficio si è affiancato alla quotidianità della famiglia Grioni condividendo la sua passione e la fatica di questo tempo. Il desiderio è di promuovere un’esperienza culturale di prossimità, capace di raggiungere i paesi e le città, animarne i centri, frequentarne le periferie, portare la casa del circo vicino a quella delle famiglie del pubblico, avvicinandosi agli spettatori e, al contempo, chiedendo loro di muoversi un po’, di uscire dalle abitazioni, di spegnere la televisione e i vari passatempi tecnologici e individuali. La storia del circo, con il suo stile di altri tempi, è la storia di una famiglia giovane con i più piccoli protagonisti: dietro ai numeri divertenti e di grande abilità ci sono bambini e adolescenti che si formano in scuole circensi e, soprattutto, ci sono il loro impegno, la grande forza di volontà, l’abnegazione. Parole che non sono in contrasto né con la pista del circo né con la giovane età dei protagonisti. Vedere lo spettacolo è un piacere, intravedere la preparazione è un motivo di riflessione sull’impegno che i ragazzi sono capaci di mettere quando vengono coinvolti in sfide belle! Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta tv il giorno di Pasquetta, lunedì 5 aprile alle 20.30, su Super Tv (Canale 92 in Lombardia) oppure in streaming su www.bresciasat.it . Sarà possibile sostenere il Circo Grioni mediante il versamento di un libero contributo sul conto corrente IT68V0760113200001008288183 (intestato a Roberto Grioni).

don Roberto Ferranti - Migrantes Brescia

Ministero Beni Culturali: 11 milioni di euro per circhi e spettacolo viaggiante

26 Marzo 2021 - Roma - «Ho firmato due provvedimenti del valore di 11 milioni di euro per il sostegno degli operatori dello spettacolo viaggiante e dei circhi. Si tratta di realtà in enorme sofferenza, per le quali si è operato sin dall’inizio della pandemia, ma che continuano ad avere bisogno di un sostegno concreto». Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, al momento della firma di due decreti che ripartiscono le risorse del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo, destinando 10 milioni di euro al sostegno dello spettacolo viaggiante e 1 milione di euro al sostegno delle attività circensi. Le risorse in favore dello spettacolo viaggiante verranno erogate anche in considerazione degli importi dovuti dalle singole realtà per la tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche nei comuni in cui insistono gli impianti, mentre quelle per i circhi verranno riservate alle imprese di produzione circense le cui attività in Italia è stata impossibilitata dalle misure di contenimento del contagio o la cui attività all’estero è stata interrotta e il cui rimpatrio è stato ritardato o impedito per i medesimi motivi, si legge in una nota. Questi interventi «rafforzano quanto già previsto nel 2020, con i 15 milioni di euro erogati in favore degli operatori dello spettacolo viaggiante e quota parte destinata ai circhi delle risorse devolute alle realtà escluse dal FUS, portando così a oltre 26 milioni di euro il montante complessivo finora indirizzato a sostenere questi specifici settori dello spettacolo dal vivo». I due decreti sono stati inviati agli organi di controllo e saranno disponibili, alla registrazione, sul sito istituzionale del ministero della cultura www.beniculturali.it

Mondo circense: pandemia e attenzione dei media

22 Marzo 2021 - Roma - È passato un anno dall’inizio della pandemia, e siamo al punto di partenza. Sanità e economia del Paese al collasso. Nella grande recessione derivata dai lockdown e dal distanziamento sociale ci sono alcune categorie che hanno sofferto più di altre, arrivando a veri e propri picchi di povertà assoluta. Tra queste il mondo dello spettacolo, e in una situazione ancor più grave si sono venuti a trovare gli addetti dello spettacolo viaggiante fermi in giro per l’Italia e anche fuori dai confini nazionali. Circhi, luna park, artisti di strada hanno ‘fatto la fame’, come dicono loro, sono sopravvissuti grazie all’intervento di alcune strutture quali la Fondazione Migrantes, la Caritas, le varie associazioni locali di volontariato e le amministrazioni pubbliche che si sono ritrovate sul proprio territorio queste attività. La Fondazione Migrantes, che è intervenuta anche per far rientrare alcuni circhi dall’estero, ha raccontato fin dall’inizio sul quotidiano www.migrantesonline.it e sul mensile  “Migranti Press” le storie di queste persone ferme, senza potersi esibire e quindi senza incassi, linfa quotidiana di queste attività che, nella maggior parte, non hanno a carico solo gli stipendi degli operatori ma gli animali da accudire e da sfamare. A questo proposito Flavio Togni, della dinastia circense dei Togni, padre dell’American Circus, ora fermo nel proprio quartier generale a Sommacampagna in provincia di Verona, in una intervista rilasciata qualche giorno fa alla testata Fanpage.it si è lamentato perché in tutto questo arco di tempo c’è stata poca attenzione da parte della stampa e anche della politica. “Nessuno ha mai ha parlato del mondo del circo durante questo anno di pandemia. Nessun telegiornale, nessun politico, nessuno, siamo gli innominabili”, ha dichiarato. Andando a spulciare è la stampa locale che ha dato più rilievo a determinati casi proprio perché ha fatto notizia la generosità della gente del posto e le amministrazioni locali che hanno provveduto ad aiutare il circo di turno che si sono ritrovati sul proprio territorio. Il circo Togni quando lavora a pieno regime è costituito da circa 50 artisti provenienti da diverse nazioni e 150 addetti più 44 cavalli di razza e 11 tigri, ora il Patron ha dovuto mandare a casa gli artisti e ha ridotto all’essenziale il personale perché fermo da un anno.