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Cuneo: nel programma annuale del comune la giornata di commemorazione del “Porajmos”
Giornata genocidio Rom: Sant’Egidio, occasione per riflettere “sul male generato”
Il card. Turkson ricorda la figura del beato Ceferino
Città del Vaticano - Lunedì 2 agosto ricorre la memoria liturgica del beato Ceferino Gimenez Malla, il primo beato di origine rom della Chiesa cattolica. Ucciso a Barbastro, in Spagna, nel 1936 per aver tentato di salvare un sacerdote, Ceferino, ricorda oggi il cardinale Peter Turson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, era "un uomo di preghiera". In una lettera a p. Claude Dumas, presidente del Comitè Catholique International pours les Tsiganes il porporato ricorda che il beato Ceferino esercitava il mestiere di commerciante di animali con "un rispetto esemplare per loro, paragonabile a quello di San Francesco d’Assisi, di cui seguiva l’esempio in qualità di terziario francescano". Per la sua autorità morale, scrive il cardinal Turkson, veniva spesso chiamato in quanto persona molto rispettato a dirimere sia le controversie che sorgevano tra le famiglie della comunità rom sia i conflitti che a volte turbavano i rapporti tra Rom e non Rom. "Le difficoltà che hanno dovuto affrontare collettivamente i rom m nel corso dei secoli, hanno creato in loro un forte senso di appartenenza al gruppo e di solidarietà". Secondo quanto appreso il Dicastero "i meccanismi di mutuo sostegno hanno mitigato l’impatto della pandemia su di loro a cui erano più esposti proprio a motivo delle famiglie numerose che vivono in spazi ristretti. Alcune famiglie hanno sostenuto le altre ad andare avanti". Nella lettera in occasione di questa giornata il responsabile del dicastero vaticano ricorda "la figura di monsignor Mario Riboldi, il sacerdote milanese scomparso nelle settimane scorse, che ha scoperto la figura di Ceferino e ne ha promosso la beatificazione che poi avvenne a Roma nel 1997. "Nel ringraziare Dio per la vita di mons. Riboldi - scrive - chiediamo al Signore per intercessione del beato Ceferino non solo vocazioni al servizio dei più bisognosi ma anche che culture diverse scoprono il dono dell’amicizia sociale proposta da papa Francesco". Il Dicastero ringrazia la pastorale dei Rom della Conferenza Episcopale spagnola perché in quest’occasione ha messo a disposizione materiale sulla figura del beato e "dare testimonianza dell’eredità che mons. Riboldi ci lascia con la sua vita e con la sua fede". (Raffaele Iaria)
Torino: mons. Nosiglia fra le famiglie di Rom e Sinti
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Migrantes: dal 5 luglio il Corso di formazione per i nuovi direttori
Pastorale rom Milano: don Frediani ricorda don Riboldi
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Don Riboldi: mons. Perego, una “figura centrale nel cammino post conciliare della pastorale dei rom e dei sinti”
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Migrantes Pordenone: un corso di sartoria per le donne rom
Migrantes Catania: celebrata la Giornata Internazionale dei Rom, Sinti e Camminanti
Catania - L'Ufficio Migrantes della diocesi di Catania, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom, Sinti e Camminanti, ha celebrato una solenne celebrazione eucaristica presso la parrocchia della Divina Maternità della B.M.V. in Cibali. La Santa Messa è stata presieduta dal parroco don Gianluca Giacona e concelebrata dal direttore dell'Ufficio per l’animazione missionaria, don Deodato Mammana, con l’assistenza dei diaconi don Giuseppe Cannizzo, direttore dell’Ufficio Migrantes, don Santo Rizzo e don Giuseppe Calantropo, entrambi collaboratori dello stesso Ufficio Pastorale.
Giuseppe Cannizzo ha ricordato la genesi dell'istituzione della Giornata Internazionale dedicata a Rom e ai numeri statistici che riguardano questa grande famiglia nel mondo ed in Europa ed ha sottolineato come “l’evangelizzazione è una missione di tutta la Chiesa, perché nessun cristiano dovrebbe rimanere indifferente di fronte a situazioni di emarginazione in relazione alla comunione ecclesiale. Anche i cristiani Rom sono chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa, promuovendo l’attività pastorale nelle loro comunità”.
Significativo poi il richiamo alla situazione di emergenza causata dalla pandemia da Covid-19, che si sta vivendo attualmente fra i popoli di tutti i Paesi del Continente, compreso quello Rom. “Sono tempi difficili anche per questi nostri fratelli", ha concluso don Cannizzo: "tra loro il rischio di contagio è ancora più alto a causa delle condizioni in cui spesso vivono: spazi piccoli, privi di servizi e talvolta in assenza di acqua, di elettricità e delle condizioni minime per condurre una vita dignitosa. Ragion per cui, questo è il tempo, come ha ricordato anche Papa Francesco, di lasciare da parte ogni forma di odio ed emarginazione”.
All'incontro erano presenti, un buon numero di fedeli italiani e rappresentanti di comunità multietniche, che hanno voluto partecipare come "testimonianza di integrazione e fratellanza tra popoli".
Giornata internazionale Rom: occasione per richiamare l’attenzione su questo popolo
Comunità di S. Egidio: “Superare pregiudizi e puntare su scuola e integrazione”
Roma - In occasione del “Romanò Dives”, la giornata internazionale dei Rom, che si celebra oggi, 8 aprile, in ricordo del primo Congresso mondiale dei Rom tenutosi nel 1971 vicino Londra, la Comunità di Sant’Egidio rivolge gli auguri a tutti i Rom (e alle popolazioni romanì che si identificano con questo nome) e sottolinea alcune idee, preoccupazioni e prospettive sulla presenza di questo popolo in Italia ed Europa. Occorre anzitutto "prendere le distanze da vecchi e nuovi pregiudizi, fonte di ostilità e discriminazioni, e intraprendere con coraggio iniziative che favoriscano la piena inclusione dei Rom nelle nostre società, valorizzando la cultura e la condivisione della memoria, considerando che quasi nessuno in Italia conosce il Porrajmos, lo sterminio di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale". Bisogna poi puntare su un serio programma di scolarizzazione, una "autentica priorità - si legge in una nota - per un popolo, che in larga parte è costituito da bambini e giovani (circa il 50% delle 140.000 presenze in Italia ha meno di 18 anni). Solo "investendo seriamente su un’istruzione e una formazione di qualità si potrà avere una generazione pienamente integrata nella nostra società". Infine occorre "attuare politiche di inserimento abitativo, superando la logica emergenziale che spesso contraddistingue l’azione delle istituzioni rispetto a questa minoranza: la presenza di Rom e Sinti non è episodica o occasionale ed è evidente che approcci perennemente emergenziali non facilitano l’integrazione e sono spesso causa di spreco di fondi pubblici. L’integrazione dei Rom è possibile, come dimostrano tante situazioni, di cui Sant’Egidio ha fatto esperienza in anni di amicizia e impegno a loro fianco. Quando per i Rom valgono gli stessi criteri che per altre fasce di popolazione, l’integrazione funziona".