Primo Piano

Papa Francesco riceve una delegazione della Bulgaria e della Macedonia del Nord

24 Maggio 2019 - Città del Vaticano – Papa Francesco ha ringraziato oggi la delegazione della Bulgaria - ricevuta in udienza in occasione della festa dei Santi Cirillo e Metodio - per la “grande accoglienza ricevuta durante la sua recente visita nel Paese. Ha sottolineato – riferisce il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti - come sia stato colpito dagli anziani del Paese, dalla considerazione che loro ricevono nella società bulgara. Questo, ha osservato, è segno di venerazione della tradizione che, ha affermato, non è ‘custodia delle ceneri, ma salvaguardia del fuoco’, citando una frase di Gustav Mahler letta su L’Osservatore Romano di ieri”. Ancora, il Papa si è detto “commosso” dai 245 bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione a Rakovski. Infine, salutando con “particolare affetto” il Metropolita Antonio, ha espresso parole di “grande stima per il Patriarca Neofit, definito dal Santo Padre un uomo di fede, un uomo mite, un uomo profondo”. Ricevendo poi la delegazione della Macedonia del Nord, il Papa – riferisce ancora Gisotti - ha ringraziato per l’accoglienza delle autorità e del popolo durante la visita nel Paese, ricordando in particolare la Messa a Skopje e la visita al memoriale di Madre Teresa di Calcutta. “Il Santo Padre ha inoltre affermato di essere stato toccato dall’incontro con i giovani macedoni di diverse religioni, un segno importante di fratellanza. Il vostro popolo, ha concluso, è storicamente la porta di entrata del Cristianesimo in Europa e questa è una grande cosa”.  

Rom: lo sgombero dolce e il modello Moncalieri

24 Maggio 2019 - Torino - Niente ruspe, niente sgomberi forzati, niente rivolte di quartiere. Benvenuti a Moncalieri, 60 mila abitanti, quinta città del Piemonte. Dove - incredibile ma vero - l’impegno dell’amministrazione comunale, un progetto ragionato, una tabella di marcia rigorosa hanno permesso un piccolo grande miracolo: la chiusura dei campi dove vivevano 80 rom, traslocando le famiglie in abitazioni vere, primo passo per un’integrazione reale. Senza imposizioni ai residenti, che hanno conosciuto e accettato le famiglie rom, disinnescando pregiudizi, paure, luoghi comuni. Insomma, le direttive europee per il superamento dei campi e l’integrazione dei rom - fatte proprie dall’Italia già nel 2011 - non sono un libro dei sogni. Tutto sta a volerlo. “Sì, si può fare”, annuisce Silvia Di Crescenzo, assessora alle Politiche sociali della giunta del sindaco Paolo Montagna. “Abbiano avuto in comodato d’uso un’area privata per piazzare dei container per un anno, da giugno 2017 a giugno 2018. Ci hanno dato fiducia, hanno creduto al nostro progetto. Zero euro di affitto per 12 mesi, ma con una penale di 10 mila euro per ogni giorno di più”. Nell’area vengono collocati alcuni moduli abitativi, per accogliere, per un periodo limitato di tempo, le famiglie fino ad allora sparse in vari insediamenti informali. Vengono regolarizzati serbi e bosniaci, si avviano colloqui e percorsi personalizzati. A tutti viene chiesto, come conditio sine qua non, di sottoscrivere un patto: vaccinazioni e scuola per i figli, rispetto della legge per gli adulti. Accettano in 48, gli altri preferiscono abbandonare il territorio. “Essenziale – spiega l’assessora Di Crescenzo – è stato il lavoro di squadra con la Commissione di valutazione sanitaria, gli assistenti sociali, le organizzazioni di volontariato come la Croce Rossa e Carità senza frontiere”. Tra i residenti che vivono nelle case adiacenti non mancano le reazioni allarmate. Qualcuno protesta, viene issato uno striscione ostile: “Allora abbiamo organizzato incontri tra italiani e rom – racconta – e le famiglie si sono presentate, si sono conosciute e hanno superato molti luoghi comuni. Fondamentale è stato il monitoraggio quotidiano del campo da parte di carabinieri, vigili, volontari”. Le famiglie rom iniziano ad abbandonare il campo. “Quando sono uscite le prime, le altre hanno capito che facevamo sul serio”. Qualcuno riceve un sostegno temporaneo per l’affitto, altri una borsa lavoro. Qualche appartamento lo trova il Terzo settore, altri ancora vanno nelle case popolari. In un anno anche il campo transitorio si svuota. E i rom a Moncalieri ora sono cittadini, come gli altri e tra gli altri. (Luca Liverani – Avvenire)  

MCI Barcellona: il 1 giugno la visita del cardinale Joan Josep Omella

24 Maggio 2019 - Barcellona – Il 1 giugno prossimo il cardinale Joan Josep Omella, arcivescovo di Barcellona, visiterà la comunità italiana in occasione del conferimento della Confermazione di alcuni giovani italiani. Incontrare il vescovo di Barcellona significherà “sentirsi con gioia veri figli della Chiesa nella diocesi che ospita la Comunità ma sarà anche un’opportunità unica per presentargli i diversi progetti sviluppati, e dimostrare la volontà di tanti italiani di essere, con l'aiuto del Signore, testimoni di fede nella liturgia, nella parola e nella carità”, sottolinea il missionario, don Luigi Usubelli che guida la Comunità dal 2014: “stiamo vivendo questi giorni on la stessa emozione con cui si attende una festa di famiglia. Una festa – spiega il sacerdote - che è anche un grande momento di condivisione. La presenza del Cardinale sarà occasione di esprimere la gioia di essere chiesa universale. Attraverso la diocesi abbiamo esteso l’invito alle parrocchie della città. La collaborazione con le realtà parrocchiali catalane, che spesso ci offrono il loro supporto e i loro spazi, è infatti per noi indispensabile” La celebrazione eucaristica nell’antica chiesa di Sant’Anna dove la comunità si riunisce periodicamente.  

Papa Francesco: lunedì la presentazione del Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

24 Maggio 2019 - Città del Vaticano - “Non si tratta solo di migranti”.  Questo il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 29 settembre prossimo. Lunedì 27 maggio, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, la presentazione del Messaggio di Papa Francesco alla quale interverranno P. Fabio Baggio e P. Michael Czerny, Sotto-Segretari della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Mons. Jean-Claude Hollerich, S.I., Arcivescovo di Lussemburgo e Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea – Comece e P. Leonir Chiarello, Superiore Generale dei Missionari Scalabriniani.  

Messina: ieri la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes

24 Maggio 2019 - Messina - “La sfida alla quale siamo chiamati è la completa inversione di rotta. Lavorare perché l'Italia diventi luogo attrattivo per vivere e quindi rientrare per chi è andato all'estero e rendere possibile l'ingresso di nuova vitalità in un Paese spopolato e demograficamente nella necessità di nuova linfa vitale”. A dirlo ieri sera a Messina la curatrice del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes partecipando all’incontro dal titolo “Una Repubblica fondata sull’emigrazione”. Il convegno – promosso dagli Uffici diocesani Migrantes e Caritas, dall’Università di Messina e dall’associazione di volontariato “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti” – ha concluso un percorso che ha visto la presentazione dei tre volumi redatti dalla Fondazione Migrantes:  il “Rapporto immigrazione” (in collaborazione con Caritas Italiana) e il  “Rapporto sul diritto d’asilo in Italia”. Per Licata l'analisi della storia di mobilità legata all'Italia e quindi dei flussi in entrata e in uscita “ci insegna quanto la realtà si discosti dalla percezione di essa. Ma non è più solo il tempo del conoscere, formare e informare. È il tempo del fare”.  Ai lavori, introdotti da p. Felice Scalia della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti e moderati da Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes  - è intervenuto anche il giornalista Marcello Mento e il docente Antonino Mantineo dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. Al termine anche l’approvazione del documento “Restiamo umani per seguire il Vangelo”, proposto dagli organismi promotori del percorso che ha affrontato i diversi volti della mobilità umana. L’incontro è stato preceduto, nel pomeriggio, dalla presentazione del “Rapporto Italiani nel Mondo” ai docenti e agli studenti universitari. “Abbiamo ricevuto un grande dono dall'Europa: la libertà di muoverci, ma dobbiamo lavorare – ha detto Licata - per far sì che venga applicato anche il diritto di tornare in Italia dopo la parentesi di mobilità”. Da qui l’augurio a tutti i giovani di fare esperienza di mobilità per studio o per lavoro “ma ciò che più conta è fare proprio il principio che dobbiamo poter inseguire i nostri sogni nei luoghi e nei tempi che desideriamo perché ogni uomo e ogni donna, i migranti tutti quindi, hanno diritto a un'esistenza felice”.  

L’asilo nido “Munting Tahanan” a rischio chiusura

24 Maggio 2019 -   Roma - “Munting tahanan”, che nella lingua delle Filippine significa “piccola casa”, è dal 1996 uno dei primi asili nido interculturali della capitale. Accoglie 40 bimbi da 0 a 3 anni di diverse nazionalità ma ora rischia di chiudere perché il 31 maggio scade il contratto stipulato con il Comune di Roma. Nel frattempo non sono usciti altri bandi ed educatrici e famiglie stanno lanciando un SOS per salvarlo. Dopo una prima richiesta a gennaio rimasta senza risposta, in questi giorni è stata inviata una nuova lettera all’assessora alla persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale, Laura Baldassarre, per chiedere una proroga del contratto fino al 31 luglio 2019, per completare almeno il percorso educativo iniziato a settembre. Come loro anche altri asili nido della capitale, che stanno pensando di unire le forze per affrontare l’emergenza. “La mancata proroga del servizio – scrive la Commission for filipino migrant workers Italia, l’associazione che gestisce il centro – causerà un danno notevole ai bambini e alle famiglie in quanto verrà a mancare un fondamentale sostegno al processo di integrazione sociale e culturale”. Le 40 famiglie – il 40% sono filippini - hanno lavori precari e non rientrano nelle graduatorie per accedere agli asili nido comunali. “La convenzione con il Comune di Roma permetteva di coprire 14.000 euro di spese mensili – spiega al Sir Luisa Pagano, volontaria – così le famiglie potevano pagare una retta minima, di 150 euro, invece che 450 euro come negli asili privati. Dobbiamo cercare di tamponare l’emergenza fino a fine luglio. Siamo in attesa di una risposta dell’assessorato”. “Ci hanno detto che quest’anno non ci saranno bandi ma prevedono di aumentare di tre ore il sostegno nel doposcuola degli istituti pubblici – conferma la direttrice del centro Angelica Da Rocha, brasiliana -. Ma le nostre famiglie hanno bisogno di altro, perché i bimbi sono piccoli e non sanno dove lasciarli. Il nido è una alternativa importante per evitare separazioni dolorose tra mamme e bambini. A volte sono costretti a mandarli dai parenti in patria o a portarli con sé nei luoghi di lavoro”. Al “Munting Tahanan” ora ci sono bimbi da Filippine, Capoverde, Ecuador, Salvador, Perù, Brasile, Romania, Moldavia, Russia, Ucraina, Cina, Giappone e Italia.  L’asilo è aperto dalle 8 alle 17 ma le dieci educatrici fanno tre ore al giorno in più di volontariato pur di mantenere in vita questo sogno: sono brasiliane, romene, peruviane, filippine. Se il centro chiude anche le educatrici rischiano di perdere il lavoro, ma la priorità sono i bambini e le famiglie.  

Minori stranieri soli: un seminario a Torino su tutori volontari e affidatari

23 Maggio 2019 - Torino - Il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino e le associazioni Agevolando e Anfaa lunedì 27 maggio dalle 15 alle 18 presso la Sala lauree blu del Campus Einaudi di Torino organizzano il seminario “Tutore volontario di minori stranieri non accompagnati e affidatario familiare: analogie e differenze”. Al convegno interverranno Joelle Long dell’Università di Torino, Carlo Infuso, tutore volontario, Alessia Rossato, affidataria, Daniela Caputi e Laura Pasquali del Comune di Torino, Frida Tonizzo di Anfaa e Rita Turino, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

Diocesi Spoleto-Norcia: domani l’accoglienza di una famiglia siriana

23 Maggio 2019 - Spoleto - Arriverà domani a Spoleto la famiglia di profughi siriani giunta in Italia attraverso i corridoi umanitari. L’arcidiocesi accoglierà marito, moglie e due figli nel complesso parrocchiale di S. Pietro extra moenia. Provengono dalla città di Homs e sono fuggiti, spiega in una nota l’arcidiocesi, “a causa della loro fede cattolica”. Sarà l’arcivescovo, mons. Renato Boccardo, a dare loro il benvenuto a nome della Chiesa di Spoleto-Norcia. Il capo famiglia lavorerà come manovale in un’impresa edile del territorio, che da subito aveva espresso il desiderio di voler contribuire al progetto di accoglienza. Grande il coinvolgimento dei parrocchiani dei Santi Pietro e Paolo e di quelli delle altre parrocchie della Pievania di Santa Maria. “I più piccoli attendono con trepidazione i loro coetanei siriani: li vogliono accogliere come fratelli minori”, dicono Rita e Gianfranco Silvestri, una delle famiglie spoletine tutor dei nuovi arrivati siriani. La famiglia Silvestri sarà coadiuvata da quella di Giancarla e Fabio Ciavatta, così da favorire al meglio l’integrazione. Naturalmente soddisfatto mons. Boccardo: “L’arrivo qui da noi di una famiglia di profughi siriani – afferma – e la sua accoglienza presso il complesso parrocchiale di San Pietro, con la collaborazione delle parrocchie della Pievania di Santa Maria, è un gesto piccolo, di fronte alla quantità di gente nella stessa situazione, ma particolarmente significativo, perché dà concreta realizzazione alla fraternità e solidarietà che sono comandamento irrinunciabile per ogni discepolo di Gesù e contribuisce a mantenere viva l’attenzione nei confronti di una tragedia drammatica come quella delle migrazioni, che non può non interpellare la coscienza di ogni essere umano. Ringrazio vivamente tutti coloro che, in vari modi, rendono possibile l’accoglienza e l’integrazione di questi nuovi ospiti della nostra comunità”.

Estate 2019: giovani e volontariato tra i migranti

23 Maggio 2019 - Roma - Tessere con pazienza e creatività reti tra il mondo dei migranti e le nuove generazioni: è questa l’animazione giovanile scalabriniana basata sulla logica dell’incontro, tema scalabriniano per il 2019, del servizio, nella prospettiva di una reale convivialità delle differenze. La vision del programma denominato Via Scalabrini 3, in comunione con l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus, è riassunta in poche battute dal responsabile, P. Jonas Donazzolo: “Crediamo in un mondo con più ponti e meno muri. L’ispirazione è arrivata nel 2014 proprio da Papa Francesco, quando ci invitava a diffondere sempre più ‘una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo. Dove c'è un muro c'è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri!’” (Roma, 9.11.2014)”. Di fronte alle recenti derive populiste, ingigantite da un clima di perenne campagna elettorale, P. Donassollo oppone l’incontro e il dialogo come “cibo quotidiano”, vista la internazionalità dei giovani contattati e dei diretti collaboratori, uno dei quali proviene ad esempio dal Brasile, ed insiste che “l’azione concreta tra e con i giovani e i migranti è un accompagnamento affinché essi diventino, gli uni insieme agli altri, gli ideatori e i principali costruttori di una società che viva concretamente tale cultura dell’incontro. Come? Da parte loro accogliendo, apprezzando e integrandosi con le diversità culturali che inevitabilmente incrociano, mentre da parte di noi animatori creando gli spazi e le occasioni dove mettere a frutto l’energia delle loro convinzioni”. Le principali proposte per l’estate 2019, attive sul territorio nazionale, si svolgeranno concretamente a Genova e in provincia di Foggia: Una Casa Lontano da Casa: Una settimana a Genova per incontrare, in porto, i marittimi e per conoscere la realtà migratoria della città e Io Ci Sto: un campo di incontro, condivisione e servizio tra volontari, migranti e la comunità locale nella provincia di Foggia per abbattere i pregiudizi, contrastare lo sfruttamento e promuovere l’integrazione.

Emilia Romagna: Bilancio conclusivo della Consulta Regionale Emigrazione

23 Maggio 2019 - Rimini - Con la convocazione del 12-14 maggio 2019 la Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo, costituita dopo non poche vivaci discussioni con la Legge Regionale n.5 del 27 maggio 2015, ha tenuto la sua ultima riunione. Si può dire che ha chiuso aprendo in quanto, pur nelle incertezze politiche a causa di elezioni, ha fatto un bilancio e formulato prospettive per il suo proseguimento. Il presidente Gian Luigi Molinari infatti ha riassunto positivamente gli impegni del piano triennale 2016-2018 per la concretezza dei lavori, la trasparenza dei comportamenti e la efficace collaborazione sia degli uffici operativi sia delle 87 associazioni rappresentate dai loro eletti nella Consulta composta di 68 membri comprendente quindi anche i rappresentanti degli uffici e di istituzioni regionali ed esperti. Sono stati infatti approvati nel triennio 68 progetti con una spesa di ca. 500mila euro. Ed il bilancio generale presenta un risparmio di ca.400mila euro che in futuro dovranno servire prevalentemente per borse di studio e di cui oggi 50mila torneranno all’estero come aiuto prevalentemente ai corregionali del Venezuela nella attuale delicata critica situazione economico-politica. E’ stato anche chiarito che la Consulta è volontariato (presidente Molinari), palestra in movimento che guarda alle seconde generazioni (vice-presidente Cardinali), con buona collaborazione tra rappresentanze dall’estero e realtà regionali in Italia (vice-presidente Anna Lisa Poggiali). Indicazioni generali molto valide sono venute nella mattinata inaugurale presso la sede del Consiglio Comunale di Rimini dall’assessore Jamil Sadegholvaad di origine iraniana: importanza di coniugare origine nazionale ed inserimento locale; dal consigliere Giorgio Bruccoli con personale esperienza migratoria: chi ha forte identità non teme altri gruppi nazionali; dello stesso presidente Molinari: il faticoso, ma fruttuoso lavoro di ristrutturazione della Consulta fortemente ancorata nella Assemblea Regionale Emilia-Romagna. Nel dibattito dei giorni successivi, svoltosi in un clima cordiale ma con un clima atmosferico impietoso, gli interventi dei consultori sono stati molti e quasi tutti volti a migliorare natura e funzionamento della prossima Consulta: convocazione periodica dei presidenti delle associazioni, aumento dei bandi concorso a progetto, borse di studio, possibile ruolo di diffusione del made in Italy e nella Regione con il coinvolgimento delle associazioni all’estero ecc. Ai lavori è stato invitato ed ha partecipato anche Mons. Silvano Ridolfi, per molti anni membro della Consulta e nello stesso tempo membro della Migrantes, che ha ricordato come proprio la secolare esperienza migratoria italiana debba indicare un approccio adeguato all’inarrestabile processo della immigrazione in Italia e che in generale si deve agire maggiormente guidati da convinzioni e meno da emozioni nella priorità inalienabile e generale del rispetto della persona umana. Ora la parola decisiva passa alla Assemblea legislativa che dovrà valutare ed avviare un nuovo corso della Consulta (sr)

Asti: “non cacciate Taiwo”

23 Maggio 2019 - Asti - Non importa che sia integrato nella comunità, benvoluto dai bambini della scuola e gran lavoratore. Taiwo se ne deve andare. Per lui in Italia non c’è posto. Così ha deciso la Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale della Prefettura di Torino, che ha rigettato la domanda di protezione umanitaria presentata dal giovane migrante nigeriano, arrivato due anni fa a Serravalle d’Asti dopo una giovinezza segnata da lutti e violenze e un viaggio per mare, preceduto da un periodo di detenzione in un campo di raccolta libico, dove è stato più volte picchiato. Orfano di entrambi i genitori, Taiwo, che oggi ha 29 anni, è scappato con la sorella dalla cittadina di Kuta, dove viveva in una famiglia che lo umiliava e picchiava. Arrivato a Lagos ha lavorato per due anni al mercato cittadino in condizioni di “semischiavitù”, nel senso che non veniva pagato ma gli veniva dato qualcosa da mangiare e una lamiera sopra la testa per la notte. “Stavo lentamente morendo di botte e di fame”, ha raccontato una volta arrivato in Italia. Così, nel 2017 ha deciso di partire e, dopo un viaggio attraverso il deserto e il mare, è arrivato a Serravalle d’Asti, ospite del Centro per migranti gestito da Aghaton. “Taiwo è stato il primo a venire a scuola a insegnare inglese ai bambini”, racconta il maestro Giampiero Monaca, che con le colleghe Maria Molino e Mariagrazia Audenino, insegna agli alunni di prima, seconda e terza elementare della scuola del paese, inseriti nel progetto “Bimbisvegli”. Almeno metà delle ore di lezione è svolta nel bosco, dove i bambini hanno costruito un piccolo villaggio di capanne. «Ciascuno costruiva la sua piccola casetta – ricorda l’insegnante – ma Taiwo ne ha fatta una grande. “Così possiamo stare tutti insieme”, ha detto. Uno che non aveva mai avuto una casa, ne ha costruita una per tutti. Taiwo è così, volenteroso e generoso. Un gran lavoratore, che ci ha aiutato a sistemare la scuola e a ridipingerla. Inoltre è il teacher d’inglese preferito dai bambini, che con lui imparano divertendosi e rafforzando l’amicizia”. Ora questa bella esperienza di integrazione rischia di essere spazzata via dal “diniego” della Prefettura alla domanda di permesso di soggiorno per motivi umanitari, avanzata da Taiwo e corredata dalle “referenze” dei bambini. Che sono state considerate ma, evidentemente, non ritenute abbastanza autorevoli. “Quanto vale il cuore di un bambino?”, si chiede il maestro Giampiero, a cui è toccato dare la notizia agli scolari. “Ho detto loro che le parole dei bambini non contano”, dice, con rammarico, l’insegnante. Che comunque non si arrende ed è pronto a dare battaglia perché Taiwo possa continuare a vivere dove è amato e rispettato e non sia, invece, costretto a tornare nell’inferno da cui è fuggito. “Ormai fa parte della nostra famiglia, non possono cacciarlo via”, ha detto Davide, 10 anni. “Lui non ha più nessuno, ha solo noi”, ha aggiunto Pietro, 6 anni. E Nicolò, 8 anni, ha sottolineato: “La Costituzione dice che bisogna accoglierlo e proteggerlo”. I “Bimbisvegli” non si vogliono arrendere e sono pronti a battersi affinché Taiwo non sia espulso. “Alla Commissione vogliamo dire che anche i piccoli possono avere ragione e fare cambiare idea ai grandi”, ha ribadito Nicolò, 8 anni. La stessa età di Beatrice: “Dobbiamo salvarlo perché è nostro amico”. Anche le famiglie si sono messe in azione per Taiwo. “Quando la notizia si è sparsa per il paese – riprende Monaca – i genitori degli alunni hanno chiamato a scuola, dicendosi pronti a manifestare anche a Torino. Di certo non molliamo e faremo di tutto per fare cambiare idea alla Commissione. Non tutto è perduto e noi andiamo avanti. Per Taiwo è gli altri come lui”. (Paolo Ferrario – Avvenire)

Migrantes: il nuovo collegio dei revisori dei conti

23 Maggio 2019 - Roma - Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI, nella sessione straordinaria del 22 maggio, ha provveduto alla nomina dei membri del Collegio dei revisori dei conti della Fondazione Migrantes. Si tratta del Dott. Paolo Buzzonetti, del Dott. Massimo Soraci e del  Diac. Dott. Mauro Salvatore. Lo rende noto oggi il Comunicato finale dei lavori dell’Assemblea della CEI conclusasi oggi in Vaticano. Al collegio dei revisori gli auguri di un proficui lavoro.

Papa Francesco: lunedì la presentazione del Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

23 Maggio 2019 - Città del Vaticano - “Non si tratta solo di migranti”.  Questo il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 29 settembre prossimo. Lunedì 27 maggio, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, la presentazione del Messaggio di Papa Francesco alla quale interverranno P. Fabio Baggio e P. Michael Czerny, Sotto-Segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Mons. Jean-Claude Hollerich, S.I., Arcivescovo di Lussemburgo e Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea – Comece e P. Leonir Chiarello, Superiore Generale dei Missionari Scalabriniani.  

Torino: l’arcivescovo “incontra l’America”

23 Maggio 2019 - Torino - Anche la cappellania ispano- americana di Torino incontra l’arcivescovo, Mons. Cesare Nosiglia, in occasione della visita pastorale, il prossimo 26 maggio. “Come cappellania siamo composti da circa 200 persone che si ritrovano tutti i sabati alle 19 e le domeniche alle 11 alla chiesa Immacolata Concezione e Santissimo Sacramento di via Nizza 47”, racconta padre Noè Antonio Romero, guida spirituale della comunità. La cappellania ha svariate feste tradizionali che si tengono durante l’anno con balli, incontri e processioni; ha inoltre un coro multietnico che partecipa alle celebrazioni con altre cappellanie. “Le due festività tradizionali più importanti”, continua padre Romero, “probabilmente sono le processioni di ottobre e dicembre. La prima è dedicata al Signore dei Miracoli, la seconda alla Madonna della Porta. Ci sono anche altre festività durante l’anno con devozioni a santi, ma sono più contenute e si svolgono a livello comunitario”. “Per l’arrivo dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia, oltre ad incontrarci con la cappellania brasiliana alla chiesa Sacro Cuore di Maria di via Morgari 11, sono in programma una processione e delle letture in portoghese; inoltre, per solennizzare ulteriormente questo momento di incontro, 7 adulti della nostra comunità riceveranno la Cresima e la Comunione”. La comunità brasiliana cristiana di Torino coinvolge circa una cinquantina di Peruviani e Brasiliani: trionfo di colori, processioni e canti guidate da padre Manuel Chilingutila. “Ci troviamo ogni seconda domenica del mese alle 16.30 per celebrare l’Eucarestia”, racconta padre Manuel, “presso la chiesa di San Domenico. Oltre alla tradizionale celebrazione domenicale, una festa in particolare caratterizza la cappellania brasiliana: quella di ‘Nossa Senhora Aparecida do Brazil’, che si festeggia il 12 ottobre. Abbiamo formato inoltre un coro e spesso ci incontriamo per la raccolta di prodotti, vestiti o soldi come solidarietà verso tutti gli altri membri che sono in difficoltà”. “La visita dell’Arcivescovo”, conclude, “sarà un momento in cui manifestare le gioie e le sfide riguardanti la vita delle nostre comunità da quando sono nate fino ad oggi”. Il programma della visita prevede alle 9.30 l’arrivo di Mons. Nosiglia presso la chiesa Immacolata Concezione (via Nizza 47) a Torino dove alle 10 incontra i rappresentanti dei diversi gruppi della cappellania ispano-americana e la comunità brasiliana prima di spostarsi presso la parrocchia Sacro Cuore di Maria (via Morgari11) dove alle 11.30 celebra l’Eucarestia. Sempre il 26 al pomeriggio incontra i giovani di tutte le comunità etniche: appuntamento alle 15 nella chiesa di San Domenico. (Fonte La Voce e il Tempo)

Otto sbarchi in Sicilia e Sardegna nelle ultime 24 ore

23 Maggio 2019 -

Milano – Non si fermano gli sbarchi 'autonomi' sulle nostre coste: ben otto nelle ultime 24 ore per un totale di 75 migranti sbarcati nel silenzio generale. Dopo il mini arrivo di otto persone martedì sera a Lampedusa, altri cinque barchini hanno raggiunto nella notte le coste del Sulcis in Sardegna. Si tratta complessivamente di 51 algerini intercettati dalla Guardia di finanza e dalla capitaneria su barchini, tutti di legno di una lunghezza di circa 12 metri e con un motore fuoribordo. I migranti sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir (Cagliari).

Ieri mattina, inoltre, una piccola barca, con a bordo 7 o 8 immigrati, è stata intercettata e bloccata da un pattugliatore della Guardia di finanza a circa 3 miglia dalla costa Agrigentina. Mentre in serata a Linosa sono stati intercettati 4 tunisini.

L’agenzia Onu per i rifugiati, Acnur, ha intanto diffuso le ultime stime sui dispersi in mare, confermando altresì che la mortalità nel Mediterraneo, in questi primi cinque mesi dell’anno, è addirittura decuplicata. Si tratta infatti di 500 persone di cui non si ha più traccia a fronte di 18.408 sbarchi in Europa.

Albanesi in Italia: domenica il pellegrinaggio a Genazzano

22 Maggio 2019 - Roma – Sono previste circa un migliaio di persone provenienti dai numerosi gruppi di immigrati albanesi delle varie comunità sparse in Italia e dall'Albania e Kosovo, accompagnati dai loro vescovi e presbiteri, che si uniranno all'appuntamento del 26 maggio per rendere omaggio alla Madonna del Buon Consiglio a Genazzano. È suggestivo pensare che ogni anno gli albanesi venuti in Italia sentano il bisogno di fare questo pellegrinaggio mariano. La sentono veramente “loro” questa Madonna, perché 50 anni di ateismo e di feroce persecuzione, che ha cancellato ogni traccia esterna di religione dalla loro terra, non è riuscita a cancellare dalla loro memoria, anzi dalla loro più profonda interiorità, questa immagine di Maria. La celebrazione eucaristica con la supplica alla Madonna alle ore 11,00 sarà presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale Albanese mons. George Frendo e seguita da altre manifestazioni culturali e di svago.

Noi e gli altri, gli altri e noi: la storia dell’emigrazione italiana all’IIC di Lione

22 Maggio 2019 - Lione - Nell'ambito del ciclo di incontri intitolato “Conosci l’Italia e la sua Storia”, la Professoressa Maurizia Morini spiega la storia delle migrazioni italiane giovedì 23 maggio presso l’Istituto di Cultura Italiana di Lione in un panel sulla storia dell’emigrazione italiana dal titolo: “Noi e gli altri, gli altri e noi”. Storicamente le migrazioni sono lo strumento per migliorare le condizioni di vita, si può migrare per motivi politici, religiosi, economici e per desiderio di vedere altri paesi, conoscere altri stili di vita. L'esperienza degli italiani – si legge in una nota - è stata ed è anche questa; dall'Ottocento ad oggi milioni di donne e uomini si sono “spostati” e fanno esperienze di vita e di relazioni in altri paesi.

Papa Francesco: “speciale vicinanza e affetto a tutti i cattolici in Cina”

22 Maggio 2019 - Roma -  “Speciale vicinanza e affetto a tutti i cattolici in Cina, i quali, tra quotidiane fatiche e prove, continuano a credere, a sperare e ad amare”. Ad esprimerli è stato il Papa, nell’appello rivolto a conclusione dell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro. “Venerdì prossimo, 24 maggio, celebreremo la festa della Beata Vergine Maria ‘Aiuto dei cristiani’, particolarmente venerata in Cina al Santuario di ‘Nostra Signora di Sheshan’, presso Shanghai”, ha ricordato il Papa: “Tale felice occasione mi permette di esprimere speciale vicinanza e affetto a tutti i cattolici in Cina, i quali, tra quotidiane fatiche e prove, continuano a credere, a sperare e ad amare”. “Cari fedeli in Cina – ha concluso il Santo Padre – la nostra Mamma del Cielo vi aiuti tutti ad essere testimoni di carità e di fraternità, mantenendovi sempre uniti nella Comunione della Chiesa universale. Prego per voi e vi benedico”. Tra i 20mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro, figura anche una piccola delegazione di cattolici cinesi, alcuni dei quali provenienti proprio da Shanghai.

“Una Repubblica fondata sull’emigrazione”: la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo a Messina

22 Maggio 2019 - Messina – Domani, giovedì 23 maggio, alle ore 18.00, a Messina, presso l’Istituto “Cristo Re” verrà presentato il “Rapporto Italiani nel Mondo 2018” della Fondazione Migrantes. Il Rapporto è l’unica pubblicazione, edita in Italia, che studia la mobilità degli italiani e rappresenta un ulteriore segno dell’impegno della Chiesa italiana per l’emigrazione. Sono, infatti, circa 500 i sacerdoti italiani al fianco dei nostri connazionali che vivono all’estero, insieme alle religiose, ai religiosi e ai laici impegnati perché evangelizzazione e promozione umana continuino a essere binomio inscindibile anche nel sevizio degli emigrati. Dopo i saluti iniziali, introdurrà i lavori p. Felice Scalia, teologo gesuita. A presentare il Rapporto Delfina Licata della Fondazione Migrantes, curatrice del volume. Ogni anno dal nostro Paese emigrano all’estero più di 100 mila cittadini italiani che saranno – si legge in una nota – “per qualche altro Stato motivo di ansia e intolleranza, perché stranieri. Mentre tutto questo rimane nascosto, sulle agende politiche ai primi posti troviamo il racconto distorto di un Paese che può permettersi di chiudere le frontiere a quanti scappano da guerre, persecuzioni, impoverimenti e sono alla ricerca di protezione”. A seguire la relazione di Marcello Mento, giornalista, dal titolo: “L’Italia da ripopolare: quando la migrazione diventa risorsa”. La nostra emigrazione ha “svuotato tanti piccoli borghi che hanno conosciuto una seconda vita grazie all’inserimento di comunità migranti che hanno preso il posto di chi negli anni Sessanta è scappato all'estero in cerca di fortuna. La dimostrazione pratica che la migrazione può diventare una risorsa, mettendo in crisi il modello imperante dell’assistenzialismo e il racconto di chi vuole guardare al fenomeno solo in termini di paura e di contrapposizione tra italiani e migranti”. Le conclusioni saranno affidate ad Antonino Mantineo della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti; seguirà l’approvazione del documento “Restiamo umani per seguire il Vangelo” proposto dagli organismi promotori del percorso che ha affrontato i diversi volti della mobilità umana. La conduzione dell’incontro sarà curata dal diacono Santino Tornesi direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes. L’appuntamento è l’ultimo di tre eventi di un percorso in cui, attraverso i volumi prodotti dalla Chiesa italiana, è stato affrontato il fenomeno della mobilità umana. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università di Messina (Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali - COSPECS; Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche - SCIPOG), gli organismi pastorali diocesani della Migrantes e della Caritas, l’Associazione di volontariato “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti”. L’appuntamento aperto alla Città sarà preceduto, alle ore 15 (aula Accademia Peloritana dei Pericolanti - Rettorato UniMe, piazza Pugliatti n. 1), dalla presentazione del Rapporto ai docenti e agli studenti universitari, agli iscritti all’Ordine degli assistenti sociali e a quanti, a motivo del loro lavoro, sono interessati al fenomeno migratorio.